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3 settembre, a Legnaro (PD) si parla di risparmio energetico, di energie sostenibili alternative e delle opportunità per le PMI

1867_energie_rinnovabiliSarà dedicato al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili nonchè alle esperienze al riguardo delle aziende venete l’incontro-Tavola rotonda in programma mercoledì prossimo 3 settembre nella sede centrale di Veneto Agricoltura in Viale dell’Università 14, AgripolisLegnaro-PD, organizzato in collaborazione con Regione Veneto e una decina di Associazioni di Categoria regionali e provinciali.

Obiettivo: sviluppare modelli di gestione sostenibile delle risorse energetiche. L’evento, inizio ore 9.30, approfondirà come detto il tema delle energie rinnovabili, dell’efficienza e del risparmio energetico valutando le strategie e le opportunità migliori per supportare le PMI. L’iniziativa si inserisce tra le attività del Progetto europeo “Alterenergy – Energy Sustainability For Adriatic Small Communities”, di cui Veneto Agricoltura è partner; finalità: sviluppare modelli replicabili di gestione sostenibile delle risorse energetiche all’interno delle piccole comunità adriatiche, cioè i comuni con meno di 10.000 abitanti, con lo scopo di migliorare la loro capacità di pianificare azioni integrate che si occupano di risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili. Il tutto sarà illustrato da Loris Agostinetto, coordinatore del progetto per Veneto Agricoltura. Romano Selva di eAmbiente definirà poi opportunità e strumenti a sostegno delle PMI venete in campo energetico mentre Eva Zane, Sezione Energia della Regione del Veneto, presenterà progetti e attività in fase di realizzazione avviati dalla Regione stessa.

La seconda parte della Tavola rotonda vedrà protagoniste le Associazioni di Categoria; momento importante per far emergere esigenze e prospettive delle aziende venete ed occasione di confronto utile per individuare i criteri per selezionare le aziende idonee agli incontri “BtoB – business to business” in cui le aziende, venete, italiane e straniere, si confronteranno per valutare investimenti e scambi commerciali nel campo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico.

Fonte: Veneto Agricoltura

Energie rinnovabili e risparmio energetico, il comune di Polverara (PD) già a quota 20% di riduzione emissioni CO2, punta a raggiungere il 37%

Immagine 9Polverara, comune della bassa padovana, ha già “traguardato” la riduzione del 20% delle emissioni di CO2. Un obiettivo minimo all’interno del progetto europeo “Alterenergy, che ha come fine quello di avviare le piccole comunità dell’area adriatica verso gli obiettivi europei per il 2020, grazie a un uso più ampio di fonti di energia rinnovabile (RES) e di interventi di risparmio energetico (RUE).

Polverara è stata scelta da Veneto Agricoltura, partner di Alterenergy, attraverso un’apposita selezione, con l’obiettivo specifico di sviluppare modelli replicabili, migliorando la loro capacità di pianificare e gestire azioni integrate nel settore, attraverso un approccio partecipato e l’attuazione di progetti di intervento pilota. Il P.A.E.S. per Polverara, Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, redatto dal pool di esperti Alterenergy individuato da Veneto Agricoltura, ed ora al vaglio della nuova Giunta comunale, prevede una serie di interventi che porteranno la comunità famosa per la Gallina omonima, ad una riduzione virtuosa della CO2 di ben il 37% attraverso interventi in particolare di risparmio energetico. Il check appena concluso dal team di lavoro ha individuato che in paese sono ben 600 i kw prodotti da impianti a energia rinnovabile installati, soprattutto fotovoltaico. Altra curiosità, le emissioni prodotte dal Comune per l’illuminazione e l’energia utilizzata è ascrivibile a “zero”, in quanto esso si avvale di un contratto di fornitura energia proveniente da fonti rinnovabili.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

30 novembre-15 dicembre 2013, nel padovano c’è la tradizionale fiera mercato “Gallina di Polverara”

Fiera Mercato Gallina di PolveraraDal 30 novembre al 15 dicembre p.v., ritorna a Polverara (PD) la tradizionale fiera mercato della Gallina di Polverara, presso il centro Ricreativo e Nuovo Palazzetto dello Sport.

