• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Veneto, vendemmia record 2018 (+20%), sinergia Confartigianato e Coldiretti regionali per procedura di riserva in assenza di ricevuta Pec del documento Movimenti VitiVinicoli, fondamentale per evitare intasamenti e danni economici

Il buon senso e la convergenza di interessi tra i produttori agricoli, rappresentati da Coldiretti del Veneto e gli autotrasportatori della Confartigianato Imprese Veneto (Confartigianato Trasporti regionali), hanno impedito ad un assurdo cavillo burocratico di trasformarsi in un grande danno economico.

La loro azione congiunta ha portato, infatti, alla definizione di una procedura di riserva, da applicare nell’eventualità di ritardi nella ricezione del messaggio di notifica di avvenuta consegna della convalida del documento vitivinicolo MVV mediante PEC (v. decreto dipartimentale 1021 del 17 giugno 2014), che permette ai camion di effettuare comunque la consegna della merce in tempi certi.

Vendemmia straordinaria in quantità. “Si tratta -spiegano Nazzareno Ortoncelli, leader regionale Autotrasportatori Confartigianato e Giancarlo Vettorello, dell’ufficio vitivinicolo Coldiretti – di una novità arrivata giusto in tempo per agevolare sia le imprese di autotrasporto che i numerosi viticoltori e cantine che operano sul territorio regionale che quest’anno, si trovano a gestire una vendemmia straordinaria, superiore del 20% rispetto allo scorso anno. Senza la necessaria flessibilità si sarebbe incorsi in danni economici particolarmente ingenti”.

Come funziona. In sintesi, l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ha definito, mediante la circolare n. 000617 del 3 agosto 2018, la prassi secondo la quale, nel caso in cui la ricevuta non ritorni entro un’ora, l’operatore, ferme restando le annotazioni da riportare nell’apposita casella (n. 18, sul fronte del documento), annoterà sul retro del documento una dicitura del tipo “Non è arrivata ricevuta di avvenuta consegna. Allego la PEC inviata”. In questo modo sarà possibile iniziare il trasporto con il documento MVV e con la stampa del messaggio di PEC per la convalida.

Sì alla semplificazione e ai dovuti controlli. “Grazie alla collaborazione di alcuni nostri colleghi –spiega Ortoncelli – abbiamo potuto, documenti alla mano, dimostrare come in taluni casi, la ricevuta ritornasse all’operatore soltanto dopo alcune ore dall’invio della PEC per la convalida, causando disservizi ed ostacoli all’attività economica degli operatori vitivinicoli e agli autotrasportatori costretti a ritardare la partenza del trasporto”. “Semplificazione sì ma non assenza di controlli, specifica Vettorello. Infatti, se entro le 24 ore successive all’invio del messaggio di PEC per la convalida, l’operatore viene in possesso della ricevuta attestante che l’invio della copia del documento MVV alla casella di PEC “AOO” degli Uffici territoriali competenti è andato a buon fine, non dovrà fare altro che allegare tale ricevuta alla propria copia del documento MVV e conservarlo in atti. Se invece riceverà un messaggio di notifica di mancata consegna definitivo, l’operatore entro il primo giorno lavorativo successivo, dovrà inviare nuovamente il messaggio PEC (con allegato l’MVV emesso) con le stesse modalità seguite nel primo invio. Nell’oggetto del messaggio PEC si dovrà aggiungere la seguente dicitura: “Reinvio PEC”. Qualora non si provvedesse secondo le modalità sopra indicate, la convalida non viene considerata effettuata”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Imprese Veneto e Coldiretti Veneto

Maltempo, martoriato il distretto del vino della Valpolicella

Interventi della Protezione Civile in un vigneto della Valpolicella inondato dopo il nubifragio di sabato 1 settembre 2018

“I danni sono ingenti, una bomba d’acqua (170 ml di pioggia nell’arco di 15 ore, ndr) che ha letteralmente devastato molti comuni veronesi. E oltre ai danni a famiglie e imprese, il nubifragio ha martoriato un distretto produttivo strategico per l’economia del Veneto, proprio nel momento clou della raccolta dell’uva e della successiva vinificazione”. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che sta seguendo gli interventi della Protezione civile e la conta dei danni provocati dal maltempo nel Veronese, in stretto contatto con il sindaco di Verona Sboarina, fa proprie le preoccupazioni dei viticoltori e degli operatori della provincia più agricola del Veneto.

