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“Piattaforma biologico”: nuovo bando e avviso

La Piattaforma tecnologica italiana in agricoltura biologica,  istituita  lo scorso 19 gennaio con il supporto “Rete italiana per la ricerca in agricoltura biologica” presso il Dipartimento Agroalimentare del CNR a Roma, agisce con lo scopo di favorire una visione comune a livello nazionale sull’avanzamento del settore individuandone le linee di ricerca prioritarie. E proprio in un’ottica di sviluppo è stato dato il via dal Comitato promotore della “Piattaforma”, di cui Veneto Agricoltura è membro, ad un bando ed ad un avviso pubblico.

Bando per esperti scientifici e tecnici del settore. Il primo per selezionare esperti scientifici e tecnici del settore in rappresentanza dei diversi comparti della filiera del biologico italiano che andranno a comporre il “Comitato Scientifico” e le cui candidature dovranno pervenire entro il 30 giugno 2010.

Avviso pubblico per aziende, enti pubblici, enti privati e associazioni. Il secondo per permettere alle aziende, enti pubblici e privati ed associazioni interessate di essere parte della “Piattaforma”. L’adesione garantirà ai membri il diritto di partecipare ai lavori, alle assemblee ed alle iniziative della “PTBio Italia” che agirà come open forum nel recepire le istanze di tutti i componenti coinvolti.

Le informazioni e i moduli relativi al bando e all’avviso sono reperibili all’indirizzo internet di Rirab. La Segreteria di PTBio Italia può inoltre essere contattata allo 06/49932607-3187 c/o il Dipartimento Agroalimentare del CNR a Roma.

(fonte Veneto Agricoltura)

Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”

foto Sana

Sana, il Salone Internazionale del Naturale che si svolgerà a BolognaFiere dal 9 al 12 settembre 2010, indice in collaborazione con FederBio, la prima edizione del Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”.  Il Premio ha l’obiettivo di portare alla luce articoli e servizi che presentano e approfondiscono l’agricoltura biologica, il suo stretto legame fra alimentazione, salute e ambiente e il nuovo approccio ai consumi di cui è portavoce.

Possono partecipare: giornalisti professionisti, pubblicisti o blogger in qualità di redattori o free-lance di quotidiani, periodici di informazione, emittenti radiofoniche o televisive e siti web. Il termine utile per l’invio della domanda di partecipazione e dei materiali in gara è il 30 giugno 2010. La premiazione avrà luogo a settembre nell’ambito della manifestazione.

Per partecipare al Premio scarica il regolamento e la domanda di partecipazione.

(fonte Sana)

Vino biologico: rinviata la decisione Ue

“Il rinvio della decisione comunitaria sul vino biologico fa, a dir poco, cadere le braccia: anche questa volta, come già per l’OCM vino, le sorti dei produttori vengono messe nelle mani dei Paesi non produttori. Il Veneto è il maggiore produttore di vino biologico e dovrebbero essere gli altri a chiederci che ne pensiamo, e invece ne dobbiamo subire le decisioni”. E’ sconcertato, e forse anche un po’ sconfortato, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, per un rinvio “che non sembra preludere a nulla di buono, arenato – pare – sulla questione dei solfiti. Stiamo forse prendendo in giro i consumatori al massimo livello?”

Regole per il “vino biologico”: a decidere, che siano i produttori. Il problema è solo apparentemente semplice: attualmente in Europa e in Italia non c’è il “vino biologico”, ma il vino “prodotto da uve biologiche”. Questo perché non ci sono regole precise per quali trattamenti riservare in cantina a queste uve per poter definire “biologico” il prodotto finale. I solfiti sono un elemento che si produce naturalmente nella trasformazione dell’uva in vino e che serve a preservalo dalle alterazioni naturali. Fissare una quantità significa di fatto autorizzarne anche un utilizzo “dall’esterno”, “fissarlo per il vino biologico a un livello poco più basso di quello già oggi legale per il vino “normale” – dice Manzato – è semplicemente poco serio, tenuto conto che i solfiti non sono un medicinale per gli esseri umani e che creano in alcuni individui problemi di intolleranza. Facciamo decidere i produttori, quelli veri. Invito il nostro governo ad un’azione forte su questo tema che apre più di una crepa sul sistema biologico in generale”.

Il Veneto è leader nazionale nelle coltivazioni biologiche, con 18 mila ettari di superficie dedicata (il 2 per cento della Superficie Agricola Utilizzabile della regione). Sul totale dell’export nazionale di prodotti biologici, il Veneto detiene una quota del 40 per cento, costituita per il 90 per cento da ortofrutta e vino, quest’ultimo vero e proprio fiore all’occhiello e prodotto principalmente nelle DOC Lison Pramaggiore (l’area omogenea vitata biologica maggiore al mondo), nella DOCG Conegliano Valdobbiadene, e nelle DOC veronesi.