Programma della festa. Nel corso della manifestazione avranno luogo diversi eventi: il mercato in viale dello Sport nei giorni 1-8-15, la Mostra Gallina di Polverara e animali da cortile, l’esposizione di prodotti locali e di artigianato, la mostra di pittura e artisti locali. Ci saranno inoltre: uno spazio permanente d’intrattenimento per i bimbi, stand gastronomici nel nuovo Palazzetto dello Sport, musica e spettacoli nel centro ricreativo.

Polverara vince il bando “Alterenergy”, progetto presentato in fiera. Oltre che per la rinomata festa, la cittadina padovana è sugli scudi per essersi classificata prima nella graduatoria relativa al bando “Alternergy“, di cui Veneto Agricoltura è partner, finanziato nell’ambito del progetto quadriennale dell’Unione Europea  “Energy Sustainability for Adriatic small communities”. Il progetto europeo ha scelto Polverara come sede per le attività di dimostrazione, produzione e utilizzo di energie sostenibili e durante la Fiera uno stand presenterà le varie azioni previste.

Sostenibilità di utilizzo delle risorse energetiche. Il progetto fa parte del Programma di Cooperazione Transfrontaliero IPA Adriatico ed è finalizzato alla realizzazione di attività volte all’applicazione e alla sperimentazione di modelli sostenibili di gestione e utilizzo delle risorse energetiche. Il progetto sarà a costo zero per il comune e consentirà di acquisire conoscenze e competenze nel campo delle energie rinnovabili, comportando vantaggi ed opportunità sociali, economiche ed ambientali. Tra le attività previste, presentate per l’appunto nel corso della fiera ed in agenda nei prossimi mesi, incontri formativi con gli amministratori, le imprese ed i cittadini, per promuovere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e stili di consumo energetico maggiormente sostenibili; inoltre il comune di Polverara beneficerà dello sviluppo di un bilancio e piano energetico locale, strategico per valutare le opportunità offerte dalla programmazione regionale nel futuro periodo di programmazione 2014/2020. Polverara attraverso “Alterenergy” entrerà quindi a pieno titolo nella rete di un partenariato che vede il coinvolgimento di 17 soggetti di 8 paesi (Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia Herzegovina, Montenegro, Albania, Grecia e Italia) del bacino dell’Adriatico impegnati nella promozione di modelli di produzione e consumo energetico sostenibili.

(Fonte: Comune di Polverara/Veneto Agricoltura)

Energia pulita dal vento del mare Adriatico?

Fonti Rinnovabili 101Conviene realizzare dei parchi eolici off-shore in Adriatico per produrre energia pulita? Quali sono gli impatti socio-economici e ambientali derivanti dall’eventuale installazione di centinaia di turbine dislocate in alto mare alte decine di metri? Quanta energia “verde” si potrebbe produrre con questo sistema e a quali costi? E’ a queste domande che cerca di rispondere il progetto transfrontaliero europeo Powered (Off-shore wind energy: research, experimentation, development) che punta ad analizzare in maniera scientifica la convenienza (o meno) di poter sfruttare in futuro la forza del vento che soffia lungo tutto il mare Adriatico, da Trieste, alla Puglia, dalle isole croate all’Albania.

