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Innovazione in vigna: tecnologie italiane per sostenere la filiera vitivinicola al tempo del cambiamento climatico

Con oltre 696.000 ettari di vigneti e una produzione stimata di 41 milioni di ettolitri nel 2024 (+7% rispetto al 2023)1, la filiera vitivinicola italiana si conferma un’importante leva strategica per l’economia nazionale. Ma dietro questi numeri positivi si nascondono sfide sempre più urgenti.

Il settore è infatti sotto pressione a causa degli effetti del cambiamento climatico e della necessità di rendere i processi produttivi più sostenibili. Il riscaldamento globale sta alterando tempi e modalità di coltivazione e, nei casi più estremi, compromettendo interi raccolti. Da una parte il riscaldamento globale sta modificando tempi e metodi di produzione e, in casi più estremi, danneggiando il raccolto. Dall’altra, periodi prolungati di siccità riducono la disponibilità d’acqua per le viti: in Abruzzo, Campania e Marche, le perdite produttive hanno superato il 40%2. Infine, eventi estremi fuori stagione, come geli, grandinate e nubifragi, rendono sempre più difficile pianificare la gestione agricola, compromettendo la qualità delle uve e incidendo sulla competitività del settore. Secondo recenti stime, il settore vitivinicolo italiano ha subito perdite superiori a 1 miliardo di euro3 solo nell’ultimo anno. In un contesto sempre più complesso, la ricerca e l’innovazione si confermano strumenti essenziali per garantire la resilienza e la sostenibilità dell’intera filiera.

Vigne 2.0: le tecnologie Made in Italy per salvaguardare il futuro del vino

Di fronte alle sfide globali, la risposta arriva proprio da due startup Made in Italy selezionate da FoodSeed, il programma di accelerazione AgriFoodtech della Rete Nazionale di CDP Venture Capital SGR, realizzato con il supporto di Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures – tra i principali acceleratori FoodTech a livello globale, nonché co-investitore e gestore operativo del programma.FoodSeed ha, infatti, scommesso su BeadRoots e Agreen Biosolutions, due realtà italiane impegnate a rivoluzionare la viticoltura con tecnologie sostenibili e innovative per combattere la crisi climatica e sostenere uno dei settori più iconici del Made in Italy.

BeadRoots: ottimizzazione dell’utilizzo di acqua nei vitigni

BeadRoots, startup biotecnologica con sede a Lecce, ha sviluppato polimeri superassorbenti di origine naturale in grado di migliorare la ritenzione idrica del suolo e rilasciare gradualmente l’acqua alle radici delle viti, contenendo l’evaporazione. Questa soluzione permette di ridurre il consumo idrico fino al 40%, aiutando i viticoltori a fronteggiare la sempre più frequente siccità. I polimeri, oltre ad essere 100% biodegradabili, contribuiscono inoltre al miglioramento della fertilità del suolo senza lasciare residui nocivi e stimolano la presenza di batteri benefici, con effetti positivi anche sulla produttività delle viti. I primi test su colture vitivinicole stanno dimostrando come gli idrogel possano rappresentare un alleato strategico nelle aree più colpite dalla siccità.

Agreen Biosolutions: oli ozonizzati per una viticoltura sostenibile

Agreen Biosolutions con sede a Udine, ha invece ideatp OZ.ON, un innovativo olio ozonizzato che aumenta del 30% la resistenza delle piante agli stress climatici e potenzia le loro difese naturali contro parassiti e malattie. Questa tecnologia permette di ridurre fino al 50% l’uso di pesticidi chimici, offrendo un’alternativa più sostenibile per i viticoltori e migliorando la qualità delle uve senza impattare negativamente sull’ambiente. Un prodotto biostimolante, che agisce sia in fase preventiva che curativa e offre una risposta concreta alle richieste europee in termini di riduzione dell’impatto ambientale. Grazie a OZ.ON, i viticoltori possono oggi proteggere le proprie coltivazioni in modo efficace, sostenibile e competitivo anche dal punto di vista economico.

