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Dagli agricoltori anti-‘ndrangheta nasce GOEL BIO

E’ la piccola ma concreta risposta del Gruppo GOEL ai fatti di Rosarno e ad un mercato locale degli agrumi che schiaccia la dignità dei piccoli agricoltori. I prezzi sono da fame, spesso non consentono di coprire nemmeno le spese vive né il costo sindacale del lavoro: si arriva a pagare le arance 10 centesimi al chilo. E’ un mercato spesso condizionato dalla prepotenza della ‘ndrangheta che, come al solito, vive lucrando sulle fatiche e sui sacrifici dei Calabresi.

GOEL – spiega una nota – sceglie di stare al fianco degli agricoltori onesti, spesso vessati dalla ‘ndrangheta con uno “stalking” prepotente e spietato che mira a sottometterli e condizionarli, se non addirittura ad espropriarli. I prodotti di GOEL BIO non provengono dai terreni confiscati alle mafie ma dai terreni di normali e “ordinari” agricoltori onesti, che resistono giorno per giorno alle pressioni mafiose, che si sono impegnati rispettare l’ambiente con produzioni biologiche, che si sforzano di promuovere la dignità del lavoro e del territorio. .

L’offerta di Goel Bio è composta da: arance Biologiche e in conversione – varietà: Navel, Tarocco, Biondo di Caulonia; le arance vengono proposte direttamente al consumatore finale in tutta Italia, ad un prezzo equivalente ad una normale arancia non biologica. Clementine Biologiche, Olio Extravergine Biologico di alta qualità, prodotto nella Locride e nella Piana di Gioia Tauro tramite spremitura a freddo, utilizzando unicamente procedimenti meccanici. Vengono distribuiti 4 tipi di olio monocultivar, selezionati tra le migliori specie autoctone: Geracese, Carolea, Ottobratica, Sinopolese. GOEL BIO si rivolge principalmente ai circuiti commerciali diretti, senza intermediari tra produttore e consumatore finale, per garantire un’equa retribuzione del prodotto e, a sua volta, un equo salario ai lavoratori. Oltre ad offrire occupazione sana nel territorio, ciò mira a prevenire fin dalla radice fenomeni di sfruttamento dell’immigrazione. I soci produttori di GOEL BIO garantiscono infatti: il rispetto dei diritti dei lavoratori; la scrupolosa osservanza dei disciplinari di produzione biologica; l’estraneità con ogni malaffare o collusione con la ‘ndrangheta; l‘alta qualità e la tipicità delle produzioni. Gli agrumi con il bollino “GOEL BIO” e l’Olio Extra-vergine di Oliva Biologico, saranno – conclude la nota – “messaggeri della legalità e dei valori di cambiamento di GOEL”.

(fonte Agi.it)

La denominazione “cioccolato puro” contro il diritto UE

La Corte di giustizia europea vieta all’Italia di denominare “puro” il cioccolato”. Secondo la Corte, la denominazione, che distingue il cioccolato tra puro e non, viola la direttiva europea, per la quale il consumatore debba essere informato dall’etichettatura solo sulla presenza o meno nel cioccolato di grassi vegetali sostitutivi.

Le norme europee sull’etichettatura dei prodotti di cacao e di cioccolato armonizza le denominazioni di vendita di questi prodotti. Quando contengono fino al 5% di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, la loro denominazione resta immutata, ma la loro etichettatura deve contenere, in grassetto, la specifica dizione: «contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao». Per i prodotti di cioccolato che contengono unicamente burro di cacao, è possibile indicare sull’etichettatura tale informazione, purché sia corretta, imparziale, obiettiva e non induca in errore il consumatore.

La legge italiana prevede che la dicitura «cioccolato puro» sia aggiunta o integrata nelle denominazioni di vendita o sia indicata in altra parte dell’etichettatura dei prodotti che non contengono grassi vegetali sostitutivi e, in caso di violazione, applica ammende da 3000 a 8000 euro. L’obiettivo delle norme UE è quello di garantire la coerenza delle regole nel mercato interno, attraverso un’armonizzazione completa delle denominazioni di vendita dei prodotti di cacao e di cioccolato. La disciplina europea non prevede né la denominazione di vendita «cioccolato puro» né l’introduzione di un’altra denominazione da parte del legislatore nazionale. Quindi, secondo la Corte la norma italiana è in contrasto con il sistema UE delle denominazioni di vendita. Il sistema di duplice denominazione italiano non rispetta neppure il diritto dei consumatori a disporre di un’informazione corretta, imparziale ed obiettiva che non lo induca in errore. La Corte, infatti, ha già dichiarato che l’aggiunta di grassi sostitutivi a prodotti di cacao e di cioccolato che rispettano i contenuti minimi previsti dalla normativa non modifica la loro natura al punto di trasformarli in prodotti diversi. Di conseguenza, una distinzione delle loro denominazioni di vendita non è giustificata.

