Lo storico zuccherificio di Pontelongo (PD) della Co.Pro.Bi, il più grande in Italia, in attività da un secolo, fornirà a Paluani, storica azienda dolciaria veronese, il suo “zucchero italiano” per la produzione dei dolciumi e dei tradizionali pandori e panettoni. La dolce fornitura è frutto dell’accordo sottoscritto ieri fra Coldiretti Veneto e Paluani e che prevede l’impiego di materie prime del territorio e fornite direttamente dalla filiera agricola.
Da questo momento in poi, quindi, l’ufficio acquisti dello stabilimento di Verona potrà contare su 200/300 mila tonnellate di zucchero frutto dei 33 mila ettari di barbabietole coltivate in Veneto e lavorate nello zuccherificio di Pontelongo. Il latte e il burro verranno dalla Latteria Virgilio di Mantova, che riunisce le latterie veneto-lombarde, oltre 2.000 soci allevatori che dal 1966 garantiscono tradizione e solidarietà. Inoltre, anche le uova saranno consegnate da produttori locali.
“E’ a giugno che si fanno i contratti commerciali – ha esordito Michele Cordioli vice presidente di Paluani – e noi guardiamo ad un Natale al 95% fatto di materia prima proveniente dall’Italia, puntando ovviamente a recuperare presto quei 5 punti di percentuale e arrivare ad una cifra tonda”. Su questo auspicio concorda Coldiretti che non solo è promotore dell’iniziativa ma, come ha precisato il direttore Martino Cerantola, è garante dell’operazione. “La ricaduta positiva per i nostri agricoltori è indubbia – ha precisato – ma sottolineiamo che l’operazione non deve essere di facciata ma una scelta convinta per rispetto soprattutto dei consumatori finali”. I presupposti per una buona partenza e una sicura riuscita ci sono tutti, nonostante i protagonisti si siano dati appuntamento tra un anno per una prima verifica.
Nel frattempo lo stabilimento dolciario ha sfornato pandori anche la scorsa settimana per il mercato tedesco, segno di un successo che non conosce stagioni, come ogni giorno vengono confezionate focaccine e cornetti senza sosta. “D’altro canto Paluani ama definirsi una grande pasticceria –ha specificato Diego Romanini direttore generale – presente sul mercato da quasi cent’anni che lavora un valore di 25 milioni di ingredienti, dallo zucchero alle uova usando il burro al posto dell’olio di palma, e per le ricette particolari ricorre pure alle denominazioni blasonate come il pistacchio di Bronte, limone di Amalfi e le nocciole del Piemonte. “Con questo patto creiamo un’economia virtuosa – ha concluso Pietro Piccioni direttore di Coldiretti – riconoscendo così l’impegno degli imprenditori agricoli per la sicurezza alimentare, lasciando a tutti il giusto margine di reddito, riducendo l’impatto ambientale visto il raggio limitato da cui provengono tutti gli attori della filiera”.
Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Padova
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