• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Piace sempre di più l’acquisto diretto dei prodotti agricoli

Gradita ai produttori e ai consumatori, la vendita diretta segna un + 53 per cento rispetto allo scorso anno nei mercati degli agricoltori e nei punti vendita aziendali visitati nel 2011 da 9,2 milioni di italiani.

Create nuove opportunità di lavoro. In pochi anni, secondo un’indagine di Coldiretti, sono nati in Italia 878 mercati degli agricoltori (cosiddetti Farmers market) dove sono coinvolti 20.800 produttori agricoli che hanno creato nuove opportunità di lavoro per 3.500 persone. Un risultato reso possibile grazie ai consumatori italiani che nel 2011 hanno fatto acquisti per 489 milioni di euro (+53 per cento rispetto all’anno precedente.

Cosa succeda a Verona. Nella provincia veronese la vendita diretta coinvolge circa 70 punti vendita aziendali nel circuito Punto di Campagna Amica della Coldiretti, 22 mercati a kilometro zero (7 in città) con oltre 100 aziende agricole coinvolte a rotazione a seconda della stagionalità. Il volume di affari si aggira intorno ai 2 milioni di euro per i punti vendita aziendali e 4 milioni di euro per i mercati a kilometro zero.  “Dato il successo delle nuove formule di vendita che di fatto tagliano le intermediazioni – spiega Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – Impresa Verde formazione di Coldiretti Verona ha organizzato il primo corso di “tecnico superiore per la vendita diretta organizzataper preparare i giovani in un settore in cui Coldiretti crede fortemente per la valorizzazione del Made in Italy e del territorio. Il modello della vendita diretta, infatti, sta diventando un nuovo processo culturale per il territorio, i prodotti e le tradizioni con la riscoperta di valori non solo economici ma anche culturali di consumo”.

Addetto alla vendita in agriturismo, cantina e aziende agricole. Il corso rivolto a tredici giovani diplomati o laureati ha avuto l’obiettivo di valorizzare la filiera agricola e italiana tramite la preparazione di un profilo professione spendibile sul mercato del lavoro. Infatti, il tecnico superiore per la vendita diretta organizzata si colloca sulla filiera agroalimentare corta, vale a dire punti vendita di agriturismi, Cantine, aziende agricole e presso la rete di vendita dei Consorzi Agrari. Gli studenti, dopo aver svolto le ore formative in aula, hanno realizzato stage in aziende agricole. “L’esperienza sul campo  – precisa Gabriele Panziera, responsabile della formazione di Impresa Verde – ha consentito ai giovani di mettere in pratica quanto appreso dai docenti e sviluppare punti di vista interessanti e migliorativi per le aziende coinvolte. Siamo soddisfatti di questo primo corso di formazione e alcuni studenti hanno già contatti per l’inserimento lavorativo”.

Mercati agricoli, il chi è dell’acquirente tipo. Dall’osservatorio dei giovani studenti sono emerse indicazioni sui visitatori tipo dei mercati a kilometro zero. C’è il cliente minimamente competente che acquista prodotti “di moda” ed è facilmente influenzabile, il cliente esigente che vuole conoscere i particolari della coltivazione, il cliente attento al risparmio che mette in secondo piano la qualità e durata del prodotto, e infine il cliente timido che gira gira e fatica ad acquistare perché non esplicita i suoi dubbi. I prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori e nei punti vendita aziendali sono la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, le conserve di frutta, salumi e carni bovine, riso, miele, marmellate e olio extravergine di oliva.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Povere piante, ecco il decalogo anti-freddo

La “non potatura” è solo uno dei semplice consigli di Coldiretti per aiutare le nostre piante a far fronte all’allarme gelo che rischia di “bruciarle”. Ad essere in pericolo nei terrazzi sono agrumi, bouganville, oleandri, olivi e fichi d’India, mentre in campagna c’è preoccupazione per le coltivazioni invernali in campo aperto come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli.

