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Birra, per renderla più vivace, ci vuole il batterio giusto

bicchiere birraUltimamente stanno prendendo piede anche da noi le birre artigianali. Ed i nostri mastri birrai vanno alla ricerca di proporre queste bevande frutto della fermentazione di orzo e luppolo, con caratteristiche originali e sempre più legate al territorio.

Birre acide. Nei laboratori dell’Istituto di Veneto Agricoltura per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene (VI), in collaborazione con BIOAGRO, azienda partecipata di Veneto Agricoltura specializzata nella vendita di batteri lattici per applicazioni agro-alimentari, sono state effettuate delle ricerche per selezionare dei ceppi di Lactobacillus plantarum e di Pediococcus pentosaceus. Si tratta di due specie di batteri lattici da utilizzare per la produzione di birre caratteristiche per acidità, profumo, aroma e sapore. Infatti, non tutti sanno che nel vasto mondo della birra c’è posto anche per le birre acide. In verità hanno una lunga storia, una grande diffusione in particolare nel Belgio, come in quasi tutti i paesi di tradizione birraia.  Ciò che tutte hanno in comune è per l’appunto l’acidità, qualità che dona vivacità e freschezza.

Il procedimento. Innanzitutto sono stati selezionati ceppi di batteri lattici che non producano bioammine, sostanze tossiche che si possono trovare in molti alimenti fermentati, tra cui anche qualche birra a fermentazione spontanea.  Poi sono stati verificati anche due caratteri: assenza di produzione di EPS (EsoPoliSaccaridi, responsabili della “malattia del filante”), e la sensibilità al luppolo, indispensabile per scongiurare la possibilità di “contaminazione crociata” dei ceppi di batteri lattici, selezionati per la produzione di “birre acide”, con lavorazioni di birre tradizionali. Utilizzando i ceppi così selezionati si potrà procedere aggiungendo lo starter di batteri lattici prima della bollitura in mosto raffreddato a 30-35°C, ed ottenere così in sole 12-16 ore un deciso abbassamento di pH. Successivamente si potrà quindi procedere con bollitura, luppolatura, raffreddamento ed inoculo del lievito, concludendo così il processo di birrificazione in modo tradizionale.

Un modo per distinguersi sul mercato. In questa maniera si produrranno nella birra gli effetti positivi (acidificazione e produzione di aromi) derivanti dal metabolismo dei batteri lattici senza che questi, data la loro sensibilità al luppolo, possano inquinare altre produzioni di birre tradizionali nelle quali potrebbero provocare dei difetti. Ciò rende quindi possibile per qualsiasi birrificio artigianale, anche tradizionale, produrre birre acide senza alcun rischio di contaminazione crociata con le altre birre. Un’ottima opportunità per differenziare i propri prodotti sul mercato.

Fonte: Veneto Agricoltura

Expo 2015, il 30 giugno a Mestre (Ve) incontro su ricerca e innovazione nel comparto agroalimentare

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiNell’ambito delle iniziative programmate dalla Regione Veneto in occasione di Expo 2015 per promuovere la qualità delle produzioni del territorio, il comparto agroalimentare sarà al centro di un incontro martedì 30 giugno prossimo all’Auditorium del Campus universitario di Via Torino, a Mestre (Venezia). “Ricerca e innovazione delle Università del Veneto per la sostenibilità e la valorizzazione del settore agroalimentare” è il titolo dell’evento organizzato in collaborazione con Veneto Innovazione e con Unioncamere del Veneto – Eurosportello Veneto.

Incontro rivolto soprattutto alle aziende del settore. Ad aprire la giornata, a partire dalle 9.00 Infoday di Programma Life, il programma per l’Ambiente e l’Azione per il Clima dell’Unione Europea per il 2014-2020. Seguirà dalle 14.15 l’incontro dedicato alla sostenibilità e alla valorizzazione del settore agroalimentare, che sarà aperto dal Prorettore alla Ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia Achille Giacometti e da Antonio Bonaldo, direttore della Sezione Ricerca e Innovazione della Regione. Cibo e cultura, sicurezza alimentare, produzioni e stabilimenti sostenibili saranno alcuni dei temi trattatati nelle successive relazioni di docenti e ricercatori provenienti dall’Università Ca’ Foscari Venezia, Università di Verona, Università di Padova, e Università IUAV di Venezia.

Fonte: Regione Veneto

Liberalizzazione quote latte, la qualità può “salvare” il latte italiano, ma bisogna farla conoscere

latte_16492Da un sistema protezionistico che ha imposto per trent’anni all’Italia una quota di produzione inferiore alle reali necessità, ad un sistema di totale liberalizzazione produttiva: l’impatto del “dopo quote latte”, regime abolito dal primo Aprile 2015 si fa sentire con forza, soprattutto in Veneto. Se ne è parlato nei giorni scorsi, nel corso del convegno organizzato a Treviso da A.Pro.La.V., Associazione Produttori Latte del Veneto sul tema: “Il mercato del latte senza quote, sarà sufficiente la qualità italiana?”.

