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Accordo tra Provveditorato Penitenziario Triveneto e Confagricoltura Veneto per aree verdi destinate all’agricoltura nelle carceri

agricolturaDestinare le aree verdi dei penitenziari del Veneto ad attività agricole, trasformare e commercializzare i prodotti, formare i detenuti per inserirli nelle aziende regionali. Sono questi i punti principali del protocollo d’intesa firmato a Mestre (VE), nella sede di Confagricoltura Veneto da Lorenzo Nicoli, presidente regionale dell’associazione agricola e Enrico Sbriglia, Provveditore dell’amministrazione penitenziaria del Triveneto.

L’accordo, di durata biennale, è finalizzato al reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale interna ed esterna con il coinvolgimento in attività imprenditoriali legate all’agricoltura, che passeranno, soprattutto, attraverso i corsi di formazione proposti, in collaborazione col Provveditorato e le Direzioni, da Confagricoltura Veneto e il supporto di imprese e cooperative del settore che potranno dare lavoro al personale formato. Il progetto coinvolgerà gli istituti penitenziari di Verona, Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Belluno e di Rovigo, con un’azione ad ampio raggio che prevede di realizzare o potenziare nelle aree verdi filiere produttive con caratteristiche ecocompatibili, sviluppando qualsiasi settore produttivo e agro industriale per la trasformazione.

Lo scopo è quello di valorizzare e commercializzare i prodotti derivati dall’attività lavorativa dei detenuti, accedendo anche ai fondi dell’Unione Europea relativi alle politiche di sviluppo rurale per professionalizzare le persone detenute nel campo agricolo. Nel progetto sono previsti percorsi di formazione per creare opportunità di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti in ambito agricolo, soprattutto per figure professionali di difficile reperibilità. In futuro si prospetta anche la possibilità di riservare una percentuale delle produzioni ottenute nelle aree verdi delle carceri alla vendita diretta al personale penitenziario e alle persone detenute, praticando prezzi di promozione e di fidelizzazione, i quali terranno conto dell’impegno profuso dalla comunità penitenziaria. Verrà considerata, infine, l’opportunità di chiedere agli enti pubblici la possibilità di concedere in comodato d’uso aree agricole o forestali non ancora valorizzate, per implementare il lavoro nel campo agricolo delle persone detenute in regime di misure alternative alla pena.

Apicoltura, erbe officinali, piccoli frutteti o serre. Spiega Nicoli:Tutto parte da un protocollo d’intesa siglato l’anno scorso a livello nazionale tra Confagricoltura e il Ministero della Giustizia finalizzato a sviluppare a livello territoriale percorsi collaborativi che coinvolgono il mondo agricolo. A livello veneto abbiamo siglato l’accordo in tempi veloci grazie all’entusiasmo e alla disponibilità del provveditore Sbriglia, con il quale metteremo in piedi un piano strategico per la gestione agricola e la manutenzione delle aree verdi dei penitenziari e la formazione. L’ipotesi è di avviare piccole attività a carattere imprenditoriale come l’apicoltura, la coltivazione di erbe officinali, piccoli frutteti o serre. Ci sono già esperienze singole che andremo a visitare, come la coltivazione delle erbe aromatiche nel carcere della Giudecca o la coltivazione dei funghi nell’istituto penitenziario di Treviso. Noi metteremo a disposizione il nostro know how, con attività formative e imprenditoriali all’interno delle carceri, che porteranno anche al rilascio di attestati legalmente riconosciuti e spendibili dai beneficiari. Avvieremo inoltre percorsi collaborativi con le nostre imprese agricole, che potranno dare lavoro ai detenuti in semi libertà beneficiando di sgravi previdenziali e contributivi, come previsto dalle leggi 381/91 e 193/2000. Infine presteremo un’assistenza mirata in campo legale, fiscale, previdenziale e tecnico economico a favore delle aziende agricole e degli istituti penitenziari aderenti al progetto”.

Reinserimento sociale e sicurezza partecipata. Ha aggiunto Sbriglia: “D’intesa con le direzioni penitenziarie coinvolte, il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria favorirà la messa a disposizione di quanto occorre per la realizzazione delle iniziative concordate, anche attraverso la stipula ad hoc di comodati d’uso gratuito e di aree disponibili e di locali. Noi operatori penitenziari siamo convinti che anche così si faccia reinserimento sociale e sicurezza partecipata. L’intuizione in tal senso del nostro Capo Dipartimento, Santi Consolo, che ha inteso spronarci al riguardo attraverso la convenzione nazionale, qui in Veneto può diventare per davvero cosa concreta, una pianta che crescerà e darà i suoi frutti”.

Fonte: Confagricoltura Veneto

19-20 febbraio 2016, tornano a Padova le arance di “SOS Rosarno”

Sos RosarnoPer il quinto anno consecutivo, AltrAgricoltura Nord Est, alcuni Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) della provincia di Padova, la Casa dei Diritti Don Gallo e diverse associazioni ambientaliste e di base, riportano a Padova la campagna “SOS Rosarno”. L’iniziativa ha le sue radici nelle rivolte di Nardò (LE) e Rosarno (RC), dove alcuni anni fa centinaia di braccianti hanno dato vita a proteste e scioperi contro lo sfruttamento del caporalato, del lavoro nero e per un salario più dignitoso.