Danni in Valpolicella dopo il le piogge torrenziali dell’1 settembre 2018

Una denominazione tra le più prestigiose al mondo. “Il Veneto è il primo produttore nazionale di vini con quasi 11 milioni di ettolitri – ricorda Zaia – conta 52 denominazioni d’origine e il prestigio della denominazione coinvolta nella zona del Valpolicella e di Soave è unico nel mondo. Ai danni dovuti all’impraticabilità delle campagne, al diffondersi di malattie fitosanitarie a causa delle continue piogge in presenza di uve mature si aggiungono in queste ore quelli inflitti ai vigneti, flagellati dal maltempo. Faremo la conta alla fine, con attenzione particolare alle ricadute sulla vendemmia in un’area così fortemente vocata. Intanto – preannuncia il presidente del Veneto – ho dato mandato al direttore di Avepa, Fabrizio Stella, di far uscire subito sul territorio i funzionari dell’Agenzia per i pagamenti nel settore primario per fornire assistenza a tutte le imprese agricole vittime del maltempo di queste ore”.

danni in seguito al nubifragio occorso in Valpolicella l’1 settembre 2018

Le organizzazioni agricole. “Il problema è se le viti assorbono troppa acqua, cosa che farà scoppiare l’uva, quindi dovrà essere raccolta velocemente. Le grandinate nelle aree tra Parona, Arbizzano e San Vito probabilmente hanno compromesso la qualità dell’amarone. Torna il problema della mancata manutenzione a fossati, progni, letti dei fiumi e alla cementificazione dilagante. Il Consorzio tutela vini aveva indicato l’inizio della vendemmia verso il 10 settembre, dipende ora dalle aree”, ha affermato Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto. “Stiamo controllando con i nostri tecnici le zone colpite, faremo le debite valutazioni quando avremo il quadro sufficientemente chiaro; ora è ancora presto, anche se c’è apprensione tra gli agricoltori delle zone danneggiate”. E’ quanto ha dichiarato Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Confagricoltura Verona/Coldiretti Verona

Vendemmia 2018, nel Padovano debutta l’uva resistente alle malattie fungine

vendemmia 2018 all’azienda agricola Parco del Venda di Vo’ Euganeo (Pd)

Coldiretti informa in una nota stampa che sui colli Euganei, nel Padovano, ha debuttato con la vendemmia 2018 il primo vitigno resistente alle malattie, una vite di nuova generazione che non richiede particolari trattamenti e permette una maggiore sostenibilità ambientale della viticoltura.

4000 viti. Pioniera di questa speciale varietà selezionata dall’Università di Udine è l’azienda Parco del Venda di Vo’ Euganeo, che tre anni fa ha messo a dimora circa 4000 viti e che in questi giorni ha raccolto l’uva Merlot e Cabernet, maturata in anticipo rispetto agli altri rossi. Una scelta, sottolinea Coldiretti Padova, che apre la strada anche sui Colli Euganei ad un approccio attento alle ricadute ambientali e ancor più responsabile nei confronti di cittadini e consumatori, dimostrandolo con i fatti. ”La tutela della salute e dell’ambiente sono sempre più sentiti – afferma Michael Toniolo di Parco del Venda – per questo è cresciuto il nostro interesse per le viti di nuova generazione. Il progetto si è concretizzato tre anni fa, quando abbiamo scelto di coltivare e quindi vinificare le uve  a bacca rossa di vitigni resistenti Merlot Khorus  e Cabernet Volos. Si tratta di viti in grado di resistere alle malattie fungine più comuni come l’oidio e la peronospora. Presentano inoltre una quota preponderante di genoma di Vitis Vinifera e una quota del tutto minoritaria, non più’ del 5-10%  appartenente ad altre Vitis portatrici di geni di resistenza. Abbiamo deciso di mettere a dimora le prime 4000 piante – continua Toniolo – scegliendo una posizione ottimale in collina e cercando di favorire al massimo l’adattamento dei vitigni alle condizioni atmosferiche del luogo”.

grappolo d’uva di vitigni resistenti alle malattie azienda agricola Parco del Venda (Pd)

Viticoltura del futuro ai nastri di partenza? “La ricerca in questo campo ha fatto numerosi passi in avanti» afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova “selezionando varietà in grado di contrastare le principali malattie della vite, si riducono quasi del tutto il ricorso ai trattamenti in vigneto. Un plauso va al Parco del Venda per aver scelto senza indugio e con convinzione di aprire una nuova strada nella nostra provincia. Di viticoltura sostenibile parliamo da tempo e abbiamo dedicato anche un recente incontro a Vo con i produttori e i responsabili del servizio vitivinicolo di Coldiretti Veneto. Stiamo gettando le basi per la viticoltura del futuro”.

