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Conferenza regionale dell’Agricoltura e sviluppo rurale: il 19 novembre a Legnaro (PD) si parla di “Made in Veneto” e competizione internazionale

Dalla qualità il reddito. Uno slogan attorno al quale il meglio del “Made in Italy” agroalimentare veneto intende costruire un futuro solido per le proprie aziende nel mercato globalizzato. Si parlerà di questo venerdì 19 novembre dalle ore 09.00 in Corte Benedettina, di Veneto Agricoltura, a Legnaro (PD) nell’ambito del quarto seminario della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Qualità, tracciabilità e quindi riconoscibilità dei prodotti da parte del consumatore, in una cornice di sostenibilità economica, sociale e ambientale, saranno i temi al centro di un dibattito aperto dall’Assessore Regionale all’agricoltura Franco Manzato. Una discussione a trecentosessanta gradi che metterà a confronto Vanes Cantieri di Coop Italia e Fabienne Segers della Commissione europea, coordinatrice per l’Italia delle denominazioni d’origine, con Edi Defrancesco dell’Università di Padova, Denis Pantini di Nomisma e Giulio Benvenuti della Copa-Cogeca. Le potenzialità di qualificazione e di valorizzazione dei prodotti sono pienamente utilizzate? E soprattutto quali saranno gli strumenti più innovativi che la normativa comunitaria si appresta ad introdurre in materia? A moderare il forum, su questi ed altri aspetti di più stretta attualità, il giornalista Fabio Piccoli.

(fonte Veneto Agricoltura)

Imprese agricole: a fine 2010 ne sono state chiuse 50mila, in 10 anni 500mila. Pochi i giovani.

Il 2010 si chiudera’ con 50 mila imprese agricole in meno rispetto al 2009, con una contrazione del 2,4%. Sono le stime diffuse dalla Cia, sottolineando che si tratta di ”un quadro allarmante al quale si aggiunge il fatto che dal 2000 hanno chiuso i battenti piu’ di 500 mila imprese”. Nel 2010, inoltre, la Cia stima un calo del 3,5% degli investimenti imprenditoriali. Inoltre, osserva la Confederazione italiana degli agricoltori, solo 112 realta’ imprenditoriali hanno un conduttore giovane, il 6,6 per cento del totale. ”Il che significa che nell’agricoltura italiana non vi e’ ricambio generazionale: soltanto il 16 per cento delle nuove aziende e’ guidato da un giovane e solo nel 2,3 per cento delle aziende storiche e’ subentrato un giovane nella conduzione”.

(fonte Asca)

I Gal del Polesine “aprono” alle imprese qualificate a fornire beni, servizi e lavori

E’ stato istituito presso la sede dei GAL Delta Po e Adige, l’elenco dei fornitori che potrà essere utilizzato come strumento di individuazione delle imprese qualificate a fornire beni servizi e lavori.

L’elenco prevede le seguenti categorie: arredamento, attrezzature e macchine per ufficio (fotocopiatrici, fax, ecc…), e attrezzature informatiche compresa manutenzione, licenze software, cancelleria e materiale di consumo, servizi di consulenza contabile-fiscale, del lavoro, legale, sicurezza sul lavoro, privacy e similari, servizi di pulizia locali, servizi di comunicazione, pubblicitari e multimediali, tipografici, segnaletica, servizi  di consulenza per l’attuazione degli interventi previsti dal PSL 2007/2013 dei GAL che riguardano i seguenti settori di interesse (agricoltura e agriturismo, ambiente, valorizzazazione risorse naturali, turismo rurale, patrimonio culturale, iniziative culturali, PMI, artigianato e servizi, cooperazione europea).

Le imprese che intendono iscriversi all’elenco dei fornitori, dovranno presentare domanda di iscrizione a: per il GAL Polesine Delta Po, Piazza Garibaldi, 6 – 45100 Rovigo, per il GAL Polesine Adige, Piazza Garibaldi, 6 – 45100 Rovigo. La domanda, redatta utilizzando l’apposito modulo che si può trovare sui rispettivi siti, www.galadige.it e www.galdeltapo.it potrà essere recapitata per posta, oppure via fax o consegna a mano presso gli uffici del GAL, ubicati al palazzo Retroborsa della Camera di Commercio, al secondo piano, restando esclusa ogni responsabilità dell’ente per il mancato recapito a causa di disguidi postali o di altra natura.