Diritti e dignità di chi lavora nelle campagne. Afferma in una nota AltrAgricoltura Nordest: “SOS Rosarno intende legare la difesa del salario, dei diritti e della dignità di chi lavora nelle campagne, al sostegno dei piccoli produttori biologici strozzati dalla mafia e dai prezzi irrisori (20/25 centesimi per Kg di clementine, le arance molto meno) corrisposti loro dalla Grande Distribuzione Organizzata. In questa scelta sta l’importanza e la forza della campagna SOS Rosarno: fare di tutto per sostenere i braccianti migranti che un sistema feroce ricaccia periodicamente nelle campagne del Sud e contemporaneamente far sì che qualcuno possa vendere gli agrumi ad un prezzo tale da assumere regolarmente dei lavoratori che con i loro guadagni alimentino l’economia locale, affittando case, facendo la spesa, sostenendo l’agricoltura sana e arricchendo il territorio di intelligenze e cultura”.

Costruire un circuito più equo e sostenibile è possibile. Continua la nota: “Molti rifugiati della Casa Don Gallo – che quest’anno partecipa alla campagna – conoscono bene le condizioni di lavoro e di vita nelle tante Rosarno d’Italia dove si produce il blasonato “made in Italy”: anche loro hanno raggiunto quelle campagne e ciclicamente c’è chi decide di tornare pur di racimolare un po’ di denaro.  Per questo motivo anche loro hanno deciso di dare un piccolo, ma concreto contributo per far conoscere ai cittadini di Padova qual è il sistema di produzione e distribuzione degli agrumi nelle Piane di Rosarno e Sibari, quali sono i meccanismi istituzionali, economici e sociali che produco una massa di lavoratori invisibili e senza diritti, e come è possibile costruire concretamente un circuito più equo e sostenibile, capace di riconoscere una più adeguata remunerazione ai lavoratori della terra (braccianti e piccoli produttori contadini) e dell’intera filiera agroalimentare”.

Una “quota per l’alternativa”. Conclude la nota: “Sostenere SOS Rosarno, far crescere quindi il peso di questi produttori nel mercato dei prodotti alimentari, significa partecipare alla costruzione di un sistema agroalimentare alternativo a quello della grande distribuzione le cui logiche innescano inevitabilmente processi di impoverimento dei piccoli produttori di qualità, sfruttamento, razzismo, perdita della sovranità alimentare, concentrazione delle terre o il loro abbandono. Tuttavia chi aderisce alla campagna fa molto di più. Da sempre infatti gli attivisti e i produttori di SOS Rosarno hanno avuto l’intelligenza e la determinazione di guardare oltre il proprio territorio e al proprio ambito specifico d’intervento. L’associazione infatti è impegnata a rafforzare progetti simili in altre regioni d’Italia e a valorizzare cooperative di piccoli produttori e trasformatori di qualità. Con il “fondo di solidarietà” (che è stato ribattezzato “quota per l’alternativa”), alimentato da una quota del prezzo di ogni prodotto, vengono inoltre finanziate tutte quelle istanze e lotte con cui l’associazione si identifica: in particolare quelle contro la devastazione dell’ambiente, il saccheggio dei territori, l’esproprio della ricchezza e della democrazia. Tutto avviene con la massima trasparenza visto che la “quota per l’alternativa” – e tutte le altre voci che formano il prezzo dei prodotti – così come la scelta delle organizzazioni e delle lotte che vengono sostenute sono ampiamente rese pubbliche nei documenti e nel sito dell’associazione”.

Dal 19 al 20 febbraio in alcuni punti di Padova, verranno allestiti dei banchetti informativi e sarà possibile assaggiare le arance dei produttori di “SOS Rosarno”, chi vorrà lasciare un contributo a sostegno della campagna potrà portarle a casa in omaggio. La campagna SOS Rosarno sarà presente nelle seguenti piazze: 19-20 febbraio in Piazza dei Signori dalle ore 10:00 alle ore 15:30; 19 febbraio,  nella Casa dei Diritti Don Gallo in via Tommaseo 90; 20 febbraio al Mercato Contadino dell’Associazione “Campi Colti” in via Ticino presso il C.S.O. Pedro dalle 10-13.

Fonte: AltrAgricoltura Nord Est

 

Petizione AltrAgricoltura Nord Est contro lo sgombero a Padova dell’associazione

agricolturaRiceviamo e pubblichiamo dall’associazione AltrAgricolturaNord Est la petizione che sarà da loro presentata all’incontro con l’amministrazione comunale di Padova il 14 gennaio 2016 ore 12:00. Chi volesse firmarla e farla firmare, può mandare una mail a infogas@altragricolturanordest.it oppure chiamare al numero tel. 049.7380554. Le firme dovranno essere raccolte e consegnate nella sede di Altragricoltura (Corso Australia, 61 Padova) entro l’ 11 gennaio 2016.