Sperimentazione. Ricorda Toniolo: “Nella vendemmia 2018 siamo i primi produttori nei colli Euganei e tra le prime cantine nel Veneto, con poche altre in Italia, a vinificare un vino rosso proveniente da viti resistenti. I presupposti per ora sono molto buoni: le uve vendemmiate la scorsa settimana ci stanno già regalando i primi profumi e un colore molto intenso. Per stappare le prime bottiglie occorrerà aspettare il 2019 ma possiamo affermare di avere già centrato l’obiettivo di produrre un buon vino rosso nel totale rispetto della natura. In agricoltura biologica le piante vengono trattate con prodotti di copertura  quali rame e zolfo, diverse volte in una stagione, mentre le varietà  Khorus e Volos non necessitano di alcun trattamento in vigneto. Per la nostra azienda si tratta di un investimento importante, che guarda al futuro: il nostro intento infatti è quello di sostituire i vigneti più  vecchi con le varietà resistenti e dare il via ad una nuova concezione che sia in grado di soddisfare una clientela sempre più attenta al consumo responsabile. Il nostro approccio alla sostenibilità ci vede inoltre impegnati nella sperimentazione di un prodotto innovativo definito Food Grade, autorizzato per l’alimentazione umana normato ed ammesso in quanto sostanza di base che limita l’insorgenza delle malattie fungine. Il prodotto è stato utilizzato quest’anno in buona parte dei vigneti di proprietà”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Vendemmia 2018, accoglienza timida per i nuovi voucher da parte delle aziende agricole, troppo complicate le procedure di richiesta

La raccolta delle uve precoci è appena iniziata, ma poche aziende agricole si sono fatte avanti per chiedere informazioni sui voucher Presto (dall’acronimo “prestazione occasionale”) introdotti dal Decreto Dignità, il cui utilizzo appare troppo complicato. Molte, invece, stanno già assumendo lavoratori con il contratto a tempo determinato, che al momento rimane l’unico mezzo per regolamentare il lavoro dei vendemmiatori. E’ quanto viene affermato in una nota dai vertici di Confagricoltura Veneto.

I motivi che destano perplessità. Oltre ai ritardi operativi (sulla pagina Inps solo lunedì 20 agosto scorso sono comparse le modifiche introdotte dal decreto), a limitare l’accesso ai nuovi voucher sono le procedure burocratiche, che rimangono complicate e farraginose. Resta in voga, infatti, la procedura telematica dell’anno scorso, indicata dall’Inps nella circolare 107 del 5 luglio 2017, che obbliga sia il datore di lavoro che il lavoratore a iscriversi sulla piattaforma Inps, comunicare in via telematica tutti i dati relativi alla prestazione, comunicare l’eventuale revoca della prestazione e versare i compensi mediante il modello F24. Inoltre, non sarà possibile applicare i voucher ai lavoratori già assunti nella passata stagione con contratto a tempo determinato. Infine, ci sono i vincoli: l’utilizzo riservato solo alle imprese che hanno meno di 5 dipendenti (quindi quelle più grandi restano escluse dalle agevolazioni) e la durata della prestazione occasionale che da 3 giorni è stata alzata a 10.

Vanificati gli aspetti positivi. “Apprezziamo gli sforzi compiuti dal governo nell’andare incontro alle aziende, ma ancora una volta il fattore burocratico vanifica gli aspetti positivi – spiega Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. I vecchi voucher in uso fino al 2016 erano cartacei e prevedevano l’acquisto dei voucher sia per via telematica, che nelle tabaccherie. Era un sistema pratico e snello, che si adattava perfettamente alla natura occasionale del rapporto di lavoro che caratterizza la vendemmia e le raccolte della frutta. Il Decreto Dignità non ha reintrodotto i voucher, ma ha rivisto la disciplina del contratto di prestazione occasionale introdotto l’anno scorso dal governo Gentiloni. Le procedure telematiche restano, a parte qualche semplificazione, quelle del 2017 e scoraggiano le aziende a utilizzare lo strumento, in quanto comportano un carico burocratico che aggiunge altro lavoro alle ore passate in campagna ed è causa di ulteriori costi”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vendemmia 2018, aumenta la produzione rispetto al 2017 ma a farla da padrone ora è il meteo

Ad oggi, la vendemmia 2018 si annuncia molto positiva. Già a partire dalla prossima settimana i primi grappoli d’uva a finire nei cesti saranno quelli delle varietà Chardonnay e Pinot per le basi spumante, poi via via tutte le altre. Le preoccupazioni casomai arrivano dal meteo che, proprio dai prossimi giorni potrebbe peggiorare. Così fosse, le operazioni di raccolta verrebbero ulteriormente anticipate per evitare problemi di marciume acido e botrite, che in alcune aree del Veneto vengono già segnalate.

