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Dop e Igp, offerta differenziata sugli scaffali del supermarket?

prodottiOfferta differenziata sugli scaffali per le DOP e le IGP e fondi per la lotta alla contraffazione: questi i messaggi lanciata da AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni geografiche) durante la presentazione avvenuta nei giorni scorsi dell’11° Rapporto sulle produzioni agroalimentari italiane DOP IGP STG 2013 – realizzato dalla Fondazione Qualivita e ISMEA, in collaborazione con AICIG e Accredia con il contributo del Ministero delle politiche agricole.

Multe per le contraffazioni alimentari a beneficio dei Consorzi di tutela. Un comparto in salute, nonostante il momento di congiuntura economica, che stima un aumento del 2% dei valori alla produzione e un giro d’affari al consumo di 12,6 miliardi di euro (+5% su base annua) dove le produzioni certificate crescono rispetto all’anno precedente di oltre 5 punti percentuali sia in valore che in volume – raggiungendo quota 1,3 miliardi di tonnellate. “Le Dop e le Igp sono un patrimonio pubblico da salvaguardare, il contrasto al fenomeno della contraffazione rappresenta una priorità per il comparto e per la nostra associazione, chiediamo pertanto al Governo italiano di assumersi formalmente l’impegno di trasferire i fondi derivanti dalle sanzioni amministrative applicate in violazione alle norme di tutela delle DOP e IGP su Bandi a favore dei Consorzi di Tutela. Chiediamo inoltre che le nostre DOP e IGP si rendano ben riconoscibili al consumatore sugli scaffali della grande distribuzione, dove è necessaria una chiara differenziazione dai prodotti generici con una norma che non costa niente, che può essere fatta subito replicando la circolare 137021 del 2009 su etichettatura e presentazione dei prodotti alimentari delle festività del Ministero dello Sviluppo Economico “.

Qualità alimentare, un valore da tutelare. “Il tema della qualità alimentare, della sua tutela e della sua valorizzazione sui mercati – ha affermato il Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo Paolo De Castro – è sempre stato una priorità per le istituzioni comunitarie, in primis della Commissione che presiedo e in tale ambito già lo scorso anno abbiamo approvato il nuovo regolamento sui regimi di qualità alimentare che riforma il sistema delle certificazioni . Le nuove regole contro l’agropirateria sono la dimostrazione concreta dell’impegno dell’Europarlamento a tutela delle eccellenze del settore. A questi provvedimenti, se ne sommano altri come la minore burocrazia nel funzionamento dei Consorzi di Tutela e la possibilità, tra le altre cose, di introdurre in etichetta a integrazione dei marchi di qualità certificata, riferimenti testuali o simbolici a marchi d’area e/o geografici. Mi trovo quindi pienamente d’accordo con quanto sostenuto dal Presidente di AICIG anche sull’aspetto relativo ad una commercializzazione dei prodotti DOP e IGP per far percepire al consumatore il loro reale valore”.

(Fonte: AICIG)

Marchi Dop e Igp, Italia leader europea, Veneto secondo in Italia dopo l’Emilia-Romagna

prodottiL’Italia si conferma leader europea per numero di riconoscimenti DOP (Denominazione di origine protetta), IGP (Indicazione geografica protetta) e STG (Specialità tradizionale garantita) conferiti dall’UE. A dirlo è l’Istat, il quale registra per il Bel Paese 248 prodotti di qualità riconosciuti al 31 dicembre 2012, nove in più rispetto alla fine del 2011. Sono invece 243 i prodotti attivi nel 2012, per i quali è stata verificata la produzione o la trasformazione nel corso dell’anno.

I settori con il maggior numero di riconoscimenti sono: ortofrutta e cereali (98 prodotti), formaggi (45), oli extravergine di oliva (43) e preparazioni di carni (36). Per ciò che concerne le singoli realtà regionali, il numero maggiore di DOP e IGP lo conquistano l’Emilia-Romagna con 36 prodotti riconosciuti e il Veneto con 35. La lista delle denominazioni di qualità si è arricchita nonostante nel 2012 gli operatori certificati siano scesi a 80.231 (-4,7% rispetto al 2011). Il numero dei produttori registra una frenata nel Centro-Sud, mentre nel Nord il calo risulta minore. Gli allevamenti (42.804 strutture) si sono ridotti dell’8,8% mentre la superficie (159.548 ettari) è aumentata del 5,2%. Secondo la Coldiretti, ad oggi, il primato italiano si è ulteriormente consolidato per un totale di 255 riconoscimenti (156 DOP, 97 IGP e 2 STG) con la ”Trota del Trentino” che ha conquistato per ultima la denominazione d’origine protetta (DOP).