Alla ricerca del calore perduto. Se per le verdure in campo colpite dal gelo c’è davvero poco da fare, per salvare il proprio giardino il consiglio è quello di mettere al riparo le piante sulle scale condominiali, oppure negli androni di ingresso, previo accordo con i condomini, per evitare problemi, oppure in una cantina o in un garage, anche buio, per pochi giorni, considerando l’emergenza. Se non è possibile è meglio disporre i vasi contro il muro, poiché in questo modo hanno maggiore calore, mentre va evitata la collocazione accanto alla ringhiera. Meglio ancora metterli sul lato sud del balcone. Collocare le piante direttamente a terra piuttosto che in alto assicurerà poi maggior calore. Utile anche sollevare i vasi da terra, ponendo sotto uno strato di polistirolo.

Un telo sopra e innaffiare il minino indispensabile. Una protezione efficace dal gelo è rappresentata dal tessuto non tessuto, una sorta di telo traspirante che si può trovare a poca spesa nei negozi di prodotti agricoli. Deve coprire l’intera pianta e va fermato infilandone i lembi sotto al vaso. L’altra soluzione – continua la Coldiretti – è rappresentata da un telo di plastica, il quale impone però una gestione più attenta, rendendo necessario chiuderlo e aprirlo più volte per evitare il formarsi dell’umidità, oltre a rischiare di essere portato via dal vento. Ancora, bisogna tenere il terreno il più possibile asciutto e innaffiare il minimo indispensabile. Quando lo si fa, evitare accuratamente che l’acqua possa ristagnare nel sottovaso, favorendo la gelata della pianta. Eventuali potature vanno, infine, effettuare a fine inverno, poiché la maggior presenza di rami e foglie assicura comunque una maggiore protezione dal freddo.

(fonte Asterisconet.it)

Finanziamenti per il mondo agricolo e la montagna. Pubblicati quattro nuovi bandi del GAL Baldo-Lessinia

In arrivo oltre un milione 500mila euro a sostegno dell’agricoltura e per lo sviluppo delle energie rinnovabili grazie a quattro bandi pubblicati dal GAL Baldo-Lessinia, volti prevalentemente alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e di lavoro per la montagna veronese anche al fine di sostenere l’occupazione femminile. Una boccata di ossigeno per un mercato che da alcuni anni stenta a decollare. I bandi e le modalità per accedere ai finanziamenti sono stati presentati nei giorni scorsi in Sala Rossa della Provincia di Verona da Stefano Marcolini e Fabio Zuliani, rispettivamente presidente e direttore del GAL Baldo-Lessinia.

Attività interessate. Ammodernamento strutturale e organizzativo delle aziende agricole, sostegno alle imprese che svolgono attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli – come ad esempio marmellate, formaggi salumi -, incentivazioni per la produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili. Sono questi gli ambiti dei bandi rivolti al mondo agricolo   al fine  (Misura 121, Misura 123 az. 1, Miura 311 az. 3) a cui si aggiunge il bando rivolto ad azioni di miglioramento paesaggistico ambientale per la conservazione e la valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore naturalistico e la biodiversità ad esse collegata. “L’obiettivo  – ha precisato il presidente Marcolini – è far crescere l’economia e questi bandi sono una quota di gestione dei fondi per nove milioni di euro di finanziamenti che arrivano da Unione Europea e Regione Veneto capaci di creare interventi e azioni per un totale complessivo di 18-19 milioni di euro, opportunità interessante in un momento di grade difficoltà”.

Misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole”. L’azione, rivolta agli imprenditori agricoli, prevede un sostegno all’ammodernamento strutturale e organizzativo delle imprese, attraverso contributi per spese di investimenti strutturali effettuate dagli agricoltori di montagna. L’obiettivo riguarda il sostegno alla competitività delle imprese agricole dell’area di competenza del GAL Baldo-Lessinia e l’integrazione nell’ambito di microfiliere di prodotti locali. Tipo di interventi: Ammodernamento strutturale (interventi di miglioramento fondiario, ristrutturazione e miglioramento di fabbricati per la produzione e per la lavorazione, trasformazione). Ammodernamento tecnologico (acquisto di nuovi macchinari e attrezzature finalizzati al conseguimento di uno o più dei seguenti obiettivi: riduzione dei costi, miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, trasformazione dei prodotti aziendali, tutela della salute dei consumatori). Ammodernamento organizzativo-strategico e ammodernamento strutturale e tecnologico. Interventi ammissibili: Investimenti strutturali, acquisto impianti, attrezzature hardware e software. Importo messo a bando: L’importo del presente bando, in termini di contributo pubblico, è pari a € 402.393,00. Termine per la presentazione delle domande: 28 dicembre 2011.

Misura 123 “Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli”. L’azione sostiene le imprese agroalimentari per il rilancio e la valorizzazione dell’agricoltura di montagna, rivolgendosi alla parte “a valle” delle filiere, cioè alle imprese che svolgono sia la fase di trasformazione che quella di commercializzazione dei prodotti agricoli locali. L’accesso alla misura è riservato a imprese che hanno sede operativa, intesa come stabilimento in cui è realizzato l’investimento, nell’ambito territoriale designato dal GAL, con esclusivo riferimento alle zone montane. Tipo di interventi: Realizzazione/ammodernamento impianti di trasformazione, commercializzazione, immagazzinamento, realizzazione adeguamento piattaforme logistiche (anche spacci e punti espositivi), adeguamento impianti a sistemi di gestione qualità/ambientale/di rintracciabilità, investimenti diretti alla protezione dell’ambiente, al benessere degli animali, al risparmio energetico, al miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro. Importo messo a bando: 192.000,00. Termine per la presentazione delle domande: 28 dicembre 2011.

Misura 311 “Diversificazione in attività non agricole Azione 3 Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili”. L’azione è volta a incentivare le imprese agricole per la produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili, sulla base di investimenti, fissi e rotazionali, finalizzati alla realizzazione di impianti aziendali per la produzione e la vendita di energia sotto forma di energia elettrica, termica e di biocarburanti. Tipo di interventi: Investimenti strutturali, impianti e attrezzature per la produzione e vendita di energia elettrica o termica (anche impianti e attrezzature trasformazione biomassa); impianti e attrezzature per la produzione e vendita di biocarburanti. Importo messo a bando: l’importo del presente bando, in termini di spesa pubblica, è pari ad € 661.601,26. Termine per la presentazione delle domande: 13 dicembre 2011

Misura 227 “Investimenti forestali non produttivi – Azione 1 Miglioramenti paesaggistico  ambientali”. L’azione è diretta a miglioramenti paesaggistici –ambientali, prefiggendosi, in particolare, il miglioramento delle aree boschive e  delle riserve forestali a fini ambientali, di pubblica utilità, paesaggistica, attraverso il sostegno alla realizzazione, ripristino e manutenzione di sentieri e percorsi didattici – compresi punti d’informazione e di osservazione della fauna -, di aree di sosta, di giardini botanici e degli alberi monumentali.  Soggetti richiedenti. 1. Proprietari privati di foreste; Associazioni di proprietari privati di foreste o associazioni di proprietari pubblici di foreste riconosciute; Consorzi di proprietari privati di foreste o consorzi di proprietari pubblici di foreste; Comuni e Comunità Montane; Veneto Agricoltura; Associazioni miste privati/comuni proprietari di foreste riconosciute; Enti parco, Province, Consorzi di bonifica. Tipo di interventi: Realizzazione/manutenzione sentieri/itinerari/percorsi didattico-educativi, aree di sosta, zone di informazione e osservazione; Realizzazione/manutenzione recinzioni e staccionate; Realizzazione/manutenzione giardini botanici a fini didattici e ambientali; Operazioni di tutela e valorizzazione alberi monumentali con particolare valenza ambientale. Importo messo a bando: L’importo del presente bando, in termini di spesa pubblica, è pari ad € 320.000,00. Termine per la presentazione delle domande: 28 dicembre 2011.

(fonte Gal Baldo-Lessinia)

Corso per imprenditori agricoli, all’Istituto San Michele all’Adige iscrizioni per i trentini fino al 18 ottobre

Milleottocento imprenditori formati dal 1986 ad oggi, sempre più iscritti che provengono da contesti non agricoli e aumento esponenziale della presenza femminile. Il corso per imprenditori agricoli, noto come corso delle 600 ore, promosso dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (provincia di Trento), sta registrando negli ultimi anni un boom di iscritti. Tra loro anche insegnanti, impiegati, a volte laureati, che vogliono intraprendere una nuova attività lavorativa nel settore agricolo e ambientale. Per iscriversi al corso 2011-2013 c’è tempo fino a martedì 18 ottobre.

Un titolo utili per accedere a finanziamenti. Il percorso formativo è organizzato dal Centro istruzione e formazione ed è finalizzato al conseguimento del brevetto professionale di imprenditore agricolo, un requisito necessario a chi non è in possesso di un titolo di studio in ambito agricolo e intende  però accedere ai finanziamenti previsti dal Piano di Sviluppo Rurale della Provincia Autonoma di Trento per l’insediamento dei giovani in agricoltura. Il corso inizierà a metà novembre, è indirizzato a giovani tra i 18 e i 40 anni, residenti in provincia di Trento o comunque operanti in aziende agricole trentine.

Per maggiori informazioni: Paolo Dalla Valle, Tel.: 0461.615294, Cell.: 335 7867497 email: paolo.dallavalle@iasma.it

(fonte Freshplaza.it)

Da Verona, Vicenza, Rovigo e Padova i 6 finalisti veneti al Concorso Nazionale “Oscar Green” di Coldiretti Giovani Impresa

Clodovaldo Ruffato, presidente Consiglio Regionale, premia Gloria Andretta

Giovane, laureata, mamma ma soprattutto titolare del primo impianto biogas del Veneto con il quale trasforma in bioenergia i nitrati prodotti dai reflui zootecnici di 650 bovini. Gloria Andretta di Marcon (Ve) ha già in tasca il biglietto aereo per Roma dove il 16-17 novembre prossimo si terrà la cerimonia per la proclamazione dei vincitori del Concorso Nazionale “Oscar Green” ovvero  il trofeo che Coldiretti Giovani Impresa assegna agli imprenditori vincenti che hanno saputo costruire progetti di impresa competitivi, sostenibili, d’avanguardia legati al territorio d’appartenenza e alle radici culturali locali.

Le categorie. La premiazione è avvenuta nei giorni scorsi a Venezia, a Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale. Una gara dove il Veneto partecipa con uno spaccato moderno grazie a circa 50 adesioni di agricoltori che con le loro esperienze imprenditoriali fanno dell’attività agricola una professione a tutto tondo. Suddivise in sei categorie le aziende concorrenti hanno dimostrato le varie sfumature della multifunzionalità in agricoltura: la valorizzazione del territorio, la salvaguardia ambientale, il recupero della tradizione, l’innovazione e la tecnologia, il contributo alla qualità della vita e il rapporto diretto con il cittadino consumatore.

Franco Manzato, assessore Agricoltura regionale, premia Filippo De Sero

La rosa dei 6 finalisti. Storie ed esperienze raccontate direttamente dai protagonisti: c’è chi produce e vende i propri prodotti tutti i giorni nei mercatini agricoli, chi gestisce il proprio latte in 24 distributori automatici, chi vende in Cina, India e America Latina il vino tipico che produce, chi recupera piante allofite per ripristinare le barene della laguna e chi si è appena insediato in agricoltura e ancora studia all’Università. La rosa dei finalisti comprende due veronesi, Piccoli Giovanni di Erbezzo e Aldrighetti Giovanni di Marano di Valpolicella, il vicentino Pinton Giovanni di Bressanvido, Filippo De Sero vivaista di Villadose in provincia di Rovigo e il ventunenne Barbetta Andrea di Sant’Elena (Pd).

Un giardiniere che recupera le piante alofite per le barene. Filippo De Sero ha vinto per la categoria “Stile e cultura d’impresa”, dove erano fondamentali originalità e capacità di leggere il mercato con progetti innovativi. E di sicuro è originale un giardiniere che recupera le piante alofite, ovvero la vegetazione delle lagune capace di vivere in acqua salata, le coltiva e le reimpianta per ricostruire gli ambienti naturali delle barene veneziane, vero baluardo contro l’erosione del moto ondoso e per la sopravvivenza della fauna. La Vivai De Sero, infatti, è l’unica impresa agricola in assoluto, che opera nell’ambito del progetto Mose, a Venezia, sulla ricostruzione delle strutture vegetali lagunari.

Menzione speciale “Paese Amico” all’amministrazione pubblica che ha incoraggiato maggiormente le iniziative promosse dai coltivatori. Tra le mensa ospedaliera a kmzero, il comune che ha favorito più farmer s market e l’organizzazione sportiva che ha adottato la merenda doc per gli atleti, la segnalazione è andata al Progetto Passante Verde sostenuto dalla Regione Veneto, Camera di Commercio di Venezia riconoscendo le aziende agricole impegnate nella manutenzione del verde pubblico.

(fonte Coldiretti Veneto/Coldiretti Rovigo)

Lavoro, in Veneto 1 milione di voucher, di cui 600 mila impiegati nel settore agricolo

Il Veneto si conferma ancora una volta la prima regione in Italia per numero di voucher venduti. Gli ultimi dati INPS aggiornati al 31 agosto – rileva Coldiretti –  evidenziano che sono stati venduti un milione di buoni lavoro pari ad un valore di 10 milioni di euro.

Tra le province, primeggia Treviso. Il settore più gettonato da disoccupati, cassa integrati, pensionati, studenti è quello agricolo con 600 mila pezzi acquistati da aziende che per 10 euro hanno impiegato  personale per le attività di raccolta frutta e verdura o per cura e manutenzione degli animali. Tra tutte le province primeggia Treviso con 149.000, seguita da Padova con 115.000 distaccata di poco da Vicenza (112.000) e Verona (74.000). Uno spaccato che testimonia quanto l’agricoltura  – precisa Coldiretti –  sia ancora capace, nonostante i tempi della crisi e seppure per attività occasionali, di offrire opportunità di lavoro a soggetti inoccupati  rendendoli protagonisti attivi del sistema economico di una Regione che guarda sempre più alla trasparenza e alla legalità.

(fonte Coldiretti Veneto)

Raccolta e vendemmia in sicurezza, ecco come evitare gli infortuni

Raccolta delle mele e vendemmia sono momenti molto attesi dagli agricoltori come coronamento della propria attività, eppure incidenti ed infortuni sono ancora all’ordine del giorno. Per questo motivo i tecnici dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige ricordano alcuni precisi rischi da valutare durante l’attività lavorativa. Vediamoli.

Rischio meccanico. Se la trattrice non è dotata di cabina omologata antischiacciamento, mantenere sempre alzato l’arco di protezione, con gli spinotti inseriti. Le cinture di sicurezza vanno allacciate. Chi impiega carri raccolta o piattaforme, verifichi che tutte le dotazioni di sicurezza per gli operatori a bordo siano efficienti. Prestare particolare attenzione durante le manovre all’interno del cantiere di raccolta e non permettere a nessuno di trovarsi nel raggio di azione di qualsiasi mezzo. Non posizionare mai alcuna attrezzatura sotto eventuali cavi elettrici presenti. Verificare che le cuffie e le catenelle dei giunti cardanici siano integre.  Non effettuare nessun intervento su macchine ed attrezzature con la presa di forza inserita. Evitare carichi eccessivi sui sollevatori idraulici (i cosiddetti “muletti”).  Il muletto può essere impiegato solo per spostamenti all’interno dell’azienda e non per il trasporto su strada. Rimorchi di vario tipo: non devono superare la portata per la quale sono stati omologati (evitare sovraccarichi). Il carico deve essere stabile, quindi va legato.

Rischio cadute dall’alto. Chi usa scale deve controllare l’integrità delle stesse ed il perfetto ancoraggio dei pioli, incastonati all’interno dei montanti.  Devono esserci dispositivi antisdrucciolo, posti alle estremità inferiori (puntali). Indossare scarpe chiuse e con i lacci ben serrati. Non arrampicarsi mai sugli ultimi due pioli. Non salire o scendere con le spalle rivolte alla scala. Appoggiare la scala su rami ben solidi, assicurarsi che essa sia perfettamente stabile prima di salirvi, ancorarla in alto tramite una corda.

Rischio movimentazione manuale dei carichi. Evitare di spostare pesi eccessivi, non effettuare movimenti bruschi e non mantenere posizioni statiche per periodi troppo lunghi. Cambiare frequentemente le mansioni del personale, in maniera da sottoporre allo sforzo parti del corpo differenti durante il turno di lavoro. Tutto questo per proteggere il personale dai rischi relativi ad insorgenze di patologie dorso-lombari. Impiegare attrezzature meccaniche per spostare carichi particolarmente pesanti. Le donne devono sollevare pesi minimi.

Rischio chimico. In raccolta  questa tipologia di rischio di fatto non sussiste, in quanto va rispettato il tempo di carenza: è il periodo di tempo (espresso in giorni) che intercorre dalla data dell’ultimo trattamento fitosanitario al momento in cui è possibile iniziare la raccolta dei prodotti. Con il termine “giorno” si intendono 24 ore, quindi il conteggio va fatto iniziando dal giorno dopo l’ultimo trattamento. Fabrizio Benvenuti, responsabile dell’Unità Qualità e Sicurezza delle filiere agroalimentari del Centro Trasferimento Tecnologico, ricorda che “ La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un aspetto di contorno, ma è sancita dal Decreto Legislativo 81/2008. E’ quindi obbligatorio fornire ai lavoratori una precisa formazione in merito a tutte le fonti di rischio che possono essere presenti in azienda e vigilare che tutti i propri dipendenti (fissi, stagionali, familiari) applichino quanto previsto dalle norme legali in vigore”.

(fonte Istituto Agrario S. Michele all’Adige)

Il Ministero per l’Agricoltura premia i giovani agricoltori, entro il 30 giugno domande di partecipazione al concorso “Nuovi fattori di successo”

Prima edizione per il concorso “Nuovi fattori di successo”, indetto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: l’iniziativa ha lo scopo di valorizzare e diffondere le buone pratiche dello sviluppo rurale realizzate da giovani agricoltori nell’ambito del FEASR. Possono presentare la propria candidatura i giovani titolari di aziende agricole che abbiano un’età inferiore ai quarant’anni al momento della presentazione della domanda e siano beneficiari di finanziamenti nell’ambito delle Politiche europee di Sviluppo Rurale. Un’apposita commissione ministeriale valuterà le candidature e selezionerà le buone pratiche più meritevoli.

Esempi di eccellenza. Saranno presi come parametri l’efficacia (intesa come rendimento, innovatività, impatto sul territorio e stabilità), trasferibilità e sostenibilità. Le aziende selezionate saranno portate come esempi di “eccellenza” nell’ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale e le loro esperienze saranno diffuse attraverso diversi canali e in occasione di eventi nazionali e internazionali. Il termine per presentare le domande scade il 30 giugno 2011. Il bando di concorso completo è disponibile sul sito della Rete Rurale Nazionale www.reterurale.it

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Coldiretti: in Veneto, con la riforma agricola, giovani imprenditori in tre mosse

Il giovane che vuol diventare imprenditore agricolo in Veneto parte favorito, ne è convinta Coldiretti che spiega questo vantaggio non solo dal punto di vista burocratico ma per la realtà del tessuto connettivo fatto di un reticolo di attività, scelte ed investimenti delle imprese agricole, il cui valore va ben oltre il contributo al prodotto interno lordo sviluppato annualmente.

Passaggio generazionale. “Una presenza  ben radicata e solida quella delle aziende  – sostiene Coldiretti – perché sono i genitori a lasciare alle nuove generazioni il patrimonio immobiliare affinchè la tradizione famigliare sia rispettata. E questo fa la differenza rispetto ad altre regioni. Il Veneto dunque non è una terra di conquista da parte di facoltosi che vogliono investire in feudi trasformandolo in una bella cartolina, ma è un territorio coltivato da oltre 80 mila aziende agricole. A sollevare il peso dell’esercizio della professione si aggiungerà lo snellimento burocratico voluto dalla Regione Veneto con la riforma agricola che dovrebbe ridurre notevolmente non solo le procedure ma addirittura le sedi della pubblica amministrazione già accorpate in “sportelli unici”.

Il risparmio è da calcolare anche nei tempi: sgravare l’operatività da un insieme complesso di norme che rendono spesso di difficile accesso  autorizzazioni, richieste di contributi, pratiche istituzionali quotidiane porta ad un beneficio concreto agli imprenditori che devono sopportare  più del 20% del proprio tempo di lavoro (che come si sa è denaro) nel disbrigo di carte.
Il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) in tre anni ha laureato “agricoltore professionista” mille giovani che hanno investito 75 milioni di euro nella misura del primo insediamento, anche se la spesa totale promossa dagli operatori è pari al doppio il che testimonia una complessità di azioni di ristrutturazione delle imprese.

In soccorso per chi sceglie la campagna per la sua professione, c’è il PGB ovvero il Pacchetto Giovani gettonato proprio da chi passa dal lavoro in fabbrica a quello dei campi. Guardando ai dati del settore che rivelano un 2010 caratterizzato da una significativa ripresa del valore della produzione (+ 7%) ma un trend negativo del numero di imprese agricole (77.500 unita’ – 2,6%, nei primi nove mesi del 2010) questo quadro fa ben sperare – conclude Coldiretti –  perché le imprese guidate da giovani incarnano a pieno un nuovo modello di sviluppo, che privilegia un’economia di qualità, sostenibile nel tempo.

(fonte Coldiretti Veneto)

29 aprile p.v., al “Pensionato Day” a Vicenza, anche gli agricoltori veneti

Faranno sentire la loro voce anche gli agricoltori veneti il 29 aprile prossimo a Vicenza al “Pensionato Day”, evento in programma all’Hotel Alfa con inizio alle ore 9.30 organizzato dal Comitato Unitario Pensionati del lavoro autonomo (Cupla) che associa 300 mila iscritti tra cui gli imprenditori di Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), Confagricoltura e Coldiretti.

In Veneto oltre la metà  delle aziende agricole è condotta da “over 65” specchio fedele della situazione nazionale. Difficoltà assistenziali, socio previdenziali, caro vita sono uguali a tutte le altre categorie, i nonni agricoltori devono però fare i conti con una pensione più bassa rispetto agli altri colleghi autonomi.  “Mediamente un dipendente ha una pensione di 750 euro mensili, un artigiano di 680 euro mensili, un commerciante di 615 euro, quella del coltivatore diretto è di 462 euro – spiega Marino Bianchi coordinatore del Cupla del Veneto e anche rappresentante dell’agricoltura – è che  negli ultimi anni le cose sono peggiorate e se la percentuale di coloro che giudicano la propria  pensione insufficiente ha superato il 67 % è più che raddoppiato il numero degli anziani che valutano le proprie condizioni economiche inadeguate al costo della vita”.

Una vera e propria “emergenza terza età”. Sono rilevanti le difficoltà legate alle sempre maggiori spese per la gestione dell’abitazione, dei generi alimentari. La voce trasporti nel bilancio famigliare pesa in maniera consistente in quanto le fattorie sono distanti dai centri urbani. Altre criticità sono relative ai costi dei medicinali  e delle visite mediche specialistiche nonché delle liste di attesa che costringono scelte alternative, private più costose del servizio pubblico. “Un quadro complicato – afferma Bianchi – nonostante  in agricoltura l’anziano trovi possibilità di scampo in quanto  è capace di svincolarsi dai rigidi dettami di un mercato globale attraverso un suo impegno che ne esalta le potenzialità di esperienza e saggezza maturate in anni di lavoro come negli agriturismi, fattorie didattiche e aziende multifunzionali”. “Per questo saremo presenti al convegno – chiosa Bianchi – per dire all’unisono ai rappresentanti istituzionali e ai politici europei, nazionali e regionali di affrontare quella che è una vera e propria emergenza “terza età”.

(fonte Coldiretti/Cia)