(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Il cuoco ha bisogno per il suo ristorante di una cassetta di insalata, della carne macinata di cavallo, dei buoni formaggi e di alcuni salami? Semplice. Va al suo computer, clicca su www.kmzeropoint.it e ordina l’insalata del contadino Franco, la carne di cavallo della ditta di Lorella, i formaggi di Luciano e i buoni salami di Bruno.
Una rivoluzione. Dall’altra parte del computer Franco, Lorella, Luciano e Bruno leggono la richiesta e preparano i prodotti. Il furgone kmzeropoint passa il giorno dopo nelle loro aziende e raccoglie i prodotti richiesti, per poi portarli direttamente ai committenti, in questo caso al nostro cuoco. Tutto in regola, con tanto di documenti di trasporto e fattura. Si saltano intermediari, grossisti, tempi. Dal produttore direttamente al cuoco del ristorante che prepara il piatto richiesto dal cliente. I prodotti sono freschissimi, c’è la tracciabilità delle aziende, i tempi veloci e un notevole risparmio economico, con il drastico taglio dei passaggi.
A far da capofila, la provincia di Padova. La presentazione di questo progetto (che costituirà di fatto una rivoluzione nella logistica) è avvenuta in una nutrita conferenza stampa promossa da Coldiretti Padova. La Camera di Commercio di Padova ha da due anni lavorato su questo progetto che Coldiretti ha seguito passo dopo passo e ha trovato la sponda delle associazioni dei ristoratori APPE e Confesercenti del Veneto, quelle stesse associazioni dei commercianti che vedevano con sospetto l’avvio dei farmer markets qualche anno fa. Il presidente Coldiretti di Padova Marco Calaon lo ha ricordato e, con un pizzico di orgoglio, ha sottolineato le fatiche che Coldiretti aveva fatto per promuovere i mercati dei contadini, il primo di questi è nato proprio in provincia di Padova, a Monselice, e ha determinato la successiva legge nazionale.
Coinvolti una sessantina di produttori. Il direttore Coldiretti Padova Walter Luchetta snocciola alcuni numeri. Una sessantina di selezionati produttori, certificati, sono già attivi per conferire a una settantina di ristoranti, bar, esercizi pubblici e negozi associati APPE e della Confesercenti. Contenti il direttore Confesercenti Veneto Maurizio Francescon (“la collaborazione con i produttori porterà buoni frutti in un veneto dove si fa impresa con il cuore”) e Mario Mescolin ristoratore dell’APPE (“ci auguriamo di vendere prodotti di qualità con prezzi incoraggianti”). In mezzo sta il “furgone”. Monica Franceschetto è la responsabile della promozione della ditta Mungi e bevi. Un sistema programmato coordinerà il furgone che andrà a prendere i prodotti per portarli ai committenti.
Per il futuro…un ritorno al passato. Questa evoluzione permetterà la qualità, la tracciabilità, la territorialità, la trasparenza (nel menu i ristoratori potranno indicare le aziende da cui si sono approvvigionati) e la giusta remunerazione, tagliando i costi di passaggi di mano e intermediari. In tempi come i nostri questo è sicuramente un eccezionale passo in avanti. Si ritorna “all’agricoltura del passato proiettata al futuro” chiosa Monica Franceschetto. E’ la sfida vincente, in tempi di “globalizzazione”e di ipercentri commerciali. Pensiamo quando una volta nelle nostre case di campagna arrivava il lattaio, o il pescivendolo di Chioggia con la cassetta del pesce sulla bicicletta coperto di ghiaccio… Il ritorno a quello che era buono del passato, sfruttando la tecnologia odierna, significa ritornare all’equilibrio e al rispetto della natura, dell’agricoltura e di tutti noi.
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