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Viticoltura: nel 2020 la Regione Veneto mette a bando 13,3 milioni per la ristrutturazione dei vigneti

Ammontano a 13,3 milioni di euro i contributi disponibili per i viticoltori che provvedono alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti. La Giunta regionale del Veneto ha definito modalità di bando e dotazione finanziaria per questa misura cardine del piano nazionale di sostegno al settore vitivinicolo. Il provvedimento passa ora all’esame della competente commissione consiliare, prima della sua definitiva approvazione e pubblicazione.

Potranno concorrere ai contributi le spese sostenute dai viticoltori veneti per la riconversione varietale, la ristrutturazione mediante diversa collocazione o modifica della forma di allevamento, il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti per renderli, ove possibile, idonei alla meccanizzazione ispirandosi ai principi della viticoltura sostenibile.

Le domande dovranno essere presentate ad Avepa entro il 30 aprile mentre la conclusione delle operazioni e la presentazione della domanda di saldo dovrà avvenire entro il 30 maggio 2021. “Abbiamo provveduto a rideterminare la dotazione finanziaria disponibile – spiega l’assessore all’agricoltura Pan – in modo da coprire gli impegni presi per liquidare i saldi delle annualità precedenti. Anche per quest’anno è previsto il finanziamento dell’80 % come anticipo, su fideiussione, e il restante 20% a saldo, a valere sui fondi previsti dalle dotazioni comunitarie dei successivi esercizi finanziari”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

18 febbraio 2019, vigneti e vini resistenti protagonisti a Montebelluna (TV)

piantine di Glera resistenti del Crea

Le varietà di viti resistenti alle malattie registrate in Europa sono 370 e anche l’Italia comincia a compiere grandi passi in avanti. Le viti resistenti si stanno moltiplicando nei vigneti sperimentali, nei vivai e anche nelle aziende che commercializzano i primi vini prodotti da viti resistenti (e quindi senza trattamenti) con un ottimo successo, soprattutto all’estero. Un segnale che il futuro della vite è tracciato, come si spiegherà nel convegno “Vite: il futuro è resistente?” promosso da Confagricoltura Treviso, che si svolgerà lunedì 18 febbraio alle 16 a Villa Luisa Francesca, a Montebelluna (TV).

Interventi. L’introduzione sarà affidata a Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Treviso. Quindi Riccardo Velasco, direttore del Crea di Conegliano, parlerà di “L’origine delle varietà resistenti”, Giovanni Pascarella, di Extenda Vitis, si soffermerà sugli aspetti viticoli, Alexander Morandell, del vivaio Tutzer e Daniele Ceccon, dei vivai Rauscedo, sugli aspetti vivaistici e l’enologo Emanuele Serafin sugli aspetti enologici; Michele Zanardo, presidente del Comitato nazionale vini, approfondirà gli aspetti legislativi e l’inquadramento normativo; infine Robert Spinazzè, fondatore in Friuli Venezia Giulia della costola regionale dell’associazione internazionale Piwi e Daniele Piccinin, dell’azienda Le Carline, racconteranno le loro esperienze in campo e commerciali. In chiusura si potranno degustare alcuni dei vini prodotti con varietà tolleranti.

Tematiche. Verranno presentati in anteprima i risultati del vigneto sperimentale dell’istituto agrario Sartor di Castelfranco Veneto, avviato nel 2014, dove sono presenti una ventina di varietà di viti resistenti tra uva bianca e nera, selezionati dalle Università di Friburgo e Udine, che vengono seguite anche dagli studenti a scopo didattico. Dai dati emergerà qual è il loro effettivo grado di resistenza alle malattie, quali sono i parametri qualitativi dell’uva e del vino e come i vitigni si sono comportati sul territorio trevigiano. Questi vitigni, al termine della sperimentazione, potrebbero essere impiegati sia nell’ambito della viticoltura biologica, sia nei vigneti convenzionali soprattutto nei siti sensibili come scuole, asili e abitazioni. Ci saranno anche le esperienze dei vivaisti, che stanno facendo sperimentazione andando incontro a una domanda crescente di vitigni resistenti, un ramo che in Italia sta diventando sempre più importante. Presente pure l’azienda agricola Le Carline, con un vigneto sperimentale autorizzato dalla Regione Veneto che ha già prodotto 30.000 bottiglie di vino “resistente” e che quest’anno debutterà con il primo spumante dolce. Vini che hanno un grande appeal all’estero e che sono considerati alla stessa stregua dei biologici, in quanto esenti da trattamenti per quanto riguarda peronospera e oidio. Un movimento che sta crescendo, come racconterà un viticoltore, presentando anche l’associazione internazionale Piwi, che raccoglie produttori e ricercatori che si stanno dedicando alle varietà di viti resistenti alle crittogame.

