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2-4 febbraio 2019, a Verona tutto pronto per Anteprima Amarone 2015

Posizionamento, internazionalizzazione e strategie di promozione del brand più iconico della Valpolicella. Sono i temi più caldi della “Red Week”, la settimana dedicata al “Grande Rosso” (29 gennaio – 4 febbraio) che culminerà con Anteprima Amarone (2-4 febbraio, Palazzo della Gran Guardia di Verona), la 16^ edizione dell’evento targato Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Sotto i riflettori la promettente annata 2015 e non solo: storia, cultura e qualità, ma anche mercati, impatto economico, sostenibilità e formazione sono infatti al centro degli appuntamenti in programma a Verona già dal 29 gennaio, per un focus di filiera che coinvolgerà anche il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio (2 febbraio).

Ad anticipare il battesimo dell’annata 2015 sarà The Second Valpolicella Annual Conference (1 febbraio, Verona – Sala Maffeiana), il vertice socio-economico internazionale dedicato ai due focus “Amarone della Valpolicella come brand di lusso per conquistare i mercati” (ore 9.30) e al “Riconoscimento dei valori del Vino” (ore 11.30). Saranno invece il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori e il ministro Gian Marco Centinaio ad aprire Anteprima Amarone 2015 in un confronto su “Brand, valore, export e turismo: Il poker per l’Italia nel calice” (2 febbraio, Verona – Palazzo della Gran Guardia, ore 11.00. Giornata riservata alla stampa). A seguire, spazio anche alle contaminazioni con “Red Passion e Sorsi di Cultura”, la sessione che vedrà protagonisti Giordano Bruno Guerri, storico, accademico e saggista e la giornalista cinematografica e scrittrice, Laura Delli Colli.

Apertura al pubblico e agli operatori del settore. Le degustazioni di Anteprima Amarone apriranno le porte al pubblico domenica 3 febbraio (dalle 10 alle 19, ingresso a pagamento), mentre il giorno successivo sarà riservato agli operatori di settore (dalle 10 alle 17). Info e prevendita biglietti Anteprima Amarone www.consorziovalpolicella.it

Sono invece dedicati alla formazione i primi giorni della “Red Week” di Anteprima Amarone: dal 29 al 31 gennaio 24 candidati da tutto il mondo, alcuni dei quali in corsa per il titolo di Master of Wine, parteciperanno al Valpolicella Education Program (VEP), il corso di alta formazione sulla viticoltura, i vini e il territorio promosso dal Consorzio. Al termine delle lezioni, i candidati sosterranno un esame per diventare Valpolicella Wine Specialists (VWS), il titolo che darà loro la possibilità di essere inseriti nel network globale di divulgatori della Valpolicella riconosciuti ufficialmente dal Consorzio.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Viticoltura in Veneto, vendemmia 2018 da record, superficie vitata a bio inferiore alla media nazionale

Lonigo, tavolo dei relatori, prima da dx il consigliere Argav Renzo Michieletto

Il vigneto veneto ha prodotto nel 2018 ben 16.409.000 quintali di uva, pari ad uno stratosferico +48,87% rispetto al 2017; va però ricordato che quest’ultima era stata un’annata scarsa e che in questo dato è compresa una quota dell’8,45% di nuovi impianti entrati in produzione proprio nel 2018. Si tratta comunque di una super produzione, già annunciata nelle scorse settimane, che ieri a Lonigo (Vi, c/o Cantine Collis), in occasione del tradizionale focus, moderato dal consigliere Argav Renzo Michieletto, dedicato al consuntivo della vendemmia organizzato da Regione e Veneto Agricoltura con Avepa, ha trovato conferma nei dettagli.

Individuare nuovi mercati. “Per far fronte ad annate così abbondanti Il settore vitivinicolo dovrà necessariamente rivedere la propria programmazione, che non significa certamente limitare i produttori bensì trovare nuovi strumenti a loro sostegno, a partire dall’individuazione di nuovi mercati di sbocco del prodotto”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan. Del resto, il vino ottenuto nel Veneto grazie all’ultima abbondante vendemmia è pari a 13.413.777 ettolitri, contro i 9,5 del 2017, gli oltre 10 del 2016 e i 9,8 del 2015. “Un’annata certamente non facile – ha ricordato il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro – che i nostri vignaioli hanno però saputo affrontare con grande professionalità, confermando il Veneto una delle più importanti locomotive viticole del mondo”.