 “Il Veneto, terzo produttore nazionale, risente in particolare della concorrenza di Paesi dell’Est, Slovenia, Romania, Bulgaria. Dalle nostre frontiere il latte sta entrando anche sotto i 30 centesimi al litro con il risultato che il latte delle nostre stalle resta a terra. Continuiamo a ricevere segnalazioni che ci preoccupano”, denuncia Terenzio Borga, presidente A.Pro.La.V.  Tanti gli allevatori presenti in sala, oltre ai rappresentanti delle principali cooperative lattiero-casearie del Veneto e dei Consorzi di Tutela. Tra gli ospiti illustri Nicola Shadbold, consigliere della Neozelandese Fonterra, uno dei maggior player mondiali del latte (22 miliardi di litri raccolti ogni anno, praticamente quanto la produzione italiana), ma anche allevatori da Francia e Irlanda.

Meno di 4 mila le stalle in Veneto. Dopo un anno, il 2014, che ha segnato un picco nel prezzo del latte (pagato alla stalla a 44 cent/litro), il 2015 si è aperto con una discesa in picchiata. Attualmente siamo intorno ai 37 centesimi ma le prospettive sono di ulteriore ribasso: “Una volatilità esasperata dei prezzi, una corsa all’incremento produttivo a livello globale che i nostri produttori, gravati dai costi produttivi più alti d’Europa, rischiano di non poter sostenere”, ha aggiunto Borga. Il settore della zootecnia da latte ha subito negli ultimi 15 anni una trasformazione radicale: oggi sono meno di 4mila le stalle in Veneto (contro le oltre 11mila del 1999), anche se la dimensione media è accresciuta. Il 70% del latte Veneto (contro il 50% del latte nazionale) viene utilizzato per la produzione di formaggi DOP, caratteristica storica che ha finora rappresentato un’ancora di salvezza per la valorizzazione della materia prima.

Difendere la nostra qualità fin dal banco frigo. Ma il direttore del Consorzio Grana Padano, Stefano Berni, mette in guardia: “In questo momento il sistema Grana Padano, la DOP più venduta al Mondo e che assorbe il 50% della produzione di latte, vede crescere l’export del 12% e vi è una corsa a poter entrare da parte dei produttori. Tuttavia le nostre capacità di trasformazione e la limitata possibilità di assorbimento del mercato ci impongono di contenere questa corsa per non cadere in una involuzione dei prezzi che farebbe crollare l’intero sistema. Come difendere la nostra qualità? Una grande responsabilità ce l’ha l’UE che ha impedito la trasparenza, considerando illegittimo esplicitare in etichetta la provenienza del latte nei prodotti trasformati. Ma anche la GDO italiana, a differenza di quella francese, non sa ancora valorizzare i prodotti tipici. E’ necessario che fin dal banco frigo i prodotti DOP siano ben distinti dai “copioni”. Qui si sta facendo dello sciacallaggio cercando di ingannare il consumatore che non è messo nelle condizioni di distinguere i prodotti e oggi viene “fregato” da formaggi fatti a imitazione, di cui in etichetta nulla si dice sulla provenienza: Li comprerebbe se sapesse che arrivano da Romania o Estonia?”.

Indebitamento pregresso quote latte, introdotta compensazione tra aziende. Mentre l’andamento globale imporrebbe un accrescimento della produzione e quindi una fase di investimenti, le aziende italiane e venete restano zavorrate anche per la mole di indebitamento dovuta alle quote. Sul tema è intervenuto Antonio Mario Caira, della Direzione Internazionale politiche Internazionali- MIPAAF: “Oltre alla rateizzazione nel triennio, è stata introdotta la compensazione tra aziende (cioè chi ha superato le quote fino al 12% può compensare fino al 6%) inoltre il Ministero ha previsto fondi per il settore latte al fine di garantire una maggiore liquidità per le aziende. E tuttavia, l’unico sistema di protezione per il nostro latte e i nostri formaggi resta la qualità”.

Fonte: Aprolav

 

I contoterzisti del Veneto si allargano al Friuli Venezia Giulia

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Gianni Dalla Bernardina, presidente Fimav

I conterzisti veneti si allargano al Friuli Venezia Giulia. L’assemblea della Fimav, la Federazione delle Imprese di Meccanizzazione Agricola del Veneto, che rappresenta 1500  imprese ha approvato una modifica statutaria che le consentirà di associare anche le imprese agromeccaniche friulane. Nell’assise tenutasi a Confindustria Rovigo sono stati anche rinnovati i vertici dell’associazione ed è stato riconfermato alla presidenza Gianni Dalla Bernardina, imprenditore veronese che presiede anche l’Apima, l’associazione provinciale di meccanizzazione agricola che raggruppa 300 contoerzisti scaligeri.

