
Diego Caniato nel Giona Show
(di Marina Meneguzzi). Come di consueto, la nostra associazione tiene la propria Assemblea di metà anno “a casa” del vincitore del Premio Argav dell’anno precedente. Lo scorso 2 giugno, quindi, siamo andati in Polesine, terra del Giona Show, società di spettacoli equestri che la famiglia Caniato, in arte Giona, gestisce con successo internazionale da tre generazioni. Precisamente, eravamo a Trecenta (RO) nella tenuta agricola La Bisa, vera oasi ambientale in cui i Caniato tengono i propri cavalli. Non bastasse l’articolo che abbiamo pubblicato in occasione della consegna del premio Argav 2015 al Giona Show, per comprendere al meglio il carattere straordinario di questa famiglia, può essere interessante conoscere la storia di Cascabel (in italiano, campanello), splendido cavallo spagnolo.

Pierre Caniato nel Giona Show
Originario dall’Andalusia, la “regione più calda e passionale della Spagna” – recita lo slogan turistico -, fin dalla nascita Cascabel era un cavallo molto ambito dagli appassionati di sport equestri per la sua innata ed elegante imponenza, nonché per il colore nero del mantello, una rarità tra i cavalli andalusi, per la maggior parte bianchi, sauri e grigi. Ma una parte della passionalità e del calore tipici dell’area in cui è nato, Cascabel ce l’ha nel sangue: mosso da uno spirito indomito, mal sopporta le pratiche di addestramento, e così, di anno in anno, passa continuamente di proprietà per il “brutto” carattere. Dall’Andalusia, Cascabel è arrivato in Italia, dapprima a Varese, poi ad Arezzo, quindi a Roma. Proprio nella città eterna, sembrava fosse arrivata la sua ultima ora, visto che si era scrollato piuttosto malamente dalla groppa l’ultimo proprietario che tentava di addestrarlo. La voce della sventurata sorte che attendeva Cascabel arriva, però, all’orecchio di Osvaldo Caniato, il capostipite della famiglia di artisti equestri di Castelgugliemo. Che, di tutta fretta, calò a Roma e convinse il proprietario a cedergli Cascabel. Esattamente 4 giorni dopo il passaggio di proprietà, Cascabel si esibiva – e lo fa tuttora con tutti gli onori – nel Giona Show.

I soci Argav in visita alle scuderie del Giona Show guidati da Osvaldo Caniato
Nessun “miracolo”, solo amore e rispetto. Questo piccolo ma significativo aneddoto raccontatoci da Osvaldo durante la visita guidata post Assemblea alle scuderie, può aiutare a capire il rapporto di amore e rispetto che lega questa famiglia ai cavalli. Un rapporto speciale che si concretizza in spettacoli di pura bellezza, destrezza e armonia, in cui cavallo e cavaliere si impegnano a dare il meglio di loro stessi senza prevaricarsi l’un l’altro. Ne abbiamo avuto prova anche nello spettacolo che il Giona Show ha allestito gratuitamente in occasione della festa della solidarietà organizzata a La Bisa dal comune di Trecenta e dall’Associazione Anteas “Villa Pepoli” in collaborazione con le associazioni di volontariato locali, per festeggiare i 70 anni della Repubblica e raccogliere fondi a favore degli anziani.

Giulia Caniato mentre prepara i cavalli
Nessun timore per il passaggio generazionale. Prima dello spettacolo, a cui non ha preso parte Cascabel, che abbiamo però visto impegnato in esercizi, abbiamo via via incontrato i figli di Osvaldo Caniato: Gianluca, che cura la regia e il montaggio delle musiche degli spettacoli, Alex, “domatore” anche di Cascabel, che al posto di frustini e finimenti sfrutta psicologia e carattere dei cavalli per condurli a sé, e Pierre, uno dei più spettacolari e spericolati volteggiatori su cavalli in corsa d’Europa, che abbiamo visto all’opera nello show. C’era anche la terza generazione Caniato, la nipote Giulia, 18 anni, acrobata alle fasce elastiche, impegnata in questa occasione a prepare i cavalli, il nipote Diego, 16 anni, già acclamatissimo e richiesto all’estero, di cui abbiamo potuto ammirare la naturale predisposizione per la “posta in piedi” durante lo spettacolo ed il piccolo Lorenzo, 8 anni, che già volteggia con il suo pony. Per tutti noi, è stata una bella occasione per incontrare una famiglia che del benessere animale ha fatto una scelta di vita e per scoprire, ancora una volta, quanto è “ricca” di belle persone e storie la provincia italiana e veneta.

L’assessore ai Servizi Sociali di Trecenta porta i saluti del comune in Assemblea
Un’oasi tra i laghetti di pesca sportiva. Ultimo, ma non meno importante, un grazie va a Roberta Franco, assessore ai Servizi Sociali di Trecenta, che è venuta a portare in Assemblea i saluti dell’amministrazione comunale, spiegandoci come la località ospiti una struttura d’eccellenza per la terza età. Ma soprattutto, un sentito ringraziamento va alla famiglia Davì, che gestisce all’interno de La Bisa l’Oasi Rio Bravo, ed in particolare a Giada Davì, che ci ha ospitato nelle sale del circolo per l’Assemblea.
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