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Coldiretti/Censis: 8 italiani su 10 chiedono di vietare per legge i cibi ultra processati nelle mense scolastiche

Otto italiani su dieci chiedono di vietare per legge la presenza, nelle mense scolastiche, dei cibi ultra processati o formulati — dai piatti precotti alle merendine confezionate — seguendo l’esempio della California, che ha recentemente approvato una norma per tutelare la salute di bambini e ragazzi rispetto alla diffusione di prodotti pieni di additivi chimici. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Coldiretti/Censis “Mangiare bene, malgrado tutto”, dedicato alle sfide al buon cibo italiano e presentato in occasione del XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti a Zagarolo (Roma), nelle sale di Palazzo Rospigliosi.

Di fronte alla crescente diffusione dei cibi ultra formulati, il 91% degli italiani ritiene fondamentale introdurre forme accessibili di educazione alimentare fin dalle scuole elementari. Un’esigenza resa ancora più urgente dal fatto che, per il 62% dei cittadini, la scelta delle pietanze in casa o durante i pasti con parenti e amici è condizionata dalle preferenze dei figli o dei nipoti.  Per evidenziare i rischi legati al consumo di tali alimenti, a Palazzo Rospigliosi è stato realizzato un allestimento dimostrativo con esempi concreti di prodotti di largo consumo — energy drink, snack dolci e salati, merendine confezionate, cibi precotti esposti sopra dei banchi di scuola, ad evidenziare in maniera netta i rischi che corrono i più giovani. Secondo un rapporto della Fondazione Aletheia, in questi ultimi anni sono aumentate le evidenze scientifiche che segnalano la stretta correlazione tra il consumo sistematico di alimenti ultra-formulati e la diffusa obesità che colpisce soprattutto i più piccoli e altre diverse malattie croniche.

Bevande dall’alto contenuto di caffeina e zuccheri possono favorire insonnia, ansia e disturbi cardiaci, mentre la presenza di taurina può contribuire all’insorgenza di leucemia. Le merendine industriali o le barrette energetiche, ricche di zuccheri raffinati e grassi saturi, contribuiscono a sbalzi glicemici e aumento di peso, mentre i piatti precotti o preconfezionati, come bastoncini di pesce o budini, contengono quantità elevate di sodio, conservanti e additivi che possono incidere sul rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari.

Nonostante la crescente consapevolezza, questi prodotti restano molto diffusi, anche nelle mense scolastiche. Per questo, accanto ai cibi ultra formulati, l’allestimento propone anche un’area dedicata ai cibi sani e genuini: pane e marmellata, latte e frutta, pasta al pomodoro, pollo con patate e il classico ciambellone della nonna, a testimoniare l’importanza di una dieta equilibrata e basata su prodotti della filiera corta e dei mercati contadini.

“I cibi ultra formulati stanno compromettendo il futuro dei nostri ragazzi – dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – La qualità di ciò che portiamo in tavola è una scelta che pesa sul destino del Paese: da un’alimentazione consapevole nasce una generazione più sana e più forte”. “Educare al cibo significa costruire salute, rispetto e speranza per il domani – aggiunge il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – Per questo, lo scorso giugno, al Villaggio Coldiretti di Udine, abbiamo presentato il Manifesto di Udine, con cui chiediamo più cibo a km zero nelle mense, un patto con le famiglie e un solido programma di educazione alimentare nelle scuole, oltre a rivedere il contenuto dei cibi all’interno dei distributori automatici”.

Tra le iniziative concrete già in campo spicca SEMIN’SEGNI, il progetto di educazione civica alimentare  e ambientale promosso nelle scuole del Veneto dalle Donne Coldiretti, che ogni anno coinvolge oltre 20mila studenti. Un’attività che unisce il mondo agricolo con quello dell’istruzione, attraverso laboratori, visite didattiche e percorsi sensoriali che portano i più giovani a conoscere da vicino l’origine del cibo, la stagionalità e il valore del prodotto locale. “Nella regione che per prima ha legiferato sull’orientamento nelle mense collettive e private verso il consumo di prodotti a km zero, la responsabilità di insistere su questo tema è forte — spiega Valentina Galesso, presente al XXII Forum Internazionale dell’Agroalimentare — un impegno che va oltre la quotidianità del lavoro in azienda e coinvolge operatori didattici, senior e giovani imprenditori, perché l’importanza del cibo è strategica. Un’educazione al gusto e alla qualità che contribuisce a formare cittadini consapevoli, capaci di compiere scelte sane per sé e per il pianeta”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