Categoria riconosciuta a livello regionale ma non ancora in Europa . “I nostri “colleghi” imprenditori friuliani – ha commentato Dalla Bernardina – non hanno una associazione che raccolga e porti le loro istanze agli enti territoriali: una carenza per la nostra categoria che si trova ad affrontare una sfida importante. Siamo un anello fondamentale della filiera agricola: a livello regionale ci è stato riconosciuto il ruolo di imprenditori agro-meccanici quindi siamo componente agricola a tutti gli effetti. Ancora non lo siamo anche per l’Unione Europea e quindi, nonostante il lavoro fatto durante la stesura del documento preparatorio, siamo esclusi dalle misure di intervento del piano di Sviluppo Rurale”. Nonostante l’iscrizione all’albo artigiano, le imprese agromeccaniche sono comunque tenute alla compilazione del quaderno di campagna e agli altri obblighi prescritti alle imprese agricole.

“Abbiamo gli oneri, ma non gli onori – ha aggiunto Dalla Bernardina – la burocrazia eccessiva sì, ma non l’accesso al Psr. Non possiamo partecipare ai programmi di sviluppo dell’agricoltura, per quanto, siamo noi driver dell’innovazione: investiamo 40 milioni di eurol’anno nella meccanizzazione delle pratiche agricole. Il nostro volume d’affari complessivo è elevato, 300 milioni di euro, per cui siamo anche quelli che maggiormente investono in risorse umane: abbiamo 5mila addetti. Ora, superata la fase post elettorale, riprenderemo i proficui colloqui con il Governo Zaia, importante alleato per portare avanti la nostra battaglia per il riconoscimento del nostro ruolo nella filiera agricola a Roma e in Europa”.

Nel nuovo direttivo Dalla Bernardina è affiancato dal vice presidente, Alfredo Zanirato della sezione di Rovigo. Completano la squadra gli imprenditori Carlo Feletto, in rappresentanza di Treviso e Belluno, Sandro Dalla Costa per Venezia e il vicentino Tiziano Pertile. Alla segreteria generale è stato riconfermato Clemente Ballarini, attuale direttore dell’Apima di Verona.

Fonte: Fimav

Sabino Cassese eletto presidente di Creditagri italia, finanziaria promossa da Coldiretti

Sabino Cassese

Il neo presidente di CreditAgri Italia e giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese (a destra) con il direttore generale Roberto Grassa.

Il giudice emerito della Corte Costituzionale professor Sabino Cassese è il nuovo presidente di CreditAgri Italia, la “finanziaria degli agricoltori italiani” promossa da Coldiretti che offre servizi creditizi e tecnico finanziari a beneficio di oltre un milione di imprese agricole, agroalimentari, cooperative e società agroindustriali.

Elezione avvenuta nell’ambito di Expo. Il professore Sabino Cassese è stato chiamato a guidare il più articolato Ente Finanziario di garanzia mutualistica italiano operante in agricoltura e iscritto nell’Elenco Speciale ex Art. 107 del Testo Unico Bancario. Una Finanziaria di interesse pubblico sottoposta al controllo e vigilanza da parte della Banca d’Italia, presente e operativa in tutte le regioni attraverso 74 filiali e oltre 18000 imprese azioniste.  L’elezione è avvenuta nell’ambito del Consiglio di Amministrazione che si è tenuto nel Padiglione Italia all’interno del complesso dell’Expo proprio a rappresentare l’impegno da sempre profuso da CreditAgri Italia nell’offrire servizi e opportunità alle imprese che operano nell’agroalimentare, che rappresenta una leva competitiva e di sviluppo formidabile per superare la crisi e per trainare il Made in Italy nel mondo e tornare così a crescere investendo nelle proprie risorse che sono i territori, l’identità, la cultura e il cibo, coniugando l’innovazione alla tradizione. “Il nostro principale impegno – dichiara il direttore generale Roberto Grassa – è quello di contribuire a favorire l’accesso al credito destinato prevalentemente a sostenere processi di investimento a medio-lungo termine, orientando le imprese alla razionalizzazione e miglior utilizzo della finanza d’impresa”.

La dichiarazione di Sabino Cassese. Il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese si è laureato nel 1956, a Pisa, dove è stato allievo del Collegio Giuridico della Scuola Normale Superiore, è dottore “honoris causa” nelle Università di Aix-en-Provence, di Cordoba (Argentina), di Paris II, di Castilla-la-Mancha, di Atene, di Macerata e dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Ha insegnato nelle Università di Urbino, Napoli, Roma, New York, Parigi e Nantes. E’ stato membro del Consiglio di amministrazione dell’Istat; presidente della Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici. Ha fatto parte anche dei Consigli di amministrazione di Autostrade spa e di Lottomatica, nonché del Consiglio Generale delle Assicurazioni Generali ed è stato presidente di Immobiliare Italia, di Cassa di Risparmio di Roma Factoring e del Banco di Sicilia. E’ stato Ministro per la Funzione Pubblica del 50° Governo della Repubblica italiana, presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.“Ho accettato la proposta di assumere la presidenza di CreditAgri perché apprezzo le realizzazioni ed il programma di attività di Coldiretti al servizio dell’agricoltura Italiana”, ha affermato il presidente Sabino Cassese al momento dell’elezione, oltre ad esprimere “una valutazione positiva del disegno organizzativo e operativo di CreditAgri che attraverso  l’accorpamento di 40 confidi locali e la loro gestione unitaria è sia un alleato importante del sistema agricolo italiano, sia un essenziale supporto del sistema creditizio nazionale”.