“In data 24/11/2015 l’Associazione AltrAgricoltura Nord Est si è vista recapitare dal Settore Patrimonio e Partecipazioni del Comune una raccomandata che comunicava l’avvio di un procedimento di recupero dei locali presso i quali opera l’associazione e la conseguente richiesta di sgombero immediato degli stessi.

AltrAgricoltura Nord Est dal 2004 è promotrice di un importante Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS), ossia si è organizzata per accorciare la lunga catena del consumo, garantire un reddito adeguato ai produttori e di favorire concretamente comportamenti e scelte sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. Il GAS coinvolge più di 400 soci per lo più nuclei familiari o piccoli gruppi – e circa 80 produttori (agricoltori e trasformatori) che garantiscono un approvvigionamento adeguato e continuativo ad un paniere molto ampio di prodotti. All’interno dei locali di proprietà del comune, ubicati presso l’ex Foro Boario di Corso Australia, l’apporto volontario e gratuito dei soci fa sì che con cadenza quindicinale, ogni due venerdì del mese, numerosi padovani e cittadini residenti nei comuni limitrofi riescono ad effettuare degli acquisti collettivi che implicano notevoli aspetti logistici e distributivi.

Il GAS “Il Ciclo Corto” dell’Associazione AltrAgricoltura Nord Est ha per noi sottoscrittori della presente petizione un grande valore sociale: permette l’accesso ad un cibo sano (biologico o senza residui chimici) con le caratteristiche della freschezza e della qualità ad ampie fasce delle popolazione; sostiene le produzioni dei piccoli e medi agricoltori e trasformatori locali secondo il principio del “ciclo corto” garantendo loro una adeguata remunerazione dei prodotti migliore di quella determinata dalla GDO; rafforza quell’agricoltura conservativa del territorio e dell’ambiente a bassa emissione di CO2 verso la quale si dovrà orientare tutta la Comunità Internazionale; diffonde una cultura del cibo quale rigeneratore della vita e portatore di simboli, tradizioni e identità collettive.

Comprendiamo le esigenze dell’Amministrazione Comunale di riqualificazione dell’area ex Foro Boario di Corso Australia, ciononostante per noi è fondamentale che l’importante esperienza del GAS di AltrAgricoltura Nord Est continui, mantenendo l’attuale funzionamento e organizzazione. Per questo, noi sottoscrittori, ribadiamo il nostro appoggio all’associazione e ci appelliamo all’Amministrazione del Comune di Padova, affinché trovi una soluzione positiva della vicenda.

In particolare chiediamo che:1.nell’ipotesi di cessione dell’area a privati, venga messo a disposizione dell’associazione uno spazio con analoghe caratteristiche logistiche, adeguato e sostenibile;2.all’associazione sia garantito l’uso temporaneo dei locali oggi in oggetto finché non si arrivi alla definitiva cessione dell’area (avvio reale del cantiere) e finché non sia stato effettuato il trasloco delle attrezzature e del materiale presente all’interno in un tempo concordato e congruo alla reinstallazione in una sede adeguata per spazi, accessibilità ed internità al tessuto cittadino”.

Concorso internazionale di poster design sul tema degli alimenti trasformati, tra i selezionati anche un artista trentino

RegistredTra i 50 selezionati al concorso internazionale di poster design sul tema “Gli alimenti trasformati, sai davvero ciò che mangi?” c’è anche un artista trentino, Tomaso Marcolla, che ha vinto con il poster dal titolo “Registred” (foto in alto).

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione ambientale e sociale, stimolare ad una corretta e consapevole alimentazione, utilizzare cibi la cui coltivazione rispetti l’ambiente, il diritto di decidere cosa mangiare e determinare chi lo produce e come.

L’opera di Marcolla,  che sarà esposta e poi pubblicata nel catalogo del concorso insieme agli altri 50 poster selezionati, vuole indicare il fatto che la proprietà privata di semi o piante obbliga gli utilizzatori a rivolgersi ai proprietari dei marchi registrati limitando la libertà di scelta e di utilizzo.

Fonte: Tomaso Marcolla

Agricoltura sociale, approvata la legge

agricolturaDotare l’Italia nell’anno di Expo di una legge sull’agricoltura sociale non è solo una buona notizia, ma una grande opportunità e il riconoscimento del lavoro portato avanti ogni giorno sul territorio nazionale attraverso migliaia di esperienze. Parola del Ministro Maurizio Martina, che ha sottolineato come l’agricoltura sociale rappresenti “un concreto strumento di riabilitazione ed inclusione, non soltanto una opportunità economica”. Con questo provvedimento, si è voluto rimettere al centro la tutela della persona e della sua dignità, creando una sinergia virtuosa tra obiettivi economici e responsabilità sociale. Allo stesso tempo, si è voluto rafforzare le opportunità di crescita della multifunzionalità delle aziende agricole, contribuendo allo sviluppo sostenibile dei nostri territori.

Le principali novità/1. Vediamo in estrema sintesi quali sono le novità del provvedimento:
– viene introdotta la definizione di agricoltura sociale. In questo ambito rientrano le attività che prevedono: a) l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale; b) prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura; c) prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante; d) iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche; – le Regioni, nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale, possono promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale; – le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale; – i Comuni possono prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche; – gli enti pubblici territoriali possono prevedere criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell’ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli; – gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell’agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata; – viene istituito l’Osservatorio sull’agricoltura sociale, nominato con decreto del Mipaaf. È chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assume funzioni di monitoraggio, azione finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.

Fonte: Europe Direct Veneto

A Chioggia (Ve), cena di successo per la Brigata dei Gustabili della Cooperativa Titoli Minori, che aiuta i disabili ad entrare nel mondo della ristorazione

La Brigata Titoli Minori (foto Nadia Donato)

Brigata dei Gustabili Cooperativa Titoli Minori (foto Nadia Donato)

(di Maurizio Drago) La Cooperativa Sociale Titoli Minori di Chioggia (Ve), sta promuovendo nel territorio una serie di attività a favore di disabili che vengono occupati nel settore della ristorazione come cuochi e camerieri.

pietanza

Una delle pietanze servite (foto Nadia Donato)

Un menù sopraffino. Tra gli eventi organizzati, venerdi 24 luglio scorso, nello spazio aperto tra le antiche mura dell’antica Chiesa di San Martino a Sottomarina, si è tenuta una cena, con l’accompagnamento dell’arte musicale, preparata e seguita, sia in cucina che nel servizio ai tavoli, da 14 giovani disabili che si sono fatti in quattro allenandosi e imparando per giorni, con risultati eccellenti. Il “benvenuto” a tavola degli chef è andato agli assaggi di finger food futuristici, seguito alla tartare e carpacci di pesce in compagnia della frutta allegra. Per poi iniziare con gli “spaghetti neri freddi, bottarga e zest di limone con pane croccante di mare” e continuare con il “piatto forte”, veramente da chef stellato, di tonno scottato in crosta di sesamo addormentato tra il verde e i germogli, terminando con il cheesecake al gusto di vaniglia, con fave di cacao e profumo di albicocca, “coccole” black & white e ammazza caffè della Lousiana (con i vini della Cantina Parco della Venda).

Mise en place foto Nadia Donato

La mise en place (foto Nadia Donato)

Il prossimo evento in programma il 20 settembre. La regia del progetto è stata affidata a Manuela Curina. Un ulteriore evento è previsto per  il 20 settembre , ma diverse sono le richieste provenienti dal mondo del lavoro. Ad esempio, i ragazzi lavoreranno come cuochi e camerieri presso alcuni catering matrimoniali.  E, a dir il vero, abbiamo riscontrato che il lavoro (di cucina e di sala) lo sanno fare molto bene, dedicando la massima attenzione anche per i particolari (a chi mettere i piatti per prima, alle signore e in senso orario, o servire il vino, oppure ancora a presentare il menu e altro).

Un momento della cena (foto Nadia Donato)

Un momento della cena (foto Nadia Donato)

Sfatati miti e pregiudizi. La presidente della Cooperativa, Valeria Tiozzo, assicura che ad essere vincente è il lavoro di squadra.  Sullo stesso avviso l’educatrice Genni Boscolo che – insieme ai colleghi – manifesta la passione verso il suo lavoro di educatrice dei bambini con disabilità. Con il “convivium”, la brigata Gustabili ha voluto sfatare un mito. Non è vero che con l’arte non si mangia, così come con la disabilità non si può far nulla se non cura e assistenza… E nella cena hanno dimostrato che i ragazzi con disabilità sono stati bravissimi nel servizio di cucina e di sala. Alla fine della cena sono stati lanciati nel cielo una miriade di palloncini, con l’applauso dei numerosi convenuti.

Coldiretti “diploma” i primi 60 imprenditori agricoli sociali

welfareHanno superato la prova finale discutendo una tesina e rispondendo ai test dei funzionari regionali dopo aver frequentato ciascuno 114 ore di formazione. Per superare l’esame hanno studiato anche all’estero con l’obiettivo di dare un’offerta qualificata e ottenere l’iscrizione ufficiale all’albo della Regione Veneto. A tutti gli effetti ora sono riconosciuti operatori agricoli sociali e sono i primi 60 attuali o futuri titolari di fattorie che potranno occuparsi di anziani, diversamente abili, minori e persone svantaggiate ai sensi della recente legge veneta che disciplina l’agricoltura sociale. Coldiretti li ha presentati ufficialmente ieri, giovedì 1 luglio a Verona, nel chiostro di San Zeno. I diplomi sono stati consegnati a tutti gli allievi da Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona, Pietro Piccioni, direttore regionale,  Riccardo De Gobbi dell’Area Agroambiente della Regione Veneto, Fabio Menin, funzionario regionale della sezione formazione, Alessandro Dall’Ora, direttore generale dell’ULSS 22 di Bussolengo.

Alcune esperienze di agricoltori sociali a Belluno, Padova e Rovigo… Alcuni dei diplomati presenti alla cerimonia hanno portato la loro testimonianza diretta come Simone Palma responsabile dell’ area persona della Cooperativa “Cantiere della Provvidenza” in provincia di Belluno, realtà che impiega i bachi da seta come impegno terapeutico per gli ospiti. Tra l’altro Simone ha sottolineato che questa scelta ha cambiato il suo destino con un percorso inverso rispetto agli altri corsisti: da operatore sociale è diventato imprenditore agricolo. Nel padovano il vivaista Massimiliano Pedron  nella sua “Piccola Città” ha avviato un progetto di rete-lavoro solidale. Coltivando un bio-orto giovani e anziani mischiano le competenze aiutandosi a vicenda. Astronomico come il nome della sua azienda che porta il nome di “Sirio Lupo Celeste” la stella più luminosa della costellazione del cane, l’intervento di Fabiola Zanella a Fratta Polesine in provincia di Rovigo esperta cinofila e amante degli animali attraverso i quali aiuta bambini e diversamente abili. “Lavorano” con lei a tempo pieno e in maniera scientifica (perché tutto non è lasciato al caso) tre asinelle, tre caprette e altri amici a 4 zampe: un barboncino, un lagotto romagnolo, due bovare del bernese, due meticci comprese galline, anatre, conigli, pappagalli e barbagianni.

…a Treviso, Venezia, Vicenza e Verona. Il progetto “Lo stralisco. Il fiore più bello che c’è” di Marica Bortoletto, 27 anni sta prendendo forma a  Zero Branco, in provincia di Treviso. Merito della rete di amici incontrata durante la frequenza delle oltre cento ore di corso e dei ragazzi della parrocchia che la giovane animatrice segue da anni.  Può ampliare il suo sogno in parte già realizzato Fabiano Simonatto di  Summaga nel veneziano che, nel suo agriturismo “Cà Menego” ha già messo a disposizione una mensa particolare per chi ha disturbi alimentari. L’energico vicentino Mirko Bressan di 29 anni ha parlato della sua  “Missione possibile”: impegnarsi per il bene del prossimo. Lui con un curriculum da attivista dell’Azione Cattolica, calciatore dilettante, organizzatore di feste parrocchiali, paesane, di quartiere, diocesane è uno che sa guardare l’altro nel profondo. Questa sua sensibilità unita ad una grande voglia di fare ha trasformato la sua azienda orticola coltivazioni di ortaggi in un luogo di incontro aperto a tutti dove potersi raccontare. Maurizio Radin è tra i senior. La platea ha capito di essere difronte ad un precursore dei tempi. Maurizio aveva intuito l’importanza di mettere in campo le caratteristiche dell’impresa famiglia coltivatrice per aiutare il prossimo. E’ stato anche tra i fondatori del forum regionale dell’agricoltura sociale: ebbene tanto asino non è, nonostante il suo motto.  Paola Adami e Benito Merzi del “Giardino dei Sogni” di Caprino a Verona  hanno scelto una collina per realizzare  un percorso botanico all’aperto con laghetto artificiale, ruscelli e punti di sosta. Il sentiero è accessibile a tutti come tutto il tragitto che si snoda tra boschi e campagna. Tutti i visitatori diventano un tutt’uno con la natura: piantano alberi, raccolgono sassi e costruiscono insieme ai proprietari il futuro per non vedenti dove per sentire il vento in volto non servono gli occhi ma in cuore grande. In fine Piero Battistoni, da anni impegnato per Abeo, insieme a Pasquale hanno presentato l’ Associazione Bambino Emopatico Oncologico. Il loro obiettivo è creare una fattoria sociale per realizzare un centro di riabilitazione psico-fisica per i bimbi che hanno vissuto la dolorosa esperienza dell’ospedale e della malattia.

Servizi contemplati. “Si tratta della conferma concreta dell’esistenza di esperienze spontaneamente svolte dal primario, senza finanziamenti aggiunti,  e rivolta alle fasce più deboli della società”, spiega Coldiretti.  Il riconoscimento in un elenco pubblico di tutti quegli agricoltori (giovani soprattutto) è un sicurezza in più rispetto ad un ruolo multifunzionale che ha già esplorato forme di supporto alle famiglie collaborazioni con le Usl, cooperative, case di cura. La gamma comprende  soggiorni per la terza età in campagna, il coinvolgimento degli ipovedenti, l’integrazione nel mondo del lavoro di carcerati e tossicodipendenti, il recupero psicofisico di disabili e tanto altro per soddisfare un’esigenza avvertita sempre più dalla collettività: il mantenimento di legami territoriali e culturali costituiscono il vissuto di una comunità e trovano, non casualmente, proprio nella famiglia rurale gli interpreti più fedeli. “La prossimità e la relazione sono valori antichi – sostiene Coldiretti – e da sempre presenti nel mondo contadino cosi come la solidarietà, il mutuo aiuto, l’ospitalità,  l’ assistenza di membri all’interno di una cerchia familiare “allargata”. In agricoltura c’è una predisposizione naturale per la valorizzazione delle persone di tutte le età e questa attitudine ha consentito di alimentare un welfare inclusivo più umano e rispettoso delle fragilità”.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

19- 22 febbraio 2015, tornano a Padova le arance di “SOS Rosarno”. Prenotazione dei prodotti entro il 2 febbraio.

Arance Sos RosarnoRiceviamo da AltrAgricoltura Nordest e volentieri pubblichiamo

AltrAgricoltura Nordest, come rete dei GAS della provincia di Padova, ha condiviso l’importanza di riportare a Padova la campagna “SOS Rosarno”, partita alcuni anni fa in seguito alle rivolte di centinaia di braccianti che lavoravano nelle campagne di Nardò (Le) e Rosarno (RC), e che scioperarono contro lo sfruttamento del caporalato, del lavoro nero e per un salario più dignitoso.

Prodotti ad un prezzo equo. SOS Rosarno intende legare la difesa del salario, dei diritti e della dignità di chi lavora nelle campagne, al sostegno dei piccoli produttori biologici strozzati dalla mafia e dai prezzi irrisori (20/25 centesimi per Kg di clementine, le arance molto meno) corrisposti loro dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO). In questa scelta, sta l’importanza e la forza della campagna SOS Rosarno: fare di tutto per sostenere i braccianti migranti che un sistema feroce ricaccia periodicamente nelle campagne del Sud e contemporaneamente far sì che qualcuno possa vendere gli agrumi ad un prezzo tale da assumere regolarmente dei lavoratori che con i loro guadagni alimentino l’economia locale, affittando case, facendo la spesa, sostenendo l’agricoltura sana e arricchendo il territorio di intelligenze e cultura.

Sistema agroalimentare alternativo. Sostenere SOS Rosarno, far crescere quindi il peso di questi produttori nel mercato dei prodotti alimentari, significa partecipare alla costruzione di un sistema agroalimentare alternativo a quello della grande distribuzione, le cui logiche possono innescare processi di impoverimento dei piccoli produttori di qualità, sfruttamento, razzismo, perdita della sovranità alimentare, concentrazione delle terre o il loro abbandono.
Ma chi aderisce alla campagna fa molto di più. Da sempre, infatti, gli attivisti e i produttori di SOS Rosarno hanno avuto l’intelligenza e la determinazione di guardare oltre il proprio territorio e al proprio ambito specifico d’intervento. L’associazione infatti è impegnata a rafforzare progetti simili in altre regioni d’Italia e a valorizzare cooperative di piccoli produttori e trasformatori di qualità. Con il “fondo di solidarietà” (che da quest’anno è stato ribattezzato “quota per l’alternativa”), alimentato da una quota del prezzo di ogni prodotto, vengono inoltre finanziate tutte quelle istanze e lotte con cui l’associazione si identifica: in particolare quelle contro la devastazione dell’ambiente, il saccheggio dei territori, l’esproprio della ricchezza e della democrazia. Tutto avviene con la massima trasparenza visto che la “quota per l’alternativa” – e tutte le altre voci che formano il prezzo dei prodotti – così come la scelta delle organizzazioni e delle lotte che vengono sostenute sono ampiamente rese pubbliche nei documenti e nel sito dell’associazione.

Ordinazione dei prodotti entro il 2 febbraio. La novità di quest’anno è che Sos Rosarno ha deciso di varcare le frontiere. L’associazione infatti a deciso di mettere a disposizione alcuni lotti di agrumi per raccogliere fondi per il sostegno di quegli uomini e quelle donne che nella regione curda della Rojava stanno resistendo all’avanzata delle milizie dell’ISIS e contemporaneamente provano a costruire una società basata su forme avanzate di democrazia politica, economica e sociale. Quest’anno, la campagna avrà luogo nella terza settimana di febbraio. D’accordo con i produttori di SOS Rosarno faremo arrivare gli agrumi e i prodotti presenti nel paniere dell’associazione, tra il 18 e il 19 di febbraio così da poter allestire dei banchetti distributivi ed informativi tra il 19 e il 22. Per questo motivo è importante che facciate pervenire i vostri ordini entro lunedi 2 febbraio mandando una e-mail al seguente indirizzo: infogas@altragricolturanordest.it oppure telefonando allo 049 7380587.

Incontro. Inoltre, anche quest’anno avremo la possibilità di confrontarci direttamente con gli attivisti di SOS Rosarno. Martedì 17 febbraio, dalle ore 18:30, Giuseppe Pugliese, sarà ad AltrAgricoltura Nord Est per presentarci gli obiettivi del 2015 e a raccontarci cosa succede nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. Se intendete sostenere il progetto di SOS Rosarno la prima cosa da fare è ovviamente acquistare i prodotti del paniere a diffondere l’iniziativa all’interno dei vostri Gas e nelle vostre reti sociali. Oltre ad un grosso acquisto collettivo però è fondamentale dare visibilità pubblica alla campagna. Per questo invitiamo tutti quelli che ne hanno la possibilità ad organizzare dei banchetti nei propri quartieri e città. Come sempre AltrAgricoltura Nord Est metterà a disposizione la propria sede per lo stoccaggio degli agrumi ed è felice di fornire, a chi ne faccia richiesta, materiale informativo e coreografico per allestimento dei banchetti.

I prodotti. SOS Rosarno ha ampliato il paniere dei prodotti disponibili. AltrAgricoltura N.E.,  per questioni di gestione logistica, consiglia di focalizzare la comune azione su: arance da tavola e/o da spremuta in cassette da 10 Kg. (€. 1,60 kg. – 1,30 kg. ); mandarini in cassette da 7 Kg. (€. 1,90 kg.); Limoni in cassette da 10 Kg. (€. 1,70 kg.); Olio Portoditerra in latte da 5 Lt. (€. 10,00 il lt.); Pecorino semistagionato in formelle da 1 Kg. (€. 13,00 Kg.); Soppressata da 500 Gr. (€. 18,00 kg.); Nduja da 300 Gr. (14,00 kg.); Marmellate di arance o clementine in vasetto da 300 Gr. -(€. 3,50 gr. 300); Mieli in vasetto da 500 Gr. – Sulla – Castagno – Millefiori – Eucalipto  (€. 6,00 gr. 500) – Bergamotto (€. 7,00 gr. 500) . Su queste tipologie di prodotto il GAS di AltrAgricoltura Nord Est potrà funzionare da collettore e gestore di un ordine cumulativo. E’ importante comunque prenotare arance e/o mandarini e/o limoni.

Va alla Cooperativa AgriMeA di Crespadoro (VI), esempio di agricoltura sociale, il premio ARGAV 2014

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da sx, Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV), Efrem Tassinato (presidente Wigwam), Alessandro Mecenero (presidente AgriMeA)

(di Marina Meneguzzi) Sabato 13 dicembre 2014, nei locali del Circolo di Campagna Wigwam, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), si è tenuto il tradizionale incontro di fine anno dei soci ARGAV.  Nell’occasione, è stato consegnato il Premio ARGAV 2014, quest’anno sponsorizzato dal circuito Wigwam, e attribuito alla Cooperativa AgriMeA di Crespadoro (VI), impegnata nel recupero di soggetti autistici e persone svantaggiate attraverso il lavoro nei campi. All’incontro, erano presenti anche Mimmo Vita, presidente UNAGA e Riccardo De Gobbi, dirigente della Regione Veneto, che ha illustrato le peculiarità della nuova legge regionale sull’agricoltura sociale.

La motivazione. “Utilizzare la serenità del lavoro nei campi per vincere una delle sfide più difficili: comunicare con soggetti autistici. Uno dei primi risultati si chiama “Carciofo di Marana”, un’altra sfida diventata realtà: fare di uno spicchio di territorio vicentino un’area vocata al “carciofo di montagna”. La cooperativa AgriMeA è una delle più interessanti espressioni della funzione sociale dell’agricoltura, capace di essere trait d’union fra mondi diversi nel nome del recupero dei valori veri della vita. Per questo le attribuiamo il premio ARGAV 2014″, ha detto il presidente della nostra associazione, Fabrizio Stelluto, nel consegnare il Premio ad Alessandro Mecenero, presidente della cooperativa.

I vincitori. “Siamo una piccola realtà e questo riconoscimento ci rende molto orgogliosi”, ha detto Mecenero. Che ha aggiunto: “Per continuare la nostra attività siamo ricorsi all’autofinanziamento e nel farlo abbiamo voluto dar valore al territorio e alle sue potenzialità agricole dimenticate nel tempo, con un progetto che ha rappresentato “una sfida”: coltivare il carciofo tipo pugliese a quota 800 metri. In tutto abbiamo piantato 1500 piante – ha spiegato Mecenero – i risultati, come prima esperienza, sono stati soddisfacenti, visto che tra agosto e settembre scorso abbiamo raccolto circa 3 mila carciofi, consentendoci di essere presenti sul mercato – negozi locali soprattutto, ma anche Gruppi di acquisto solidale (Gas) veneti e lombardi e al Salone del Gusto a Torino, con una “primizia”, per il periodo, di qualità. Oltre alla coltivazione stagionale del carciofo, coltiviamo erbe officinali, alleviamo maiali e abbiamo tre asinelli destinati alla pet therapy nel centro di Santa Rita di Marana. Inoltre – ha concluso Mecenero – abbiamo iniziato la coltivazione di un particolare radicchio friulano che ci consentirà di essere presenti sul mercato tutto l’anno”.

Wigwam, sponsor 2014 del premio ARGAV. “Condividiamo con AgriMeaA la filosofia di vita di chi, di fronte ad un problema o ad una opportunità, non sta a guardare o a lamentarsi, ma realizza o almeno prova a realizzare un’azione concreta che possa contribuire alla soluzione, seppure in piccola parte per il miglioramento della qualità della vita: sua e di tutti noi. Coloro che vivono e operano in questo modo, fanno parte dell’Associazione Italiana dei Clubs Wigwam Circuit, nata nel 1972, oggi presente, oltre che in Italia, in 16 paesi del mondo”, ha detto Efrem Tassinato, presidente nazionale Wigwam e nostro anfitrione.

Foglio e Foglia: la scultura-premio ARGAV. Come di consueto, è opera dell’artista padovano Mauro Marcato, che ha descritto in questo modo la scultura: “Uun foglio dove non è scritto niente, ma dove è già scritto tutto. L’oggetto, realizzato in lamiera di acciaio forgiato, levigato e smerigliato, con una leggera ossidazione nella parte sommitale, patinato con cera d’api, rappresenta un foglio di carta che partendo da una forma morbida si accartoccia e comincia a dar forma ad una foglia. E’ una fusione, un connubio tra due elementi intimamente legati tra loro. Infatti, la foglia ricorda l’albero, l’albero il legno, il legno la carta, la carta il foglio. E si chiude il cerchio!”.

“Sorsi di solidarietà”, il Prosecco Doc va in corsia

proseccoSi chiama “Sorsi di Solidarietà” l’iniziativa solidale voluta e sostenuta dall’associazione Altre Parole e dal Consorzio di Tutela del Prosecco Doc. Grazie a questa speciale partnership l’associazione, che opera e si impegna per l’umanizzazione delle cure oncologiche nei reparti dei presidi ospedalieri di Camposampiero e Cittadella, in provincia di Padova, in vista delle feste natalizie proporrà una bottiglia griffata Prosecco Doc che si potrà avere grazie ad una semplice offerta libera. Dal canto suo il Consorzio Prosecco Doc ha acquistato duecento copie della favola di guarigione, scritta in reparto ed intitolata “La tredicesima luna”. Il libro verrà inviato in tutta Italia quale presente natalizio della più importante Doc d’Italia.

Un po’ di bollicine per aiutare a rendere più “leggera” la guarigione. A dar vita all’originale partnership, in due appuntamenti distinti a Camposampiero e a Treviso, c’erano Stefano Zanette e Luca Giavi, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc assieme a Francesco Benazzi e Fernando Gaion, direttore generale dell’Ulss 15 Alta Padovana e primario dell’U.O. di oncologia dei presidi di Camposampiero e Cittadella. “Le bollicine sono l’emblema della socializzazione, per questo costituiscono uno straordinario veicolo per portare alle famiglie che seguiamo un po’ di leggerezza, indispensabile per favorire il processo di guarigione, evitando la tendenza all’isolamento verso cui spinge questo tipo di malattie e anche per portare il cosiddetto mondo dei sani nei nostri reparti di oncologia sdoganando questa patologia, oggi curabile” spiega lo stesso Fernando Gaion che è anche vicepresidente dell’associazione Altre Parole.

Una sinergia dal sapore di “rinascita e cambiamento”. “Le festività sono sempre un salto nel buio per chi soffre ed è ammalato in quanto a volte possono enfatizzare il senso di solitudine delle persone – spiega Flavio Bonifazi, presidente di Altre Parole –, nelle bollicine dei viticoltori del Consorzio Prosecco Doc abbiamo trovato un motivo per spingerci a sottolineare l’importanza di un brindisi con i propri amici e famigliari proprio durante le prossime festività”. Da queste considerazioni ha preso vita l’iniziativa Sorsi di Solidarietà che vede impegnato il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc attraverso la donazione delle sue bottiglie griffate con il logo consortile all’associazione Altre Parole, come contributo per la raccolta fondi a favore delle iniziative di supporto alle famiglie. “Ci siamo appassionati alle attività dell’associazione Altre Parole per il grande valore umano racchiuso nelle tante iniziative da loro promosse e soprattutto nell’idea di uno scritto che nasce in reparto – sostiene Luca Giavi, direttore del Consorzio Prosecco Doc riferendosi all’attività di scrittura terapeutica organizzata da Altre Parole – ed abbiamo pensato che il libro “La tredicesima luna” fosse il nostro regalo natalizio ideale. Del resto è un libro che parla di rinascita e cambiamento, della ricerca della pianta madre e dell’equilibrio necessario ad affrontare le stagioni della vita. Ci rivedo molto il percorso della stessa vite”.

Il “buono” di un territorio. “Penso che simili iniziative creino un ponte solidale di grande importanza tra il territorio e l’ospedale – sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 15 Alta Padovana – Ho la vivida speranza che il gesto del Consorzio Prosecco Doc, eccellenza nazionale che tutto il mondo ci invidia, costituisca un buon esempio per molte altre realtà che hanno la possibilità di avvicinarsi a iniziative solidali di questo tipo”. “Il Prosecco Doc è un prodotto che esprime, oltre alla propria bontà, anche il “buono” di un territorio e della sua gente, dei suoi onesti lavoratori che con autentica passione si impegnano quotidianamente per esprimere attraverso il vino, un’intera civiltà che ha a cuore il bello in tutte le sue manifestazioni,  artistiche, paesaggistiche, culturali e umane come la convivialità, l’amicizia, la solidarietà – sottolinea Stefano Zanette, presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc.  Da questi presupposti è infatti nata l’amicizia tra il Consorzio Prosecco Doc e l’associazione “Altre Parole” e questo legame  ha dato origine al progetto per offrire un piccolo aiuto a chi ogni giorno con generosità e coraggio affianca, stimola e sostiene molte persone speciali aiutandole in un momento particolare della propria vita a costruire un domani migliore. Buone Feste. Di Cuore”.

Fonte: Consorzio Tutela Prosecco Doc