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Fruit Logistica 2016, Veneto (e Principe Rosso di Chioggia) presenti

Fruit Logistica Gemellaggio Pachino_2015-Pavan-Boscolo-Fortunato

Fruit Logistica, gemellaggio Pachino 2015, Pavan-Boscolo-Fortunato

Il socio e consigliere ARGAV Umberto Tiozzo informa in una nota che il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp parteciperà anche quest’anno al Fruit Logistica di Berlino, la più grande vetrina mondiale dell’ortofrutta in programma fino al 5 febbraio 2016.

Sinergia tra Chioggia e Rosolina. Nella postazione di circa 20 mq situata nello spazio espositivo della Regione Veneto – Hall 2.2 posizione C10, oltre al presidente Giuseppe Boscolo Palo e ad alcuni degli associati ci saranno anche gli assessori all’agricoltura di Chioggia, Marco Dughiero, e Stefano Gazzola di Rosolina, per rappresentare le rispettive città e relativi territori assieme ai mercati orticoli di Chioggia e Rosolina. “La presenza a Berlino degli assessori Dughiero e Gazzola, che cureranno in prima persona la promozione dei loro territori – afferma Boscolo Palo – segna l’avvio concreto del dialogo tra istituzioni e strutture che fa ben sperare in una prospettiva di aggregazione tra le due realtà mercantili che operano a così vicine sul medesimo bacino di prodotto”.

Tradizioni culinarie, il modo migliore per promuovere un territorio anche all’estero. «Nella missione di Berlino, iniziativa che avvia il nuovo progetto di promozione cofinanziato dalla Regione Veneto nell’ambito del PSR 2014-2020 in associazione con i Consorzi dell’insalata di Lusia e dell’aglio Polesano – spiega il presidente del consorzio – portiamo del materiale illustrativo che sarà distribuito a visitatori, giornalisti e buyers, dove presentiamo il Radicchio di Chioggia Igp e il suo territorio di produzione assieme ad alcune ricette proposte dai ristoranti che hanno partecipato alla gara gastronomica “Il Principe Rosso in tavola”, perché riteniamo questo sia un modo accattivante per cercare nuovi mercati; infatti, il fitto programma di appuntamenti che attende i nostri confezionatori prevede anche momenti di degustazione nei quali il Radicchio di Chioggia Igp sarà l’elemento caratterizzante. E in particolare nel giorno centrale della fiera – prosegue Boscolo – sarà ospite della cucina dello stand lo chef del ristorante il Tavernino di Sottomarina, Luigi Bissacco, vincitore della citata gara gastronomica, che curerà l’elaborazione di un piatto nel quale il Radicchio di Chioggia Igp si sposerà col Pomodoro di Pachino, per celebrare la ricorrenza del gemellaggio tra i due Consorzi di Tutela siglato a Berlino un anno fa”. Il “Piatto del Gemellaggio” sarà svelato oggi, giovedì 4 febbraio alle 11 circa, presenti anche il presidente Sebastiano Fortunato e il vicepresidente Massimo Pavan del Consorzio tutela del Pomodoro di Pachino Igp.

Radicchio Rosso di Chioggia, a Macfrut la consegna ai Comuni delle tabelle turistiche stradali di appartenenza all’area Igp

Giuseppe Boscolo Palo con Radicchio ChioggiaCi sarà anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp a Macfrut, la più importante fiera italiana dell’ortofrutta, che apre oggi alla fiera di Rimini e rimane aperta sino al 25 settembre 2015. L’organizzazione sarà presente in una postazione del multistand di circa 500 mq dell’AOP del Veneto (Padiglione B3 – Stand 115/116) curato da Opo Veneto.

2 - Tabella segnaletica - fronte_ChioggiaTabelle turistiche stradali area Igp. Nella tarda mattinata di oggi, il presidente del Consorzio, Giuseppe Boscolo Palo, socio ARGAV, consegnerà ai Sindaci (o loro rappresentanti) dei Comuni della zona di produzione del Radicchio di Chioggia Igp le tabelle turistiche stradali che segnalano l’appartenenza dei diversi comuni all’area Igp. La delegazione più numerosa è quella chioggiotta, guidata dal sindaco Giuseppe Casson accompagnato dal vicesindaco e assessore al turismo Luigi De Perini e dall’assessore al bilancio e attività produttive Marco Dughiero; mentre per il Comune di Rosolina (RO) ha già annunciato la sua presenza l’assessore all’agricoltura Stefano Gazzola.

