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Patata americana, cereale per la Ue, verdura per la Regione Veneto. Che chiede una rettifica di classificazione a livello europeo.

particolare patata500La patata americana, chiamata anche patata dolce o batata, per la normativa comunitaria viene collocata tra il gruppo dei cereali come tubero ad elevato tenore di fecola od inulina, mentre per storia e tradizione è sempre stata consumata fresca come un ortaggio. E’ partita dall’Italia, su istanza della regione Veneto la richiesta all’Unione Europea di classificare la patata dolce correttamente tra la categoria degli ortaggi. La questione è bene avviata e tutto fa pensare che si concluderà positivamente. Se ne è parlato nel convegno nazionale, organizzato a Zero Branco, nella sede centrale di OPO Veneto, in collaborazione con Slow Food di Treviso, sul tema “La patata americana, prospettive di sviluppo della coltura tra storia, tradizioni, tecnica e gastronomia”.

Quinto alimento a livello mondiale. La definizione della sua appartenenza è utile per poterle dare maggiore identità e quindi collocarla in una dimensione adeguata e che la valorizzi sul mercato. E’ un tubero molto importante, tanto da essere il quinto alimento a livello mondiale, base dell’alimentazione nei paesi in via di sviluppo, che rappresentano la gran parte del nostro pianeta.

Storia. Pianta proveniente dal “Nuovo Mondo” scoperto nel ‘500, nel nostro paese la sua storia di cibo per l’uomo ha poco più di un secolo e partì dal Medio Polesine, nella seconda metà dell’Ottocento, nelle terre a cavallo del fiume Adige, per iniziativa del Conte Donà delle Rose, lungimirante possidente, che piantò patate americane in abbondanza. Erano considerate un alimento vile, adatto per gli animali, non per gli uomini. La miseria e la fame ne fecero scoprire presto le virtù. Diventarono un cibo quotidiano, che serviva da colazione, da pranzo e da cena. La coltivazione della patata dolce si diffuse un po’ in tutto il Veneto, in particolare nelle province di Padova, di Treviso, di Rovigo e di Venezia. Il forte della produzione è tuttora nel Medio Polesine, a cavallo del fiume Adige, nei comuni di Anguillara, in provincia di Padova, e di Adria, in provincia di Rovigo. Un altro polo produttivo si trova nei comuni contigui di Zero Branco, in provincia di Treviso, e di Scorzè, nel Padovano.

Potenzialità di mercato. L’offerta è inferiore alla domanda, e questo è dovuto al fatto che la produzione è sensibilmente calata negli ultimi anni. Nello scorso anno è stata addirittura meno della metà rispetto al 2011: nel Veneto sono stati raccolti quasi 26 mila quintali (nel 2011 erano stati 54 mila), mentre la produzione nazionale è stata sui 50 mila quintali rispetto ai 102 mila: sono dati ufficiali, fonte Istat.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

27 ottobre 2013, produzione del radicchio di Treviso in forte crescita, il Consorzio si interroga sul futuro

fotoradicchio2012La produzione di Radicchio Rosso di Treviso è in forte crescita, per la stagione in corso è atteso un incremento a due cifre. Mai come oggi, quindi, il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, sente con urgenza la necessità di rilanciare il proprio ruolo di tutela, a garanzia dei produttori e dei consumatori.

“Il Radicchio di Treviso si interroga sul proprio futuro”i il titolo del convegno che si terrà domenica 27 Ottobre, all’Hotel Crystal di Preganziol (TV) a partire dalle ore 10,30. Di fronte all’ormai prossimo avvio della stagione di commercializzazione del Radicchio di Treviso – che da disciplinare potrà avvenire dopo il primo novembre, avvenute almeno due brinate notturne – il Consorzio ha scelto di riunire tutti gli attori in campo (produttori, distributori, enti locali) per un momento di riflessione sulle nuove strategie da intraprendere. “Ci troviamo di fronte ad un significativo aumento della superficie coltivata e di conseguenza è atteso un forte incremento della produzione in questa stagione. Un fenomeno che è anche figlio della crisi – spiega il presidente Paolo Manzanmolti giovani agricoltori hanno scelto di investire in colture orticole più remunerative come il Radicchio. Tuttavia di fronte a questo certo aumento di volume produttivo, il Consorzio deve assumersi una maggiore responsabilità nel dare risposte a tutti i produttori. Il Radicchio di Treviso rappresenta una enorme opportunità per il territorio se ben gestito”.Domenica produttori e istituzioni si interrogheranno sulle possibili dinamiche economiche dell’annata, tentando di indicare una strada per valorizzare il nome del prodotto e il reddito degli operatori.