Fonte: servizio stampa Eatable Adventure

12-26 aprile, nella Valle dei Laghi (Trento) c’è DiVinNosiola

Tutto pronto per DiVinNosiola, l’evento che dal 12 al 26 aprile celebra la Valle dei Laghi attraverso la sua storia, i suoi sapori e il suo fiore all’occhiello: la Nosiola, unico vitigno autoctono del Trentino a bacca bianca. Ad attendere i visitatori un ricco programma tra cultura, degustazioni guidate, trekking nella natura e, per la prima volta, un inedito tour in trenino tra le cantine per scoprire l’unicità del Vino Santo Trentino DOC, presidio Slow Food e del Vino Nosiola.

La Valle dei Laghi

Incantevole territorio adagiato tra il Lago di Garda e Trento, a nord della zona di Sarche, antico alveo del fiume Adige e oggi oasi naturale dove il turchese dei laghi abbraccia il verde dei rigogliosi frutteti e vigneti, la Valle dei Laghi fa da suggestivo sfondo a un evento dedicato alla sua identità così intimamente legata alla produzione di due tipologie di vinificazione della Nosiola, unico vitigno storico-autoctono del Trentino a frutto bianco. Si tratta del fresco e delicato Vino Nosiola, con un aroma elegantemente fruttato che ricorda le nocciole appena colte, e del pregiato Vino Santo Trentino DOC, presidio Slow Food, che si distingue per eleganza e complessità aromatica con le sue raffinate dolci note di miele, albicocca e spezie. Autentico vino da meditazione, quest’ultimo è conosciuto anche come il “passito dei passiti”, grazie al suo lungo e meticoloso processo di produzione. Le uve Nosiola vengono lasciate ad appassire naturalmente per mesi sui graticci, chiamati aréle in dialetto locale, accarezzate dal costante soffio del vento che scende dalle Dolomiti del Brenta e dall’“Ora del Garda”, la brezza gentile che dal Lago di Garda attraversa la Valle dei Laghi. A renderlo unico è lo sviluppo all’interno dei grappoli di muffe nobili, che favoriscono una straordinaria concentrazione zuccherina, donando al vino un sapore inconfondibile.

Si inizio con il rito della spremitura

Questo patrimonio culturale è mantenuto vivo con determinazione dall’Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino DOC che riunisce sei aziende agricole, ognuna delle quali lo interpreta con uno stile unico ed inconfondibile. Tanti gli appuntamenti per riscoprirlo, a cominciare dall’imperdibile Rito della spremitura, previsto per sabato 12 aprile, un evento collettivo che da tempo immemore riunisce la comunità durante la Settimana Santa per il simbolico passaggio dall’appassimento alla vinificazione. E ancora, per conoscere a fondo il Vino Santo ed il Vino Nosiola, imperdibili le degustazioni guidate come “Gustodivino” e la masterclass “Passione Passito”, entrambe con la partecipazione del celebre sommelier Giuseppe Carrus di Gambero Rosso. Il ricco programma prevede inoltre: un nuovo itinerario in carrozza a bordo del Nosiola Express, il Trenino del Vino Santo con inedite visite alle cantine in compagnia dei vignaioli, impreziosite dalle prelibatezze preparate dagli chef dell’Alleanza Slow Food; momenti dedicati ad arte, spettacolo e musica, e piacevoli escursioni enoturistiche, tra cui esclusivo trekking dedicato alla biodiversità con attività di foraging, per scoprire gli angoli più suggestivi del territorio tra castelli, laghi, prati e vigneti. Ulteriori informazioni: email: info@vinosantotrentino.it
Web: http://www.vinosantotrentino.it, Tel: 349-3365446.

Fonte: servizio stampa DiVinNosiola

Dazi, Vinitaly: confermati oltre 3mila buyer americani a Verona alla 57esima edizione del Salone internazionale dei vini e distillati (6-9 aprile 2025). E da oggi sino a domenica, c’è Vinitaly and the City


I dazi del 20% al vino italiano ed europeo annunciati ieri sera dal presidente Trump non fermano gli operatori Usa in partenza per Verona. Sono oltre 3.000 i buyer americani confermati alla 57^ edizione di Vinitaly (Veronafiere, 6-9 aprile): un dato che replica il primato dell’anno scorso. “La presenza degli operatori statunitensi è una notizia incoraggiante per le aziende e per Vinitaly – commenta Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere -. Si apre uno scenario incerto che impatterà sulla geografia del nostro export. Condividiamo le preoccupazioni del settore e per questo mettiamo a disposizione delle organizzazioni la piattaforma di Vinitaly per facilitare eventuali accordi diretti tra imprese, associazioni italiane e importatori-distributori del nostro primo mercato di destinazione extra Ue”.

