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Semplificate le norme per il lavoro agricolo stagionale

lavoro-stagionale-150x150A distanza di 5 anni dall’entrata in vigore del testo unico, ha visto finalmente la luce il decreto interministeriale che semplifica gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro per gli stagionali in agricoltura. Ne dà notizia Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari, che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare). Il decreto recepisce sostanzialmente le indicazioni delle parti sociali agricole che nel 2011 avevano sottoscritto uno specifico avviso comune per dare attuazione alla legge e soprattutto per consentire l’applicazione effettiva della sicurezza anche alle piccole e medie imprese agricole.

Obblighi da assolvere a cadenza biennale e con valenza presso più aziende. Le semplificazioni, in materia di sorveglianza sanitaria, informazione e formazione dei lavogratori sono particolarmente importanti – sostiene Agrinsieme – perché intervengono in un momento storico che vede le aziende agricole particolarmente gravate dal peso della burocrazia in materia di sicurezza sul lavoro, con adempimenti che diventano sempre più numerosi, onerosi e complessi da gestire. Con il decreto recante le semplificazioni sugli stagionali, invece, diventa ora effettiva la possibilità di assolvere gli obblighi con cadenza biennale e con valenza presso più aziende. Soprattutto, in via generale, vengono riconosciute al lavoro stagionale agricolo (in questo caso ai lavoratori che non effettuano più di 50 giornate presso la stessa azienda) le sue necessarie ed ineliminabili caratteristiche.

(Fonte: Garantitaly.it)

Accordo pomodoro da industria Nord Italia: amara la firma

pomodoroNon piace a Confagricoltura l’accordo quadro sul pomodoro da industria raggiunto dopo un’estenuante braccio di ferro. “Nonostante le ripetute richieste della parte agricola di arrivare ad una sigla dell’accordo quadro 2013 in tempi ragionevoli, anche quest’anno la firma è stata apposta fuori tempo massimo. Ma a rendere la delusione ancora più cocente è il risultato ottenuto dal mondo della produzione, che è riuscita a spuntare solo 86 euro per tonnellata inclusi i servizi”.

Prezzo insufficiente a coprire i costi di produzione. “Purtroppo – prosegue Confagricoltura – nonostante il lieve incremento dei prezzi registrato rispetto alla campagna precedente, che si era chiusa a 84 euro per tonnellata, gli imprenditori agricoli anche quest’anno percepiranno un prezzo insufficiente a coprire i costi di produzione”. Fortemente critico il presidente della Federazione Nazionale pomodoro da industria di Confagricoltura, Marco Nicastro: “Non è pensabile che, anche quest’anno, gli agricoltori debbano registrare ulteriori perdite nel proprio bilancio aziendale. Se il pomodoro è uno dei simboli indiscussi del made in Italy il merito è soprattutto di chi lo produce e non solo di chi lo trasforma; per cui o si mette in campo una strategia di filiera che possa essere remunerativa per tutti gli operatori, altrimenti non posso far altro che consigliare, a chi è ancora in tempo, di non produrre pomodoro”.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Gal Delta Po, bandi per 2 milioni di euro a favore di agriturismo (in calo nel territorio) e promozione dei prodotti tipici del Polesine

La promoGal Delta Pozione delle produzioni agroalimentari locali, lo sviluppo dell’ospitalità agrituristica, il sostegno alla nascita di nuove microimprese, la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale. Sono questi gli obiettivi principali dei nuovi Bandi del PSL 2007-2013 pubblicati sul Bollettino Ufficiale Regionale Veneto (BUR) di venerdì 5 aprile dal GAL Polesine Delta Po, che mettonno a disposizione del territorio di operatività (33 Comuni) complessivamente quasi 2 Mln di euro di contributi.

