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Scarso progresso dell’Ue sull’idrogeno: confronto con obiettivi 2030

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Fusina (VE), Centrale a idrogeno Enel

Secondo una relazione della Corte dei conti europea, l’Ue è riuscita solo in parte a porre le basi per il mercato emergente dell’idrogeno rinnovabile. Nonostante le svariate azioni positive intraprese dalla Commissione europea, permangono problemi lungo tutta la catena del valore dell’idrogeno ed è improbabile che l’Ue raggiunga gli obiettivi per il 2030 in materia di produzione e importazione di idrogeno rinnovabile. La Corte esorta a fare il punto della situazione per far sì che gli obiettivi perseguiti dall’Ue siano realistici e le scelte strategiche non compromettano la competitività di industrie fondamentali o creino nuove dipendenze.

Informazioni generali

L’idrogeno può essere prodotto in vari modi: a partire dall’acqua utilizzando energia elettrica (elettrolisi) o a partire dal gas naturale (reforming). L’idrogeno rinnovabile, ossia l’idrogeno prodotto utilizzando energia elettrica rinnovabile o biomassa, può consentire di rendere più ecologiche le industrie pesanti dell’Ue.  Il suo uso comporta però una serie di sfide, tra cui i costi di produzione e il fabbisogno di energia elettrica rinnovabile e di acqua. Nel 2022 l’idrogeno rappresentava meno del 2 % del consumo energetico europeo e la maggior parte della domanda proveniva dalle raffinerie. Stando alla relazione della Corte, la domanda che dovrebbe essere stimolata non raggiungerà nemmeno 10 milioni di tonnellate entro il 2030, né tanto meno i 20 milioni di tonnellate previsti inizialmente dalla Commissione.

Assenza di strategia

La Corte rileva che, allo stato attuale, non esiste una strategia generale dell’Ue sulle importazioni di idrogeno. L’idrogeno rinnovabile o “verde” ha significative ripercussioni sul futuro di industrie essenziali dell’Ue, dato che può aiutare la decarbonizzazione soprattutto in settori difficilmente elettrificabili, come la produzione di acciaio, nonché l’industria petrolchimica, del cemento e dei fertilizzanti. Può inoltre aiutare l’Ue a raggiungere l’obiettivo climatico di zero emissioni nette entro il 2050 e a ridurre ulteriormente la dipendenza dell’Ue dai combustibili fossili russi. “Occorre fare il punto della situazione della politica industriale dell’Ue in materia di idrogeno rinnovabile” ha dichiarato Stef Blok, responsabile dell’audit per la Corte dei conti europea. “L’Ue dovrebbe decidere una strategia per progredire sulla via della decarbonizzazione, senza alterare la situazione concorrenziale di industrie essenziali dell’Ue o creare nuove dipendenze strategiche”.

Luci e ombre

Per iniziare, la Commissione ha fissato obiettivi eccessivamente ambiziosi per la produzione e l’importazione di idrogeno rinnovabile (10 milioni di tonnellate per ciascuna entro il 2030). Questi obiettivi non erano basati su analisi approfondite, bensì il frutto di valutazioni politiche. Inoltre, il loro raggiungimento è stato compromesso da un inizio accidentato. Innanzitutto, le ambizioni divergenti degli Stati membri non erano sempre allineate con gli obiettivi dell’Ue. Poi, nel coordinare l’azione degli Stati membri e dell’industria la Commissione non ha fatto sì che tutte le parti spingessero nella stessa direzione. D’altra parte, la Corte riconosce alla Commissione il merito di aver proposto la maggior parte degli atti giuridici in breve tempo: il quadro normativo è quasi completo e ha fornito quella certezza che è indispensabile per creare un nuovo mercato. Tuttavia, c’è voluto tempo per trovare un accordo sulle norme che definiscono l’idrogeno rinnovabile e molte decisioni di investimento sono state posticipate. I promotori dei progetti hanno inoltre rinviato le decisioni di investimento perché l’offerta dipende dalla domanda e viceversa.

Creare una industria Ue dell’idrogeno richiede massicci investimenti pubblici e privati, ma la Commissione non dispone di una visione completa né del fabbisogno né dei finanziamenti pubblici disponibili. Al tempo stesso, i finanziamenti dell’Ue, che gli auditor hanno stimato a 18,8 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, sono dispersi tra più programmi: di conseguenza, per le imprese è difficile scegliere il tipo di finanziamento più adatto a uno specifico progetto. Il grosso dei finanziamenti dell’Ue è utilizzato dagli Stati membri con una quota importante di industrie difficili da decarbonizzare e che hanno progetti in fase più avanzata, ossia Germania, Spagna, Francia e Paesi Bassi. Non vi è ancora alcuna garanzia che il potenziale di produzione di idrogeno dell’Ue possa essere sfruttato appieno o che i finanziamenti pubblici consentiranno di trasportare l’idrogeno verde all’interno dell’Ue dai paesi con un buon potenziale di produzione a quelli con una elevata domanda da parte del settore industriale.

Raccomandazioni

La Corte raccomanda alla Commissione di aggiornare la strategia per l’idrogeno sulla base di una valutazione approfondita dei seguenti aspetti: come calibrare gli incentivi sul mercato per la produzione e l’uso dell’idrogeno rinnovabile; come stabilire un ordine di priorità per gli scarsi finanziamenti dell’Ue e decidere su quali parti della catena del valore focalizzarsi; considerare quali industrie l’Ue vuole mantenere e a quale prezzo, date le implicazioni geopolitiche della produzione interna all’Ue rispetto alle importazioni da paesi terzi.

Fonte: Corte dei conti europea

Energie rinnovabili offshore (in mare aperto): la Corte dei conti europea mette in evidenza il dilemma ecologico

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Premessa. Le energie rinnovabili offshore (Ero) possono essere generate dal vento (con turbine fissate al fondale e galleggianti), dagli oceani (con centrali cimoelettriche o mareomotrici) e da pannelli fotovoltaici galleggianti. Attualmente, nell’UE sono prodotte quasi esclusivamente con tecnologia eolica. Di tutti i paesi dell’Unione, la Germania conta la maggiore capacità offshore (8,1 GW a fine 2022, prevalentemente nel Mare del Nord), seguita da Paesi Bassi (3,2 GW), Danimarca e Belgio (entrambi attorno ai 2,3 GW). Nel 2020 la Commissione europea ha adottato la strategia per promuovere lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili offshore e sfruttarne appieno il potenziale. Dal 2007 sono stati erogati 2,3 miliardi di euro a favore delle tecnologie Ero dal bilancio UE. In aggiunta, la Banca europea per gli investimenti ha fornito prestiti ed effettuato investimenti azionari per 14,4 miliardi di euro.

L’espansione delle Ero racchiude in sé un “dilemma ecologico”: se da un lato queste fonti energetiche sono essenziali per la transizione verde dell’Ue, dall’altro il loro sviluppo può nuocere all’ambiente marino. Benché la strategia Ue cerchi di conciliare le Ero con la biodiversità, la Commissione europea non ne ha stimato i potenziali effetti sull’ambiente, in termini fra l’altro di spostamenti di specie e cambiamenti nella struttura delle popolazioni, disponibilità del cibo o modelli migratori. Nel complesso, gli auditor della Corte dei conti europea temono che l’espansione delle Ero in Europa possa danneggiare l’ambiente, sia sopra che sotto la superficie marina. 

È raro che le rinnovabili offshore coesistano con altri settori di attività. In particolare, i conflitti con la pesca restano per la maggior parte irrisolti e spesso, al momento di valutare i singoli progetti, le Ero vengono osteggiate. Parimenti, i paesi dell’UE che condividono le stesse acque raramente pianificano progetti in comune e perdono così l’opportunità di usare in modo più efficiente lo scarso spazio marittimo disponibile. Inoltre, le implicazioni socio-economiche dello sviluppo delle energie rinnovabili offshore non sono state studiate in modo sufficientemente approfondito.

Ritardi e obiettivi. Gli auditor osservano peraltro che il dispiegamento delle energie rinnovabili offshore in Europa potrebbe subire un rallentamento a causa dei rischi per l’approvvigionamento di materie prime critiche. Al momento, queste provengono quasi esclusivamente dalla Cina, che ha un ruolo cruciale anche nella produzione dei magneti permanenti per i generatori a turbine eoliche. La dipendenza dell’Ue può creare strozzature e gli auditor esprimono preoccupazione per la sicurezza dell’approvvigionamento nel contesto delle attuali tensioni geopolitiche. Un’altra barriera è rappresentata dalle lunghe procedure nazionali di autorizzazione. Ad esempio, la Francia è uno dei paesi che ci impiega di più ad approvare gli impianti eolici offshore (fino a 11 anni). Ciò nonostante, l’UE ha fissato obiettivi ambiziosi, volendo raggiungere i 61 GW di capacità installata entro il 2030 e i 340 GW entro il 2050 quando ora sono appena 16 GW. Sarà quindi necessaria una rapida diffusione su larga scala degli impianti Ero nei paesi dell’UE, il che richiede vasto spazio marittimo e circa 800 miliardi di euro, in gran parte provenienti da investimenti privati. Questi obiettivi potrebbero risultare difficili da raggiungere, stando agli auditor.“L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha messo in risalto l’importanza dell’indipendenza energetica dell’Ue e la soluzione a questo problema potrebbe risiedere in parte nei nostri mari”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, iresponsabile dell’audit per la Corte dei conti europea . “Ma la rivoluzione blu dell’UE non va perseguita a qualunque costo: le rinnovabili offshore non devono provocare alcun danno significativo sul piano sociale o ambientale”. 

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Al via giovedì 26 gennaio al XXIII corso on line del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova, “Paesaggio ed energia: dalla storia alle sfide del presente” la tematica affrontata quest’anno, possibilità ancora di iscriversi

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Il ruolo di primo piano assunto ormai dalle forme di energia da fonte rinnovabile cambierà i paesaggi. Quali percorsi intraprendere per non perdere i caratteri e i valori dei luoghi? Con quali strumenti favorire una progettazione di qualità e una maggiore tutela del paesaggio? Che tipo di attenzione riservare alle diverse trame relazionali del territorio: ecosistemica, storica, estetico-visuale, sociale? Come attuare un’integrazione sistemica tra energia e paesaggio e far sì che le nuove tecnologie diventino elementi stessi del paesaggio? Il XXXIII corso esaminerà alcuni aspetti di queste trasformazioni in atto, invitando a una riflessione che potrà essere utilmente approfondita andando a ritroso nella storia, a partire da quella dell’arte dei giardini e del sistema di relazioni che il giardino intrattiene con le risorse energetiche del territorio circostante.

Si darà anche conto dei primi esperimenti di utilizzo di energie alternative in alcuni tra i maggiori giardini storici italiani: Venaria Reale, Villa Adriana e Villa d’Este, la Reggia di CasertaIl corso terrà presenti due versanti di indagine. Da un lato proporrà un approfondimento delle varie fonti energetiche nella loro evoluzione storica, diversità e utilizzo, cercando di dare delle risposte su come governare le trasformazioni del paesaggio conseguenti alla realizzazione di impianti, manufatti e infrastrutture per l’utilizzo di energie rinnovabili. Una ricognizione sui servizi ecosistemici e sul paesaggio agrario in rapporto alle energie rinnovabili darà modo di approfondire dei temi che stanno assumendo sempre maggiore importanza. Dall’altro lato il corso offrirà un’esplorazione sul ruolo che devono assumere i paesaggisti nella trasformazione verso i “paesaggi energetici” e sulla sensibilità progettuale richiesta. Il confronto con alcune pratiche consentirà di fare riflessioni su progresso, criticità in atto e potenzialità del processo. Per analizzare questi fenomeni saranno presentati come di consueto diversi punti di vista, oltre agli strumenti che permettono di comprenderli e analizzarli. Riflettere sull’interpretazione di questi e altri problemi, coniugando la storia del paesaggio e del giardino con le esigenze di una contemporaneità consapevole, è il compito che si dà il XXXIII corso del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova. 

L’uso di energia ha plasmato da sempre la società: dalla preistoria al Neolitico, dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità. Non esistono processi naturali o attività antropiche senza la presenza di energia che opera in modi diversi e assume differenti connotazioni, in funzione anche del tempo. Vi è innanzi tutto l’energia che influenza in modo visibile il paesaggio, con i manufatti, gli impianti e le attività necessarie per la produzione, la trasmissione e l’utilizzo di energia. Nella lunga storia dei paesaggi umani, via via che si arriva alla modernità, i “paesaggi energetici hanno prodotto una ripercussione sull’ambiente e il paesaggio sempre maggiore: dalla scoperta del fuoco e dei successivi incendi ai grandi disboscamenti, dall’invenzione del mulino alla scoperta del carbone, dall’introduzione dell’elettricità alle dighe e ai laghi artificiali, dalle industrie alle raffinerie. Il ruolo di primo piano assunto ormai dalle forme di energia da fonte rinnovabile cambierà i paesaggi. Quali percorsi intraprendere per non perdere i caratteri e i valori dei luoghi? Con quali strumenti favorire una progettazione di qualità e una maggiore tutela del paesaggio? Che tipo di attenzione riservare alle diverse trame relazionali del territorio: ecosistemica, storica, estetico-visuale, sociale? Come attuare un’integrazione sistemica tra energia e paesaggio e far sì che le nuove tecnologie
diventino elementi stessi del paesaggio? 
Il XXXIII corso esaminerà alcuni aspetti di queste trasformazioni in atto, invitando a una riflessione che potrà essere utilmente approfondita andando a ritroso nella storia, a partire da quella dell’arte dei giardini e del sistema di relazioni che il giardino intrattiene con le risorse energetiche del territorio circostante. Si darà anche conto dei primi esperimenti di utilizzo di energie alternative in alcuni tra i maggiori giardini storici italiani: Venaria Reale, Villa Adriana e Villa d’Este, la Reggia di CasertaIl corso terrà presenti due versanti di indagine. Da un lato proporrà un approfondimento delle varie fonti energetiche nella loro evoluzione storica, diversità e utilizzo, cercando di dare delle risposte su come governare le trasformazioni del paesaggio conseguenti alla realizzazione di impianti, manufatti e infrastrutture per l’utilizzo di energie rinnovabili. Una ricognizione sui servizi ecosistemici e sul paesaggio agrario in rapporto alle energie rinnovabili darà modo di approfondire dei temi che stanno assumendo sempre maggiore importanza. Dall’altro lato il corso offrirà un’esplorazione sul ruolo che devono assumere i paesaggisti nella trasformazione verso i paesaggi energetici e sulla sensibilità progettuale richiesta. Il confronto con alcune pratiche consentirà di fare riflessioni su progresso, criticità in atto e potenzialità del processo. Per analizzare questi fenomeni saranno presentati come di consueto diversi punti di vista, oltre agli strumenti che permettono di comprenderli e analizzarli. Riflettere sull’interpretazione di questi e altri problemi, coniugando la storia del paesaggio e del giardino con le esigenze di una contemporaneità consapevole, è il compito che si dà il XXXIII corso del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova. 

Le lezioni si svolgono sulla piattaforma ZOOM dell’Università di Padova, il giovedì, ore 17.00-19.00. Contributo di
partecipazione 30 €. Info: http//www.giardinostoricounivpadova.it; email: segreteria@giardinostoricounivpadova.it.


Fonte: Gruppo Giardino Storico di Padova

Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, a Venezia il convegno “Ri-abitare l’Europa con le nuove energie”

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Sino al 30 settembre 2022 si tiene la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile con un ricco programma di eventi in tutta Europa. Tema di questa edizione è “Going green and digital for Europe’s energy transition”.”Diventiamo verdi e digital per la transizione energetica in Europa“. Europe Direct Comune di Venezia partecipa da oltre 10 anni alle manifestazioni, in linea con l’evento centrale di Bruxelles, in collaborazione con NordEstSudOvest, associazione senza scopo di lucro. In particolare, con il convegno “Ri-abitare l’Europa con le nuove energie“, che si tiene giovedì  29 settembre presso all’Ateneo Veneto di Venezia (Campo San Fantin, 1897 Venezia). Contatti: Associazione NordEstSudOvest, Via Canetti, 28 – 30175 Marghera Venezia info@nordestsudovest.org Europe Direct del Comune di Venezia, Via Spalti, 28 – 30174 Mestre Venezia, numero verde gratuito 800 496200 infoeuropa@comune.venezia.it. A questo link le iniziative in programma.

Fonte: Servizio stampa Europe Direct Comune di Venezia

Parco Agrisolare, pubblicato il bando per accedere agli incentivi della misura Pnrr, domande dal 27 settembre al 27 ottobre 2022

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È pubblicato sul sito del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’avviso recante le modalità di presentazione delle domande di accesso alla realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, a cui sono destinati 1,5 miliardi di euro nell’ambito della misura Pnrr Parco Agrisolare“.

La misura è inserita nella missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, componente “Economia circolare e agricoltura sostenibile“, ed è finalizzata a sostenere gli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori. Obiettivo finale della misura è quello di promuovere l‘installazione di pannelli fotovoltaici con una nuova capacità di generazione di 375.000 Kw da energia solare.

Le risorse sono destinate alla realizzazione di interventi nel settore della produzione agricola primaria per una quota pari a 1,2 miliardi di euro, mentre due quote di 150 milioni di euro sono destinate rispettivamente alla realizzazione di interventi nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in agricoli e alla realizzazione di interventi nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli. Un importo pari almeno al 40% delle risorse complessive è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le domande di accesso agli incentivi dovranno essere presentate attraverso il portale messo a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici  accessibile dall’Area clienti. Il caricamento delle proposte sarà possibile dalle ore 12:00 del 27 settembre fino alle ore 12.00 del 27 ottobre 2022. Le agevolazioni verranno concesse mediante una procedura a sportello sino ad esaurimento delle risorse disponibili. L’Avviso e i suoi allegati sono disponibili al seguente link. Per informazioni e richieste di chiarimento è possibile consultare la sezione dedicata del sito GSE “Servizi/Attuazione Misure PNRR/Parco Agrisolare”, in cui è anche presente un link denominato “Portale di supporto del GSE”.

Fonte: Servizio stampa Mipaaf

25-29 ottobre 2021, torna la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, gli appuntamenti nel Veneziano

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Dopo un anno sabbatico per la pandemia, lunedì torna la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”. La manifestazione è organizzata dal 2011 dall’associazione NordEestSudOvest sotto l’egida della Commissione Europea, con la partecipazione di Actv, Avm, Argav, Asterisco Informazione, Avanzi (Sostenibilità per azioni), Chorus, Città di Venezia, Comune di Mira, Confesercenti, Energintech Srl, Enterprise Europe Network, associazione “Amici dei fiumi del Veneto e dell’Europa”, Europe Direct Venezia-Veneto e Veritas.

Con questa cinque giorni di dibattiti e confronti, l’associazione vuole raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, i soggetti istituzionali, imprenditoriali e associativi e i mezzi di informazione sui temi della produzione e dell’uso intelligente dell’energia, mettendo in evidenza argomenti generali e casi concreti, coinvolgendo a questo proposito le diverse realtà interessate. Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità verso il tema della tutela dell’ambiente e la salvaguardia del nostro pianeta. La giovane attivista Greta Thunberg sta facendo scuola, mettendo sul tavolo questioni come il riscaldamento globale, la riduzione della plastica e l’inquinamento che sta avvelenando i mari e la terra. «Continuiamo la nostra azione verso una politica di energia sostenibile» spiega il vice presidente dell’associazione NordEstSudOvest Pierantonio Belcaro «e ora sono tornati d’attualità questi temi, come il cambiamento climatico e la conversione ecologica. Ad esempio, si deve pensare a come ridurre la plastica e lo smog. Sinora per le nostre iniziative abbiamo sempre scelto dei posti iconici di Mestre, come il Museo M9 o piazza Ferretto. Stavolta puntiamo sullo Spazio Chorus (www.progettochorus.it) di via Carducci 67 per rivitalizzare un’altra zona della città».

La parte “mestrina” della “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile” si snoderà in tre momenti; il primo, lunedì 25 ottobre alle 17.30, dove si parlerà de “Le politiche europee, nazionali e regionali per la sostenibilità energetica”. Interverranno il consigliere regionale Roberto Bet del gruppo Zaia Presidente, il consigliere regionale Arturo Lorenzoni del gruppo misto e la responsabile Europe Direct Venezia-Veneto del Comune di Venezia Francesco Vianello. Modererà il convegno il presidente dell’associazione NordEstSudOvest Elso Resler. Il secondo, martedì sempre alle 17.30, con il tema “L’innovazione tecnologica nella gestione dei rifiuti e la produzione di energia”. E uno degli argomenti sarà l’Ecodistretto di Fusina, un modello nazionale per il trattamento dei rifiuti solidi urbani prodotti nel territorio. Saranno presenti il Chief Sustainability Officer di Strategy Innovation (spin off dell’Università di Ca’ Foscari) Matteo Civiero, l’amministratore delegato di Energintech Lorenzo Lastella e il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini. A moderare il confronto ci sarà il tesoriere di NordEstSudOvest Alessio Molin. Il terzo mercoledì, ancora alle 17.30, con il convegno dal titolo “Ricomporre città sostenibili: Gorizia, Milano e Venezia”. Per la città del Friuli-Venezia Giulia, si parlerà di come si sta preparando a essere Capitale europea della cultura nel 2025 assieme alla vena Nova Gorica. Entrambe stanno lavorando a un’idea di riqualificazione urbanistica complessiva partendo da piazza Transalpina, sia nel versante italiano che in quello sloveno, e si ragionerà come sarà trasformata da qui ai prossimi quattro anni. 

Per Milano si discuterà degli interventi sui quartieri, mentre su Venezia saranno fatte delle riflessioni pure sulla futura torre da 70 metri in viale San Marco in Mestre. Sono stati chiamati a intervenire l’urbanista di Avanzi – Sostenibilità per azioni di Milano Claudio Calvaresi, la professoressa Laura Fregolent, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica allo Iuav di Venezia e il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna. Sarà presente per un saluto un rappresentante del progetto Chorus e modererà il pomeriggio il vice presidente di NordEstSudOvest Pierantonio Belcaro. Dopo i primi tre giorni a Mestre, la “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile” si sposterà a Venezia e poi Mira. Nella città lagunare, l’appuntamento di giovedì alle 17 sarà al Teatro dei Frari (San Polo Calle drio l’Archivio 2464/Q Venezia), con i contributi del direttore della sala stampa Sacro Convento di Assisi Padre Enzo Fortunato e del presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci. Il pomeriggio è curato da Shylock Centro Universitario teatrale di Venezia. Infine venerdì ci si sposterà all’auditorium della biblioteca comunale di Oriago di Mira (via Venezia 171/172). Dalle 20.30 si terrà un convegno su “Energia sostenibile: esperienze e progetti in Comune di Mira”. Dopo il saluto del sindaco di Mira Marco Dori, come relatori ci saranno l’assessore all’Ambiente di Mira Maurizio Barberini, Massimo Gattolin e Annamaria Pastore della Città metropolitana di Venezia, l’amministratore delegato di Energintech Lorenzo Lastella e il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro. A moderare il vice presidente di NordEstSudOvest Pierantonio Belcaro.

Fonte: Associazione NordEstSudOvest

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Sabato 24 aprile 2021, dalle 10 alle 12, webinar di Confartigianato Imprese Veneto sulle Comunita’ Energetiche dal museo del ‘900 di Mestre (VE)

Comunita energetiche

Sabato 24 aprile, dalle 10 alle 12, si svolgera’ in diretta zu ZOOM e Facebook un interessante incontro virtuale dedicato alle Comunita’ Energetiche organizzato da Confartigianto Imprese Veneto, che ha tra i propri obiettivi quello di favorire la transizione verso modi di produzione e consumo più sostenibili. In questo quadro, un compito significativo è ricoperto, per l’appunto, dalle comunità energetiche, ossia unioni di utenti – famiglie e imprese – che aderiscono volontariamente ad un contratto per concorrere a produrre, consumare e gestire energia rinnovabile attraverso uno o più impianti locali, condividendo i benefici economici e sociali che ne derivano.

Appuntamento dedicato a imprese, cittadini e decisori. Quella della produzione distribuita di energia è un’idea che accompagna Confartigianato sin dai primi anni 2000 e che oggi, grazie anche all’evoluzione tecnologica, è matura per una discussione più estesa che porti a riflettere sui cambiamenti che avvengono per effetto di applicazioni e soluzioni orientate a migliorare la qualità dei luoghi in cui viviamo oltre all’impatto e all’efficienza ambientale delle attività che svolgiamo. L’appuntamento è dedicato a imprese, cittadini e decisori ed è finalizzato a rafforzare la consapevolezza dello sviluppo urbano sostenibile, favorire la conoscenza della produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili, stimolare il confronto tra gli attori: tra questi ultimi certamente le micro e piccole imprese nel duplice ruolo di partner tecnologici e di partecipanti attivi alle stesse comunità.

Programma. 10.00 – SALUTI Siro Martin presidente Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia, Transizione energetica e polo museale M9. Fabrizio Renzi consigliere delegato M9 District 10.20 – INTRODUZIONE Dario dalla Costa presidente Nazionale Federazione Impianti Confartigianato 10.30 – RELAZIONI La sostenibilità come obiettivo, il riciclo come strategia, il territorio come laboratorio, Stefano Munarin docente Università Iuav di Venezia. Le Comunità energetiche: scenari ed esempi, Francesco Causone docente Politecnico di Milano 11.10 – TAVOLA ROTONDA Gianni Pietro Girotto presidente Commissione Industria Commercio Turismo Senato della Repubblica, Roberto Marcato assessore allo Sviluppo Economico Energia Legge Speciale per Venezia – Regione Veneto, Massimiliano De Martin, assessore Urbanistica Edilizia Privata Ambiente Comune di Venezia, modera: Martina Zambon giornalista Corriere del Veneto CONCLUSIONI  presidente Confartigianato Imprese Veneto.

Le credenziali di accesso per poter seguire l’evento su ZOOM saranno inviate direttamente a tutti coloro, che procederanno all’iscrizione tramite Eventbrite. E’ comunque possibile seguire il seminario in diretta sulla pagina Facebook di Confartigianato Veneto (https://www.facebook.com/ConfartigianatoImpreseVeneto/).

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Energia pulita. ITER e il Consorzio di Padova costituito da CNR, ENEA, INFN, Università di Padova e Acciaierie Venete SpA firmano accordo per sviluppare il sistema di riscaldamento del futuro reattore a fusione

foto di gruppo in occasione della firma dell'accordoIl Direttore Generale dell’ITER International Organization, prof. Bernard Bigot, e il Presidente del Consorzio RFX (costituito da CNR, ENEA, INFN, Università di Padova, Acciaierie Venete SpA), prof. Francesco Gnesotto, hanno firmato un accordo decennale che darà il via alla sperimentazione, a Padova, sul più potente sistema di accelerazione di fasci di particelle neutre mai realizzato. Il sistema garantirà ad ITER le condizioni di temperatura estreme, 150 milioni di gradi, necessarie ad accendere le reazioni a fusione per produrre un’energia pulita, senza emissioni di CO2, sostenibile e sicura.

SpiderTemperature mai misurate nell’Universo conosciuto. “Per dare l’idea di cosa avviene, pensiamo a un grande accendino in grado di produrre un fascio di particelle accelerate all’energia di 1 megaelettronvolt (MeV) che, incontrando le particelle del plasma, la cui energia è circa 100 volte inferiore, avviano un numero enorme di intensissime collisioni, cedendo la propria energia fino a riscaldare la materia all’interno del reattore a temperature mai misurate nell’Universo conosciuto”, spiega il project manager Vanni Toigo del CNR.

panoramica dell'area di ricerca CNR a PadovaL’accordo firmato a Cadarache, in Francia, regola le collaborazioni tra il Consorzio RFX e l’ITER International Organization per la conduzione sperimentale dei due prototipi di questo sistema: SPIDER, la sorgente di ioni più potente al mondo, in funzione da giugno dello scorso anno, e MITICA, l’iniettore completo, uguale ai due che saranno installati su ITER. Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, ha confermato a nome del Governo l’impegno finanziario del MIUR che, sommato a quello dei Soci del Consorzio, porterà, nel decennio 2020-2030, a un contributo italiano complessivo di 55 milioni di euro (M€), a fronte di un contributo internazionale a carico di ITER pari a 99 M€. In parallelo, nuovi accordi tra il Consorzio RFX e l’agenzia europea Fusion for Energy (F4E) sono in via di definizione per regolare la collaborazione nella fornitura dei componenti di MITICA, che si prevede sarà completata entro il 2023, e successivamente nella fornitura dei due iniettori che saranno installati in ITER.

Si conferma, in tal modo, la leadership italiana nel settore della ricerca sul sistema di riscaldamento del plasma attraverso iniezione di fasci di particelle, frutto di una sinergia di competenze presenti trasversalmente negli Enti di ricerca italiani, in atto da diverso tempo. Il Consorzio RFX è stato costituito nel 1996 da CNR, ENEA, Università di Padova, Acciaierie Venete SpA, per avanzare le conoscenze sulla fisica e tecnologia della fusione, concentrando circa 160 risorse di personale tra ricercatori, personale tecnico e amministrativo, e realizzando infrastrutture di ricerca. La macchina RFX per lo studio del confinamento magnetico è entrata in funzione nel 1992. L’ingresso dell’INFN nel Consorzio RFX, con le proprie competenze sull’accelerazione di particelle, è avvenuto nel 2006. Alla realizzazione di ITER, il reattore sperimentale in costruzione a Cadarache, partecipa una cordata di 7 Paesi (Unione Europea, Cina, Corea, Giappone, India, Russia e Stati Uniti), che rappresentano oltre la metà della popolazione mondiale.

Dichiarazioni. Francesco Gnesotto, presidente Consorzio RFX: “Il Consorzio RFX è orgoglioso di aver siglato questo accordo di stretta collaborazione con ITER, una delle maggiori organizzazioni di ricerca e sviluppo a livello mondiale, su un aspetto determinante per il successo del reattore sperimentale, un passo decisivo verso la realizzazione del sogno dell’energia da fusione. Per il gruppo di ricerca di Padova è una grande sfida, che ci accingiamo ad affrontare consapevoli delle difficoltà scientifiche e tecnologiche che essa comporta, ma anche fiduciosi nelle nostre competenze maturate in 50 anni di lavoro sulla fusione, competenze che, grazie all’accordo, saranno integrate con i contributi dei partner di ITER impegnati nel progetto”. “Nei prossimi dieci anni, lavoreremo soprattutto agli aspetti scientifici dell’impresa, dalla quale si attendono risultati importanti per il futuro energetico dell’umanità”, ha affermato Massimo Inguscio, presidente del CNR. “Questo accordo conferma l’eccellenza della nostra ricerca e la capacità di porsi obiettivi sfidanti in un settore, quello della fusione, dove l’Italia ha una leadership consolidata a livello scientifico e nello sviluppo di tecnologie di frontiera”, ha sottolineato il presidente dell’ENEA Federico Testa. “Nuove sfide, sempre più ambiziose: solo ponendosele, e vincendole, si può costruire un futuro migliore.” afferma Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova. “L’accordo appena firmato terrà Padova al centro dell’attenzione internazionale. Non è iperbolico dire che gli occhi del mondo guarderanno con attenzione i risultati del programma, come sempre quando si parla di scenari energetici che potrebbero coinvolgere l’intero pianeta. L’Università che ha ospitato Galileo come sempre farà la sua parte, conscia del credito a livello scientifico che vanta il Paese nel campo della fusione”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio RFX

 

 

 

Biometano, un convegno ad Albignasego (PD) sul futuro sviluppo

Il biometano ha un enorme potenziale e un ruolo strategico nella decarbonizzazione, anche se sconta un forte ritardo nell’avvio degli investimenti dovuto ad alcune incertezze normative e alla mancanza di una strategia progettuale condivisa tra i diversi attori della filiera. Per fornire agli agricoltori gli aggiornamenti sulle iniziative in atto per lo sviluppo del biometano in Italia, la sezione regionale di bioeconomia di Confagricoltura Veneto organizza un convegno dedicato al settore del biometano dal titolo “Il biometano – Strategico per la sostenibilità energetica, utile all’agricoltura italiana”, che si svolgerà giovedì 18 luglio alle 10.30 ad Albignasego, nella sede di Confagricoltura Padova.

Interventi. All’incontro interverranno Giovanni Musini, presidente della sezione regionale di bioeconomia di Confagricoltura Veneto; Donato Rotundo e Roberta Papili, dell’area sviluppo sostenibile e innovazione di Confagricoltura; Gabriele Lanfredi, presidente di Cnb, Consorzio nazionale bieticoltori. L’incontro è aperto agli agricoltori e ai titolari di impianti di biogas.

Favorire le riconversioni degli impianti esistenti. “Nei giorni scorsi Confagricoltura ha partecipato al tavolo istituzionale sul biometano agricolo per autotrazione, convocato dal ministero allo Sviluppo – spiega Giovanni Musini -. Noi abbiamo chiesto di favorire le riconversioni, anche parziali, a biometano degli impianti esistenti e, per il futuro, abbiamo sottolineato l’esigenza di favorire lo sviluppo di filiere dedicate (agricoltura, industria, trasporti, grande distribuzione) che siano in grado di assicurare al biometano quel valore aggiunto con investimenti nel settore. Occorre dare continuità a quanto previsto dalla legge di bilancio sull’incentivazione degli impianti a biogas, per garantire innanzitutto il prosieguo dello sviluppo degli impianti a biomasse e biogas di potenza fino a 300 kilowatt, mantenendo il livello di incentivazione del decreto ministeriale del 2016. In particolare il settore zootecnico potrà avere benefici non solo economici, ma anche di accettabilità sociale (emissioni odorigene sostanzialmente ridotte) e benessere animale”.

In provincia di Padova esistono attualmente 30 impianti di biogas. Con il biometano, gas ottenuto dalla purificazione del biogas, sarà possibile produrre energia green per autotrazione, dalle auto ai camion e ai trattori. “Tutti gli impianti a biogas costruiti nell’ultimo decennio, come quelli di Padova, possono trovare una via di sviluppo molto interessante perché il biometano potrà essere immesso in rete o venduto alle stazioni di servizio – spiega Musini -, valorizzando molti sottoprodotti dell’agricoltura e portando giovamento a decine di aziende cerealicole in crisi, dal Basso Padovano al Basso Veronese, dal territorio veneziano a quello rodigino. Particolarmente appetibile è il progetto “Agribio metano” delle associazioni bieticole italiane, che hanno proposto alle aziende di consociarsi in consorzi per creare nuovi impianti di biometano, ottenendo in cambio una valorizzazione maggiore della loro produzione rispetto ai prezzi di mercato. In Veneto potrebbero nascere una decina di consorzi, dando una sferzata a un settore che ha bisogno di innovarsi per sopravvivere”. Info e iscrizioni: segreteria@unioneagricoltoripd.it – Tel 049 8223511

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Il Veneto è la sesta regione italiana per produzione di energia pulita. Belluno la provincia più virtuosa.

È uscito il rapporto di Legambiente Comuni Rinnovabili 2018, che ogni anno fotografa lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei territori italiani. Per la prima volta è stato suddiviso in edizioni regionali e corredato da un report speciale che racconta e valorizza gli sforzi e le buone pratiche adottate da enti pubblici e privati per un futuro 100% rinnovabile, già realtà per trentasette Comuni.

L’Italia è uno dei Paesi più virtuosi quanto a percentuale di energia rinnovabile consumata sul totale: secondo il rapporto ISPRA sulle emissioni nazionali di gas serra, il mix energetico nazionale è composto per il 17% di produzione rinnovabile, contro una media europea del 13%. Tenendo conto che molti Paesi comprendono tra le rinnovabili anche l’energia nucleare, l’Italia che ne è priva può farsi vanto di avere uno dei sistemi energetici più efficienti al mondo.

In Veneto. Secondo quanto emerge dal rapporto di Legambiente negli ultimi anni in Veneto c’è stato un aumento della capacità installata e della produzione di energia da fonti rinnovabili del 111%, con un’impennata impressionante del fotovoltaico, che nel 2016 ha visto aumentare la produzione del 1358% rispetto al 2010, mentre eolico e bioenergie hanno registrato rispettivamente +847% e +453%. Grazie a questi investimenti, la percentuale di energia prodotta in Veneto da fonti rinnovabili si attesta al 44% del totale (6° tra le regioni italiane), trainata da idroelettrico (50%) e seguita da fotovoltaico e bioenergie (entrambi con una quota del 24,7%).

Tra le provincie venete la più virtuosa è Belluno, con una percentuale di energia rinnovabile prodotta sul totale pari al 96%, seguita da Treviso (79%), Vicenza (74%), Verona (70%), Padova (67%), Rovigo (60%) e infine Venezia (8%), ancora ben lontana dal traguardo della sostenibilità energetica. Per quanto riguarda l’apporto delle varie fonti di energia rinnovabile, si riscontra una netta preponderanza dell’idroelettrico nelle provincie che comprendono aree montuose, mentre le provincie di pianura si servono principalmente di fotovoltaico e bioenergie. Secondo il rapporto, la ripartizione dei consumi di energia elettrica in Veneto nei diversi settori vede al primo posto l’industria (49%), seguita da terziario (30%), residenziale (18%) e agricoltura (2,3%).

Dieci infine i meritori Comuni che sono, secondo il rapporto di Legambiente, 100% rinnovabili per quanto riguarda l’energia elettrica, cioè con la loro produzione possono raggiungere la piena indipendenza dai combustibili fossili per questo loro fabbisogno: Bagnolo di Po, Fossalta di Portogruaro, Camisano Vicentino, Longarone, Campiglia dei Berici, Rosà, Tezze sul Brenta, Cerea, Quero Vas e Cittadella.

Nel nostro Paese ancora l’83% dell’energia viene prodotta in modo non rinnovabile, con i combustibili fossili che la fanno ancora da padrone, anche grazie ai cospicui incentivi erogati dallo Stato. Alcune novità arrivano però dall’Unione Europea che ha adottato lo scorso 21 dicembre la nuova direttiva sulle energie rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere 32% di energia rinnovabile entro il 2030, in risposta al grido d’allarme lanciato in autunno dagli scienziati dell’IPCC sui drammatici effetti del cambiamento climatico.

Un aspetto rilevante della nuova direttiva è la possibilità per i cittadini europei di diventare prosumers (sia produttori che consumatori) e di poter vendere l’energia peer to peer, ovvero da cittadino a cittadino senza dover passare per un’impresa energetica come attualmente è d’obbligo in Italia. Questo sistema permetterebbe di produrre in loco energia pulita e di vendere l’eccesso direttamente al vicino di casa, oppure consentirebbe ai condómini di installare un impianto fotovoltaico comune sul tetto e beneficiare tutti dell’energia prodotta, soluzione ad oggi irrealizzabile a causa della rigida equazione per cui ad un impianto di produzione deve corrispondere un solo consumatore finale. Si tratta di occasioni importanti, starà anche ai singoli la capacità di accettare la sfida e prendere parte alla transizione energetica in corso.

Fonte: Newsletter Legambiente Padova – redazione Ecopolis