Nella delegazione complessiva dei 3mila operatori Usa a Vinitaly, sono presenti anche i 120 top buyer statunitensi (10% del contingente totale del piano di incoming 2025) selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere e ICE, provenienti prevalentemente da Texas, Midwest, California, Florida e New York. Sul fronte del programma, oltre agli incontri b2b in fiera, gli operatori americani saranno protagonisti di una serata di networking a loro dedicata (martedì 8 aprile, Palazzo della Gran Guardia) in cui sarà presentata anche la prossima edizione di Vinitaly.USA (Chicago, 5-6 ottobre 2025).

Vinitaly and the City

Da oggi  a domenica 6 aprile torna anche l’anima pop di Vinitaly che, ogni anno, trasforma Verona nella capitale dei wine lover e degli appassionati di tutta Italia. Il fuori salone del Salone si estende nel suggestivo triangolo che comprende Piazza dei Signori (con la Loggia di Fra Giocondo e la Loggia Antica), Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, luoghi simbolo della città patrimonio Unesco. Vinitaly and the City è aperto con il seguente orario: venerdì 4 aprile dalle 18 alle 23, sabato 5 e domenica 6 dalle 15 alle 23. I carnet degustazioni sono acquistabili on line durante i giorni dell’evento e alle casse di Piazza dei Signori a 20 euro. Vinitaly and the City è organizzato da Veronafiere in collaborazione con Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona.

Un’Italia enogastronomica in miniatura

Con un itinerario che collega simbolicamente l’Italia dalla capitale del vino scaligera alla punta dello Stivale, Vinitaly and the City vedrà protagonista il vino in tutte le sue sfaccettature. In Piazza dei Signori è il Consorzio Tutela Doc delle Venezie a presidiare la Loggia di Fra’ Giocondo, mentre l’Area Mixology nella Loggia Antica vedrà brand come Bartenders, Molinari, Marcati, Nespresso, Italian Wine Brands, San Pellegrino, 9 di Dante, Fiol, Martini e Campari presentare i nuovi trend della miscelazione. La Lounge Banca Passadore, al centro della piazza, fa invece da baricentro per l’esperienza di una degustazione immersa nell’arte e nella storia. Il viaggio prosegue nel Cortile Mercato Vecchio con le proposte della Regione Calabria e della Regione Sardegna, mentre al Cortile del Tribunale è possibile degustare, oltre alla selezione di etichette dalla Guida Vini d’Italia 2025 del Gambero Rosso (di cui molte premiate con i Tre Bicchieri), anche i vini della Regione Campania e dell’Enoteca Esselunga. Qui si trovano anche i piatti firmati dalla Fiera del Riso come i tradizionali Riso all’isolana e all’Amarone della Valpolicella DOCG, oltre a quelli alle Mele della Val di Non e Prosecco Doc e agli Arancini di riso. Completa il tour – non solo enogastronomico ma anche culturale – la Lounge Affreschi, che ospiterà l’Assessorato dei Beni Culturali e Identità Siciliane per la promozione di Agrigento Capitale della Cultura 2025 e dei parchi archeologici siciliani. Svetta infine sulla Torre dei Lamberti il Consorzio Tutela Lugana Doc.

Fonte: servizio stampa Veronafiere

Vendemmia 2024, in Veneto prezzi delle uve in calo

La vendemmia 2024 è stata considerata dagli esperti una delle più difficili per i viticoltori, a causa della situazione climatica e fitosanitaria. Tuttavia, la produzione dichiarata risulta sostanzialmente stabile anche se, considerando le giacenze di vino, anche i prezzi delle uve non sono stati positivi: la quotazione media registrata da tutte le uve del Veneto nella vendemmia 2024 è stata infatti pari a 0,66 €/kg, in calo del -3,5% rispetto all’anno precedente.

I prezzi medi alla produzione rilevati per le tre province prese in esame presentano tutti una variazione negativa rispetto al 2023: la diminuzione più elevata (-6,1%) è ascrivibile all’uva veronese che ha spuntato 0,76 euro/kg, restando così la provincia con la leadership delle quotazioni regionali dell’uva. Si presenta in calo anche il prezzo medio unitario di Treviso, che si è attestato al valore di 0,69 €/kg, facendo segnare un -3,4%. Meno intensa la riduzione dei prezzi medi delle uve padovane che, a fronte di una quotazione media di 0,52 €/kg, presentano una flessione del -0,7% rispetto al 2023.

Sono queste le indicazioni principali che emergono dal report sull’andamento dei prezzi delle uve che l’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura realizza ogni anno al termine della vendemmia e ultimate le analisi statistiche sulle quotazioni dei prezzi delle uve rilevate presso le Camere di commercio provinciali (Padova, Treviso e Verona).

In regione, una buona parte delle varietà di uva hanno registrato variazioni negative del prezzo rispetto al 2023. Tra le uve DOC e DOCG, per Verona si registra un valore medio di 0,87 €/kg e un calo annuo del -7,7%, mentre a Treviso il prezzo medio delle uve atte a DOC è stato di 0,89 €/kg, in diminuzione del -5,0%. A Padova, invece, il valore medio delle uve destinate a vini a denominazione si è fermato a 0,61 €/kg e con un calo annuo del -1,3%.

Le quotazioni delle uve IGT hanno evidenziato una maggiore tenuta dei prezzi rispetto a quelli delle uve DOC e DOCG, con le tre province oggetto di analisi che mostrano variazioni annue leggermente positive, in particolare per quelle della provincia di Treviso (+1,4%). A differenza di quelle DOC, molte uve IGT mostrano quotazioni stabili rispetto al 2023, con anche qualche variazione positiva, più frequenti per le uve bianche rispetto alle nere.

Dagli ultimi dati presentati durante il terzo incontro del Trittico vitivinicolo, giunto alla sua 50^ edizione, che si è tenuto lo scorso 10 gennaio, è emerso che la superficie vitata in Veneto (cioè investita a vite, anche non ancora in produzione) ha raggiunto nel 2024 i 103.500 ettari (+2,3% rispetto al 2023), mentre la superficie in produzione è stata di circa 94.600 ha. La quantità di uva prodotta si attesta a circa 13,7 milioni di quintali (+0,7%) mentre la produzione di vino viene stimata in 11,65 milioni di ettolitri. Considerando la suddivisione delle uve prodotte per colore della bacca e per provincia, Treviso primeggia con quasi il 90% delle uve a bacca bianca mentre Verona è la provincia che più equamente distribuisce la percentuale tra bacca bianca e nera.

Il Prosecco DOC è la denominazione maggiormente diffusa, essendo coltivata su una superficie di oltre 27.000 ha, seguita da quella “Delle Venezie DOC” con circa 11.000 ettari e dalle superfici destinate a “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco DOCG” e a “Valpolicella DOC”, entrambe con circa 8.600 ettari.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

10 gennaio, ore 9.45, a Legnaro (Padova), ultima parte del Trittico vitivinicolo Veneto dedicato al consuntivo della vendemmia 2024

uva

Venerdì 10 gennaio p.v., nella sala agricoltura della Corte Benedettina a Legnaro (Padova), si rinnova l’appuntamento regionale dedicato al mondo del vino del Veneto, ma non solo, con l’ultimo incontro del Trittico Vitivinicolo 2024, giunto alla 50esima edizione e che avrà inizio alle ore 9:45.

Il vigneto veneto registra più di 100 mila ettari di superficie potenziale e una produzione di uva che, secondo le prime stime del 2024, dovrebbe attestarsi a circa 14 milioni di quintali, in crescita del +3,5%, così come il volume totale di vino prodotto in regione, stimato in circa 11 milioni di hl. Per quanto riguarda l’export, dopo il rallentamento del 2023, i dati del primo semestre 2024 mostrano un netto recupero dei valori esportati, in aumento del 5,7%.

Sarà quindi l’occasione per un’analisi dei risultati definitivi della vendemmia 2024, con dati e tendenze per il futuro del settore, nonché un focus mirato sui mercati europei e internazionali per approfondire le dinamiche di mercato fondamentali per ottimizzare le strategie produttive e commerciali, con particolare attenzione alle opportunità e alle sfide del mercato svizzero. Non mancherà un momento per guardare alle prospettive internazionali, per un confronto sulle sfide globali del comparto vitivinicolo, sulle strategie di resilienza e sugli strumenti innovativi per garantire la sostenibilità e la competitività delle aziende vinicole venete.

