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Cresce la produzione di biogas, ora servono gli incentivi

Il Pan, Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili in Italia in attuazione della Dir. 28/2009/CE pone importanti sfide al settore del biogas, con l’obiettivo fissato al 2020 di 1.200 MWe. Nel Pan, inoltre, si evidenzia la necessità di consentire anche in Italia l’immissione del biogas/biometano nella rete del gas naturale e/o il suo utilizzo come biocarburanti e di prevedere un’apposita tariffa incentivante per tale operazione.

Il settore può esprimere un potenziale ancor maggiore. Con l’applicazione in Italia della tariffa omnicomprensiva di cui alla legge 99/2009, la produzione di biogas in ambito agricolo ha avuto in Italia una rapida crescita, analogamente a quanto già avvenuto in altri Paesi con una situazione agroindustriale simile alla nostra, come in Germania. L’Eurobserv’er 2010 stima per l’Italia una produzione di biogas nel 2009 di 443 ktep (circa 5,1 TWh), dei quali circa il 81% è ottenuto dal recupero di biogas dalle discariche per rifiuti urbani.

Incentivi per il 2013 ancora da definire. Nel marzo 2011 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo sulle fonti rinnovabili, che recepisce e attua gli obiettivi fissati dall’Europa e traduce in misure concrete le strategie delineate nel Pan.  Il decreto mantiene sino a tutto il 2012 l’attuale sistema incentivante per la filiera biogas, recependo le richieste del mondo agricolo di mantenere l’attuale tariffa omnicomprensiva per almeno un triennio. Nei prossimi mesi dovranno essere definiti i nuovi incentivi a partire dal gennaio 2013 e quello da assegnare, quanto prima, al biometano.

(fonte Centro ricerche produzioni animali)

“Biomasse: l’energia della tradizione che guarda al futuro”, incontro a Padova mercoledì 12 ottobre 2011

Il futuro delle biomasse in Italia e in Veneto sarà il tema al centro del convegno “Biomasse: l’energia della tradizione che guarda al futuro” in programma il prossimo 12 ottobre alla Camera di commercio di Padova (Centro conferenze alla Stanga, via Zanellato 21, dalle 9.15 alle 13.15).

Presentati gli indicatori di sostenibilità per le bioenergie. Studiosi dell’Università di Padova, politici, esperti internazionali, aziende e associazioni si confronteranno sul ruolo delle biomasse nello sviluppo energetico del Paese e della Regione Veneto. Si discuterà di cosa s’intende per biomasse oggi, quali sono i costi e benefici per chi le utilizza e quali sono le nuove tecnologie per il settore. Saranno presentati gli indicatori di sostenibilità concordati a livello mondiale per le bioenergie, i dati del primo Osservatorio Agroenergia in Italia, le politiche regionali venete in materia di biomasse e i casi di successo di “biomasse virtuose” con una testimonianza diretta delle aziende.

Relatori. All’incontro, organizzato dalla rivista di ambiente ed energia e-gazette, in collaborazione con Sib Siber, azienda bolognese specializzata nella produzione di energia da fonti rinnovabili, interverranno Arturo Lorenzoni dell’Università di Padova, Roberto Morandi della Regione Veneto, Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura, Michela Morese, del Segretariato Onu Global Bioenergy Partnership, Alessandro Marangoni, di Althesys, Piero Mattirolo di EnergEtica Onlus, e Marco Monari di Sib Siber. Il punto di vista delle associazioni emergerà nel dibattito moderato da Lorenza Gallotti, direttore di e-gazette, a cui parteciperanno Davide Sabbadin di Legambiente Veneto, Deborah Piovan di Confagricoltura Veneto e Giancarlo Lunardi di A.V.A. (Associazione Avicoltori Veneti).

(fonte Sib Siber)

Energie rinnovabili, nel 2020 prodotta energia come 5 centrali nucleari

”In Italia negli ultimi due anni, grazie alle energie rinnovabili sono stati prodotti 12 miliardi di kWh pari a una centrale nucleare di 1.600 megaWatt”. Lo ha detto Leonardo Setti, docente del’Universita’ di Bologna, nel convegno ”Impatti, mitigazione e adattamento: una scommessa globale sul clima, tenutosi nei giorni scorsi’ durante la manifestazione ‘ClimaticaMente’ di Trento. ”Mantenendo questo trend – ha aggiunto – nel 2020 la produzione sara’ equivalente a quella di cinque centrali nucleari”.