L’incontro. Il punto sull’imminente vendemmia è stato fatto ieri mattina a Legnaro (Pd) in occasione della 44^ edizione del focus sulle “Previsioni vendemmiali nel Nord Est e non solo”, presenti anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. L’evento, organizzato dall’Agenzia regionale, con Regione Veneto, Avepa, Arpav, CREA-VE, con la collaborazione della Regione Friuli-Venezia Giulia e le Province di Bolzano e Trento, ha visto la partecipazione di numerosi tecnici ed operatori vitivinicoli provenienti dal Veneto e dalle regioni limitrofe. Il focus è stato l’occasione per presentare i dati previsionali quali-quantitativi della vendemmia 2018 nel Triveneto, in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, nonché in Francia e Spagna. Tra questi, spiccano i quasi 100.000 ettari del Veneto, al 90% a Denominazione, che si conferma prima regione vitivinicola italiana (previsti quest’anno circa 13 milioni di ettolitri di vino) e quarta potenza mondiale per quanto riguarda l’export di vino (2,13 miliardi di euro).

Sintesi situazione/1. Belluno. Le uve si presentano al momento sane. L’assenza di freddi tardivi e le belle fasi di fioritura e allegagione permettono di prevedere, salvo imprevisti, un aumento di produzione rispetto al 2017 del 10/15%. Si stima, inoltre, un pari aumento di produzione per l’entrata in produzione dei nuovi vigneti. Padova e Rovigo. Sulla base dell’andamento stagionale la qualità dovrebbe attestarsi su livelli medio -buoni. In condizioni di ordinarietà e grazie al buono stato fitosanitario è possibile stimare una produzione superiore rispetto alla media di almeno il 10%, sia per le uve a bacca nera che per quelle a bacca bianca, con variazioni percentuali anche superiori per le produzioni di pianura. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà con un aumento della produzione complessiva del 5-7% per la provincia di Padova e del 2% circa per quella di Rovigo.

Sintesi situazione/2. Treviso. L’annata si prospetta ottima dal punto di vista quantitativo. Anche sotto l’aspetto qualitativo i presupposti sono favorevoli con livelli di acidità sopra la media a scapito del grado zuccherino. Si prevede un incremento medio delle rese di circa il 20% rispetto alla precedente vendemmia imputabile sia all’assenza di danni da brinata e da eventi grandinigeni di portata rilevante, sia all’andamento stagionale favorevole. L’incremento produttivo derivante dall’entrata in produzione di nuovi impianti si stima di circa il 4-5%. Venezia. Si presuppone, al momento, una buona produzione con una discreta qualità, superiore rispetto al 2017 del 15-20%. La variazione, sul 2017, è dovuta alla primavera favorevole con assenza di brinate e con pochi e lievi episodi grandinigeni. L’entrata in produzione di nuovi vigneti (per lo più di varietà Glera e Pinot Grigio) incide sulla resa complessiva di circa il 4%.

Sintesi situazione/3. Verona. A fine agosto saranno raccolte le uve di varietà Pinot e Chardonnay, da metà settembre la Garganega, dal 10 settembre la Valpolicella e le uve per l’appassimento. La previsione produttiva é abbondante, probabilmente superiore del 15/20% rispetto alla vendemmia 2017. L’annata è stata finora regolare e priva di gelate primaverili. Il maggior numero di grappoli per pianta e la perfetta disponibilità idrica nella fase di moltiplicazione cellulare di post-allegagione, ha sviluppato grappoli leggermente più lunghi e spargoli, almeno per le varietà autoctone come Garganega, Corvina, Corvinone, Rondinella e Durella. Lo Chardonnay e il Pinot Grigio coltivato in pianura manifestano invece grappoli più compatti con ottime premesse produttive, ma con previsioni di inizio vendemmia sicuramente dopo Ferragosto, comunque non prima del 20 agosto. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà sulla produzione complessiva di circa il 5%. Vicenza. L’annata è stata caratterizzata da una forte spinta vegetativa e da una forte produzione. Ora i viticoltori sono nelle mani del meteo e sperano in giornate prive di ondate di calore e con buone escursioni termiche giorno/notte. Nella zona meridionale della provincia è prevista, in media, una produzione che si attesterà a una percentuale superiore del 35/40 % rispetto allo scorso anno, mentre nella zona settentrionale l’aumento sarà circa del +20% rispetto al 2017. I motivi delle variazioni produttive sono dovuti all’assenza di gelate in pianura e di siccità in collina, e ad abbondanti precipitazioni alternate a giornate calde e ventilate che hanno contribuito ad un elevato sviluppo vegetativo e alla presenza di grappoli più grossi e pesanti. L’entrata in produzione di nuovi vitigni incide tra il 2 ed il 5% sulla produzione complessiva.

