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PAC, semplificato il regime dei “piccoli agricoltori”. Pagamento diritti d’aiuto già disponibili secondo il Ministero, non secondo la Regione Veneto.

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Agea hanno adottato i provvedimenti necessari per semplificare il regime dei cosiddetti “piccoli agricoltori” definito dalla nuova Pac (Politica agricola comune europea). La scelta coinvolge 550 mila agricoltori italiani che potranno così beneficiare di meno burocrazia, taglio degli adempimenti amministrativi, esonero dal greening e dalla condizionalitá.

Dal 2016 non sarà più necessario ripresentare la domanda se non cambia nulla in azienda. Gli aiuti spettanti a queste piccole imprese ammontano complessivamente a circa 290 milioni di euro, che potranno essere gestiti con maggiore semplicità anche dall’Amministrazione senza rinunciare ai doverosi controlli nella fase di erogazione, anzi rafforzando questa operatività. Per facilitare l’adesione al nuovo sistema semplificato, tutti gli agricoltori che nel 2015 riceveranno un aiuto stimato inferiore a 1.250 euro, sono stati inseriti automaticamente nel “regime dei piccoli agricoltori” e continueranno così a ricevere lo stesso aiuto senza ulteriori adempimenti fino al 2020. Anche chi ha diritto ad un aiuto superiore a 1.250 euro, può scegliere di optare per il sistema semplificato richiedendolo entro il 15 ottobre 2015 ad Agea o agli organismi pagatori regionali, secondo le modalità operative disponibili sui siti degli enti. “Abbiamo fatto una scelta forte – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martinain coerenza con il nostro programma di semplificazioni “Agricoltura 2.0“, con la quale puntiamo ad un taglio netto delle 100 giornate che le imprese agricole spendono in burocrazia. Non ci fermiamo qui: abbiamo già chiesto al Commissario Ue Phil Hogan di rendere più semplici le regole della Pac in una revisione da fare in tempi brevi“.

Le informazioni operative. Gli agricoltori che hanno presentato la domanda unica a giugno 2015 e che hanno diritto all’assegnazione dei diritti all’aiuto possono ora aderire al regime, presentando una domanda di adesione presso l’Organismo pagatore competente entro il 15 ottobre 2015. Si evidenzia che chi non entrerà nel regime dei piccoli agricoltori entro il 15 ottobre 2015, non potrà più accedervi in una fase successiva. L’agricoltore che aderisce può decidere di recedere dal regime dei piccoli agricoltori in un anno successivo al 2015, ma non potrà più rientravi. Per l’intera durata della sua partecipazione al regime, l’agricoltore dovrà mantenere almeno il numero di ettari ammissibili dichiarati nella domanda unica 2015 e mantenere lo status di agricoltore in attività. Di contro potrà essere esentato dalle pratiche greening, non essere soggetto a sanzioni di condizionalità, mantenere i diritti all’aiuto fino all’uscita dal regime. Il pagamento sostituisce tutti i pagamenti a cui l’agricoltore avrebbe diritto per la domanda 2015 a titolo di pagamento di base (diritti all’aiuto), greening, pagamento per i giovani agricoltori, sostegno accoppiato.

Pagamenti già disponibili secondo il Ministero… Gli importi relativi ai diritti all’aiuto provvisori sono a disposizione degli agricoltori già da alcuni giorni presso gli organismi pagatori o i Centri di assistenza agricola di riferimento. L’importo del pagamento per il 2015 corrisponderà esattamente a quanto l’agricoltore avrebbe diritto per la domanda unica, fino ad un limite massimo di 1.250 euro. Gli agricoltori che aderiscono al “regime dei piccoli agricoltori” continueranno a ricevere fino al 2020 l’importo percepito per la campagna 2015 (con una leggera riduzione a seguito della corrispondente riduzione del budget annuale per i pagamenti diretti). Nel caso invece il “piccolo agricoltore” iscritto d’ufficio decida di rimanere nel sistema ordinario, potrà farne richiesta esplicitamente entro il 15 ottobre 2015 secondo le modalità operative predisposte dai singoli Organismi pagatori o con il supporto dei Centri di assistenza agricola.

