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Lavorare in agricoltura, arriva la banca dati delle aziende agricole che assumono

agricoltura-giovaniArriva la banca dati di aziende agricole a cui potranno accedere quei giovani italiani che, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, nel 2014 vorrebbe lavorare in agricoltura, dalla vendemmia alla raccolta della frutta, perché ama la campagna o semplicemente per raggranellare un po’ di soldi, magari nella pausa scolastica.

Portale Coldiretti “Lavoro in Campagna”. La presentazione è avvenuta nel corso dell’Assemblea elettiva di Giovani Impresa Coldiretti. Il portale, in corso di autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro, favorirà l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Allo scopo è stato predisposto un sistema informatico che – sottolinea la Coldiretti – opera attraverso un apposito sito web nazionale nel quale verranno acquisite, archiviate e rese disponibili in forma pubblica tanto le richieste di manodopera delle imprese che i curricula e le disponibilità dei lavoratori. Il servizio peraltro non si limita comunque all’impresa, ma è rivolto anche al sistema della famiglia che potrà essere assistito nella ricerca di colf o badanti, al giovane che ricerchi la possibilità di effettuare uno stage aziendale, allo studente a caccia di un’occupazione durante il periodo delle vacanze estive o invernali attraverso un’offerta di lavoro occasionale accessorio (voucher) e al pensionato che voglia integrare il proprio reddito da pensione sempre tramite i buoni lavoro.

Sportelli web per il lavoro presso ogni sede provinciale Coldiretti. Lo strumento informatico sarà presto accessibile presso ogni sede e sportello territoriale della struttura Coldiretti, quindi anche quelli delle province venete, con personale qualificato che provvederà anche a rendere un vero e proprio servizio di accompagnamento ed assistenza a imprese e lavoratori, sia nel compito di caricamento e aggiornamento dei dati, sia soprattutto nella vera e propria fase di incontro tra domanda ed offerta di lavoro. È infatti previsto che tale fase di incontro tra impresa e lavoratori non sia gestita in automatico dal sistema, ma sia accompagnata e guidata dai servizi Coldiretti che provvederanno a segnalare all’impresa l’esistenza nell’archivio del sistema web di candidature compatibili con le necessità espresse provvedendo, se di interesse dell’impresa, ai necessari contatti con i candidati.

Duecentomila il numero potenziale di giovani impegnati nella prossima stagione agricola. “Si tratta di una risposta concreta alla domanda di agricoltura di un numero crescente di giovani (e non solo) che desidera fare una esperienza di lavoro in campagna”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare una occupazione lontano dalla città”. Con l’arrivo della bella stagione saranno almeno duecentomila i giovani impegnati nelle campagne ad iniziare dalla preparazione dei terreni e delle serre per gli ortaggi per continuare con la raccolta di frutta e verdura fino alla vendemmia, secondo una stima della Coldiretti.

Nel veronese, lavori nel settore ortofrutticolo e vitivinicolo. “L’estate, specie a Verona territorio ricco di ortofrutta, coincide – sottolinea Claudio Valente, presidente Coldiretti Verona – con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne per le attività di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche, fino a quella dell’uva che si concentra nel mese di settembre”. Dal primo giugno i giovani lavoratori dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi possono essere remunerati con i voucher, i buoni lavoro che comprendono già la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali. I voucher rappresentano uno strumento che offre interessanti opportunità di reddito e occupazione a categorie particolarmente deboli e risponde coerentemente alle richieste di semplificazione del lavoro nei campi che può così meglio esprimere le proprie potenzialità in un momento di crisi, senza con ciò destrutturare il mercato del lavoro agricolo.

(Fonte: Coldiretti/Coldiretti Verona)

Nuovo sportello Coldiretti Veneto a sostegno dell’imprenditoria agricola extracomunitaria

agricoltura-giovaniColdiretti Veneto in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali supportata dal Centro di ricerca e consulenza formativa Ager, presenta il nuovo sportello per favorire l’imprenditoria extracomunitaria nel settore primario.

Immigrati, dall’esperienza “in campo” a titolari d’azienda. Oggi a Mestre, nella sede dell’Associazione agricola in via Torino al civico 180, sarà presentato il progetto innovativo dal titolo “S.O.F.I.I.A” (acronimo di sostegno orientamento formazione imprenditoria per immigrati in agricoltura) che prevede il supporto tecnico, operativo e d’orientamento all’impresa per immigrati e stranieri che vogliono diventare imprenditori agricoli. Si tratta di un’iniziativa che vede il Veneto pioniere in quanto la presenza di manodopera in agricoltura supera in certi periodi dell’anno – coincidenti con la raccolta stagionale – la percentuale dell’80%. Da marzo con le fragole coltivate a Verona fino ad ottobre con la vendemmia trevigiana si contano a nord est un totale di oltre 10 mila salariati di svariate nazionalità. Per questo il personale di Coldiretti per circa sei mesi sarà a disposizione per fornire informazioni e assistenza a tutti coloro che vogliono intraprendere un’attività imprenditoriale quale naturale passaggio dell’esperienza maturata “in campo” a contatto diretto con titolari d’azienda.

I partecipanti all’incontro, che inizia alle ore 10.00. Una carriera a cui si possono affacciare i lavoratori provenienti dai Paesi dell’Est in particolare rumeni, moldavi, polacchi e albanesi, quelli dall’India, anche del Nord Africa, che rappresentano la maggior forza lavoro nel comparto. Il programma prevede l’inizio dei lavori alle ore 10.00, a seguire varie relazioni tra cui quella del dirigente Mipaf Giuseppe Sallemi, della funzionaria di Veneto Lavoro Letizia Bertazzon, del rappresentante della Fondazione Leone Moressa Enrico Di Pasquale e la testimonianza finale del direttore della Caritas di Venezia mons. Dino Pistolato.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Agricoltura a scuola, aumento record del 29% di studenti e, tra loro, della componente femminile

agriturismo_donnaAumento record del 29 per cento di studenti negli istituti professionali agricoli italiani e del 13 per cento di futuri tecnici periti agrari, enologi. Immatricolazioni in aumento anche nelle facoltà di agraria: nel Nord Italia, nei principali atenei di Lombardia, Piemonte e Veneto, l’impennata degli iscritti si registra alla Statale di Milano (71%), a Torino al corso triennale (68%) e un incremento del 14% alla storica università di Padova.

Donne, le più “secchione”. E’ quanto emerge dal primo report sul “Ritorno alla Terra” di Coldiretti presentato ieri a Milano in occasione dell’annuale assemblea macro area di Giovani Impresa a cui hanno partecipato anche 200 under 30 provenienti dal Veneto. La carriera agraria affascina molto di più le donne – segnala Coldiretti – a tutti gli effetti sono le vere secchione del comparto. Sempre più ragazze scelgono questo tipo di laurea. In Veneto: nel 2009 si sono iscritte in 160, nell’anno accademico successivo erano 193. Un balzo del 21 per cento che è diventata tendenza contro l’11 per cento dei colleghi maschi, passati da 336 a 372. Quattro anni fa in Lombardia, nelle triennali quasi uno studente su tre era femmina: oggi le donne raggiungono il 40 per cento del totale.Nelle lauree magistrali le femminucce sorpassano i ragazzi: 55 per cento a 45 per cento.

Lavorarare la terra, meglio di un posto in banca o nelle multinazionali. “Una netta inversione di tendenza rispetto al passato – commenta Coldiretti – quando la vita in campagna era considerata spesso sinonimo di arretratezza e ritardo culturale nei confronti di quella in città. Il contatto con la natura ed i suoi prodotti è diventato premiante rispetto all’impegno negli strumenti finanziari di un istituto di credito o nei prodotti fortemente pubblicizzati di una grande multinazionale. Venute meno le garanzie del posto fisso che caratterizzavano queste occupazioni sono emerse tutte le criticità di lavori che in molti considerano ripetitivi e poco gratificanti rispetto a quello dei campi”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

15 marzo 2013, a Padova, giornata di informazione e confronto “Gli insetti vanno a tavola”, scenari possibili dell’entomologia applicata all’alimentazione sostenibile e come nuova opportunità di lavoro

Incontro EsapolisFolclore, cucina, scienza, ecologia, sostenibilità e legislazione della nuova frontiera dell’alimentazione globale: tante le motivazioni per cui può interessare la giornata di informazione e confronto in programma venerdì 15 marzo 2013 dalle 15 alle 22 presso Esapolis, il grande museo del MicroMegaMondo della provincia di Padova. L’incontro è rivolto soprattutto ad addetti ai lavori, studenti e a tutti coloro che manifestano interesse per un possibile futuro alimentare.

Programma. Ore 15, Enzo Moretto, direttore Esapolis, parlerà del ruolo del museo da lui diretto nella divulgazione del mondo degli insetti anche per incentivare un utilizzo sostenibile delle risorse e la creazione di nuovi mercati e professioni. Ore 15.50, Maurizio G. Paoletti, Università di Padova, parlerà dell’utilizzo sostenibile della biodiversità, gli insetti. Ore 16.50, Valerio Giaccone, Università di Padova, parlerà di come far diventare gli insetti un “alimento” per l’uomo: aspetti igienico sanitari e di normativa. Ore 18.20, Elisabetta Torcoli, laurenda Università di Padova, parlerà dell’esperienza di allevamento di Acheta domestica (il grillo) e Galleria Mellonella (la tarma) con caratterizzazione chimica e microbiologica a scopo alimentare umano. Ore 18.50, Silvia Cappellozza, Ricercatrice CRA, parlerà di quando mangiare insetti fa bene alla salute: il baco da seta fra nutrizione e nutraceutica (neologismo sincratico da “nutrizione” e “farmaceutica”). Ore 19.20 Irene Amoruso, Università di Padova, parlerà degli spin-off universitari: come valorizzare il ponte tra la ricerca accademica e le imprese. Ore 19.40, Enzo Moretto riprenderà la parola per un’introduzione all’entomologia con la presentazione di alcune specie di artropodi utilizzati. Alle ore 20.00 c’è la Prova del cuoco, con incontro con un cuoco professionista che interagirà con il pubblico. Ore 20.45. La cena, per chi desidera fermarsi (costo a carico del partecipanti, con 20% di sconto sul listino) sarà però nella pizzeria Daniel, accanto al Museo (via dei Colli 28, con parcheggio sul retro da via Eulero, lat. di via Ciamician). Prenotazione obbligatoria: tel. 049.89.10.189 email: info@butterflyarc.it

Partner. L’iniziativa è realizzata dal Museo Esapolis in collaborazione con Università di Padova, Provincia di Padova, Centro di Ricerca Agricoltura (CRA), Unità di Apicoltura e Bachicoltura di Bologna del CRA, Associazione Universitaria Studenti Forestali, Amici della Terra Italia Onlus.

(Fonte: Museo Esapolis)

Patto con i giovani agricoltori, CIA Veneto chiede alla Regione di passare dalle parole ai fatti

Un pubblico registro, costituito dall’elenco completo dei terreni agricoli regionali da assegnare con diritto di prelazione nella vendita, o in affitto, ai giovani agricoltori. A chiederlo sono i giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori del Veneto, rivolgendo alla Regione la richiesta di predisporre al più presto l’elenco dei terreni pubblici regionali, sia per l’acquisto che per l’affitto.

Caro Manzato ti scrivo…La richiesta è stata inviata nei giorni scorsi con una lettera indirizzata all’assessore all’agricoltura Franco Manzato, nella quale i giovani imprenditori agricoli della Cia del Veneto chiedono l’applicazione, a livello regionale, dell’articolo 66 della legge 27/2012, la legge sulle liberalizzazioni convertita dal precedente decreto 1/2012 e approvata lo scorso 24 marzo, che prevede la “privatizzazioni dei terreni agricoli pubblici”. Lo stesso articolo concedeva al governo di predisporre entro 90 giorni i decreti attuativi. L’obiettivo dei giovani Agia del Veneto è quello di avere quanto prima “a portata di mano” la lista dei terreni agricoli pubblici fruibili. Una vera “Banca della terra” alla quale i giovani agricoltori possono rivolgersi per affittare o comprare un terreno.

La strada in sede ministeriale è già stata aperta: entro settembre verrà predisposto l’elenco, ma si tratta di terreni agricoli di proprietà dello Stato, che rappresentano per estensione e numero una minoranza rispetto a quelli posseduti dagli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni, Asl e altri). E nella stessa direzione la Regione Veneto ha già mosso un passo importante, con la firma del “Patto con i giovani”, siglato lo scorso 7 luglio tra i rappresentanti dei giovani agricoltori di Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, l’assessore all’agricoltura Franco Manzato e il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato durante l’ ”Agrishow” a Ca’ Tron (Tv). Nel documento l’impegno di agevolare i nuovi imprenditori nella fase di assegnazione dei pubblici terreni è stato messo nero su bianco. L’assessore Manzato ha inoltre confermato il trend positivo delle assunzioni in agricoltura, con un andamento positivo del mercato occupazionale anche nel secondo trimestre del 2012.

Dare nuove opportunità di lavoro ai giovani. “Vista l’opportunità offerta dall’agricoltura di creare posti di lavoro e la disponibilità dei giovani a investire in questo settore è opportuno che la Regione confermi il suo impegno e intraprenda un percorso analogo a quello del ministero – spiega Daniela Giarin, presidente dei giovani agricoltori Agia del Veneto – Occorre un elenco completo dei beni a disposizione, compresa la più ampia informazione sui beni demaniali regionali e territoriali che non sono compresi nell’elenco nazionale”.

(Fonte: CIA Veneto)

Giovani agricoltori: Italia fanalino di coda tra i paesi Ue, ma in Veneto la situazione migliora

Un rapporto recentemente pubblicato dalla Commissione Europea indica che secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, se in generale il numero degli imprenditori agricoli rispetto al 2000 è calato del 15,3%, quello dei giovani imprenditori agricoli ha subito un vero e proprio collasso, calando ben del 47,6%. E se la media di giovani conduttori under 35 è del 6,1%, c’è al momento una forbice fra Paesi, che vede la Polonia (12,3%), la Repubblica Ceca (9,8%) l’Austria (9,7%) e la Finlandia (9,1%) presentare percentuali più alte della media, mentre in coda troviamo proprio l’Italia (2,9%), la Gran Bretagna (2,6%), Cipro (2,5%) e Portogallo (1,9%).

Aziende giovani, identikit. Una lettura più attenta dei dati consente di tracciare con maggior precisione l’identikit delle aziende giovani: partendo dalla superficie i giovani europei detengono l’8,6% della superficie coltivata. Le aziende piccole, (sotto i 2 ettari) sono detenute per il 62% da agricoltori sopra i 55 anni, mentre per le superfici sopra i 10 ettari, la percentuale dei giovani conduttori è costantemente intorno al 10% (più alta quindi rispetto alla media generale del 6,1% circa). Questo porta a una situazione che vede, in una Europa a 27 con 13,7 milioni di agricoltori e una superficie media aziendale di 13 ettari, i giovani a poter contare su una superficie media coltivata superiore in media del 37%, su un reddito lordo standard superiore in media del 40%, ed occupare mediamente il 26% in più di lavoro. La Francia ed il Belgio sono i Paesi che investono una maggior quota di risorse sul complesso della spesa per incentivare l’ingresso nel settore agricolo dei giovani. In Italia, nell’attuale programmazione i Piani di sviluppo rurale hanno destinato alla misura per il primo insediamento 700 milioni di euro, circa 100 milioni l’anno pari al 4,3% del totale (+1 punto percentuale in più rispetto media UE).

A proposito del Veneto. “Troppi giovani scappano dall’Italia per trovare occupazione all’estero. Non se ne vanno solo le braccia, ma le teste che hanno studiato e che qui non trovano occasioni sufficienti di reddito. In agricoltura il Veneto fa eccezione e i dati camerali registrano più di 2.400 nuovi imprenditori agricoli dai 18 ai 30 anni al secondo trimestre 2012”. Questo il commento dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato dinnanzi ai dati in aumento dell’occupazione giovanile in agricoltura. “Il valore dell’agricoltura in Veneto ha segnato un aumento dell’11% nel 2011 rispetto all’anno precedente – ha sottolineato Manzato – e questo grazie ad una congiuntura favorevole ma anche alla concretezza dell’economia rurale e per merito della spinta innovativa e della volontà imprenditoriale che arriva dai giovani. Quello che stiamo constatando – ha concluso – è che l’agricoltura regionale è capace di offrire un modo alternativo e gratificante per sviluppare qualcosa di nuovo, per competere sui mercati nazionali e internazionali proponendo una passione per la terra che si trasforma in innovazione nella tradizione e in reddito. Lo dimostrano i tanti giovani che hanno scelto di diventare imprenditori nel primario, pur provenendo da settori o studi del tutto estranei all’allevamento e all’agronomia”.

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà/Regione Veneto)

Lavoro, vouchers per studenti e pensionati, no per cassaintegrati e disoccupati

Dal primo di giugno sino alla fine di settembre 2012 gli studenti dai 16 ai 25 anni, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi, potranno lavorare in campagna grazie ai voucher e assieme ai pensionati. L’ok del Senato alla riforma del lavoro del Ministro Fornero se da un lato “salva” i giovani e gli anziani, dall’altro spazza via una opportunità di lavoro, nelle grandi imprese agricole, per cassaintegrati, disoccupati, inoccupati, casalinghe e lavoratori part time.

Nel 2011, impiegati 1 milione di vouchers. Una discriminazione inspiegabile per Coldiretti Veneto che ricorda il successo dei vouchers, passati inizialmente da qualche decina di migliaia al milione del 2011 facendo del nord est il capofila di uno strumento usato con consapevolezza da parte delle aziende per garantire trasparenza, sicurezza e legalità. Dopo la manifestazione dell’Organizzazione agricola è sparito dalla norma il limite di poter utilizzare il voucher per le sole imprese agricole che non superano i 7mila euro di fatturato mentre il valore del voucher sarà stabilito per decreto sentite la parti sociali dopo l’approvazione della legge. Va peraltro sottolineato – conclude la Coldiretti – che i voucher acquistati fino all’entrata in vigore della nuova legge sono anch’essi validi fino al 31 maggio 2013.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

22 maggio 2012, tutti in piazza per protestare contro la legge taglia voucher, strumento importante per il settore agricolo

Coldiretti Verona scende in piazza martedì 22 maggio con gli agricoltori, i tanti studenti, le casalinghe e i pensionati che occasionalmente sono impegnati nella raccolta di frutta e ortaggi o nella vendemmia grazie ai voucher che rischiano di essere di fatto aboliti con la riforma del lavoro.

L’appuntamento è per le ore 9,30 davanti al Senato in piazza delle Cinque Lune dove saranno spiegate le ragioni della protesta nei confronti di una disattenzione che priva il settore agricolo di un importante strumento che concilia le esigenze di semplificazione delle imprese con la possibilità di garantire un sostegno alle classi sociali che più sentono la crisi. “In questi anni – evidenzia Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – i voucher hanno contribuito alla trasparenza nel mercato del lavoro, nel rispetto delle caratteristiche e specifiche esigenze delle imprese agricole. Nella nostra provincia abbiamo utilizzato questo sistema rivelatosi utile e funzionale come dimostrano le cifre. I voucher non hanno sostituito altre forme contrattuali che, dopo l’entrata in funzione dei buoni, non sono mutate nel numero. Al contrario i voucher sono serviti a far emergere del lavoro nero, ma soprattutto hanno dato delle opportunità a imprese e lavoratori specie pensionati e studenti. Sarebbe una grave scorrettezza istituzionale procedere a modifiche specifiche della normativa lavoristica del settore essendo le rappresentanze delle imprese agricole le uniche ad essere state escluse dal tavolo di confronto durante l’iter di definizione del disegno di legge sulla riforma sul lavoro”.

I voucher nel veronese. I voucher utilizzati dalle aziende agricole iscritte a Coldiretti Verona sono stati nel 2010 53.000 e nel 2011 quasi 60.000 per un giro di affari di 600.00 euro (ogni tagliando vale 10 euro di cui, per un´ora di lavoro, 7,5 euro vanno al lavoratore e il resto in contribuzione Inps, Inail e costi). Nel 2011 le aziende committenti dei voucher sono state 745 e i lavoratori interessati sono stati circa 5.000. Di questi l’85% è rappresentato dai pensionati e il restante 15% per la maggior parte da studenti, a seguire casalinghe, cassaintegrati e disoccupati. L’utilizzo prevalente dei lavoratori “voucheristi” è nella vendemmia, ma sono utilizzati anche nella raccolta delle pesche, dei kiwi, delle mele. Le zone di maggior utilizzo sono Verona, Soave, Negrar, Caprino. “I voucher hanno contribuito alla trasparenza nel lavoro dei tanti studenti e pensionati con la minima in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta, cosa che la nuova norma cosi scritta non permetterà più – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – ora questa gente, stabilmente impegnata in altre attività, non lavorerà più e se lo farà lo dovrà fare in nero perché non esiste altra forma ragionevole per intercettare questa reciproca disponibilità di studenti, casalinghe, pensionati ed imprese. Per molti giovani, inoltre, lavorare nei campi ha significato prendere contatto con il mondo del lavoro e sostenere i propri studi in un momento di difficoltà economica.

Il Veneto la regione italiana dove si usano più voucher. La Coldiretti stima che circa 200mila giovani hanno trascorso la scorsa estate nei campi dove a far crescere la loro presenza è stata anche la possibilità di utilizzare i voucher (dal primo giugno per i ragazzi dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi)”. Il Veneto è la regione italiana dove si usano più voucher e Verona nel 2011 è la provincia che ne ha fatto maggior ricorso. Dal 2008 a oggi degli oltre 3,345 milioni di tagliandi usati in Regione, sui quasi 24 milioni in Italia, 879 mila sono stati acquistati a Treviso e 875.088 a Verona. Inizialmente previsti per studenti e pensionati, i voucher nel 2009 sono stati estesi anche alle casalinghe e successivamente, nel 2010, ai percettori di ammortizzatori sociali, lavoratori part- time, disoccupati e inoccupati con una iniziativa di tipo temporaneo, peraltro tuttora in vigore, concepita per far fronte all’emergenza lavoro in periodo di crisi. L’ampliamento delle categorie ammesse, ma soprattutto la forte domanda da parte delle aziende, hanno proiettato i voucher in un trend di crescita esponenziale.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Agricoltura under 30, nuove professioni crescono

Giovani e agricoltura: non soltanto lavoro, ma nuove professionalità altamente specializzate.  Il settore primario sfida la disoccupazione giovanile (in Italia sfiora il 26%, ultimo dato Istat) e gli under 30 tornano alla campagna.

Tra le nuove professioni, il coordinatore per la riabilitazione equestre. Ma se c’è stato un tempo in cui la terra  chiedeva braccia, oggi domanda specializzazione, competenza, preparazione e apre le porte a nuove professioni, in arrivo da altri campi. Anche dalla medicina. Fioriscono e crescono in agricoltura nuove professionalità dell’area socio-sanitaria, educativa e riabilitativa che allargano i confini dell’agricoltura sociale.Tra i nuovi mestieri del comparto sanitario spunta anche quello del “coordinatore per la riabilitazione equestre”, un professionista con conoscenze di psicologia, fisioterapia, neuropsichiatria,  che  semplicemente utilizzando il contatto con il cavallo aiuta migliorare la qualità della vita di bambini e adulti con disabilità motorie, psichiche e sensoriale.

Riabilitazione di bambini autistici e adulti con difficoltà motorie. Tra i primi neo dottori specializzati c’è anche una giovane trevigiana, Cristina De Nardi, 26 anni, con una tesi discussa da pochi giorni. Cristina all’interno del maneggio dell’agriturismo di famiglia a Vittorio Veneto (TV), l’agriturismo Dal Pian che fa parte di Turismo Verde, l’associazione degli agriturismi della Cia, si dedica alla riabilitazione di bambini autistici e di adulti con difficoltà motorie.  La natura fa la sua parte. Ma non basta. Servono conoscenze tecnico-scientifiche. Per imparare questo mestiere nel 2009 è stato istituito un master universitario, biennale, attivato presso la Facoltà di medicina e chirurgia  dell’Università di Firenze, organizzato dalla Scuola di specializzazione in neuropsichiatria infantile  dell’ateneo fiorentino.

A Firenze, unico master universitario per diventare riabilitatori equestri di primo livello in Europa. Certo, tutto è cominciato dalla  passione di Cristina per i cavalli: “Ho unito il mio amore per i cavalli con il lavoro. Ho voluto impegnarmi in qualcosa di utile rivolto al sociale – spiega Cristina – L’ippoterapia porta benefici a livello motorio grazie ai movimenti dell’animale, a livello psichico e di relazione. Quando questo non è possibile anche il semplice contatto con l’animale può far parte di un percorso di riabilitazione”. All’Università di Firenze per diventare “coordinatore tecnico per la R.E, la riabilitazione equestre, arrivano da diversi Paesi. Si tratta infatti dell’unico master universitario di primo livello in Europa. Il corso di studi è nato in collaborazione con l’associazione Lapo di Firenze, fondata nel 1993 da un gruppo di famiglie, medici e personale socio sanitario con un progetto comune di migliorare le condizioni di vita di bambini e ragazzi portatori di disabilità individuando il percorso di riabilitazione più idoneo e accompagnandoli verso l’integrazione.

Il cavallo come gioco, come movimento, come fonte di relazione con gli altri. Come spiega Cristina: “I docenti della Scuola di specializzazione in neuropsichiatria infantile hanno potuto verificare come la riabilitazione equestre sia un importante ausilio riabilitativo in persone con patologia neuropsichica, quando questa pratica viene condotta da personale preparato, con rigore metodologico e in ambienti specializzati”.

 (Fonte Cia Veneto)

A Belluno, grazie ai giovani, rinasce l’agricoltura di montagna

“La passione per la terra non si ferma neanche davanti alla burocrazia e quello che sta succedendo a Belluno ne è la testimonianza concreta”– è quanto afferma Coldiretti in occasione dell’incontro con i giovani imprenditori agricoli e l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato previsto per oggi a Lozzo di Cadore (BL).

In 4 anni, 1.500 nuovi giovani agricoltori di montagna. Per l’associazione agricola parlano chiaro i numeri: dal 2008 al 2012 si sono insediati nel bellunese 175 nuovi agricoltori ovvero 11% del totale veneto. In quattro anni, dunque, ben 1.500 under 40 hanno scelto di diventare titolari d’azienda sfruttando i finanziamenti del Programma di Sviluppo Agricolo.  “Questi i fortunati – spiega Coldiretti – che, è bene specificare, per ogni euro ricevuto ne devono sborsare almeno un altro di tasca propria. Gli altri, diciamo più sfortunati, ovvero gli esclusi dai benefici europei, non si fermano e investono direttamente i loro risparmi”.

Una ventata di nuove produzioni agricole. La provincia appare rigenerata tanto che sui ripidi pendii si cominciano a notare insolite colture (almeno fino a qualche decennio fa) come ad esempio la vite, gli ortaggi, i cereali tipo farro, mais e segale, piccoli frutti oppure allevamenti cosiddetti minori: ovini e caprini.  E’ in questa area, inoltre, che si concentrano, gli operatori sotto i trenta anni dimostrando presto attitudine al rischio imprenditoriale.  Con titoli di studio conseguiti negli atenei più prestigiosi e, non sempre attinenti all’agricoltura, la maggior parte di loro continua il mestiere dei genitori spesso improntato sull’allevamento bovino aggiungendo magari quel quid innovativo nella sala dei formaggi, ma c’è chi volta pagina completamente e si dedica alla pastorizia, all’agriturismo, alle api, alla frutticoltura.

Il Cadore, il Comelico e la Val Zoldana possono contare su numerose espressioni giovanili del fare impresa: la coltivazione dell’orzo per servire la birra a kmzero, la raccolta di piccoli frutti che diventano in loco gustosi succhi (anche nella versione a base di sambuco), distese di piante officinali per le erboristerie di campagna, l’ eco turismo con slitte trainate da cani o cavalli, persino cantine con vini autoctoni delle Dolomiti e il ritorno alla pastorizia per riscoprire la filatura della lana.  “Gli sforzi di questi ragazzi vanno premiati con una politica attenta alla specificità del territorio – commenta Coldiretti – è in queste zone che si registra l’erosione più alta della superficie agricola utilizzata. Un fenomeno non tanto legato allo sviluppo infrastrutturale quanto invece all’abbandono di pascoli. Allora – conclude Coldiretti – perché non consegnare nelle mani volenterose delle nuove generazioni il recupero di questi terreni, cosi da rimetterli in circuito produttivo e riattivare l’intero sistema?”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)