(fonte Gal Delta Po e Adige)

Il business dell’imprenditore agricolo di domani? Produrre beni pubblici.

Produzione di beni pubblici: sarà questo il nuovo business dell’imprenditore agricolo di domani? Si parlerà di questo al terzo seminario della Conferenza regionale dell’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, in programma venerdì 5 novembre a partire dalle ore 9,00 a Legnaro (Pd) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura. Presente l’Assessore regionale Franco Manzato, il seminario si pone dunque l’obiettivo di delineare il ruolo del “nuovo” agricoltore, chiamato con forza dall’Unione Europea ad occuparsi sempre più non solo di mais, frumento, viti, ortaggi o altro, ma anche di manutenzione del territorio, attività ritenuta ormai un essenziale bene pubblico.

Settore primario: non solo produttore di derrate alimentari. In altre parole, l’imprenditore agricolo di domani dovrà contribuire – e il suo lavoro sarà per questo ricompensato – alla difesa del suolo, alla gestione delle acque e delle reti di comunicazione, alla salvaguardia della biodiversità, alla lotta contro i cambiamenti climatici e altro ancora. Ogni agricoltore dovrà fare in questo ambito la propria parte: solo così al settore primario potrà essere riconosciuto quel ruolo strategico che gli compete, non solo perché produttore di derrate alimentari.

“Sistemi agricoli e forestali, ambiente e produzione di beni pubblici” è il titolo di questo terzo seminario al quale interverranno studiosi ed esperti di primo piano quali Franco Miglietta del CNR di Firenze, che parlerà di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; Carlo Gipponi dell’Università di Venezia, che approfondirà il tema della sostenibilità e delle prospettive delle risorse idriche; Patrizia Rossi della LIPU, che parlerà di biodiversità e politica agricola; Tiziano Tempesta dell’Università di Padova, che metterà a confronto le sinergie e i conflitti tra paesaggio rurale e agricoltura. I lavori saranno coordinati da Andrea Povellato di INEA.

Continua la consultazione on line. Accanto allo svolgimento dei seminari tematici, si segnala il successo che sta riscuotendo la consultazione on-line attraverso la quale operatori e cittadini possono sottoporre alla Regione Veneto proposte, osservazioni e contributi per la definizione delle prossime strategie regionali per i settore agricolo e rurale.

(fonte Veneto Agricoltura)

Agroalimentare: da dicembre 2010, al via una grande stagione contrattuale

Oltre 300 delegati, quadri e dirigenti di Fai, Flai e Uila hanno approvato, con due sole astensioni, le linee guida per la contrattazione di secondo livello che iniziera’, nel settore alimentare, a partire da dicembre 2010. Ne da’ notizia il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza. ”Puntiamo a diffondere la contrattazione di secondo livello in un numero sempre maggiore di aziende e territori” ha dichiarato Mantegazza ”l’obiettivo e’ quello di superare le 2.000 piattaforme presentate. Un impegno importante che occupera’ la categoria nei prossimi mesi”. ”Le piattaforme” ha spiegato Mantegazza ”parleranno di partecipazione, di responsabilita’ sociale dell’impresa, di occupazione e professionalita‘, di lavoratori migranti, di pari opportunita’ e sicurezza. Le richieste salariali inoltre valorizzeranno quelle voci e quegli istituti assoggettabili alla tassazione agevolata con vantaggi fiscali e contributivi”. ”Sara’ quindi” ha concluso Mantegazza ”una grande stagione contrattuale che gestiremo con senso di responsabilita’ e lungimiranza per coniugare insieme incrementi di produttivita’ con maggior salario e migliori diritti”.

(fonte Asca)

L’Asparago di Badoere diventa Igt

foto Consorzio Asparago di Badoere

Anche l’Asparago di Badoere è ufficialmente a Indicazione Geografica Protetta, tutelato a livello europeo e mondiale. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 271 è stato infatti pubblicato il Regolamento (CE) n. 923 del 14/10/2010, riguardante appunto la registrazione della denominazione “Asparago di Badoere IGP”. La richiesta d’iscrizione, con il relativo disciplinare, era stata pubblicata il 29 gennaio scorso e da allora non è perveuta alcuna oservazione o opposizione da parte altri Paesi della Comunità.