…ma non secondo la Regione Veneto. “Il 16 ottobre sarà una falsa partenza – denuncia l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan – nonostante la pubblicazione del Regolamento di esecuzione (UE) della Commissione n. 1748/2015 del 30/09/2015, nei conti correnti delle aziende agricole del Veneto non verranno accreditati gli anticipi della Domanda unica 2015”. Purtroppo i soldi mancano – incalza l’assessore – o meglio, il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) e l’AGEA  (l’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura) non hanno ancora trasferito nelle disponibilità dell’AVEPA (l’organismo pagatore per le politiche agricole comunitarie della Regione del Veneto) i 280 milioni di euro per i quali l’agenzia veneta ha provveduto per tempo ad inoltrare la relativa richiesta di assegnazione. “Da parte dell’AVEPA – conclude l’assessore – tutto è,  pronto per garantire il pagamento dell’anticipo il più rapidamente possibile ma, in questa situazione di indeterminatezza sia finanziaria che tecnico-amministrativa, non è assolutamente possibile prevedere la data di inizio dei pagamenti”.

Fonte: Servizi Stampa Ministero Politiche agricole/Regione Veneto

Dagli scarti di lavorazione dei fagioli, nasce la carta da imballaggio eco-sostenibile

Si chiama carta “CRUSH Fagiolo” la prima carta per il packaging eco-sostenibile, 100% riciclabile, ottenuta dagli scarti di lavorazione dei fagioli. A realizzarla, nell’ambito del progetto etico “Save the Waste” (metti da parte lo scarto) è stata l’azienda vicentina Pedon, oggi tra i big player mondiali del settore dei cereali e legumi.

Coinvolte filiere etiche e sostenibili in Etiopia. Il processo di realizzazione della carta “CRUSH Fagiolo”, l’unica ad essere certificata per il contatto diretto con gli alimenti, inizia con la selezione delle sementi garantite NO OGM coltivate da migliaia di famiglie di agricoltori all’interno di programmi per lo sviluppo economico e agricolo, come l’accordo di coltivazione siglato nel 2013 da ACOS Ethiopia PLC, società del Gruppo Pedon, con due Unions, le cooperative agricole che lavorano nello stato di Oromia della Repubblica Federale di Etiopia. Un accordo che rientra nel progetto “Filiere agricole in Oromia”, realizzato in collaborazione con la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, con l’obiettivo di promuovere filiere etiche e sostenibili, permettendo agli agricoltori etiopi di partecipare in modo attivo al miglioramento della qualità dei loro prodotti, nel rispetto degli standard internazionali di produzione, di un rigoroso approccio di filiera, e di contribuire alla loro commercializzazione.

SaveTheWaste_pack100 per cento riciclabile. La carta “CRUSH Fagiolo”, ottenuta per l’appunto con gli scarti della lavorazione del legume, riduce del 15% l’impiego di cellulosa vergine proveniente da alberi e diminuisce del 20% l’emissione di gas effetto serra. Il risultato è un astuccio certificato FSC e OGM Free, che può stare a contatto diretto con il prodotto, eliminando così la busta interna al pack, e che racchiude il 30% di fibra riciclata post-consumo. Gli inchiostri ecologici e la finestra trasparente in PLA ottenuta sempre da scarti vegetali rendono il packaging eco-sostenibile e al 100% riciclabile. Inoltre, l’energia utilizzata lungo l’intero processo, dalla produzione della carta al confezionamento, proviene da fonte rinnovabile.

Scopi umanitari. Il nuovo packaging vestirà già da quest’anno la lenticchia etica di Pedon, che da oltre dieci anni sostiene campagne umanitarie in difesa dei diritti e della salute dei bambini, destinando quindici centesimi per ogni confezione venduta al progetto Every One, la campagna globale lanciata nel 2009 da Save The Children per combattere la mortalità infantile e garantire salute e assistenza a mamme e bambini in trentotto Paesi del mondo. “Siamo orgogliosi di questo progetto che segna il passaggio da un modello lineare ad una economia circolare. Save the Waste comporta enormi vantaggi con ricadute sull’ambiente, creando e distribuendo valore per la Comunità e coinvolgendo tutti gli attori della filiera”, dichiara Remo Pedon, AD dell’omonimo Gruppo, 90 milioni di euro di fatturato, con oltre il 50% di quota di mercato Italia e 40% di export in 45 Paesi, 600 addetti e stabilimenti in Italia, Egitto, Etiopia, Argentina e Cina.