Le azioni nello specifico. In evidenza le opportunità di finanziamento messe a disposizione dal GAL Delta Po con l’Azione 311/1 per il consolidamento e nascita di fattorie plurifunzionali (fattorie didattiche, fattorie sociali e le innovative eco-fattorie), l’Azione 311/2 finalizzata a sostenere lo sviluppo dell’ospitalità agrituristica (quasi 0,5 Mln di contributi), comparto in crescita a livello nazionale, ma in contrazione in termini di presenze nel nostro territorio (-12 % nel 2012 rispetto al 2011 fonte: Osservatorio Nazionale per l’Agriturismo). A queste risorse, offerte dai nuovi Bandi del GAL Polesine Delta Po, si affiancano i contributi per progetti ed investimenti per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari certificate presenti in Polesine (Misura 133), come il Riso del Delta del Po Igp, l’Insalata di Lusia IgP, l’Aglio Bianco Polesano Dop, il Radicchio di Chioggia Igp, tipicità spesso poco conosciute anche dai consumatori locali, ma che rappresentano un’eccellenza gastronomica di grande qualità e prestigio, legate come sono ad una radicata tradizione familiare e ai loro territori d’origine. Territori, dove è presente uno straordinario patrimonio architettonico e paesaggistico rurale, la cui riqualificazione e valorizzazione in chiave culturale e turistica, sarà l’obiettivo dei finanziamenti (oltre 1 Mln di euro) che il GAL Delta Po metterà a disposizione con la Misura 323a Azioni 2, 3 e 4.

Bandi ambientali e per microimprese. Con il bando relativo all’Azione 312/1 nuove opportunità di sviluppo e di finanziamento finalizzate a favorire la nascita o il consolidamento di nuove microimprese che operano nel segmento dell’economia rurale (ostelli della gioventù, attività delle guide, aree di campeggio, ecc. secondo i codici ATECO reperibili sul sito del GAL http://www.galdeltapo.it). Infine due bandi “ambientali” con l’Azione 227/1 per gli investimenti forestali non produttivi finalizzati al ripristino e alla manutenzione di percorsi didattico-educativi e con l’Azione 323b/2 per la tutela e la riqualificazione di siti di grande pregio naturalistico. Tutte le domande di aiuto relative ai nuovi Bandi (già disponibili e consultabili sul sito del GAL Delta Po – Sezione Bandi http://www.galdeltapo.it) vanno presentate ad AVEPA Sportello Unico Agricolo di Rovigo, entro il 15 luglio 2013. Solo la Misura 133 và presentata alla sede centrale di AVEPA a Padova. Per informazioni sui bandi ci si può rivolgere agli uffici del GAL Delta Po, dal lunedì al venerdì 9.30 -13.00 o nel pomeriggio per appuntamento telefonico in Via T.Fraccon 17 (Palazzo Retroborsa) a Rovigo Tel. 0425 460322 o scrivere all’indirizzo deltapo@galdeltapo.it.

(Fonte: Gal Delta Po)

Accesso al credito delle imprese agricole, accordo Confagricoltura Veneto con Banca Popolare di Vicenza

Banca Popolare Firma con Confagricoltura 12-03-2013

da sx, Gianni Zonin e Giangiacomo Bonaldi

Confagricoltura Veneto e Banca Popolare di Vicenza hanno siglato un importante accordo a sostegno delle imprese del settore agroalimentare. L’annuncio è stato dato durante la conferenza stampa svoltasi martedì 12 marzo scorso nella sede dell’Istituto alla presenza di Giangiacomo Bonaldi e Sergio Bucci, rispettivamente presidente e direttore di Confagricoltura Veneto, nonché di Gianni Zonin e Samuele Sorato, l’uno presidente e l’altro direttore generale di Banca Popolare di Vicenza.