In Veneto 33 prodotti Igp. “Con l’Asparago di Badoere – ha commentato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato – il numero di produzioni agricole e agroalimentari regionali a denominazioni vola ancora più in alto. E continuerà a salire. Con questa IGP siamo ormai a quota 33, con la quasi totalità del prodotti relativa esclusivamente al territorio regionale: un dato che fa del Veneto la prima regione italiana in assoluto per varietà tutelate da denominazione europea, cui si aggiungono 26 DOC e 8 DOCG, in procinto di diventare 11, e oltre 350 prodotti tipici. E’ un vero e proprio tesoro di sapori del territorio, una fonte di reddito per le nostre imprese agricole – ha concluso Manzato – che vogliamo e dobbiamo difendere, promuovere e valorizzare dagli assalti della banalizzazione e di una mondializzazione standardizzata, senza volto e di ignota qualità, magari imposta da potentati economici altrui”.

Due le tipologie, bianca e verde. L’Asparago di Badoere è un prodotto davvero identitario e ha una lunghissima tradizione: l’origine sembra risalire all’adesione delle terre venetiche alla Roma repubblicana e imperiale. Con questa IGP, la Provincia di Treviso può vantare ben due Indicazioni protette di asparagi (c’è infatti anche quella di Cimadolmo), cui si affianca la DOP Asparago di Bassano. L’Asparago di Badoere si presenta in due tipologie: quella “bianca” (5 varietà) e quella “verde” (5 varietà). Quello bianco presenta un sapore dolce, non acido né salato, tenero e privo di fibrosità; quello verde ha invece sapore marcato, non acido né salato, con aroma fruttato ed erbaceo persistente. Viene prodotto nell’areale che include i comuni di Piombino Dese e Trebaseleghe (Padova), Casale sul Sile, Casier, Istrana, Mogliano, Morgano, Paese, Preganziol, Quinto, Resana, Treviso, Vedelago, Zero Branco (Treviso) e Scorzè (Venezia).

(fonte Regione Veneto)

Ciolos al Salone del Gusto di Torino: nuova Pac attenta a ruolo sociale del settore

Dacian Ciolos

”Con la nuova Pac, tenendo conto delle differenze dei diversi contesti, riusciremo a realizzare dei sistemi produttivi che rendano l’agricoltura un settore che riuscira’ a trattenere sul territorio i suoi lavoratori, assegnandole oltre che un ruolo economico anche un ruolo sociale”. Lo ha detto il commissario europea all’Agricoltura Dacian Ciolos nel corso dell’inaugurazione dell’ottava edizione del Salone del Gusto, che si tiene fino al 25 ottobre a Torino.

”Dal punto di vista della sostenibilita’ economica – ha aggiunto Ciolos – ritengo sara’ necessario attuare misure differenziate, tenendo conto delle diverse possibilita’ espressione di questo mercato”. ”In primo luogo – ha detto – i nostri sforzi devono essere tesi a far si’ che gli agricoltori possano vivere del loro lavoro commercializzando i loro prodotti, innanzitttuo sui loro mercati”. ”Mi sono fatto portatore di una bozza di misura – ha detto Ciolos – che portera’ a un sistema di etichettatura dei prodotti locali tenendo in particolare considerazione la produzione nelle zone di montagna affinche’ il consumatore sappia cosa sta acquistando”. Occorre intervenire sui diversi attori della filiera, ha anche detto Ciolos, ”proprio per questo – ha sottolineato – opero di concerto con il commissario all’industria Tajani – per favorire la trasparenza nella filiera alimentare perche’ anche l’agricoltore possa beneficiare a pieno del frutto del proprio lavoro”.

(fonte Asca)

Avviati dai Gal del polesine gli “studi e i censimenti del patrimonio rurale”. Nei primi mesi del 2011 previsti i primi bandi per oltre 2 milioni di euro.

 

Incontro stampa di presentazione di "Studi e censimenti patrimonio rurale", Gal polesani

 

I Gal del polesine, Delta Po e Adige,  hanno dato avvio all’iniziativa “Studi e censimenti del patrimonio rurale” prevista dal Psl nell’ambito dell’azione 323 a/1. L’intervento, a gestione diretta dei Gal “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale”, si propone di promuovere un’analisi dettagliata di tutto il patrimonio presente nel territorio che interessa i 50 comuni polesani, per realizzare delle azioni mirate di valorizzazione e sviluppo, di reale sostegno alle attività economiche e sociali del territorio. Lo studio-ricerca prevederà un’analisi delle componenti storico, architettoniche, culturali e paesaggistiche nel territorio interessato.

 

i due presidenti dei Gal Faccioli e Peratello

 

Gli interventi di Faccioli e Peratello. “Con l’avvio di questa iniziativa, i Gal cominciano a correre, ha detto Francesco Peratello, presidente del Gal Delta Po e del coordinamento dei Gal del Veneto. Gli elementi studiati dovranno essere finalizzati alla formazione di strumenti documentali e cartografici a sostegno, per la parte che riguarda l’ambiente agricolo, della rete provinciale del museo diffuso del territorio o ecomuseo”. “Gli studi che saranno condotti prevedono delle indagini approfondite riguardanti gli ambiti territoriali dei Gal, ha continuato Alberto Faccioli, presidente del Gal Adige,  finalizzate a monitorare, valutare ed elaborare tutte le informazioni ed i dati atti ad accrescere e migliorare le conoscenze sugli aspetti e elementi essenziali che caratterizzano i beni dell’architettura rurale e del paesaggio del territorio rurale, ai fini dei possibili, successivi interventi di recupero, riqualificazione e valorizzazione previsti dalle azioni 2, 3 e 4 della Misura 323/a.”

Nel 2011, i primi bandi per il recupero del patrimonio rurale. Il Gal Delta Po e il Gal Adige, per questo intervento a gestione diretta, si avvarranno dell’Università Iuav di Venezia, presente alla conferenza con Matelda Reho e Francesco Musco, dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, e della collaborazione delle polesane Laura Mosca e Natalì Rosestolato. “E’ un lavoro di censimento, ha detto la Reho, uno studio legato anche ad altre azioni del Psl e dove i due Gal avranno un ruolo strategico; ne scaturirà un osservatorio in miniatura, dinamico e non chiuso”. Al termine dello studio, previsto per i primi mesi del 2011, saranno pubblicati i primi bandi per il recupero del patrimonio rurale. Per tali bandi, i Gal avranno a disposizione oltre 2 milioni di euro per iniziative che attiveranno nel territorio dei due Gal investimenti e attività per circa 4 milioni di euro.

(fonte Gal Delta del Po)

18 ottobre 2010 ore 14:00: a Venezia in anteprima i dati dell’import-export agroalimentare Veneto

Gli inganni nel sacchetto, i trucchi del risparmio e i segreti dell’imballaggio zero saranno smascherati da Luca Saba, direttore di Coldiretti Veneto e dall’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato, che oggi, lunedì 18 ottobre alle ore 14.00, farà la spesa al mercatino degli agricoltori a Venezia (Tre Ponti – Piazzale Roma). Stampa, consumatori e curiosi potranno seguire il percorso ragionato a voce alta dell’Assessore che acquisterà prodotti tradizionali e tipici presso le bancarelle degli agricoltori per poi confrontarli con la spesa della “Signora Maria” fatta in un qualsiasi centro commerciale. Sul banco non solo i conti dello scontrino, ma anche l’analisi su quanto e cosa arriva dall’estero provocano il deficit della bilancia agroalimentare veneta nonostante la completa autosufficienza produttiva.

(fonte Coldiretti Veneto)

14 ottobre, ore 12:15: a Rovigo conferenza stampa Gal Delta Po

Il Gal Delta Po invita i giornalisti a partecipare giovedì 14 ottobre alle ore 12.15 alla conferenza stampa organizzata presso la sede del GAL (Palazzo Retroborsa della Camera di Commercio di Rovigo, primo piano), per l’avvio dell’iniziativa “Studi e censimenti del patrimonio rurale”, prevista dal PSL nell’ambito dell’azione 323a/1, dei GAL del Polesine. Alla conferenza stampa parteciperanno: Francesco Peratello, Presidente del GAL Polesine Delta Po; Alberto Faccioli, Presidente del GAL Polesine Adige; Laura Negri, Assessore al turismo e alla cultura della Provincia di Rovigo; Matelda Reho e Francesco Musco, dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Iuav).

(fonte Gal Delta Po)