Sinergie eco-sostenibili attivate con due aziende vicentine. Da segnalare anche la sinergica collaborazione all’interno del progetto con due aziende vicentine, Favini e Lucaprint, che hanno condiviso conoscenze e ricerca, generando così innovazione. Carta CRUSH Fagiolo è stata realizzata da Favini, azienda specializzata nella produzione di carte ecologiche e in particolare di CRUSH contenente sottoprodotti della filiera agro-industriale, che ha dato vita a questa nuova carta perfetta per il packaging Pedon. Di LucaPrint invece lo sviluppo della soluzione cartotecnica, l’astuccio eco-sostenibile.

Fonte: Servizio Stampa Pedon

Oggi ad Expo, la stampa specializzata, tra cui UNAGA, presenta il Memorandum d’intesa sulla corretta informazione agroalimentare

Mimmo Vita presidente UNAGA

Mimmo Vita, presidente UNAGA

Favorire la conoscenza e l’approfondimento dei contenuti presentati a Expo 2015 promuovendo e valorizzando le eccellenze alimentari, gastronomiche, turistiche e ambientali dei territori, fare informazione in modo corretto impegnandosi a denunciare le distorsioni che minacciano il sistema come le alterazioni alimentari, le contraffazioni, le truffe, con particolare riferimento all’Italian Sounding. Sono questi gli obiettivi che si propone il Memorandum d’intesa sulla corretta informazione agroalimentare che i giornalisti del settore agroambiente e food presentano oggi, lunedì 21 settembre, in Expo, alle ore 14, presso il ‘Lounge Mipaaf’ (Cardo sud est, primo piano, lato opposto a Pianeta Lombardia).

I partecipanti. Saranno presenti l’assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese di Regione Lombardia Fabrizio Sala, Cesare Vaciago, Direttore Territori e Contenuti Padiglione Italia Expo 2015, Mimmo Vita, presidente UNAGA, di cui ARGAV fa parte, e Jef Verhaeren, presidente ENAJ (European Network of Agricultural Journalists).All’incontro parteciperanno anche il segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Paolo Pirovano, una delegazione di giornalisti europei in rappresentanza di Enaj, il presidente e i soci di Arga Lombardia Liguria, associazione di giornalisti agroambiente e food aderente a Unaga.

Gli impegni. Con l’adesione a questo Memorandum chi fa informazione si impegna a considerare il cibo come un patrimonio culturale e in quanto tale a difenderlo da contraffazioni e frodi, proteggerlo da inganni e politiche commerciali scorrette, valorizzarne origine e originalità con processi normativi trasparenti, organizzare momenti formativi per la stampa specializzata in modo possa disporre di elementi certi e aggiornati su dinamiche e criticità del sistema agroalimentare e nella produzione di alimenti.
Il documento che sarà illustrato contiene richiami all’Enciclica di Papa Francesco ‘Laudato sì’, alla ‘Carta di Milano‘ e alla ‘Carta di Milano dei bambini‘.

Il contributo di Unaga e Arga Lombardia Liguria. Il Memorandum concretizza gli impegni assunti in occasione di Expo da Regione Lombardia (assessorati all’Agricoltura e alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese), Padiglione Italia Expo 2015 e Unaga (Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente Territorio Foreste Pesca Energie Rinnovabili – Gruppo di specializzazione della FNSI, Federazione Nazionale Stampa Italiana) nel Protocollo d’intesa siglato a Palazzo Lombardia lo scorso 1 aprile. In perfetta sintonia con la missione che si è data Arga Lombardia Liguria, i giornalisti che aderiscono al Memorandum si impegnano anche a rendere protagonista di articoli e servizi la grande varietà di sistemi alimentari agricoli e di piccola scala che continua a nutrire la maggior parte della popolazione mondiale, utilizzando una porzione ridotta del territorio e dell’acqua e producendo meno rifiuti, sia in piccoli appezzamenti agricoli e orti, sia nella caccia e nella raccolta di prodotti boschivi, sia nella pesca artigianale.

Lotta agli sprechi. Recependo inoltre la ‘Carta di Milano dei bambini’, chi fa informazione in questo specifico settore si impegna a sensibilizzare i lettori riguardo all’esigenza di fare in modo che ci sia acqua buona per tutti e a usarne solo la giusta quantità, senza sprecarla, perché nessuno dovrebbe soffrire mai la sete, a usare un oggetto più di una volta, fino a quando non è davvero da buttare, a riciclare, cioè fare la raccolta differenziata per trasformare ciò che buttiamo in qualcosa di nuovo. In questo quadro diventa fondamentale anche il dialogo con il mondo della scuola per contribuire a diffondere, a scuola e in famiglia, le regole per un’alimentazione buona, giusta nella quantità e che faccia bene alla salute oltre a intraprendere azioni volte a informare e educare chi prepara i pasti per i bambini riguardo al fatto che è importante mangiare sano, rispettando il valore del cibo e dello stare insieme a tavola, a casa come a scuola.

Clima come bene comune. Tra i temi sviluppati dal Santo Padre nell’Enciclica, il Memorandum fa propri quelli relativi all’utilizzo delle energie rinnovabili e, più in generale, a considerare il clima come bene comune, argomento al centro del vertice internazionale di Parigi. Dal 30 novembre all’11 dicembre è infatti in programma la Conferenza delle Parti (COP 21) sui cambiamenti climatici che vedrà la partecipazione di 60 Paesi e rappresenta una tappa decisiva nei negoziati del futuro accordo internazionale per il dopo 2020 (tra i quali anche quello di raccogliere finanziamenti per più di 100 miliardi di dollari collettivi).

Fonte: Unaga

Mozzarelle dalla Polonia, cagliate Lituane, verdure dalla Svezia: i lunghi viaggi dei prodotti “irregolari” verso i distretti della tipicità italiana

Coldiretti_BrenneroArriva dal servizio stampa di Coldiretti Veneto un aggiornamento dell’ultima ora sull’azione di controllo intrapresa oggi dagli agricoltori di Coldiretti al valico del Brennero.

“Un camion di pancette con etichette illeggibili praticamente sequestrato, un tir polacco di mozzarelle tricolore, cagliate dalla Lituania, verdure dalla Svezia oppure già confezionate in IV gamma dall’Olanda, tutti prodotti spesso diretti nei distretti principali italiani di produzione tipica vanto del “Made in Italy”. Fermati anche carichi di scarpe e tessuti spacciati per italiani ma esteri e di manifattura scadente, ecco questa la cronaca degli uomini di Coldiretti che non hanno ancora finito il lavoro di controllo al valico del Brennero iniziato stamattina e che continuerà domani 8 settembre quando dal Veneto, di buonora, giungeranno le delegazioni di Rovigo, Padova, Treviso e Belluno che daranno il cambio a Venezia, Verona e Vicenza protagonisti oggi di fermi eclatanti svolti in collaborazione con le forze dell’ordine come i nuclei specializzati dei Carabinieri: Nac, Nas, la Guardia di Finanza e la Polizia dello Stato”. “Risuona l’eco della parola “vergogna” ripetuta più volte ad ogni apertura dei portelloni dove le autorità hanno scovato irregolarità di vario genere. “Lo abbiamo rivendicato più volte: etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti, solo così avremo le garanzie necessarie, ma soprattutto il rispetto del nostro impegno per tutelare il diritto dei consumatori a mangiare sano o per lo meno con con la consapevolezza di conoscere ciò che arriva in tavola e soprattutto da doveo”, commenta Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto.

 

 

Sostegno ai prezzi dei prodotti agricoli, oggi gli agricoltori protestano a Bruxelles

Trattori

protesta Confagricoltura

Ci saranno anche gli agricoltori italiani alla manifestazione indetta oggi a Bruxelles da Copa-Cogega, l’organizzazione agricola europea, in concomitanza del vertice straordinario dei Ministri europei dell’Agricoltura, per denunciare la situazione critica del mondo agricolo. In particolare, si denuncerà la situazione dei mercati lattiero-caseario, suinicolo, ortofrutticolo e delle carni bovine. Si chiederanno, inoltre, interventi più decisi a sostegno delle filiere anche a seguito del blocco alle esportazioni della Russia.