Programma

Saluti e introduzione dei lavori, Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura e Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto. Seguiranno: “Consuntivo della vendemmia 2024 in Veneto: produzioni e certificazioni dei vini veneti”, Nicola Barasciutti (Direzione agroalimentare Regione del Veneto), Luca Furegon (Dirigente settore Produzioni Agricole Avepa); Alessandra Liviero (Dirigente U.O. economia e comunicazione di Veneto Agricoltura) farà un intervento sull’export del vino veneto, mentre Fabio Franceschini, responsabile Commerciale Camera di commercio italiana per la Svizzera, presenterà un report sul mercato vitivinicolo in Svizzera, tra minacce e opportunità. Infine, Enrico Battiston, Head of Unit Viticulture – OIV (International Organisation of Vine and Wine), farà una panoramica sulla congiuntura vitivinicola mondiale e sulle strategie in atto e da intraprendere per una viticoltura resiliente. A moderare l’incontro sarà il giornalista Argav e tesoriere Unarga, Efrem Tassinato. Al termine dell’incontro è previsto un brindisi per festeggiare il 50° anniversario dell’evento informativo sul comparto vitivinicolo veneto. Partecipazione gratuita, necessario confermare la propria presenza registrandosi nel sito Venetoagricoltura.org.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

26 novembre, a Pramaggiore (Venezia) alle 17 l’incontro Spirito di-vino moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto

In un tempo dove la banalizzazione dei prodotti appare un atteggiamento comune, è necessario riscoprire l’intrinseco valore culturale (ambientale, sociale, economico…) di ciò che usiamo ogni giorno come il vino, che da sempre accompagna la nostra tavola e la nostra storia; In quest’ottica si pone Spirito di-vino, un incontro aperto, che si terrà oggi, martedì 26 novembre, alle ore 17.00, nei locali della Mostra Nazionale Vini a Pramaggiore, nel Veneziano.

Interventi

Interverranno Gabriella Chiellino (IMQeambiente), che parlerà dell’Ecologia Integrale quale percorso per una conversione ecologica e Cristina Santinon (Comunità monastica di Marango) sul tema “Vite e vino tra simbologia e spiritualità”; è previsto anche un intervento di Paolo Corbini, dell’Associazione Città del Vino, che riunisce tutti i comuni caratterizzati dall’impronta vitivinicola. Coordinerà Fabrizio Stelluto, presidente Argav (Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari di Veneto e Trentino Alto Adige). Questo incontro concluderà una serie di seminari aventi come focus la vitivinicoltura e inquadrati all’interno di un progetto denominato “Masterplan del Vino”, voluto e promosso da Regione del Veneto, Conferenza dei Sindaci della Venezia Orientale, VeGAL e Comune di Pramaggiore. Un primo incontro era stato dedicato alla rendicontazione della sostenibilità aziendale per l’impresa vitivinicola, mentre un secondo convegno si è incentrato sulle prassi di sostenibilità nella filiera del vino. Il “filo rosso”, che collega questi interventi è la continua riflessione sulla sostenibilità, sottolineando quello che vuole essere il focus del “Masterplan del Vino” della Venezia Orientale: rafforzare il legame tra buone prassi, buon prodotto e buon territorio per un’utile ed efficace promozione.

Alto Adige. 8-12 novembre, il mondo vitivinicolo si interroga sulla direzione da prendere al Merano WineFestival

Dall’8 al 12 novembre 2024 torna Merano WineFestival con un programma ricco di novità: in apertura giornata dedicata a bio&dynamica & more, che dà spazio a 160 produttori italiani di vini biologici, biodinamici, SqNnpi, Equalitas, Piwi, anfora e underwater, e GourmetArena nella cornice liberty del Kurhaus con 130 aziende tra food spirits e beer e il Mercato della Terra Slow Food. In serata, le attesissime premiazioni dei WineHunter Award Platinum, che sveleranno le eccellenze enogastronomiche protagoniste della Guida The WineHunter 2024, e la novità delle WineHunter Stars. Da sabato 9 a lunedì 11 le giornate centrali di The Festival, con la presenza di 330 aziende vitivinicole italiane e 110 internazionali; infine, martedì 12 è la giornata all’insegna delle bollicine di Catwalk Champagne&More, con 120 eccellenze selezionate tra maison di Champagne e produttori italiani di metodo classico. E poi showcooking, eventi collaterali, presentazioni e masterclass, tra cui i 4 appuntamenti con “Intrecci di Vite” al Castello Principesco. Con WH Ambassador Exclusive Lounge e WH Buyers’ Club, Merano WineFestival si fa sempre più internazionale, in un connubio armonioso tra eleganza, cultura e business.