Progetto Gleres. Si parlerà anche del lavoro di sperimentazione del Crea-Ve – Centro di ricerca, viticoltura ed enologia, che quest’anno metterà in campo le prime piantine ottenute dagli incroci con i parentali resistenti alle malattie nell’ambito del programma Gleres, promosso da Confagricoltura Treviso, progetto che punta a produrre piantine di Glera resistenti a malattie come la peronospera e lo oidio.
Infine saranno offerti in degustazione i vini dell’etichetta Resiliens, prodotti da uve ottenute dopo diversi incroci tra vitigni del Nord Europa e vitigni antichi del territorio venetoe dell’azienda Terre di Ger, con vigneti resistenti in Friuli e a Mansuè, attualmente tra le prime in Italia nel settore con 20 ettari in produzione che raddoppieranno entro un anno. “Il futuro sarà sempre più resistente”, riassume Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Treviso e Veneto . “La vitivinicoltura dovrà essere sempre più attenta alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali e in questo senso le nuove varietà resistenti alle malattie, ottenute da incroci con parentali e non geneticamente modificate, sono la risposta ottimale. Potranno infatti ridurre le perdite produttive in modo sostenibile e diminuire i costi di gestione del vigneto”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Treviso

2-4 febbraio 2019, a Verona tutto pronto per Anteprima Amarone 2015

Posizionamento, internazionalizzazione e strategie di promozione del brand più iconico della Valpolicella. Sono i temi più caldi della “Red Week”, la settimana dedicata al “Grande Rosso” (29 gennaio – 4 febbraio) che culminerà con Anteprima Amarone (2-4 febbraio, Palazzo della Gran Guardia di Verona), la 16^ edizione dell’evento targato Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Sotto i riflettori la promettente annata 2015 e non solo: storia, cultura e qualità, ma anche mercati, impatto economico, sostenibilità e formazione sono infatti al centro degli appuntamenti in programma a Verona già dal 29 gennaio, per un focus di filiera che coinvolgerà anche il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio (2 febbraio).

Ad anticipare il battesimo dell’annata 2015 sarà The Second Valpolicella Annual Conference (1 febbraio, Verona – Sala Maffeiana), il vertice socio-economico internazionale dedicato ai due focus “Amarone della Valpolicella come brand di lusso per conquistare i mercati” (ore 9.30) e al “Riconoscimento dei valori del Vino” (ore 11.30). Saranno invece il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori e il ministro Gian Marco Centinaio ad aprire Anteprima Amarone 2015 in un confronto su “Brand, valore, export e turismo: Il poker per l’Italia nel calice” (2 febbraio, Verona – Palazzo della Gran Guardia, ore 11.00. Giornata riservata alla stampa). A seguire, spazio anche alle contaminazioni con “Red Passion e Sorsi di Cultura”, la sessione che vedrà protagonisti Giordano Bruno Guerri, storico, accademico e saggista e la giornalista cinematografica e scrittrice, Laura Delli Colli.

Apertura al pubblico e agli operatori del settore. Le degustazioni di Anteprima Amarone apriranno le porte al pubblico domenica 3 febbraio (dalle 10 alle 19, ingresso a pagamento), mentre il giorno successivo sarà riservato agli operatori di settore (dalle 10 alle 17). Info e prevendita biglietti Anteprima Amarone www.consorziovalpolicella.it

Sono invece dedicati alla formazione i primi giorni della “Red Week” di Anteprima Amarone: dal 29 al 31 gennaio 24 candidati da tutto il mondo, alcuni dei quali in corsa per il titolo di Master of Wine, parteciperanno al Valpolicella Education Program (VEP), il corso di alta formazione sulla viticoltura, i vini e il territorio promosso dal Consorzio. Al termine delle lezioni, i candidati sosterranno un esame per diventare Valpolicella Wine Specialists (VWS), il titolo che darà loro la possibilità di essere inseriti nel network globale di divulgatori della Valpolicella riconosciuti ufficialmente dal Consorzio.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Viticoltura in Veneto, vendemmia 2018 da record, superficie vitata a bio inferiore alla media nazionale