Fonte: Coldiretti Veneto

 

 

Mais, la chimica non conviene, in tutti i sensi, economico ed ambientale

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dimostrazione trappola nottue

Basare la coltivazione del mais su una agricoltura incentrata sulla chimica è anti economico: è questo il messaggio forte che Condifesa Veneto e Friuli Venezia Giulia insieme con Veneto Agricoltura hanno lanciato agli operatori del settore (tecnici di aziende agricole, periti, agricoltori) invitati, giovedì 4 Giugno, a partecipare alla giornata a Vallevecchia, a Caorle (VE). Le visite ai campi sperimentali dell’azienda agricola di Veneto Agricoltura hanno riguardato, in particolare, i 150 ettari coltivati a mais dove la sperimentazione è avviata ormai da tre anni.

Buone pratiche e lotta integrata. Qui i terreni coltivati non sono trattati con geodisinfestanti, ovvero gli insetticidi comunemente utilizzati per combattere i parassiti dei terreni e i fitofagi, né viene piantato il seme conciato, trattato cioè sempre con insetticidi (una pratica messa sotto accusa perché ormai dimostrato il legame con la mortalità di insetti utili come le api nelle aree dove prevale la coltura del mais). Al contrario, la sperimentazione avviata si basa sull’utilizzo di buone pratiche agronomiche tradizionali e lotta integrata (che unisce metodi colturali come la corretta rotazione e ferilizzazione dei terreni e mezzi biologici e meccanici di contrasto ai principali parassiti grazie anche al monitoraggio degli insetti dannosi mediante trappole a feromoni).

Un risparmio di 50 euro per ettaro. Per i Consorzi di Difesa delle Colture Agrarie, che tra Veneto e Friuli Venezia Giulia arrivano a contare 20mila soci, si tratta di un impegno importante che ha portato a mutare in pochi anni il proprio ruolo e la propria mission: andare cioè oltre il tradizionale compito assicurativo e di assistenza peritale in caso di danni da avversità, per assumere un importante ruolo di promozione dell’agricoltura sempre più innovativa ed eco-compatibile. “Abbiamo fatto toccare con mano – afferma il presidente Condifesa Veneto, Valerio Nadal –  che coltivare il mais senza l’abuso della chimica non solo è possibile, ma è anche conveniente: anzitutto sotto il profilo economico per le aziende agricole che risparmiano in trattamenti, ma anche sul piano ambientale, poiché si riduce l’inquinamento, si tutela la salute degli operatori e si preserva la fertilità dei terreni”. I dati sono lampanti e confermano il successo della sperimentazione: mentre il 50% delle aziende tratta il seme inutilmente, solo l’1% delle superfici non trattate subisce danni significativi da insetti terricoli. Il risparmio economico è quantificabile in circa 50€ per ettaro che a livello Veneto si traduce in oltre 10 milioni di euro oggi spesi in geodisinfestanti.

Rischio zero con lotta integrata e fondi mutualistici. “Ma qui subentriamo noi come Consorzi di Difesa – conclude Nadal – con l’apposito fondo mutualistico mais: il fondo copre la coltivazione non solo dai danni da avversità atmosferiche (eccesso di pioggia o siccità) ma anche da parassiti (quali elateridi, diabrotica e nottue). Questo significa per l’agricoltore arrivare al rischio zero, con un risparmio economico e ambientale evidente”. Il rischio zero si ottiene cioè mixando le conoscenze tecniche acquisite nella lotta integrata con la copertura del rischio economico (pur di lieve entità) attivata grazie ai fondi mutualistici.

Fonte: Condifesa Veneto e Friuli Venezia Giulia

Mipaaf: Istituito elenco portatori di interessi

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato firmato il decreto ministeriale che istituisce l’Elenco dei portatori di interesse che possono essere chiamati a partecipare a forme di consultazione da parte del Ministero. È stato inoltre presentato il nuovo “Codice etico e anticorruzione” per i dipendenti dell’Amministrazione.

Martina: Passo importante in direzione della trasparenza. L’obiettivo è incentivare e garantire la partecipazione dei portatori di interessi al processo decisionale per migliorare la qualità e la trasparenza dell’azione amministrativa nella fase di produzione degli atti normativi e dei regolamenti. “Con questo decreto – ha commentato il Ministro Martina – facciamo un passo in avanti importante sul versante della trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Migliorerà la qualità dei processi decisionali dell’Amministrazione, un elemento fondamentale per rendere un buon servizio ai cittadini e semplificare la vita alle imprese”.