(fonte Asterisco Informazioni)

Agricoltura: Ue proroga aiuti fino a tutto il 2011

La Commissione Europea ha prorogato al 31 dicembre 2011 il regime di aiuto temporaneo di importo limitato fino a 15.000,00 euro erogabile in favore delle imprese che operano nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli. Lo rende noto un comunicato del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Domande di aiuto entro il 31 marzo 2011. Si tratta – spiega la nota – di una decisione molto attesa, sollecitata piu’ volte dal Ministero, perche’ rappresenta uno dei pochi strumenti attivabili a sostegno delle imprese agricole colpite dalla crisi finanziaria. Non si tratta di nuovi finanziamenti, ma di una deroga alle norme sugli aiuti di Stato in agricoltura, a condizione che l’importo dell’aiuto non superi i 15.000,00 euro per azienda. La proroga al 31 dicembre 2011 e’ concessa a condizione che le domande di aiuto siano presentate entro il 31 marzo 2011. La proroga di un anno – l’attuale regime prevedeva infatti la scadenza del 31 dicembre 2010 – e’ stata disposta a causa del permanere di condizioni di incertezza sulle prospettive economiche dei Paesi membri, tali da giustificare, prosegue il ministero, il ricorso alle misure eccezionali previste dalla Commissione.

(fonte Asca)

A.A.A. Giovani talenti agricoli cercasi per Oscar Green 2011

Qualcuno ha già deciso di riprovarci come la veneziana Gloria Andretta di 29 anni, titolare di un allevamento di bovini energeticamente autosufficiente e il bellunese Marco De Bacco, 21 anni, l’unico viticoltore feltrino che coltiva vigneti autoctoni sulle Dolomiti, ma per gli altri candidati Coldiretti Veneto ha già avviato le ricerche sul territorio per raccogliere le iscrizioni alla V^ edizione del concorso nazionale “Oscar Green” che nel 2011 proclamerà le giovani imprese agricole di successo.

Un confronto a livello nazionale giocato tutto sul talento e classificato in sei categorie che rappresentano le varie sfumature della multifunzionalità agricola: dalla valorizzazione del territorio alla salvaguardia ambientale, dal recupero della tradizione, all’innovazione e la tecnologia, dal contributo alla qualità della vita sociale all’identità locale. Storie personali interessanti legate non tanto al destino di rimanere in agricoltura ma alla scelta convinta di investire nel settore magari dopo esperienze professionali di tutt’altra matrice. Coldiretti Veneto ricorda infatti che dal primo bando 2008 del Piano di Sviluppo Rurale promosso dalla Regione Veneto fino al terzo del 2009, sono diventati imprenditori agricoli  a titolo principale più di 300 giovani apportando migliorie alle aziende in conduzione.

C’è bisogno di un’agricoltura rigenerata e moderna. “Si tratta di vera e propria linfa vitale per l’agricoltura veneta –  spiega Alberto Mantovanelli leader di Giovani Impresa e promotore dell’evento – neo imprenditori con in tasca tesi di laurea o master in economia che investono nel mestiere agricolo con entusiasmo, segno anche di una politica regionale che guarda nella nostra stessa direzione, ovvero verso un’agricoltura rigenerata e moderna, che ha basi solide nella cultura contadina e che va sostenuta dalla presenza di un’amministrazione pubblica che favorisce stili di fare impresa creativi a sostegno della qualità della vita, della sicurezza alimentare e salvaguardia ambientale.

(fonte Coldiretti Veneto)

Ministero Agricoltura: approvati interventi economici a favore di zucchero, filiera ovicaprina, pesca e settore irriguo-bonifica per il Sud

Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole

Il Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) ha approvato la proposta di riparto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, dei 100 milioni di euro destinati al settore agroalimentare nell’ambito del Fondo Infrastrutture (ai sensi dell’art. 2, comma 55, della Legge n. 191/2009, finanziaria 2010).

