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Massimo Gargano, presidente A.N.B.I.: “Le emergenze ambientali del paese hanno una sola risposta, la prevenzione”

“L’emergenza idrogeologica del territorio e la grande macchia oleosa sul fiume Po devono obbligare ad un’univoca riflessione: la necessità della prevenzione.” Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) a margine della Preconferenza Organizzativa dei Consorzi di bonifica del Nordest, svoltasi a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso.

Norme ambientali per le aziende non agricole da rivedere. Intervenendo sull’allarme ambientale, che sta interessando il più grande fiume italiano, aggiunge: “Sarebbe bastato che lo sversamento di petrolio fosse avvenuto fra qualche settimana (a stagione irrigua avviata) e quello che oggi è un gravissimo danno ambientale si sarebbe rivelato anche una iattura economica dalle pesanti conseguenze per il settore primario padano. Il paventato blocco dell’irrigazione, infatti, comporterebbe, se prolungato nei giorni, danni per milioni di euro alle coltivazioni in campo che, lungo l’asta del Po, vanno dai seminativi all’ortofrutta fino all’aglio IGP ed ai prati stabili; senza contare l’enorme tragedia, che rappresenterebbe l’ingresso della massa oleosa nel delta polesano e le ancora incerte conseguenze, che potrebbero avere, per la salubrità idrica, i depositi di sostanze inquinanti rilasciati sul fondo dalla macchia oleosa. Non capisco perché – insiste Gargano – al deposito di Villasanta non siano state applicate quelle norme di prevenzione ambientale che, invece, sono imposte alle aziende agricole.”

I Consorzi di bonifica nordestini uniti per la riduzione del rischio idreologico
. Intervenendo sulla situazione idrogeologica a Nordest, Gargano ha ricordato come dal quotidiano lavoro dei Consorzi di bonifica sia scaturita la proposta di Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, fatto di progetti perlopiù immediatamente cantierabili: nel Veneto si tratta di 346 progetti per un importo complessivo di 703 milioni di euro; in Friuli Venezia Giulia, i progetti sono 6 per una spesa totale di 323 milioni di euro; in Trentino Alto Adige, 1 progetto per un importo di 3 milioni di euro; prevedono perlopiù interventi di manutenzione e adeguamento della rete idraulica di scolo delle acque a difesa dei centri abitati.

(fonte Anbi)

Difesa idrogeologica del territorio: Italia un Paese a rischio

Massimo Gargano, Presidente ANBI

A seguito della risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente della Camera in data 21 aprile 2009, 10 deputati – Zamparutti, Piffari, Libè, Germanà, Guido Dussin, Commercio, Sardelli, Ghilia, Braga, Bossa – hanno presentato all’Aula di Montecitorio una mozione sulla difesa idrogeologica del territorio, approvata con voto quasi unanime (479 si su 481 presenti).

Le cifre del disastro. “Non possiamo che apprezzare l’impegno di quanti avvertono come prioritari gli interventi per la tutela di un suolo, già morfologicamente fragile, come quello italiano” commenta Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.).  I dati che seguono, riportati nell’atto di indirizzo, testimoniano la grave situazione presente nel Paese: negli ultimi 80 anni si sono verificati 5.400 alluvioni e 11.000 frane; secondo il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sono “a rischio elevato” l’89% dei comuni umbri, l’87% di quelli lucani, l’86% di quelli molisani, il 71% di quelli liguri o valdostani, il 68% di quelli abruzzesi, il 44% di quelli lombardi: in pratica, oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici e persino maremoti; secondo il C.I.N.A.S., Consorzio Universitario del Politecnico di Milano, nel decennio 1994-2004, lo Stato ha dovuto esborsare 20.946 milioni di euro per tamponare i danni di alluvioni, terremoti e frane più gravi, vale a dire oltre 2 miliardi l’anno, ai quali va aggiunto un altro miliardo e mezzo complessivo per interventi minori; l’Italia è un Paese fortemente antropizzato con una densità media pari a 118 abitanti per chilometro quadrato (la Francia ne conta 114 , la Spagna 89) ma fortissime sperequazioni nella distribuzione territoriale: ai 68 abitanti per chilometro quadrato della Sardegna si contrappongono i 379 della Lombardia (da sola, questa regione registra una volta e mezza gli abitanti della Finlandia!); il patrimonio immobiliare italiano è stimato in 27 milioni di abitazioni; i più recenti riferimenti statistici indicano che, dal 2003 ad oggi, sono state costruite 1.600.000 abitazioni (oltre il 10% sono abusive!) nonostante, da 20 anni, la popolazione, nel nostro Paese, non sia cresciuta, ma al contrario sia calata sensibilmente e solo negli ultimi anni abbia dato segni di ripresa, grazie al contributo degli immigrati. Oggi l’Italia è il primo Paese in Europa per disponibilità di abitazioni, di cui il 20% non occupate!

