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Eolico: giunta Alto Adige prepara marcia indietro

Dopo il no categorico ad impianti eolici in Alto Adige, la giunta provinciale prepara la marcia indietro. ”Oltre all’impianto al Brennero, per il quale abbiamo gia’ dato il nostro consenso, ci sarebbero altri 5-6 siti dove il vento sarebbe abbastanza forte per consentire la produzione di corrente elettrica. Prima di rendere pubblici questi siti vogliamo pero’ parlare con i comuni interessati” ha detto il governatore Luis Durnwalder.

(fonte Ansa.it)

Bionergie, per gli agricoltori deve rimanere una fonte di reddito complementare secondo il Ministro dell’Agricoltura Romano

”Quella della bioenergie può’ e deve essere una fonte di reddito complementare per gli agricoltori, ma non deve in nessun modo sostituire quella derivante dalla produzione agricola destinata all’uso alimentare: per il nostro Governo rappresenta un punto fermo. Le energie da fonti rinnovabili agricole sono una leva per la competitività”’. Per il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, la barra del timone e’ puntata su un principio di complementarietà delle agroenergie all’agricoltura, intesa in senso piu’ ampio. Cosi’ infatti afferma in un’intervista rilasciata a Veronafiere, in occasione di Bioenergy Expo, il salone dedicato alle fonti rinnovabili in agricoltura, (in corso fino a venerdi’) in partnership con Solarexpo.

La ricetta vincente per le energie verdi in agricoltura, secondo Romano, e’ dato da un mix calibrato, in cui giochi un ruolo fondamentale ”la filiera corta per soddisfare il fabbisogno energetico delle aziende, ma anche per fornire ai produttori un reddito complementare e allo stesso tempo tutelare la produzione agricola, il paesaggio e l’ambiente”. Resta da risolvere il nodo della coesistenza fra produzioni agroenergetiche e quelle destinate all’alimentazione. Un punto sul quale il ministro raccomanda di evitare ”posizioni preconcette”.

L’Italia ”deve fare i conti con una quantità’ limitata di terreno agricolo. Per questo e’ fondamentale lavorare a una adeguata pianificazione dei bacini agroenergetici, alla quale segua un attento lavoro di controllo e indirizzo. La valorizzazione agroenergetica dei sottoprodotti puo’ tradurre in reddito quelli che oggi rappresentano costi per le imprese, contribuendo anche ad innalzare la compatibilita’ ambientale delle attivita’ agricole ed agroalimentari”.

(fonte Asca.it)

6 maggio p.v., a Veronafiere c’è SolarExpo, tutte le opportunita’ per il biogas con le nuove normative, convegno de L’Informatore Agrario

Escalation di impianti di biogas in Italia, passati da 154 nel 2008 a 300 nel 2010, anno in cui ne sono stati progettati ben 100. Il decreto legislativo n. 28/2011 entrato in vigore dal 29 marzo scorso, secondo Alessandro Ragazzoni, docente presso il Dipartimento di economia e ingegneria agrarie dell’Università di Bologna, ha incentivato gli investimenti nel settore del biogas almeno fino al 31 dicembre 2012, per utilizzare con profitto nuovi sottoprodotti, come scarti ortofrutticoli e di macellazione, e per ottenere reddito anche con impianti di piccole dimensioni, con potenza di 100 kW.

“Biogas, normative e biomasse: le condizioni per far reddito”. Queste le tematiche del convegno che L’Informatore Agrario affronterà nel convegno “Biogas, come scegliere l’investimento più redditizio per la propria azienda agricola” a Solarexpo a Veronafiere il 6 maggio. Un’occasione per conoscere come rendere sostenibile economicamente l’investimento, tenendo conto delle nuove normative e delle caratteristiche tecniche dell’impianto. In primo piano il nuovo libro di Edizioni L’Informatore AgrarioBiogas, normative e biomasse: le condizioni per fare reddito”, di Alessandro Ragazzoni, la guida più aggiornata per valutare dal punto di vista economico gli impianti per il biogas, a partire dalla scelta della tipologia di biomasse e della potenza installata, con un ricco corredo di esempi, grafici e illustrazioni.

Al convegno si parlerà di…«Rispetto alla Germania, all’avanguardia con 6.000 impianti di biogas, l’Italia è ancora in ritardo – spiega Alessandro Ragazzoni – ma le nuove incentivazioni, che garantiscono la tariffa omnicomprensiva di 0,28 euro/kWh per 15 anni, aprono opportunità a partire da un concetto di sottoprodotto più semplice, prospettando un ritorno di interesse per gli scarti agroindustriali».  Moderato da Lorenzo Andreotti, giornalista de L’Informatore Agrario, settimanale specializzato in agricoltura, il convegno prevederà un intervento di Alessandro Ragazzoni per comprendere come valutare la convenienza economica degli impianti al variare della taglia di potenza e della biomassa di alimentazione. Donatella Banzato, del Dipartimento di innovazione meccanica e gestionale dell’Università di Padova, documenterà, inoltre, casi reali del modello di valutazione della convenienza all’investimento, che faranno luce sulle esperienze di maggior rilievo sviluppate nel nostro Paese. Primo piano, quindi, sugli aspetti tecnici grazie a Pierluigi Navarotto, del Dipartimento di scienze e tecnologie veterinarie per la sicurezza alimentare dell’Università di Milano, che metterà in luce le scelte costruttive che aumentano l’efficienz dell’impianto. Per concludere verrà affrontato l’aspetto normativo grazie a Sofia Mannelli di Chimica Verde-Bionet, che incentrerà il suo intervento sui contenuti e sulle aspettative generate dal nuovo decreto sulle energie rinnovabili.

(fonte Edizioni L’Informatore Agrario)

Fotovoltaico, Veneto Agricoltura investe nel solare, installati 3 impianti per un totale di 60 kW

Le energie rinnovabili si stanno sviluppando anche sulla spinta del risparmio energetico e della volontà di ridurre al minimo gli impatti ambientali. Tra queste, l’energia solare è quella che ultimamente sta avendo in Italia grande sviluppo, ed è a quest’ultima che Veneto Agricoltura si è affidata per dare energia ai suoi centri di Thiene, Montecchio Precalcino (VI) e Pian Cansiglio (TV-BL).

Si tratta di impianti fotovoltaici con potenza di picco pari a 20 KW nominali cdu. Gli impianti installati, ormai a regime, oltre a contribuire in modo importante al fabbisogno energetico dei tre centri, si son rivelati ottimi investimenti nel medio lungo periodo, grazie anche al contributo ventennale in conto energia con la cosiddetta “tariffa incentivante” (un contributo a fondo perduto, concesso in relazione alla quantità di energia prodotta durante il funzionamento dell’impianto) capace di coprire i costi dell’intero investimento in meno di dieci anni. Un impianto fotovoltaico consente di abbattere i costi dell’energia per almeno 25 anni compensando il costo iniziale. Infatti, immettendo nella rete nazionale l’energia generata in eccesso, il gestore nazionale ripagherà il produttore per l’energia fruttata, arrivando così a coprire i costi inizialmente sostenuti.

(fonte Veneto Agricoltura)

 

Fonti rinnovabili, studio di Confartigianato Veneto svela gli squilibri della tassazione sull’energia

“Se il vero obiettivo dello stop agli incentivi alle energie rinnovabili è quello di razionalizzare e risparmiare risorse pubbliche allora bisognerebbe ripensare anche gli sconti d’imposta su energia elettrica e carburanti di cui godono alcuni settori in Italia e che comportano 3.315 milioni l’anno di minor gettito nelle casse dello Stato”.

E’ l’opinione di Giuseppe Sbalchiero, Presidente della Confartigianato del Veneto che spiega: “A questo proposito, l’Ufficio studi di Confartigianato ha analizzato voce per voce le 29 agevolazioni in vigore in materia di accise su energia e carburanti. La classifica che ne emerge vede in testa il trasporto aereo con 1.614 milioni di “sconti” sulle accise dei carburanti. Segue l’agricoltura, con un’esenzione di 817 milioni di euro sulle imposte dei carburanti, mentre il settore del trasporto marittimo può contare su 492 milioni di sconti. Quarto posto per le industrie con consumi di energia superiori a 1.200.000 KWh/mese che non pagano accise sull’energia per 241 milioni l’anno”.