Le risorse sono destinate per 64 milioni di euro a copertura del fabbisogno per l’erogazione dell’aiuto nazionale alla quota zucchero prodotta in Italia nelle campagne di commercializzazione 2009/2010 e 2010/2011. Altri 4 milioni sono stanziati per interventi tesi a sostenere il rilancio della filiera ovicaprina. Tale intervento si affianca alle altre azioni definite dal Mipaaf nell’ambito del Tavolo di filiera, e che riguardano l’azione specifica per i formaggi ovini nell’ambito del Programma Indigenti 2011 e la definizione di un accordo interprofessionale ai sensi del D.lgs. 102/2005. Gli interventi a favore della ristrutturazione del settore della pesca, in particolare riferiti alla razionalizzazione della catena logistica e di commercializzazione avranno una dotazione di 15 milioni di euro. Altri 7 milioni di euro sono destinati al rifinanziamento dei Piani di settore, e 4 milioni di euro al rifinanziamento del Piano di azione del settore dell’agricoltura biologica. Ulteriori 6 milioni di euro sono destinati a supporto dei sistemi informativi e dei controlli nei settori agricolo e della pesca.

Fondi per il settore irriguo e bonifica per il Sud. Il Cipe ha inoltre approvato un importante programma di interventi nel settore irriguo e della bonifica, per un importo di circa 177 milioni di euro. Si tratta di infrastrutture, localizzate nel Sud d’Italia, strategiche non solo per l’agricoltura italiana, ma anche per l’assetto del territorio e la protezione del suolo, ruolo che, sempre più spesso, il complesso sistema irriguo è chiamato a svolgere. Gli interventi previsti, realizzati dai Consorzi di bonifica, coniugano obiettivi di risparmio e uso razionale della risorsa idrica, quando essa è scarsa, regolazione delle acque, quando esse siano eccessive e, infine, presidio del territorio, con opere di stabilizzazione di sponde e tratti franosi. Approvata anche una disposizione che scoraggia ritardi nella realizzazione delle opere, prevedendo la revoca dei finanziamenti nel caso in cui le procedure per l’appalto dei lavori non siano concluse entro 18 mesi dalla concessione.

(Fonte Ministero Politiche Agricole)

Nasce il Centro Studi e Cultura Dieta Mediterranea

E’ stata presentata nei giorni scorsi nella sede di Unioncamere la nascita di un ‘‘Centro studi sulla dieta mediterranea”, riconosciuta di recente patrimonio dell’Unesco.  Il centro studi si occuperà di organizzare corsi di formazione con gli chef piu’ prestigiosi di tutto il mondo. La scuola sara’ ricavata dai ”Sassi di Matera”, recuperando gli spazi primordiali con la creazione di ambientazioni suggestive che evocano la cucina lucana. Ultimo obiettivo del Centro sara’ quello di sviluppare un progetto ”Fiera Diffusa”, con almeno due appuntamenti annuali, uno dedicato a prodotti e produttori agroalimentari e l’altro dedicato al vino.

(fonte Asca)

Cioccolato d’eccellenza alla conquista del mercato mondiale

foto Mirco Della Vecchia

Il settore del cioccolato non conosce crisi e la dimostrazione di questo e’ che le vendite di questo prodotto, in Italia e all’estero, ricoprono un ruolo sempre piu’ centrale. E’ giusto quindi promuovere questo ”oro nero” italiano, come patrimonio artigianale del Bel Paese, che le grandi industrie imitano e non possono eguagliare. Con questo spirito e’ nato il progetto ”Cioccolati d’Italia” ideato dalle Camere di Commercio di Belluno, Cuneo e Ragusa in collaborazione con la ”Fine Chocolate Organization”. L’iniziativa e’ stata presentata nei giorni scorsi alla stampa nella sede di Unioncamere, presenti tra gli altri, il maestro cioccolatiere bellunese Mirco Della Vecchia, il vice sindaco di Modica Enzo Scarso e la presidente dell’Associazione Amici del Cioccolato di Cuneo Giovanna Chionetti.

(fonte Asca)

Rapporti con il credito del settore primario: “Basilea 3” non schiaccerà l’agricoltura italiana, ma crisi per il settore fino al 2012

VeronafiereFieragricola ha chiesto a Giorgio Amadei, già professore della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna e presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, come le future regole che impongono agli istituti di credito una maggiore ricapitalizzazione influiranno sul mondo agricolo. Ecco una sintesi dell’intervista, pubblicato nella versione integrale sul sito www.fieragricola.it.

Avanti con cautela. Partendo dall’assunto che le imprese agricole scontano l’assenza di bilanci aziendali, aspetto che potrebbe renderne meno immediato il rating, Amadei è convinto che l’impatto in Italia di Basilea 3 non sarà così negativo. Per il fatto che – nonostante gli strali di una crisi che ha avuto il culmine nel 2008, ma che non è ancora passata – il modello di banca commerciale italiana appare abbastanza robusto. «Non vorrei sembrare troppo ottimista, visto che l’agricoltura non sta attraversando un momento di grande serenità – dichiara il professor Amadei – ma ritengo che Basilea 3 non influirà negativamente sul settore primario. Almeno non come in altri comparti». Naturalmente, quando nel 2015 entrerà in vigore la prima fase di Basilea 3, per le imprese agricole «serviranno dei convincenti piani di sviluppo come supporto alle domande».

