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2011, anno tra i più caldi dal 1800 ad oggi, si spera nelle precipitazioni per ristabilire le scorte idriche

Il 2011 si è classificato al terzo posto tra i più caldi dal 1800 con  il 13 per cento di precipitazioni in meno rispetto alla media di riferimento che evidenzia un forte rischio siccità per la prossima primavera-estate. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’arrivo delle precipitazioni con pioggia e neve è atteso per ripristinare le scorte idriche nel terreno, sulla base dei dati Isac-Cnr.

Crollo presenza funghi e tartufi. L’autunno, che è normalmente la stagione della pioggia, è stato quest’anno particolarmente siccitoso destando molta preoccupazione nelle campagne e nelle città dove in alcuni casi, come in Romagna, si è temuto per il razionamento dell’acqua. Gli effetti del caldo e della siccità nel 2011 si sono già fatti sentire con il crollo della presenza di funghi e tartufi che necessitano di acqua per crescere mentre nelle campagne si è verificato – sottolinea la Coldiretti – un calo nei raccolti di olive da olio (-5 per cento) e uva da vino con una vendemmia di qualità ma al minimo storico di 40 milioni di ettolitri, oltre il 13 per cento in meno rispetto allo scorso anno. I timori – conclude la Coldiretti – si estendono peraltro al futuro poiché occorre ristabilire le scorte idriche con la neve in montagna e l’acqua nei terreni da utilizzare con l’arrivo del caldo nelle stagioni primavera ed estate.

(Fonte: Coldiretti)