“Quo vadis?”, il summit “respiro e grido della terra” sull’evoluzione della viticoltura

Tema centrale di questa edizione è l’interrogativo “Quo Vadis?”, un quesito che riguarda tutti gli attori del settore vitivinicolo, e più in generale agricolo, messi a dura prova da molteplici sfide quali la crisi climatica, la sostenibilità ambientale, il calo dei consumi, l’apertura a nuovi mercati internazionali e alle nuove generazioni di consumatori. Tematiche all’ordine del giorno che saranno affrontate nel summit “Respiro e Grido della Terra” composto da sei incontri, in collaborazione con la International Viticulture and Enology Society, che si terranno tra venerdì 8 e sabato 9 novembre, nei quali avviare un confronto sulla direzione che sta prendendo il mondo del vino con approfondimenti scientifici sulle strategie di adattamento della viticoltura al clima che cambia, sui vini da varietà di uve resistenti, sulle innovazioni in tema di viticoltura e agricoltura sostenibile. A conclusione del summit sarà redatto un Manifesto che sintetizzerà i contributi emersi durante gli incontri tematici, tracciando alcune direttrici per l’evoluzione del comparto enogastronomico.

Ingresso

Sul sito meranowinefestival.vivaticket.it sono aperte le vendite online dei biglietti con la possibilità di acquistare gli ingressi per le singole giornate tra l’8 e il 12 novembre, oppure gli abbonamenti per 2 o 3 giornate della rassegna. Attive anche le procedure di accredito sia per gli operatori del settore che per la stampa.

Fonte: Servizio stampa Merano WineFestival

29 ottobre, 5 e 26 novembre, le date degli incontri pomeridiani del Masterplan del Vino organizzati da Vegal e moderati da Argav

Nell’ambito del Masterplan del Vino organizzato da Vegal, l’agenzia di sviluppo del Veneto orientale, avrà inizio oggi alla Mostra Nazionale Vini a Pramaggiore (Venezia) un ciclo di incontri che saranno moderati da rappresentanti Argav.

Martedì 29 ottobre – ore 17.00, moderatore Renzo Michieletto, vicepresidente Argav

La Rendicontazione della Sostenibilità Aziendale: il vitivinicolo tra obbligo, opportunità e consapevolezza. Gabriella Chiellino (Ad IMQeambiente). L’evoluzione della sostenibilità e la rendicontazione, Gianfranco Pilosio (direttore BCC Pordenonese e Monsile). Il rating ESG nella prassi bancaria di investimento / finanziamento, Cristian Arnas (Sustainability manager Gruppo Vinicolo Santa Margherita). Il Bilancio di Sostenibilità, Simone Pierazzo (Siquria). Schemi certificabili di sostenibilità nel mondo del Vino, Anna Quaggio (IMQeambiente). Digitalizzazione dei KPI di Sostenibilità.

Martedì 5 novembre – ore 17.00 modera Andrea Saviane, consigliere Argav

Dalla finanza sostenibile alle prassi di sostenibilità: verso un vino più “leggero”?, Vera Manenti (IMQeambiente). Best Practice nella sostenibilità nella filiera vitivinicola, Stefano Soligo (VenetoAgricoltura). Il Veneto che sperimenta la sostenibilità, Daniele Piccinin (Biodistretto Biovenezia). Il biologico come strategia, Giuliano Vantaggi (Associazione Unesco Conegliano Valdobbiadene). Esperienze di valorizzazione integrata, Damiano Li Vecchi (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste).

Martedì 26 novembre – ore 17.00 modera Fabrizio Stelluto, presidente Argav

Spirito di-vino, Gabriella Chiellino (AD IMQeambiente). L’ecologia integrale: verso una conversione ecologica, Cristina Santinon (Comunità monastica di Marango). Vite e vino tra simbologia e spiritualità. Partecipano: Paolo Corbini (Associazione Città del Vino), rappresentanti Comune di Pramaggiore.