In dettaglio. Nel 2018 la superficie vitata nel Veneto è stata di 94.414 ettari, cresciuta di un +8,27% rispetto al 2017 (+4,78% sul 2016 e +8,27% sul 2015), in gran parte dedicata ad uve DOC, DOCG e IGT. Il Prosecco (Glera) ovviamente fa la parte del leone con una produzione di 4.696.000 di quintali (+37,4% rispetto al 2017), seguito dal Pinot Grigio “Delle Venezie” (oltre 1,7 mln di q; +28,9%), dal Conegliano-Valdobbiadene (1,278, +31,0%), quarto il Valpolicella (0,971; +4.9%), poi Soave (0,591; -12,8%), Bardolino (0,310; +32,1%), Garda (297; +22,2%), ecc.

Il vigneto veneto presenta due importanti macrosistemi: il “Sistema Prosecco”, con il Prosecco, Conegliano-Valdobbiadene e l’Asolo Prosecco, che nel 2018 ha superato i 6 milioni di quintali di uva; e il “Sistema Verona”, con il Valpolicella, Soave, Bardolino, Bianco di Custoza e Garda, che ha toccato i 2,32 milioni di quintali di uva. Insieme i due sistemi hanno prodotto ben 8,48 milioni di quintali di uva, ovvero la metà della produzione 2018. Il ragionamento cambia poco se ci si riferisce ai volumi imbottigliati. Relativamente ai vini DOCG, ai primi tre posti troviamo il Conegliano-Valdobbiadene (679.827 hl; – 0,79%), l’Amarone (103.079 hl; -7,72%) e l’Asolo (92.564 hl; +15,61%). Per quanto riguarda invece le DOC ai primi tre posti troviamo il Prosecco (3,48 milioni di hl; + 5,58%), il Soave (0,351; -12,51%) e il Valpolicella Ripasso (0,205; -1,02%).

Export vino. Nei primi 9 mesi dell’anno, ancora una volta il Veneto si posiziona al primo posto in Italia con un valore di 1,6 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2017) in un contesto nazionale che vale complessivamente 4,4 miliardi di euro (+3,4%). Ben lontane troviamo le regioni Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige. A Lonigo è stato presentato anche uno studio di Veneto Agricoltura sulle 19 Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto che ribadisce il loro importante ruolo per la valorizzazione/promozione del territorio. I tecnici dell’Agenzia regionale sottolineano che le Strade registrano oltre un milione di presenze all’anno, di cui l’80% estere o extra regione.

Sostenibilità in viticoltura. Pan ha reso merito ai grandi investimenti effettuati dai produttori, dalle cantine sociali e dai consorzi, nonché dalla Regione e dagli enti controllati, per il potenziamento e la qualificazione di un settore strategico del comparto primario, che vale il 35,5 per cento dell’export vinicolo nazionale. Ma, nel contempo, il titolare delle politiche agricole della Regione ha sollecitato il mondo dei produttori a porre al centro delle proprie attenzioni il tema della sostenibilità presente e futura del settore vitivinicolo. “La superficie vitata investita a biologico rappresenta il 5% del totale regionale (circa 4.500 ettari)il valore è in continua crescita, ma è tuttavia inferiore alla media nazionale (16%), anche se confrontabile con quello delle principali regioni del Nord. Quanto all’impiego di prodotti fitosanitari e a sistemi di coltura più sostenibili, la Regione Veneto finanzia con i fondi del Psr investimenti per sistemi e strumenti di meccanizzazione rispettosi dell’ambiente ed è impegnata a predisporre i disciplinari per la certificazione ministeriale integrata e a promuovere il sistema “Qualità Verificata”, nonché guarda con attenzione allo studio e alla sperimentazione di vitigni resistenti, cioè di colture che comportino una sensibile riduzione del numero di trattamenti annui e costituiscano una valida opportunità nei contesti sensibili, laddove è più forte l’interazione con l’uomo e l’abitato”. Tutti i dati sono disponibili al seguente link: http://www.veneto

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Veneto Agricoltura

Produzione vino in Veneto nel 2018, lunedì 14 gennaio a Lonigo i dati ufficiali

I dati definitivi della vendemmia 2018 in Veneto saranno presentati lunedì 14 gennaio (ore 9,30) a Lonigo (VI) nella cantina di Collis Group in occasione del tradizionale focus promosso in questo periodo da Regione Veneto e Veneto Agricoltura, con Avepa.

