• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

24-25 novembre 2018, a Trento si tiene il Campionato nazionale razze ciuffate, oltre 300 le galline ornamentali in mostra. E nel 2019, per la prima volta i campionati europei si terranno in Italia.

Oggi, sabato 24 e domenica 25 novembre si svolgerà a Trento, nei padiglioni dell’Associazione Allevatori Trentini (via delle Bettini 41) il Campionato nazionale razze ciuffate, giunto alla terza edizione, organizzato dal principale Club avicolo italiano. Un appuntamento particolarmente importante quest’anno in vista dei campionati europei 2019 che per la prima volta si terranno in Italia.

Nella giornata si esibiranno oltre 300 galline ornamentali provenienti da tutta Italia tra cui le Moroseta, l’Olandese, la Padovana e l’Appenzeller – stupende nei piumaggi variegati, nei ciuffi ribelli, nelle zampe calzate. Ma solo una tra tutte, domenica, sarà incoronata regina. Orario apertura al pubblico: sabato 24/11 ore 9-18, domenica 25/11 ore 9-16.

Disattenzione da parte delle Istituzioni. “L’Italia ha ormai raggiunto standard di selezione elevati e gli allevatori hanno ottenuto importanti riconoscimenti in Paesi di più consolidata tradizione avicola come Francia e Germania” dice Enrico Cecchin, presidente del Club Moroseta e razze ciuffate. “C’è tuttavia una colpevole disattenzione da parte delle istituzioni nei confronti di questa realtà amatoriale, non industriale, che deve sopportare per intero il peso della salvaguardia di razze che altrimenti sarebbero destinate all’estinzione”. Per informazioni: segreteria@clubitalianomoroseta.it cell. 3357724698 – 3473172537 – 3487044216

Fonte: Clut Italiano Moroseta

20 aprile 2018, i soci Argav visitano l’azienda Insetti Commestibili a Monselice (Pd)

foto sito azienda Insetti Commestibili

Su iniziativa del consigliere Maurizio Drago, nel pomeriggio di oggi, venerdì 20 aprile, i soci Argav avranno l’opportunità di visitare l’azienda di Antonio e Giuseppe Bozzaotra, gemelli quarantenni pordenonesi di origine ma monselicensi d’adozione, poiché da 11 anni risiedono nella città della Rocca. La loro azienda agricola, fondata nel 2013, si chiama Insetti Commestibili ed ha sede, per l’appunto, a Monselice in via Campestrin 18. Nata all’insegna dei bachi da seta, l’azienda si è specializzata nell’allevamento di insetti e nell’utilizzo di questa produzione a fini alimentari, al momento, però, non possibile in Italia.

Novel food. Il “novel food” è disciplinato dal Regolamento Ue entrato in vigore all’inizio del 2018. “Ai fini dell’impiego alimentare – spiega il comunicato ufficiale diramato dal Ministero della Salute – gli insetti e i loro derivati si configurano tutti come novel food (ossia alimenti o ingredienti “nuovi” rispetto a quelli tradizionalmente intesi, ndr). Ma al momento nessuna specie di insetto (o suo derivato) è autorizzata in Italia per tale”. La situazione si sbloccherà “solo quando sarà rilasciata a livello Ue” l’autorizzazione prevista.  Al momento, quindi, i fratelli Bozzaotra allevano insetti, in particolare grilli, destinati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, che ha sede a Catania e che è ente nazionale di riferimento per l’analisi di questi insetti, anche nell’ottica di eventuali fini culinari e alimentari.

 

 

Biodiversità avicola in Veneto, Regione in campo con azioni di tutela

gallina di Polverara

Il Veneto vanta da sempre una tradizione avicola da primato. Nei secoli, infatti, in questa regione sono state selezionate moltissime tipologie di polli, anatre, oche, tacchini e faraone. Alcune di queste sono col tempo scomparse, altre sono state ricostituite, altre ancora sono in corso di recupero. Tra le più note e apprezzate, si sono – per esempio – la gallina di Polverara e la Padovana Gran ciuffo.