In trend di crescita il prodotto certificato. «Questa iniziativa all’interno del Macfrut – spiega il presidente Boscolo – fa sintesi delle azioni di promozione che il Consorzio sviluppa lungo due direttrici, una rivolta all’esterno dell’area della denominazione ed una all’interno. Grazie a queste il prodotto commercializzato certificato Ig segna un trend di crescita, così come registriamo nuovi ingressi di produttori e confezionatori nel nostro Consorzio. Si tratta ancora di cifre limitate rispetto alle potenzialità dell’area Igp, ma questo ci dà stimolo e speranza per proseguire nella nostra azione e non ci facciamo scoraggiare nemmeno dagli eventi atmosferici avversi.

Stagione compromessa da eventi meteo. È passato appena un mese dal violento fortunale – prosegue Boscolo – che il 20 agosto ha colpito, gli appezzamenti litoranei tra il Brenta e l’Adige, il cuore dell’area produzione del Radicchio di Chioggia, e purtroppo le prime stime dei danni si stanno confermando. Siamo alla quarta settimana di raccolta delle produzioni autunnali, e all’Ortomercato di Brondolo a Chioggia i conferimenti segnano un netto calo rispetto l’anno precedente, pari ad oltre il 50%, che tradotti in termini di peso significano, nel solo mercato di riferimento, una perdita di radicchio paria a circa 500 quintali al giorno. I prezzi sono abbastanza sostenuti all’origine e si aggirano sia per il generico tondo che per il radicchio Igp intorno a 1,50-1,80 euro/al kg, scendendo verso l’euro il prodotto che ha subito la grandinata. Per quest’ultimo, oltre a quotazioni più basse, si registrano rese per ettaro intorno ai 50 quintali rispetto ad una produzione media che può raggiungere i 250-280 q/h, quindi con fatturati insufficienti a coprire i costi; ma anche per il radicchio che non ha subito l’evento calamitoso si registrano rese quantitative inferiori, a causa della stagione estiva caldissima. Le prospettive nell’immediato proseguo della raccolta non dovrebbero cambiare, pertanto anche nel mese di ottobre sono attesi quantitativi minori di radicchio tondo, mentre nei mesi successivi si dovrebbe gradualmente raggiungere ad una produzione in linea con le annate precedenti».

Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Mercati ortofrutticoli veneti, scambi in ribasso

ortofruttaNei mercati ortofrutticoli veneti la merce scambiata nel 2014 è stata di 913 mila tonnellate, il livello più basso dal 2000. Si tratta di ortaggi (466 mila tonnellate, -1,7%), con una quota pari al 51% degli scambi, seguiti dalla frutta fresca (298 mila t, -4,2%) con una quota del 32,6% sul totale delle quantità veicolate. Anche il valore delle merci scambiate è sceso (780 milioni di euro, -15%), risentendo in maniera sfavorevole della flessione dei prezzi registrati nei mercati, che in media sono diminuiti del 12,5%. Sono questi, in sintesi, i dati più significativi che emergono dalle analisi effettuate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati forniti dai mercati ortofrutticoli regionali.

 Approvvigionamenti, in aumento dall’estero. Dal punto di vista della provenienza delle merci, la quantità di prodotto proveniente dal territorio regionale (compreso le provenienze comunali e provinciali), è stata di circa 206 mila tonnellate (il 22,6% del totale delle merci scambiate nei mercati ortofrutticoli del Veneto), in calo rispetto all’anno precedente (-3,1%). Gli arrivi dal territorio nazionale, che costituiscono una quota del 52,5% delle merci in entrata, hanno subito ancora un ulteriore calo e scendono a 479 mila tonnellate (-3,1% rispetto al 2013). Al contrario, le merci provenienti dall’estero hanno registrato un aumento, seppure di modeste dimensioni (228 mila t, +1,5%), e di conseguenza anche la quota relativa è salita al 25% del totale. Per la maggior parte, le merci provengono dall’Unione Europea (circa il 62% del totale, in particolare da Spagna e Paesi Bassi), dal Sud America (13%, in particolare da Argentina e Cile) e dall’America Centrale (10%), che soddisfano le esigenze di frutta e prodotti nei periodi di contro stagionalità.

Destinazioni. Per quanto riguarda le destinazioni, per la prima volta la maggior parte delle merci è stata spedita all’estero (40%), mentre solo una quota del 37% è rimasta nel territorio regionale e il restante 23% in Italia, soprattutto nelle altre regioni del nord Italia. I principali mercati di sbocco sono risultati i Paesi a noi vicini (Croazia, Germania, Slovenia e Austria), verso i quali è stato destinato il 56% delle merci in uscita; la parte rimanente ha preso la via dell’est e del nord Europa (da sottolineare che una quota del 9% ha riguardato la Russia, che nel frattempo ha posto delle pesanti restrizioni nei confronti dei Paesi UE)

Fornitori. La merce che entra nei mercati solo in minima parte proviene direttamente dai produttori (13,7%) o da loro aggregazioni come le OP/cooperative (22%); i fornitori principali, con una quota sostanzialmente invariata, sono sempre i commercianti (41% delle merci introdotte) e i grossisti (20,5%). Commercianti e grossisti sono anche i principali acquirenti delle merci in uscita dai mercati, con una quota, in leggero aumento, del 58% del totale di merci in uscita. In leggera crescita la quota acquisita dalla distribuzione moderna (21%), mentre è in calo la merce destinata al dettaglio fisso e ambulante (16%).

Fonte: Veneto Agricoltura

 

A MacFrut 2015 la formazione (gratuita) ha fatto 13!

ortofruttaL’ortofrutta, seconda voce dell’agroalimentare italiano con 4,1 miliardi di euro di export
rispetto ai 5,1 del vino (Fruitimprese, 2014) e protagonista a Macfrut, dal 23 al 25 settembre a Rimini Fiere con 1.000 espositori in 11 settori in rappresentanza dell’intera filiera. Un comparto che necessita di sposare alla qualità delle produzioni i “frutti” più stuzzicanti dell’innovazione per fronteggiare la competizione mondiale. Di qui l’impegno del partner tecnico della manifestazione, L’Informatore Agrario, che annuncia 13 workshop tecnici gratuiti a Macfrut sulle tematiche di maggiore attualità del momento.

Sito dedicato. Dalle reti multifunzionali alle novità varietali, dal frutteto sostenibile alla gestione delle resistenze ai fungicidi, da non perdere, poi, i seminari sui biostimolanti: come novità assoluta, un workshop su questo argomento in lingua spagnola per cogliere le esigenze di un pubblico sempre più internazionale. Tutte opportunità non solo per essere informati sulle più recenti novità tecniche ma anche per uno stimolante “a tu per tu” con gli esperti. Per l’occasione, la rivista specializzata in agricoltura professionale ha lanciato un nuovo sito dedicato, www.ortofrutta.informatoreagrario.it, che contiene il programma dettagliato delle iniziative lanciate a Macfrut, i dati e le news tecniche e di mercato più interessanti per il comparto, con interviste e focus di approfondimento. «L’obiettivo è sottolineare i punti di forza e il ruolo svolti dalla meccanica agricola, dalla ricerca genetica, dalle nuove tecnologie di difesa e nutrizione per un’ortofrutta di qualità prodotta nel rispetto dell’ambiente e del consumatore finale» commenta Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario.

Il programma dei corsi. Basta registrarsi, su http://www.ortofrutta.informatoreagrario.it o direttamente in fiera, per partecipare agli incontri gratuiti de L’Informatore Agrario con esperti del settore nella Sala Workshop del padiglione D5 di Rimini Fiere. Il panorama di tematiche è particolarmente ricco. Mercoledì 23 settembre. ore 10 – I vantaggi delle moderne reti multifunzionali; ore 11.15 – Frutteto sostenibile: potatura e diradamento meccanico; ore 13.45 – Ciliegio: le novità varietali; ore 15 – Albicocco: le novità varietali.
Giovedì 24 settembre. ore 10 – Gestione delle resistenze ai fungicidi di pero e melo; ore 11.15 – Come difendere le coltivazioni di IV gamma; ore 12.30 – Biostimulantes en agricultura; ore 13.45 – Biostimolanti: nutrizione vegetale funzionale; ore 15 – Disinfestazione del terreno (contro nematodi e funghi): problemi e soluzioni. Venerdì 25 settembre. ore 10 – Analisi dell’estratto acquoso per calibrare la fertirrigazione; ore 11.15 – Fertirrigazione: tecniche e prodotti innovativi; ore 13.45 – Tarature irroratrici per risparmiare e tutelare l’ambiente; ore 15 – Tutela della salute dell’operatore con i DPI.

Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario

SOS ortofrutta, Copa-Cogeca chiede alla Commissione europea il prolungamento delle misure di aiuto ai produttori colpiti da embargo russo

ortofruttaL’Organizzazione agricola europea Copa-Cogega ha scritto all’Esecutivo dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha confermato che l’embargo continuerà fino al 2016. Lo stop russo alle importazioni sta colpendo pesantemente i produttori europei di ortofrutticoli e in piena stagione estiva il recente annuncio di Putin rischia di provocare un crollo dei prezzi pagati ai produttori, a meno che non vegano intraprese dalla Commissione specifiche azioni di sostegno.

Le azioni chiave. Le misure attuali, in scadenza, che permettono il ritiro di prodotti dal mercato a fini di distribuzione gratuita a organizzazioni caritative, gli usi non alimentari e la raccolta verde, devono – sostiene Copa-Cogeca – essere prolungate e introdotte prima che vi sia una riduzione dei prezzi, ciò per prevenire un crollo del mercato. L’Art. 219 del Reg. UE n. 1308/2013 (OCM) permette di applicare misure eccezionali quando il mercato è a rischio, come nella situazione attuale, per evitare una crisi. Inoltre, la lista di prodotti deve essere ampliata. L’applicazione dell’Art. 222 della nuova PAC è altresì necessaria per permettere alle Organizzazioni di Produttori di reagire celermente.

Fonte: Europe Direct Veneto

28 luglio 2015, giornata dell’ortofrutta e della solidarietà indetta da Coldiretti, 5 gli appuntamenti in Veneto

Giornata ortofrutta ColdirettiFrutta fresca e a km zero donata a chi ne ha bisogno dagli agricoltori. Un’azione di solidarietà concreta che vede protagonisti i produttori in occasione della giornata nazionale dell’ortofrutta indetta da Coldiretti all’Expo di Milano e in tutta Italia oggi, martedì  28 luglio. Una giornata dedicata al primato italiano della produzione di frutta e verdura in Europa con il denominatore comune della solidarietà, nei confronti delle categorie più deboli, dagli anziani ai bisognosi. L’iniziativa sarà declinata anche in Veneto con cinque appuntamenti.

A Venezia, scendono in acqua le agricoltrici. Ad animare l’evento organizzato a Venezia saranno le imprenditrici agricole di Donne Impresa che, a bordo di una topa (imbarcazione tipica veneziana da trasporto), consegneranno chili di frutta e verdura alle mense della Caritas in laguna. Le tappe previste sono lungo il Canale della Giudecca dove ad attendere le agricoltrici ci saranno le mamme e i bambini della Casa di San Pio X, a seguire i profughi della comunità, gli anziani dell’ospizio Cardinal Piazza e gli ospiti del cottolengo, fino ai poveri di Betania a Cannaregio. “Un incontro solidale tra produttori e persone in difficoltà, dove anche una mela o una pesca a tavola è determinante. Il valore del nostro lavoro passa anche per questa riconoscenza – commenta Franca Castellani, frutticoltrice e responsabile di Donne Impresa – a volte un sorriso ci ripaga più delle bizzarrie del mercatoLa beneficenza – infatti –  la facciamo tutti i giorni visto che solo il 16,7% del costo sostenuto dai consumatori arriva agli agricoltori che con questa cifra non riescono neppure a sostenere le spese di produzione. Tradotto – dice Franca Castellani –  per 1 kg di nettarine all’imprenditore rimangono 30 centesimi quando il consumatore paga 1.80 euroUna situazione inconcepibile ed inaccettabile, che bisogna arginare per consentire al settore di non cedere il passo ai prodotti stranieri, che non sono foresti solo per la provenienza, ma soprattutto per gli standard qualitativi. Ci rivolgiamo – conclude Castellani – anche alle istituzioni politiche affinchè decolli un progetto di rilancio  che valorizzi la produzione regionale che nel 2008 rappresentava quasi il 20% del PIL agricolo mentre ora è scesa al 15%.  E’ una vera e propria emergenza che occorre trattare con un piano di rilancio in Veneto, regione a pieno titolo chiamata a fare dell’Italia l’eden d’Europa”.

A Rovigo la frutta va in spiaggia. Dalle 9.30 alle 13, gli agricoltori di Coldiretti Rovigo predisporanno un gazebo in piazzale Europa a Rosolina Mare per la distribuzione di cestini di nettarine che arrivano direttamente dai frutteti altopolesani della zona di Badia, grazie alla collaborazione con la Cofruta di Giacciano con Baruchella. In contemporanea, le pesche saranno distribuite anche in tutti i 12 bagni del litorale rosolinese grazie alla collaborazione col Consorzio operatori balneari di Rosolina. “Per i produttori è un momento difficile – commenta il presidente Mauro Giuriolo -, ormai i produttori cominciano ad estirpare i frutteti e questo è un danno enorme per tutta l’economia polesana, per l’agricoltura certamente, ma anche per l’indotto, per la conservazione della biodiversità ed, infine, per il consumatore che non avrà più pesche di stagione, quelle profumate che si rubavano nei campi da ragazzini, si mangiavano con la buccia e sapevano d’estate”.

A Verona la “frutta a pezzi”. A partire dalle 10.30 gli agricoltori di Coldiretti Verona allestiranno un gazebo in Piazza Brà per la distribuzione di un migliaio di confezioni di pesche porzionate a turisti e cittadini che transiteranno in centro storico. Alle 11.00, sempre in Piazza Brà, il presidente provinciale Claudio Valente consegnerà un cesto di pesche al Direttore del Banco Alimentare, simbolo della fornitura di circa 25 quintali di frutta che verrà effettuata gratuitamente a favore degli indigenti della provincia scaligera. Verso le 11.30 al bar Vittorio Emanuele, che dà direttamente sul Liston, si terrà uno “show drinking”: un esperto barman preparerà un cocktail a base di pesche per dare una piccola dimostrazione delle numerose potenzialità culinarie del famoso frutto “made in Verona”. A sostenere l’iniziativa sarà anche Casa Mazzanti in Piazza Erbe che nel corso della giornata farà degustare frutta e verdura a chilometro zero. “La provincia veronese è la prima in Veneto e tra le prime in Italia per produzione di ortofrutta ma ancora agli agricoltori arrivano solo le briciole“, sottolinea il presidente Claudio Valente.

Gli agricoltori di Coldiretti Padova, presieduta da Federico Miotto, hanno scelto di donare la frutta fresca e di stagione, appena raccolta dai campi, all’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio a Sarmeola di Rubano, mentre gli agricoltori di Coldiretti Treviso, nell’azienda di Angelo Bastarolo a Zero Branco, raccoglieranno pomodori e cetrioli per la comunità alloggio che ospita attualmente 30 migranti.

Fonte: Coldiretti Veneto/Coldiretti Rovigo/Coldiretti Verona/Coldiretti Padova

Crisi ortofrutta, UE rivede i risarcimenti, a farne le spese i paesi del sud Europa?

ortofruttaIl giorno dopo la denuncia di Coldiretti sullo stato di crisi strutturale in cui versa l’ortofrutta veneta che sta portando gli agricoltori a scegliere la distruzione di mele e pere di stagione a causa del calo dei consumi, delle importazioni dagli altri Stati e non da ultimo l’embargo russo, arriva la notizia dello stop agli aiuti decisa dalla Commissione europea che toglie anche le misure di emergenza introdotte a sostegno di frutta e verdura deperibile.

Una riflessione utile per tutti i paesi UE?  Tutto questo per cercare di progettare entro pochi giorni un sistema più mirato a causa di un aumento sproporzionato di richieste di intervento economici. Secondo Coldiretti i produttori polacchi  avrebbero infatti presentato richieste per l’87% dei fondi destinati a sostenere tutti gli ortofrutticoltori europei poiché le indennità di ritiro previste risultano molto interessanti in situazioni con costi di produzione più bassi. Si tratta dell’ennesima  dimostrazione che – sottolinea la Coldiretti – è profondamente sbagliato non tenere conto delle diverse situazioni produttive tra i paesi  che risultano a questo punto particolarmente importanti e urgenti anche per l’Italia. Le misure di sostegno che sono state sospese prevedevano – conclude la Coldiretti – un importo di 125 milioni sino a novembre per tutta l’Unione Europea a sostegno dei prodotti ortofrutticoli (pomodori, carote, cavolo bianco, peperoni, cavolfiori, cetrioli e cetriolini, funghi, mele, pere, piccoli frutti, uva da tavola e kiwi). Con ritiri dal mercato e compensazioni per la non-raccolta e la raccolta anticipata con l’assistenza finanziaria per tutti i produttori, inclusi  quelli che non fanno parte di organizzazioni di produttori.

Martina a Ciolos: superare subito stop aiuti ortofrutta. Da parte sua, il Ministro Maurizio Martina, anche in qualità di Presidente di turno del Consiglio, ha inviato un messaggio al Commissario europeo per l’agricoltura e per lo sviluppo rurale Dacian Cioloş.  Martina ha chiesto al Commissario Cioloş di superare immediatamente lo stop agli aiuti affinché ci sia una risposta concreta per le imprese che non possono tollerare ulteriori ritardi, sottolineando la necessità di intervenire in modo tempestivo per non causare ulteriori danni al settore.

Fonte: Coldiretti Veneto

Ortofrutta veneta, crisi strutturale per Coldiretti Veneto

ortofruttaA poche settimane dalla produzione di radicchio,  ortaggio di punta del comparto nazionale dove il Veneto primeggia con le sue eccellenze, Coldiretti traccia un’analisi del settore messo a dura prova da un calo dei consumi e dalle turbolenze provocate dall’embargo russo che ha toccato, per la verdura, il – 8% nel primo semestre.

Il carrello di frutta e verdura si svuota. Il Veneto che coltiva più del 40% della produzione esporta in Germania e in Austria grossi quantitativi che nel complesso nazionale valgono per questa cicoria 314 milioni dell’export delle lattughe e radicchi. Se questo quadro è incoraggiante preoccupa sul fronte interno la riduzione degli acquisti  che interessa in particolare i prodotti orticoli di pregio.  Dal 2008 ad oggi sono spariti 48 chili di frutta e verdura dal carrello delle famiglie – spiega Coldiretti Veneto –  Ad aggravare la situazione già critica anche i flussi di importazione che vedono la Spagna immettere nella nostra regione tonnellate di pesche ed altri Paesi che con triangolazioni apparentemente impossibili riescono a far arrivare dall’Olanda migliaia di quintali di pere. Il consumatore, oltre tutto,  ignora che nella penisola Iberica è autorizzato un principio attivo per la conservazione della frutta che il Ministero della Salute italiana ha assolutamente vietato. La domanda interna è comunque fondamentale per il comparto che, purtroppo, deve fare i conti con una prolungata contrazione della spesa che anche nel 2014 manifesta riduzioni notevoli.

Embargo Russo, risvolti negativi non facili da stimare. Nelle tabelle, presentate ieri dai dirigenti di Coldiretti Veneto,  si analizzano alcuni prodotti ortofrutticoli, i principali, ovvero quelli che più stanno soffrendo, o che nel prossimo futuro potrebbero avere ripercussioni a causa del blocco in Russia e della recessione a tavola.  I dati rilevano flussi verso la Russia nel comparto ortofrutticolo significativi ma non decisivi – commenta Coldiretti – Tuttavia, è importante rilevare che la chiusura di alcuni sbocchi commerciali determina, in una situazione di eccesso di offerta per molti prodotti in una situazione di crisi dei consumi risvolti negativi che non sono facili da stimare. Lo studio evidenzia che per il Veneto il primo partner commerciale nell’ortofrutta è la Germania che, con ogni probabilità, non solo si approvvigiona in Italia per il mercato interno, ma anche per poi commercializzare le produzioni ortofrutticole verso l’est dell’Europa fino alla Russia. I segnali che sono stati registrati in primis per le pesche e nettarine e che, purtroppo, stanno incominciando a pervenire anche per le pomacee (mele e pere), non sono positivi. Esistono timori quindi anche per le quotazioni del kiwi e del radicchio, anche se in questa fase è temerario giungere a conclusioni. Per sovvertire questo trend negativo nel settore dell’ortofrutta, non basta il ritiro dell’embargo da parte della Russia, né possono rappresentare una soluzione le misure di compensazione ai produttori che non immettono in commercio i prodotti recentemente varate dall’Unione europea.  Solo una decisa ripresa dei consumi domestici può consentire il recupero del prezzo per gli agricoltori che, praticamente, subiscono la gran parte degli effetti della domanda al ribasso con quotazioni che, come nel caso delle pesche, sono addirittura al di sotto dei costi di produzione.

 “Meglio italiano, scelgo veneto” è lo slogan di lancio del cronoprogramma di Coldiretti al fine di stringere un patto, che è già alleanza con i consumatori,  assieme alla Regione, ai rappresentanti del Governo, ai mercati ortofrutticoli e alla Grande Distribuzione Organizzata. Nei prossimi giorni le delegazioni provinciali incontreranno i Prefetti e gli assessorati regionali competenti oltre che la Presidenza del Consiglio Veneto per definire una politica d’interventi necessari a sostenere la fiducia delle famiglie verso la tipicità nostrana che vede frutta e  verdura al top della qualità e della sicurezza alimentare come tutto il patrimonio agroalimentare regionale.

Fonte: Coldiretti Veneto

Regione Veneto dà avvio a controllo qualità ortofrutta e biodiversità del territorio

ortofrutta“Vogliamo verificare quanto il valore dell’agricoltura e i risultati per il reddito delle imprese siano strettamente connessi alla qualità delle produzioni e quanto quest’ultima è espressione anche dell’ambiente che li produce”. Con questa parole l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato annuncia l’avvio del Progetto dal titolo “Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”, messo a punto con il contributo delle Organizzazioni di Produttori (che metteranno a disposizione le proprie aziende) e dei Consorzi di Tutela DOP/IGP. La Giunta regionale ha finanziato il progetto con 1,3 milioni di euro.

L’analisi procederà su due livelli: monitoraggio ambientale (acqua-aria-suolo) di trecento aziende prese a campione (sparse in tutte le province venete); monitoraggio di prodotto (dop, igp, prodotti tradizionali): i prodotti selezionati saranno circa mille. I controlli si svolgeranno da marzo a ottobre circa, in base ai periodi biologici di fioritura di ogni frutto e ortaggio.

Verifica ecosostenibilità delle filiere produttive. Le Università di Verona e Padova, attraverso analisi nutrizionali/nutraceutiche e metabolomiche, approfondiranno le caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli e il biomonitoraggio dell’ambiente di coltivazione, con l’obiettivo di fornire risposte oggettive e concrete ai consumatori, garantendo loro che le tecniche produttive utilizzate nella filiera sono ecosostenibili e fornendo assicurazioni circa la salubrità e la qualità dei prodotti ortofrutticoli veneti, attraverso un monitoraggio ambientale e di prodotto che evidenzi eventuali anomalie.

Applicato il disciplinare “Biodiversity Friend”. I prodotti esaminati (quelli tipici, tradizionali e a marchio) verranno rapportati al territorio per confermare la correlazione tra “prodotto sano” e “ambiente sano”. Per questa visione globale del comparto agricolo si applicherà il disciplinare “Biodiversity Friend”, la prima e unica certificazione in Italia in grado di valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura, “valore essenziale – ribadisce Manzato – al quale non è più possibile rinunciare. Mi risulta che il Ministero delle politiche agricole sia anch’esso interessato all’iniziativa, oltre ad altre Regioni, che si stanno già indirizzando verso questo nuovo tipo di approccio”.

(Fonte: Regione Veneto)

Consumi di frutta e verdura al minimo in Italia

ortofruttaGli acquisti di frutta e verdura degli italiani nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo con un calo di oltre 100 chili di ortofrutta in meno nel carrello, rispetto al 2000. E’ l’allarme lanciato da un’analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia un drammatico calo del 18 per cento nelle quantità consumate dalle famiglie che hanno portato sulle tavole appena 320 chili di ortofrutta nel corso del 2013.

Riduzione maggiore di verdura. La riduzione – sottolinea Coldiretti Verona – ha riguardato sia il consumo di frutta (-17 per cento) ma soprattutto la verdura (-20 per cento), rispetto al 2000 ed è stata progressiva ma con una forte accelerazione negli anni della crisi. Secondo il rapporto Istat/Cnel sul benessere 2013, in Italia – continua la Coldiretti – solo il 18,4 per cento della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l’assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante. Verona, pur essendo importante zona di produzione ortofrutticola, non fa eccezione per il calo dei consumi.

Quali le ragioni di questa situazione? “Sicuramente la crisi è la causa principale del crollo degli acquisti di ortofrutta – sottolinea Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona – ma non pensiamo sia l’unica. Ad esempio il cambiamento degli stili di vita, è un fattore da valutare. Oggi, molte persone pranzano fuori casa, per ragioni di lavoro, e consumano pasti veloci spesso poco ricchi di verdura e frutta. Alla sera, poi, c’è meno tempo per pulire e preparare le verdure. Ma c’è da sottolineare anche il concetto del contro-stagione ossia la presenza di prodotti, appunto fuori stagione, magari importati, che hanno costi alti e non sono gustosi. E’ importante, quindi, cercare di comprendere le cause del crollo degli acquisti, poiché frutta e verdura sono i fondamentali per una corretta alimentazione”.

Per stare in salute, 400 grammi a persona al giorno di frutta e verdura. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia, infatti, per una dieta sana, di consumare più volte al giorno frutta e verdure fresche per un totale a persona di almeno 400 grammi, ma – sostiene la Coldiretti – in Italia la quantità consumata e scesa purtroppo al di sotto, con situazioni più preoccupanti per i bambini. Il numero dei bambini e adolescenti che mangia frutta e verdura a ogni pasto è sceso al 35 per cento a fronte del 37 per cento nel 2012, mentre quelli che la mangiano una volta al giorno sono passati al 35 per cento contro il 39 per cento e si registra anche un aumento di coloro che non l’assumono o lo fanno un massimo di 2 volte a settimana (31 per cento contro il 24 per cento).

Le preferenze in fatto di frutta e verdura. Un frutto su quattro acquistati dagli italiani è la mela che si classifica come la preferita ma sul podio salgono anche le arance, che si classificano al secondo posto, e le pere mentre a seguire nella lista della spesa delle famiglie ci sono le pesche, clementine, meloni, uva e kiwi, tra quelli di produzione nazionale. Tra gli ortaggi e le verdure, la star assoluta in tavola è la patata seguita dai pomodori, dalle insalate, dalle zucchine e dalle carote. “Il calo degli acquisti – conclude Valente – ha colpito tutte le principali forme distributive tradizionali, dai grandi supermercati agli ambulanti. La novità positiva degli ultimi anni è rappresentata dalla vendita diretta degli agricoltori nelle aziende, nei Mercati di Campagna Amica che si sono rapidamente diffusi e che, nella provincia veronese, hanno fatto registrare incrementi delle vendite a due cifre. Ciò che è importante, però, è acquistare, in qualunque punto del sistema commerciale, prodotti italiani di stagione che hanno maggiore freschezza e risentono meno della fluttuazione dei prezzi di mercato. In questo modo si può mantenere una corretta alimentazione senza fare danni al portafoglio”.

(Fonte: Coldiretti Verona)