(fonte Regione Veneto)

15-16 maggio 2010: a Milano e a San Vendemiano (TV), si parla di nuovi strumenti finanziari a sostegno dell’agricoltura

Sjoerd Wartena

La terra ha bisogno di una rinnovata attenzione. E’ un appello per tutti. Che coinvolge tutti. Se l’agricoltura è in crisi e il territorio è sotto continua minaccia di cementificazione e di speculazioni sempre più aggressive, le malattie aumentano e aumenta la richiesta di cambiamento da parte dei cittadini: per un nuovo stile di vita, per un’agricoltura sana che rispetti l’ambiente, che dia prospettiva al lavoro dei giovani.

L’olandese Sjoerd Wartena da anni è impegnato in iniziative per togliere la terra dal dilagante sistema speculativo. Nel 2003, sull’esempio della banca olandese Triodos che, negli anni ’80, aveva costituito un fondo di investimento destinato alle fattorie biologiche e biodinamiche e alle fonti di energia rinnovabili, ha fondato Terre de Liens . L’iniziativa sta avendo grande successo in Francia e molti altri paesi la stanno guardando con interesse. Anche l’Italia. Sarà lo stesso Sjoerd Wartena a raccontare la storia di questa importante iniziativa che segna un nuovo passo verso una nuova economia, mettendo in  connessione città, campagna, terra.

Due gli appuntamenti previsti: il 15 maggio a Milano durante l’assemblea Generale dell’Associazione Biodinamica (ore 11 presso la Scuola Rudolf Steiner, via Clericetti 45) e il 16 maggio a Zoppè di San Vendemiano (Tv) nell’ambito di “Ecor Incontra alla Festa di Primavera” (ore 11.30,  presso la Libera Scuola Steiner Waldorf “Novalis”, via Rudolf Steiner 2, laterale di via Fontane). L’incontro sarà l’occasione per conoscere un’innovativa forma di risparmio solidale a favore del biologico e per capire se, dopo il grande successo avuto in Francia, questa idea che associa con originalità finanza e lavoro della terra può aiutare anche l’agricoltura italiana.

Chi è Terre de Liens. E’ un’associazione creata nel 2003 e attiva su tutto il territorio francese; l’associazione raggruppa diverse altre associazioni e organizzazioni ad essa collegate, che insieme operano per cercare di modificare il rapporto dell’uomo con la terra, con l’agricoltura, con il cibo e con la natura, migliorando il rapporto e la gestione della proprietà fondiaria. La finalità di Terre di Liens è quella di tentare di riattivare le zone rurali nazionali, ormai spopolate a causa della forte urbanizzazione, e di sostenere stili di vita e pratiche agricole rispettose dell’uomo e dell’ambiente. In questo modo, da un lato ostacolano l’accrescimento del mercato speculativo della terra e dell’agricoltura, dall’altro lato proteggono e rispettano le biodiversità locali.

Nuovi strumenti di Finanza Solidale. L’attività di Terre de Liens si traduce in un accompagnamento di singole persone o di gruppi di persone nell’avvio di attività agro-rurali ex novo, oppure nel supportare attività agricole già esistenti, ma in difficoltà.  Per realizzare i propri obiettivi, Terre di Liens ha attivato degli strumenti di Finanza Solidale che gli permettono una più facile gestione dei terreni, oltre che la raccolta di donazioni; ha così creato due strumenti finanziari: la Fondiaria Terre de Liens (raccoglie i risparmi dei cittadini per acquistare terreni che vengono poi affittati ad agricoltori o imprese agricole che, con le loro attività, operano a sostegno dell’ambiente) e la Fondazione Terre de Liens (raccoglie donazioni da destinare a progetti agro-rurali; sensibilizza cittadini, enti pubblici e imprese private a partecipare alla gestione e alla conservazione dei terreni considerati patrimonio comune; detiene il patrimonio fondiario al fine di proteggerlo, conservarlo e migliorarlo).

Gli organizzatori. Banca Popolare Etica è il primo istituto di credito italiano che opera interamente secondo i principi della finanza etica. Attraverso le sue 13 filiali sparse da Nord a Sud e i suoi 30 banchieri ambulate raccoglie il risparmio di cittadini e  organizzazioni responsabili e lo impiega per sostenere iniziative economiche dall’elevato valore sociale: ONG, associazioni, cooperative sociali e imprese sociali. Dal 2003 Banca Etica ha incluso tra i settori strategici di intervento anche l’agricoltura biologica, considerata elemento essenziale per un’economia sempre più attenta all’uomo e all’ambiente. Sefea – Società Europea Finanza Etica e Alternativa è stata fondata da Banca Etica per fornire supporto finanziario agli Istituti di credito etici e solidali europei attualmente esistenti ed in corso di creazione, per favorirne la crescita e lo sviluppo. Ecor è il più importante distributore in Italia di prodotti biologici e serve oltre 800 negozi di alimentazione naturale – tra i quali oltre 250 negozi associati al brand B’io e 66 supermercati ad insegna NaturaSì.

Possibilità di accredito stampa: Koiné Comunicazione, Beatrice Doretto,  mob. 347 2419035, ufficiostampa@ecor.it oppure Chiara Bannella, 06 42016060, cbannella@bancaetica.com

(fonte: Koinè Comunicazione)

Biologico, la fertilità del suolo: incontro martedì 11 maggio a Rosolina (Ro)

Martedì 11 maggio ore 9.00 presso il Centro Sperimentale Ortofloricolo di Veneto Agricoltura “Po di Tramontana” a Rosolina (RO) importante momento di approfondimento per gli operatori di settore sulle componenti biologiche che determinano la fertilità dei terreni e la risposta delle coltivazioni. I proff.ri Roberto Causin, Maurizio Guido Paoletti e Tiziano Gomiero, dell’Università di Padova e Francesca Chiarini di Veneto Agricoltura illustreranno la complessità del suolo agricolo a partire dai microorganismi probiotici, alla fauna terricola come indicatore di fertilità, ai bilanci energetici ed i cambiamenti climatici; per continuare con una visita al campo catalogo dei sovesci autunno-primaverili.

L’ incontro rientra nell’ambito delle attività previste dal Piano regionale di intervento per il rafforzamento e lo sviluppo dell’agricoltura biologica, iniziativa che la Regione sviluppa in collaborazione con Veneto Agricoltura. Il Veneto, lo ricordiamo, è una delle principali regioni italiane sul versante della produzione biologica, e qui hanno sede le più importanti realtà nazionali della distribuzione bio.

(fonte Veneto Agricoltura)

Nuovo logo comunitario per i prodotti biologici: istruzioni per l’uso

In data 31/03/2010 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il Regolamento Comunitario 271/2010 che modifica il Reg. CE 889/2008 e reca le disposizioni sull’utilizza del nuovo logo europeo per i prodotti biologici.
Il Regolamento prescrive che dal 1° Luglio 2010, per i prodotti biologici, dovrà comparire sulla confezione anche il logo comunitario di cui all’articolo 25, paragrafo 1, per quanto riguarda gli alimenti preconfezionati.

Istruzioni per l’uso. Quando viene usato il logo comunitario, il numero di codice dell’organismo di controllo deve essere collocato nello stesso campo visivo del logo biologico dell’UE inoltre deve comparire nello stesso campo visivo del logo e immediatamente sotto il numero di codice dell’organismo anche l’indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è comosto e compare nelle forme seguenti:

–    «Agricoltura UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata nell’UE,
–    «Agricoltura non UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata in paesi terzi,
–    «Agricoltura UE/non UE» quando parte della materia prima agricola è stata coltivata nella Comunità e una parte di essa è stata coltivata in un paese terzo.

Possibile anche l’indicazione di un Paese se tutte le materie prime agricole sono ivi prodotte. L’indicazione «UE» o «non UE» può essere sostituita o integrata dall’indicazione di un paese nel caso in cui tutte le materie prime agricole di cui il prodotto è composto siano state coltivate in quel paese. Ai fini della succitata indicazione possono essere omessi, in termini di peso, piccoli quantitativi di ingredienti purché la quantità totale di questi sia inferiore al 2 % della quantità totale, in termini di peso, di materie prime di origine agricola. La succitata indicazione non figura con colore, dimensioni e tipo di caratteri che le diano maggiore risalto rispetto alla denominazione di vendita del prodotto. Il logo e le relative diciture devono essere apposte in modo da risultare facilmente visibili, chiaramente leggibili ed indelebili. I riferimenti grafici del Logo comunitario devono rispettare le indicazioni riportate all’allegato XI del reg. CE 889/2008.

Quando il logo comunitario non può essere utilizzato o è facoltativo. Per i prodotti con ingredienti biologici inferiori al 95%; i prodotti della caccia e della pesca con ingredienti biologici; i prodotti in conversione e per i prodotti al di fuori del campo di applicazione del regolamento 834/2007 come ad es. i prodotti cosmetici, tessili, pet-food, ecc. L’uso del logo è facoltativo per i prodotti importati dai paesi terzi. Tuttavia, se il logo comunitario figura nell’etichettatura, questa riporta anche l’indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è composto.