Produzione da record. I tecnici regionali, che stanno concludendo, proprio in queste ore, l’elaborazione dei dati suddivisi per area viticola e tipologia di uva sulla base delle dichiarazioni di produzione dei produttori, annunciano una produzione da record, ovvero superiore ai 16 milioni di quintali di uva, pari ad un +48%  rispetto alla vendemmia 2017 – ma va ricordato che quella era stata un’annata scarsa -, e comunque superiore del 20% rispetto alla vendemmia considerata “normale” del 2016. Quella del 2018 sarà dunque ricordata come una vendemmia straordinaria, sia per qualità che per quantità, a cui fanno eco anche i dati positivi sull’export, che sempre lunedì a Lonigo saranno presentati in maniera dettagliata per Paese di esportazione e tipologia di vino esportato.

Nei primi nove mesi del 2018 il comparto veneto del vino ha esportato il 3,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Oltre ai dati finali della vendemmia 2018 e dell’export di vino veneto, nel corso dei lavori di Lonigo è prevista la presentazione di uno studio realizzato da Veneto Agricoltura sulle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto (limitatamente all’area “vino”), importante strumento per promuovere il territorio regionale, il prodotto vino, le eccellenze agroalimentari regionali e le aziende, ovvero la sinergia tra enogastronomia e turismo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vino. Nel Vicentino sta nascendo la prima Doc Bio d’Europa

Massimo Dal Lago e Arianna Tessari dell’azienda Masari

A Maglio di Sopra, in provincia di Vicenza, sta per nascere il primo vino Doc Bio d’Europa. A realizzarlo è l’azienda vinicola Masari, condotta da due giovani viticoltori, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari.

Una scelta difficile ma strategica. “Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Il progetto di questi due giovani, bravi e lungimiranti, si proietta in quello che dovrà essere il futuro dell’agricoltura. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”, ha affermato in merito il presidente della regione Veneto Luca Zaia.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

Per le uve dei vini varietali sarà obbligatoria l’origine in etichetta

L’ultimo testo del regolamento sull’etichettatura dei vini diffuso dalla Commissione Europea garantisce che anche per i vini ‘varietali’ (cioè prodotti da vitigni internazionali quali Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shiraz) sarà obbligatorio indicare in etichetta l’origine delle uve.

Il testo, che sta per essere trasmesso dalla Commissione al Parlamento europeo ed al Consiglio, conterrà chiaramente l’obbligo di indicazione in etichetta non solo delle informazioni relative al luogo dove è avvenuta la trasformazione ma anche quelle del luogo di origine delle uve. Una specifica, come chiariscono dalla Commissione Europea “che si allinea con le regole già in vigore per altri prodotti alimentari”. Come per l’olio, insomma, sulle cui bottiglie si legge già oggi l’origine delle olive “Ue” o “extraUe” pur se la miscelazione e lavorazione avviene in Italia ed il prodotto viene venduto con forti richiami all’italianità.

Irrisolto il problema degli spumanti generici. I vini ‘varietali’ sono entrati nel mercato italiano nove anni fa sulla base del decreto ministeriale del 23 dicembre 2009 che recepiva il relativo regolamento europeo: la produzione di vini varietali da tavola viene da allora limitata dal Governo ai soli vitigni internazionali. Questi vini, che troviamo spesso sugli scaffali dei supermercati, non hanno solitamente nell’etichetta un’indicazione di origine territoriale, anche perché sono legati più alle caratteristiche dell’unico vitigno da cui sono prodotti piuttosto che a quelle di una ipotetica regione d’origine. Una situazione che resta ancora problematica per gli spumanti generici, cioè quelli non Doc o Igp: attualmente sull’etichetta viene indicato semplicemente il Paese dove avviene la spumantizzazione e non quello di provenienza delle uve.

Fonte: Garantitaly.it

14 gennaio 2019, a Lonigo (VI) tutti i numeri dell’annata viticola 2018

Lunedì 14 gennaio, alle ore 9:30, nella cantina Collis Group a Lonigo (VI) si terrà il terzo appuntamento del Trittico vitivinicolo veneto, come di consueto dedicato al consuntivo dell’ultima vendemmia e non solo.