I soggetti coinvolti nel progetto. Su questo importante argomento, Veneto Agricoltura ha promosso a Verona, nell’ambito della manifestazione Smart Energy Expo svoltasi a inizio ottobre, un convegno utile a fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto finanziato dall’Unione Europea. Va subito chiarito che l’iniziativa non ha come obiettivo la costruzione di un parco eolico in Adriatico, bensì capire attraverso la realizzazione di uno studio scientifico se in futuro sarà conveniente realizzarlo. Le aspettative per i risultati che fornirà Powered sono tante, sia perché il bisogno di energia pulita da parte dei Paesi che si affacciano sull’Adriatico è enorme, sia perché non mancano le preoccupazioni derivanti dai possibili impatti ambientali di una “cosa” nuova quale può essere per quest’area un parco eolico off-shore. Numerosi i soggetti coinvolti nel progetto: Regione Abruzzo (leader partner), le Regioni Marche, Puglia e Molise, la Provincia di Ravenna, il Ministero dell’Ambiente, l’Università delle Marche, il Consorzio Cetma, la “Micoperi Marine Contractors srl” e Veneto Agricoltura. Per la Croazia il Comune di Komiza, per il Montenegro il Ministero dell’Economia (Dipartimento Energia), per l’Albania il Ministero dell’Economia del Commercio e dell’Energia.

Eolico in mare aperto, fenomeno esploso nei mari del nord Europa. Negli ultimi anni in Italia l’eolico “terrestre” è cresciuto notevolmente (5% dell’energia complessiva prodotta), al contrario di quello off-shore, appunto in mare aperto, che è rimasto al palo. Fenomeno, quest’ultimo, che invece è esploso soprattutto nei mari del nord Europa, dove si sta procedendo con la costruzione off-shore di 1,5 turbine al giorno. Inghilterra e Danimarca sono i Paesi che più credono nella costruzione di questi parchi eolici in mare, ma Germania, Spagna e Francia seguono a ruota. Powered rappresenta dunque uno strategico punto di partenza per valutare se anche il mare Adriatico e i suoi venti possono essere sfruttati per la produzione di energia pulita.

In corso di verifica la possibilità di installare una torre anemometrica a Caorle (VE). Il progetto, nella sua complessità, prevede anche l’installazione di una serie di torri anemometriche per verificare le potenzialità del vento in ognuna delle aree interessate e raccogliere una grande mole di dati che saranno poi convogliati in una rete pubblica, la cui fornitura, installazione, manutenzione e smantellamento a fine ciclo sarà a carico dell’Università Politecnica delle Marche, referente scientifico del progetto. I risultati finali dello studio rappresenteranno un documento indispensabile per la valutazione non solo dei costi-benefici ma anche delle interazioni fra i parchi eolici, l’ambiente marino e le attività umane ad esso connesse. Da parte sua, Veneto Agricoltura ha verificato la possibilità di installare una delle torri a Caorle (VE) all’interno della propria Azienda “ValleVecchia” (la richiesta di autorizzazione è in corso). Veneto Agricoltura sarà impegnata in particolare nell’approfondimento degli impatti delle strutture sull’ambiente marino e costiero, sulle attività economiche legate al mare Adriatico, con particolare riferimento alla pesca, e sulle opere di mitigazione/opportunità ambientali legate a queste grandi opere.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Energia, erba al posto del mais, se ne parla a Verona allo Smart Energy Expo (9-11/10/13)

Smart Energy Expo“Energy from landscapes by promoting the use of grass residues as a renewable energy re source” (Programma UE Intelligent Energy-Europe): ovvero, per produrre energia, sostituire l’utilizzo nei biodigestori di colture food come il mais – ritenuta da tutti cosa poco intelligente in un mondo che chiede cibo, con residui organici spesso destinati all’inutilizzo come l’erba. Un progetto “smart” perché mette in moto l’utilizzo di erba ed altri residui erbacei derivanti dalla gestione del territorio come risorsa per la produzione di biogas. E per questo verrà presentato mercoledì pomeriggio 9 ottobre in un apposito convegno all’interno di Smart Energy Expo, fiera dedicata alle energie alternative e sostenibili, in programma dal 9 all’11/10/2013 a Verona.

Nel progetto europeo, presente anche il Veneto. Opportunità interessanti per gli imprenditori agricoli. L’Unione Europea va alla ricerca di queste soluzioni, ed infatti il progetto coinvolge 11 partners provenienti da 9 Regioni Europee: Fiandre (Belgio), Veneto (Italia: Veneto Agricoltura e Università di Verona), Saarland (Germania), Nordjylland, Midtjlland, Syddanmark, Sjaelland e Hovedstaden (Danimarca) e la Grande Lisboa (Portogallo).  Da dove proviene la nuova “fonte di energia”? Ad esempio dalla manutenzione di aree urbane, agricole e protette spesso sottoutilizzata per un’insufficiente conoscenza e diffusione di tecnologie idonee per la falciatura, la conservazione e la digestione anaerobica di residui erbacei, l’assenza o mancanza di cooperazione tra gli operatori della filiera e alcuni ostacoli di natura giuridica. Il progetto, ed ecco il perché dell’impegno di Veneto Agricoltura, che tende ad offrire ai nostri imprenditori agricoli le più interessanti opportunità che emergono dalla ricerca, si propone di attivare catene di approvvigionamento, con evidenti vantaggi sia sul fronte della sostenibilità ambientale, che della riduzione dell’impatto della filiera del biogas sui mercati dei prodotti agricoli destinati all’alimentazione.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Sostenibilità energetica, giovedì 26 settembre negoziazione “Alterenergy” con il comune di Polverara (Pd)

Fonti Rinnovabili 101Dopo una fase di selezione, che ha visto la partecipazione di 10 comuni delle province di Padova, Rovigo e Venezia al di sotto dei 10.000 abitanti, il progetto “Alterenergy” ha individuato in Polverara, cittadina in provincia di Padova, il possibiile beneficiario delle iniziative di promozione di modelli sostenibili di utilizzo dell’energia. Il progetto, finanziato grazie al programma comunitario IPA CBC Adriatico, e attuato attraverso Veneto Agricoltura, partnerassieme ad altre realtà nazionali e comunitarie consentirà, a costo zero per l’amministrazione padovana, di acquisire conoscenze e competenze nell’ambito delle fonti energetiche rinnovabili e giovarsi delle relative opportunità sociali, economiche ed ambientali che il settore offre.

26 settembre, avvio alla “fase di negoziazione”. Attraverso “Alterenergy”, il comune padovano entrerà quindi a pieno titolo nella rete di un partenariato che vede il coinvolgimento di 17 soggetti di 8 paesi (Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia Herzegovina, Montenegro, Albania, Grecia e Italia) del bacino dell’Adriatico impegnati nella promozione di modelli di produzione e consumo energetico sostenibili. In particolare, giovedì 26 settembre 2013, alle ore 14,30 in municipio (piazza San Fidenzio 8), è previsto il primo incontro tra Veneto Agricoltura ed i rappresentanti del comune di Polverara per l’avvio della cosiddetta “fase di negoziazione” finalizzata all’accordo di collaborazione per il progetto europeo “Alterenergy”. Tra le attività previste, in agenda nei prossimi mesi, incontri formativi con gli amministratori, le imprese ed i cittadini, per promuovere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e stili di consumo energetico maggiormente sostenibili; inoltre il Comune beneficerà dello sviluppo di un bilancio e piano energetico locale, strategico per valutare le opportunità offerte dalla programmazione regionale nel futuro periodo di programmazione 2014/2020.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

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Energia, in Italia costa di più ma non per colpa delle rinnovabili

1867_energie_rinnovabiliSecondo i dati del dossier presentato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel corso del Convegno “I costi dell’energia in Italia”, organizzato in preparazione degli Stati Generali della Green Economy 2013, la “bolletta energetica”, pagata da famiglie e imprese in Italia, è del 18 per cento più alta rispetto alla media europea.

Le cause. L’allineamento dei prezzi dei prodotti energetici italiani (energia elettrica, gas e carburanti) a quelli medi europei vorrebbe dire risparmiare ogni anno 25 miliardi di euro. Le cause di questo divario vanno ricercate nel livello di tassazione più elevato, nella maggiore dipendenza dai combustibili fossili (tra le più alte in Europa) e in un mercato del gas e dell’elettricità che presenta prezzi molto più alti rispetto agli altri paesi europei. Il citato dossier si concentra molto sull’analisi comparativa dei prezzi dei prodotti energetici, arrivando a stimare una bolletta di gas, elettricità e carburanti, pagata dagli italiani nel 2012, pari ad oltre 160 miliardi di euro. Il dato, inoltre, risulta in crescita, a causa dell’ aumento dei prezzi petroliferi (+10 per cento rispetto all’ anno precedente, nonostante la contrazione dei consumi).

L’analisi evidenzia anche come le famiglie siano particolarmente penalizzate nei consumi di gas naturale, visto che pagano dal 24 al 35 per cento in più rispetto alla media europea (circa 300 euro/anno per famiglia). Le imprese, specie quelle medio-piccole, risentono maggiormente, invece, degli alti costi dell’ elettricità, dovendo fare i conti con un costo per kWh dal 30 per cento fino all’ 86 per cento più alto rispetto alla media europea. A questo si aggiunge che anche i prezzi di benzina e diesel, che rappresentano la voce principale di spesa della bolletta energetica, in Italia sono mediamente più alti rispetto al resto d’Europa.

Combustibili fossili. Come già anticipato, la prima causa dell’aumento dei prezzi energetici negli ultimi anni è l’alta dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili (coprono l’82 per cento della domanda interna). Tra il 2000 e il 2012, infatti, i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 200 per cento (triplicati), quelli del carbone del 160 per cento e del gas sul mercato europeo di circa il 300 per cento. A parità di consumi e al netto dell’inflazione la fattura pagata dall’Italia per l’import dei fossili è passata, da metà degli anni ’90 a oggi, da 20 a 65 miliardi di euro. A ciò vanno aggiunti una serie di altri costi, più o meno evidenti, come ad esempio quello legato ai sussidi e agevolazioni che in Italia vengono assicurati al settore dei combustibili fossili, ma che, a differenza di quelli per le rinnovabili, non rientrano in bolletta e non contribuiscono a formare i prezzi dell’energia, pur venendo comunque pagati dai cittadini e dalle imprese italiane, attraverso la fiscalità generale. Risulta abbastanza inspiegabile il perché questi sussidi non vengono monitorati dal Governo, nonostante siano ingenti: secondo l’Ocse si tratta di 2,1 Mld€/anno su alcuni settore chiave, che salgono, secondo il Fondo Monetario Internazionale, a 5,3 Mld€/anno includendo altre voci tra cui alcune esternalità.

Incentivi rinnovabili. Proprio le cosiddette esternalità, inoltre, rappresentano un fattore di costo importante e non sempre nella giusta evidenza: non esistono dati ufficiali sull’argomento, ma uno studio condotto in Germania stima che l’inclusione dei costi esterni, a carico principalmente di nucleare e carbone, farebbe aumentare la bolletta energetica di 40 miliardi di euro (+40 per cento di aumento di costo per una famiglia tipo). E’ ovvio che anche gli incentivi assegnati alle rinnovabili incidono sui prezzi e sui costi dell’energia in Italia. Per quanto riguarda i costi diretti, gli incentivi delle rinnovabili elettriche (che in Italia rappresentano la fetta più grande) hanno raggiunto nel 2012 i 10 miliardi di euro (il 16-17 per cento della bolletta elettrica nazionale). Tuttavia, è interessante notare che questi hanno inciso sull’aumento del prezzo del kWh degli ultimi anni per il 33 per cento, rispetto al 57 per cento causato dall’aumento dei prezzi dei fossili. Inoltre, contrariamente a quanto avviene nel settore dei combustibili fossili, sul piano dei costi e dei benefici indiretti, il saldo economico delle fonti rinnovabili è senz’ altro positivo.

Tra i benefici da ascrivere alle rinnovabili c’è, infatti, la riduzione del prezzo medio orario dell’energia elettrica (a maggio si è quasi dimezzato tra il 2006 e il 2012), la creazione di ricchezza e occupazione nazionale (su 1000 euro spesi sulle rinnovabili ne rimangono in Italia 500-900, mentre su 1000 euro investiti sulla produzione elettrica da gas ne restano sul territorio nazionale 200, il resto va alle economie straniere) e i vantaggi in termini ambientali. Sotto quest’ultimo profilo vanno conteggiate le 70Mt di Co2 risparmiata ogni anno e un minore inquinamento atmosferico.

Formula generazione distribuita e filiera corta. Il dati contenuti nel dossier, in sostanza, confermano l’importanza strategica del tema dei costi dell’energia in un Paese come L’Italia. Si tratta, infatti, di costi probabilmente destinati a crescere e ad incidere sempre di più sulla nostra economia, ma, proprio per questo, sono necessarie analisi approfondite e non limitate all’incidenza dei prezzi dei prodotti energetici. Questo approccio dovrebbe essere in grado di portare alla luce, ad esempio, i vantaggi e le esternalità positive insite nella scelta di un modello energetico nazionale realmente improntato allo sviluppo delle rinnovabili secondo la formula della generazione distribuita e della filiera corta e in grado, soprattutto, di saper sempre conciliare gli investimenti energetici con la tutela dell’ambiente e del territorio.

(Fonte: Federforeste)

18 aprile 2013, a Legnaro (Pd) selezione di un comune padovano interessato a sviluppare la gestione sostenibile delle risorse energetiche

Paesi interessati ad Alterenergy

I Paesi coinvolti nel progetto Alterenergy

Piccole comunità e gestione sostenibile delle risorse energetiche. Questo lo scopo di “Alterenergy”, programma di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico, che unisce in partenariato (fino al 2015), venti soggetti di otto Paesi dell’Area adriatica. Tra le regioni italiane il Veneto, che partecipa al progetto con Veneto Agricoltura.

A.A.A. cercasi Comune. Giovedì 18 aprile dalle ore 09.45 in Corte Benedettina a Legnaro (Pd), la presentazione di “Alterenergy” e di una selezione indetta per individuare il Comune con il quale instaurare una collaborazione nelle attività sperimentali previste dal progetto. Il comune selezionato potrà godere di una serie di possibilità a costo zero per acquisire conoscenze e competenze nell’ambito delle fonti energetiche rinnovabili e giovarsi delle relative opportunità sociali, economiche ed ambientali. Si possono candidare le Amministrazioni Comunali delle province di Padova, Rovigo e Venezia, con popolazione inferiore ai diecimila abitanti. L’avviso pubblico per la manifestazione di interesse e relativa documentazione può essere scaricata al seguente link.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Combustibili puliti per il futuro

auto elettricaI trasporti rappresentano il settore economico dell’Unione europea con il più alto consumo di petrolio e molto probabilmente in futuro ottenerlo sarà più costoso e più difficile, soprattutto da quelle parti del mondo politicamente instabili. Per questo è necessario sviluppare e promuovere alternative innovative e pulite. Fonti come l’elettricità, l’idrogeno, il gas naturale, il biogas e i biocombustibili liquidi possono contribuire non solo alla diminuzione della dipendenza europea da un solo tipo di combustibile e alla riduzione delle emissioni di CO2, ma anche offrire grandi opportunità economiche alle aziende europee. I carburanti alternativi esistono già, ma il loro potenziale è frenato dagli elevati prezzi dei veicoli, dalla mancanza di infrastrutture per la loro ricarica e rifornimento e dal basso livello di consenso da parte dei consumatori.

Stimolare investimenti privati nei combustili alternativi. Il 23 gennaio la Commissione ha presentato un pacchetto legislativo di proposte per la diffusione di combustibili “puliti” per il futuro basato su un’ampia strategia a lungo termine. L’idea è quella di fornire un quadro legislativo affidabile capace di stimolare gli investimenti privati nel nuovo settore dei combustibili alternativi in modo da avviare questi mercati e far sì che consumatori, industrie e imprese inizino a beneficiarne. Ad esempio, per le distanze medio/brevi una delle principali alternative al petrolio nel lungo termine, è rappresentata dai veicoli elettrici che grazie all’elevata efficienza energetica e zero emissioni, potrebbero modificare radicalmente l’organizzazione della mobilità, in particolare nelle aree urbane. Ma, per l’introduzione sul mercato di questi veicoli ogni stato dell’Unione avrebbe bisogno di garantire un numero minimo di punti di ricarica elettrici, di cui almeno il 10% accessibile al pubblico. A livello mondiale l’attuale quota di mercato di veicoli elettrici, a gas naturale e a idrogeno, è molto limitata ma è certamente destinata a crescere. I futuri clienti rappresentano un enorme potenziale per le imprese e per i produttori europei di auto e di attrezzature per il trasporto. Nonostante la consapevolezza dell’importanza dell’incentivo al consumo di combustibili alternativi, la domanda da parte di produttori, investitori e consumatori è ancora molto debole. Adesso più che mai è necessario creare le condizioni per la diffusione nel mercato europeo di carburanti e veicoli ecosostenibili.

Riguardo al trasporto navale, invece, il gas naturale liquefatto (GNL) rappresenta l’unico combustibile in grado di permettere alle navi di rispettare gli obiettivi fissati per la riduzione delle emissioni. Sfortunatamente però la sua diffusione si trova ancora in fase di pianificazione e gli impianti di rifornimento sono pochi, mentre dovrebbero essere resi disponibili per le navi che viaggiano nei principali mari, fiumi e canali d’Europa e per le autovetture lungo le principali autostrade. Per la nascita di un vero e proprio mercato dei combustibili alternativi, risulta necessaria la creazione di standard comuni per le infrastrutture in modo da permettere un utilizzo e un sistema di ricarica dei veicoli elettrici uniforme in tutta Europa. Questo sarebbe possibile, ad esempio, attraverso l’introduzione di metodi di pagamento uniformati nelle stazioni di rifornimento, così come la diffusione di uno stesso tipo di erogatori e prese elettriche in tutta l’UE.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Fotovoltaico: 2 miliardi di dollari per nuovi accumulatori

impianti-fotovoltaici-industriali-campo-fotovoltaicoGli accumulatori saranno la nuova frontiera degli impianti fotovoltaici. Secondo la Global Information, infatti, entro il 2018 il volume d’affari di queste installazioni, produrrà oltre due miliardi di dollari. I protagonisti di questa espansione, come rende noto http://www.life.wired.it, saranno gli accumulatori a base di piombo acido, piombo carbonio e litio, giacché consentono di stoccare energia quando la produzione supera il consumo e di rilasciarla nel caso opposto, affiancandosi alle smart grid, le reti intelligenti che permettono di scambiare energia tra più utenti.

Litio, Cina tra i più grandi produttori mondiali. “Dal punto di vista tecnologico, grandi protagoniste del torrente di denaro saranno ancora le batterie piombo-acido, uno dei sitemi più vecchi per lo stoccaggio di energia che se da una parte hanno un ciclo di vita breve dall’altro beneficiano di un prezzo molto basso e di un efficienza accettabile già da ora, senza richiedere ulteriori spese in ricerca e sviluppo. Secondo i consulenti i ricavi di questa tecnologia arriveranno a 950 milioni di dollari entro il 2018, seguiti dal litio con 235 milioni e dal fanalino di coda, il piombo-carbonio, con 135 milioni dollari. “Queste cifre, secondo uno studio degli analisti, potrebbero variare; il litio, riconosciuta come la tecnologia migliore, potrebbe insidiarsi prepotentemente, seppur il suo alto prezzo dipenda da delicati equilibri geopolitici. Uno dei più grandi produttori del metallo infatti è la Cina e per cambiarne il prezzo sarebbero sufficienti incentivi governativi alla produzione.

(Fonte: Asterisco Informazioni)