Lonigo, tavolo dei relatori, prima da dx il consigliere Argav Renzo Michieletto

Il vigneto veneto ha prodotto nel 2018 ben 16.409.000 quintali di uva, pari ad uno stratosferico +48,87% rispetto al 2017; va però ricordato che quest’ultima era stata un’annata scarsa e che in questo dato è compresa una quota dell’8,45% di nuovi impianti entrati in produzione proprio nel 2018. Si tratta comunque di una super produzione, già annunciata nelle scorse settimane, che ieri a Lonigo (Vi, c/o Cantine Collis), in occasione del tradizionale focus, moderato dal consigliere Argav Renzo Michieletto, dedicato al consuntivo della vendemmia organizzato da Regione e Veneto Agricoltura con Avepa, ha trovato conferma nei dettagli.

Individuare nuovi mercati. “Per far fronte ad annate così abbondanti Il settore vitivinicolo dovrà necessariamente rivedere la propria programmazione, che non significa certamente limitare i produttori bensì trovare nuovi strumenti a loro sostegno, a partire dall’individuazione di nuovi mercati di sbocco del prodotto”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan. Del resto, il vino ottenuto nel Veneto grazie all’ultima abbondante vendemmia è pari a 13.413.777 ettolitri, contro i 9,5 del 2017, gli oltre 10 del 2016 e i 9,8 del 2015. “Un’annata certamente non facile – ha ricordato il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro – che i nostri vignaioli hanno però saputo affrontare con grande professionalità, confermando il Veneto una delle più importanti locomotive viticole del mondo”.

In dettaglio. Nel 2018 la superficie vitata nel Veneto è stata di 94.414 ettari, cresciuta di un +8,27% rispetto al 2017 (+4,78% sul 2016 e +8,27% sul 2015), in gran parte dedicata ad uve DOC, DOCG e IGT. Il Prosecco (Glera) ovviamente fa la parte del leone con una produzione di 4.696.000 di quintali (+37,4% rispetto al 2017), seguito dal Pinot Grigio “Delle Venezie” (oltre 1,7 mln di q; +28,9%), dal Conegliano-Valdobbiadene (1,278, +31,0%), quarto il Valpolicella (0,971; +4.9%), poi Soave (0,591; -12,8%), Bardolino (0,310; +32,1%), Garda (297; +22,2%), ecc.

Il vigneto veneto presenta due importanti macrosistemi: il “Sistema Prosecco”, con il Prosecco, Conegliano-Valdobbiadene e l’Asolo Prosecco, che nel 2018 ha superato i 6 milioni di quintali di uva; e il “Sistema Verona”, con il Valpolicella, Soave, Bardolino, Bianco di Custoza e Garda, che ha toccato i 2,32 milioni di quintali di uva. Insieme i due sistemi hanno prodotto ben 8,48 milioni di quintali di uva, ovvero la metà della produzione 2018. Il ragionamento cambia poco se ci si riferisce ai volumi imbottigliati. Relativamente ai vini DOCG, ai primi tre posti troviamo il Conegliano-Valdobbiadene (679.827 hl; – 0,79%), l’Amarone (103.079 hl; -7,72%) e l’Asolo (92.564 hl; +15,61%). Per quanto riguarda invece le DOC ai primi tre posti troviamo il Prosecco (3,48 milioni di hl; + 5,58%), il Soave (0,351; -12,51%) e il Valpolicella Ripasso (0,205; -1,02%).

Export vino. Nei primi 9 mesi dell’anno, ancora una volta il Veneto si posiziona al primo posto in Italia con un valore di 1,6 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2017) in un contesto nazionale che vale complessivamente 4,4 miliardi di euro (+3,4%). Ben lontane troviamo le regioni Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige. A Lonigo è stato presentato anche uno studio di Veneto Agricoltura sulle 19 Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto che ribadisce il loro importante ruolo per la valorizzazione/promozione del territorio. I tecnici dell’Agenzia regionale sottolineano che le Strade registrano oltre un milione di presenze all’anno, di cui l’80% estere o extra regione.