In programma. In occasione dell’evento, vero e proprio incontro plenario del mondo vitivinicolo regionale, promosso da Veneto Agricoltura con Regione Veneto e Avepa, saranno forniti i dati consuntivi dell’ultima vendemmia in Veneto, presentati gli ultimi dati sull’export del vino veneto e fatto il punto sull’evoluzione e le prospettive future delle Strade del Vino nella nostra Regione.

Gennaio 2019, nel Padovano, i grandi terroir di Francia salgono in cattedra

A gennaio 2019 a Rubano (Pd), nel centro congressi del ristorante La Bulesca, i quattro moschettieri dell’enologia d’oltralpe saliranno in cattedra con un master di prim’ordine, organizzato dall’Associazione Arte & Vino, partner di Argav in occasione di alcuni seminari legati al vino svoltosi nei mesi scorsi. Da Bordeaux, culla della moderna civiltà del vino alla Loira, regione dalla multiforme ricchezza enologica caratterizzata da un enorme patchwork enografico e geografico; dall’Alsazia, regno dei vini bianchi, enclave dei vini tedeschi in territorio francese e tra le terre vitivinicole francesi più antiche alla Borgogna, tra abbazie, cantine storiche, villaggi medievali e canali fluviali, dove nascono le migliori interpretazioni al mondo di Pinot Noir per i rossi e Chardonnay per i bianchi.

Le date degli incontri, docenti d’eccezione. Il primo incontro sulla Borgogna si svolgerà lunedì 7 gennaio 2019 ore 20.45 e sarà guidato da Giampiero Pulcini. Il secondo incontro lunedì 14 gennaio 2019 ore 20.45 riguarderà Bordeaux e i suoi vini a cura di Samuel Cogliati. Il terzo appuntamento lunedì 21 gennaio ore 20.45 con Ciro Fontanesi si parlerà di Alsazia. L’ultimo evento lunedì 28 gennaio 2019 ore 20.45 sulla Loira guidati da Francesco Falcone. Ulteriori info: Associazione Arte & Vino

Fonte: Servizio stampa Associazione Arte & Vino

Vitivinicolo veneto 2018, cresce la produzione, calano i prezzi delle uve

Si avvicina il momento dei bilanci per l’annata vitivinicola 2018 che, nonostante un andamento climatico altalenante, si è caratterizza per un’abbondante produzione di uve complessivamente di buona qualità. Considerato che proprio in questi giorni il Ministero delle Politiche agricole ha concesso la proroga per la presentazione delle dichiarazioni di raccolta uve, slittata al 15 dicembre, bisognerà attendere ancora qualche settimana per poter tirare le somme finali dell’ultima vendemmia (al riguardo, Regione, Veneto Agricoltura e Avepa hanno già programmato per il prossimo 14 gennaio a Lonigo-Vi il tradizionale Focus dedicato al consuntivo dell’annata vitivinicola da poco conclusa).

24 per cento in più di produzione rispetto al 2017. Nel frattempo, arrivano ecco le stime sulla produzione di vino in Italia e il report di Veneto Agricoltura sull’andamento dei prezzi delle uve. Relativamente alla produzione di vino, una stima di Assoenologi indica per il 2018 una crescita addirittura del +24% rispetto al 2017, ma ricordiamo che quella era stata un’annata scarsa, con rialzi generalizzati in tutte le regioni italiane. La produzione nazionale complessiva potrebbe così toccare i 52,6 milioni di ettolitri, con oltre 10 milioni di ettolitri di vino in più rispetto all’anno precedente. Le regioni italiane che potrebbero registrare la crescita maggiore sono l’insieme di Lazio e Umbria (+40%), Emilia-Romagna (+28%), con Veneto, Friuli V.G. e Marche che segnano un +25%.

In dettaglio. Il Veneto potrebbe registrare una produzione totale di circa 12,1 milioni di ettolitri di vino, con circa 2,4 milioni di ettolitri in più rispetto al 2017, aumento sostanzioso dei volumi dovuto anche all’entrata in produzione di tanti nuovi impianti viticoli. Per quanto riguarda le quotazioni delle uve nel 2018, il report dell’Agenzia regionale (consultabile a questo link) rileva che il Veneto segna un forte ribasso rispetto al 2017, ovviamente dovuto soprattutto all’abbondante vendemmia, posizionando così la nostra Regione sulle quotazioni rilevate nel 2016. Dall’analisi dei dati statistici registrati presso le Borse Merci delle Camere di Commercio di Verona, Treviso e Padova, gli esperti di Veneto Agricoltura calcolano un calo del prezzo medio delle uve alla produzione pari al -20,9% per tutte le tipologie presenti in Veneto. Se invece si considerano le singole province, a Treviso si rileva un calo dell’11,9%, mentre sono più consistenti le riduzioni registrate a Verona (-23,9%) e Padova (-26,4%).