I servizi offerti. L’iniziativa è il risultato del concreto dialogo instaurato tra la Banca e l’Associazione, finalizzato ad individuare le reali esigenze delle aziende del settore, alle quali l’Istituto è ponto a proporre un’offerta dedicata con prodotti e servizi bancari su misura, che tengono conto dei diversi fabbisogni finanziari legati alle peculiarità dell’esercizio dell’attività agricola. Con l’obiettivo di favorire il rafforzamento e il consolidamento delle oltre 20.000 imprese agricole associate a Confagricoltura Veneto agevolandone l’attività di investimento e di gestione, Banca Popolare di Vicenza mette a disposizione a particolari condizioni il conto corrente Semprepiù Impresa Programma Agricoltori e la linea di finanziamenti Mondo Verde, progettata appositamente per soddisfare le necessità del settore agricolo. In particolare, i finanziamenti potranno supportare le diverse esigenze di credito a breve mediante sconto di cambiale agraria connesse all’attività agricola; sostenere il fabbisogno finanziario delle aziende derivante dall’impianto e/o dalla ristrutturazione dei vigneti, dei frutteti, degli oliveti, in genere di tutte le coltivazioni arboree poliennali; sostenere le imprese agricole che devono affrontare l’acquisto di terreni, la costruzione o ristrutturazione di immobili agricoli o la trasformazione del debito di precedenti passività a breve e medio termine.

Confagricoltura Veneto, prima associazione agricola nazionale per data di nascita e tradizione, associa circa il 45% della Superficie Agricola Utilizzata e la gran parte dei datori di lavoro agricoli della regione, rappresentando così l’Associazione agricola più rappresentativa sotto il profilo economico ed imprenditoriale. La stipula dell’accordo rappresenta una sicurezza sia per gli agricoltori, che possono beneficiare di un’offerta bancaria dedicata, usufruendo di condizioni favorevoli, sia per l’associazione, che cerca in Banca Popolare di Vicenza un partner solido e affidabile.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Pagamenti all’agricoltura veneta

Tempo di pagamenti a sostegno dell’agricoltura veneta. Il Comitato di gestione aiuti diretti dell’Unione Europea ha autorizzato il pagamento anticipato, a partire dal 1 agosto, di un acconto del premio PAC richiesto nel 2012 dagli agricoltori le cui aziende ricadono nei comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio scorsi, rendendo disponibili 40 milioni di euro.

1.662 produttori interessati. “Subito dopo il terremoto – ha ricordato Manzato – come Regioni avevamo formalmente chiesto al Governo di operare a Bruxelles per questo anticipo che interessa complessivamente 113 Comuni e, in Veneto, le imprese di 18 Comuni Polesani: Bagnolo di Po, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Ceneselli, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Gaiba, Gavello, Giacciano con Baruchella, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, Stienta e Trecenta”. Dall’1 agosto Avepa, l’Agenzia veneta per i Pagamenti in Agricoltura, ha avviato l’erogazione dell’anticipo autorizzato per 1.662 produttori interessati. L’anticipo riguarda il 44,10% dell’aiuto richiesto nel 2012 in base ai titoli all’aiuto posseduti e al sostegno specifico richiesto sulla barbabietola da zucchero, per un importo di 4,8 milioni di euro.

Da metà ottobre, anticipo PAC 2012. Il Comitato di gestione aiuti diretti dell’Unione Europea ha inoltre autorizzato l’erogazione del 50 per cento dei premi PAC 2012 a partire dal 16 ottobre prossimo, anziché dall’1 dicembre. L’operazione coinvolge circa 93 mila agricoltori veneti, per un ammontare complessivo di 160 milioni di euro. In questi giorni Avepa ha peraltro erogato un anticipo pari al 75% del premio richiesto il 15 maggio 2012 con le domande di conferma presentate da 7.271 agricoltori sulla misura 214 e 215 (pagamenti agroambientali) del Programma di Sviluppo Rurale, per complessivi 14 milioni di euro. Entro il 15 ottobre prossimo l’Agenzia erogherà anche circa 15 milioni di euro ai 7.765 viticoltori veneti che per l’anno corrente hanno richiesto il sostegno specifico sui premi per le polizze di assicurazione stipulate a difesa della produzione di uva da vino. Avepa sta infine procedendo con l’attività istruttoria per anticipare entro ottobre il 75% di 13 milioni di euro ai 2.614 agricoltori che hanno richiesto entro il 15 maggio scorso l’indennità compensativa per le zone montane, pure prevista dal PSR.

(Fonte: Regione Veneto)

Decreto Sviluppo, quasi tutto bene per l’agricoltura salvo…

Sono numerose le disposizioni contenute nel cosiddetto “Decreto sviluppo” che il Senato ha definitivamente convertito in legge e che hanno effetto immediato sul mondo dell’agricoltura. Molte delle misure trovano l’adesione della Coldiretti che ha espresso la sua soddisfazione in un comunicato.

Tutela del Made in Italy alle Camere di Commercio. Positiva ad esempio la valutazione della Coldiretti per le norme nel campo della difesa della qualità e dell’etichettatura: il decreto attribuisce alle Camere di Commercio, nell’ambito delle funzioni di promozione delle imprese all’estero, anche “della tutela del Made in Italy” e si prevede l’emanazione di un regolamento con il quale definire le modalità per integrare l’etichettatura dei prodotti agroalimentari con sistemi di sicurezza basati su elementi elettronici o telematici.

Riguardo all’olio d’oliva e al pesce…Infine, viene istituito il regime volontario di etichettatura di origine del pescato, consentendo anche la possibilità di indicare “prodotto italiano” e vengono emanate norme relative all’olio d’oliva extravergine che consentono di riconoscere gli oli extravergini di origine estera spacciati come italiani o gli oli extravergini venduti come tali, ma che hanno subito illecitamente processi di raffinazione e deodorazione.

Nota negativa, voucher agricoli per cassintegrati solo da gennaio 2013. Negativo invece il giudizio sull’emendamento che prevede la possibilità ai percettori di integrazione di reddito (cassintegrati, lavoratori in mobilità, ecc.) di svolgere attività agricola mediante lo strumento dei voucher solo a partire dal 1 gennaio 2013. A questo punto si crea il paradosso – segnala la Coldiretti – che dal 18 luglio al 31 dicembre 2012 questi lavoratori non potranno essere utilizzati con il meccanismo dei voucher come invece avrebbero potuto fare con la precedente normativa.

(Fonte: Garantitaly.it)

Tabacco: Opit e Ont incontrano Philip Morris Italia

Philip Morris Italia ribadisce la massima attenzione alle esigenze delle imprese tabacchicole aderenti ad OPIT, l’Organizzazione Produttori Italiani Tabacco promossa dalla Coldiretti Umbria, cui aderiscono produttori umbri, toscani, veneti, laziali e abruzzesi. È quanto emerso, tra l’altro, da un recente incontro svoltosi a Perugia, tra i vertici della manifattura, rappresentati dal Direttore Operativo Cesare Trippella, il Consiglio di Amministrazione dell’Organizzazione dei Produttori Italiani Tabacco e il Presidente di ONT (Organizzazione Nazionale Tabacco) Italia, nonché Vice Presidente nazionale di Coldiretti, Gennarino Masiello.

Rapporti sempre più stretti tra manifattura e produzione. Nel corso dell’incontro – riferisce OPIT – Philip Morris Italia ha confermato la propria volontà di sostenere le aziende produttrici di tabacco, grazie ad un contratto in grado di garantire sostenibilità al settore. Philip Morris Italia – sostiene ancora OPIT – ha ribadito l’importanza del rispetto di elevati standard qualitativi in termini di prodotto e di processo. Si tratta di un’esigenza fondamentale per la manifattura, sostenuta da Philip Morris Italia anche attraverso risorse direttamente destinate all’assistenza tecnica, che deve facilitare il lavoro dei coltivatori e garantire vantaggi nella riduzione dei costi di produzione. Tutto questo, nel reciproco rispetto dei ruoli e attraverso la massima chiarezza e trasparenza nei rapporti tra le parti.

Garantire un futuro a una filiera. «L’impegno di Philip Morris Italia – ha sottolineato Cesare Trippella – è rivolto in questo momento soprattutto ad un lavoro di analisi teso ad individuare le condizioni per la sostenibilità economica della produzione». Il Direttore Operativo di Philip Morris Italia ha ricordato l’accordo firmato con Coldiretti lo scorso anno, che ha introdotto un nuovo modello operativo in grado di assicurare maggiori certezze e, allo stesso tempo, nuova vitalità al mercato. «L’accordo Coldiretti Philip Morris, gestito operativamente da ONT – ha ricordato Masiello – ha consentito di dare una certezza al comparto in un momento in cui l’eliminazione del premio accoppiato stava determinando la scomparsa della coltivazione ed è stato di stimolo anche per le altre manifatture. Il secondo anno deve consolidare i risultati raggiunti e migliorare la competitività e la convenienza economica per garantire un futuro ad una filiera determinante per lo sviluppo economico di aree importanti nel nostro Paese».

Coinvolgimento delle Istituzioni regionali. «Prosegue nella giusta direzione – ha commentato Marcella Calabresi Presidente di OPIT, nel corso dell’incontro – il percorso di razionalizzazione e semplificazione della filiera tabacchicola, intrapreso da Coldiretti». «Oltre alla tutela dei redditi delle aziende e dei livelli occupazionali, nel pieno rispetto dell’ambiente – ha concluso il Presidente di Coldiretti Umbria Albano Agabiti – è nostra intenzione, coinvolgere in questo rapporto tra produzione e manifattura, anche le Istituzioni regionali, promuovendo appositi incontri sulle prospettive del comparto».

(Fonte: Coldiretti Verona)

Imu agricola, Manzato: “Nessuna sanzione per errori nella determinazione delll’importo”.

Anche se è scaduto il 18 giugno scorso il termine per il versamento dell’acconto Imu 2012, l’imposta sulla casa che da quest’anno sostituisce la vecchia Ici, è ancora possibile pagarla pur con l’applicazione di alcune sanzioni pecuniarie. Ma in caso di eventuali errori nella determinazione dell’importo dovuto a titolo di prima rata, e purché l’importo errato sia stato versato entro il 18 giugno, non saranno applicate sanzioni e nemmeno interessi qualora l’errore sia sanato entro la scadenza del 17 dicembre. Lo ricorda l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, con particolare riferimento agli immobili agricoli per i quali dovessero essersi verificate difficoltà a stabilire gli importi dovuti.Al momento del saldo Imu per il 2012, in scadenza il 17 dicembre 2012, la seconda rata potrà essere versata per l’intero anno, con conguaglio sulla prima rata.

(Fonte: Regione Veneto)

Attuazione Piano Sviluppo Rurale, Veneto esempio di “buona pratica” per la Corte dei Conti europea

La Corte dei Conti Europea, nella sua ponderosa relazione riguardante gli “aiuti mirati all’ammodernamento delle aziende agricole”, in pratica la misura 121 dei Programmi di Sviluppo Rurale, evidenzia il Veneto come “esempio di buona pratica”, in quanto “massimizza la probabilità di selezionare i progetti di investimento che rispondono meglio ai bisogni individuati e alle priorità dell’UE”.

Impegno regionale: non assistenza ma supporto alla crescita. “Un giudizio del genere da una fonte tanto autorevole quanto severa non può che farci piacere – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – anche perché sottolinea quello che di fatto è stato il nostro impegno prioritario: non assistenza ma appunto supporto alla crescita per preparare la nostra agricoltura al futuro. Insomma, la regione ha semplicemente fatto il suo dovere”. La Corte dei Conti ha analizzato sia i contenuti sia le modalità, osservando che “per scegliere i progetti da finanziare fra tutte le proposte ammissibili, il Veneto ha fissato i propri criteri di selezione applicando inoltre un sistema di punteggio che tiene conto delle priorità definite nel PSR regionale e stilando elenchi di tipologie di ‘investimenti prioritari’ per settore.

Tra le priorità in questione, figurano i benefici ambientali, il potenziamento del valore dei prodotti, l’integrazione dell’azienda, l’ammodernamento strutturale, l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la riconversione e la ristrutturazione di particolari settori e progetti agricoli situati in zone montane”. “A titolo di esempio – riporta la Corte dei Conti europea – è stato selezionato un progetto per la costruzione di un magazzino e di un deposito frigorifero per le mele in quanto corrispondente alle priorità della produzione biologica (un aspetto che ne accresce il valore); il progetto impiega pannelli fotovoltaici per ridurre il consumo energetico (benefici ambientali) ed è situato in una zona montana”.

Continuità di scelte. Per contro, la Corte ha osservato che tutti gli Stati membri controllati hanno imposto ai richiedenti di comprovare la redditività economica delle iniziative proposte. Alcuni Stati, tuttavia, “non hanno tenuto conto degli elementi probatori ottenuti nel valutare la domanda di finanziamento del progetto”. “Gli Stati membri – ha raccomandato perciò la Corte dei Conti UE – dovrebbero perciò porre in atto procedure efficaci, commisurate al rischio, per impedire che siano concesse sovvenzioni a progetti in cui la redditività finanziaria dell’investimento o la sostenibilità dell’azienda siano dubbie”. “Per quanto riguarda il PSR e l’agricoltura veneta in generale – ha commentato Manzato – posso solo assicurare che la Regione continuerà su questa strada e seguirà nella sua azione questo genere di criteri”.

Nasce Confagricoltura Donna, Marina Di Muzio presidente

Marina Di Muzio neo presidente Confagricoltura Donna

Intendiamo dar voce alle imprenditrici in agricoltura, che hanno sempre lavorato in silenzio. Vogliamo far sentire le nostre esigenze laddove si parla di politiche di genere e diffondere tutto quello che a livello comunitario, nazionale, regionale e provinciale è rivolto alle donne”. Lo ha detto la presidente Marina Di Muzio, in occasione della costituzione dell’Associazione Confagricoltura Donna.

Riempito un tassello mancante. “E’ bello vedere tanta determinazione associativa in casa nostra, proprio quando la rappresentanza attraversa un momento di difficoltà – sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi-. Nella nostra organizzazione questo di oggi, con la costituzione dell’associazione femminile, è un tassello importante che finora mancava. Sono convinto sia fondamentale far crescere e diffondere l’idea di un agricoltura più vasta e c’è necessità di una rappresentanza di genere che possa portare un contributo importante, non limitato esclusivamente all’aspetto agricolo”.

Chi è la neo-presidente. Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna si occupa dell’azienda agricola Giansanti di Malandriano (PR), un’impresa che nasce da un’esperienza con il Parmigiano Reggiano. La presidente Di Muzio ha anche un’azienda nel Lazio ad indirizzo ovino, bovino, bufalino e di coltivazione dei cereali. La neonata associazione, che raggruppa le imprenditrici di Confagricoltura ha sede a Palazzo della Valle, Roma. Affiancano la presidente, per il prossimo triennio, due vicepresidenti: Gabriella Poli, che conduce, in provincia di Cremona, un allevamento suinicolo che conferisce le carni al Consorzio del prosciutto di Parma e a quello del San Daniele; in azienda si coltivano anche frumento e mais. Paola Granata sta trasformando la propria azienda nell’altopiano della Sila (CS); dall’indirizzo tradizionale l’imprenditrice ha impiantato una vigna in alta quota, coltiva frutti di bosco, alberi pregiati ed ha un progetto di fattoria didattica.

(Fonte: Asterisco Informazioni)