Fonte: Vegal

Il mondo del vino e del Prosecco piange la scomparsa di Etile Carpenè


Il 23 ottobre scorso, a Conegliano (Treviso) è mancato  all’età di ottant’anni Etile Carpenè. Ha amato il Prosecco e la sua terra, tramandando con rispetto e dedizione i valori fondanti dell’azienda di famiglia Carpenè-Malvolti, prima al mondo a produrre il vino spumante delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene.

Sabato 26 ottobre la cerimonia funebreEtile Carpenè ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla cultura enologica, ispirando generazioni di studenti e professionisti con la sua passione e il suo impegno nel promuovere il rispetto per il territorio. Nell’ultimo periodo aveva lasciato la guida aziendale alla figlia Rosanna, attuale Ad della Spa. di famiglia, che porterà avanti l’operato del padre con amore e passione. Lascia nel dolore la moglie Nicoletta, la figlia Rosanna, la nipote Etilia ei parenti tutti. La cerimonia di commemorazione si terrà sabato 26 ottobre alle ore 10 nella chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Rosa, Via Francesco Fenzi 28, Conegliano.

Chi era Etile Carpenè. Quarta generazione della più longeva Casa spumantistica italiana, si era diplomato al liceo scientifico di Rosenberg in Svizzera per poi frequentare un corso di specializzazione in Enologia all’Università di Talence a Bordeaux. Proseguì il suo percorso accademico iscrivendosi all’Università di Ferrara dove ottenne la laurea in Chimica pura. Dopo il percorso di studi iniziò a lavorare nell’impresa di famiglia divenendone in seguito Ad e presidente, espandendo la produzione, amplificando e potenziando la distribuzione, riorganizzando e rinnovando la rete vendita, sostenendo l’immagine della marca con campagne pubblicitarie in televisione e sulla stampa. Tra gli incarichi da lui rivestiti al di fuori del contesto aziendale ricordiamo: la presidenza dell’Istituto metodo classico dal 1990 al 2001, nel 1992 in Federvini, prima come consigliere e poi come vice presidente Sindacato vini spumanti: nello stesso anno fu nominato consigliere nel Consorzio tutela Prosecco, carica rinnovata per due mandati consecutivi. Fu nominato Accademico emerito dell’Accademia della vite e del vino.

Fonte: Ufficio Stampa Carpenè-Malvolti SpA

Vendemmia 2024 in Veneto, stabile la quantità, qualità buona, ma non eccezionale

Veneto Agricoltura, in collaborazione con Regione del Veneto, Arpav, Crea, Avepa e Uvive, ha organizzato martedì 27 agosto scorso il secondo appuntamento del Trittico Vitivinicolo Veneto, momento di confronto per analizzare il settore vitivinicolo veneto nelle fasi cruciali dell’annata.  L’annata è stata caratterizzata da frequenti precipitazioni e da difficoltà legate allo sviluppo di malattie fungine, con una qualità delle uve buona, ma non eccezionale, quantitativi produttivi stabili o in leggero aumento di qualche punto percentuale nonostante una minor percentuale di allegagione, ma non per tutte le cultivar e le province. A influire positivamente rispetto al 2023, minori eventi grandigeni e l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, la produzione complessiva di uva raccolta in Veneto dovrebbe attestarsi tra 13,3 e 14,2 milioni di quintali, una variazione compresa tra +/-5% rispetto al 2023. In alcune zone ci sono state perdite di prodotto a causa di sbalzi termici ed eccessi idrici. Per l’avvio della vendemmia c’è un generale anticipo di circa 3-5 giorni sulle consuete date di raccolta: è già iniziata la raccolta delle uve Pinot e Chardonnay per base spumante; Glera (Prosecco) il 10 settembre, Merlot il 12, Corvina il 18, Garganega il 25, solo per citare alcuni dei vitigni veneti.

Approfondimento andamento stagionale

Diversamente dalle regioni del Sud Italia, dove alte temperature, scarsità di precipitazioni e lunghi periodi siccitosi hanno causato problemi di stress idrico alle colture, i fattori comuni che hanno caratterizzato l’annata vitivinicola in corso praticamente ovunque, almeno nel Nord Italia, sono stati le frequenti precipitazioni primaverili, che hanno favorito un maggior sviluppo di malattie fungine, in particolare peronospora e mal dell’esca, e le alte temperature estive dei mesi di luglio e agosto, con più o meno lunghi periodi di carenza idrica a seconda dei diversi areali produttivi, per un’annata che, come quella del 2023, viene considerata da più parti come “difficile” nella gestione del vigneto in campo, soprattutto per l’aumento di interventi necessari per contrastare le malattie fungine. Tuttavia, laddove queste problematiche sono state affrontate con professionalità ed efficacia, le rese produttive non dovrebbero subire particolari variazioni e rimanere stabili o aumentare leggermente; al contrario, per gli impianti più giovani, non irrigati o condotti con metodo biologico, si prevedono riduzioni delle quantità raccolte anche consistenti. La qualità delle uve dovrebbe mantenersi su livelli buoni-ottimi, ma non eccellenti. Sono questi i principali elementi sottolineati da Patrick Marcuzzo del Crea VE di Conegliano nel suo intervento, per poi entrare nel dettaglio dei dati raccolti da un panel di tecnici e agronomi delle più importanti cantine e produttori del Veneto.

Malattie fungine

Nelle aziende che applicano la difesa integrata, i danni causati dalla peronospora sono stati nell’ordine del -5% di perdita quantitativa, mentre nelle aziende che applicano il metodo di coltivazione biologica tali perdite sono state superiori, per lo più comprese tra il -15/20%. Oltre alla maggior presenze di peronospora e oidio, superiore al 2023 anche l’incidenza di altre fitopatie come il mal dell’esca, mentre la botrite e la flavescenza dorata hanno avuto una diffusione meno significativa, ma ciò non toglie che non si debba continuare ad attuare tutte le indicazioni previste dagli uffici della Regione Veneto per il loro contrasto. La grandine ha colpito in maniera decisamente meno rilevante i diversi areali produttivi, con perdite della produzione inferiori al -5% per la maggior parte dei territori regionali.

La situazione nelle diverse province venete

Nella provincia di Belluno la produzione viene prevista sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno (+2/3%), salvo nelle zone colpite da grandinate. A Padova e Rovigo invece le previsioni sono più contrastanti a seconda della varietà: ci si attende una produzione superiore del +5/10% rispetto al 2023 per Glera, Pinot e Chardonnay, un calo produttivo per Moscato e Raboso, mentre dovrebbe essere stabile il Merlot. Nella provincia di Treviso ci si attende un incremento della produzione di Glera (+20%) per l’entrata in produzione dei nuovi impianti giovani e invece una riduzione dei quantitativi dei vitigni a bacca rossa (0/-5%), più elevati per le varietà non Doc/Docg, e soprattutto per altre varietà di vitigni a bacca bianca (-15%). A Venezia, condizioni climatiche più favorevoli rispetto al 2023, l’adozione di pratiche agronomiche migliorative fanno prevedere un aumento produttivo di circa il +3/+5% per le principali varietà e in misura più accentuata per la varietà Glera (+10%) in virtù in particolare dell’entrata in produzione di nuovi vigneti; stabile invece i quantitativi di Chardonnay. Una maggior presenza di stress termici, eccessi idrici e stress funzionali porta a stimare riduzioni produttive nell’ordine del -10/15% per le principali varietà in provincia di Vicenza, sia per uve a bacca bianca (Glera, Garganega e Vespaiola) che nera (Merlot e Cabernet), mentre per le uve di Pinot Grigio è previsto un calo dei quantitativi più rilevante (-20/25%). Gli sbalzi termici di fine aprile hanno compromesso la produzione in molti vigneti di fondovalle e in diversi areali di pianura della provincia di Verona; le piogge primaverili e le problematiche fitosanitarie hanno inciso negativamente in misura maggiore per le varietà di uve a bacca bianca, per le quali si prevedono cali produttivi nell’ordine del -10/20%, mentre per le uve a bacca rossa le attese sono per una sostanziale stabilità delle rese di produzione.

Province autonome di Trento e Bolzano e Friuli-Venezia Giulia

Ci si attende una minor produzione di circa il -10/15%, da un lato per le condizioni meteorologiche più sfavorevoli rispetto al 2023, una minor allegagione e un minor numero di acini e grappoli presenti, situazione solo in parte compensata dall’entrata in produzione di nuovi vigneti. Questi aspetti hanno invece inciso poco o per nulla sui risultati previsti nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dove anzi, in virtù di minori eventi grandigeni rispetto al 2023, la produzione è attesa in crescita del +10% in via cautelativa, nonostante la presenza di problematiche fitosanitarie (peronospora).

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura