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Vendemmia in Sicilia: registrato il 50 per cento in meno sulla produzione

Secondo la legge di mercato se il prodotto diminuisce il suo prezzo dovrebbe aumentare. Così accade sempre quando ci sono periodi siccitosi o grandinate che compromettono il raccolto di frutta e verdura, anche se a volte la differenza di prezzo viene percepita più dai consumatori che dai grossisti che acquistano la merce dai produttori. E lo stesso sta accadendo in Sicilia per questa vendemmia. Lo rende noto Acli Terra Sicilia, l’associazione professionale agricola che ha condotto un’indagine a tappeto in tutta l’Isola per mettere in luce eventuali distorsioni nel mercato delle uve. E le ha trovate.

Riduzione per vendemmia verde ed esterpazione. “La campagna  2010 in Sicilia è certamente condizionata da alcuni fattori che hanno determinato una riduzione della produzione di uve di circa il 50%”, spiega il presidente, Nicola Perricone. Che prosegue: “Incidono sulla produzione sia la “vendemmia verde” che riduce, con circa 10.000 ettari interessati, la produzione di uva di circa 900.000 quintali, sia i premi per l’estirpazione definitiva che hanno ridotto la superficie vitata siciliana di 5000 ettari in due anni”. In questo contesto, gli aspetti positivi di un andamento climatico favorevole e di una eccellente qualità delle uve, potrebbero far presagire un incremento del prezzo dell’uva con conseguente incremento del reddito per le imprese. Ma in realtà ciò non accade.

Le uve? Pagate pochissimo. “Da una prima indagine non sembrano esserci, rispetto al 2009, marcati incrementi sui prezzi delle uve sia per i vitigni autoctoni che per gli internazionali”, annuncia, “allora, togliere materia prima dal circuito produttivo siciliano è un vantaggio per le nostre aziende o uno spazio in più per i produttori di altre regioni che rispetto al 2009 incrementano la produzione mediamente del 5%?” Secondo Perricone il problema è tutto commerciale, professionale e di organizzazione. “Non si può pensare di ridurre la produzione con interventi di piccola entità con il risultato che le uve siciliane vengono deprezzate”, spiega, “A questo punto chi non produce riduce le perdite, chi produce e realizza prodotto rischia invece di perdere due volte. Siamo alla paralisi… rischiamo tra cinque anni di ritrovarci senza imprese e senza persone che investono nel settore agricolo”.

Strategia in due mosse. “Prima di tutto, – spiega Perricone – l’impresa agroalimentare deve avere un management adeguato alle esigenze di un mercato globale e quindi necessita di interventi mirati come la possibilità di chiudere la filiera, l’orientamento al marketing, la formazione, l’introduzione delle innovazioni,  l’apertura verso nuovi mercati potenziali, il potenziamento di azioni di valorizzazione  del prodotto siciliano di qualità”. Il secondo passo: “Occorre  puntare  verso la creazione di organismi (anche a partecipazione pubblica) che, utilizzando personale qualificato e strategie mirate, svolgano l’azione di commercializzazione attraverso la tutela e la promozione per le aziende familiari di piccole dimensioni che non hanno cultura imprenditoriale ma che rappresentano il territorio, che nel complesso producono quantità e qualità, e che per le loro dimensioni e per cultura si affidano a pseudo commerciarti traendo dei prezzi a dir poco vergognosi”. “In definitiva”, conclude Perricone, “occorro interventi puntuali, con una politica di sostegno regionale e nazionale finalizzata a dare strumenti e opportunità alle numerose famiglie, ai tanti  giovani che dall’agricoltura vogliono trarre la loro fonte di reddito, che del territorio vogliono essere i promotori e gli attori principali”.

(fonte Acli Terra Sicilia)

Privatizzazione dell’acqua: il parere di Acli Terra Sicilia

Nicola Perricone, Presidente Acli Terra Sicilia

Acli Terra Sicilia condivide la campagna referendaria che è stata promossa dalle Acli e da Acli Terra nazionale sulla privatizzazione dell’acqua. “Ci auguriamo che a livello nazionale si raggiunga il risultato che è stato ottenuto in Sicilia”, afferma Nicola Perricone, presidente regionale di Acli Terra, “dove con 53 voti a favore e 25 contrari, l’Ars ha approvato, a scrutinio segreto, l’articolo 50 della finanziaria regionale, che prevede il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua in Sicilia”.

Acqua, un bene comune. La campagna referendaria rappresenta un’occasione per proseguire l’azione di tutela dei diritti delle aziende agricole, di difesa dell’economia quotidiana delle famiglie. “Condividiamo l’iniziativa perché consideriamo l’acqua un bene comune, un diritto fondamentale dell’uomo”, prosegue Perricone, “e ci impegniamo anche dall’Isola a raccogliere le firme per i tre quesiti referendari depositati in Corte di Cassazione il 31 marzo 2010, che puntano sostanzialmente a reintrodurre nell’ordinamento giuridico la possibilità di affidare la gestione dell’acqua a soggetti di diritto pubblico”. Trovate sul sito www.acliterrasicilia.it l’elenco dei referenti provinciali per la raccolta delle firme.

(fonte Acli Terra Sicilia)

Rivalutazione dei terreni, i tecnici di Acli Terra Sicilia 
a servizio delle imprese

Nicola Perricone, presidente Acli Terra Sicilia

«I tecnici Acli Terra Sicilia sono a disposizione degli imprenditori che volessero, entro il 31 ottobre, procedere alla rivalutazione dei terreni per evitare l’eventuale “plusvalenza degli immobili” in caso di successiva vendita». Lo annuncia Nicola Perricone, presidente dell’Associazione vicina alle aziende agricole dell’Isola. «Nella legge finanziaria 2010, la disposizione che sicuramente riscuote maggior interesse nel mondo agricolo è la riapertura, peraltro preannunciata, dei termini per effettuare la rivalutazione dei terreni agricoli ed edificabili, e delle quote delle società – spiega Perricone – l’agevolazione consiste nel fatto di poter evitare, in questo modo, l’eventuale plusvalenza tassabile in caso di cessione dei beni, a fronte del versamento della specifica imposta sostitutiva».

Chi ne può usufruire. Possono beneficiare dell’agevolazione le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali, i quali entro la data del 31 ottobre 2010 procedono alla rivalutazione dei beni mediante apposita perizia di stima asseverata (ovvero certificata presso il tribunale, notaio o giudice), redatta da professionisti abilitati (nel caso di terreni e aree edificabili sono ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari, periti industriali edili; nel caso di partecipazioni societarie, invece, sono dottori e ragionieri commercialisti, esperti contabili, revisori contabili), con versamento, entro la stessa data, dell’intera imposta sostitutiva o della prima rata stessa. I beni vanno valutati con riferimento  alla data del primo gennaio 2010; in caso di successiva vendita, ad esempio, di un terreno edificabile oggetto della rivalutazione, si evita in questo modo la plusvalenza tassabile. Maggiori informazioni sono disponibili presso la sede regionale di via Francesco Crispi 120, a Palermo.

(fonte Acli Terra Sicilia)

Acli Terra Sicilia: al via sportelli per gli immigrati

Nicola Perricone, Presidente Acli Terra Sicilia

Attivare degli sportelli informativi a tutela degli immigrati per permettere un’assistenza a 360 gradi per chi vuole lavorare nelle campagne siciliane. È questa la proposta di Acli Terra Sicilia, all’indomani della giornata di mobilitazione “24 ore senza di noi”, che si è tenuta in tutta Italia.

«Il nostro presidente nazionale Michele Zannini, affermando il sostegno dell’associazione alla giornata, ha ben detto che Acli Terra ritiene fondamentale la difesa e la tutela dei diritti degli immigrati, senza dei quali molteplici comparti della nostra economia, in primis l’agricoltura, sarebbero notevolmente danneggiati», spiega Nicola Perricone, presidente di Acli Terra Sicilia. «Per questo già come Acli Agrigento abbiamo attivato a gennaio un Centro territoriale multietnico finanziato dall’Assessorato ai Servizi Sociali della Provincia, proprio con lo scopo di promuovere l’integrazione e la valorizzazione dell’interculturalità in tutte le sue espressioni, attraverso il riconoscimento e il mantenimento dell’identità etnica. Un’esperienza che ha avuto un ottimo riscontro nel territorio – precisa – e che dovrebbe essere replicata in tutte le province dell’Isola». «Per un’efficace impatto dell’inizativa – conclude Perricone – è  indispensabile la semplificazione degli adempimenti amministrativi, particolarmente nel settore agricolo, come già ribadito in sede nazionale».

(fonte: Acli Terra Sicilia)

Acli Terra Sicilia attiva nuovi servizi alle imprese

Nicola Perricone, presidente Acli Terra Sicilia

Apertura di sportelli per progettazione e consulenza alle imprese agricole e agroalimentari per partecipare ai bandi del Psr Sicilia 2007-2013, un nuovo servizio di contabilità e buste paga per le imprese agricole, uno sportello per raccogliere adesioni alla campagna anti-Ogm proposta in sede nazionale dal presidente Michele Zannini: questi alcuni dei nuovi servizi che la sezione sicililana di Acli Terra intende fornire agli imprenditori dell’isola. A presentarli agli operatori responsabili degli sportelli CAA Acli nel corso della giornata formativa, tenutasi presso la sede regionale lo scorso 10 febbraio, Santino Scirè e Nicola Perricone, presidenti regionali rispettivamente delle Acli e delle Acli Terra, e Paolo Cipriani, direttore nazionale del CAA Acli.

(fonte: Ufficio Stampa Acli Terra Sicilia)