Anche in Veneto le alte temperature di giugno/luglio e il perdurare del periodo siccitoso incominciano a provocare danni alle colture ed i prezzi, sulla scia di quelli internazionali, stanno puntando verso l’alto. È questa la sottolineatura più importante che emerge dall’ultima newsletter “I mercati del frumento, del mais e della soia”, realizzata dagli esperti di Veneto Agricoltura.
Risultati positivi per il frumento. Per quanto riguarda il frumento, le operazioni di raccolta sono ormai concluse e la siccità non ha fatto in tempo ad arrecare particolari danni. Anzi, l’aumento delle superfici investite, stimate in crescita a circa 95.000 ha (+13%) e un buon andamento stagionale che ha favorito la coltura, hanno permesso di ottenere buone rese e qualità interessanti. Nel complesso, quindi, è possibile prevedere che la produzione possa attestarsi a circa 570.000 tonnellate, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2011, mentre i prezzi, nelle ultime sedute della Borsa merci di Padova, hanno superato i 240 euro/t (+10% rispetto al 2011).
Situazione critica per il mais nel Polesine. “Secondo le indicazioni raccolte presso gli operatori locali – affermano gli esperti di Veneto Agricoltura – la situazione è invece critica in particolare per quanto riguarda il mais: nelle zone produttive non irrigue del Polesine (circa 10.000 ettari su 50.000 totali) la perdita della produzione è pressoché totale e le aziende si vedono costrette a trinciare il mais per destinarlo a ceroso.” Nelle altre aree della provincia, la maggior parte degli agricoltori è intervenuta con le irrigazioni di soccorso, anche se in alcuni casi tale intervento è avvenuto ormai “fuori tempo massimo” e le colture sono andate ugualmente in stress, compromettendo la produzione in maniera variabile dal 10% al 40%.
Perdita contenuta di mais nelle altre province venete, per la soia, stima ancora prematura. Nelle altre province, attualmente si può stimare una possibile perdita produttiva in media nell’ordine del 10%. A livello regionale, quindi, è possibile prevedere un minor raccolto di mais di circa il 15-20% rispetto al 2011; la produzione attesa scenderebbe dunque a circa 2 milioni di tonnellate. Per la soia, la situazione può diventare critica se la siccità e le alte temperature continuassero anche per tutto il mese di agosto, ma è ancora prematura una valutazione complessiva: la coltura ha subito uno stress al momento dell’allegagione, ma se irrigata ha margini di ripresa. Nel complesso, per ora, è possibile stimare, in presenza di superfici stabili, una minor produzione a livello regionale di circa il 10% rispetto al 2011, al di sotto delle 250 mila tonnellate.
Cosa succede nel mondo in fatto di colture cerealicole. Avverse condizioni climatiche, con lunghi periodi siccitosi, si stanno registrando anche in altri paesi nel mondo, con stime di produzione riviste al ribasso sia per quanto riguarda il frumento (minori produzioni si attendono soprattutto in Russia e Kazakhstan), che per il mais, in calo in particolar modo negli Usa. E così, nell’ultimo mese, le quotazioni dei futures quotati alla borsa merci di Chicago sono schizzati verso l’alto: il frumento e il mais sono saliti rispettivamente a 250 euro/t e 240 euro/t per il mais, praticamente quasi ai livelli massimi degli ultimi due anni. La soia ha oltrepassato i livelli record raggiunti nel 2008, oltre i 500 euro/t. E la situazione generale sembra orientata verso un ulteriore rialzo dei prezzi, trascinando anche i listini delle principali piazze di contrattazione nazionali e locali.
Ortaggi, micidiale il caldo torrido. Danni notevoli: si va, secondo alcune stime, da un dieci a un trenta per cento. E’ un dato tutto da verificare e sarà la raccolta a confermarlo oppure no. “Le perdite, afferma Federico Nadaletto di OPO Veneto, interessano un po’ tutti gli ortaggi e provocano, tra l’altro, un calo della qualità: sono stati attaccati fagioli, fagiolini, zucchine, cetrioli, fragole, radicchi, melanzane”. Si prevede quindi una diminuzione di produzione, con implicazioni dirette sulla qualità e sui prezzi. Le conseguenze si “peseranno” al momento di raccogliere verdura e frutta. I “colpi di sole” avranno conseguenze che si prolungheranno per tutta la vita delle piante di ortaggi. Il caldo torrido ha provocato, inoltre, la lievitazione della bolletta energetica per mantenere freschi e conservare i prodotti, resi più facilmente deperibili. “Inoltre, aggiunge Federico Nadaletto, c’è un altro aspetto molto negativo da segnalare: “Si è avuta un’esplosione di parassiti che amano il caldo: miridi, tripidi, acari, che hanno fatto e stanno facendo notevoli danni diretti (intaccano le piante, fanno cadere i fiori, indeboliscono la fertilità del polline) o indiretti in quanto essi trasmettono malattie virali anche violente”.
(Fonte: Veneto Agricoltura/www.ortoveneto.it)
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