• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Consorzi di bonifica del Veneto, un verde consuntivo per l’Anno delle Foreste appena concluso

Oasi naturalistica di Ca' di Mezzo

Circa 300 ettari, sparsi sul territorio, dedicati all’ambiente: è questo, il totale delle superfici
che i consorzi aderenti all’Unione Veneta Bonifiche stanno destinando a progetti in campo ambientale.  “Questi sono solo alcuni degli interventi che i consorzi di bonifica realizzano in campo ecologico. La salvaguardia dell’ambiente – afferma Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifica – è infatti la cosiddetta “quarta fase della Bonifica” e, come sempre, la perseguiamo nel nome di quella “cultura del fare” alla base del nostro quotidiano operare”.

Oasi di Busatello

Interventi nel veronese. In questo 2011, riconosciuto dall’ONU come “L’anno delle foreste”,  il Consorzio di bonifica Veronese ha aderito al progetto di riqualificazione delle golene lungo l’argine “Il fiume che vive”: è stata così realizzata un’area verde di 7 ettari, in cui sono state piantate oltre 3600 specie arboree di varie essenze autoctone per riportare la zona alla sua originale tipicità e ricreare l’habitat faunistico della zona umida. Oltre a ciò, i bandi della Regione Veneto per il Programma di Sviluppo Rurale2007-2013 hanno permesso di poter investire fondi nell’imboschimento dei terreni agricoli e nella realizzazione di corridoi ecologici, fasce tampone, siepi e boschetti. Tra le opere più importantirealizzate, con i suoi 81 ettari tra Verona e Mantova, c’è la palude del Busatello nelle Valli GrandiVeronesi: accanto ad una ricca quantità di vegetazione palustre, si può trovare un bosco planiziale di arbusti autoctoni. Sempre nel veronese è  presente l’ “area del bussè”, caratterizzata dallo scorrere quasi parallelo di 4 corsi d’acqua, la cui vegetazione è formata da salici di diverse specie ed alberi come l’olmo, il pioppo, il noce, l’acero, il sambuco; una realtà, che appartiene anche al Bosco del Tartaro, area con 15.000 piante autoctone appartenenti a 43 specie diverse. Infine, semprequest’anno, il Consorzio di bonifica Veronese ha presentato il progetto “Ala Valli Grandi”, atto apromuovere piantagioni ed essenze di  pregio, finalizzate all’utilizzo per il mobile d’arte veronese; il progetto,  grazie ad un finanziamento regionale di 11.700.000 euro, prevede la piantumazione di alberi di noci e di altre essenze di pregio da destinare all’artigianato locale.

Cave Salzano

Interventi nel padovano e veneziano. Un’altra interessante esperienza, sviluppata dal Consorzio di bonifica AdigEuganeo, si trova traCodevigo (PD) e Chioggia (VE): è l’ecosistema palustre e boschivo di Cà di Mezzo, un’area che,con i suoi 29 ettari comprendenti 3 bacini con una capacità complessiva di 300.000 metri cubi d’acqua, riveste un ruolo esemplare nel disinquinamento della laguna di Venezia: attraverso
l’attività di fitodepurazione, svolta dalla vegetazione, si abbatte la presenza di azoto e fosforo nell’acqua (-50%), evitando che terminino annualmente, in laguna,  circa 50 tonnellate di azoto e 5 di fosforo. Analogamente, nel veneziano, il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha rinaturalizzato due ex-cave: a Noale, è stata creata una zona umida ampia 38 ettari e di grande pregio naturalistico; il progetto di fitodepurazione attuato nell’Oasi per l’abbattimento del carico di inquinanti nel Rio Draganziolo si inserisce nell’ottica di disinquinamento della Laguna di Venezia. Per le sue specificità, l’area delle cave di Noale si identifica come una zona umida d’acqua dolce con tutte le realtà tipiche: specchi d’acqua, canneto, bosco igrofilo, lo stagno, il sistema siepe; l’insieme costituisce una importante riserva per la conservazione della biodiversità, riconosciuta anche dalla Comunità Europea (ReteNatura2000). A Salzano, le cave sono conosciute anche con il nome di Lycaena, dal nome della particolare farfalla, che qui vive e si riproduce. Le zone a bosco occupano circa i due terzi dell’area, intervallate da stagni ed ampie zone d’acqua. Nei mesi di dicembre e gennaio, vaste aree si colorano di rosso acceso per la presenza di numerosi arbusti di sanguinella, che con i loro rami vermigli, spogli dalle foglie, formano suggestivi contrasti di colore; nel tardo inverno, invece, sgargianti macchie gialle, formate dalle corolle dei fiori del farfaraccio, ricoprono gli argini del fiume, anticipando l’arrivo della primavera.

Interventi nel trevigiano. Presso l’Azienda Pilota Dimostrativa Diana di Veneto Agricoltura, nel comune di Mogliano Veneto (TV), è stato inverce realizzato un impianto forestale sperimentale, dove viene deviata acqua dal vicino fiume Zero, affinchè siano monitorati gli effetti dell’azione delle piante sugli inquinanti presenti nelle acque. I risultati positivi riscontrati (una percentuale di sottrazione di azoto fino al 60%) confermano che la fasce tampone boscate in ambiente agricolo sono un valido sistema per la depurazione delle acque di superficie: se opportunamente integrati con il sistema idraulico del territorio, tali impianti contribuiscono alla riduzione del temuto fenomeno dell’eutrofizzazione.

Interventi nel rodigino. In provincia di Rovigo, c’è l’Oasi di Cà di Mello, un’area di 40 ettari, facente parte della zona valliva del Delta del Po. Situata all’interno del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, l’Oasi oggiè costituita dal relitto palustre di Ca’ Mello, dal Bosco della Donzella e dalla Pineta di Cassella, funge da Centro di Educazione Naturalistica (C.E.N.), rappresentando un nodo della rete  regionale
IN.F.E.A. ( INformazione Formazione Educazione Ambientale). L’area naturalistica, gestita dal Consorzio di bonifica Delta del Po, riveste rilevante importanza come zona umida d’acqua dolce e centro per la ricerca scientifica. Il bosco della Donzella ha un’estensione di circa 80 ettari e costituisce uno dei più estesi interventi di forestazione, attuati in ambito regionale; per la sua ubicazione tra le zone umide dell’Oasi di Ca’ Mello e del biotopo Bonello, l’area boschiva svolge un’importante funzione di corridoio ecologico tra i due biotopi. Per la realizzazione del bosco sono state impiegate oltre 115.000 piantine forestali di specie autoctone, tipiche di presenze litoranee e planiziali: leccio, roverella, farnia, frassino oxyphillo, orniello, pioppi, salici, ontani, olivello, tamerice, biancospino, ginepro.  Alcune zone, interne o al margine del bosco, sono mantenute a prateria; in alcune aree, dove più forte è la presenza di salinità nel suolo, è caratteristica la presenza di salicornia e di altre specie alofite.

Interventi nel vicentino. Infine va ricordato che, dagli anni ’60, le falde acquifere hanno dato evidenti e preoccupanti segnidi impoverimento, indicati, ad esempio, dalla scomparsa di numerosi fontanili. In questa situazione,risulta evidente l’ importanza, che assume ogni intervento finalizzato ad immettere acqua nelsottosuolo ed a ricaricare bacini acquiferi  utilizzati già ora oltre le loro disponibilità. Il Consorziodi bonifica Brenta ha pertanto acquisito un’area di circa un ettaro in comune di Schiavon (Vicenza), dove sono state scavate piccole canalette, affiancate da alberature e dove viene immessa acqua nelle stagioni di abbondanza, determinandone l’infiltrazione nel terreno. L’iniziativa associa benefici idraulici ed ambientali: la messa a dimora di specie arboree a ciclo breve consente infatti, ad anni alterni, di ottenere una produzione di biomassa, utile per un impiego energetico da fonte rinnovabile, con un interessante recupero dei costi.

(fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Dal 2012, in Veneto “nuovi” consorzi forestali e Fiera della Foresta

foresta di Giazza

Nascita dei consorzi forestali (non rinascita in quanto soggetti non pubblici ma privati e a scopo di lucro) ed avvio in Cansiglio (Bl – Tv) insieme con Longarone Fiere della “Fiera annuale delle Foreste”: sono le due verdi novità annunciate per il 2012 dall’Assessore Regionale all’Ambiente e Foreste Maurizio Conte insieme all’amministratore Unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato e al Direttore dell’Ente Fieristico bellunese Paolo De Rosa.

In particolare i Consorzi Forestali “non saranno – ha sottolineato Mauro Viti, Dirigente Regionale alle Foreste, in accordo con gli Assessori Maurizio Conte e Franco Manzato – una riproposizione dei soggetti pubblici soppressi agli inizi degli anni novanta ma una rete di imprese agroambientali che, pur collaborando con Regione e Veneto Agricoltura e condividendone gli obiettivi di pubblica utilità (salvaguardia del territorio, ecc.), avranno il profitto come obiettivo. In questo senso le foreste potranno diventare motore di economia ed occupazione per le comunità montane”.

Dal fronte fieristico i segnali più interessanti. “Dal prossimo anno – ha evidenziato De Rosa di Longarone Fiere – istituiremo l’annuale “Fiera della Foresta” nel bosco demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV). Sarà l’occasione per illustrare i lavori forestali, le possibilità che i boschi offrono all’imprenditoria, e anche per diffondere la cultura della foresta e la sua valorizzazione. Una Fiera che si aggiungerà o si alternerà ad un’altra in programma a Longarone (questa biennale) che sarà dedicata al legno come filiera, magari certificata, dalla messa a dimora al taglio dell’albero al lavoro finito”. Su questo versante ha insistito particolarmente l’Assessore Regionale Maurizio Conte, ricordando che il Veneto è la seconda regione in Italia per ettari di bosco (80.000 circa) muniti di certificazione forestale. “La foresta va guardata come luogo da salvaguardare per la tutela ambientale e per le economie che è in grado di sviluppare. Tra queste la gestione dell’acqua come risorsa da impiegare per la produzione di energia idroelettrica. Confido – ha concluso Conte –  che nel prossimo bilancio regionale si possano mantenere inalterati gli investimenti forestali”.

Chiusura Anno Internazionale delle Foreste: lunedì 12 dicembre a Piazzola sul Brenta (PD), si celebrano le Foreste Regionali venete

foresta di Giazza

Il 2011 è stato dichiarato dall’Onu “Anno Internazionale delle Foreste”. Dopo numerose iniziative sul tema, siamo arrivati all’evento veneto di chiusura. Lunedì 12 dicembre, ore 09.30, a Villa Contarini (Piazzola sul Brenta, PD) Regione, Veneto Agricoltura e Fondazione Ghirardi, celebreranno le Foreste Regionali venete.

Un patrimonio unico, che supera i 16.000 ettari, costituito da nove foreste demaniali (Cansiglio, 4.350 ha, BL-TV; Sinistra Piave,1.461 ha, BL-TV; Malgonera, 274 ha, BL; Piangrande, 228 ha, BL; Valmontina, anche area wilderness,1.031 ha, BL; Giazza, 100 anni di storia, la prima foresta demaniale italiana, 1.476 ha, VI- VR; Val d’Adige, 3.907 ha, VR; Monte Baldo, 3907 ha, VR; la pineta di ValleVecchia, 153 ha, VE; e la foresta litoranea di Bosco Nordio, 150 ha, RO); dalle Riserve naturali regionali e altri territori in concessione da altri Enti. A Veneto Agricoltura, con legge, la Regione ha affidato la gestione di questo straordinario patrimonio, custodito, migliorato e valorizzato in tutti questi anni.

Foreste, indispensabili per la vita. Il workshop di lunedì prossimo intende proprio presentare e definire questo scrigno di bellezze, oggi quanto mai utili, anzi indispensabili, sia per la storica funzione ricreativa dei boschi, ma sempre più per quelle di difesa idrogeologica (anche della pianura!) e di produzione di legname (le foreste demaniali vengono gestite secondo rigidi piani selvicolturali che le preservano e migliorano). I lavori verranno introdotti dall’Assessore  regionale alle Foreste Maurizio Conte e dall’Amministratore Unico  di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato, mentre  i lavori saranno coordinati dal giornalista forestale Antonio Brunori. Le relazioni affidate a Giustino Mezzalira (Direttore della Sezione Foreste di Veneto Agricoltura) e ai tecnici dell’azienda regionale che interverranno su Cansiglio, Giazza, Monte Baldo, Valmontina, Bosco Nordio e ValleVecchia tra aree wilderness, filiere legno–energia, biodiversità e Rete Natura, foreste e turismo. In conclusione, col Presidente di Longarone Fiere Oscar De Bona, i nuovi scenari, tra cui la costituzione dei consorzi forestali.

(fonte: Veneto Agricoltura)

Paesaggio agrario, in Italia spariti tre alberi su quattro, criticità che si vince con l’agroforestazione

In Italia, negli ultimi 50 anni il numero di alberi che tradizionalmente caratterizzavano il paesaggio agricolo si è ridotto di tre quarti. Ovvero ne è rimasto solo il 25%! Questo drastico calo è stato conseguenza di due fattori: la meccanizzazione, che vedeva l’albero come ostacolo al lavoro delle macchine agricole e la cosiddetta “ricomposizione fondiaria”.  Per riequilibrare questa situazione Regione e Veneto Agricoltura stanno ora promuovendo l’agroforestazione che punta a riscoprire l’albero come fattore produttivo in ambiente agrario.

I vantaggi di questa pratica, divulgati anche attraverso una pubblicazione (“Agroforestazione”), sono sia ambientali che economici: la giusta distanza (sesto d’impianto) tra gli alberi sul terreno agricolo permette loro di crescere meglio e più in fretta, perché più esposti al sole; contemporaneamente gli apparati radicali delle piante contribuiscono a migliorare la struttura del suolo.Lo studio, che è parte di un progetto europeo (SAFE: Silvoarable Agroforestry For Europe), analizza e sostiene la coabitazione di alberi e colture agricole. L’albero inserito nelle colture agricole si sviluppa in misura 2-3 volte maggiore a quella di un albero forestale (cresciuto in foresta) producendo legname di qualità superiore, rivestendo anche un ruolo protettivo sulle coltivazioni in caso di alte temperature o siccità e riducendo la traspirazione della coltura. Inoltre i filari d’alberi ospitano una grande varietà di insetti “utili” che agiscono contro i parassiti dannosi alle colture. Creare un ambiente di questo tipo, favorevole alla biodiversità, richiede comunque tempo e pazienza. Tuttavia la redditività a lungo termine dei progetti agroforestali è molto spesso superiore ai progetti di monocoltura. La pubblicazione è scaricabile da questo link.

(fonte Veneto Agricoltura)

Foreste venete, rinnovo certificazione per gestione sostenibile

La giunta veneta ha deciso di continuare sulla strada della certificazione forestale secondo lo standard del PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes). Su proposta dell’assessore all’ambiente e alle foreste Maurizio Conte è stato affidato all’Istituto CSQA di Thiene l’incarico di procedere al rinnovo della certificazione al Gruppo PEFC Veneto, costituito nel 2003 per perseguire l’obiettivo di diffondere la cultura della gestione forestale sostenibile, attraverso l’applicazione e la promozione degli standard individuati a livello nazionale.

59 le proprietà forestali aderenti. “La certificazione forestale secondo lo standard PEFC – sottolina Conte – propone un elemento di miglioramento alla selvicoltura e alla filiera foresta-legno attraverso l’applicazione di uno strumento di mercato che consenta di commercializzare legno e prodotti del bosco derivanti da foreste gestite in modo sostenibile. Per questo motivo si può affermare che pianificazione forestale e certificazione siano due elementi strettamente correlati tra loro”.  Al Gruppo PEFC Veneto aderiscono proprietà forestali pubbliche (Comuni) e private di tipo regoliero, tutte soggette a piano di riassetto forestale, che è garanzia per poter possedere i requisiti per una gestione sostenibile. Nel primo anno hanno aderito su base volontaria 28 proprietà forestali per un totale di 35.150 ettari. Ora si è arrivati a 59 aziende aderenti per un totale di superficie boscata gestita in modo sostenibile pari a 70.201,25 ettari, corrispondenti a quasi un quarto della superficie pianificata regionale.

(fonte Regione Veneto)

2011 Anno Internazionale delle Foreste: i dati Eurostat

foresta scandinava

Le foreste ed altri terreni boschivi coprivano, nel 2010, 178 milioni di ettari nell’UE27, circa il 40% della sua superficie. Circa il 4% della superficie forestale mondiale si trova nell’UE, di cui i tre quarti risultano utilizzabili per l’approvvigionamento di legno. Nel 2009 le fonti di energia rinnovabile fornivano il 9% del consumo interno lordo di energia totale nell’UE27 e circa la metà del consumo di energia rinnovabile nell’UE27 proveniva dal legno e dai suoi scarti. Questi alcuni dei dati che emergono nella pubblicazione “Foreste nell’UE e nel mondo” diffusi da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, nel quadro dell’Anno Internazionale delle Foreste 2011, un’occasione per sensibilizzare il pubblico al ruolo ambientale ed economico singolare che assumono le foreste per la vita del nostro pianeta.

Le foreste in Europa. L’Anno è pure l’occasione per mettere in luce le numerose sfide alle quali le foreste mondiali sono confrontate e ciò che è fatto al fine di gestirle in modo sostenibile. Ancora qualche dato: le più ampie distese forestali europee si trovano in Finlandia (77%), Svezia (76%) e Slovenia (63%), seguono Lettonia, Spagna ed Estonia, mentre una minor presenza di foreste si trova a Malta, Paesi Bassi, Irlanda, Regno Unito e Danimarca.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)