(Fonte: BIT-Spa)

Rischio “stop” all’export inglese dei formaggi italiani per “metodo semaforo”

Cartina-Veneto-Formaggi-DOP«Ci troviamo ad affrontare una nuova barriera all’esportazione dei nostri prodotti. Ho interrogato la Commissione europea affinchè verifichi che la raccomandazione adottata dal Governo inglese non sia discriminatoria, visto che già ha iniziato a incidere pesantemente sull’export alimentare, specialmente del comparto caseario». L’eurodeputato Giancarlo Scottà ha chiesto all’Esecutivo Ue, in un’interrogazione parlamentare presentata insieme ad altri colleghi della Commissione Agricoltura, che si faccia chiarezza sull’utilizzo, in Inghilterra, dei bollini “verde-arancione-rosso” sul packaging dei prodotti alimentari.

“Metodo semaforo”. Questi colori stanno ad indicare il contenuto di calorie, zuccheri, grassi, grassi saturi e sale, e servono a classificare alimenti e bevande in cibi buoni e meno buoni. Si tratta, nello specifico, di una raccomandazione del Governo britannico adottata il 19 giugno scorso, che ha interessato diversi prodotti italiani, soprattutto i formaggi.  «Questo tipo di segnaletica – ha spiegato l’europarlamentare trevigiano – classifica gli alimenti solo in base al contenuto dei singoli nutrienti, senza tenere conto della dieta complessiva, dando quindi messaggi fuorvianti ai consumatori».  «La qualità e la salubrità dei prodotti caseari veneti – ha proseguito – sono garantite, basti pensare che in Veneto si realizzano ben otto formaggi DOP. È opportuno verificare che questa etichettatura introdotta dal governo inglese sia pienamente conforme ai requisiti Ue e che non generi confusione, mettendo in discussione il valore di un sistema di certificazione condiviso dai paesi europei e su cui hanno investito molti produttori veneti».

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà)

Non solo frutta ma anche olio e riso veneti a Macfrut (25-27 settembre 2013)

CARTINA_ECCELLENZE_cartinaMacfrut 2013 (Cesena, 25-27 settembre 20143) sarà una bella opportunità di coesione e di fare sistema per 11 prodotti di qualità del Veneto, garantiti dai marchi Dop e Igp. Dentro uno stesso spazio, con iniziative coordinate, saranno in vetrina i 5 radicchi di Treviso, Castelfranco, Chioggia e Verona, le insalate, cappuccia e gentile, di Lusia (Rovigo), gli asparagi, bianchi e verdi, di Badoere (Treviso), i marroni del Monfenera e di Combai (nel Trevigiano), l’olio del Garda e il riso vialone nano veronese.

