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Falso made in Italy, stop al “wine kit”

bicchiere_di_vinoL’Interpol ha bloccato la vendita nel Regno Unito dei preparati solubili pubblicizzati coi nomi di celebri vini italiani. «Un risultato importante nella lotta contro la contraffazione e in particolare contro una problematica di cui da tempo ci stavamo occupando». Questo il primo commento dell’europarlamentare Giancarlo Scottà alla notizia dello stop alla commercializzazione dei wine-kit nel Regno Unito.

Prodotti di qualità usurpati a danno dei consumatori. Grazie ad un’operazione di cooperazione di polizia internazionale, è stata infatti bloccata la vendita oltremanica di questi preparati solubili, molto spesso pubblicizzati utilizzando i nomi di celebri vini italiani, come Barolo, Valpolicella, Montepulciano d’Abruzzo, e altri prodotti tutelati da marchi di denominazione.  L’onorevole Scottà si era già interessato alla questione, presentando un’interrogazione alla Commissione Europea nel settembre 2012 in merito alla circolazione di prodotti contraffatti sul territorio comunitario. «La nostra sollecitazione non è stata fatta invano, anzi ha spinto la Commissione ad informare le autorità britanniche, intimando di ritirare dal mercato questi prodotti che violano le norme europee in materia di etichettatura: si tratta chiaramente di prodotti non conformi ai disciplinari di produzione e quindi lesivi della qualità dei nostri vini e del lavoro dei nostri viticoltori». «È certamente un risultato importante e un’ulteriore conferma che i sistemi di tutela funzionano e hanno valore, almeno sul territorio europeo», prosegue l’onorevole Scottà. «Tuttavia non bisogna abbassare la guardia, questi episodi ci fanno capire con quale facilità i prodotti di qualità vengano usurpati a danno dei consumatori e di tutto ciò che sta dietro la produzione del vero Made in Italy».

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà)

Commissione europea su ritiro vino Prosek prodotto in Croazia: “La competenza è degli Stati”

prosek«La Commissione ci ha delusi, demandando la questione agli Stati membri. Ci aspettavamo molto di più dall’Esecutivo Ue, vista l’evidente inadempienza delle normative comunitarie, in materia di protezione dei prodotti Doc, da parte dei viticoltori croati».

Per Ue competenza è degli Stati. Questo il giudizio dell’eurodeputato Giancarlo Scottà sulla risposta della Commissione europea all’interrogazione del trenta maggio scorso, in cui chiedeva quali misure intendesse prendere l’Esecutivo Ue per eliminare la commercializzazione delle bottiglie di vino “Prosek” prodotto in Croazia nel mercato interno e in quello dei Paesi terzi, qualora questo non fosse stato rititrato dal commercio.  «La Commissione, di fatto, non ha risposto alla nostra domanda -ha dichiarato Scottà- in quanto ha detto che “spetta alle autorità competenti degli Stati membri garantire l’applicazione di tale protezione nel mercato interno”, e ha ricordato gli accordi bilaterali negoziati con diversi Paesi terzi che servono a “garantire, anche nei loro territori, alti livelli di protezione delle Dop Ue, tra cui quella del Prosecco”». «Avrei preferito che questa risposta arrivasse prima dell’ingresso della Croazia nella Ue, trattandosi di un’interrogazione urgente, – ha lamentato l’eurodeputato – invece la Commissione ha tardato, per poi non affrontare nemmeno il nocciolo della questione».  «C’è solo da augurarsi – ha concluso Scottà – che la Croazia, ora che è entrata in Europa, non presenti alcuna domanda di protezione per “Prosek”, altrimenti la Commissione sarebbe tenuta a prenderla in considerazione».

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà)

Verso tre nuove Docg per l’enologia veneta

uve di Friularo

Con la vendemmia 2011, anche se anticipata dalle condizioni meteorologiche, in Veneto potrebbero arrivare tre nuove Denominazioni d’Origine Controllata e Garantita, che porterebbero a 14 le produzioni enologiche posizionate in cima alla scala dei riconoscimenti territoriali. Si tratta dei vini “Colli di Conegliano”, “Friularo di Bagnoli” e “Montello Rosso”.

I tempi. Il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini ha infatti espresso parere favorevole sulle proposte formulate dal sistema produttivo, alla luce anche degli esiti delle pubbliche audizioni svoltesi nei giorni scorsi. Il Comitato ha altresì approvato le modifiche ai disciplinari DOC “Montello Colli Asolani” e “Bagnoli” o “Bagnoli di Sopra”. Il parere verrà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e, se nei prossimi due mesi non ci saranno osservazioni, le DOCG potranno venire ufficializzate a tutti gli effetti.

I vini. La Docg “Colli di Conegliano” comprenderà Bianco e Rosso (la cui base sono i moderni incroci Manzoni), Refrontolo Passito e Torchiato di Fregona. Il Rosso del Montello è un “bordolese” che dimostra la vocazione enologica del territorio di produzione: di eccellente fattura, è assolutamente concorrenziale con vini nazionali e mondiali che si richiamano ad uvaggi del medesimo genere. Il Friularo è un antico vino rosso del territorio padovano che si basa su un particolare biotipo del Raboso Piave, vitigno autoctono di antica tradizione veneta, rispetto al quale è incerto quale dei due sia il più antico.

(Fonte Veneto Agricoltura Europa)

La cantina del Veneto si arricchisce di 3 nuove Docg

Paesaggio dei Colli Euganei

Sono state approvate oggi, venerdì 24 settembre 2010, in sede ministeriale due denominazioni d’origine garantita (DOCG) per la zona del Piave del Veneto Orientale e una per i Colli Euganei. Si tratta della Docg Piave Malanotte che interessa l’omonima zona intorno al comprensorio opitergino, la Docg Lison che comprende l’area del portogruarese ai confini orientali e la Docg Colli Euganei Fiori d’Arancio che riguarda la produzione di vino moscato dolce coltivato nella fascia collinare di Padova. Il Veneto ora annovera quindi ben 7 Docg, confermandosi una delle regioni più blasonate dal punto di vista enologico.

Coldiretti ricorda che le denominazioni d’origine controllata e garantita rappresentano il top della qualità vitivinicola, ma soprattutto identificano i territori  – quello che in Francia si chiama terroir –  che presentano spiccate caratteristiche pedoclimatiche inimitabili. E’ stato inoltre discusso il nuovo disciplinare della nuova Doc Venezia che andrà ad aggiungersi alle altre 25 venete.

(fonte Coldiretti Veneto)