Il Convegno è organizzato in collaborazione con le associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura, con il patrocinio e contributo della Provincia di Treviso. “Mai come oggi, di fronte alla difficile congiuntura economica, siamo chiamati a ripensare il nostro modello di sviluppo, unendo le forze per valorizzare – afferma il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – le tipicità del nostro territorio, straordinaria opportunità di crescita non solo del settore primario, ma anche per turismo e ricettività. Il Radicchio di Treviso, grazie alla tutela europea, rappresenta uno straordinario biglietto da visita internazionale per la nostra provincia e il Veneto intero”. Durante il convegno, si traccerà un bilancio della recente attività di comunicazione, promozione e vigilanza messa in campo dall’ente di tutela e ci si confronterà con una grande esperienza nel marketing del prodotto tipico grazie alla presenza di Luca Granata, direttore generale di Melinda. Saranno presenti anche i tre presidenti delle Province coinvolte dall’area a Indicazione Geografica Protetta, Leonardo Muraro per Treviso, Francesca Zaccariotto per Venezia e Barbara Degani per Padova.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp)

Nasce a Rio San Martino (VE) la Casa degli IGP veneti del radicchio

la strada del radicchio (3)Tre varietà tipiche contraddistinte dal marchio di certificazione europea, il Radicchio Rosso di Treviso IGP, il Radicchio Rosso di Chioggia IGP e il Radicchio di Chioggia IGP, gettano le fondamenta della “Casa degli IGP veneti” aperta alla promozione di tutti i prodotti a marchio di una regione, il Veneto, ricchissima di tesori ortofrutticoli e gastronomici frutto della terra e del saper fare degli uomini che la abitano.

A tenere a battesimo il nuovo sodalizio sarà la 32^ Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Rio San Martino, in provincia di Venezia, che si inaugura venerdì 8 novembre 2013 e proseguirà fino a domenica 24 novembre 2013, con un calendario ricchissimo di appuntamenti che vede al centro la produzione di prodotti tipici e la cultura enogastronomica, coniugate con sport, solidarietà e intrattenimento. La Festa, organizzata da Amici del Radicchio di Scorzè e Pro Loco, apre tradizionalmente la stagione del Radicchio Rosso di Treviso IGP e il cartellone della rassegna Fiori d’Inverno. In questa edizione 2013, la Festa di Rio San Martino mette ancor più l’accento sulla produzione certificata, garanzia per i produttori e i consumatori, grazie al coinvolgimento dei tre Consorzi di Tutela del Radicchio IGP: per la prima volta insieme per legare attraverso un unico filo rosso l’identità veneta nel Mondo. Le tre denominazioni, di Treviso, Chioggia e Verona, proseguiranno la collaborazione con le altre ricchezze agroalimentari della regione. In questa 32^ edizione, in particolare, il gemellaggio nel piatto sarà dei più tradizionali: Radicchi IGP con Olio del Garda DOP e Riso Vialone Nano Veronese IGP. Una promozione delle ricchezze del territorio che avrà uno sguardo internazionale grazie alla collaborazione con i Veneti nel Mondo, facendo delle migliaia di emigrati i testimoni di una identità territoriale che, ieri come oggi, è fatta anche di prodotti agricoli di qualità e dalla capacità di renderli unici.

Dal 22 al 24 novembre si terrà, inoltre la VII Rassegna Enogastronomica con mostra e vendita delle migliori produzioni tipiche regionali e degustazione di piatti a base Radicchio IGP. Venerdì 22 novembre è previsto l’incontro di approfondimento dedicato ai produttori e organizzato dal Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso IGP. Domenica 24 novembre si terrà il VI Concorso Gastronomico tra Istituti Alberghieri del Veneto “Premio San Martino Challenge” con la presenza dello chef stellato Alessandro Breda (Ristorante Gellius, Oderzo-TV) e in giuria il gastronomo Beppe Bigazzi.