Educazione alimentare nelle scuole, via a raccolta firme per proposta legge popolare #firmaperlasalute. Tra i sostenitori dell’iniziativa, promossa da Associazione Longaevitas, anche Confagricoltura e Cia 

“Come medici siamo molto preoccupati dall’obesità infantile che è arrivata al 41%, sommando l’obesità vera e propria all’11% e il sovrappeso al 30%. Bisogna agire”. Lo ha detto Giorgio Calabrese, nutrizionista e direttore del Comitato scientifico Longaevitas Aps (Associazione di promozione sociale che promuove stili di vita sani e sostenibili, coadiuvata da esperti in nutrizione, medicina e sostenibilità), nel corso della presentazione della proposta di legge popolare che intende introdurre l’insegnamento nelle scuole dell’Educazione alimentare (nella foto a sinistra un momento della presentazione).

Ha osservato Calabrese: “Siamo già quasi sicuri che questi ragazzi, che una volta si ammalavano alla nostra età, cioè quando arrivavano ai 70 anni, oggi sono in condizione di potersi ammalare ai trent’anni, ai 25 anni, perché non hanno certezze di tipo nutrizionale. Bisogna lavorare tanto nelle scuole, ma dobbiamo anche formare i cosiddetti ‘formatori’ dei bambini, i docenti ma anche delle figure professionali, dalla dietista al biologo, dal medico dietologo all’internista, all’igienista, che devono dare la sicurezza ai bambini di vivere molto bene. Aiutateci a raccogliere le firme per questo progetto di legge per introdurre l’insegnamento dell’educazione alimentare nelle scuole”.

“Questa iniziativa”, ha aggiunto Salvo Latino, presidente del Comitato promotore Longaevitas, “nasce da un’esigenza concreta e da un progetto condiviso: restituire centralità all’educazione come strumento di salute, consapevolezza e sviluppo. Il nostro primo obiettivo e’ raccogliere un grande numero di firme per presentare in Parlamento la proposta di legge d’iniziativa popolare che vuole introdurre, in modo strutturale, l’educazione alimentare nelle scuole. È stata elaborata con il supporto del nostro Consiglio scientifico, diretto dal professor Giorgio Calabrese, e nasce dal lavoro congiunto di esperti, istituzioni e cittadinanza attiva. È un investimento educativo e culturale per la salute pubblica, che risponde all’emergenza di obesità infantile, malnutrizione e sedentarietà. Ma è anche una leva strategica per il futuro del Paese: riduce i costi sanitari, valorizza il Made in Italy, promuove la sostenibilità e la responsabilità sociale. E’ un progetto strutturale che, a costo zero, può davvero migliorare la qualità della vita”, ha concluso Latino.

Sovrappeso, obesità e malattie cronico-degenerative sono, infatti, in costante aumento e rischiano di diventare a breve un’emergenza sanitaria e sociale: senza una correzione di rotta sul piano culturale/educativo le conseguenze sulla salute pubblica e sulla spesa sanitaria nazionale saranno insostenibili. La proposta di Longaevitas prova a tracciare una strategia e a fornire una risposta concreta al benessere e alla salute pubblica. Per firmare la proposta di legge popolare è possibile collegarsi al link https://longaevitas.it o recarsi presso i tavoli di raccolta firme che saranno promossi su tutto il territorio nazionale.

Alla presentazione sono intervenuti, esprimendo il pieno sostegno all’iniziativa dei relativi Ordini Professionali, Associazioni ed enti, Sandro Gambuzza, per Confagricoltura che ha annunciato anche il prossimo coinvolgimento del CNEL; tramite Luigi Degano, Consigliere CONAF, col pieno contributo dell’ordine alla raccolta firme. Lo stesso hanno fatto Giorgio Donegani, Consigliere OTAN, Pietro Ruffoni per Healthy Food, Graziano Scardino, CIA, che ha espresso piena condivisione del progetto e il sostegno ufficiale della Confederazione degli agricoltori, Antonio Crabolu per l’Ass. nazionale città dell’olio, Nadia Accetta, Donna donna APS e la giornalista Stefania Corrado. Una grandissima partecipazione di tutte le reti territoriali di riferimento, dunque.