L’agricoltura italiana sconta alcune difficoltà dovute sia alla concorrenza sleale in termini di contraffazione (il cosiddetto «Italian sounding») che ad uno scenario globale non sempre felice. «Nonostante qualche rimbalzo positivo dei listini, legato ad una carenza temporanea internazionale di materie prime agricole, carenza amplificata da una forte ripresa dei giochi speculativi, numerose difficoltà stanno penalizzando il comparto almeno dal 2008», spiega Amadei. Lento, almeno alle condizioni attuali, il recupero. «Credo servano almeno quattro anni – preconizza il presidente dell’Accademia nazionale di Agricoltura -. Quindi, se prendiamo il punto di tracollo mondiale del 2008, penso che saremo fuori dalla crisi, in via del tutto prudenziale, nel 2012».

(fonte Veronafiere)

Imprese agricole: a fine 2010 ne sono state chiuse 50mila, in 10 anni 500mila. Pochi i giovani.

Il 2010 si chiudera’ con 50 mila imprese agricole in meno rispetto al 2009, con una contrazione del 2,4%. Sono le stime diffuse dalla Cia, sottolineando che si tratta di ”un quadro allarmante al quale si aggiunge il fatto che dal 2000 hanno chiuso i battenti piu’ di 500 mila imprese”. Nel 2010, inoltre, la Cia stima un calo del 3,5% degli investimenti imprenditoriali. Inoltre, osserva la Confederazione italiana degli agricoltori, solo 112 realta’ imprenditoriali hanno un conduttore giovane, il 6,6 per cento del totale. ”Il che significa che nell’agricoltura italiana non vi e’ ricambio generazionale: soltanto il 16 per cento delle nuove aziende e’ guidato da un giovane e solo nel 2,3 per cento delle aziende storiche e’ subentrato un giovane nella conduzione”.

(fonte Asca)

Spese agricole irregolari: Italia deve restituire ca.39 mln

Ammonta a quasi 39 milioni di euro il totale dei rimborsi sui fondi UE ricevuti a titolo della politica agricola e spesi indebitamente che l’Italia deve restituire in base a una decisione appena adottata dalla Commissione europea. Il nostro Paese non è il primo della lista: in tutto, infatti, gli Stati UE dovranno restituire 578,5 milioni di euro, con la Grecia che batte tutti “accaparrandosi” oltre metà dei ritorni da effettuare verso il bilancio comunitario, in seguito all’accertamento di violazioni delle norme sulla spesa agricola e di inadempienze nelle procedure di controllo applicate dagli Stati membri.

Il motivo? Carenze nei controlli e scorretta applicazione di sanzioni. Se infatti gli Stati dell’UE sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi. Commentando la decisione, il commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloș ha dichiarato: “Ci stiamo adoperando per controllare attentamente la spesa agricola e garantire che il denaro del contribuente sia speso bene”. Sono tre le voci che riguardano l’Italia, nelle quali è suddiviso il totale di 39 milioni. La più importante tocca 22 milioni e 800 mila euro di restituzione per carenze nei controlli sugli aiuti per superficie: identificazione dei terreni, informazioni geografiche, applicazione non corretta di riduzioni ed esclusioni, controlli nel settore della frutta a guscio. Le irregolarità risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2007. Seconda voce: le carenze nella gestione dei debitori per l’esercizio 2009: oltre 14 milioni di “multa”. Infine, 1 milione e 700.000 euro di rimborsi nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, per la scorretta applicazione di sanzioni sul tenore di latte in polvere negli alimenti per animali nel periodo 2003-2005.

Gli altri Stati toccati da questa decisione sono Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia. Oltre alla Grecia le sanzioni più significative riguardano Romania, Portogallo, Olanda e Bulgaria. A livello di filiera, o se si vuole di tipologia d’intervento, ben oltre metà dei ritorni al livello UE riguardano gli aiuti per superficie, ovvero le irregolarità nelle dichiarazioni dei Paesi sulle dimensioni dei terreni accessibili agli aiuti. Al secondo posto i premi per animali, con ritorni che superano i 50 milioni di euro, soglia superata anche dai prodotti ortofrutticoli. Seguono poi le misure di sostegno allo sviluppo rurale, e poi l’audit finanziario, la fecola di patate, e il tabacco sopra i 10 milioni, mentre le altre irregolarità settoriali non arrivano a questa soglia.

(fonte Asterisco Informazioni)