Sintesi situazione/4. Friuli-Venezia Giulia. Stato vegetativo e profilo sanitario delle uve equilibrati e ottimali. Attacchi fungini limitati e controllati. Buono anche il rapporto acidità/zuccheri. Produzione +6/8% rispetto al 2017. Grandinate limitate nella zona del Collio. Bolzano. Stato vegetativo e sanitario buono. Pochissimi danni per malattie fungine. Alta qualità delle uve. Fenomeni grandinigeni quasi assenti. Produzione in media rispetto agli ultimi 10 anni. Sempre più marcato il controllo produttivo attraverso la tecnica del diradamento.Trento. Stato vegetativo e fitosanitario buono. Pochi e controllati gli attacchi di peronospora. Livello qualitativo delle uve molto buono. Produzione +15/20% per le uve a bacca bianca e +20/25% per le uve a bacca nera.

Sintesi situazione/5. Piemonte. Stato vegetativo discreto ma si segnalano attacchi di peronospora.  Anche il livello qualitativo delle uve viene annunciato discreto, ma si segnalano attacchi fungini. La produzione risulta essere abbondante e molto superiore a quella del 2017 (annata scarsa). Lombardia. Problematiche sanitarie per peronospora e oidio. Valtellina +25% rispetto al 2017 e qualità buona (+10/12% sulla media decennale). Franciacorta +45/50%. Oltrepò Pavese +10%. Emilia-Romagna. Si segnalano azioni di contenimento per attacchi di peronospora, mal dell’esca e cocciniglia, ma la qualità delle uve, che stanno maturando con regolarità, si presenta ottima. La produzione è abbondante (+20% sul 2017, con punte del +25%) in linea comunque con le annate classiche. E’ prevista una produzione di circa 8,5 milioni di ettolitri di vino. Toscana. Segnalati attacchi di peronospora e mal dell’esca. Grandinate in zona Brunello. Attesa comunque una produzione di alta qualità che sotto il profilo quantitativo è nella media decennale (-5%) ma superiore rispetto al 2017. Puglia. Annata caratterizzata da abbondanti precipitazioni (comprese numerose grandinate) e temperature fresche. Attacchi di peronospora diffusi. Tignoletta sotto controllo. Livello qualitativo da discreto a buono. Produzione +15/20% sul 2017. Attesi 9/9,5 milioni di ettolitri di vino. Sicilia. Attacchi di peronospora in areali ristretti. Grandinate limitate. Buono il livello qualitativo grazie ad escursioni termiche giorno/notte ideali. Buono, al momento, anche l’equilibrio acidità/zuccheri come pure l’aspetto aromatico. Produzione superiore rispetto al 2017 ma in calo sulla media decennale.

Sintesi situazione/6. Francia. Segnalate grandinate in zona Champagne. Maturazione delle uve anticipata di qualche giorno rispetto alla media e al momento sotto controllo. Livello qualitativo buono. Produzione in recupero rispetto al 2017 (annata tra le più scarse degli ultimi anni) del 30%, con punte del +50% per lo Champagne, del +45%  per il Bordeaux, del 16 per la valle del Rodano e del 10% per il Borgogna. Spagna. Annata nettamente migliore rispetto al 2017 con incrementi del +20/25%, ma nella media stagionale. Buono lo stato sanitario delle uve.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

10-12 agosto 2018, nel borgo medievale di Arquà Petrarca (PD) si tiene Calici di stelle Euganei

panoramica del borgo di Arquà Petrarca

(di Nadia Donato, consigliere Argav) In occasione di Calici di Stelle, manifestazione nazionale organizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con le Città del Vino, da venerdì 10 a domenica 12 agosto 2018, dalle 19 alle 24, la Strada del Vino dei Colli Euganei e il Consorzio tutela Vini Colli Euganei organizzano nel borgo medievale di Arquà Petrarca (PD) “Calici di Stelle Euganei”.