Fonte testo e foto: servizio stampa Longaevitas

Educazione alimentare. Figli dipendenti da energy drink e merendine, l’82% delle famiglie chiede aiuto

L’82% delle famiglie chiede un piano pubblico per salvaguardare la salute dei propri figli, sempre più dipendenti da energy drinks, merendine e cibi ultra-trasformati, una vera e propria dipendenza che crea enormi pericoli per il loro sviluppo. Un grido d’allarme da parte dei genitori che vedono fallire il ricorso a divieti o altre forme di coercizione proprio mentre si levano più forti gli allarmi del mondo medico scientifico. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti/Censis presentato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione tenutosi a Roma lo scorso 29 novembre.

Il progetto Semi’insegni

Una battaglia sostenuta da sempre da Coldiretti, che è impegnata a promuovere nelle scuole il progetto Educazione alla Campagna Amica, un percorso educativo che in Veneto prende il titolo di “Semi’nsegni” che dal 2003 ad oggi coinvolge ogni anno 20mila studenti degli istituti di ogni ordine e grado. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli per valorizzare i fondamenti della Dieta Mediterranea e fermare così il consumo del cosiddetto junk food che mette a rischio la salute e fa aumentare l’obesità, come sostenuto unanimemente dalla scienza medica. Un cibo fatto in laboratorio che, entrando sempre più prepotentemente nelle abitudini alimentari quotidiane, fa inevitabilmente da apripista a quello artificiale. “Un fenomeno, quello degli ultra-trasformati, che va combattuto – sottolinea Coldiretti Veneto – aumentando le ore di educazione alimentare nelle scuole e mettendo in campo campagne di sensibilizzazione per far conoscere i pericoli associati all’assunzione sistematica e continuativa di cibi ultra-trasformati, come chiesto dai genitori italiani. Un passo decisivo sarebbe la definizione di forme di etichettatura per evidenziare che un determinato prodotto appartiene alla categoria degli ultra-trasformati”.

Cibi ultraprocessati da vietare anche nelle mense scolastiche
e nei distributori automatici, limitandone anche la pubblicità

Ma l’utilizzo di questi prodotti va anche vietato nelle mense scolastiche e nei distributori automatici diffusi negli edifici pubblici, a partire proprio dalle scuole, con precisi limiti anche alla pubblicità, seguendo l’esempio del Regno Unito che ha vietato le fasce orarie di maggiore esposizione per bambini e adolescenti. “E del fatto che i propri figli appena possono scelgono cibi ultra-trasformati se ne è reso conto quasi un genitore su due (48%). E non sembrano funzionare i divieti, una strada scelta dal 37% di famiglie – secondo Coldiretti/Censis – che hanno imposto ai bambini di non mangiare merendine, caramelle, bibite gassate e junk food di vario tipo, anche dinanzi alle sempre più chiare evidenze scientifiche sui rischi ad essi collegati”. Dinanzi al sostanziale fallimento di politiche coercitive non sorprende, dunque, che oltre otto famiglie su dieci pensino che sarebbe importante attivare una grande campagna, dalla scuola al web, rivolta ai ragazzi sul tema dell’educazione al mangiare bene. Riconoscere di aver bisogno di un aiuto esterno per il raggiungimento di tale obiettivo, è un chiaro segnale dell’importanza che attribuiscono all’insegnamento di una buona educazione alimentare, considerandolo un dovere imprescindibile.

School of cheese, prorogati a venerdì 8 febbraio i termini di partecipazione al progetto promosso da 4 Consorzi Dop del formaggio, tra cui l’Asiago, che premia la creatività degli studenti

A seguito di numerosi riscontri positivi ricevuti dagli Istituti comprensivi di Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino Alto-Adige e Sardegna coinvolti nel progetto School of Cheese, le quattro DOP di formaggi Asiago, Gorgonzola, Pecorino Sardo e Taleggio promotrici del contest, hanno deciso di estendere il termine per l’invio dell’adesione a venerdì 8 febbraio 2019.

Fruitori i bambini delle scuole elementari. Il fine del contest è portare i bambini a riconoscere le denominazioni di origine, in particolare quella dei prodotti contraddistinti dal marchio DOP, accrescere la loro cultura alimentare e diventare protagonisti di scelte salutari, imparando che il benessere può coniugarsi con gusto e piacere. Il contest, avviato lo scorso 3 dicembre, che si sarebbe dovuto chiudere lo scorso 18 gennaio, è dedicato ai bambini delle scuole elementari delle sette regioni italiane – precisamente delle classi terze, quarte e quinte. L’elaborato che i bimbi saranno invitati a creare con l’aiuto degli insegnanti – sia esso fumetto, un racconto, un servizio fotografico o un gioco, qualsiasi cosa emerga dalla loro creatività – dovrà “raccontare” le prerogative dei formaggi partner, i loro valori nutrizionali, gli abbinamenti e le sinergie possibili.

Il concorso prevede il coinvolgimento di circa 3.500 scuole (circa 500 per ogni regione citata) di cui le prime 10 classi terze, 10 quarte e 10 quinte per ogni regione che avranno inviato la propria iscrizione entro l’8 febbraio, saranno gli effettivi partecipanti. Questi riceveranno entro metà febbraio un kit ludico-didattico gratuito contenente materiale editoriale per i docenti, declinato in modo da offrire loro informazioni e approfondimenti sui prodotti e gli obiettivi della campagna, e materiale rivolto ai bambini realizzato con un linguaggio a loro comprensibile e con una grafica accattivante, con il quale gli alunni potranno mettere alla prova la loro creatività.

Le quattro DOP Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Consorzio per la tutela del Formaggio Gorgonzola, Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Sardo e Consorzio Tutela Taleggio realizzeranno inoltre un video, una modalità molto efficace pensata in particolare per i bambini, che possa completare i materiali a disposizione. Vi sarà inoltre un help desk attivo, per fornire assistenza continua agli insegnanti durante l’elaborazione delle proposte artistiche e il  sito web www.schoolofcheese.it.

Il regolamento prevede che ogni classe partecipante possa inviare un solo elaborato, a partire dal 4 marzo ed entro il 29 marzo 2019, quello che meglio illustri il significato del progetto, il valore del marchio DOP e le caratteristiche dei formaggi oggetto della proposta, concentrandosi sui loro valori nutrizionali e i possibili abbinamenti. Di questi ne verrà scelto uno, che verrà premiato durante TUTTOFOOD, evento internazionale organizzato da Fiera Milano dal 6 al 9 maggio 2019.

Fonte: Servizio stampa contest School of cheese

In Polesine, scuole e Coldiretti hanno modificato l’alimentazione del 57% delle famiglie

Scuola primaria Gronchi di Rosolina, scuola secondaria di 1° grado Manzoni di Adria, scuola secondaria di 2° grado Itgc Maddalena di Adria. Sono gli istituti vincitori di Nutrilandia 9 per l’anno scolastico 2011/12, il progetto di educazione alimentare nelle scuole, promosso dall’Ulss 19, con l’équipe operativa della dietista Monica Cibin, in collaborazione coi dieci comuni del comprensorio e Coldiretti Rovigo, che ha coinvolto le aziende Campagna amica e gli agriturismi Terranostra.

Un’azione di contraso alle abitudini alimentai sbagliate. La cerimonia di premiazione con l’esposizione dei risultati finali si terrà oggi, 12 novembre, alle 10, nella Sala Decreti della Direzione generale dell’Ulss 19, all’ “ospedale vecchio” di Adria. I percorsi educativi Nutrilandia, che ormai da nove anni si susseguono, sono un’azione di contrasto alle abitudini alimentari sbagliate che provocano sovrappeso, obesità e patologie nei polesani, grandi e piccoli. Secondo un’indagine epidemiologica del 2010 dell’Ulss 19 sui bambini di terza della scuola primaria, è emerso che il 12 per cento è obeso e il 26 per cento è in sovrappeso. Secondo un dato regionale, soltanto una madre su quattro, dei bambini in sovrappeso, pensa che il proprio figlio mangi troppo. Nutrilandia 9 ha, dunque, accompagnato i ragazzi durante l’anno scolastico con lezioni speciali di manipolazione delle verdure e preparazione di succhi di frutta naturali, promozione delle “merende sane” con l’ausilio delle aziende di Campagna amica Galassa di Gavello, per le mele e i succhi e Bassoli Cristina di Stienta, per i cereali perlati biologici farro e orzo. Infine, si sono tenuti due innovativi laboratori di cucina, coi bambini assieme ai loro genitori, all’interno del contesto rasserenante degli agriturismi Val Pilotta di Pettorazza e La salute di Adria, aziende Coldiretti che hanno fornito i loro prodotti di stagione e si sono divertite a partecipare alla preparazione di piatti super naturali, facili e graditi ai ragazzi, con l’ausilio di Paola Ziggiotto dell’alberghiero Cipriani di Adria.

I risultati sono molto incoraggianti. Dai questionari distribuiti alle famiglie dei ragazzi coinvolti, emerge che il 57 per cento dei genitori, dichiara di aver già modificato il proprio comportamento alimentare ed il 25 per cento ha deciso di cambiare anche se non sa ancora come fare. “Siamo orgogliosi di aver partecipato a Nutrilandia e di aver collaborato con l’azienda sanitaria di Adria – dichiara Mauro Giuriolo, presidente di Coldiretti Rovigo, che presenzierà alla cerimonia di premiazione – perché è un’attività che si integra perfettamente con le iniziative di Coldiretti per diffondere il più possibile la conoscenza ed il consumo dei prodotti agroalimentari del nostro territorio, genuini, stagionali, a km zero. E’ un po’ quello che facciamo da tempo coi mercati di Campagna amica, con le fattorie didattiche e con i nostri agriturismi”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

A Venezia, un “fast food della salute” che serve verdure e frutta in coppa come un gelato

Ha l’aria di una gelateria, in realtà è un “boutique” di frutta e verdura freschissime, quasi solo di stagione, che vengono servite in coppette allegre proprio come avviene con il gelato. Al posto del cucchiaino forchette e tovaglioli. Le vaschette si possono consumare sul posto, passeggiando o si possono portare via. Il negozio si chiama “Maquva”, è stato aperto da poco ed è un esempio di “Fruits & veggies boutique” che sta suscitando grande curiosità ed interesse.

Il locale si trova a Venezia, vicino a Piazzale Roma, nei pressi dei Tre Ponti, punto di grande passaggio nonché zona universitaria e rappresenta un’ottima opportunità di educazione al gusto e d’invito ai giovani a mangiare verdura e frutta. E’ anche un modo di fare una colazione rapida, genuina, leggera, salutare e dietetica, particolarmente adatta nei mesi estivi, anche se frutta e verdura fanno sempre bene! Le insalate sono servite scondite: chi le consuma sul posto si serve degli ingredienti messi a disposizione nel locale; chi invece acquista per l’asporto può chiedere che siano condite. Verdura e frutta, pronte per essere servite, sono sposte in vaschette allineate sul bancone e negli scaffali.

Amministratore di Maquva è Luciano Quaggio, alle spalle una lunga esperienza nel settore orticolo: oltre a gestire l’azienda “Quaggio”, una bella realtà a Campagna Lupia, in provincia di Venezia, è presidente del Consorzio “Freschissimi”, che associa una trentina di aziende. “Siamo soddisfatti – racconta Quaggio – il negozio è molto frequentato e piace molto sia ai veneziani che ai turisti. Abbiamo cercato di curare bene il design e l’arredo: un ambiente fresco, gioioso, moderno, intonato con i prodotti serviti. Chi entra lo trova bello e si sente a suo agio. E’ il caso di sottolineare che non è un negozio per vegetariani, ma per tutti coloro che vogliono mangiare bene, leggero e in maniera equilibrata”. Oltre a frutta e verdura, nel locale, aperto dalle 8 alle 20, sono disponibili altri prodotti della terra, tutti rigorosamente selezionati. L’esperienza è assolutamente nuova in Italia: analoghe iniziative si trovano in America e rientrano nel modello “Healthy fast food”, i fast food della salute,  dove si mangia sano e genuino

(fonte OPO Veneto)


Coldiretti, stop al cocco, in spiaggia arrivano le carote abbronzanti

Stop al cocco in spiaggia dove per la prima volta arrivano le carote abbronzanti che verranno distribuite… ombrellone per ombrellone. Il progetto è della Coldiretti e sarà inaugurato sabato 18 giugno sul lungomare di Pescara, in occasione dell’iniziativa “INNOVABIO”, con il più grande mercato di prodotti biologici dell’estate italiana promosso dalla Fondazione  Campagna Amica nel capoluogo abruzzese, con le bio-curiosità offerte dagli agricoltori provenienti dalle diverse Regioni.

In Abruzzo, turismo leva importante per la ripresa economica post-terremoto. L’appuntamento è per il fine settimana a partire da sabato 18 giugno alle ore 10,00 sul lungomare Giacomo Matteotti a Pescara in Abruzzo dove lo sviluppo dell’enogastronomia locale e del turismo rappresentano leve determinanti per la ripresa dell’economia nel dopo terremoto.  L’Abruzzo è considerato la “capitale” italiana della produzione di carote. Ai turisti e ai cittadini presenti in spiaggia a caccia della tintarella verranno offerte carote e altri ortaggi  ricchi in Vitamina A che – sottolinea la Coldiretti – favorisce la produzione nell’epidermide del pigmento melanina per donare il classico colore ambrato alla pelle.

Si tratta di una iniziativa pilota che vedrà coinvolti con l’arrivo dell’estate i mercati degli agricoltori di Campagna Amica presenti per la prima volta in molte località turistiche nazionali dove finalmente sarà possibile portare in spiaggia frutta e verdura italiana di produzione locale a chilometri zero.

(fonte Coldiretti.it)

Il bilancio del progetto “Frutta nelle Scuole” in Veneto

Veronica Bertoldo

Veronica Bertoldo, Responsabile del Programma “Frutta nelle Scuole” e dell’Ufficio associazionismo agricolo della Regione Veneto, fa un bilancio dell’iniziativa per l’anno scolastico 2010/11, che in Italia ha coinvolto più di 8.000 Istituti primari, per un totale di 1.340.000 alunni. Lo stanziamento è stato di 36 milioni di euro, di cui 21 comunitari e 15 nazionali.

I risultati. “In Veneto – dice Veronica – sono stati coinvolti più di 100.000 bambini ai quali sono state distribuite 3.200.000 porzioni di frutta. Circa 5.000 alunni hanno anche potuto visitare le fattorie didattiche accreditate dalla Regione, mentre oltre 16.000 hanno partecipato alle giornate tematiche e ben 17.000 alla realizzazione di piccoli orti in classe, superando così le aspettative associate agli obiettivi delle misure di accompagnamento del Programma”. L’Assessorato all’agricoltura ha curato un libretto, distribuito a tutti gli alunni, ai loro insegnanti e familiari, che attraverso indovinelli in rima li ha stimolati a riconoscere frutta e verdura attraverso colorate e divertenti illustrazioni, scatenando così simpatia nei confronti di questi importanti prodotti della terra…insomma, un successo agricolo in tutti i sensi!

In Europa, Italia e Portogallo primato di obesità fra i ragazzi. La distribuzione di prodotti ortofrutticoli nelle Scuole venete è stata realizzata dall’Associazione di Organizzazioni di produttori “Veneto Ortofrutta” che ha puntato ad un trinomio vincente basato su stagionalità, tipicità e rispetto dell’ambiente valorizzando così un’agricoltura salutare e locale. L’iniziativa triennale europea di distribuire frutta e verdura nelle Scuole, giunta alla conclusione della sua seconda edizione, tende a scoraggiare l’eccessivo consumo di merendine industriali piene di zuccheri e grassi per contrastare la grave incidenza nella nostra società del sovrappeso e dell’obesità infantile. Infatti l’Italia, nonostante la tradizione culinaria mediterranea, che vede frutta e verdura presenti sulle nostre tavole, ha il preoccupante primato, insieme al Portogallo, di obesità fra i ragazzi più giovani. La piaga sociale dell’obesità infantile va tenuta sotto controllo, sia per le implicazioni dirette sulla salute del bambino (ipertensione, iperinsulinismo, diabete tipo 2 e steatosi) sia perché è un importantissimo fattore predittivo di obesità nell’età adulta.

Fattore prevenzione. In Italia – secondo le ricerche del Ministero della salute – il 23,6% dei bambini risulta in sovrappeso e il 12,3% obeso, cioè più di 1 bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere nella sua età. Estendendo tali valori a tutta la popolazione di bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni, si giunge ad una stima di più di un milione di piccoli italiani in sovrappeso o obesi. Questo è l’aspetto scatenante che ha dato vita al Programma “Frutta nelle Scuole”, il cui successo dunque risulta di grandissima rilevanza strategica.

(fonte Freshplaza.it)

18 maggio 2011, allo stadio Gabrielli di Rovigo, la spedizione delle mille…focacce tricolori

focaccia polesana tricolore

La spedizione delle mille, non rosse garibaldine, ma bianche, rosse e verdi: sono le “focacce polesane tricolori” che saranno servite domani, 19 maggio, nel “kit merenda sana” della Coldiretti, alla manifestazione Giocosport del Coni Rovigo, che si svolgerà allo stadio Gabrielli di Rovigo.

La salute dei ragazzi vien mangiando…sano. Si conferma il sodalizio tra Coni provinciale e Coldiretti per promuovere la salute dei ragazzi anche attraverso il momento del ristoro nelle competizioni sportive, che diventa festa e socializzazione nella condivisione di una merenda colorata, invitante e corretta dal punto di vista nutrizionale.

Olive, stracchino e pomodori. Il “kit merenda sana” previsto per il Giocosport, è composto da acqua naturale e una porzione di “focaccia polesana tricolore”, di grammatura adatta ai bambini sportivi. Il prodotto arriverà fragrante di giornata dal forno Rubiero di Rovigo, che assieme a Lorenza Bellettato di Coldiretti, ha ideato in esclusiva per il Coni, la speciale ricetta della focaccia ispirata alla bandiera italiana, nel 150esimo dell’Unità. Il verde è rappresentato dalle olive, il bianco dal morbido formaggio stracchino, il rosso dai pomodori. La speciale focaccia aveva fatto la sua prima apparizione durante i Giochi della gioventù ad aprile, riscuotendo enorme successo per il gusto e la novità. Il momento della merenda, avverrà verso le 11.30, a conclusione della mattinata di giochi, e coinciderà con i saluti delle istituzioni ai presenti. E’ prevista la partecipazione di 22 scuole primarie di primo grado del capoluogo e dei comuni limitrofi, con le classi seconde e terze, per un totale di 956 bambini.

(fonte Coldiretti Rovigo)

Dal 23 maggio al 30 agosto 2011, concorso fotografico “Tutti pazzi per la frutta!”

“Tutti pazzi per la frutta!” è la prima edizione del concorso fotografico promosso dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e rientra nelle iniziative a sostegno della campagna di comunicazione “Frutta nelle scuole”, il programma europeo, coordinato dal Mipaaf, che promuove il consumo di frutta e verdura fin dalla scuola primaria, avvicinando i bambini e le famiglie al mondo dell’agricoltura e ai suoi valori tradizionali.

La frutta nel mirino. Con il concorso si intende dare visibilità a quelle abitudini delle famiglie che favoriscono il consumo regolare e consapevole di frutta e verdura nell’alimentazione quotidiana. A calarsi nel ruolo di reporter sono i giovanissimi che dovranno immortalare in un clic il proprio rapporto con la frutta e la verdura in casa, a scuola, con gli amici. Cogliendo l’attimo di sensazioni, impressioni, colori ed emozioni. “Tutti pazzi per la frutta!” è un modo divertente per coinvolgere, da protagonisti, nella campagna di comunicazione “Frutta nelle scuole”, anche i componenti delle famiglie, perché è qui che maturano tutte le scelte dei bambini, comprese quelle alimentari.

Partecipare al concorso è semplice: basta che qualcuno in famiglia decida di vestire i panni del fotografo pubblicitario o del fotoreporter a vada a caccia di scatti golosi, rendendo la frutta e la verdura protagoniste del clic. Sorprendere la mamma, un fratello mentre gustano una fragola o una ciliegia; o la nonna mentre prepara una fresca e gustosa macedonia con frutta di stagione o a inventarsi il frullato più pazzo del mondo; farsi un autoscatto mentre si parla con il proprio frutto preferito. Tutte le idee divertenti e originali possono diventare lo scatto vincente per questo concorso.

Il concorso è aperto a tutte le famiglie degli studenti delle scuole primarie italiane: ogni famiglia potrà proporre 3 foto sul tema della frutta e della verdura nel proprio ambito quotidiano. Tra le immagini pervenute, una Giuria composta da esponenti istituzionali, esperti di comunicazione e fotografi selezionerà 100 foto. Ai 100 nuclei familiari vincitori verrà offerto un soggiorno premio in un agriturismo. I migliori scatti verranno esposti in una mostra fotografica organizzata a Roma nel prossimo autunno. Le foto, in formato digitale, dovranno essere caricate seguendo il percorso di upload sulla pagina web http://www.tuttipazziperlafrutta.it che sarà attivo dal 23 maggio. Le foto dovranno essere caricate non oltre il 30 agosto 2011. L’elenco dei vincitori verrà pubblicato sui siti http://www.tuttipazziperlafrutta.it e http://www.fruttanellescuole.gov.it entro il 30 settembre 2011.

(fonte http://www.aiol.it)