(Ansa)

Trentino-Alto Adige, sinergia con il Land Tirolo per la produzione energetica da fonti rinnovabili

Le Province autonome di Trento e Bolzano collaboreranno con il Land Tirolo nei settori dell’edilizia sostenibile e nella produzione energetica da fonti rinnovabili. La proposta del Governatore Lorenzo Dellai, approvata dalla giunta provinciale, prevede una serie di iniziative congiunte, coinvolgendo gli attori pubblici e privati presenti sul territorio. I tre membri dell’Euregio avranno un “marchio ombrelloper il settore green, lanceranno progetti di ricerca industriale, aperti alle impresi presenti sul territorio e che si occupano di edilizia sostenibile e dell’energia. Il Protocollo d’intesa ipotizza la costituzione di un distretto e di far diventare quindi i tre territori dell’Euroregione una delle Regioni europee a maggiore vocazione di sostenibilità.

(fonte Ansa.it)

I record delle rinnovabili: nel 2010 hanno prodotto un quinto dell’energia elettrica

Il rapporto Ren21 del Forum globale sulle rinnovabili conferma che le fonti alternative sono uscite dalla “nicchia”. Nel 2010 quasi il 20% della produzione di corrente elettrica è arrivata da fonti rinnovabili, così come il 16% dei consumi finali di energia, e la capacità di generazione di energia proveniente da fonti verdi é stata circa la metà di quella installata (complessivamente circa 30 GW).

Ottime le prestazioni del solare fotovoltaico che va oltre il raddoppio della sua produzione rispetto al 2009: in questo caso a giocare a favore di questo exploit sono stati gli incentivi di governo e la riduzione notevole dei prezzi dei pannelli. In questo settore la Germania rimane leder indiscusso considerato che da sola ha installato nel 2010 più fotovoltaico che il mondo intero nel 2009, mentre le vendite di pannelli in Giappone e Usa sono quasi raddoppiate.

In generale il trend è chiaro a livello mondiale: all’inizio del 2011, almeno 119 paesi hanno fissato qualche tipo di target sul fronte delle energie pulite e hanno lanciato politiche di sostegno alle rinnovabili a livello nazionale, più che raddoppiando i 55 paesi del 2009, mentre guardando alle aree di produzione nel rapporto è rilevato che nell’Unione europea le rinnovabili hanno contato circa il 41% della nuova capacità elettrica installata, i paesi in via di sviluppo (Cina in testa) l’anno scorso hanno superato per la prima volta i paesi industrializzati sul fronte degli investimenti nelle fonti verdi, mentre i paesi sviluppati hanno mantenuto la leadership negli investimenti in ricerca e progetti su piccola scala con Germania, Italia e Usa ai primi tre posti della classifica. La strada verso la produzione distribuita dell’energia è imboccata ed il mercato ha ancora notevoli margini di espansione a patto che gli impianti trovino condivisone sul territorio: ciò è possibile attraverso norme chiare e la partecipazione delle comunità locali.

(fonte greenreport.it)

Padova nel Veneto prima per il solare

Padova accelera la sua corsa verso il sole, confermandosi la capitale solare del Veneto, cioè con il maggior numero di impianti fotovoltaici, quelli che producono energia elettrica. Nel luglio 2009 a Padova erano installati 108 impiantisolari domestici, corrispondenti a 253 Kw di potenza, oggi a distanza di due anni gli impianti di piccola taglia sono 685 corrispondenti a Kw 2.342 di potenza: il che rende Padova di gran lunga la città più solarizzata della Regione, seguono a grande distanza Treviso con 297 e Veneziacon 290 impianti.

Gruppi di Acquisto Solare. Gran parte del merito degli eccellenti risultati di Padova va addebitato ai Gruppi di Acquisto Solare promossi dallo Sportello Energia di Legambiente e Assessorato all’Ambiente del Comune di Padova, che hanno visto l’adesione di centinaia di famiglie. La formula del gruppo d’acquisto solare si è rivelata vincente perché coinvolge i cittadini in un percorso partecipato che portaalla scelta della migliore offerta presente sul mercato dal punto di vista qualitativo ed economico. Va ricordato che grazie agli incentivi del Conto Energia il cittadino può non spendere un euro per l’installazione dell’impianto solare che gli fornirà da subito energia elettrica gratuita.

Anche per quanto riguarda il numero totale degli impianti fotovoltaici (compresi anche quelli di grandi dimensioni) Padova è la prima nel Veneto con 843. Per quanto riguarda gli impianti di medie/grandi dimensioni è importante il ruolo dell’Amministrazione comunale che sta solarizzando scuole ed altri edifici pubblici. Ad oggi sono in esercizio ed incentivati nel territorio nazionale 236.115 impianti fotovoltaici per una potenza complessiva installata di 7.663 kW. Di questi quasi 210.000 sono piccoli impianti installati per lo più in abitazioni private, i cui possessori sono diventati dei veri e propri produttori di energia e contribuisco al fabbisogno nazionale. Il Veneto è la seconda regione per numero di impianti installati con 32.173, dopo la Lombardia.Chi volesse partecipare al gruppo d’acquistodi Legambiente o solo informarsi può telefonare allo 049.85612.12 o mandare una e-mail a: sportello.energia.pd@gmail.com.

(fonte Legambiente Padova)

L’energia verde arriva anche dai Consorzi di bonifica

A poche settimane dal referendum che ha stabilito con un autentico plebiscito il no al nucleare, ci s’interroga su quali fonti utilizzare per creare energia elettrica senza incorrere nel problema dell’inquinamento. A questo riguardo, i Consorzi di bonifica stanno svolgendo un ruolo sempre più attivo nell’individuare siti per lo sfruttamento idroelettrico, raggiungendo sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni di CO2.

La sfida dei Consorzi di bonifica. Il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giuseppe Romano, nel corso del congresso internazionale sull’acqua e l’irrigazione che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi, ha affermato che: “I Consorzi di bonifica da molto tempo stanno investendo nell’idroelettrico e in impianti fotovoltaici. Credo sia una strada interessantissima per due aspetti: per l’ambiente e per la questione economica, permettendoci così di fornire più servizi e ridurre i costi per i Consorzi e i contribuenti.”

Rispetto all’eolico e al solare, “l’energia blu” ha un grado di efficienza maggiore con costi di investimento più bassi e indici di disponibilità maggiori. Contrariamente a quanto pensa l’opinione pubblica, gli impianti idroelettrici si possono realizzare anche nelle zone pianeggianti, utilizzando piccoli salti d’acqua localizzati in canali irrigui e rogge di derivazione. Pochi metri di salto conditi da una portata d’acqua di una certa dimensione, rendono economicamente vantaggiosa l’installazione di turbine Karpan, Francis o coclee meccaniche per recuperare energia. Gli impianti in Italia sono un centinaio, in Veneto una decina, con una produzione di 3073 kW/h. I progetti in cantiere per la costruzione di nuovi grandi bacini idroelettrici sono molti con un dato interessante per quanto riguarda il “mini-hydro“. Le stime in Italia parlano di 1000 MW e i Consorzi godono di una tariffa unica incentivante di 0,22 € a kW/h, in attesa della prossima riforma degli incentivi statali.

(fonte UVB)

Zaia: agricoltura motore della terza rivoluzione industriale

“Penso che sul nucleare gli italiani abbiano fatto una scelta di campo importante. Non è una scelta controcorrente né è contro la modernità. La Germania ha deciso che per il 2020 l’80 per cento della sua energia dovrà venire da fonti rinnovabili. Vi trovate in una regione, il Veneto, dove si producono 15 mila gigawattora di energia e se ne acquistano da fuori altrettanti, dove l’agricoltura consuma in tutto 617 gigawattora e soprattutto dove il 31 per cento dell’energia prodotta deriva da fonti rinnovabili: ancora una volta i veneti sono primi in questo settore”. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia, portando il saluto della Regione al Forum Internazionale dell’Energia organizzato ieri a Venezia da Coldiretti nazionale.

Una regione che crede molto nelle fonti rinnovabili. Con il referendum, ha detto ancora Zaia, “i cittadini italiani, con un atto di estrema democrazia, hanno avuto il coraggio di avocare a sé una scelta rispetto alla quale la rappresentanza che aveva delegato è venuta meno”. “L’economista Jeremy Rifkin dice che dobbiamo puntare alla terza rivoluzione industriale. E l’agricoltura ne potrà essere veramente il motore: saranno le fonti energetiche provenienti dall’agricoltura ad alimentarla: raggi solari, salti d’acqua, produzione agricola che si può portare a biomassa, biogas. E’ l’obiettivo di un agricoltore attento anche dal un punto di vista etico al conflitto tra combustibile e commestibile, al fatto che nel mondo circa 120 milioni di bambini vivono in denutrizione e ogni anno 3 milioni di persone muoiono di fame”.

No all’uso del territorio agricolo per fotovoltaico. “Ben venga questa scelta – ha ribadito Zaia – ma dobbiamo confermare che l’uso del territorio agricolo per fotovoltaico non ci sta bene: l’agricoltura deve continuare a fare il suo mestiere, non dobbiamo dar modo agli speculatori di approfittare dei terreni: utilizziamo tetti e terreni non produttivi. Questa è la democrazia energetica, quella che ritiene che i cittadini dovranno produrre autonomamente la propria energia, avvantaggiati da tecnologie sempre migliori e più produttive, magari pensando che nelle nuove concessioni edilizie si obblighi l’uso di pannelli solari di ultima generazione piuttosto che tegole”. “Questo è quello che immaginiamo – ha concluso il presidente del Veneto – in una Regione che crede molto nelle fonti rinnovabili, dove la raccolta dei rifiuti è differenziata al 56,3 per cento, dove l’ambiente è amato”.

(fonte Regione Veneto)

Fotovoltaico: lo stop del Veneto diventa questione nazionale

“Siamo tranquilli e l’eventuale intervento della Corte Costituzionale sulla vicenda del ‘pannello selvaggio’ in pianura padana non ci preoccupa” – lo afferma Coldiretti Veneto nell’apprendere che il Governo centrale potrebbe sollevare obiezioni davanti ai supremi giudici sulla moratoria che la Regione Veneto ha concesso con la legge finanziaria 2011 in tema di realizzazione di impianti da fonti rinnovabili.

L’associazione che aveva denunciato il problema già nel 2008 avviando una serie di ricorsi per tutelare la superficie agricola dall’invasione dei moduli solari, ribadisce l’opportunità della norma adottata dal Consiglio Veneto frutto di un’assenza di un piano regionale sulle bioenergie. “Questa diatriba legale – sottolinea Coldiretti – evidenzia ancora una volta come sia indispensabile disciplinare in modo organico tutta la materia anche alla luce dei recenti provvedimenti nazionali”.

(fonte Coldiretti Veneto)

 


Pacchetto clima “Energia pulita e sicura per l’Alto Adige”

il direttore di Dipartimento Flavio Ruffini e l’assessore all’ambiente Michl Laimer

Essere indipendenti e autosufficienti, avere a disposizione energia pulita e sicura, consumarla in maniera intelligente. Sono questi i punti-chiave del pacchetto per il clima presentato dall’assessore all’Ambiente della Provincia di Bolzano Michl Laimer. La Giunta provinciale si è data obiettivi ambiziosi: “Entro il 2050 – spiega Laimer – vogliamo abbattere la produzione di anidride carbonica da 5 a 1,5 tonnellate all’anno, e coprire oltre il 90% del fabbisogno con energia da fonti rinnovabili”.

Già oggi l’Alto Adige è considerata una delle regioni maggiormente all’avanguardia in tutta Europa per quanto riguarda il contenimento dei consumi energetici. Uno dei progetti più conosciuti a livello nazionale e internazionale è quello di CasaClima, ma sono anche altri i punti di forza della politica energetica della Provincia di Bolzano. E a dirlo sono i dati e le statistiche. Nella classifica di Legambiente sui comuni più virtuosi nel settore delle energie rinnovabili 14 delle prime 20 amministrazioni premiate sono altoatesine, e risultati simili sono stati raggiunti anche per quanto riguarda i pannelli solari (4 comuni fra i primi 5) e la biomassa (16 comuni fra i primi 20).

Restando in tema di cifre, l’Alto Adige può contare su 17.700 impianti a pannelli solari, con una superficie di 195mila metri quadrati (il 12% di tutta l’Italia) in grado di produrre il 15% del fabbisogno totale di acqua calda. Facendo un paragone, se in Provincia di Bolzano ci sono 386 metri quadrati di pannelli solari ogni mille abitanti, l’Italia si ferma a quota 27, e l’Unione Europea arriva a 57 metri quadrati. “Tra il 1995 e il 2008 – ha spiegato l’assessore all’ambiente Michl Laimer – siamo riusciti ad abbattere drasticamente il consumo di petrolio, si è registrato un forte aumento dell’utilizzo di gas metano e il boom della biomassa. Si tratta di un buon risultato, ma non basta: occorre fare ancora di più”.

Ed ecco che la Giunta provinciale ha varato il pacchetto clima che si pone obiettivi precisi ed ambiziosi con una scadenza temporale molto lunga. “Attualmente produciamo circa 5 tonnellate di anidride carbonica all’anno – ha sottolineato Laimer – e abbiamo il 49% di energia proveniente da fonti alternative. Nel 2050 vogliamo arrivare a 1,5 tonnellate di CO2 e a più del 90% di energia rinnovabile. La chiave di tutto sarà l’utilizzo intelligente dell’energia, che può contribuire per il 60-70% al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti. Poi ci sarà naturalmente il miglioramento dell’efficienza energetica, con l’ipotesi di un bonus cubatura nei risanamenti, il progressivo abbandono dei combustibili fossili e l‘ulteriore diffusione dell’energia rinnovabile“.

Secondo l’assessore Laimer, si tratta di una “sfida che può essere vinta, ma solo con il contributo di tutti. Occorre un’ulteriore salto di qualità dal punto di vista culturale, un maggiore impegno nella ricerca, nell’innovazione e nello sviluppo di un’economia sostenibile. Dal punto di vista tecnico sarà fondamentale riuscire a creare una rete intelligente degli impianti energetici, realizzando un forte e stabile equilibrio fra produzione e consumo, nonchè fare leva sul prezzo dell’energia e sulle politiche di sostegno sia dirette che indirette”.

(fonte Provincia di Bolzano)