Sostenibilità in viticoltura. Pan ha reso merito ai grandi investimenti effettuati dai produttori, dalle cantine sociali e dai consorzi, nonché dalla Regione e dagli enti controllati, per il potenziamento e la qualificazione di un settore strategico del comparto primario, che vale il 35,5 per cento dell’export vinicolo nazionale. Ma, nel contempo, il titolare delle politiche agricole della Regione ha sollecitato il mondo dei produttori a porre al centro delle proprie attenzioni il tema della sostenibilità presente e futura del settore vitivinicolo. “La superficie vitata investita a biologico rappresenta il 5% del totale regionale (circa 4.500 ettari)il valore è in continua crescita, ma è tuttavia inferiore alla media nazionale (16%), anche se confrontabile con quello delle principali regioni del Nord. Quanto all’impiego di prodotti fitosanitari e a sistemi di coltura più sostenibili, la Regione Veneto finanzia con i fondi del Psr investimenti per sistemi e strumenti di meccanizzazione rispettosi dell’ambiente ed è impegnata a predisporre i disciplinari per la certificazione ministeriale integrata e a promuovere il sistema “Qualità Verificata”, nonché guarda con attenzione allo studio e alla sperimentazione di vitigni resistenti, cioè di colture che comportino una sensibile riduzione del numero di trattamenti annui e costituiscano una valida opportunità nei contesti sensibili, laddove è più forte l’interazione con l’uomo e l’abitato”. Tutti i dati sono disponibili al seguente link: http://www.veneto

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Veneto Agricoltura

Produzione vino in Veneto nel 2018, lunedì 14 gennaio a Lonigo i dati ufficiali

I dati definitivi della vendemmia 2018 in Veneto saranno presentati lunedì 14 gennaio (ore 9,30) a Lonigo (VI) nella cantina di Collis Group in occasione del tradizionale focus promosso in questo periodo da Regione Veneto e Veneto Agricoltura, con Avepa.

Produzione da record. I tecnici regionali, che stanno concludendo, proprio in queste ore, l’elaborazione dei dati suddivisi per area viticola e tipologia di uva sulla base delle dichiarazioni di produzione dei produttori, annunciano una produzione da record, ovvero superiore ai 16 milioni di quintali di uva, pari ad un +48%  rispetto alla vendemmia 2017 – ma va ricordato che quella era stata un’annata scarsa -, e comunque superiore del 20% rispetto alla vendemmia considerata “normale” del 2016. Quella del 2018 sarà dunque ricordata come una vendemmia straordinaria, sia per qualità che per quantità, a cui fanno eco anche i dati positivi sull’export, che sempre lunedì a Lonigo saranno presentati in maniera dettagliata per Paese di esportazione e tipologia di vino esportato.

Nei primi nove mesi del 2018 il comparto veneto del vino ha esportato il 3,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Oltre ai dati finali della vendemmia 2018 e dell’export di vino veneto, nel corso dei lavori di Lonigo è prevista la presentazione di uno studio realizzato da Veneto Agricoltura sulle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto (limitatamente all’area “vino”), importante strumento per promuovere il territorio regionale, il prodotto vino, le eccellenze agroalimentari regionali e le aziende, ovvero la sinergia tra enogastronomia e turismo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vino. Nel Vicentino sta nascendo la prima Doc Bio d’Europa

Massimo Dal Lago e Arianna Tessari dell’azienda Masari

A Maglio di Sopra, in provincia di Vicenza, sta per nascere il primo vino Doc Bio d’Europa. A realizzarlo è l’azienda vinicola Masari, condotta da due giovani viticoltori, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari.

Una scelta difficile ma strategica. “Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Il progetto di questi due giovani, bravi e lungimiranti, si proietta in quello che dovrà essere il futuro dell’agricoltura. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”, ha affermato in merito il presidente della regione Veneto Luca Zaia.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

Per le uve dei vini varietali sarà obbligatoria l’origine in etichetta

L’ultimo testo del regolamento sull’etichettatura dei vini diffuso dalla Commissione Europea garantisce che anche per i vini ‘varietali’ (cioè prodotti da vitigni internazionali quali Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shiraz) sarà obbligatorio indicare in etichetta l’origine delle uve.

Il testo, che sta per essere trasmesso dalla Commissione al Parlamento europeo ed al Consiglio, conterrà chiaramente l’obbligo di indicazione in etichetta non solo delle informazioni relative al luogo dove è avvenuta la trasformazione ma anche quelle del luogo di origine delle uve. Una specifica, come chiariscono dalla Commissione Europea “che si allinea con le regole già in vigore per altri prodotti alimentari”. Come per l’olio, insomma, sulle cui bottiglie si legge già oggi l’origine delle olive “Ue” o “extraUe” pur se la miscelazione e lavorazione avviene in Italia ed il prodotto viene venduto con forti richiami all’italianità.

Irrisolto il problema degli spumanti generici. I vini ‘varietali’ sono entrati nel mercato italiano nove anni fa sulla base del decreto ministeriale del 23 dicembre 2009 che recepiva il relativo regolamento europeo: la produzione di vini varietali da tavola viene da allora limitata dal Governo ai soli vitigni internazionali. Questi vini, che troviamo spesso sugli scaffali dei supermercati, non hanno solitamente nell’etichetta un’indicazione di origine territoriale, anche perché sono legati più alle caratteristiche dell’unico vitigno da cui sono prodotti piuttosto che a quelle di una ipotetica regione d’origine. Una situazione che resta ancora problematica per gli spumanti generici, cioè quelli non Doc o Igp: attualmente sull’etichetta viene indicato semplicemente il Paese dove avviene la spumantizzazione e non quello di provenienza delle uve.

Fonte: Garantitaly.it

14 gennaio 2019, a Lonigo (VI) tutti i numeri dell’annata viticola 2018

Lunedì 14 gennaio, alle ore 9:30, nella cantina Collis Group a Lonigo (VI) si terrà il terzo appuntamento del Trittico vitivinicolo veneto, come di consueto dedicato al consuntivo dell’ultima vendemmia e non solo.

In programma. In occasione dell’evento, vero e proprio incontro plenario del mondo vitivinicolo regionale, promosso da Veneto Agricoltura con Regione Veneto e Avepa, saranno forniti i dati consuntivi dell’ultima vendemmia in Veneto, presentati gli ultimi dati sull’export del vino veneto e fatto il punto sull’evoluzione e le prospettive future delle Strade del Vino nella nostra Regione.

Gennaio 2019, nel Padovano, i grandi terroir di Francia salgono in cattedra

A gennaio 2019 a Rubano (Pd), nel centro congressi del ristorante La Bulesca, i quattro moschettieri dell’enologia d’oltralpe saliranno in cattedra con un master di prim’ordine, organizzato dall’Associazione Arte & Vino, partner di Argav in occasione di alcuni seminari legati al vino svoltosi nei mesi scorsi. Da Bordeaux, culla della moderna civiltà del vino alla Loira, regione dalla multiforme ricchezza enologica caratterizzata da un enorme patchwork enografico e geografico; dall’Alsazia, regno dei vini bianchi, enclave dei vini tedeschi in territorio francese e tra le terre vitivinicole francesi più antiche alla Borgogna, tra abbazie, cantine storiche, villaggi medievali e canali fluviali, dove nascono le migliori interpretazioni al mondo di Pinot Noir per i rossi e Chardonnay per i bianchi.

Le date degli incontri, docenti d’eccezione. Il primo incontro sulla Borgogna si svolgerà lunedì 7 gennaio 2019 ore 20.45 e sarà guidato da Giampiero Pulcini. Il secondo incontro lunedì 14 gennaio 2019 ore 20.45 riguarderà Bordeaux e i suoi vini a cura di Samuel Cogliati. Il terzo appuntamento lunedì 21 gennaio ore 20.45 con Ciro Fontanesi si parlerà di Alsazia. L’ultimo evento lunedì 28 gennaio 2019 ore 20.45 sulla Loira guidati da Francesco Falcone. Ulteriori info: Associazione Arte & Vino

Fonte: Servizio stampa Associazione Arte & Vino

Vitivinicolo veneto 2018, cresce la produzione, calano i prezzi delle uve

Si avvicina il momento dei bilanci per l’annata vitivinicola 2018 che, nonostante un andamento climatico altalenante, si è caratterizza per un’abbondante produzione di uve complessivamente di buona qualità. Considerato che proprio in questi giorni il Ministero delle Politiche agricole ha concesso la proroga per la presentazione delle dichiarazioni di raccolta uve, slittata al 15 dicembre, bisognerà attendere ancora qualche settimana per poter tirare le somme finali dell’ultima vendemmia (al riguardo, Regione, Veneto Agricoltura e Avepa hanno già programmato per il prossimo 14 gennaio a Lonigo-Vi il tradizionale Focus dedicato al consuntivo dell’annata vitivinicola da poco conclusa).

24 per cento in più di produzione rispetto al 2017. Nel frattempo, arrivano ecco le stime sulla produzione di vino in Italia e il report di Veneto Agricoltura sull’andamento dei prezzi delle uve. Relativamente alla produzione di vino, una stima di Assoenologi indica per il 2018 una crescita addirittura del +24% rispetto al 2017, ma ricordiamo che quella era stata un’annata scarsa, con rialzi generalizzati in tutte le regioni italiane. La produzione nazionale complessiva potrebbe così toccare i 52,6 milioni di ettolitri, con oltre 10 milioni di ettolitri di vino in più rispetto all’anno precedente. Le regioni italiane che potrebbero registrare la crescita maggiore sono l’insieme di Lazio e Umbria (+40%), Emilia-Romagna (+28%), con Veneto, Friuli V.G. e Marche che segnano un +25%.

In dettaglio. Il Veneto potrebbe registrare una produzione totale di circa 12,1 milioni di ettolitri di vino, con circa 2,4 milioni di ettolitri in più rispetto al 2017, aumento sostanzioso dei volumi dovuto anche all’entrata in produzione di tanti nuovi impianti viticoli. Per quanto riguarda le quotazioni delle uve nel 2018, il report dell’Agenzia regionale (consultabile a questo link) rileva che il Veneto segna un forte ribasso rispetto al 2017, ovviamente dovuto soprattutto all’abbondante vendemmia, posizionando così la nostra Regione sulle quotazioni rilevate nel 2016. Dall’analisi dei dati statistici registrati presso le Borse Merci delle Camere di Commercio di Verona, Treviso e Padova, gli esperti di Veneto Agricoltura calcolano un calo del prezzo medio delle uve alla produzione pari al -20,9% per tutte le tipologie presenti in Veneto. Se invece si considerano le singole province, a Treviso si rileva un calo dell’11,9%, mentre sono più consistenti le riduzioni registrate a Verona (-23,9%) e Padova (-26,4%).

I prezzi medi nelle province vitivinicole venete. Il report indica per Verona un prezzo medio per l’uva di 0,74 euro/kg, mentre a Padova si passa a 0,50 euro/kg. E’ interessante segnalare che, relativamente al prezzo delle uve, Treviso perde nel 2018 la leadership regionale, attestandosi solo a 0,65 euro/kg, dato che si approssima molto al prezzo medio per l’intera regione, che risulta essere pari a 0,63 euro/kg. Relativamente alle varie tipologie di uve veronesi, tutte mostrano variazioni negative rispetto al 2017, con quelle IGT maggiormente interessate dal calo del prezzo medio. Le quotazione delle uve veronesi sono comprese in una forbice dei prezzi medi tra il minimo di 0,59 euro/kg e il massimo di 0,71 euro/kg.

Le cultivar che evidenziano il costo unitario più elevato sono quelle di Recioto e Amarone, arrivate fino a 2,30 euro/kg, confermandosi così i prodotti di punta della viticoltura veronese. Solo i vini Bardolino presentano quotazioni stabili rispetto all’anno precedente, mentre tutti gli altri sono in perdita compresa tra il -4,4% del Soave classico e il -50,6% del Bianco Verona. Quanto è stato detto per Verona vale anche per la provincia di Treviso dove la situazione negativa che scaturisce dall’analisi dei prezzi medi alla produzione delle uve risulta essere la stessa, con l’unica variazione positiva evidenziata per il Prosecco Cartizze Docg (+6,9%). Per Treviso, i valori dei prezzi medi alla produzione delle uve sono racchiusi tutti in un range che va da un minimo di 0,68 euro/kg e un picco massimo di 0,79 euro/kg. In termini di variazioni annue negative, queste sono racchiuse nel valore minimo del -12,7% mostrato dal Glera per la produzione di Prosecco Conegliano-Valdobbiadene DOCG e il massimo del -53,8% del Merlot Igt. Anche la piazza di Padova segna variazioni tutte negative rispetto alle quotazioni medie del 2017, con riduzioni che vanno dal -6,9% del Colli Euganei Fior d’arancio Docg al -48% netto della Bianca Igt. Per le quotazioni unitarie delle uve padovane, solo il Glera per Prosecco Doc sfonda il muro dell’euro al kg (1,05 euro/kg), con il Serprino Doc che si spinge fino a 0,90 euro/kg.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura