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Venerdì 5 agosto 2011, a Desenzano (Bs) premiati i prodotti di 6 Consorzi veneti

Il Consorzio di Tutela Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP organizza venerdì 5 agosto a Desenzano del Garda (BS) un pranzo-evento al ristorante Esplanade dove saranno presentati i prodotti di sei Consorzi che hanno partecipato al progetto “Scopri il gusto, scegli la qualità certificata”. Durante l’evento, saranno  premiate le aziende selezionate alla VI edizione del Concorso dell’Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP, organizzato dall’Associazione Rassegna Interregionale dell’Olio Extravergine di oliva Garda DOP di San Felice del Benaco.

Promozione del territorio. Il progetto, finanziato in parte dal Ministero per le Politiche agricole, riguarda la promozione e la valorizzazione di prodotti importanti per le loro specificità, ma anche per il profondo legame che questi hanno con i territori di provenienza.

Le eccellenze gastronomiche dei sei Consorzi. Oltre all’Olio Garda DOP, nel progetto rientrano il Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, l’Insalata di Lusia IGP, il Radicchio di Chioggia IGP, il Radicchio di Verona IGP e il Riso Vialone Nano Veronese IGP. Sono sei importanti realtà agricole del Veneto, senza però dimenticare che il Consorzio dell’Olio Garda DOP, presieduto da Andrea Bertazzi, è interregionale: infatti, interessa anche le sponde trentine e lombarde del più grande lago nazionale.

(fonte Consorzio Olio Garda Dop)

Niente crisi per lo speck Alto Adige, +9.6%

Non conosce crisi il settore dello speck Igp altoatesino, la cui produzione si assesta sui livelli pre-crisi del 2008. La produzione e’ cresciuta quest’anno del +9,6% (in totale 2,3 milioni di pezzi) rispetto al 2009. Parallelamente all’incremento della produzione di speck marchiato e’ cresciuta anche la produzione complessiva degli operatori riconosciuti dal Consorzio di tutela con un incremento del 10%. In totale sono stati prodotti sei milioni di pezzi.

(fonte Ansa.it)

Protocollo d’intesa fra 3 consorzi di radicchi veneti IGP

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi negli uffici regionali di via Torino a Mestre, Paolo Manzan, Presidente del Consorzio di tutela del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, nel dare l’annuncio della firma di un protocollo d’intesa tra i tre consorzi di tutela dei radicchi veneti IGP, ha dichiarato: “In Europa non c’è un simile esempio di aggregazione tra consorzi di tutela IGP. In Veneto nasce un modello straordinario lungimirante e anti-crisi. Voglio ringraziare, a nome anche degli altri presidenti, la Regione Veneto per aver tenuto a battesimo questa unione, questo super consorzio dei radicchi veneti”.

Un super consorzio per battere la crisi. Durante la conferenza stampa è stato firmato, davanti all’assessore regionale all’agricoltura, Franco Manzato, un protocollo d’intesa tra i tre consorzi di tutela dei radicchi veneti IGP: il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, il Consorzio del Radicchio di Verona IGP, il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP. A sottoscrivere il documento, oltre il Presidente del Consorzio di tutela del radicchio rosso di Treviso, Paolo Manzan anche il Presidente del Consorzio del Radicchio di Verona, Luciano Ambrosi e il Presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia, Patrizio Garbin.

Un modello da imitare. “Le firme di oggi – hanno detto i protagonisti dell’accordo – hanno molteplici significati riferiti al presente ed al futuro del comparto del radicchio. Sono, innanzitutto, un passo concreto verso la costituzione di un Consorzio di secondo livello che per ora chiamiamo ‘Consorzio dei radicchi veneti’. Un plauso alla maturità dei tre consigli di amministrazione che hanno dato mandato ai rispettivi presidenti di costruire questo percorso. Il loro benestare è un segno preciso. E’ arrivato il momento storico per scrivere una pagina nuova per la tutela e la valorizzazione dei nostri prodotti. Il momento economico difficile, che impone a tutti di ridisegnare il proprio posizionamento e soprattutto uno sforzo per dar vita ad un nuovo modo di approcciare il mercato, ci ha trovati già pronti e alleati per dar vita a questo modello che potrebbe fare scuola”.