In fiera, sarà creato un “ambiente” per mostrare come si coltivano le colture orticole. Sono eccellenze del Veneto, caratterizzate dal fatto di essere coltivate in ambienti di qualità, con pratiche sostenibili, rispettose della biodiversità. Uno spazio particolare sarà riservato alla filiera delle insalate di Lusia, che sarà presente con una decina di aziende, con il coordinamento del locale Mercato ortofrutticolo. E’ in programma anche un momento spettacolare per coinvolgere i visitatori: sarà realizzato “un ambiente” nel quale si presenterà come si coltiva e come si lavora il radicchio Igp di Treviso, un ortaggio che si sta sempre più affermando e che sta allargando i tradizionali confini di mercato. “La novità, rileva Francesco Arrigoni, direttore di OPO Veneto, è costituita dal fatto che si mettono insieme realtà diverse per ottimizzare le risorse disponibili per la promozione. Non solo ortofrutta, ma anche l’olio e il riso. Una sinergia “transettoriale” che promette bene. Macfrut 2013, dunque, è vista anche come una bella prova di coesione e di fare sistema”. Lo stand, che sarà realizzato in una posizione molto visibile, comprenderà uno spazio comune per incontri, dibattiti, degustazioni, che sarà a disposizione dei singoli Consorzi di tutela dei prodotti Dop e Igp, i quali sono in primo piano nell’organizzazione e nella gestione dell’evento. L’intera operazione rientra nelle iniziative previste dalla misura 133 del Psr (Piano di Sviluppo Rurale), finalizzata a sostenere, con fondi comunitari, le attività di informazione e di promozione delle produzioni agroalimentari di qualità. In tal senso, nove Consorzi di tutela di prodotti Igp e Dop del Veneto si sono messi insieme ed hanno presentato un progetto aggregato intitolato “Promozione di qualità, ortofrutta, riso e olio del Garda per crescere”, che è stato approvato dalla Regione Veneto. Il progetto prevede tutta una serie di iniziative promozionali e di valorizzazione, tra le quali la presenza “comune” al Macfrut di Cesena, la cui immagine sarà curata da Pietro Berton di Lineart. Capofila del progetto è il Consorzio di tutela Radicchio Rosso di Treviso Igp e Radicchio Variegato di Castelfranco Igp presieduto da Paolo Manzan.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Dop e Igp italiane generano un giro d’affari di 12 miliardi al consumo, allarme lanciato da Aicig di “sfruttamento parassitario” delle denominazioni comunali

fascia_dopUn giro d’affari di circa 6,5 miliardi di euro alla produzione, pari a circa il 38% del valore totale delle vendite di prodotti agricoli e alimentari registrati a livello UE e circa 12 miliardi al consumo, di cui 8,5 derivanti dai consumi interni e il resto concentrato nell’Unione Europea. Sono questi i valori, in crescita, nonostante la crisi, per le DOP e le IGP italiane ricordati dall’assemblea annuale di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, che, nel dibattito, “ Il mercato dei prodotti DOP e IGP tra opportunità e opportunismo” ha riflettuto sul ruolo delle denominazioni, anche in termini economici, fotografando un settore con una buona vitalità, sostenuta dal crescente interesse del mercato e dei consumatori nei confronti del patrimonio di eccellenze agroalimentari italiane e dagli sforzi di tutti quegli operatori quotidianamente impegnati nella loro valorizzazione, in Italia e all’estero.

Marchi De.Co (denominazioni comunali) in contrasto con le disposizioni comunitarie. Nonostante la crescente importanza delle produzioni DOP e IGP da un punto di vista economico, in particolare nel corso dell’attuale congiuntura, sempre più numerosi risultano i fenomeni di sfruttamento parassitario delle indicazioni geografiche così come altre forme a carattere prevalentemente localistico, di apparente legame con il territorio, che tuttavia non forniscono al consumatore alcuna forma di garanzia, non avendo alle spalle consorzi di tutela oppure organismi di certificazione ufficialmente riconosciuti e non potendo fornire garanzie né sulla provenienza della materia prima utilizzata né sulla modalità produttiva. Proprio su questo particolarmente dura è stata la presa di posizione dei consorzi riuniti in AICIG e dell’On.Paolo De Castro, che ha affermato: “In Italia siamo bravissimi a farci male da soli: ricordiamo tutte le iniziative, come i marchi De.Co. (denominazioni comunali), in contrasto con le disposizioni comunitarie e capaci di creare solo confusione sui mercati. Dobbiamo valorizzare e investire sulle denominazioni comunitarie.”

(Fonte: Consorzio Asiago Dop)

Asiago, prima Dop in Italia a introdurre l’analisi sensoriale nel piano di controlli

Il formaggio Asiago è la prima specialità casearia Dop in Italia ad introdurre l’Analisi Sensoriale nel piano dei controlli per l’ammissione del prodotto finito alla tutela UE. A partire da marzo, gli ispettori della filiera non si occuperanno più solo di verificare il rispetto del Disciplinare Asiago, ma effettueranno anche prelievi di formaggio per certificarne la conformità ai criteri sensoriali cogenti di nuova introduzione.

I parametri organolettici del formaggio Asiago che verranno sottoposti a valutazione sono sette: aspetto della forma e della crosta, aspetto e colore della pasta, occhiatura del formaggio e caratteristiche gustative espresse nei quattro gusti base: dolce, salato, acido, amaro. Essi saranno valutati da un panel di esperti, che valuterà a campione lotti rappresentativi della produzione di Asiago, applicando le normative ISO di Analisi Sensoriale dei formaggi.

Focus sull’alta qualità del prodotto. Per il Presidente del Consorzio di Tutela, Roberto Gasparini, “L’analisi sensoriale del formaggio Asiago è una scelta volontaria dei soci, che in questo modo intendono puntare sempre più sulla qualità. Ritengo che sia una scelta coraggiosa, essendo i primi in Italia a dotarci di una disciplina cogente, ma che alla lunga premierà la coscienza e la serietà di una sistema che non ammette deroghe o sconti e che anzi, rilancia proprio sul terreno dell’alta qualità del prodotto”. Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura segnala invece che: “Da tempo Veneto Agricoltura, tramite il proprio Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene, propone l’analisi sensoriale quale strumento di ulteriore valorizzazione delle produzioni agroalimentari di pregio. Siamo lieti che – primo in Italia – il Consorzio di Tutela del Formaggio Asiago abbia accolto questa sfida di lealtà verso il consumatore, inserendo tale valutazione tra i criteri obbligatori della Denominazione di Origine Protetta».

L’Analisi Sensoriale del Formaggio Asiago. Il formaggio Asiago dovrà presentarsi innanzitutto in forme con crosta integra, sottile ed elastica per il Fresco (detto anche Pressato), liscia e regolare per lo Stagionato (detto anche d’Allevo). La pasta deve essere di colore rigorosamente uniforme, bianco o leggermente paglierino quella del Fresco, paglierino quella dello Stagionato. L’occhiatura dell’Asiago Fresco deve essere marcata ed irregolare, quella dell’Asiago Stagionato di piccola e media grandezza. L’utilizzo dei descrittori dolce, salato, acido ed amaro permetterà alla commissione di valutazione di esprimere, sempre in forma anonima, le proprie valutazioni sulla dimensione gustativa del formaggio Asiago prima della sua immissione al consumo. Sono i quattro gusti base le sensazioni che i degustatori sono allenati a riconoscere ed a valutare a livello professionale. L’esame dell’Asiago avviene sia attraverso il confronto fra formaggi di produttori differenti, sia soprattutto utilizzando, come scala di confronto dell’intensità dei gusti, dei “gusti campione”, graduati, per ciascuna sensazione gustativa.

I “gusti campione” sono preparati in laboratorio, utilizzando le opportune quantità di sale, zucchero, acido citrico e caffeina, disciolte in un supporto alimentare di gusto neutro, costante nel tempo. Il risultato finale delle commissioni di Analisi Sensoriale determinerà la possibilità per il formaggio di essere ammesso alla tutela DOP. Contrariamente, qualora l’attività di controllo organolettico del prodotto ponesse in evidenza difetti, è prevista la “smarchiatura” dell’intero lotto, mediante l’abrasione del marchio dalle forme, che non potranno pertanto essere commercializzate come Asiago. Il risultato è frutto di un progetto che ha visto il Consorzio di Tutela impegnato nell’arco degli ultimi tre anni. Si tratta del primo caso di specialità casearia DOP in Italia ad adottare misure di controllo sulla qualità del prodotto finito, sanzionabili con l’esclusione dalla possibilità di fregiarsi della Denominazione, anche se tutti gli altri requisiti richiesti dal Disciplinare di Produzione sono stati rispettati (origine della materia prima lattea, alimentazione e cura delle bovine, rispetto della tecnica casearia tradizionale e controllo delle fasi della produzione).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Produzioni Dop e Igp, l’Aicig chiede al ministro Catania d’intervenire a Bruxelles per cambiare la normativa

Il Consiglio direttivo di Aicig – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche – ha incontrato ieri il Ministro Mario Catania, per un confronto sulle tematiche più attuali legate al settore delle produzioni DOP e IGP. All’incontro, a fianco del Presidente di AICIG, Giuseppe Liberatore, sono intervenuti i rappresentanti di vari consorzi, tra cui il Consorzio di tutela del Radicchio rosso di Treviso.

Italia leader in Europa per il numero di prodotti riconosciuti e fatturato. Il nostro Paese si distingue per un patrimonio agroalimentare unico in termini di ricchezza, varietà e pregio. L’Italia oggi detiene una posizione di leadership in ambito comunitario, non solo come numero di prodotti riconosciuti ma anche in termini di fatturato, rappresentando infatti la maggioranza dell’intero valore economico delle produzioni Dop e Igp europee. Durante l’incontro sono state affrontate una serie di tematiche che hanno spaziato dall’operatività quotidiana dei Consorzi fino all’esame dell’evoluzione normativa comunitaria.

Necessità di regolamentare i volumi produttivi. L’attenzione è stata focalizzata in particolare sulla necessità di ottenere nella futura normativa l’inserimento di una disposizione che permetta ai Consorzi di tutela di regolamentare i volumi produttivi per trovare un equilibrio tra domanda e offerta. Tale previsione è già stata inserita nel pacchetto latte e dovrà essere contenuta anche nel pacchetto qualità attualmente in discussione a Bruxelles. L’incontro ha dato esito più che positivo, confermando la grande sensibilità del Ministro rispetto alla richieste avanzate dai Consorzi di tutela.

(Fonte: Aicig)

Venerdì 5 agosto 2011, a Desenzano (Bs) premiati i prodotti di 6 Consorzi veneti

Il Consorzio di Tutela Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP organizza venerdì 5 agosto a Desenzano del Garda (BS) un pranzo-evento al ristorante Esplanade dove saranno presentati i prodotti di sei Consorzi che hanno partecipato al progetto “Scopri il gusto, scegli la qualità certificata”. Durante l’evento, saranno  premiate le aziende selezionate alla VI edizione del Concorso dell’Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP, organizzato dall’Associazione Rassegna Interregionale dell’Olio Extravergine di oliva Garda DOP di San Felice del Benaco.

Promozione del territorio. Il progetto, finanziato in parte dal Ministero per le Politiche agricole, riguarda la promozione e la valorizzazione di prodotti importanti per le loro specificità, ma anche per il profondo legame che questi hanno con i territori di provenienza.

Le eccellenze gastronomiche dei sei Consorzi. Oltre all’Olio Garda DOP, nel progetto rientrano il Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, l’Insalata di Lusia IGP, il Radicchio di Chioggia IGP, il Radicchio di Verona IGP e il Riso Vialone Nano Veronese IGP. Sono sei importanti realtà agricole del Veneto, senza però dimenticare che il Consorzio dell’Olio Garda DOP, presieduto da Andrea Bertazzi, è interregionale: infatti, interessa anche le sponde trentine e lombarde del più grande lago nazionale.

(fonte Consorzio Olio Garda Dop)

Bruxelles, la Commissione Agricoltura approva il pacchetto qualità per i prodotti agricoli

«Un risultato che ci rende estremamente soddisfatti, perché raggiunto grazie all’impegno di tutti noi che, in Commissione Agricoltura, abbiamo sostenuto, con forza, la programmazione produttiva  dei prodotti di qualità, come strumento indispensabile per tutelare il prezioso patrimonio delle produzioni DOP e IGP e, allo stesso tempo, gli interessi dei consumatori, dei produttori e dei consorzi». Commenta così l’onorevole ed europarlamentare Giancarlo Scottà (Lega Nord), il successo ottenuto nei giorni scorsi dalla Commissione Agricoltura − di cui egli è membro − che ha detto sì, a stragrande maggioranza, al “pacchetto qualità” che include una serie di provvedimenti volti a migliorare il regime di qualità dei prodotti agroalimentari.

Prodotti di qualità, d’ora in poi più difficili contraffazioni e frodi. «Oggi possiamo affermare a pieno titolo – riferisce Scottà – che i prodotti di qualità, quindi il bagaglio delle tradizioni di luoghi e sapori che rappresentano l’orgoglio delle nostre terre in Europa, hanno vinto una sfida importante». «Siamo molto felici  -ha aggiunto- che sia stata approvata la cosiddetta “protezione ex officio” con cui si difendono i prodotti di qualità dalla contraffazione e dalle frodi, da combattere all’interno di un mercato europeo che spero torni ad essere competitivo proprio attraverso la valorizzazione delle specificità alimentari».

(fonte Commissione Agricoltura Parlamento Europeo)

Il miele delle Dolomiti Bellunesi è DOP

Il Veneto dei primati nell’agroalimentare di qualità ha ufficialmente conquistato la 17ª Denominazione d’Origine Protetta. E’ quella del “Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP”, della quale è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 66 di sabato 12 marzo scorso il Regolamento di esecuzione (UE) n. 241 dell’11 marzo relativo alla registrazione della nuova denominazione. Il regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

“Il primato veneto, nazionale ed europeo, in fatto di denominazioni si consolida ulteriormente – ha commentato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – a riprova della volontà degli imprenditori e del sistema agricolo e agroalimentare di perseguire il miglioramento del reddito e il riposizionamento sul mercato valorizzando la tipicità e il territorio. Alla faccia di chi vorrebbe inseguire fanfaluche mondialistiche che farebbero solo arretrare la nostra economia, magari in maniera illegale, affidando le sorti del lavoro e dell’imprenditoria dei campi alla volatilità delle borse internazionali delle granaglie. Sulle quali non saremo mai competitivi se non valorizziamo la nostra tipicità”.

Il “Miele delle Dolomiti Bellunesi” DOP è prodotto a partire dal nettare dei fiori del territorio montano bellunese, dall’ecotipo locale di “Apis mellifera” che deriva da incroci naturali tra diverse razze apistiche e che si è particolarmente adattata nel corso del tempo alle caratteristiche dell’ambiente montano alpino bellunese e permette di ottenere buone rese di miele.
In funzione delle differenti specie botaniche che fioriscono durante il periodo di produzione, Il “Miele delle Dolomiti Bellunesi “ DOP comprende le seguenti tipologie: Millefiori, di Acacia, di Tiglio, di Castagno, di Rododendro e di Tarassaco.

Queste le caratteristiche delle singole varietà: Millefiori (o multiflora): colore dal giallo chiaro all’ambrato, sapore dolciastro, morbido con spiccata tendenza alla cristallizzazione. Acacia (o Robinia): colore chiaro, ambrato, trasparente, sapore delicato e molto dolce, con profumo che ricorda i fiori di robinia, tipicamente liquido. Tiglio: colore variabile dal giallo al verdolino, sapore con leggero retrogusto amaro, odore fresco, balsamico, aspetto pastoso con cristallizzazione ritardata.
Castagno: colore bruno scuro, sapore poco dolce, amarognolo, tannico, odore pungente e aromatico, tendenzialmente liquido.
Rododendro: da quasi incolore fino al bianco o beige chiaro dopo la cristallizzazione, sapore delicato, odore vegetale e fruttato, aspetto liquido e poi pastoso a granulazione fine. Tarassaco: miele con riflessi gialli, poco o normalmente dolce, solitamente acido, leggermente amaro, astringente.

Per essere DOP. Il “Miele delle Dolomiti Bellunesi” viene prodotto, trasformato e lavorato esclusivamente nel territorio della Provincia di Belluno. Per il confezionamento devono essere utilizzati contenitori di vetro da 250, da 500 o da 1.000 grammi, chiusi con tappo metallico e sigillati con l’etichetta. E’ inoltre consentito confezionare il miele in formato monodose, utilizzando piccoli contenitori in vetro, bustine, vaschette o altro contenitore in materiale idoneo. E’ possibile inserire in etichetta l’indicazione aggiuntiva “prodotto della montagna”. Le confezioni devono riportare il logo della DOP, contraddistinto dalla riproduzione delle Tre Cime di Lavaredo.

Da sempre il miele delle Dolomiti Bellunesi è utilizzato anche in molti piatti tipici, come ingrediente per dolci e pani caratteristici cadorini ed ampezzani (del Cadore e dell’ Ampezzo) nonché nel tipico liquore di miele e in abbinamento con i formaggi locali. Il prodotto é oggi molto ricercato dai consumatori, specialmente dai turisti che, riconoscendo le peculiarità che lo caratterizzano, lo acquistano nei periodi di ferie per il consumo di tutto l’anno, diffondendolo in tutte le regioni italiane.

Con questa nuova DOP la tipicità e qualità del Veneto si presenta oggi con 17 DOP, 18 IGP, 27 DOC di Vini e 11 vini a DOCG, oltre a 7 Indicazioni geografiche Tipiche, che coniugano tipicità, qualità e anche quantità. La posizione di eccellenza è completata da 367 prodotti tradizionali.

(fonte Regione Veneto)