Elenco suddiviso in tre categorie. Organizzazioni professionali e associazioni di categoria delle filiere agricole e della pesca già note all’amministrazione e consultate durante la fase preparatoria di provvedimenti attuativi di norme e regolamenti; Associazioni dei consumatori e degli utenti membri del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti presso il Mise; Soggetti pubblici o privati con provato interesse per le materie di competenza del Mipaaf. Il decreto ministeriale disciplina l’istituzione e l’aggiornamento dell’elenco attraverso procedure on line direttamente sul sito del Ministero e le modalità con cui l’amministrazione consulta i portatori di interessi.

Per iscriversi all’Elenco, si dovrà compilare un semplice form di registrazione, indicando una serie di dati relativi all’attività svolta. Ogni iscritto presenterà una relazione annuale nella quale dovrà indicare il lavoro di rappresentanza di interessi condotto nei confronti del Ministero. L’Elenco, al pari delle relazioni prodotte, sarà consultabile da chiunque sul sito internet del Mipaaf.

Semplificazioni burocratiche. Nel corso dei lavori della “Giornata della trasparenza” sono stati presentati alcuni risultati raggiunti nel 2014 grazie alle politiche del Mipaaf sulla semplificazione burocratica. Dalla riduzione degli oneri delle procedure burocratiche, a seguito della soppressione di registri cartacei e all’introduzione di semplificazioni previste dal provvedimento Campolibero, sono stati stimati risparmi per gli operatori economici di circa 3,2 milioni di euro.

Tutela del Made in Italy sul web. Le azioni a tutela del Made in Italy sul web hanno condotto a scoprire e bloccare 201 casi sulla piattaforma “Ebay” relativi a prodotti a denominazione contraffatti. Sono 63, invece, i casi in cui è stata attivata la protezione “ex officio”.

Fonte: Servizio Stampa Ministero Politiche Agricole

Mipaaf: Senato approva collegato agricoltura, ecco le novità

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha reso noto che è stato approvato lo scorso 13 maggio al Senato il disegno di legge Collegato in materia di agricoltura. “E’ un altro passo in avanti nel percorso di semplificazione, tutela del reddito delle imprese, competitività per il settore agricolo e della pesca. Un intervento ampio che consentirà di dare risposte concrete a un comparto che ha ancora grandi margini di crescita come quello agroalimentare“, ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina. “Oggi siamo in grado di dotare il sistema agroalimentare di strumenti indispensabili che vanno dalla sicurezza alimentare, al sostegno all’agricoltura biologica, all’etichettatura. Per le materie delegate, come Governo ci impegniamo a legiferare rapidamente cogliendo tutte le opportunità messe in campo per l’agricoltura e la pesca“, ha aggiunto il Vice Ministro Andrea Olivero, che ha curato la discussione in Aula. Ecco di seguito le principali novità del collegato agricoltura.

Semplificazioni in materia di controlli. I diversi organi di vigilanza nel settore agroalimentare agiscono in maniera coordinata, evitando sovrapposizioni e duplicazioni.Viene costituito un consorzio di tutela per le bevande spiritose, riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L’obiettivo è assicurare la piena integrazione con la disciplina nazionale in materia di indicazioni geografiche dei prodotti agroalimentari e dei vini in esecuzione dei relativi Regolamenti europei.

Sicurezza alimentare. Inasprite le pene per chi commette il reato di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.Oltre alle sanzioni attuali (reclusione fino a due anni e multa fino a 20.000 euro), viene prevista sempre l’applicazione della pena accessoria dell’interdizione dalla professione, arte, industria, commercio o mestiere, nonché l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.Il testo prevede che la sentenza di condanna per questa fattispecie di reati venga pubblicata.L’azione penale, nel caso di reato di contraffazione agroalimentare, viene esercitata dalla procura distrettuale.

Disposizioni in materia di servitù. I proprietari di strade private devono consentire il posizionamento di tubazioni, anche per la trasmissione di energia geotermica, e l’installazione di contatori per l’allacciamento di utenze domestiche o aziendali alla rete del gas. È il sindaco del Comune interessato ad autorizzare, con un’ordinanza, tali allacciamenti su strade private. Il testo approvato dalla Commissione prevede che, in fase di realizzazione di tali lavori, si tenga conto della stagionalità delle colture adiacenti alla strada. Sono previsti l’obbligo di ripristino della strada nello stato antecedente il lavoro e l’eventuale risarcimento del danno, che deve comprendere l’eventuale danno causato alle coltivazioni.

Semplificazione dei procedimenti amministrativi. Ridotti a 60 giorni i termini per il silenzio assenso relativo alle istanze funzionali all’esercizio delle attività di coltivazione, allevamento, selvicoltura e delle relative attività connesse presentate alla pubblica amministrazione per il tramite dei Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA).

Delega al Governo per semplificazioni in settori pesca e agricoltura. Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge il Governo deve intervenire per il riordino della normativa nei settori della pesca e dell’agricoltura, abrogando norme già oggetto di abrogazione tacita o implicita; organizzando le disposizioni per materie o per settori omogenei; effettuando le modifiche necessarie per garantire coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa; risolvendo di eventuali incongruenze, anche alla luce degli orientamenti giurisprudenziali.

Società di affiancamento per le terre agricole. Il Governo è autorizzato ad adottare, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, un regolamento per disciplinare le forme di affiancamento tra agricoltori ultra-sessantacinquenni o pensionati e giovani, non proprietari di terreni agricoli, di età compresa tra i diciotto e i quaranta anni, anche organizzati in forma associata, allo scopo del graduale passaggio della gestione dell’attività d’impresa agricola ai giovani.

Sostegno all’agricoltura biologica. Viene istituito il Sistema informativo per il biologico (SIB) presso il Ministero delle politiche agricole. Il Mipaaf, basandosi sulle informazioni contenute nel SIB, istituisce l’elenco pubblico degli operatori dell’agricoltura biologica nonché dell’acquacoltura biologica.

Disposizioni in materia di attività che costituiscono subappalto. Introdotta la deroga al divieto di subappalto per l’affidamento di servizi di importo inferiore a euro 20.000 annui a imprenditori agricoli nei comuni montani o svantaggiati.

Riordino enti vigilati dal Mipaaf. Delega al Governo per il riordino che comprende anche le società e le agenzie vigilate, nonché l’assistenza tecnica (e non più della consulenza) agli allevatori.Riduzione del ricorso a contratti a soggetti esterni alla pubblica amministrazione e prioritario utilizzo delle professionalità interne. Una quota dei risparmi di spesa derivanti dalla riduzione e riordino degli enti, società ed agenzie sarà destinata per politiche a favore del settore agroalimentare, con particolare riferimento alla promozione e alla tutela all’estero del made in Italy. Riorganizzazione dell’Agea, che porterebbe a rivedere le funzioni di coordinamento attualmente affidate all’Agenzia, con particolare riferimento al sistema di gestione e di sviluppo del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), nonché al modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale.Razionalizzazione o soppressione di Agecontrol Spa. L’operazione potrebbe avvenire anche mediante confluenza di AGECONTROL Spa in strutture ministeriali (enti, società o agenzie vigilate dal Mipaaf).

Istituzione della banca delle terre agricole. Avverrà presso l’ISMEA e dovrà facilitare il processo di compravendita e l’avvicendamento nella conduzione di terreni agricoli e di aziende e al fine di favorire il ricambio generazionale.

Modernizzazione della logistica. È previsto il potenziamento delle nuove infrastrutture logistiche, del comparto agroalimentare, nell’ambito delle infrastrutture strategiche e di preminente interesse nazionale, con riferimento alla “Legge Obiettivo”. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto da adottare di concerto con il MiPAAF, provvede all’individuazione degli interventi che accedono ai finanziamenti dell’Unione europea allo scopo disponibili e alle risorse finalizzate per le infrastrutture strategiche stanziate dalla legge di stabilità.

Assunzione congiunta di lavoratori. Viene abbassata dal 50 al 40 per cento la percentuale di imprese agricole che devono essere presenti in un contratto di rete, per consentire alle imprese ad esso legate di procedere all’assunzione congiunta di lavoratori dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le relative aziende.

Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Interventi sugli ambiti di azione dell’Isa, l’Istituto di sviluppo agroalimentare. Interamente partecipata dal Mipaaf, ISA promuove progetti di sviluppo agroindustriale, può assumere partecipazioni in società operanti in agricoltura e nell’agro-alimentare, e può prestare assistenza e consulenza nel settore finanziario ad aziende e enti pubblici e privati.

Delega al Governo per il riordino degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura e di regolazione dei mercati. È previsto l’allineamento, delegato al Governo, dell’ordinamento nazionale agli orientamenti dell’Unione europea in materia di gestione del rischio in agricoltura e di regolazione dei mercati.

Disposizioni per il sostegno della pesca sociale e lo sviluppo dei prodotti provenienti da filiera corta agricola e ittica. Si stabilisce che gli organismi pubblici gestori di mense, in particolare scolastiche o ospedaliere, possano introdurre criteri di precedenza nelle gare per i fornitori di prodotti agricoli e ittici a filiera corta, nonché prodotti di agricoltura biologica o comunque a basso impatto ambientale o prodotti di qualità.

Definizione dei prodotti. La Commissione ha definito ha modificato, per il concentrato, la nozione di residuo, riferendolo al residuo secco; oltre ad aver riferito la polvere di pomodoro anche alla macinazione di fiocco, essa ha poi introdotto la definizione di pomodori semisecchi.

Etichettatura e confezionamento. I prodotti derivanti dalla trasformazione del pomodoro sono assoggettati alle disposizioni stabilite dalla normativa europea e nazionale in materia di etichettatura e informazione sugli alimenti ai consumatori.

Clausola di mutuo riconoscimento. Viene garantito ai prodotti provenienti da un altro Stato membro dell’Unione europea o da Paesi limitrofi aderenti ad appositi accordi multilaterali (Associazione europea di libero scambio, parte contraente dello Spazio economico europeo), di poter essere commercializzati in Italia senza restrizioni.

Delega al Governo per il sostegno del settore del riso. Il Governo adotta uno o più decreti legislativi per il sostegno dei prodotti ottenuti dal riso greggio commercializzati con la dicitura “riso”. La delega deve essere esercitata entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento.

Vigilanza e controlli. L’attività di vigilanza nel settore agroalimentare deve essere svolta in forma coordinata, evitando sovrapposizioni e duplicazioni di accertamenti, tenendo conto del piano nazionale integrato previsto dalla normativa comunitaria. Le risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) sono destinate anche al finanziamento agevolato di investimenti in ricerca ed innovazione tecnologica, effettuati da imprese agricole, forestali e agroalimentari che partecipano ad un contratto di rete, per le finalità proprie del medesimo contratto.

Sportello unico della pesca e dell’acquacoltura. Viene istituto, presso la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Mipaaf, lo Sportello unico nazionale della pesca e dell’acquacoltura, con funzioni di coordinamento, orientamento e supporto agli sportelli regionali nell’esercizio delle loro funzioni.

Rete del lavoro agricolo di qualità. È previsto che alla Rete possano aderire, attraverso la stipula di apposite convenzioni, gli sportelli unici per l’immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l’impiego e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura.

Fonte: Mipaaf

10-13 maggio 2015, a Verona si tiene Eurocarne. Cultura del prodotto e internazionalizzazione le chiavi di volta per il rilancio dei consumi.

Carne equinaShow cooking con i protagonisti dei talent televisivi di successo, corsi di taglio di prosciutto secondo la tradizione dei “cortador” spagnoli, degustazioni comparate e analisi sensoriali della carne della “Meat Experience”. E ancora un concorso nazionale che premia le quote rosa dietro al bancone della macellaria e uno dedicato ai giovani macellai di domani, “Junior gastromeat”. Sono solo alcune delle iniziative in programma alla 26ª edizione di Eurocarne, il salone internazionale sulla filiera delle carni che Veronafiere organizza da domenica 10 al mercoledì 13 maggio.

L’obiettivo della manifestazione è rilanciare i consumi, in favore di un compartom, quello carneo, che in Italia vale oltre 32 miliardi di fatturato, tra parte industriale e zootecnica, e dà lavoro a oltre 180mila persone. «Per questo – ha spiegato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello – è prioritario riscoprire e diffondere una vera cultura della carne, che dall’allevamento alla tavola è fatta di tradizioni e innovazione costante. Per apprezzare e valorizzare questo prodotto bisogna conoscerlo e servono figure professionali, in macelleria come nei banchi della Gdo o nei ristoranti, in grado di soddisfare un consumatore sempre più esigente». Al via domenica, quindi, quattro giorni di fiera che per la prima volta rappresenta l’intero settore: dall’allevamento e macellazione, passando per l’industria di lavorazione, trasformazione e confezionamento, fino alla distribuzione, nelle sue diverse forme.

Oltre 170 aziende presenti. Al taglio del nastro, (ore 11, Padiglione 11, Area Forum by Costa Group), presente il Governatore del Veneto, Luca Zaia. La regione, infatti, è da sempre leader nazionale nel mondo delle carni, con oltre 2,3 miliardi di fatturato e il primato per numero di capi bovini (35% del totale italiano) e avicoli (30%). «Eurocarne, pur rinnovata nel format, grazie all’organizzazione diretta da parte di Veronafiere – ha ricordato il direttore generale dell’Ente, Giovanni Mantovani –, si conferma una rassegna b2b con oltre 170 aziende presenti, di cui il 10% estere. Per questa edizione abbiamo puntato molto sull’internazionalizzazione, investendo sull’incoming di buyer selezionati da Slovenia, Croazia, Bosnia, Macedonia, Russia, Polonia, Marocco, Egitto». Spazio perciò all’approfondimento più mirato per il business. Protagonisti a Eurocarne sono, infine, i numerosi convegni e workshop che affrontano tematiche come la sostenibilità, il benessere animale in allevamento, la sicurezza alimentare, l’etichettatura, la tracciabilità del prodotto e gli ultimi trend di consumo, quale il rinato interesse per la selvaggina, spinto da chef stellati come Bruno Barbieri.

Fonte: Veronafiere

 

Consiglio dei Ministri, approvato decreto per l’agricoltura, interventi su latte, olio, Xylella e piogge alluvionali

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha reso noto che è stato approvato lo scorso 29 aprile in Consiglio dei Ministri il decreto legge urgente per il rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno delle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali. Il decreto interviene in particolare a favore delle filiere del latte e dell’olio, e contiene misure per l’accesso al fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole che hanno subito danni a causa delle piogge alluvionali 2014 e delle infezioni di organismi nocivi ai vegetali, come la Xylella fastidiosa.

Latte, interventi urgenti per la gestione della fine delle quote. La norma prevede l’attuazione della disposizione comunitaria per il pagamento delle multe per l’ultima campagna lattiera in 3 anni e senza interessi. Gli allevatori interessati potranno presentare domanda all’AGEA entro il 31 agosto 2015. Per non gravare ulteriormente sugli allevatori, con la norma si amplia la possibilità di compensazione tra produttori, nell’ambito della quota nazionale, per l’ultima campagna consentendo a chi ha superato le quote fino al 12% di compensare fino al 6%, cosa che prima non era prevista e che vedeva scattare la sanzione sull’intera percentuale di splafonamento. Con il decreto viene ribadita la necessità del contratto scritto come previsto dall’art. 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, e si introducono delle novità rilevanti: la durata minima dei contratti è fissata a 12 mesi;  il contratto deve espressamente contenere il prezzo da pagare alla consegna che può essere fisso o legato a fattori determinati, come indicatori di mercato, volume consegnato e qualità o composizione del latte crudo. Per rafforzare la filiera si è definito: la creazione di un unico organo interprofessionale, che potrà prendere decisioni valide “erga omnes”, a determinate condizioni, come accade in altri Paesi europei come la Francia; che per favorire l’aggregazione l’organizzazione interprofessionale deve arrivare al 20 per cento di rappresentatività degli operatori; che l’Interprofessione ha un campo d’azione che comprende le regole di produzione, la commercializzazione, la promozione, i contratti tipo, la tutela ambientale e la ricerca. Viene rafforzato il livello di tutela degli allevatori e dei produttori di latte, attraverso una riforma dell’art. 62 che prevede il monitoraggio dei costi medi di produzione del latte crudo da parte di Ismea, secondo le metodologie stabilite dal Ministero delle politiche agricole. I dati verranno elaborati mensilmente e costituiranno un benchmark ai fini delle segnalazioni all’Antitrust; l’inasprimento delle sanzioni per violazioni delle prescrizioni dell’art. 62 con multe che vengono innalzate da 3 mila fino a 50 mila euro;
l’Ispettorato repressione frodi del Mipaaf (ICQRF) potrà segnalare all’Antitrust le possibili violazioni.

Olio, via al piano nazionale per l’aumento della produzione del 25%. Per contrastare la crisi del settore olivicolo e oleario il Governo dà il via libera al Piano olivicolo nazionale con una dotazione di 20 milioni di euro nel triennio 2015-2017. Questo intervento fa parte di una più ampia azione operativa che prevede un coordinamento con le Regioni per far leva sui fondi europei dei Psr e rafforzare ulteriormente l’operazione a favore dei produttori. In particolare, gli interventi puntano al recupero del potenziale produttivo e competitivo con aumento del 25% delle quantità prodotte a livello nazionale nei prossimi 5 anni, arrivando a quota 650 mila tonnellate. Gli interventi si concentreranno sulla struttura della singola azienda per elevare la capacità quantitativa di produzione, come indicato prioritariamente dal piano per l’olio presentato dal Mipaaf alla filiera nei mesi scorsi.

Xylella, deroga per attivazione fondo solidarietà nazionale per la prima volta su emergenza fitosanitaria. Per andare incontro alle necessità degli agricoltori e dei vivaisti danneggiati dalla diffusione del batterio Xylella fastidiosa in Puglia viene stabilita la deroga per l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale, che segue la dichiarazione di calamità. Allo stesso tempo vengono destinati i primi 11 milioni di euro per gli interventi compensativi a favore dei produttori che hanno subito danni. È la prima volta che questa norma si applica a emergenze fitosanitarie provocate da infezioni degli organismi nocivi, prevista solo per eventi atmosferici. La procedura prevede che la Regione interessata possa fare richiesta di stato di calamità entro 60 giorni a partire dall’adozione delle misure di contenimento o di eradicazione da parte delle competenti autorità nazionali ed europee.

Piogge alluvionali 2014 e 2015: proroga dei termini per aiuti. Nei territori colpiti dalle avversità atmosferiche di eccezionale intensità negli anni 2014 e 2015, le imprese agricole danneggiate dalle piogge alluvionali che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi possono accedere agli interventi per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva. Tutte le Regioni interessate, come ad esempio Toscana, Puglia e Liguria, in deroga ai termini stabiliti dal decreto legislativo 102/2004, possono deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalità degli eventi atmosferici, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Soppressione ex agensud. Per razionalizzare e garantire la realizzazione delle strutture irrigue, in particolare nelle regioni del sud Italia colpite da eventi alluvionali, la gestione commissariale ex AgenSud è soppressa e le relative funzioni sono trasferite ai competenti dipartimenti e direzioni del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Fonte: Ministero Politiche Agricole