Volatilità dei costi. “In Italia e nel Veneto il comparto della carne è soggetto a una crescente volatilità dei costi delle materie prime, con la forte dipendenza dall’estero dei ristalli e con i prezzi, sia dei bovini che dei suini da macello, fermo da diversi mesi a livelli non remunerativi, così come il settore delle carni suine. Altro settore in crisi è il comparto cunicolo che ha subito un vero tracollo, come il settore lattiero-caseario, che sta subendo una forte riduzione della domanda, poiché dopo trent’anni di sistema delle quote necessita di certezze e di riequilibrio”, dicono Fabio Curto e Luigi Andretta, rispettivamente presidenti delle sezioni economiche dei prodotti latte e carne di Confagricoltura Veneto.

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protesta Coldiretti

Difesa del mady in Italy. “Per ortofrutta, latte e carne i costi di produzione superano i guadagni mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole. Per questo gli agricoltori sono pronti a far sentire la propria voce, in difesa del vero “made in Italy” e a tutela dei diritti dei consumatori che giustamente chiedono al mercato qualità, origine e trasparenza”, denuncia Federico Miotto presidente di Coldiretti Padova.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto e Coldiretti Padova

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Caporalato, il Mipaaf dà avvio alle “Rete di lavoro agricolo di qualità”, entro metà settembre il primo piano di misure. E dall’1 settembre, le imprese agricole possono certificarsi per l’etica professionale assunta.

agricolturaSi è tenuto lo scorso 27 agosto al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il vertice nazionale sul caporalato, per definire il piano di azione per il contrasto al fenomeno e al lavoro irregolare in agricoltura e l’inizio delle attività della ‘Rete del lavoro agricolo di qualità’.
Alla riunione hanno partecipato i Ministri delle politiche agricole Maurizio Martina e del Lavoro Giuliano Poletti, Teresa Bellanova (Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Tito Boeri (Presidente INPS), Fabio Vitale (Presidente della Cabina di regia della ‘Rete del lavoro agricolo di qualità), Leonardo Di Gioia (Conferenza Stato-Regioni), i rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato, Assolavoro, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila, Ugl, Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, UE COOP, ANCC-COOP – COOP ITALIA, ANCD-CONAD e Federdistribuzione.

Piano di misure entro metà settembre. “Vogliamo passare dalla gestione dell’emergenza – ha dichiarato il Ministro Martina – a un lavoro stabile, organico e coordinato di azioni costanti contro il caporalato, che va combattuto come la mafia. Con il vertice di oggi abbiamo dato un mandato chiaro alla Cabina di regia della nostra ‘Rete del lavoro agricolo di qualità che entro le prossime due settimane dovrà presentare un piano di misure concrete su tutto il territorio. Un Patto di responsabilità che precisi gli impegni di istituzioni, parti sociali e imprese per azioni immediate. Già nelle scorse settimane con il Ministero del Lavoro abbiamo rafforzato i controlli. Un’azione che deve essere quotidiana a tutela della dignità, dei diritti e della sicurezza dei lavoratori. Vogliamo rafforzare l’operatività territoriale della ‘Rete’, che abbiamo fortemente voluto mettere nella nostra legge Campolibero nel 2014 e che il 1 settembre parte proprio grazie al lavoro fatto in questi mesi. Lavoriamo per anticipare in un veicolo legislativo utile le norme inserite ora nel ‘Collegato agricoltura’ all’esame del Parlamento”.

Dare una risposta culturale al fenomeno. “Vogliamo stroncare il caporalato – ha commentato il Ministro Poletti – lavorando su tutti gli aspetti dell’illegalità. Abbiamo già sviluppato un’azione di contrasto, la rafforzeremo e la metteremo assieme ad altre questioni da affrontare anche con il Ministero degli Interni per quanto riguarda l’immigrazione e con il Ministero della Giustizia per la confisca dei beni. Bisogna dare una risposta culturale al fenomeno – ha proseguito il Ministro del lavoro -, tenendo conto non solo del danno alle persone ma anche al sistema imprenditoriale. Il piano è complesso e non di breve periodo, laddove ci saranno oneri bisognerà trovare nella legge di stabilità le risorse per fronteggiare la situazione”.

Focus rete lavoro agricolo. Dal primo settembre le aziende agricole interessate potranno aderire alla Rete tramite il sito www.inps.it. Per la prima volta in Italia si istituisce un sistema pubblico di certificazione etica del lavoro. Si prevede inoltre un sistema premiante per le imprese che aderiranno alla Rete ed entreranno nel circuito. Della cabina di regia, presieduta dall’Inps, fanno parte le organizzazioni sindacali, le organizzazioni professionali agricole, insieme ai rappresentanti dei Ministeri delle Politiche agricole, del Lavoro e dell’Economia e della Conferenza delle Regioni. Possono fare richiesta per entrare nella Rete le imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti: a) non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; b) non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla lettera a);c) essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

Fonte: Servizio Stampa Ministero politiche agricole alimentari e forestali

Premio Laura Bacci 2014, due premi di studio sulla tematica “Innovazione per la sostenibilità in agricoltura”, domande entro il 1 settembre 2015

Drone Agricoltura

Drone utilizzato in agricoltura

L’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr ha indetto una selezione pubblica per titoli, per il conferimento di due Premi di studio intitolati alla memoria della ricercatrice Laura Bacci, destinati a una tesi di laurea magistrale e a una tesi di dottorato, discusse nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014. Le tesi devono dimostrare risultati di particolare eccellenza e rilevanza strategica, nazionale e internazionale e riguardare ricerche sul tema ‘Innovazione per la sostenibilità in agricoltura’.

Possono partecipare alla selezione tutti i laureati e i dottori di ricerca che al 1 settembre 2015, giorno di scadenza del bando, non abbiano compiuto rispettivamente i 30 e i 35 anni di età. La domanda di ammissione va inviata in formato elettronico all’indirizzo e-mail: segreteriapremio@ibimet.cnr.it o spedita a: Segreteria premio, Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto di biometeorologia – via G. Caproni 8, 50145 Firenze. Le modalità di presentazione della domanda di partecipazione sono reperibili nella documentazione relativa al bando scaricabile dal sito dell’Istituto.La commissione esaminatrice formula la graduatoria di merito che, dopo l’approvazione del direttore dell’Istituto, viene pubblicata sui siti internet www.urp.cnr.it e www.ibimet.cnr.it. I due premi in palio, del valore di 1.500 euro ciascuno, vengono consegnati ai vincitori durante una cerimonia pubblica a Firenze, presso l’Accademia dei Georgofili, entro il 2015. Informazioni: tel. 055/3033711; www.fi.ibimet.cnr.it

Fonte: Ibimet Cnr

Ad Expo Milano 2015, primo forum italo-cinese per la cooperazione nel settore agroalimentare. Tra gli obiettivi, il riconoscimento di 100 Indicazioni Geografiche europee.

prodottiA Expo Milano si è tenuto il primo forum italo-cinese per la cooperazione nel settore agroalimentare. Tra gli obiettivi, il riconoscimento di 100 Indicazioni Geografiche europee
Alla presenza di oltre 200 imprese italiane e cinesi, è stato siglato un accordo tra il China Council for the promotion of international trade (CCPTI) e l’Italian Trade Agency (ICE).

Conclusi negoziati su olio d’oliva e agrumi. L’accordo, frutto di un lavoro durato due anni, punta al rafforzamento di relazioni e partnership strategiche su alcuni temi chiave come l’innovazione e la tecnologia. In particolare, i due Paesi intendono rafforzare la collaborazione sul fronte scientifico, a partire dalla genomica animale e vegetale. “In merito alla cooperazione bilaterale Italia-Cina – ha ricordato il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina – abbiamo recentemente concluso i negoziati per due accordi su olio d’oliva e agrumi. Crediamo sia tempo per un ulteriore salto di qualità che possa favorire l’export italiano di prodotti come il riso, l’ortofrutta o il tabacco, così come auspichiamo che vengano superate le limitazioni relative alle carni. La Cina sarà senza dubbio protagonista della grande sfida alimentare dei prossimi anni e per questo ci proponiamo come partner, vista la nostra leadership a livello mondiale nella produzione di macchinari per l’agricoltura e la trasformazione alimentare”.

Registrate 10 Ig cinesi in Europa e 10 Ig europee in Cina. Un ruolo chiave è giocato anche dalle relazioni commerciali nel settore agricolo, dalla tutela delle Indicazioni Geografiche e la grande sfida dei controlli alimentari. “L’export nel 2014 – ha detto Martina – ha superato i 367 milioni di euro e vogliamo crescere ancora. A questo proposito, riteniamo molto positivo il progetto 10+10 che ha consentito la registrazione di 10 Indicazioni Geografiche cinesi in Europa e di 10 IG europee in Cina, tra le quali i nostri Grana Padano e Prosciutto di Parma. L’obiettivo è quello di arrivare a quota 100, accelerando con i negoziati che sono in corso tra l’UE e il Paese asiatico”. ù

Fonte: Europe Direct Veneto Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura

Utilizzo satelliti e droni in agricoltura, il Ministro Martina annuncia un piano nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione. Ed in Veneto, il robot scende in campo.

TrinciaturaIl Ministro Maurizio Martina ha annunciato l’avvio di un tavolo tecnico di lavoro presso il Ministero, per la redazione del primo Piano nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione, valorizzando a tal fine le risorse della Rete Rurale nazionale prevista nell’ambito del secondo pilastro della PAC.

Obiettivo: entro fine anno i primi risultati. “Unendo le professionalità di enti e istituzioni pubbliche, a cominciare dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) con le migliori esperienze private di settore, è possibile arrivare entro fine anno alla redazione di una vera e propria strategia d’investimento italiana sulla frontiera dell’agricoltura di precisione a tutto vantaggio delle peculiarità del nostro modello agricolo. Sono convinto che l’Italia possa diventare leader in Europa nell’utilizzo di tecnologie e innovazioni in grado di rendere più efficienti le pratiche agricole, puntando sulla sostenibilità ambientale e aumentando la competitività delle nostre imprese”, ha dichiarato il Ministro Martina.

Con i Psr più di 1 miliardo di euro disponibili per l’innovazione. “Vogliamo lavorare con le Regioni per sfruttare al meglio le opportunità che abbiamo – ha proseguito Martina – con la nuova programmazione dei fondi europei per investire nella sperimentazione e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative con i Partenariati europei per l’innovazione, che vedranno protagonisti enti di ricerca, università e imprese. Allo stesso tempo grazie ai Programmi di sviluppo rurale fino al 2020 avremo più di 1 miliardo di euro da dedicare agli investimenti innovativi delle imprese, con un contributo che va da un minimo del 40% a un massimo del 50%. Per incentivare ulteriormente l’ammodernamento delle aziende agricole abbiamo promosso la stipula di convenzioni tra Regioni, Organismi pagatori e Abi per concedere prestiti agevolati fino al 100% delle spese che rientrano in questi programmi”. “Siamo leader nella meccanizzazione agricola, nei sistemi esperti di irrigazione, e crediamo sia venuto il momento di fare un ulteriore salto di qualità. Con il piano nazionale avremo finalmente una strategia unitaria e una sinergia nuova tra pubblico e privato per dare futuro alla nostra agricoltura”, ha concluso il Ministro.

Nel trevigiano, il robot va in vigneto. A questo proposito, nei giorni scorsi nel trevigiano si è tenuta una giornata dimostrativa organizzata da Condifesa Treviso con Unacma (Unione Nazionale Commercianti Macchine Agricole) e in collaborazione con il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore per presentare oltre 30 i macchinari innovativi con prove pratiche in vigneto. Tema centrale della giornata era la gestione del sottofila in vigna sia in piano, su pendenze trattorabili, ma anche in alta collina sulle ripidità più impervie. “In particolare – ha spiegato Filippo Codato, direttore Condifesa Treviso – per quelle zone collinari che caratterizzano l’area storica del Prosecco dove, ancora oggi, a causa delle pendenze e dei pericoli di ribaltamento di mezzi tradizionali, è necessario il lavoro manuale per la gestione dell’inerbimento. Per queste esigenze oggi l’innovazione consente di introdurre la robotica in vigneto, come ad esempio robot cingolati, di piccoli dimensioni, funzionanti senza operatore perché telecomandati con joystick a distanza. Crediamo che questa, assieme all’agricoltura di precisione che sfrutta la tecnologia GPS sia davvero l’avanguardia della viticoltura sostenibile. In un futuro davvero prossimo potremo pensare a robot a controllo satellitare in grado di operare con la massima precisione nei terreni più impervi”.

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali/Condifesa Treviso

“Latticini senza latte”, nessun pericolo per i prodotti Dop, ma a rischio altre produzioni tipiche non tutelate dalla denominazione. Entro fine luglio la risposta dell’Italia all’Europa.

Formaggi veneti

formaggi veneti

La Commissione europea ha inviato nei giorni scorsi una lettera all’Italia per chiedere “la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, concentrato e ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero-caseari, previsto da una legge nazionale che risale al 1974”.
Di fatto, spiega Confagricoltura Veneto, entro fine di luglio l’Italia dovrà dare una risposta all’Europa, a seguito dell’ammonimento della Commissione UE (infrazione n. 2014/4170), che per la legge vieta nel nostro Paese l’utilizzo di latte condensato o latte in polvere o latte ricostituito.

Normativa italiana “ostacola” la libera circolazione delle merci. Secondo la Commissione europea la normativa italiana, che proibisce l’uso di surrogati, è un ostacolo alla “libera circolazione delle merci”, stante che nel resto dell’Unione europea i “latticini senza latte” sono di uso comune. Per il presidente della Sezione Economica lattiero-casearia di Confagricoltura Veneto Fabio Curto: ”Questa disposizione europea non tocca in alcun modo le produzioni di qualità certificata e i nostri formaggi Dop che nel Veneto sono l’Asiago Dop, la Casatella Trevigiana Dop, il Grana Padano Dop, il Montasio Dop, il Monte Veronese Dop e il Piave Oro Dop. Ma anche le altre specificità dei formaggi italiani e veneti prodotti con latte fresco vanno salvaguardate. Non dobbiamo permettere la cancellazione della tipicità delle nostre produzioni che sono frutto di cultura e tradizioni centenarie. Ci sono svariati formaggi di qualità e di eccellenza, come i formaggi di malga, che non possono essere uniformati cancellando gusti e sapori tipici frutto della nostra storia. La Comunità europea deve unire le identità nazionali, non cancellarle”.

Etichette prodotti lattiero-caseari, meglio specificare. Lorenzo Nicoli, presidente di Confagricoltura Veneto aggiunge: “L’Italia deve attivare da subito una migliore etichettatura dei prodotti lattiero-caseari, obbligando la distinzione chiara tra quelli ottenuti utilizzando latte fresco e quelli per i quali sono stati impiegati anche latte condensato o in polvere, poiché la normativa europea sull’etichettatura, a detta anche della Commissione, permetterebbe una tale distinzione. Dobbiamo assolutamente difendere la qualità e l’eccellenza della produzione casearia del Veneto e questo si può fare attraverso un’etichettatura mirata del prodotto e attraverso la sua pubblicizzazione e promozione sia in Italia, sia all’estero.

Il Ministro: “Latte, difenderemo le nostre qualità. No a passi indietro”. “Difenderemo fino in fondo la qualità del sistema lattiero caseario italiano e la trasparenza delle informazioni da dare ai consumatori. Ribadiremo alla Commissione europea la necessità di un intervento più approfondito sull’etichettatura del latte, che sappia rispondere meglio alle esigenze dei nostri produttori soprattutto dopo la fine del regime delle quote. Non siamo disposti a fare passi indietro su questi principi. È importante comunque ribadire che non sono interessati da questa vicenda i nostri grandi formaggi Dop, per i quali non sarà mai possibile l’utilizzo di materie prime diverse da quelle previste dai disciplinari. Nel frattempo continueremo a portare avanti un lavoro di confronto con le organizzazioni agricole e con la filiera e gli altri Ministeri interessati per evitare penalizzazioni da parte dell’Unione europea.”

Fonte: Confagricoltura Veneto/Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Fortali