I prezzi medi nelle province vitivinicole venete. Il report indica per Verona un prezzo medio per l’uva di 0,74 euro/kg, mentre a Padova si passa a 0,50 euro/kg. E’ interessante segnalare che, relativamente al prezzo delle uve, Treviso perde nel 2018 la leadership regionale, attestandosi solo a 0,65 euro/kg, dato che si approssima molto al prezzo medio per l’intera regione, che risulta essere pari a 0,63 euro/kg. Relativamente alle varie tipologie di uve veronesi, tutte mostrano variazioni negative rispetto al 2017, con quelle IGT maggiormente interessate dal calo del prezzo medio. Le quotazione delle uve veronesi sono comprese in una forbice dei prezzi medi tra il minimo di 0,59 euro/kg e il massimo di 0,71 euro/kg.

Le cultivar che evidenziano il costo unitario più elevato sono quelle di Recioto e Amarone, arrivate fino a 2,30 euro/kg, confermandosi così i prodotti di punta della viticoltura veronese. Solo i vini Bardolino presentano quotazioni stabili rispetto all’anno precedente, mentre tutti gli altri sono in perdita compresa tra il -4,4% del Soave classico e il -50,6% del Bianco Verona. Quanto è stato detto per Verona vale anche per la provincia di Treviso dove la situazione negativa che scaturisce dall’analisi dei prezzi medi alla produzione delle uve risulta essere la stessa, con l’unica variazione positiva evidenziata per il Prosecco Cartizze Docg (+6,9%). Per Treviso, i valori dei prezzi medi alla produzione delle uve sono racchiusi tutti in un range che va da un minimo di 0,68 euro/kg e un picco massimo di 0,79 euro/kg. In termini di variazioni annue negative, queste sono racchiuse nel valore minimo del -12,7% mostrato dal Glera per la produzione di Prosecco Conegliano-Valdobbiadene DOCG e il massimo del -53,8% del Merlot Igt. Anche la piazza di Padova segna variazioni tutte negative rispetto alle quotazioni medie del 2017, con riduzioni che vanno dal -6,9% del Colli Euganei Fior d’arancio Docg al -48% netto della Bianca Igt. Per le quotazioni unitarie delle uve padovane, solo il Glera per Prosecco Doc sfonda il muro dell’euro al kg (1,05 euro/kg), con il Serprino Doc che si spinge fino a 0,90 euro/kg.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

9-13 novembre 2018, va di scena il Merano Wine Festival. Tra gli incontri più attesi, quello sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla vinificazione. Prime anticipazioni: entro il 2050, ridotte dal 25 al 75 per cento le aree produttive delle regioni vinicole più importanti al mondo.

Parterre di esperti al 27^ Merano WineFestival che a giorni, dal 9 al 13 novembre, apre il sipario in pieno centro della cittadina altoatesina e presenta la sua selezione con oltre 950 case vitivinicole tra le migliori in Italia e nel mondo e oltre 120 artigiani del gusto.

Quali considerazioni emergeranno dal dibattito più atteso della manifestazione? Sabato 10 novembre ore 15.00 al Teatro Puccini di Merano le più importanti personalità del mondo del vino e del consumo si confronteranno su “Il futuro del vino tra cambiamenti climatici, nuove opportunità nella produzione e aspettative dei consumatori”. Stevie Kim, Luca Gardini, Luciano Ferraro, Oscar Farinetti, Joe Bastianich, Luigi Moio, Matilde Poggi, Walter Massa, Adua Villa, Luciano Pignataro, Andrea Gori, e il climatologo meranese Georg Kaser, moderati da Franz Botrè, si interrogheranno su come anticipare i tempi prima che sia troppo tardi in vista dell’aumento della temperatura che entro il 2050 caratterizzerà maggiormente il futuro della viticoltura. La tavola rotonda si aprirà con il riferimento ad uno studio di un gruppo di ricercatori, guidati da Lee Hannah, climatologo di Conservation International, Arlington in Virginia, che ha elaborato un modello previsionale dei possibili impatti del cambiamento climatico sulla vinificazione. Il risultato di tale studio mette in evidenza il fatto che le regioni vinicole più importanti del mondo, dal Cile alla Toscana, dalla Borgogna all’Australia vedranno diminuire le loro aree coltivabili dal 25% al 73% entro il 2050, e ciò costringerà i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, eliminando le specie vegetali e animali locali. Il futuro del vino passa anche per un cambiamento che, oltre a conformarsi agli eventi naturali, deve tener conto delle aspettative dei consumatori.