Presenti con i loro prodotti 26 produttori di vino, 14 ristoratori, 3 frantoi. Protagonisti della kermesse notturna saranno i Colli Euganei e i loro vini che ogni anno attirano migliaia di visitatori da ogni parte della provincia e della Regione. La manifestazione coinvolge ben cinque comuni: Arquà, Baone, Vo’, Rovolon e Cinto Euganeo. Il programma rende onore alle eccellenze del territorio: vino, cibo, olio. Il pubblico potrà acquistare la bisaccia, bicchiere e coupon.Sul Colle che domina il borgo saranno inoltre presenti gli astronomi per guidare i visitatori alla scoperta del cielo di agosto e delle stelle cadenti.

Ogni sera sono in programma degustazioni guidate di vini euganei e di olio evo, effettuate dai produttori e da sommelier ed accompagnate da una colonna sonora “cucita su misura per l’evento”. Il presidente della Strada Franco Zanovello tiene a sottolineare il carattere culturale della manifestazione. Nell’occasione, infatti, saranno raccolte le firme per il “luogo del Cuore” indetto dal FAI, con l’obiettivo di valorizzare e recuperare nel Monte Venda il monastero degli Olivetani, da anni abbandonato. Maggiori info e programma www.calicidistelleeuganei.it e www.stradadelvinocollieuganei.it Potete trovare tutti gli appuntamenti in Veneto di Calici di Stelle, invece, a questo link.

 

Export vino, Veneto quarta potenza mondiale. Secondo aggiornamento sulle previsioni vendemmiali 2018 in programma venerdì 10 agosto a Legnaro (PD).

In attesa del secondo focus sulle previsioni della vendemmia nel Triveneto, in Italia, Francia e Spagna, in programma il prossimo 10 agosto (ore 9,30) a Legnaro (Pd) nella sede di Veneto Agricoltura, l’Agenzia regionale pubblica un Report sull’export di vino veneto nel mondo (dati 2017).

Il vino veneto rappresenta il 35,5% del totale di vino italiano esportato (più di un terzo), tanto che la nostra regione si conferma, in questa particolare classifica, 4^ potenza mondiale alle spalle di Francia, Italia e Spagna, davanti a Cile e Australia. In linea con l’export nazionale del settore, che nell’ultimo anno ha sfiorato i 6 miliardi di euro di vendite sui mercati esteri, il trend di crescita delle esportazioni di vino veneto si mantiene costante, raggiungendo nel 2017 i 2,13 miliardi di euro di incassi e un +6,4% rispetto all’anno precedente. Di pari passo, nell’ultimo anno sono aumentati anche i quantitativi (+2,5%), con il rincaro dei prezzi (+3,8%) a tenere elevato il fatturato.

I vini. Anche nel 2017 a fare da ariete sui mercati esteri è stato il Prosecco, che presenta aumenti a doppia cifra sia per i quantitativi (+13,4%) che in valore, pari a 806 milioni di euro (+15,9%). A questo punto appare chiaro che il mercato mondiale delle bollicine è dominato da tre tipologie di vino spumante: lo Champagne francese, il Cava spagnolo e, appunto, il Prosecco. Risulta invece più stabile la situazione delle transazioni internazionali dei vini imbottigliati, che si trovano a fronteggiare la forte ascesa del comparto dei vini spumante. Infatti, per i vini imbottigliati si rileva un +1,3% in valore (1,20 miliardi/euro fatturati nel 2017) e un -1,3% per i quantitativi, con un conseguente aumento del prezzo medio (+2,6%). E’ evidente che l’intento degli esportatori veneti di vino fermo in bottiglia è quello di alzare il prezzo, cercando così di riposizionarlo su livelli più elevati nei mercati internazionali.

I Paesi. Nonostante siano oltre 150 i Paesi che importano vino veneto, si assiste ad una forte concentrazione delle vendite verso il Regno Unito, Stati Uniti e Germania. Se da una parte ciò consente un consolidamento dei rapporti commerciali tra le aziende coinvolte nelle transazioni, dall’altra il fenomeno della concentrazione delle vendite rappresenta un rischio in caso di crisi o esternalità negative per i Paesi coinvolti. Da qui la necessità di diversificare le destinazioni commerciali dei vini veneti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vino, Valpolicella: in meno di un mese, 115 siti nel mirino della task force anticontraffazione

Olga Bussinello

“A meno di un mese dalla sigla del protocollo di cooperazione tra il Consorzio tutela vini Valpolicella e la Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero Politiche Agricole, sono state inviate già 115 diffide ad altrettanti siti web, sia nei Paesi terzi che in Europa”. Ad annunciarlo, è stata la direttrice del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello, parlando dei primi risultati della task force anticontraffazione avviata agli inizi di luglio a difesa delle denominazioni che insistono sul territorio scaligero.

In particolare, sono state inviate alle autorità competenti le notifiche per 115 siti, di cui 50 con dominio canadese, 22 statunitense, 25 del Regno Unito e 5 irlandesi. Inoltre, sono state riscontrate irregolarità sui siti di ebay (5) e Amazon (8).

La denominazione. Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni del vigneto Valpolicella (Amarone, Recioto, Valpolicella e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone che traina l’export della Dop. L’anno scorso, infatti, il 68% della produzione di Amarone ha varcato i confini nazionali. Tra i principali paesi di destinazione Germania (24%), USA (13%) e Svizzera (11%) che congiuntamente assorbono il 48% dell’export totale di Amarone. Seguono UK (9%), Svezia e Danimarca (16%) e il Canada (6%).

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

Vendemmia 2018, in Veneto al via a Ferragosto, se ne parla il 10 agosto al secondo appuntamento del Trittico Vitivinicolo in programma a Legnaro (Pd)

Nella settimana di Ferragosto, o al massimo a partire da lunedì 20 agosto, in Veneto si comincerà a raccogliere le uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante, per poi procedere via via con tutte le altre varietà. Gli addetti ai lavori annunciano una vendemmia nella norma, nonostante l’andamento meteo fin qui assai oscillante, con tante giornate calde e umide, ma complessivamente soddisfacente.

In provincia di Padova. “Sui Colli Euganei – fa notare Roberto Toniolo della Cantina di Vo – in alcune aree ha piovuto abbondantemente, tanto che abbiamo dovuto intervenire con qualche trattamento in più rispetto alla media per far fronte agli attacchi di peronospora e oidio, in altre zone invece le precipitazioni sono state più scarse. Complessivamente però nei vigneti dei Colli padovani, in particolare su quelli posti sui versanti a sud-ovest, la situazione è più che buona, e questo vale sia per la quantità che per la qualità delle uve”.

Per tutte le varietà lo stato fitosanitario delle uve è al momento soddisfacente, anche se inevitabilmente, a causa appunto delle tante giornate umide e calde fin qui registrate, episodi di flavescenza dorata e mal dell’esca si sono presentati sia sulle uve a bacca nera che in quelle a bianca, in particolare sulla Glera (Prosecco). Nell’area trevigiana e veneziana, come pure nelle altre zone viticole venete, l’invaiatura (maturazione) delle uve precoci e del Merlot ha già raggiunto buoni livelli. Anche in queste zone, dunque, l’avvio della vendemmia è confermato a ridosso di ferragosto.

I tecnici delle cantine dislocate lungo il Piave segnalano problemi di peronospora, ma ribadiscono che la situazione è sotto controllo. I Servizi fitosanitari regionali hanno autorizzato i viticoltori ad aumentare l’utilizzo di rame da 6 a 9 kg/ha, a conferma che l’annata non è delle più tranquille, ma come si è detto, assolutamente sotto controllo.

10 agosto, secondo appuntamento del Trittico Vitivinicolo. In gran parte del vigneto veneto la vendemmia si annuncia più abbondante rispetto allo scorso anno, che era stata un’annata piuttosto scarsa. E su questo quadro che si inserisce la 44^ edizione  dello storico incontro sulle previsioni vendemmiali promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione, AVEPA, ARPAV, CREA-VE, Province Autonome di Trento e Bolzano e Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il focus, che si svolgerà il prossimo 10 agosto a Legnaro (Pd) nella sede dell’Agenzia regionale,  farà il punto sulla prossima vendemmia nel Nord Est, in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia, nonché in Francia e Spagna.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Contraffazioni vendita on line prodotti agroalimentari, nata task force tra Ispettorato Centrale tutela qualità e repressione frodi e Consorzio tutela vini Valpolicella per contrastare la vendita web di falsi Amarone e Valpolicella

È stato siglato ieri, mercoledì 4 luglio, a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), il protocollo di cooperazione tra l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole (ICQRF) e il Consorzio tutela vini Valpolicella.

L’accordo, firmato da Stefano Vaccari, capo dipartimento ICQRF e Andrea Sartori, presidente del Consorzio della più importante Dop di vino rosso del Veneto e una delle più importanti a livello nazionale, prevede azioni di contrasto per ostacolare le vendite sui canali e-commerce, fino al sequestro, di prodotti evocanti e usurpanti i nomi “Amarone”, “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso” e “Recioto della Valpolicella” in Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Irlanda, Danimarca e negli altri Paesi scandinavi a regime di monopolio , ossia i principali mercati di destinazione delle top denominazioni veronesi. L’attività di tutela, secondo quanto previsto dal documento, sarà effettuata anche in collaborazione con altri organi di controllo internazionali abilitati al sequestro dei prodotti illeciti.

Una denominazione tra le più falsificate sui mercati esteri. “Stop ai falsi, stop a chi pensa di guadagnare sfruttando sui mercati i nomi delle nostre indicazioni di qualità certificata. Il nostro sistema di controlli è tra i migliori al mondo. Un sistema di verifiche capillari in tutta la filiera e sul web e per questo ringrazio tutti coloro che quotidianamente lavorano all’ICQRF”, ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio. “L’accordo di cooperazione firmato rafforza ulteriormente la collaborazione già in atto tra ICQRF e il Consorzio sul fronte della tutela delle denominazioni della Valpolicella, con le due inserzioni top – Amarone e Valpolicella – tra le più imitate e falsificate sui mercati esteri – ha commentato il presidente del Consorzio Andrea Sartori.

Nel web, Amarone il vino “di lusso” più venduto. Complessivamente dal 2015 ad oggi, sono 25 le azioni di tutela dei marchi Dop promosse dal Consorzio, a cui si aggiungono 14 azioni attualmente in corso. “Un impegno – ha proseguito Sartori – che ora si estende ai canali e-commerce, dove l’Amarone è il vino più venduto nella fascia ultra premium e luxury, seguito dal Valpolicella Ripasso e dal Valpolicella*. Rilevante anche l’attività di registrazione e deposito internazionale dei marchi e delle denominazioni di origine a nome del Consorzio. Ad oggi, infatti, la protezione delle Dop rappresentate si estende a 32 paesi, con un totale di 123 depositi effettuati”.

Monitorati centinaia di siti web anglosassoni. Per Stefano Vaccari, “L’accordo consente di rafforzare l’azione di tutela della denominazione Valpolicella sui mercati anglosassoni, dove i prodotti sono diffusi e apprezzati. In particolare, sulle due denominazioni “Amarone” e “Valpolicella”, ICQRF ha già attivato nell’ultimo biennio ben 85 operazioni di tutela sul web e fuori dei confini nazionali, con risultati importanti. Nelle ultime settimane abbiamo monitorato centinaia di siti web canadesi, USA, britannici e irlandesi e, insieme al Consorzio, attiveremo nei prossimi giorni una massiccia azione di tutela su quei siti per rimuovere le inserzioni usurpanti i nomi Amarone e Valpolicella”.

Tra le misure contemplate dal protocollo, la nascita di una unità operativa interna al Consorzio, con personale formato dall’ICQRF e specificamente dedicato al monitoraggio web e alla segnalazione della frode. Parallelamente il Consorzio di tutela vini Valpolicella metterà a disposizione, già nei prossimi mesi, un servizio di formazione e informazione sulle specificità delle denominazioni “Amarone” e “Valpolicella”, per il personale degli organismi di polizia dei paesi esteri interessati dal controllo di autenticità dei due vini rossi della Valpolicella.

Il chi è del Consorzio. Attivo da oltre 80 anni, il Consorzio di tutela vini Valpolicella rappresenta 286 aziende di imbottigliatori e trasformatori della Dop, per una filiera che conta 7 cantine cooperative, 2286 aziende agricole produttrici di uva. Nel 2017, il vigneto Valpolicella ha raggiunto i 7994 ettari. Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni (Valpolicella, Amarone, Recioto e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone, che traina l’export della Dop. Nel 2017, infatti, il 68% della produzione di Amarone ha varcato i confini nazionali. Tra i principali paesi di destinazione Germania (24%), USA (13%) e Svizzera (11%) che congiuntamente assorbono il 48% dell’export totale di Amarone. Seguono UK (9%), Svezia e Danimarca (16%) e il Canada (6%) (dati:indagine sull’export 2017 dell’Osservatorio Vini Valpolicella a cura di Nomisma Wine Monitor). 

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella