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Perdita premi PAC per i pascoli magri. Manzato scrive al Ministro, trattativa in corso.

montagna_003L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato ha inviato una lettera al Ministro dell’Agricoltura riguardo al tema dei pascoli magri, ovvero i pascoli permanenti situati in zone con condizioni climatiche difficili (oltre 600 metri s.l.m.) e su superfici di bassa resa.

La questione in gioco. Manzato ha fatto presente al Ministro Martina la particolare condizione nella quale versano oltre 200 allevamenti del Veneto che,  per accedere ai contributi previsti dalla PAC, impiegano superfici a pascolo – i cosiddetti “pascoli magri” – prese in affitto e utilizzate con bestiame di terzi. Agea – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura – ha infatti ripristinato, con efficacia retroattiva, una circolare del 2013. Ciò potrebbe comportare il recupero dei premi eventualmente già pagati per dette superfici nell’anno 2014, oltre alla decadenza dall’aiuto per quelle non ancora pagate. “Per colpa di pochi furbetti, in questo modo si penalizzano molti nostri allevatori che, invece, si sono sempre comportati onestamente – ha spiegato l’assessore – privandoli di parte rilevante del contributo diretto che l’Unione europea ha sempre garantito a questi agricoltori. Questo ovviamente si rifletterà negativamente sul successivo calcolo dei diritti all’aiuto per il periodo 2015-2020 in applicazione della nuova PAC, con il risultato che molte aziende zootecniche si vedranno privare di importi di riferimento con grave danno per un intero settore già fortemente penalizzato dagli andamenti di mercato e dalla riforma della PAC stessa”.

Trattive in corso. La vicenda, oggetto di contenzioso giudiziario, ha sfaccettature complesse e tuttora in evoluzione. In estrema sintesi, i malumori scatenati dalla decisione di Agea, hanno portato la stessa ad applicare una sospensiva nell’applicazione della normativa per l’anno 2014. Deroga che è stata poi smentita dal TAR Lazio che la ha giudicata “non ammissibile”. “In questo modo – ha concluso Manzato – oltre ad annullare il premio PAC 2014, si pregiudicheranno anche le future assegnazioni dei titoli affidate dalla nuova Programmazione comunitaria con ricadute molto pesanti per il Veneto. Motivo per il quale stiamo dialogando da ormai un mese con il Ministero al fine di trovare in tempi rapidi una soluzione che eviti il tracollo del settore della bovinicoltura da carne”.

Coldiretti Veneto. Una nota stampa recita: “Prendiamo atto dell’impegno assunto dall’assessore Manzato per la risoluzione della questione dei pascoli magri nei confronti del Ministro Martina. Questa vicenda potrebbe significare una perdita di premi PAC di 15 milioni di euro per il 2014 a cui si aggiunge un trascinamento negativo fino al 2020 che supera i 50 milioni di euro. La positiva presa di posizione regionale è stata sollecitata da Coldiretti Veneto che ritiene necessario ripristinare un principio di legalità per gli allevatori che si sono legittimamente affidati ai provvedimenti emanati da AGEA, all’atto di presentazione della domanda PAC 2014. Far valere questo principio non significa perseguire singoli comportamenti non rispettosi della norma ma, per la negligenza o il dolo di pochi, non possono essere chiamati a pagare un prezzo insostenibile tutti i produttori che hanno utilizzato i pascoli magri”.

Fonte: Regione Veneto/Coldiretti Veneto

Veneto scelto per ospitare nel 2016 incontro mondiale sui paesaggi terrazzati

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Sarà il Veneto la sede del Terzo Incontro Mondiale dei Paesaggi Terrazzati che si terrà a ottobre 2016. Dopo le precedenti manifestazioni organizzate in Cina nel novembre 2010 e in Perù nel maggio 2014, la regione veneta è stata designata infatti ad ospitare questo evento, che si terrà per la prima volta in ambito europeo e raccoglierà 300 delegati da tutti i luoghi terrazzati del mondo. A darne l’annuncio è il vicepresidente e assessore regionale al territorio Marino Zorzato.

Manifestazione di 10 giorni, si apre a Venezia per chiudere a Padova. Nel 2014 a Cusco l’Alleanza internazionale dei paesaggi terrazzati (ITLA – International Terraced Landscape Alliance) aveva indicato l’Italia come sede del prossimo incontro mondiale dedicato a questi sistemi agricoli ed ecologici diffusi in aree collinari e montane. La sezione italiana dell’Alleanza ha ora scelto il Veneto come sede dell’organizzazione plenaria. “L’assegnazione – sottolinea Zorzato – arriva dopo un periodo in cui il Veneto si è distinto per l’impegno in favore della conoscenza e valorizzazione delle aree terrazzate, con iniziative in campo europeo, regionale e locale che hanno condotto all’adesione all’Alleanza internazionale nata nel 2011 in seguito alla prima conferenza mondiale in Cina”. Il programma della manifestazione si svilupperà nel corso di dieci giorni, con un evento inaugurale a Venezia che vedrà anche l’apertura di una mostra fotografica sugli aspetti più affascinanti di questi paesaggi, e si concluderà all’Università di Padova. I partecipanti si divideranno in gruppi per recarsi in visita di studio nelle aree terrazzate di tutta Italia, dove si terranno laboratori tematici con coltivatori, studiosi e abitanti dei terrazzamenti.

Sinergia con il Trentino. La Regione del Veneto porterà avanti l’organizzazione coinvolgendo altre realtà come il vicino Trentino, con cui da tempo è condiviso un percorso di valorizzazione di questi luoghi. Il supporto scientifico verrà dalla consolidata collaborazione con l’Università di Padova e l’Università IUAV di Venezia. La preparazione dell’evento giunge in un momento in cui l’Italia si trova a svolgere un ruolo importante nel panorama internazionale sul tema dell’alimentazione e delle sue relazioni con l’ambiente e il paesaggio grazie all’Expo di Milano che sarà anche la prima vetrina per la presentazione ufficiale dell’incontro mondiale sui Paesaggi Terrazzati.

Fonte: Regione Veneto

5/9/14, ad Asiago (VI) prima nazionale di “Capindo la Late”, docu-film sulla vita d’alpeggio. Al termine, dibattito sull’agricoltura di montagna moderato da Mimmo Vita, presidente UNAGA. Ingresso libero.

prima nazionale documetario CAPINDO LA LATE- Asiago- 5 settembre Quale futuro attende l’agricoltura di montagna? E quali scenari si aprono alle giovani generazioni che scelgono di continuare la tradizione millenaria dell’alpeggio? Le voci dei protagonisti e del territorio saranno presentate venerdì 5 settembre, al Teatro Millepini di Asiago (Vicenza), a partire dalle ore 17.30, nel corso della prima nazionale del documentario “Capindo la Late”, transumanza di persone e bestie attraverso il tempo sull’Altopiano di Asiago 7 Comuni” promosso dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago in collaborazione con il Comune di Asiago e realizzato da Andrea Colbacchini e Giuliano Cremasco, con la supervisione scientifica di Elisabetta Novello, dell’Università degli Studi di Padova, Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di scienze storiche, geografiche e dell’antichità.

Un affresco sul presente della vita in alpeggio ad Asiago. “Capindo la Late” è il racconto di un territorio, della vita d’alpeggio che unisce uomini e animali e diventa lavoro attraverso l’esperienza del malgaro. Realizzato in oltre sette mesi di ricerca, con video interviste, raccolta di fonti orali e riprese sul campo, il docu-film è un grande affresco sul presente della vita in alpeggio nell’Altopiano di Asiago e, insieme, occasione per riflettere sul valore dell’agricoltura in montagna, strumento di conservazione e presidio del territorio così come opportunità per i tanti giovani che, sempre più spesso, bussano alle porte delle malghe affascinati dal lavoro all’aria aperta e dal contatto con la natura.

Dibattito moderato da Mimmo Vita, presidente UNAGA. Con i suoi oltre 100 alpeggi, l’Altopiano di Asiago è, per estensione dei pascoli e per numero, il più importante sistema di malghe dell’intero arco alpino, capace di dare lavoro a migliaia di persone impiegate nella produzione del formaggio e nel suo indotto di ristorazione e turismo montano. Un patrimonio che il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha scelto di celebrare e far conoscere ai tanti estimatori della DOP veneto-trentina attraverso un percorso originale, capace di raccontare il patrimonio unico e inimitabile attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti. Al futuro di questo delicato ecosistema è dedicato anche il dibattito che segue la visione del documentario al quale parteciperanno: Gianbattista Rigoni Stern, dottore forestale, Giuseppe Fincati, dirigente tecnico della Comunità Montana 7 Comuni, Marcello Lora, gestore della Malga Paù, Giulio Cozzi, ordinario alla Facoltà di Agraria, Dipartimento di medicina animale, produzioni e salute dell’Università degli Studi di Padova, coordinati dal giornalista Mimmo Vita, presidente nazionale UNAGA (Unione Nazionale Associazione Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente). L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Fonte: Consorzio Tutela Formaggio Asiago

21-23 e 28-30 marzo 2014, a Longarone Fiere (BL) torna Agrimont, la fiera dell’agricoltura di montagna

AgrimontSi apre venerdì 21 marzo la 35^ edizione di Agrimont, la fiera dell’agricoltura di montagna, che proseguirà nel Quartiere di Longarone Fiere Dolomiti fino a domenica 23 marzo per poi riprendere nel successivo week end da venerdi 28 a domenica 30.

In fiera. Agrimont è una manifestazione che si è affermata negli anni sia in termini di visitatori che di qualità di espositori specializzati, con un’ampia rappresentazione delle principali aziende di prodotti, macchine e attrezzature per l’agricoltura e tutto ciò che riguarda il mondo rurale montano. Presenti in esposizione anche aziende legate al settore del giardinaggio e del florovivaismo, con una bella varietà di prodotti e piccole attrezzature da utilizzare nella cura dell’orto e del giardino di casa. Completano la rassegna infine gli stand che presentano produzioni tipiche dell’agricoltura di montagna, come formaggi, miele e insaccati. “Agrimont vuole essere sempre più momento di confronto e di riferimento per un settore che sta registrando una rinnovata attenzione, soprattutto nelle aree di montagna – è il pensiero di Oscar De Bona, presidente di Longarone Fiere Dolomiti. – In particolare trovano spazio ad Agrimont le attività legate alla cura e manutenzione del territorio e non mancano, a livello espositivo, anche importanti aziende fornitrici del comparto zootecnico che da sempre rappresenta un settore strategico per l’agricoltura di montagna”.

(Fonte: Agrimont/Longarone Fiere)

Sinergia GAL Baldo-Lessinia e GAL Valle Umbra e Sibillini per valorizzare e promuovere le filiere produttive lattiero casearie di qualità

Loc_malga_Lessinia-DSC_0062Recuperare le filiere produttive di qualità e promuovere i prodotti in chiave moderna per lo sviluppo economico del territorio. Su questi principi si fonda il progetto di cooperazione interregionale “Sapori di una volta. Recupero e promozione di filiere produttive di qualità” realizzato dal GAL Baldo-Lessinia e dal GAL Valle Umbra e Sibillini e BIM Cascia, presentato nei giorni scorsi durante un convegno a Bosco Chiesanuova al Teatro Vittoria.

Presenti al convegno Stefano Marcolini e Fabio Zuliani, rispettivamente presidente e direttore del GAL Baldo-Lessinia, Enrico Testa, direttore del GAL Valle Umbra e Sibillini, e Carlo Prepi, consulente del Consorzio BIM Cascia, Marcello Volantidell’Associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna, Paola Giagulli, direttrice del Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese DOP, Mauro Pasquali, presidente di Slow Food Veneto. Prima dei relatori, hanno dato un saluto: Franco Rancan, presidente del BIM Adige ed Egildo Spada, presidente del BIM Cascia, Guido Pigozzi, presidente della Comunità Montana della Lessinia, Diego Lonardoni, direttore del Parco Regionale della Lessinia e Alessandra Albarelli, assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Bosco Chiesanuova.

Azioni sinergiche per rivitalizzare l’economia montana. “E’ importante promuovere le attività della montagna anche attraverso i suoi prodotti tipici – ha detto Stefano Marcolini in apertura del convegno – per contribuire al suo sviluppo economico. Lo scambio di esperienze con realtà simili alla nostra ci consente di adottare nuove idee e strategie per far emergere nuove iniziative nelle aree rurali. Nei numerosi incontri che abbiamo fatto in questi mesi per la nostra nuova programmazione, abbiamo conosciuto giovani che hanno detto di voler investire in montagna; per questo è decisivo sviluppare progetti concreti che aiutino anche le nuove generazioni a restare nei territori montani con un ritorno in termini di occupazione e reddito. In questo modo si può garantire alla montagna uno sviluppo anche economico”.

Pecora Brogna e pecora Sopravvisana. I due GAL, Gruppi di Azione Locale, diversi per grandezza e posizione geografica, presentano alcune caratteristiche che li accomunano, come la salvaguardia di due razze autoctone di ovini (la pecora Brogna per la Lessinia e la pecora Sopravvisana per la Valnerina, i cui allevamenti sono andati quasi scomparendo per questioni economiche) e l’attenzione per le attività legate ai prodotti locali. Obiettivo comune dei due partner è recuperare la connotazione locale e tradizionale della filiera lattiero casearia e sviluppare una strategia commerciale comune così da poter offrire al consumatore, direttamente ma anche attraverso il canale della ristorazione, un prodotto di qualità, sicuro per la salute, differenziato, con forti radici nel tessuto produttivo agricolo del Baldo-Lessinia e della Valnerina.

Remunerare adeguatamente il settore primario. “Questo progetto – ha sottolineato Fabio Zuliani – risponde a una serie di obiettivi che ci siamo posti, ossia arrivare a un’agricoltura e a una zootecnia competitive, equilibrate sul piano territoriale e ambientale in grado di remunerare adeguatamente i prodotti forniti dal settore primario, che spesso invece non sono compensati in modo proporzionato dal mercato. Con il progetto oggi presentato siamo in linea con quanto richiesto dalla nuova PAC, Politica Agricola Comunitaria, per una produzione alimentare efficiente, una gestione sostenibile del territorio e uno sviluppo territoriale adeguato, mirando, in particolare, alla diversificazione dei sistemi già esistenti nelle piccole aziende e nei mercati locali”.

Il progetto, del valore di 360.000 euro a carico dei due GAL coinvolti, prevede una serie di interventi, alcuni ancora da attuare e previsti per l’inizio del 2014, tra cui l’istituzione di un premio di 2000 euro per una tesi di laurea sul marketing del Monte Veronese in collaborazione con l’Università di Verona, e il recupero di due malghe sul territorio Baldo-Lessinia con un investimento complessivo di 200.000 euro per Malga Parpero di Sopra a Roverè Veronese e Malga Vallfredda nel Comune di Caprino Veronese, al fine di realizzare in esse punti dimostrativi e didattici, ricreare la vita di montagna di una volta e recuperare metodi e processi di caseificazione tradizionali.

Con i Presidi Slow Food, vicinanze culturali e produttive. “Sapori di una volta ma anche eccellenze dal punto di vista ambientale, sociale e qualitativo. Molte – ha affermato concludendo il convegno Mauro Pasquali – sono le vicinanze culturali e produttive fra i prodotti tradizionali di qualità e i prodotti dei Presìdi Slow Food, a cominciare dalla salvaguardia delle tradizioni, della cultura e del tessuto sociale che attornia entrambi. Il prodotto Presìdio Slow Food deve essere innanzitutto un prodotto tradizionale e di qualità e come quest’ultimo deve avere una storia da raccontare. Una storia fatta di donne e uomini che si identificano in quel prodotto, nella cultura che quel prodotto esprime e nel tessuto sociale da cui trae la sua forza. In una frase di Michael Pollan è racchiusa l’essenza del prodotto tradizionale di qualità e quindi dei prodotti Presìdi Slow Food: “Non mangiare niente che la tua bisnonna non riconoscerebbe come cibo, il tutto declinato nell’ottica del buono, pulito e giusto”.

Attività previste. Il progetto prevede, inoltre, studi e ricerche propedeutici alla realizzazione degli interventi che riguardano scambi di buone prassi, educational e approfondimenti nei territori dei due GAL oltre alla realizzazione di materiale informativo. Sono in programma, inoltre, interventi per la valorizzazione della qualità, della sicurezza alimentare e della tracciabilità delle diverse fasi di produzione di alcuni prodotti tipici. Infine, il progetto riserva risorse economiche per attività di promozione e di pubblicità di prodotti di qualità identificati nel corso del progetto (formaggio Monte Veronese DOP e pecora Brogna per il territorio Baldo-Lessinia, paniere di formaggi tipici collegati all’allevamento della pecora Sopravvissana per la Valnerina) attraverso attivazione di specifici laboratori di caseificazione ed educational, per far conoscere il lavoro, la storia e la tradizione delle produzioni lattiero casearie dei due territori.

(Fonte: Gal Baldo Lessinia)

Avepa anticipa 9 milioni di euro per indennità compensativa agli agricoltori di montagna

Agricoltura montagnaAvepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, ha avviato le procedure per anticipare 9 milioni di euro complessivi a 2.495 agricoltori di montagna le cui domande di indennità compensativa sono state approvate e finanziate. Per le richieste che hanno presentato anomalie procedurali di vario tipo, proseguono invece le attività di controllo e approfondimento. Il saldo dell’indennità sarà erogato nei primi tre mesi del 2014 al termine dei controlli amministrativi e sul posto.

Le misure finanziate. “A questa operazione sono interessati gli agricoltori delle zone montane del Veneto – ha spiegato l’assessore Franco Manzato – che hanno presentato entro il 15 maggio scorso le domande relative alla “Indennità misura 211” del Programma di Sviluppo rurale”. L’anticipo del pagamento per il 75 per cento del premio richiesto come consentito dalle disposizioni comunitarie Avepa ha potuto attivarlo grazie ad un  procedimento ormai rodato, che ha permesso di gestire entro settembre sia l’istruttoria e la graduatoria di finanziabilità, sia l’applicazione dei controlli necessari alla liquidazione delle aziende montane, che peraltro avevano la possibilità di adeguare la richiesta del premio fino al 30 agosto”.

(Fonte: Regione Veneto)

7-8 settembre 2013, Asiago (VI) si mobilita per “Made in Malga…in città”

Made in MalgaDal 7 all’8 settembre 2013 il formaggio sarà il filo conduttore di “Made in Malga…in città”, manifestazione che si tiene nelle vie di Asiago (VI). Negozi, boutique, enoteche, wine bar, ristoranti ed hotel ospiteranno i migliori formaggi di montagna italiani. Da un esercizio all’altro, da un produttore ad un altro, ci sarà libera scelta in assaggi anche guidati da esperti e acquisti direttamente “sul posto” con i produttori, previsti inoltre abbinamenti con vini e birre rigorosamente di montagna.

Di Dino Panozzo, presidente zona Altopiano di Asiago di Coldiretti: il valore delle malghe e la potenzialità economica della montagna. La malga rappresenta la cultura della montagna ed è il simbolo di un’attività antica: l’arte di fare il formaggio. Valorizzare l’attività casearia delle malghe significa mettere in luce la potenzialità economica dell’agricoltura di montagna. Quasi 2/3 del territorio nazionale è collinare-montano, oltre 1/3 è sopra i 1000 metri di altitudine. Oggi la montagna italiana ha 150mila imprese agricole familiari attive, in calo negli ultimi anni, ma più grandi e più aggregate. Dopo anni di calo anche delle unità occupate, dal 2013 c’è una controtendenza con un +3% di giovani e un +0,5% in assoluto sul numero totale. Questo significa che l’agricoltura di montagna potrebbe contribuire nel 2013 ad una crescita del Pil nazionale dello 0,09%, poco rispetto alle necessità del Paese, ma un segnale importante. La produttività agricola in montagna vale circa 1,7 mld di euro, un fatturato di circa 3 mld di euro, di cui poco meno del 32% creato dal mondo caseario, a testimonianza della presenza anche di allevamenti bovini, caprini, ovini. Ed ancora, il ritorno alla agricoltura di montagna vuol dire produrre qualità, senza eccessi di prodotti chimici, uno sfruttamento migliore e più completo dei fattori e sistemi fisici e operativi in sintonia con l’andamento climatico proprio per le difficoltà che il territorio presenta. Certamente micro-imprese, piccoli passi, ma una inversione che pone tutto il territorio montano italiano in prima linea. Come è importante rispondere con fermezza alla contaminazione e falsi prodotti italiani di pianura, così è indispensabile creare le condizioni per una distrettualità produttiva montana per certi alimenti. Ad Asiago si punta a creare una vetrina-palcoscenico per conoscere i veri prodotti di montagna, a partire dai grandi formaggi freschi e stagionati delle Malghe alpine dalla Val d’Aosta al Tarvisio e dei Caseifici di alta valle, con salumi, vini, birre, ortaggi, frutta, piante officinali, erbe aromatiche di cucina oggi così richieste dai grandi cuochi italiani proprio per “taggare” le ricette e i piatti made-in-Italy, difendere e riconoscere la gastronomia italiana.

(Fonte: Made in Malga)

Agricoltura alla “riscossa” nel bellunese, in quattro anni 175 nuovi agricoltori, l’11% del totale veneto

C’è un piccolo comune nel cuore del Cadore in provincia di Belluno che sta scoprendo la sua vera vocazione: l’agricoltura. Lo annuncia Coldiretti indicando nella nuova generazione agricola il merito di praticare questo lavoro alla faccia della burocrazia, della scomodità dei servizi, della frammentazione fondiaria di un piano regolatore che non permette l’edificazione di strutture agricole.

Un ipermercato all’aria aperta. “I novecento abitanti di Vodo di Cadore – sottolinea Coldiretti – possono contare su quattro nuove aziende agricole condotte da giovani imprenditori insediatisi recentemente e che rappresentano la garanzia dell’offerta di prodotti di qualità in vendita diretta a tutte le famiglie e ai turisti che passano per la località puntando alla più conosciuta Cortina d’Ampezzo”.  Le storie si intrecciano come la rete delle produzioni tipiche che grazie alla concentrazione delle loro fattorie danno la reale presenza di un ipermercato all’aria aperta.

Le quattro nuove aziende agricole. Il punto centrale è l‘azienda dei fratelli Talamini, che hanno smesso la tuta da operaio per dar lavoro, oggi, ad una decina di persone. Hanno recuperato quasi cento ettari di superficie boschiva e allevano bovini, suini per produrre non solo carne e insaccati ma anche latticini, formaggi ricotte. Hanno abbinato anche l’ attività agrituristica condotta dal più piccolo Matteo che ha appena ventanni. Poco distante Oscar Colussi lasciato un lavoro in fabbrica per la crisi ha potuto dedicarsi alla sua vera passione: l’allevamento avicolo e cunicolo che vende poi nello spaccio aziendale o ai mercati agricoli della vallata. Alessandro Michieli che risiede in una frazione vicina ha invece deciso di produrre un cavolo cappuccio autoctono detto “Capus de Vinigo” e non solo, raccoglie insalata, patate, fagioli, rape, cipolle e piccoli frutti. Punta ad un laboratorio di lavorazione – amministrazione permettendo. Tra loro anche una “lei” dal pollice verde che ha rilevato un’attività florovivaistica. Si chiama Lisa Vettore e di piante e fiori cresciuti in serra rifornisce terrazzi e davanzali per farli talmente colorati da far invidia a quelli trentini.

Nel bellunese, in 4 anni 175 nuovi agricoltori. E’ la conferma che il settore primario ha molto appeal – spiega Coldiretti – e le migliori performance sono proprio nel bellunese dove dal 2008 al 2012 si sono “laureati” 175 nuovi agricoltori, pari all’11% del totale veneto. Una mutazione anticrisi: il Cadore, il Comelico e la Val Zoldana possono contare oggi su numerose espressioni giovanili del fare impresa. Se il più eclatante è il fenomeno del ritorno alla pastorizia esercitata anche come attività unica, nel cui ambito viene riscoperta addirittura filatura della lana, non manca la coltivazione dell’orzo per servire la birra a chilometro zero, la raccolta di piccoli frutti come il sambuco che diventano in loco gustosi succhi, la cura delle distese di piante officinali per le erboristerie di campagna, l’ ecoturismo con slitte trainate da cani o cavalli e la gestione di cantine con vini autoctoni delle Dolomiti. “Oltre a coloro che hanno potuto utilizzare i finanziamenti del Programma di Sviluppo Agricolo che, è bene specificare, per ogni euro ricevuto ne devono sborsare almeno un altro di tasca propria – spiega Coldiretti – gli altri, ovvero gli esclusi dai benefici europei, non si fermano e investono direttamente i loro risparmi” con la conseguenza che anche il paesaggio ne beneficia tanto che Coldiretti insiste perché proprio a loro vada la gestione dei pascoli abbandonati per renderli ancora fertili come un tempo.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

A Belluno, grazie ai giovani, rinasce l’agricoltura di montagna

“La passione per la terra non si ferma neanche davanti alla burocrazia e quello che sta succedendo a Belluno ne è la testimonianza concreta”– è quanto afferma Coldiretti in occasione dell’incontro con i giovani imprenditori agricoli e l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato previsto per oggi a Lozzo di Cadore (BL).

In 4 anni, 1.500 nuovi giovani agricoltori di montagna. Per l’associazione agricola parlano chiaro i numeri: dal 2008 al 2012 si sono insediati nel bellunese 175 nuovi agricoltori ovvero 11% del totale veneto. In quattro anni, dunque, ben 1.500 under 40 hanno scelto di diventare titolari d’azienda sfruttando i finanziamenti del Programma di Sviluppo Agricolo.  “Questi i fortunati – spiega Coldiretti – che, è bene specificare, per ogni euro ricevuto ne devono sborsare almeno un altro di tasca propria. Gli altri, diciamo più sfortunati, ovvero gli esclusi dai benefici europei, non si fermano e investono direttamente i loro risparmi”.

Una ventata di nuove produzioni agricole. La provincia appare rigenerata tanto che sui ripidi pendii si cominciano a notare insolite colture (almeno fino a qualche decennio fa) come ad esempio la vite, gli ortaggi, i cereali tipo farro, mais e segale, piccoli frutti oppure allevamenti cosiddetti minori: ovini e caprini.  E’ in questa area, inoltre, che si concentrano, gli operatori sotto i trenta anni dimostrando presto attitudine al rischio imprenditoriale.  Con titoli di studio conseguiti negli atenei più prestigiosi e, non sempre attinenti all’agricoltura, la maggior parte di loro continua il mestiere dei genitori spesso improntato sull’allevamento bovino aggiungendo magari quel quid innovativo nella sala dei formaggi, ma c’è chi volta pagina completamente e si dedica alla pastorizia, all’agriturismo, alle api, alla frutticoltura.

Il Cadore, il Comelico e la Val Zoldana possono contare su numerose espressioni giovanili del fare impresa: la coltivazione dell’orzo per servire la birra a kmzero, la raccolta di piccoli frutti che diventano in loco gustosi succhi (anche nella versione a base di sambuco), distese di piante officinali per le erboristerie di campagna, l’ eco turismo con slitte trainate da cani o cavalli, persino cantine con vini autoctoni delle Dolomiti e il ritorno alla pastorizia per riscoprire la filatura della lana.  “Gli sforzi di questi ragazzi vanno premiati con una politica attenta alla specificità del territorio – commenta Coldiretti – è in queste zone che si registra l’erosione più alta della superficie agricola utilizzata. Un fenomeno non tanto legato allo sviluppo infrastrutturale quanto invece all’abbandono di pascoli. Allora – conclude Coldiretti – perché non consegnare nelle mani volenterose delle nuove generazioni il recupero di questi terreni, cosi da rimetterli in circuito produttivo e riattivare l’intero sistema?”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Finanziamenti per il mondo agricolo e la montagna. Pubblicati quattro nuovi bandi del GAL Baldo-Lessinia

In arrivo oltre un milione 500mila euro a sostegno dell’agricoltura e per lo sviluppo delle energie rinnovabili grazie a quattro bandi pubblicati dal GAL Baldo-Lessinia, volti prevalentemente alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e di lavoro per la montagna veronese anche al fine di sostenere l’occupazione femminile. Una boccata di ossigeno per un mercato che da alcuni anni stenta a decollare. I bandi e le modalità per accedere ai finanziamenti sono stati presentati nei giorni scorsi in Sala Rossa della Provincia di Verona da Stefano Marcolini e Fabio Zuliani, rispettivamente presidente e direttore del GAL Baldo-Lessinia.

Attività interessate. Ammodernamento strutturale e organizzativo delle aziende agricole, sostegno alle imprese che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli – come ad esempio marmellate, formaggi salumi -, incentivazioni per la produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili. Sono questi gli ambiti dei bandi rivolti al mondo agricolo   al fine  (Misura 121, Misura 123 az. 1, Miura 311 az. 3) a cui si aggiunge il bando rivolto ad azioni di miglioramento paesaggistico ambientale per la conservazione e la valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore naturalistico e la biodiversità ad esse collegata. “L’obiettivo  – ha precisato il presidente Marcolini – è far crescere l’economia e questi bandi sono una quota di gestione dei fondi per nove milioni di euro di finanziamenti che arrivano da Unione Europea e Regione Veneto capaci di creare interventi e azioni per un totale complessivo di 18-19 milioni di euro, opportunità interessante in un momento di grade difficoltà”.

Misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole”. L’azione, rivolta agli imprenditori agricoli, prevede un sostegno all’ammodernamento strutturale e organizzativo delle imprese, attraverso contributi per spese di investimenti strutturali effettuate dagli agricoltori di montagna. L’obiettivo riguarda il sostegno alla competitività delle imprese agricole dell’area di competenza del GAL Baldo-Lessinia e l’integrazione nell’ambito di microfiliere di prodotti locali. Tipo di interventi: Ammodernamento strutturale (interventi di miglioramento fondiario, ristrutturazione e miglioramento di fabbricati per la produzione e per la lavorazione, trasformazione). Ammodernamento tecnologico (acquisto di nuovi macchinari e attrezzature finalizzati al conseguimento di uno o più dei seguenti obiettivi: riduzione dei costi, miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, trasformazione dei prodotti aziendali, tutela della salute dei consumatori). Ammodernamento organizzativo-strategico e ammodernamento strutturale e tecnologico. Interventi ammissibili: Investimenti strutturali, acquisto impianti, attrezzature hardware e software. Importo messo a bando: L’importo del presente bando, in termini di contributo pubblico, è pari a € 402.393,00. Termine per la presentazione delle domande: 28 dicembre 2011.

Misura 123 “Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli”. L’azione sostiene le imprese agroalimentari per il rilancio e la valorizzazione dell’agricoltura di montagna, rivolgendosi alla parte “a valle” delle filiere, cioè alle imprese che svolgono sia la fase di trasformazione che quella di commercializzazione dei prodotti agricoli locali. L’accesso alla misura è riservato a imprese che hanno sede operativa, intesa come stabilimento in cui è realizzato l’investimento, nell’ambito territoriale designato dal GAL, con esclusivo riferimento alle zone montane. Tipo di interventi: Realizzazione/ammodernamento impianti di trasformazione, commercializzazione, immagazzinamento, realizzazione adeguamento piattaforme logistiche (anche spacci e punti espositivi), adeguamento impianti a sistemi di gestione qualità/ambientale/di rintracciabilità, investimenti diretti alla protezione dell’ambiente, al benessere degli animali, al risparmio energetico, al miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro. Importo messo a bando: 192.000,00. Termine per la presentazione delle domande: 28 dicembre 2011.

Misura 311 “Diversificazione in attività non agricole Azione 3 Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili”. L’azione è volta a incentivare le imprese agricole per la produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili, sulla base di investimenti, fissi e rotazionali, finalizzati alla realizzazione di impianti aziendali per la produzione e la vendita di energia sotto forma di energia elettrica, termica e di biocarburanti. Tipo di interventi: Investimenti strutturali, impianti e attrezzature per la produzione e vendita di energia elettrica o termica (anche impianti e attrezzature trasformazione biomassa); impianti e attrezzature per la produzione e vendita di biocarburanti. Importo messo a bando: l’importo del presente bando, in termini di spesa pubblica, è pari ad € 661.601,26. Termine per la presentazione delle domande: 13 dicembre 2011

Misura 227 “Investimenti forestali non produttivi – Azione 1 Miglioramenti paesaggistico  ambientali”. L’azione è diretta a miglioramenti paesaggistici –ambientali, prefiggendosi, in particolare, il miglioramento delle aree boschive e  delle riserve forestali a fini ambientali, di pubblica utilità, paesaggistica, attraverso il sostegno alla realizzazione, ripristino e manutenzione di sentieri e percorsi didattici – compresi punti d’informazione e di osservazione della fauna -, di aree di sosta, di giardini botanici e degli alberi monumentali.  Soggetti richiedenti. 1. Proprietari privati di foreste; Associazioni di proprietari privati di foreste o associazioni di proprietari pubblici di foreste riconosciute; Consorzi di proprietari privati di foreste o consorzi di proprietari pubblici di foreste; Comuni e Comunità Montane; Veneto Agricoltura; Associazioni miste privati/comuni proprietari di foreste riconosciute; Enti parco, Province, Consorzi di bonifica. Tipo di interventi: Realizzazione/manutenzione sentieri/itinerari/percorsi didattico-educativi, aree di sosta, zone di informazione e osservazione; Realizzazione/manutenzione recinzioni e staccionate; Realizzazione/manutenzione giardini botanici a fini didattici e ambientali; Operazioni di tutela e valorizzazione alberi monumentali con particolare valenza ambientale. Importo messo a bando: L’importo del presente bando, in termini di spesa pubblica, è pari ad € 320.000,00. Termine per la presentazione delle domande: 28 dicembre 2011.

(fonte Gal Baldo-Lessinia)