Il programma dell’edizione 2018 di Merano WineFestival è consultabile a questo link e prevede in apertura lo spazio dedicato ai vini biologici e biodinamici con “bio&dynamica”. I vini di “The Official Selection”, nella Kurhaus e i prodotti gastronomici della “Gourmet Arena”. E ancora, le immancabili “Charity Wine Masterclasses” e le novità di quest’anno come “The Circle – People, Lands, Experiences” in piazza della Rena, “Spirits Experience Area”, area dedicata al mondo della mixology, e allo champagne con “Catwalk Champagne”.

Fonte: Servizio stampa Merano Wine Festival

7 ottobre, torna Grapperie aperte, quattro quelle venete, una nel Trevigiano e tre nel Vicentino, tema 2018 grappa e caffè

Quindicesima edizione di Grapperie Aperte in arrivo in sei regioni italiane: domenica 7 ottobre in 18 distillerie di tutta Italia, di cui quattro in Veneto, il distillato di bandiera torna protagonista con una giornata dedicata all’abbinamento tra grappa e caffè, i due fine pasto per antonomasia della cultura enogastronomica nostrana.

Il programma per le distillerie venete è ricco e vario. Una è in provincia di Treviso, ovvero Castagner Roberto Acquaviti a Visnà di Vazzola, che oltre alle visite agli impianti di produzione offre degustazioni di distillati e cocktail e un torneo di burraco; le restanti tre sono in provincia di Vicenza. Si tratta della Fratelli Brunello di Montegalda, che aprirà le porte ai propri ospiti accompagnandoli nel tour dell’azienda con degustazione finale di distillati con sfiziosi abbinamenti a base di caffè e la presentazione delle novità di produzione; della Distilleria Li.Di.A. a Villaga, presso la quale si potranno effettuare visite agli impianti in funzione con illustrazione del processo produttivo e degustare grappe diverse in abbinamento a caffè e altri prodotti agroalimentari del territorio a km zero; della Distilleria Poli a Schiavon, che per la giornata di Grapperie Aperte propone visite agli impianti in funzione con l’antico alambicco a vapore e al Museo della Grappa, dove è conservata la più ampia collezione italiana di grappe storiche – 2500 bottiglie provenienti da 700 distillerie diverse – oltre alle degustazioni con sfiziosi abbinamenti enogastronomici.

L’Italia della grappa si riunisce dunque in un’ideale degustazione itinerante, una caccia al tesoro tra i bouquet e gli aromi delle vinacce che raccontano singoli territori e ancor di più la storia di chi le trasforma in un pregiato distillato, vero emblema della sostenibilità. La lavorazione delle vinacce, infatti, rappresenta un modo nobile e assolutamente ecosostenibile per recuperare le bucce d’uve dopo la prima spremitura da cui si estrae il vino, e dare così origine a un nuovo prodotto, esclusivo e personalizzato su mappe sensoriali espressione di un preciso terroir di origine.

La buona annata di vendemmia si riflette sulla produzione dei distillati. Certo è che, come per il vino, a determinare una buona annata per i distillati sia l’esito della vendemmia. Quella dell’anno corrente, per le caratteristiche climatiche e il bilanciato alternarsi di precipitazioni piovose con giornate soleggiate e temperate, è stata annunciata come una delle migliori degli ultimi anni e tale performance in vigna si ripercuoterà positivamente anche sulla produzione di acquavite che potremo degustare nei prossimi anni. Particolarmente favorevole sembra essere stata l’annata delle uve a bacca rossa, tuttavia anche per i vitigni a bacca bianca le rese sono buone e la qualità della vinaccia notevole, con profumi di grande livello. Programmi dettagliati disponibili al sito www.istitutograppa.org

Fonte: Servizio stampa Istituto Nazionale Grappa