Progetti regionali a difesa della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. “E’ compito della Regione sostenere non solo gli enti pubblici della rete regionale per la biodiversità, ma anche allevatori e agricoltori che sono custodi di razze autoctone e che, con il loro lavoro, possono arricchire le varietà iscritte del Registro anagrafico nazionale”, ha afferamato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, presentando il programma delle iniziative regionali per il biennio 2018-19 per difendere la biodiversità di interesse agricolo e alimentare. In questi giorni la Giunta regionale ha impegnato 72.415 euro, provenienti dal riparto della legge 194/2015, per finanziare il piano degli interventi.

Dalla primavera 2018 sono in programma corsi, attività di formazione, scambio di esperienze e gruppi di lavoro tra allevatori e tra centri della rete regionale al fine di favorire lo scambio di conoscenze tra avicoltori e tecnici, in collaborazione con l’Associazione italiana allevatori e l’Agenzia veneta per lo sviluppo del settore primario. Materiali di lavoro, conoscenze e servizi correlati alla biodiversità, relativi anche ad altre specie animali e vegetali autoctone del Veneto, saranno condivisi tramite una nuova ed apposita piattaforma web.

Il progetto regionale prevede inoltre la realizzazione di focus group, work shop e study visit, finalizzati ad attività correlate alle “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, con l’obiettivo di favorire accordi tra agricoltori e allevatori locali con gruppi di acquisto solidale, mense scolastiche, esercizi di ristorazione e commerciali, al fine di realizzare forme di filiera corta, di vendita diretta, di scambio e di acquisto di prodotti agricoli e alimentari nell’ambito di circuiti locali.

Tra le attività in programma nel biennio, infine, c’è anche la valorizzazione della Giornata mondiale della biodiversità, in programma il 22 maggio: “Sarà un’occasione – sottolinea l’assessore – per far conoscere il patrimonio di specie diverse di cui è ricco il Veneto e per dare rilievo al grande lavoro dei nostri allevatori nella conservazione di razze animali di diverso pregio, molto interessanti per storia, caratteristiche genetiche, e capacità produttive. Un patrimonio di tipicità che va salvato dall’omologazione industriale e dal rischio di estinzione, in funzione di una alimentazione sana e di qualità”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Insetti come fonte nutrizionale alternativa sostenibile per l’allevamento degli avicoli, se ne parla ai seminari Cipat/Cia oggi pomeriggio nel Veneziano e lunedì 19 marzo a Padova

Gli insetti sono spesso considerati una fastidiosa seccatura per gli esseri umani e semplici parassiti delle colture e degli animali, mentre in realtà forniscono cibo a basso costo ambientale, contribuiscono positivamente ai mezzi di sussistenza e giocano un ruolo fondamentale in natura. L’allevamento di insetti come alimento e mangime rimane, però, un settore allo stato embrionale in Italia, mentre la sua crescita farebbe emergere probabilmente nuove importanti sfide. A questo riguardo, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) organizza oggi, martedì 13 marzo, alle ore 16 a Zelarino (VE) nel Centro Pastorale Cardinale G. Urbani (via Visinoni 4/c) e lunedì 19 marzo a Padova (in via della Croce Rossa 112) alle ore 20.30 il seminario di informazione “Insetti: fonti proteiche sostenibili, si possono allevare? Si possono mangiare?

Obiettivo. Negli incontri verrà illustrato il progetto “Insect Feed Chick” fonte nutrizionale alternativa sostenibile per l’allevamento degli avicoli, ammesso a finanziamento PSR per il Misura 16.1.1 – Innovation Brokering. Il progetto, attraverso la valorizzazione e l’utilizzo degli insetti per la nutrizione di avicoli, sia derivanti dagli scarti di altri processi produttivi che prodotti ex novo da scarti vegetali aziendali, punta a: ridurre i costi di produzione grazie alla sostituzione parziale nei mangimi di elementi nutritivi derivanti da materie prime più costose; favorire una maggior salubrità del prodotto (avicolo) sia in termini di miglioramento delle performance produttive che dello stato di salute, soprattutto negli stadi giovanili; dare l’avvio e favorire, in un’ottica di lungo periodo e di grande scala, la diversificazione aziendale attraverso la produzione di insetti come fonti nutritive alternative. Per maggiori informazioni: Cipat Veneto, tel. 041.929167, info@cipatveneto.it
CIA Padova, tel. 049.8070011, info@ciapadova.it

Fonte: Cipat Veneto

Soci Argav in visita all’azienda agricola Scudellaro di Pontecasale di Candiana (PD)

Oggi, sabato 18 novembre, i soci Argav sono in visita all’azienda agricola Scudellaro di Pontecasale di Candiana, nella Bassa Padovana, in occasione dell’inaugurazione di un loro nuovo ramo aziendale. L’azienda, che non pratica l’allevamento intensivo, ma all’aperto e nutre gli animali solo con cereali prodotti in sede, ha una storia pluridecennale. Ora la proprietà ha deciso di dotarsi di un macello CE tra i più moderni esistenti in Veneto, che assembla al meglio attrezzature italiane e francesi. La nuova struttura consentirà loro di commercializzare non solo in Veneto, come accade oggi, ma su più larga scala. Inoltre, sarà presentata una nuova linea di prodotti precotti, il cui ricettario è stato affidato al consulente per ristoranti Pier Angelo Barontini, che lavorerà direttamente in azienda con cotture a bassa temperatura e sottovuoto.

20-22 ottobre 2017, in mostra a Trento le più belle razze di polli ornamentali

Concorso Moroseta Trento_padovana argento di marcello bertoli

Dal 20 al 22 ottobre 2017, Trento sarà la vetrina della più importante rassegna nazionale delle razze ciuffate di polli ornamentali, caratterizzati da un gran ciuffo attorno alla testa e in alcuni casi anche da piume che calzano le zampe. Saranno circa 300 i “contendenti” che si disputeranno il titolo nazionale di “bellezza” nel padiglione della Federazione provinciale allevatori (via delle Bettine 6). La manifestazione è organizzata dal più importante Club di allevatori operante, il Club italiano della Moroseta e delle razze ciuffate, presieduto da Enrico Cecchin, trentenne di Feltre (Bl).

Concorso Moroseta Trento_Showgirl di Enrico Cecchin

Tra le razze in mostra, ci saranno le Moroseta, batuffoli di seta dal carattere estremamente dolce e dalla grande attitudine alla cova. E poi le Padovane dalle piume disegnate, le Olandesi in nuove e rare colorazioni. Per la prima volta in Italia saranno presenti anche le Showgirl, Moroseta dal collo nudo ingentilito da un cravattino di piume, e le Silkie americane, che attrici di grido non esitano a portarsi a passeggio sottobraccio. “Gli allevatori di queste razze ornamentali, ma soprattutto semplici appassionati che hanno come unico scopo quello di rallegrare il proprio giardino, stanno crescendo di anno in anno – dice Cecchin – anche se l’avicoltura italiana è ancora una nana rispetto agli altri paesi europei”.

Una passione che salva dall’estinzione. Basti pensare che gli avicoltori amatoriali iscritti alla Federazione nazionale, la Fiav, sono 1.150 contro 30-40 volte tanto gli iscritti alle federazioni degli altri paesi europei. Un divario enorme. “Noi rappresentiamo comunque in Italia la punta di diamante – dice ancora Cecchin – non solo perché salvaguardiamo razze che altrimenti sarebbero destinate all’estinzione, come purtroppo avvenuto per tantissime nel corso degli ultimi cinquant’anni, ma anche perché divulghiamo una cultura di protezione, di cura e di amore per i nostri animali. E questa, indipendentemente da chi saranno le più belle del reame nella manifestazione trentina, è la cosa per noi più importante”.

Fonte: Servizio Stampa Club Italiano della Moroseta e delle razze ciuffate

2017, sicurezza idraulica in Veneto, lo stato dell’arte

Sicurezza idraulica del territorio veneto, a che punto siamo? Informazioni e dati sullo stato di attuazione dei lavori di difesa del suolo realizzati, in fase di realizzazione e pronti a partire nel 2017 sono stati forniti dall’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin. Si tratta di un “pacchetto” di interventi che tocca i 600 milioni di euro, utilizzando risorse regionali, nazionali ed europee e che riguardano non solo grandi opere, come i bacini di laminazione, ma anche lavori di difesa idraulica minori e di sistemazione idraulico-forestale che hanno comunque un grande impatto sulla sicurezza dei territori interessati.

Redatto un piano dopo l’alluvione del 2010. Ha riferito l’assessore: “In generale, nel dare le priorità, seguiamo un tipo di approccio impostato secondo criteri legati all’indice di rischio. E’ sicuramente un percorso lungo, ma che deve essere fatto. Noi lo abbiamo intrapreso e i risultati ci sono”. Dopo l’alluvione del 2010, sotto la supervisione del prof. Luigi d’Alpaos è stato infatti redatto un piano che individua tutti gli interventi necessari in una regione dove nei precedenti 80 anni non era stata realizzata nessuna nuova opera di difesa. “La spesa complessivamente individuata – ha aggiunto l’assessore – ammonta a 2,7 miliardi di euro, una cifra esorbitante per le sole finanze regionali”.

Per quanto riguarda le grandi opere infrastrutturali, quelle in fase di attuazione ammontano 255.250.000 euro e quelle in fase di programmazione a 214.100.000 euro. Sono interventi che impegnano cifre considerevoli e finalizzate alla difesa di interi centri abitati. Nel Vicentino, in avanzata fase di realizzazione ci sono, ad esempio, il bacino di laminazione nel comune di Caldogno (41 milioni), collaudato nel corso del 2017; il bacino in comune di Trissino (25 milioni), realizzato al 60%; in provincia di Verona, il bacino della Colombaretta nel comune di Montecchia di Crosara (11 milioni), realizzato al 90%. In fase di prossimo avvio ci sono i lavori del bacino sul Muson (18 milioni) nei comuni di Riese Pio X e Fonte (TV), il bacino di San Lorenzo (5 milioni) nei comuni di Soave e San Bonifacio (VR), e il bacino sul Bacchiglione, a monte di viale Diaz nel comune di Vicenza (18 milioni). L’assessore ha ricordato che fra la grandi opere ci sono anche gli interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore nel comune di Venezia, finanziati con fondi statali per 62 milioni di euro.

Interventi di difesa idraulica a cura dei Geni Civili. Quelli attuati e in fase di attuazione ammontano a circa 33 milioni di euro e quelli in fase di avvio a più di 18,5 milioni di euro. Si va dalla manutenzione ordinaria alla realizzazione di opere ex novo, distinte fra quelle eseguite nelle zone montane prettamente di difesa idrogeologica, quelle realizzate in pianura di difesa idraulica e quelle riguardanti la fascia costiera che spaziano da interventi di ripascimento ad interventi di realizzazione di opere rigide di difesa costiera (pennelli e barriere sommerse);

Gli interventi di sistemazioni idraulico forestali realizzati e in fase di realizzazione ammontano a più di 10 milioni e quelli in fase di avvio a 9,5 milioni di euro, a cura delle Unità Organizzative Forestali della Regione. Incidono sulla rete idrografica minore interessando prevalentemente il territorio montano o comunque sottoposto a vincolo idrogeologico. La tipologia dei lavori riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria e la realizzazione di opere in cui si applicano prevalentemente tecniche di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e di ingegneria naturalistica.

Banca dati geografica. L’assessore ha infine annunciato che la Regione ha avviato il lavoro di costruzione di un’importante banca dati geografica che individui le opere di sistemazione idraulica presenti nel territorio veneto ed allo stesso tempo fornisca strumenti per consentire di inserire le nuove opere in maniera semplice e veloce. Tale operazione consentirà di fotografare il territorio come è stato infrastrutturato con opere idrauliche dal dopoguerra ad oggi e di migliorare così la programmazione e la progettazione delle opere future.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

1 aprile 2016, inizia il primo corso di formazione per bachicoltori, in programma 30 ore di lezioni teorico-pratiche a Treviso e a Padova

kitL’Associazione Italiana Gelsibachicoltori (AIG) apre le iscrizioni al primo corso di formazione per aspiranti bachicoltori.