(Fonte: CCPB controllo e certificazione)

In Europa avanza l’agricoltura biologica, arretra invece la coltura OGM

Secondo Eurostat, l’Istituto statistico dell’Unione Europea, le superfici dedicate all’agricoltura biologica nell’UE hanno raggiunto nel 2008 i 7,8 milioni di ettari, segnando un aumento del 7% rispetto al 2007. Su un periodo più lungo, ovvero tra il 2005 e il 2008, i dati disponibili indicano un aumento del 21%.

Spagna, Italia, Germania, Regno Unito e Francia in pole position. Nel 2008, i cinque Stati membri con le maggiori superfici dedicate all’agricoltura biologica sono risultati la Spagna (1,3 mil di ha), l’Italia (1,0), la Germania (0,9), il Regno Unito (0,7) e la Francia (0,6). Nel 2007, il totale delle superfici dedicate all’agricoltura biologica rappresentava il 4,1% dell’insieme delle superfici agricole utilizzate nell’UE. Le maggiori proporzioni di superfici dedicate all’agricoltura biologica risultavano in Austria (15,7% del totale delle superfici agricole), in Svezia (9,9%) e in Italia (8,9%).

Le colture. Nel 2008, le colture arabili più importanti sono state i cereali (44% delle superfici convertite interamente all’agricoltura biologica e dedicate alle colture arabili), seguite dai foraggi erbacei (42%), dalle altre colture arabili come i legumi da granella, le patate, le barbabietole da zucchero, le sementi e semenzali di terre arabili (7%), le verdure fresche e le colture industriali (4% ciascuno). I cereali raggiungono valori importanti in Lituania (79% delle superfici dedicate alle colture arabili), Portogallo (75%) e Irlanda (73%), mentre le percentuali più elevate di foraggi erbacei sono state registrate in Lettonia (67%), Estonia (66%) e Svezia (58%).

Diminuiscono le superfici destinate a colture OGM. Nel 2009, 14 milioni di agricoltori di 25 Paesi hanno coltivato 134 milioni di ettari di colture biotech, contro i 13,3 milioni di agricoltori e 125 milioni di ettari nel 2008. Il 90% degli agricoltori che hanno coltivato OGM sono piccoli produttori dei Paesi in crescita. È quanto si legge nel rapporto annuale sulle coltivazioni transgeniche diffuso dall’”International service for the acquisition of agri-biotech applications” (Isaaa).

In Germania forte stop all’Ogm. Il rapporto segnala che sei Paesi europei hanno coltivato 94.750 ettari di colture biotech nel 2009, in ribasso rispetto ai sette Paesi ed ai 107.719 ettari del 2008. Il calo è dovuto al fatto che la Germania ha interrotto la coltivazione transgenica. La Spagna ha coltivato l’80% di tutto il mais OGM europeo. Gli otto maggiori produttori di OGM sono stati: Usa (64 milioni di ettari), Brasile (21,4), Argentina (21,3), India (88,4), Canada (8,2), Cina (3,7), Paraguay (2,2) e Sud Africa (2,1). Gli altri Paesi che utilizzano OGM sono: Uruguay, Bolivia, Filippine, Australia, Burkina Faso, Spagna, Messico, Cile, Colombia, Honduras, Repubblica Ceca, Portogallo, Romania, Polonia, Costa Rica, Egitto e Slovacchia.

(fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Entro il 30 giugno 2010 si può concorrere al Premio Giornalistico Nazionale “Comunicare Bio”

Sana, il Salone Internazionale del Naturale, in collaborazione con FederBio, indice la prima edizione del Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”. Il Premio ha l’obiettivo di portare alla luce articoli e servizi che presentano e approfondiscono l’agricoltura biologica, il suo stretto legame fra alimentazione, salute e ambiente e il nuovo approccio ai consumi di cui è portavoce.

Modalità di partecipazione. Possono partecipare giornalisti professionisti, pubblicisti o blogger in qualità di redattori o free-lance di quotidiani, periodici di informazione, emittenti radiofoniche o televisive e siti web. Il Premio prende in esame: servizi giornalistici pubblicati da quotidiani e riviste; trasmissioni e servizi radiofonici e televisivi; servizi e articoli on line e blog (riservati ai siti di informazione, con esclusione di quelli aziendali) realizzati e/o utilizzati in Italia e scritti in lingua italiana nel periodo compreso tra il 1 luglio 2009 e il 30 giugno 2010. La domanda di partecipazione e il bando di concorso sono scaricabili dai siti di Sana e FederBio. Il termine utile per l’invio della domanda di partecipazione e dei materiali in gara è il 30 giugno 2010. La premiazione avrà luogo all’interno di Sana, che si terrà a Bologna dal 9 al 12 settembre.

(fonte FederBio)