Le fonti rinnabili generano sviluppo economico. “Gli incentivi a fonti rinnovabili come il fotovoltaico –prosegue il Presidente- a conti fatti costano ai cittadini molto meno di altre forme di finanziamento in campo energetico ed aiutano pure l’ambiente. Nel 2010 il fotovoltaico è stato finanziato con 826 milioni, vale a dire con un quinto delle somme prelevate dalle bollette elettriche degli italiani attraverso la componente A3. Ma gli incentivi alle rinnovabili hanno fatto nascere 85.000 imprese e 150.000 posti di lavoro, a differenza di altre forme di agevolazione ben più costose, che di fatto sono meri sussidi che non generano ne’ sviluppo economico ne’ occupazione”.

Squilibri nella tassazione sull’energia. “Il dibattito sugli incentivi alle energie rinnovabili – conclude Sbalchiero – non deve far dimenticare gli squilibri esistenti nella tassazione sull’energia. Se davvero si vuol rendere equo e trasparente il mercato, è indispensabile correggere anche i meccanismi di prelievo fiscale, eliminando le distorsioni che finora hanno penalizzato le piccole aziende. Le imprese che consumano fino a 1.200.000 KWh/mese pagano per intero l’accisa sull’imposta erariale e quelli che consumano fino 200.000 kWh/mese (nella stragrande maggioranza artigiane) pagano tutta l’addizionale provinciale sull’energia che per altro ricordo essere in Veneto al massimo (11,36 euro ogni 1.000 kWh) in 5 provincie su 7. “Virtuose” solo Padova (9,3€) e Verona (10,33 €). Questi due tributi contribuiscono a far lievitare al 16,4% la pressione fiscale sul prezzo dell’energia elettrica pagato dalle Pmi”.

(fonte Asterisco Informazioni)

Fotovoltaico: Coldiretti Veneto chiede una programmazione regionale chiara

La possibilità di installare impianti fotovoltaici che producano al massimo un megawatt e non occupino più del 10% della superficie agricola aziendale è un punto di equilibrio tra l’esigenza di tutelare la produzione alimentare e quella di ridimensionare  fenomeni speculativi. Grazie al decreto legislativo sull’energia approvato dal Consiglio dei Ministri le imprese agricole dunque potranno fare la loro parte nella produzione di energia rinnovabile garantendosi anche un’integrazione al reddito.

La spinta al sostegno della diffusione della bioenergia deve inserirsi nel binario di una programmazione regionale chiara. Più volte Coldiretti ha chiesto alla Regione Veneto un piano energetico che, dopo l’entrata in vigore delle linee guida nazionali, non può essere più rinviato. “Serve una graduale rimodulazione del conto energia che tenga in considerazione i vari settori produttivi – insiste Coldiretti – E’ innegabile che l’agricoltura abbia caratteristiche diverse rispetto al settore industriale orientato più ai grandi investimenti che al rispetto del territorio”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Rinnovabili, biogas, il punto venerdì 25 marzo p.v. a Papozze (RO)

Nomi importanti per il workshop che si terrà venerdì 25 marzo p.v. alle ore 14,30 al Palasport Comune di Papozze (RO), in Via G. Falcone 7, sul tema: Il Biogas
valore aggiunto per ambiente, imprenditorialità e sviluppo.

Un argomento quanto mai interessante, soprattutto in questo periodo di difficoltà per le tensioni sui mercati internazionali dei prodotti petroliferi, legati alle crisi per la guerra in Libia e prima per i moti di liberazione in nord Africa ed  Emirati
arabi e per lo tsunami in Giappone. Ma anche per le recenti decisioni in
merito da parte del Governo.

Relatori. L’incontro, organizzato dal Comune di Papozze e Agri.capital Italia sarà moderato dal Pres. nazionale UNAGA Mimmo VITA e vedrà presenti tra gli altri l’Amministratore Agricapital Italia srl Ivano BOARETTI (“Produzione di energia da
biogas: ambiente competitivo e leve economico-finanziarie”), Giuseppe CORÀ
(Bluedge Capital Partners, “Rapporto agricoltura-energie rinnovabili”),
Giustino MEZZALIRA (Veneto Agricoltura,“Finanziare le fonti rinnovabili in
tempi difficili”), Franco BASSANINI (Presidente Cassa Depositi e Prestiti,
“Il biogas in Europa”), Otto R. EICHNORN (Managing Director Agri.capital), Angelo ZANELLATO, il Presidente Coldiretti Rovigo Valentino BOSCO e quello regionale Giorgio PIAZZA, Paolo PIZZOLATO (Amministratore Unico Veneto
Agricoltura), l’Assessore regionale  veneto all’Economia Marialuisa COPPOLA, Ermanno PICCHIONI (Italy Business development – North East-Enel Green Power),  Enzo NICOLI (Banca Antonveneta-Gruppo Montepaschi), l’On. Sergio BERLATO Membro Commissione Ambiente Parlamento Europeo, con le conclusioni dell’On. Manuela DAL LAGO, Presidente Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati. Info: segreteria@it.agri-capital.eu

(fonte Agri.Capital)

Nuovo Decreto su rinnovabili: ARGAV ne parla con Antonio Casotto, presidente di un gruppo di aziende del vicentino che operano nel settore

Ing. Antonio Casotto, presidente Ethan Spa, incontro ARGAV 9 marzo 2011

“Non è accettabile che un Decreto cambi le regole del gioco a partita iniziata, sovvertendo i più banali concetti di pianificazione industriale e programmazione dello sviluppo. Mi riferisco al recentissimo Decreto legislativo del 3 marzo sulle fonti rinnovabili di energia, il quale rivede l’attuale Conto Energia (ovvero gli incentivi alla produzione di energie rinnovabili) fissato col precedente Decreto ministeriale del 6 agosto 2010″. A dirlo, in occasione dell‘incontro formativo ARGAV avvenuto mercoledì 8 marzo scorso al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD), è l’Ing. Antonio Casotto, presidente di Ethan SpA, gruppo che riunisce aziende che operano nei settori ecologia ed energia e che ha sede nel vicentino, a Grisignano di Zocco.

Sconforto fragli operatori del settore fotovoltaico. “Che il Governo intenda far scendere il livello degli incentivi, anche alla luce della progressiva riduzione del costo degli impianti è comprensibile – ha affermato Casotto – ma ciò va fatto in maniera graduale, mentre il Decreto stabilisce che il Conto Energia venga applicato agli impianti allacciati alla rete entro il 31 maggio 2011, anticipando quindi improvvisamente il termine del 31 dicembre 2011 fissato dal Decreto precedente”.

Le conseguenze. “La prima – ha spiegato Casotto – è che d’ora in poi gli operatori non potranno più fidarsi delle normative, ma considerarle soltanto orientamenti di Governo che come tali possono cambiare da un momento all’altro in funzione di molteplici sollecitazioni, fra cui la situazione politica, per altro attualmente molto instabile. Il secondo aspetto riguarda gli operatori. Avendo pianificato i business plan degli impianti in costruzione in funzione della scadenza del 31 dicembre, si trovano ora a dover imprimere un’improvvisa accelerazione ai lavori. Ma tale accelerazione, nella maggior parte dei casi, non potrà certo essere anticipata di sette mesi, come nel caso di tutti quegli impianti la cui realizzazione è appena iniziata, ma che mai lo sarebbe stata sapendo che la scadenza sarebbe stata portata al 31 maggio. Il terzo aspetto riguarda gli impianti ormai realizzati e in attesa soltanto dell’allacciamento. Per essi è realistico pensare che l’allacciamento non potrà avvenire entro il 31 maggio anche a causa del possibile sovralavoro che l’Enel si troverà a dovere smaltire. Per gli impianti che verranno allacciati successivamente il Decreto stabilisce che gli incentivi saranno fissati da un successivo decreto da emanare entro il 30 aprile 2011. Il che significa che fino a tale data il settore resta bloccato, con la prospettiva che l’attuale situazione politica possa impedire l’emanazione del decreto, e la certezza che, se sarà emanato, ciò avverrà il 30 aprile stesso o i giorni immediatamente precedenti”.

Imprese e lavoratori a rischio. “In vista dell’emanazione di questo Decreto  – ha concluso Casotto – mi sono rivolto agli organi competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e del Lavoro) sottolineando che la Commissione europea ha adottato una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi. Sottolineavo inoltre che un simile Decreto avrebbe colpito uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi, il cui indotto è pari a 100.000 lavoratori. Riguardo questi ultimi aspetti, l’evidenza delle conseguenze del Decreto è tale che rende superfluo ogni commento”.

Fonti rinnovabili: Coldiretti Veneto chiede un piano energetico regionale

“E’ ineludibile il governo del comparto delle energie rinnovabili – lo chiede Giorgio Piazza Presidente di Coldiretti Veneto che interviene nel dibattito della diffusione selvaggia del fotovoltaico su suolo agricolo. La precisazione avviene anche in relazione della moratoria al rilascio di nuove autorizzazioni contenuta nel manovra finanziaria regionale da poco approvata.

Necessario un piano energetico regionale chiaro. “Per garantire, da un lato, la necessità di progredire nella produzione da queste fonti secondo disposizioni europee e dall’altro per salvaguardare le produzioni agricole, il paesaggio, le tradizioni locali, come peraltro stabilito dalle norme nazionali è necessario un piano energetico regionale chiaro – afferma Piazza che ricorda che su questa partita, tutti, a partire dagli enti locali, possono contribuire nella consapevolezza che le giuste iniziative vanno attuate, mentre, le pure speculazioni di qualche multinazionale che ha “fiutato” l’affare, vanno assolutamente respinte. “Non si tratta quindi di essere o meno a favore delle energie pulite – continua Piazza –  ma di assumere responsabilmente il ruolo di amministratori del bene pubblico che hanno a cuore le reali esigenze del territorio”.

“Proprio perché non sono bastati i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato a fermare la “semina” di pannelli in Pianura Padana – conclude Piazzachiediamo che il legislatore regionale intervenga per porre rimedio alla conquista di campi agricoli da parte di grandi soggetti economici che nulla hanno a che fare con l’agricoltura”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Rinnovabili: via libera al decreto, solo a giugno decisione sugli incentivi

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legislativo sulle energie rinnovabili. Lo si apprende da fonti governative che tuttavia sottolineano che un successivo provvedimento dovra’ rimodulare le soglie e gli incentivi a scalare.

Via tetto 8.000 MW. Scompare il tetto degli 8.000 Mw agli aiuti al fotovoltaico dal testo del decreto legislativo sulle rinnovabili. Ad aprile si conoscera’ il nuovo regime di incentivi, che entrera’ comunque in vigore dal prossimo giugno.

In particolare, nel decreto si terra’ conto dei seguenti principi: ”determinazione di un limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti; determinazione delle tariffe incentivanti tenuto conto della riduzione dei costi delle tecnologie e dei costi di impianto e degli incentivi applicati negli Stati membri dell’Unione europea; previsione di tariffe incentivanti e di quote differenziate sulla base della natura dell’area di sedime”.

Fotovoltaico, massimo 10% in campi agricoli. Sui terreni agricoli sara’ possibile produrre al massimo 1 MW di energia fotovoltaica e utilizzare per gli impianti di produzione non piu’ del 10% del terreno coltivabile. La soluzione era stata caldeggiata dal ministro delle politiche agricole, Giancarlo Galan.

Obbligo 50% energie “verde” in casa entro 2017. Arriva l’obbligo del 50% di energia ‘verde’ per i consumi di acqua calda sanitaria, riscaldamento e ‘raffrescamento’ per le abitazioni italiane entro il 2017.

(fonte Ansa.it)