L’abc del neo imprenditore bachicolo in 30 ore teorico-pratiche. La partecipazione è aperta a futuri imprenditori del settore ma anche a simpatizzanti compresi ex allevatori che vogliono rispolverare tecniche e abilità conservate nella memoria. L’intervento formativo, unico nel suo genere, è promosso in collaborazione con gli esperti del Centro ricerca in agricoltura (Crea) e compone di lezioni teoriche e pratiche (30 ore totali) che saranno organizzate nelle sedi di Coldiretti Treviso e presso il Centro bacologico di Brusegana, in provincia di Padova. “Abbiamo avuto molte richieste in questo senso e a pochi giorni dalla costituzione della nuova organizzazione – commenta il presidente Fernando Pellizzari –  ci sentiamo incoraggiati a procedere nella direzione giusta: alla filiera della seta italiana al 100% mancava la parte produttiva che ora c’è. Il nostro invito è rivolto ai giovani che si affacciano a questa professione con curiosità ma consapevoli che in agricoltura nulla va improvvisato”. Per informazioni 0422-954100.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

Presentata a Mestre (VE) l’Associazione di Gelsibachicoltori nata per promuove la rinascita della seta in Italia

kit

kit

“Ogni anno arrivano dalla Cina circa tremila tonnellate di seta tra filati e tessuti, mentre la produzione nazionale è praticamente azzerata visto che i bozzoli prodotti in Italia rappresentano meno di mezzo milione di euro. Tuttavia, se pensiamo al valore che può essere riconosciuto alla produzione nazionale, per il tramite del industria tessile di alta gamma, si aprono grandi possibilità per il riavvio di un comparto, quello bachicolo appunto, che negli anni ’50, solo in Veneto, contava 40mila allevamenti”.  Lo ha detto Martino Cerantola, presidente di Coldiretti, che oggi a Mestre (Ve) ha presentato ufficialmente l’Associazione nazionale gelsibachicoltura, rifondata per recuperare in un’ottica moderna una grande tradizione del nord est.

conf stampa

un momento della conferenza stampa

Contributi dal Psr 2014-2020. La realtà organizzativa a cui aderiscono florovivaisti, imprenditori agricoli, fattorie sociali, ex produttori e simpatizzanti anche fuori confine regionale, ha lo scopo primario di offrire ai soci l’assistenza tecnica necessaria per applicare le innovazioni nel processo produttivo oltre che formulare accordi di filiera con gli acquirenti. “Sullo sfondo c’è il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – ha ricordato Cerantola-  che contribuisce all’ammodernamento delle aziende professionali, sia dal lato delle attrezzature che dal lato strutturale. Per tutte le imprese agricole in genere – ha continuato –  c’è la possibilità di realizzare siepi campestri con piante di gelso, oppure veri e propri impianti specializzati (gelseti) con un contributo al 100% rispetto ai costi di realizzazione”. “Per fortuna  – ha spiegato Cerantola – non è necessario sempre e comunque ripartire dall’impianto, perché molte di queste piante storiche appartengono ormai al patrimonio del territorio in quanto ancora presenti nei filari delle nostre campagne”.

gelsi

gelsi e bachi

Allevatori di bachi in tutta Italia. “Siamo all’anno zero ma puntiamo a mille realtà sul territorio – ha esordito  Fernando Pellizzari neo presidente dell’Associazione. Alla domanda  “Chi sono i nuovi bachicoltori? Pellizzari ha risposto: “Sono i figli di chi ha conservato strumenti – non certo per farne un museo – e i segreti del mestiere, molti di loro ancora studenti altri già  nuovi agricoltori insediatisi con il Programma di Sviluppo Rurale che hanno dimostrato un rinnovato interesse verso una professione in via d’estinzione come lo erano i “cavalieri” che non filavano più a causa di un prodotto usato per la cura dei frutteti. Gli appassionati di questo settore che affronta la sua rinascita arrivano da ogni parte d’Italia, come in ogni angolo del Paese sono attesi i vertici dell’Associazione per formare e incoraggiare gli interessati a questa professione.

seta

prodotti in seta

Start up. Tra i fondatori Giorgio Simionato che nella provincia di Padova a Massanzago ha già piantato 25 mila piante di gelso le cui foglie sono necessarie all’alimentazione: “Saranno pronte a settembre” – ha annunciato fiducioso. Nel frattempo due giovani biologi Emanuele Rigato e Pier Paolo Poli nel trevigiano possono fornire mangime e l’abc per partire con l’attività. Titolari di una start up “Smart Bugs” , oltre a promuovere un kit nelle scuole, si occupano di insetti, mosche, larve addirittura farfalle per eventi fashion,  sono loro i partner ideali per l’avvio iniziale.  “L’equilibrio naturale è stato ripristinato – ha commentato il direttore regionale di Coldiretti Pietro Piccioni – per questo non potevamo non prendere in considerazione l’ipotesi concreta di sviluppare politiche economiche orientate a sostenere sia gli agricoltori che hanno mantenuto tecniche ed attrezzature del passato che le nuove generazioni che intendono investire nella filiera”.

Una scommessa per il futuro dell’agricoltura veneta e italiana. Durante l’incontro non è mancata la vena nostalgica con immagini e racconti di vita vissuta: in particolare quella faticosa delle donne impegnate nelle filande. Toccante la testimonianza di Massimo Miotto di Istrana, che ha ereditato dal padre competenza e saggezza:” Quando ho ricominciato dove lui ha lasciato mia mamma ha pianto”.  “Mai come in questo caso l’esperienza del passato diventa maestra ma anche utile per delineare una scommessa vincente per il futuro dell’agricoltura regionale – ha concluso Elio Tronchin segretario dell’Associazione. All’evento erano presenti i rappresentanti della cooperazione sociale che in questo lungo periodo di black out hanno sperimentato per primi la ripresa dello stato vegetativo dei bachi utilizzandoli come contributo terapeutico, i referenti delle ditte farmaceutiche, artigianali del tessile e orafi per lo sviluppo progettuale e i funzionari regionali per le misure di sostegno finanziario europeo.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

 

Fieracavalli 2015, firmato protocollo per la crescita del comparto allevatoriale in Italia

Cavallo da sella italiano_salto in libertà

cavallo da sella italiano, salto in libertà

Un accordo per lo sviluppo del settore allevatoriale legato al cavallo da sella italiano. Lo hanno firmato ieri il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e Fise (Federazione italiana sport equestri), nel corso della terza giornata di Fieracavalli, la più importante manifestazione internazionale dedicata al mondo del cavallo, in programma fino a oggi alla Fiera di Verona.

Obiettivo del protocollo d’intesa è la valorizzazione della razza Sella italiano (S.i) e di tutta la filiera collegata. Fise conta 107mila tesserati, 28mila cavalli registrati e sono più di 10mila gli allevamenti dedicati a selezionare e addestrare esemplari per le competizioni sportive. Contando che soltanto un terzo degli animali nelle scuderie è italiano, i margini di crescita per il made in Italy sono ampi, anche a livello occupazionale e di indotto. Per questo il Ministero e Fise hanno deciso di unire le forze. «Questo protocollo rappresenta un punto di partenza verso una maggiore collaborazione, efficienza e utilizzo delle risorse per ridare competitività al cavallo e all’allevamento italiano» ha detto, firmando, Giuseppe Castiglione, sottosegretario del Mipaaf.

Allevamento dei cavalli inserito nel settore agricolo. Il primo e il più importante passo in questa direzione è l’inserimento a pieno titolo dell’allevamento dei cavalli nel settore agricolo, potendo così beneficiare dei vantaggi previsti a livello fiscale. In questo modo, coinvolgendo le Regioni, si potrebbe anche partecipare al riparto dei fondi strutturali europei previsti dal Programma di sviluppo rurale (Psr). “Quello dell’equitazione – ha dichiarato Vittorio Orlandi, presidente di Fiseè un settore che nasce nel mondo dell’agricoltura. Ritengo che i tempi siano maturi per rientrare oggi nella filiera agricola, al pari delle altre nazioni più avanzate”. Su questo progetto lavorerà una commissione congiunta Mipaaf-Fise, con maggiori sinergie anche nel campo della lotta al doping negli sport equestri e del controllo dei registri anagrafici, con data base condivisi. L’accordo inoltre, aumentando gli standard di formazione e addestramento negli allevamenti, punta a migliorare lo sviluppo qualitativo della razza per incentivarne l’utilizzo nelle competizioni top e nelle discipline olimpiche.

Fonte: Servizio stampa Fieracavalli