L’unione fa la forza. Un modello che è basato sul buon senso e sul concetto che in tre si sarà più forti. Più forti nel fare promozione e tutela dei nostri prodotti, più forti nel comunicare ai consumatori le nostre diversità, più forti nei confronti delle istituzioni che potranno razionalizzare l’uso delle risorse. “Condividere i mezzi per raggiungere i rispettivi obiettivi sarà la nostra filosofia – spiega Manzan presidente del Consorzio di Treviso che è stato scelto come capofila dell’aggregazione. Concretamente sono davvero numerosi gli esempi che hanno reso necessario questo passo. Una semplice brochure gestita in tre, promossa in tre, veicolata in tre, presentate da tre realtà diverse fa comprendere come la necessità di mettersi insieme è già diventata per noi una opportunità per contare di più. La gestione degli agenti vigilatori e dei controlli sul rispetto dei nostri marchi di Indicazione Geografica Protetta, se condivisa, potrebbe finalmente far decollare la tutela nei modi che tutti auspichiamo”.
“L’intesa tra i tre Consorzi dei radicchi veneti IGP può trovare enormi benefici anche nelle attività di progettazione. Un servizio di progettazione comune può presentare progetti più forti perché all’interno ci sono i tre consorzi rappresentati, ma può essere sfruttato, facendo economie di scala fondamentali, per le singole progettazioni”, ha concluso Manzan.

(fonte agi.it)

Bruxelles, la Commissione Agricoltura approva il pacchetto qualità per i prodotti agricoli

«Un risultato che ci rende estremamente soddisfatti, perché raggiunto grazie all’impegno di tutti noi che, in Commissione Agricoltura, abbiamo sostenuto, con forza, la programmazione produttiva  dei prodotti di qualità, come strumento indispensabile per tutelare il prezioso patrimonio delle produzioni DOP e IGP e, allo stesso tempo, gli interessi dei consumatori, dei produttori e dei consorzi». Commenta così l’onorevole ed europarlamentare Giancarlo Scottà (Lega Nord), il successo ottenuto nei giorni scorsi dalla Commissione Agricoltura − di cui egli è membro − che ha detto sì, a stragrande maggioranza, al “pacchetto qualità” che include una serie di provvedimenti volti a migliorare il regime di qualità dei prodotti agroalimentari.

Prodotti di qualità, d’ora in poi più difficili contraffazioni e frodi. «Oggi possiamo affermare a pieno titolo – riferisce Scottà – che i prodotti di qualità, quindi il bagaglio delle tradizioni di luoghi e sapori che rappresentano l’orgoglio delle nostre terre in Europa, hanno vinto una sfida importante». «Siamo molto felici  -ha aggiunto- che sia stata approvata la cosiddetta “protezione ex officio” con cui si difendono i prodotti di qualità dalla contraffazione e dalle frodi, da combattere all’interno di un mercato europeo che spero torni ad essere competitivo proprio attraverso la valorizzazione delle specificità alimentari».

(fonte Commissione Agricoltura Parlamento Europeo)

Giornalisti ARGAV al test degustativo “Insalata di Lusia Igp”

Lusia (Ro), serre lattuga gentile

Hanno nomi come Aquarel, Susybel, Bovary, Madita, Ghibli, Tuareg: come un romanzo dell’Ottocento e come il vento del deserto. Sono le varietà di lattuga Gentile e Cappuccia che venerdì 13 maggio scorso, durante il primo test gustativo (panel test) dell’Insalata di Lusia Igp (indicazione d’origine protetta) hanno ottenuto i migliori punteggi. Ad assegnarli un gruppo di assaggiatori, giornalisti appartenenti principalmente all’ARGAV, che sono convenuti appositamente alla Trattoria Al Ponte di Bornio, su invito del Consorzio di tutela dell’insalata di Lusia Igp, di Veneto agricoltura e del Mercato ortofrutticolo.

Sui tavoli del panel test c’erano ben 16 varietà da provare in giornalisti ARGAV al panel test insalata Lusia Igpsensazione tattile, colore, croccantezza, tendenza amarognola o dolce, aromaticità. Ogni assaggiatore ha compilato una scheda di valutazione sotto la guida di Renato Maggiolo, enogastronomo esperto di orticole tipiche. Le lattughe del test avevano già superato le prove in campo presso l’azienda agricola Fabrizio Zuolo, dove uno staff guidato dal tecnico Franco Tosini del Centro sperimentale ortofrutticolo Po Brondolo di Veneto agricoltura e con l’intervento di Massimo Pezzuolo, del comitato tecnico del Consorzio, aveva trapiantato e osservato oltre 40 varietà di lattughe (22 cappucce e 20 gentili). I risultati del panel test dovevano servire a selezionare ulteriormente le lattughe sotto il profilo del gusto, al fine di orientare i tecnici su una varietà che diventi riferimento per tutta la produzione dell’Insalata di Lusia marchiata Igp.

Lusia (Ro) Campi prova varietale

 L’arrivo dei giornalisti ha fatto tappa alla Centrale ortofrutticola di Lusia, dove il direttore Rossano Fontan, insieme al presidente del Consorzio di tutela, Alessandro Braggion e ai tecnici Tosini e Pezzuolo, hanno spiegato la filiera della lattuga, dal seme al consumatore, dando spazio all’impegno dei coltivatori, uomini e donne che in un secolo di produzioni, sono arrivati a coltivare un’eccellente insalata, ripristinando e curando il paesaggio rurale, integrandosi in un ambiente naturale pulito, lavorando per utilizzare tecniche di irrigazione a risparmio e, soprattutto, amando la propria terra.

Alla presentazione c’erano il sindaco di Lusia, Sergio Vignaga, che ha ribadito il proprio orgoglio per il suo territorio, e le associazioni di categoria, Coldiretti col direttore Adriano Toffoli, e Confagricoltura col direttore Massimo Chiarelli, che hanno contribuito al raggiungimento della certificazione Igp. Per dimostrare dal vivo il mondo dell’insalata, i giornalisti sono stati accompagnati alla sede di Translusia, dove molti produttori conferiscono le orticole locali per spedirle in mezza Italia: si caricano ogni giorno un centinaio di bilici da 15-18 tonnellate ciascuno. Quindi la visita all’unica azienda agricola italiana certificata “Biodiversity Friend”, che appartiene a Luca Callegaro, un produttore di Lusia. La certificazione garantisce l’impegno dell’azienda in direzione di un incremento progressivo della diversità biologica, che corrisponde, in ultima analisi, ad un miglioramento della salubrità ambientale e della qualità dei prodotti. A seguire la visita all’azienda Zuolo ai campi di prove varietali, dove si è sperimentata anche la pacciamatura con materiale biodegradabile derivante dall’amido di mais, e alle coltivazioni in serra dell’azienda Mauro Magon, per una dimostrazione pratica del funzionamento degli impianti di irrigazione a goccia.

Lusia (Ro), giornalisti ARGAV al panel test insalata Lusia Igp

Infine, tutti alla Trattoria Al Ponte dove il titolare Luciano Rizzato, già insignito dalla Coldiretti polesana della targa di “ristorante a km zero” per la sensibilità verso il prodotto locale stagionale, aveva predisposto il materiale per il test delle lattughe ed una cena conclusiva della giornata, sul tema conduttore dell’Insalata di Lusia Igp, dall’aperitivo al dolce.

(fonte Coldiretti Rovigo)

UE: è italiano il millesimo prodotto alimentare di qualità

Piacentinu Ennese

È il «Piacentinu Ennese», un pecorino siciliano la millesima denominazione registrata secondo il regime di qualità dei prodotti agricoli e alimentari dell’Unione europea.

Fin dalla loro istituzione, che risale al 1992, i regimi dell’UE hanno consentito di registrare prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti non solo dai paesi di tutta l’UE, ma anche da al di fuori del suo territorio. Durante gli scorsi anni si è verificata un’impennata delle domande di registrazione in seguito agli allargamenti dell’UE e al crescente interesse manifestato dai produttori di paesi terzi, fra cui l’India, la Cina, la Tailandia e il Vietnam. L’Italia è di gran lunga il Paese con il maggior numero di prodotti di qualità riconosciuti e tutelati dall’Unione.

Il commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Ciolos ha dichiarato che: “la registrazione della millesima denominazione di qualità costituisce una tappa fondamentale nella storia dei regimi di qualità. Queste norme rappresentano l’elemento cardine del Pacchetto “qualità” della Commissione attualmente in discussione, che intende rafforzare i regimi delle DOP e delle IGP e conferire nuovo slancio al regime delle STG esaltando il ruolo e le responsabilità delle associazioni di produttori.”

I registri di qualità relativi ai prodotti agricoli ed alimentari includono: 505 Denominazioni di origine protette (DOP), cioè nomi di prodotti le cui caratteristiche vanno attribuite esclusivamente od essenzialmente al luogo di produzione ed al sapere dei produttori locali. I prodotti agricoli e alimentari devono essere stati prodotti, elaborati e preparati in una determinata zona geografica e secondo metodi riconosciuti. 465 Indicazioni geografiche protette (IGP): prodotti agricoli ed alimentari la cui notorietà o le cui caratteristiche sono strettamente connesse alla produzione nella zona geografica delimitata. Almeno una delle fasi della produzione, dell’elaborazione o della preparazione deve avere luogo in tale zona. 30 Specialità tradizionali garantite (STG): nomi di prodotti che ne garantiscono il carattere tradizionale, o a livello della composizione o dal punto di vista del metodo di lavorazione. I prodotti tutelati dal marchio STG non sono legati ad una zona geografica particolare ma debbono essere prodotti conformemente ad uno specifico disciplinare. La Commissione gestisce altresì due registri delle indicazioni geografiche dei vini e delle bevande spiritose.

Il Piacentinu Ennese DOP è un formaggio elaborato a partire da latte ovino crudo con l’aggiunta di zafferano (Crocus Sativus, anch’esso proveniente da Enna) nonché di pepe e di sale. Le pecore pascolano in collina (tra i 400 e gli 800 metri) e la loro alimentazione è integrata con foraggi, fieno, paglia e stoppie di grano. Il formaggio deve la sua specificità all’uso dello zafferano, ai pascoli e alla maestria dei produttori locali.

(fonte Asterisco Informazioni)

E’ nato il Consorzio di tutela dell’Insalata IGP di Lusia (RO)

Venerdì 21 gennaio scorso, presso il Mercato Ortofrutticolo di Lusia (RO), è stato costituito il Consorzio di tutela dell’Insalata IGP di Lusia. Il Consorzio promuoverà e diffonderà l’insalata certificata polesana dal produttore al consumatore. Avrà inoltre il compito di sorvegliare la corretta produzione e commercializzazione dell’insalata IGP di Lusia, difendendone il marchio e promuovendolo sui mercati nazionali ed esteri. A far parte del Consorzio, che sarà effettivamente attivo dalla prossima primavera, 20 produttori e 6 confezionatori. Il CdA è composto da 6 produttori (Alessandro Braggion, Presidente,  Mauro Magon,  Vice Presidente e poi Giovanni Dal Bello, Paolo Barsison, Giovanni Pavarin, Gianni Pomaro) e da 3 confezionatori (Luca Gastaldello, Fabio Masiero e Renato Maggiolo).

Il chi è dell’insalata IGP di Lusia. Appartiene alla famiglia Asteracee Lactuca Sativa e si presenta nelle due varietà Capitata o Cappuccia e Crispa o Gentile. La zona di produzione ricade all’interno di alcuni comuni della provincia di Rovigo, quali Lusia, Badia Polesine, Lendinara, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Villanova del Ghebbo e della provincia di Padova quali Barbona, Vescovana e Sant’Urbano. Il periodo di coltivazione garantisce la presenza sul mercato del prodotto per 10/11 mesi all’anno. L’Insalata di Lusia IGP va conservata in luoghi freschi e asciutti, al riparo da luce o fonti di calore. Per non compromettere la turgidità e la croccantezza delle foglie, è importante che le fasi di raccolta, toelettatura, lavaggio e confezionamento dell’Insalata di Lusia IGP siano molto ravvicinate. L’Insalata di Lusia IGP contiene vitami­na A e C, calcio e ferro, è ricca di fibre ed è conosciuta per le sua dote rinfrescante e depurativa. La lattuga è ricca di acido folico regolatore del sistema ormonale che aiuta il risveglio primaverile; inoltre per la composizione del lattice il consumo di lattuga risulta essere un blando analgesico e un ottimo rilassante.

Le origini dell’insalata di Lusia. La produzione di ortaggi ha avuto inizio nel Veneto a partire dai primi anni del Novecento, inizialmente ad esclusiva conduzione familiare. A partire dal 1933 compare chiaramente la dicitura lattuga o salata riferita alla Lattuga Cappuccia. La prima documentazione statistica, che risale agli anni ‘50 e coincide con la fondazione della Centrale Ortofruttucola di Lusia, vede le insalate tra i primi prodotti, in termini quantitativi, seconde alla patata. Negli anni ’60 poi alcuni commercianti di Lusia, che frequentavano il mercato di Verona, notarono la Lattuga Gentile che venne presto introdotta nella maggior parte delle aziende locali, con ottimi risultati. Queste ultime furono così inentivate a mettere in atto una vera e propria selezione per migliorare la coltivazione e le caratteristiche organolettiche di questa insalata.

(fonte flashplaza.it/provincia di Rovigo)

Approvato il ddl sull’etichettatura degli alimenti

E’ stato approvato ieri, martedì 18 gennaio 2011, il disegno di legge sull’etichettatura obbligatoria con l’indicazione della provenienza dei cibi. Il provvedimento pone una premessa fondamentale per la tutela dei consumatori e degli stessi produttori onesti che puntano alla qualità. Un elemento questo di cui il made in Italy si è fatto da sempre portabandiera.

La norma è per così dire in controtendenza rispetto all’orientamento europeo, laddove la commissione Ue ha mostrato sempre contrarietà a norme che ritiene possano frenare la libera circolazione delle merci, animata da varie anime e soggetta a pressioni di paesi non propriamente agricoli e comunque meno attenti alla salubrità degli alimenti. Tuttavia potrebbe allentare le resistenze, in questo momento così particolare alla nuova legge italiana, a fronte dell’allarme in corso per la diossina in Germania nelle uova e nella carne di maiale.

Contenuto legge etichettatura. Cuore del provvedimento è l’articolo 4, che rende obbligatorio riportare nell’etichetta anche l’indicazione del luogo di origine o di provenienza dei prodotti agroalimentari. Grazie alla nuova disciplina introdotta, infatti, sarà possibile fornire informazioni chiare e precise ai consumatori sulla provenienza degli alimenti che si comprano e mangiano quotidianamente. I consumatori italiani potranno così essere sicuri di acquistare prodotti Made in Italy, senza possibilità di confusione dovuta ad etichette ingannevoli, contribuendo così anche a valorizzare le produzioni tradizionali di cui è ricco il nostro Paese. Ad integrazione dell’obbligo di etichettatura, inoltre, l’articolo 5 prevede che l’omissione delle informazioni relative al luogo di origine o di provenienza dei prodotti alimentari costituisca pratica commerciale ingannevole ai sensi del codice del consumo.

Altro punto cardine del provvedimento è la tracciabilità dei prodotti agroalimentari e la definizione di nuove sanzioni per garantire il loro rispetto. Oltre alle disposizioni sull’etichettatura sopra ricordate, infatti, all’articolo 2 il ddl contiene sanzioni relative alla violazione delle norme che limitano l’utilizzo di latte in polvere, raddoppiando tali sanzioni qualora la violazione riguardi prodotti DOP, IGP o riconosciuti come specialità tradizionali garantite (STG). Rilevanti anche le nuove sanzioni in materia di sementi e di oli (articolo 3), la normativa relativa alla rilevazione della produzione giornaliera di latte di bufala (articolo 7) e l’istituzione del “Sistema di qualità nazionale di produzione integrata” dei prodotti agroalimentari (articolo 2, commi 3-9), volto a garantire una qualità superiore del prodotto agroalimentare finale, contraddistinto da un basso uso di sostanze chimiche, controllato da organismi terzi accreditati e identificato con uno specifico logo, al quale i produttori potranno aderire su base volontaria. L’adesione al Sistema è quindi aperta a tutti gli operatori che si impegnino ad applicare la disciplina di produzione integrata e si sottopongano ai relativi controlli. Il provvedimento, infine, contiene importanti norme per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare, tra cui l’estensione all’intero territorio nazionale delle disposizioni che promuovono la stipula di contratti di filiera e di distretto (articolo 1), la cui operatività è attualmente limitata alle aree sottoutilizzate.

L’eurodeputato Scottà all’assemblea plenaria di Strasburgo. «Solo un’agricoltura trasparente può garantire il diritto alla sicurezza alimentare a tutti i cittadini e contrastare emergenze sanitarie, come quella della diossina scoppiata in Germania. Se vogliamo evitare altri casi simili, dobbiamo puntare sulla qualità, quindi sulla tracciabilità di ogni genere di prodotto alimentare». Questo il commento dell’onorevole della Lega Nord, Giancarlo Scottà, membro in Commissione Agricoltura, dopo il voto favorevole, espresso dall’Aula di Strasburgo, sulla relazione di Dacian Octavia Sârbu, “Agricoltura come settore strategico per la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare“. «Ieri la Camera – ha proseguito Scottà – ha dato il via libera al decreto legge sull’etichettatura alimentare obbligatoria che prevede la piena tracciabilità dei cibi, dal luogo di produzione iniziale al consumo finale, seguendo così la linea del Parlamento europeo, alla quale ho contribuito attraverso il mio rapporto sulla “qualità dei prodotti agricoli” approvato dalla stragrande maggioranza dell’Assemblea legislativa continentale». «La freschezza e l’origine del prodotto non sono solo indice di benessere, ma rappresentano anche i valori più autentici delle nostre terre. È proprio da un patrimonio enogastronomico di qualità che dipende lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile».

(fonte AdnKronos e Ministero Politiche Agricole/segreteria on. Scottà)

Omaggio gastronomico all’Unità d’Italia con la “pizza Altopiano”

foto Alpe Comunicazione

E’ una rivoluzione di equilibrio, un risorgimento di buon gusto, quello architettato dai maestri pizzaioli delle pizzerie “Napulèone” (leggi “Napule Uan”) di Caserta e Napoli. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la creatività dirompente di cui i meridionali sono capaci nel creare con la massima naturalezza dei veri nuovi classici, hanno sfornato una ricetta di pizza che hanno voluto intitolare all’Altopiano, in omaggio alla terra di provenienza di uno dei suoi ingredienti: l‘Asiago DOP stagionato.

Un tempo, solo una mezza dozzina le pizze veraci. Sulla Pizza Altopiano, l’Asiago mezzano si accompagna ad alcune fra le più felici specialità alimentari del nostro Paese: lo Speck Alto-Adige IGP, i pomodori ciliegini di Pachino IGP e l’olio Extra Vergine di Oliva, sempre meglio se DOP. Il gastronomo casertano Vincenzo D’Antonio racconta: «Una volta nelle pizzerie di Napoli, quelle vere, anzi “veraci”, si facevano sì e no soltanto una mezza dozzina di pizze. Se la memoria mi soccorre, provo a dirle: la napoletana, ovvero la semplicità difficile a farsi (olio, aglio, origano e pomodoro), la marinara, come sopra ma con aggiunta delle acciughe, la margherita, senza origano, bensì fiordilatte e qualche fogliolina di basilico, il calzone, ovvero con ripieno di ricotta e salame (in origine, i cicoli, ovvero pezzetti di lardo di maiale) e variazioni semplici quali capricciosa e quattro stagioni. Tant’era».

Un Risorgimento di buon gusto. «Poi, con il proliferare delle pizze, si cominciò a ritenere che vinceva chi… la sparava più grossa con la fantasia. Adesso le cose sembra tendano ad un savio riequilibrio», prosegue D’Antonio: «Mai più si tornerà allo spartano assortimento della mezza dozzina di pizze, ma nel contempo speriamo che ci si stia allontanando per sempre da “mare e monti”, “panna e würstel”, “patatine fritte e mais” ed altre nefandezze del genere. Una pizza innovativa nella meritoria accezione, ovvero laddove l’aspetto di innovazione si addentella alla tradizione, è la pizza dell’Altopiano. Base ben lievitata ed in entrata forno sottili fette di Asiago mezzano DOP (in assenza, Asiago fresco DOP) e pomodorini ben maturi tagliati a metà. A metà cottura, si appongono sulle fette di Asiago che hanno preso nel mentre la giusta morbidezza, delle sottili fette di Speck dell’Alto-Adige IGP. La cottura in forno prosegue per un altro minutino. In uscita forno, cadono sulla pizza auree gocce di olio extravergine di oliva. La pizza, caldissima, è pronta per il tavolo. E beato sia il commensale».

(Fonte Consorzio Tutela Formaggio Asiago Dop)

A Natale e Santo Stefano “compra Veneto” in autogrill, il ricavato andrà agli alluvionati

A Natale e a Santo Stefano, il 25 e 26 dicembre prossimi, se vi fermate in un Autogrill di qualunque parte d’Italia, acquistate prodotti “made in Veneto”: l’intero introito sarà devoluto a favore delle popolazioni devastate dall’alluvione del 31 ottobre scorso. Autogrill ha deciso di attuare l’operazione “Compra Veneto” per offrire ai propri clienti l’opportunità di fare un acquisto di qualità e renderlo oggetto di regalo e nello stesso tempo di compiere un gesto di solidarietà.

Nell’iniziativa sono impegnati oltre 450 punti vendita sulle autostrade, con il personale e le strutture di marketing, in un periodo, quello natalizio, nel quale ogni anno l’azienda registra nella propria rete di punti vendita in Italia circa 400 milioni di contatti. Un’apposita segnaletica presente sulle confezioni aiuterà i clienti a riconoscere i prodotti di “Compra Veneto”, una settantina, con un ampio paniere di tipicità locali proviene dalla migliore tradizione agroalimentare veneta, con numerose certificazioni: dai panettoni al Pan del Doge, al Dolse de le Comari, al Bussolà di Burano; vini DOC quali, per fare solo qualche esempio, il Bianco di Custoza, il Valpolicella, il Soave Classico, l’Amarone, il Bardolino; salumi come la Sopressa Veneta o la Sopressa Vicentina DOP; formaggi quali l’Asiago DOP.

Un segno di condivisione da parte del consumatore italiano. “Ringrazio la società Autogrill per questo intervento molto concreto — ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia, Commissario delegato per il superamento dell’emergenza alluvione — che ci dà una mano ad affrettare i tempi del ritorno alla normalità per le imprese e le famiglie devastate dall’acqua. La ritengo una operazione di grande significato, in un Paese che sa essere capace di dare straordinari esempi di solidarietà”. “Con l’impegno della rete di Autogrill, come di altre aziende nazionali — ha dichiarato Gianmario Tondato Da Ruos, Amministratore Delegato di Autogrill — ci si augura che l’alluvione veneta divenga un fattore condiviso e di sensibilizzazione del consumatore italiano, come è stato per le altre calamità che hanno afflitto ma anche dato stimoli di crescita ai territori”.

Altri modi per dimostrare solidarietà. Dona 2 euro per il Veneto: SMS al 45501. Conto Corrente Solidarietà: Unicredit SpA — intestazione “Regione Veneto — Emergenza Alluvione Novembre 2010” Codice IBAN: IT62D0200802017000101116078 Codice BIC SWIFT: UNCRITM1VF2

(fonte Regione Veneto)