Edifici pubblici costruiti in aree a rischio. E ancora,  una recente mappatura, effettuata dal C.R.E.S.M.E., evidenzia la condizione critica, in cui versano oltre 20.000 edifici pubblici, tra cui scuole ed ospedali, realizzati in aree dichiarate di estrema pericolosità per esposizione al rischio idrogeologico o sismico; spesso gli Enti Locali, per motivazioni politiche quali l’approvazione di piani urbanistici o la destinazione di aree edificabili, non attuano il principio della prevenzione e, a volte, strutture pubbliche (scuole , caserme, ospedali, stazioni) vengono costruite in aree a rischio quali, per esempio, quelle nelle prossime vicinanze dei fiumi; secondo i dati comunicati dal Governo, l’estensione delle aree a criticità idrogeologica è pari al 9,8% del territorio nazionale (il 6,8% coinvolge direttamente centri urbani, infrastrutture ed aree produttive). Il fabbisogno necessario per la sistemazione complessiva della situazione di dissesto sul territorio nazionale è stimato in 44 miliardi di euro, di cui 27 miliardi per il Centro-Nord e 13 miliardi per il Mezzogiorno, oltre a 4 miliardi per il recupero e la tutela del patrimonio costiero.

Gli impegni dell’atto parlamentare. La mozione impegna il Governo a presentare e a dotare delle opportune risorse pluriennali il piano nazionale straordinario per il rischio idrogeologico, secondo le indicazioni già comunicate alle Camere; ad attuare sollecitamente la Direttiva Europea sulla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni; a promuovere iniziative normative, che introducano norme a favore della difesa del suolo e della riduzione del rischio idrogeologico, in modo da costituire un quadro di riferimento certo per singole normative regionali. “Contribuire a diffondere la conoscenza su questo atto parlamentare – conclude Gargano – ci pare un doveroso passo per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso problemi, drammaticamente emersi nelle scorse settimane, ma che la memoria collettiva pare avere già rimosso. A fronte dei dati sopra riportati e che cancellano ogni alibi, chiediamo, una volta di più, che la sicurezza idrogeologica e la manutenzione dell’imponente reticolo di scolo (quasi 200 mila chilometri di canali e corsi d’acqua naturali ed artificiali gestiti dai Consorzi di Bonifica) siano assunte come priorità nelle politiche del Paese, che continua a spendere molto più per riparare i danni di quanto destina alla prevenzione”.

(fonte: Asterisco informazioni)

Argav: Fabrizio Stelluto nuovo Presidente, a Carlo Alberto Delaini il premio annuale

Fabrizio Stelluto - Presidente Argav

Legnaro (Pd) . Fabrizio Stelluto, 54 anni, Responsabile Ufficio Comunicazione A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), nonché Direttore Responsabile di Asterisco Informazioni e Teleregione (gruppo 7 Gold Telepadova), è stato eletto per acclamazione Presidente di A.R.G.A.V. (Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili) di Veneto e Trentino Alto Adige.

Il congresso  A.R.G.A.V. si è tenuto il 12 dicembre 2009 a Legnaro, ad Agripolis, sede dell’Università di Padova, a testimonianza di una rinnovata volontà di collaborazione, sancita anche dal saluto del Preside della Facoltà di Agraria, Giancarlo Dalla Fontana.;  Stelluto, già Vicepresidente, subentra a Mimmo Vita, nominato presidente di U.N.A.G.A., l’associazione nazionale di categoria, gruppo di specializzazione all’interno della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (F.N.S.I.), di cui Paolo Francesconi ha portato il saluto all’assemblea veneta.

All’unanimità è stato eletto anche il nuovo Consiglio Direttivo; ne fanno parte: Umberto Tiozzo e Pietro Bertanza (Vicepresidenti), Mirka Schweiger (Segretario), Giovanni Boschetti, Nadia Donato, Daniele Pajar, Cinzia Dal Brolo, Michela Bozzato, Renzo Michieletto, Marina Meneguzzi, Emanuele Cenghiaro. Membri di diritto, perché ricoprenti incarichi nazionali, sono Mimmo Vita, Efrem Tassinato, Donato Sinigaglia, Gabriele Cappato; invitati permanenti: Placido Manoli, Sandra Chiarato, Andrea Saviane, Alfonso Garampelli.

“Il nuovo mandato – ha affermato Stelluto – dovrà prioritariamente verificare a chi realmente interessa avere un’ “informazione informata”, creando i presupposti per una costante opera di formazione ad iniziare da un sito Internet, che diventi punto di riferimento per l’intera categoria giornalistica. Non so se vinceremo la scommessa – ha concluso Stelluto – ma almeno ci avremo provato!”

I lavori dell’Assemblea sono stati introdotti da un talk-show sul provocatorio tema “MaiDireMais. Prezzi su, agricoltura giù: fino a quando?”, cui hanno partecipato Guidalberto di Canossa, Presidente Confagricoltura Veneto; Giorgio Piazza, Presidente Coldiretti Veneto; Pasquale Compagnin, C.I.A. Veneto; Luca Rossetto, Università Padova; Renzo Rossetto, Veneto Agricoltura.

Carlo Alberto Delaini, capo Ufficio Stampa Ente Fiera Verona

In occasione del 6° Congresso A.R.G.A.V., è stato anche consegnato l’annuale premio destinato a un giornalista che valorizzi, con la propria attività, i settori di riferimento dell’Associazione. La scelta 2009 è caduta su Carlo Alberto Delaini, Capo Ufficio Stampa dell’Ente Fiera di Verona. “Con questo riconoscimento- è stato affermato – non solo si vuole attestare la professionalità e l’impegno di un collega, ma si vuole testimoniare attenzione verso una realtà espositiva, che ha saputo divenire un polo di interesse internazionale, promuovendo il settore primario anche con molte iniziative all’estero.”