(Fonte: Casa degli Igp Veneti)

2-5 ottobre 2013, a Treviso ortaggi di “design” in mostra

2MODESIGNE’ suggestivo il progetto “Modesign dalla terra alla tavola” dedicato ai prodotti ortofrutticoli tipici del territorio: parte dall’Iuav, istituto universitario di architettura di Venezia, corso di laurea in disegno industriale e multimedia, e si propone di valorizzare e approfondire i valori del cibo.

Esposizione nella sede dei musei civici di Treviso. Gli studenti di graphic e di product design si sono confrontati direttamente con agricoltori e produttori, un incontro che è stato fertile di idee e di proposte, che saranno esposte in una mostra che sarà aperta a Treviso dal 2 al 5 ottobre, a Santa Caterina, sede dei musei civici. La rassegna sarà il cuore di eventi culturali che ruoteranno attorno agli ortaggi, alla frutta, ai cibi, alla cucina, alle tendenze gastronomiche, al design e alla comunicazione che ne possono esaltare identità, tipicità, proprietà nutritive, il piacere del gusto, l’eleganza della presentazione, la tradizione e l’innovazione, l’estetica.

Gli ortaggi si combinano, sospesi, in un gioco equilibrato di forme e di colori. La mostra si annuncia con una magnifica composizione che riassume quanto di più bello e di più gustoso la terra veneta offre in questa stagione: carote, patata americana, radicchi, peperoni, fagioli, pomodoro, kiwi, mele, cipolla. Incuriosiscono e appagano l’occhio e il desiderio di gustarli. Sono coinvolti nel progetto autorevoli esponenti del made in Italy agroalimentare, nomi di grande prestigio che danno peso e valenza alla mostra, esaltandone gli aspetti innovativi e creativi.

(Fonte: www.ortoveneto.it)

28-29/9/13, Radicchio di Chioggia Igp: dopo Macfrut, in piazza a Padova per “l’abbraccio tra pane e pesce”

Bellò, Boscolo, Gianni, De Girolamo

da sx Bellò (Opo Veneto), Boscolo (Consorzio Radicchio Chioggia Igp), Gianni (assessore Agricoltura Provincia Venezia), De Girolamo (Ministro Agricoltura)

Quest’anno c’era anche il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Cesena, la più importante rassegna nazionale dell’intera filiera ortofrutticola,  quest’anno incentrata sul ruolo che l’ortofrutticoltura del bacino del Mediterraneo giocherà nello scenario internazionale nel prossimo futuro.

L’Italia è il primo produttore europeo di ortofrutta, un settore con un fatturato intorno ai 20 miliardi, che fa gustare il Made in Italy in tanti Paesi e che nel 2012 ha realizzato un attivo della bilancia commerciale di oltre 11 milioni di euro, con un export di quasi 40 milioni di euro. Il Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia era presente assieme ai Consorzi degli altri radicchi veneti e a quelli di alcuni dei più prestigiosi prodotti dell’agricoltura regionale col marchio europeo di origine protetta, in uno stand collettivo di circa 300 mq coordinato da Opo Veneto e dal Mercato di Lusia, che nel giorno di apertura è stato visitato dal ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, accompagnata anche dall’assessore all’agricoltura della Provincia di Venezia, Lucio Gianni, che ha patrocinato la partecipazione del Consorzio di Chioggia, contribuendo anche a finanziare parte del materiale promozionale.

Boscolo intervista TvRadicchio di Chioggia, in Veneto primo per superficie coltivata, quantità di produzione e presenza sul mercato. «In pochi mesi dall’insediamento del nuovo CdA, in aprile con la presenza a “Sol&Agrifood” del Vinitaly a Verona – dichiara Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia – ed oggi al Macfrut, con questa partnership siamo riusciti a portare a due tra le più importanti vetrine nazionali ed internazionali il nostro Radicchio, che in Veneto è primo per superficie coltivata, quantità di produzione e presenza sul mercato. In tutte le occasioni abbiamo riscontrato un notevole apprezzamento per il nostro pregiato ortaggio e un grande interesse per quanto offre complessivamente la sua area di produzione, con Chioggia in particolare, il tutto rappresentato nel materiale informativo distribuito, che è imperniato sulla strategia “il prodotto promuove il territorio”. “Chiusi i battenti del Macfrut – ha proseguito Boscolo – col nostro radicchio e altri ortaggi locali di stagione subito dopo saremo a Padova in Prato della Valle già questo sabato e domenica nella Manifestazione “Abbraccio tra pane e pesce” con i Fasolari e i Panificatori chioggiotti».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

Asparagi veneti, le sfide future: convegno il 20 settembre 2013 a Badoere di Treviso

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Luciano Trentini, presidente dell’Euroasper, associazione europea dei produttori di asparagi e responsabile delle relazioni esterne ed europee del Cso relatore al Convegno.

Il Veneto è decisamente in testa per coltivazioni di asparagi: nel 2012 (ultimo dato Istat) nel sono stati raccolti 80.844 quintali; seguono la Puglia con di 69.185 quintali, l’Emilia Romagna con 44.928 mila e il Lazio con 30.185.

Nel Veneto si trovano le produzioni più conosciute e certificate con i marchi Igp (Indicazione geografica protetta), gli asparagi di Badoere e di Cimadolmo, e Dop (Denominazione di origine protetta), i turioni di Bassano del Grappa. Ai preziosi ortaggi, delizia della primavera, è dedicato un convegno in programma il 20 settembre a Badoere, in provincia di Treviso. Il tema: “Asparagi nel Veneto: Igp, Dop e le sfide future”. Interverranno Luciano Trentini, presidente dell’Euroasper, associazione europea dei produttori di asparagi e responsabile delle relazioni esterne ed europee del Cso (Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara), Agostino Falavigna del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e Michele Giannini, direttore dei Centri sperimentali di Veneto agricoltura.

L’obiettivo del convegno è fare il punto sulla coltivazione dell’asparago Igp e Dop nel Veneto, sulle più aggiornate tecniche colturali, sui trattamenti in funzione dell’impatto ambientale e nella prospettiva di produzioni sostenibili. “Ci attendiamo molto da questo incontro, commenta Federico Nadaletto, responsabile del settore Mezzi tecnici di Opo Veneto e consigliere del Consorzio di tutela dell’asparago Igp di Badoere: sarà un confronto di livello europeo organizzato nel cuore di un’area, il Parco del Sile, dove si coltiva in un ambiente sano e protetto un asparago eccezionale, il cui successo si sta allargando. Si tratta a questo punto di fare squadra, di creare sinergia tra gli asparagicoltori igp e dop Veneti per qualificare ulteriormente le produzioni e per meglio quotarle sul mercato”. Ci si sta rendendo conto, manda a dire da OPO Veneto il consigliere delegato Cesare Bellò, che “la vera sfida per gli asparagi veneti va giocata sul fronte dell’assoluta garanzia di qualità, puntando molto sulle possibilità di esportazione che possono essere notevoli. Un’azione comune, fatta da tutti i soggetti interessati è più che mai necessaria”.

(Fonte: www.ortoveneto.it)

8/9/13, a Cologna Veneta (VR) si parla di ortofrutta e società moderna. Modera l’incontro, il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, fra i relatori, anche il vicepresidente Umberto Tiozzo e il consigliere Maurizio Drago.

1262672_10201203792090397_652099691_oDomenica 8 settembre 2013, alle ore 10, presso il Wigwam Circolo di Campagna Corte Moranda (via Casino, 2) di Cologna Veneta (Vr) si terrà la T.R. “L’importanza dell’ortofrutta nella moderna società ovvero, anche l’occhio…alla nostra salute vuole la sua parte“. L’incontro, organizzato in collaborazione col Circuito Wigwam, sarà moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.

Il programma della mattinata. L’iniziativa, aperta a tutti, inizierà con la registrazione dei partecipanti e l’introduzione di Pierluigi Castiglioni. Seguiranno gli interventi di: Efrem Tassinato, consigliere UNAGA e presidente del Circuito Wigwam, Marisa Saggiotto, presidente del Wigwam “Corte Moranda” e Delegata Wigwam per la provincia di Verona, Giancarlo Scottà, deputato europeo e membro Commissione Europea nonché correlatore assieme all’ on. Paolo De Castro già ministro dell’Agricoltura nella stesura della nuova P.A.C. (Politica Agricola Comunitaria), Paolo Bruni, presidente del Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara, Aldo Morea, endocrinologo presso il Centro Diabetico dell’ A.S.S.L. 21 di Legnago. Seguirà dibattito e un momento conviviale.

Il programma pomeridiano. Fra i relatori, il vicepresidente ARGAV Umberto Tiozzo e il consigliere Maurizio Drago. Nel pomeriggio, a partire dalle 14:00, la giornata continuerà con gli interventi di: Filippo Moroni, Responsabile dei mercati a km 0 e di Campagna Amica, Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Verona, il consigliere ARGAV Maurizio Drago, giornalista enogastronomico e consigliere di redazione al programma ” Mela Verde” assieme al regista Maurizio Tiraboschi, il vicepresidente ARGAV Umberto Tiozzo, giornalista, Maurizio Corte, giornalista enogastronomico de l’Arena di Verona.  Info e adesioni: 335 6873732 (Marisa e Beatrice) – 347 6492574 (Pierluigi).

Fonte: Wigwam Italia

Ogni verdura dovrebbe avere il suo tempo: il caso assurdo delle zucchine

1_ZUCCHINAWEBE’ questo il tempo ideale delle zucchine, la terra ne produce in abbondanza. Fanno bene, hanno mille virtù, sono ideali per le diete d’estate. Il prezzo è straconveniente, “stracciato”. Il consumatore però non ne “approfitta”, non le acquista. Motivazioni psicologiche, pigrizia in cucina, tante offerte alternative. Fatto sta che le zucchine vanno poco adesso, mentre saranno ricercate in pieno inverno, quando se ne troveranno poche e si dovrà pagarle “a peso d’oro”.

D’inverno, le zucchine non crescono negli orti. Ed i media (stampa, televisioni e radio), senza spiegare bene il perché, le prenderanno ad esempio del caro verdura, dei prezzi impossibili, di speculazione di produttori e di fruttivendoli a scapito dei consumatori. Parleranno di uno scandalo che, di fatto, non c’è: informazione taroccata, diseducazione dei consumatori. Ci si dimentica che le zucchine, d’inverno, non crescono nei nostri orti, all’aperto, e che le coltivazioni in serre riscaldate hanno costi energetici stellari. Oppure sono importate.

Se le zucchine sono tanto buone, perché trascurarle adesso, quando hanno il giusto prezzo, mentre si cercano quando sono rare e quindi hanno costi altissimi? Le zucchine non sono che un caso; altri se ne potrebbero citare, come le ciliegie a Natale: sembra quasi una moda, una sciccheria mettere in tavola ortaggi o frutta fuori della loro stagione. Il fatto sta che la verdura cresce con il caldo, mentre spesso la domanda sembra farsi più forte nei mesi freddi. E’ il controsenso o il cortocircuito che si forma tra domanda e offerta, una situazione, rilevano a OPO Veneto, che si dovrebbe superare con una trasparente ed efficace educazione alimentare e promuovendo consumi legati alle stagioni. Si tratta di portare in tavola prodotti quando questi maturano nel territorio in cui si vive. Si risparmia, si mangiano zucchine e ciliegie, giusto per citare due esempi a portata di mano, sane e maturate con il “loro” sole e nella “loro terra”, si contribuisce ad abbattere i livelli di inquinamento, provocati dal trasporto o dal riscaldamento di serre.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Radicchi veneti, orticoltori in allerta per la diffusione di un micidiale scarabeo

PentodonE’ allerta tra gli orticoltori per la diffusione del Pentodon bidens punctatus, parassita fitofago, pericoloso per il radicchio e per altri ortaggi di cui attacca le radici. Ne sono dannose sia le larve che gli adulti.  “Il coleottero, una specie di scarabeo, rileva Federico Nadaletto, tecnico di OPO Veneto, lavora sotto terra e per questo è molto insidioso e difficile da combattere”.

Presente anche in territori a 700 metri d’altezza, causa cambiamenti climatici. Contro di lui si stanno ricercando rimedi efficaci, ma finora non ne sono stati trovati di particolarmente validi. La sua presenza preoccupa, anche perché si sta diffondendo in aree dove non dovrebbe esserci. Ne sono stati osservati nel Trentino, a 700 metri di altezza, una quota dove finora non si era mai visto. E’ favorito, evidentemente, dai cambiamenti climatici in atto e dalla sua adattabilità. Finora, in generale, era raro incontrarlo, mentre quest’anno la sua presenza è frequente e lascia visibile traccia, con notevoli danni. Tra i suoi nemici naturali ci sono i nematodi entomopatogeni, i cui microrganismi simbionti ne causano la morte.

Le caratteristiche. E’ un coleottero di colore opaco, che diventa più brillante nella parte inferiore del corpo. Si caratterizza per avere sulla testa due piccole escrescenze, mentre le elitre sono lievemente striate e segnate da puntini (per questi è definito punctatus). Il Pentodon ha abitudini serali e notturne, come i nottuidi, chiamati in veneto “bissi mori”, lepidotteri fitofagi, altri pericolosi parassiti degli ortaggi a foglia e di erbe fresche, la cui presenza è favorita dalle condizioni climatiche. Il loro passaggio in massa può compromettere intere coltivazioni. Tra i nemici del radicchio e di altre colture si aggiunge, infine, la piralide defogliatrice, che si insinua all’interno delle foglie e ne mangia il cuore.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Lusia (RO), sperimentate nuove varietà di insalate per vincere la fusariosi

fusariosi9Tre anni di ricerca sulle insalate gentile e cappuccia di Lusia stanno dando risultati più che soddisfacenti contro la fusariosi, un micidiale fungo parassita che distrugge le coltivazioni. Si stanno sperimentando nuove cultivar che si dimostrano resistenti alla malattia. Se ne sta constatando l’efficacia nel campo dove si stanno facendo prove varietali. Cultivar “tradizionali” di lattuga sono coltivate accanto alle nuove varietà: le prime sono attaccate dalla fusariosi che le ha distrutte, le seconde si presentano belle, croccanti, bene sviluppate.

Sperimentazione su 22 varietà. Le foto fissano bene le vecchie e le nuove e cultivar; quelle aggredite dalla fusariosi e quelle che invece le resistono. La sperimentazione interessa 22 varietà di gentile e cappuccia. “Per noi le prove in campo, commenta Massimo Pezzuolo, tecnico di OPO Veneto, stanno dando risultati eccezionali e che lasciano intravvedere notevoli sviluppi. In tre anni di ricerca sono stato fatti grandi passi e possiamo dire che abbiamo garantito il futuro alle insalate cappuccia e gentile, che sono il prodotto trainante di Lusia”. E’ particolarmente soddisfatto Alessandro Braggion, presidente del Consorzio di tutela dell’insalata Igp di Lusia che coordina le ricerche, nelle quali sono impegnati il Mercato ortofrutticolo di Lusia, la Camera di Commercio di Rovigo, il servizio fitosanitario della Regione Veneto e di Veneto Agricoltura. Le ricerche sono condotte dal Centro sperimentale di Po di Tramontana (Rovigo), diretto da Franco Tosini. C’è stata una visita ufficiale al campo sperimentale di Lusia, con la partecipazione di ricercatori di tecnici, orticoltori, aziende di sementi e operatori del settore. Sono stati presentati risultati e programmi: le prove in campo, infatti, continueranno per completare le ricerche, in vista di cultivar ancora più promettenti. E’ stata sottolineata, in particolare, la validità del metodo di lavoro, che vede il coinvolgimento di tutti i soggetti, privati e pubblici, impegnati a salvaguardare e sviluppare la produzione delle uniche insalate alle quali è stato riconosciuta il marchio europeo di tutela Igp (Indicazione geografica protetta). Attualmente la produzione è sulle diecimila tonnellate di gentile e di quasi tremila di cappuccia.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)