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Psr Veneto 2014-2020, sostegno a giovani agricoltori e agricoltura di montagna

Agricoltura montagnaGuarda ai giovani agricoltori e alla montagna la strategia di investimento del nuovo programma di sviluppo di rurale della Regione Veneto.  Lo ha assicurato l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan. “Ai giovani imprenditori del settore primario – ha riferito l’assessore – è riservata l’80 per cento della dotazione finanziaria del programma, che per il settennio 2014-2020 mette in campo 1,18 miliardi di euro, di cui 202 derivati dal bilancio regionale. Il Psr riserva inoltre una attenzione speciale allo sviluppo dell’agricoltura di montagna, al quale destina oltre il 35 per cento delle risorse. Risorse che la Regione Veneto ha già cominciato a utilizzare, con l’attivazione di bandi per l’insediamento dei giovani, gli investimenti aziendali e nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la promozione agroalimentare , utilizzando circa 120 milioni di euro”.

Oltre 12 mila domande di finanziamento. “Quest’anno a fine marzo – ha riferito Pan – sono stati messi a bando ulteriori 144 milioni di euro per le misure 10 – agroambiente, 11 agricoltura biologica e 13 indennità compensativa”. “Per l’autunno – ha aggiunto il responsabile per le politiche agricole del governo regionale – una volta risolti alcuni problemi relativi al cofinanziamento, contiamo di attivare nuovi bandi per la selezione dei GAL, l’insediamento dei giovani e gli investimenti, nonché per la formazione e la consulenza. In questo senso abbiamo già cominciato a lavorare con il Comitato di sorveglianza per la definizione dei relativi criteri di selezione”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

24 aprile 2015, anche in streaming il convegno sull’uso di Internet e delle nuove tecnologie di comunicazione per la montagna

montagna_003Venerdì 24 aprile 2015, dalle 9.00 alle 13.00, l’Università della Montagna organizza presso la propria sede di Edolo (BS) il convegno “Internet e le nuove tecnologie di comunicazione per la montagna, grande opportunità per lo sviluppo delle terre alte”. L’evento, aperto al pubblico in forma gratuita, potrà essere seguito sia in presenza che via aula virtuale da tutta Italia ed estero.

Montagne “connesse”=incubatori di impresa. Il convegno ha lo scopo di sottolineare attraverso la presentazione di casi di successo esistenti come le montagne “connesse” possano diventare potenti incubatori di impresa. L’Università della Montagna ritiene fondamentale operare per superare il digital divide ed attivare una rete che comprenda soggetti pubblici e privati nelle Alpi e negli Appennini e che li renda capaci di raccogliere le esigenze dei territori, di fornire formazione e informazione qualitativa, di generare risposte concrete in fatto di gestione e supportare una crescita economica significativa e duratura.

Progetto di attivazione “Antenne”. In occasione del convegno, l’Università della Montagna presenterà il proprio progetto di attivazione “antenne” – punti che trasmettono in streaming ed in modo bidirezionale, i contenuti scientifici e divulgativi erogati in forma gratuita, portandoli a tutti gli interessati residenti tra Alpi e Appennini. Presenti per l’occasione, oltre ai relatori, i Presidenti delle tre province interamente montane in regioni non a statuto speciale, Daniela Larese (presidente Provincia di Belluno), Luca Della Bitta (presidente Provincia di Sondrio), Stefano Costa (presidente della Provincia di Verbano-Cusio-Ossola), Elisabetta Parravicini (presidente ERSAF), Luca Masneri (sindaco del Comune di Edolo e presidente del Collegio di Vigilanza del Corso di Laurea di Edolo), Pierluigi Mottinelli (presidente della Provincia di Brescia) e Amedeo De Franceschi (Corpo Forestale dello Stato). Inoltre, al convegno parteciperanno esponenti di Uncem e Federbim.

Info. Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna, Edolo (BS). tel. 0364.71324 – E-mail gesdimont@unimi.it

Fonte: Università della Montagna

10 aprile 2015, a Trento si parla del recupero delle aree agricole marginali di montagna

Nuove terre nuove paesaggiL’abbandono degli spazi rurali costituisce oggi una vera emergenza per i paesaggi montani dell’arco alpino. Le dinamiche che caratterizzano l’abbandono dei campi e dei pascoli sono così evidenti da rappresentare, assieme all’espansione urbana, una vera rivoluzione per il paesaggio. L’attuale crisi del modello di sviluppo economico impone una profonda riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura nonché la ricerca di soluzioni ispirate da nuovi approcci economici e sociali orientati alla sostenibilità.

Nuove terre per nuovi paesaggi. Il documento “Dieci azioni per il paesaggio rurale del Trentino”, a cura dell’Osservatorio del Paesaggio Trentino, individua alcune possibili forme di contrasto al declino dei paesaggi rurali marginali attraverso l’affermazione di nuove forme di produzione, il riconoscimento del ruolo di generatori di servizi eco-sistemici, l’apporto all’attrattività del territorio sul mercato turistico. L’incontro, che si terrà a Trento venerdì 10 aprile 2015 dalle ore 9 alle ore 16 nella sala conferenze del Museo delle Scienze (MUSE), intende proporre una nuova interpretazione al fenomeno dell’abbandono ma soprattutto informare sulle novità della normativa esistente e sulle opportunità di sostegno finanziario per la rivitalizzazione degli spazi rurali marginali. Saranno inoltre presentate alcune esperienze che nei territori alpini rappresentano casi esemplari di recupero e rivitalizzazione degli spazi rurali marginali. Programma e iscrizioni on line a questo link.

Fonte: Tsmstep

25 gennaio 2014, i giovani di Confagricoltura in assemblea nel bellunese

Agricoltura montagnaI giovani agricoltori aderenti a Confagricoltura del Veneto si sono dati appuntamento in provincia di Belluno per sabato 25 gennaio a partire dalle 10.30 presso la Sala riunioni di Lattebusche (via Nazionale 59, Busche) per la loro Assemblea regionale. Oltre che per il rinnovo delle cariche sociali, l’appuntamento sarà occasione di riflessione sull’occupazione giovanile e di quella agricola in particolare.

Agricoltura settore fondamentale per la ripartenza economica. L’azione politico-sindacale dell’Anga (Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli) negli ultimi anni ha inteso migliorare tutte quelle condizioni che permettono la permanenza e l’inserimento di forze imprenditoriali giovanili in agricoltura, mediante un’azione attiva su tutto il territorio.  I dati sull’occupazione dei giovani sono impietosi: tantissimi giovani non riescono a trovare lavoro e ciò costituisce, oltre che un problema di carattere personale, anche un notevole problema sociale ed economico per l’ intera nostra collettività. Gli agricoltori dell’ANGA del Veneto sono convinti che lo sviluppo dell’intero sistema Paese e della Regione del Veneto possa ripartire anche dall’agricoltura, giacché ritengono che i giovani motivati apporteranno certamente nuove idee e capacità imprenditoriali. Indispensabile sarà il sostegno ai nuovi insediati che passerà attraverso le misure del nuovo Piano di Sviluppo Agricolo del Veneto che è in corso di definizione proprio in questo periodo.

Il programma. La giornata di sabato permetterà di analizzare e approfondire le possibilità d’inserimento giovanile nel settore agricolo e sarà un momento di aggregazione per quanti sono già impegnati, o vogliono impegnarsi, nel mondo agricolo.  Nel corso dei lavori rinnoveranno le cariche sociali e discuteranno, moderatore il presidente uscente Filippo Sussi, dei problemi dei giovani agricoltori in generale e di quelli impegnati in montagna in particolare. Un’attenzione specifica sarà prestata all’ormai prossima entrata in vigore del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, dal quale tutto il mondo agricolo si attende un impulso importante verso l’innovazione e il rilancio economico.  Dopo i saluti del presidente di Confagricoltura Belluno Diego Donazzolo, si procederà al rinnovo delle cariche e quindi il presidente neo eletto terrà un primo intervento.  A seguire si entrerà nel vivo del programma dei lavori, con gli interventi del presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi e del direttore di Confagricoltura Belluno Edoardo Comiotto e le sollecitazioni, le domande e le proposte dei giovani agricoltori presenti. Chiuderanno l’assemblea gli interventi dell’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato e del presidente Nazionale ANGA Raffaele Maiorano. L’appuntamento si concluderà con la visita guidata allo stabilimento Lattebusche.

(Fonte: ANGA)

A Belluno, grazie ai giovani, rinasce l’agricoltura di montagna

“La passione per la terra non si ferma neanche davanti alla burocrazia e quello che sta succedendo a Belluno ne è la testimonianza concreta”– è quanto afferma Coldiretti in occasione dell’incontro con i giovani imprenditori agricoli e l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato previsto per oggi a Lozzo di Cadore (BL).

In 4 anni, 1.500 nuovi giovani agricoltori di montagna. Per l’associazione agricola parlano chiaro i numeri: dal 2008 al 2012 si sono insediati nel bellunese 175 nuovi agricoltori ovvero 11% del totale veneto. In quattro anni, dunque, ben 1.500 under 40 hanno scelto di diventare titolari d’azienda sfruttando i finanziamenti del Programma di Sviluppo Agricolo.  “Questi i fortunati – spiega Coldiretti – che, è bene specificare, per ogni euro ricevuto ne devono sborsare almeno un altro di tasca propria. Gli altri, diciamo più sfortunati, ovvero gli esclusi dai benefici europei, non si fermano e investono direttamente i loro risparmi”.

Una ventata di nuove produzioni agricole. La provincia appare rigenerata tanto che sui ripidi pendii si cominciano a notare insolite colture (almeno fino a qualche decennio fa) come ad esempio la vite, gli ortaggi, i cereali tipo farro, mais e segale, piccoli frutti oppure allevamenti cosiddetti minori: ovini e caprini.  E’ in questa area, inoltre, che si concentrano, gli operatori sotto i trenta anni dimostrando presto attitudine al rischio imprenditoriale.  Con titoli di studio conseguiti negli atenei più prestigiosi e, non sempre attinenti all’agricoltura, la maggior parte di loro continua il mestiere dei genitori spesso improntato sull’allevamento bovino aggiungendo magari quel quid innovativo nella sala dei formaggi, ma c’è chi volta pagina completamente e si dedica alla pastorizia, all’agriturismo, alle api, alla frutticoltura.

Il Cadore, il Comelico e la Val Zoldana possono contare su numerose espressioni giovanili del fare impresa: la coltivazione dell’orzo per servire la birra a kmzero, la raccolta di piccoli frutti che diventano in loco gustosi succhi (anche nella versione a base di sambuco), distese di piante officinali per le erboristerie di campagna, l’ eco turismo con slitte trainate da cani o cavalli, persino cantine con vini autoctoni delle Dolomiti e il ritorno alla pastorizia per riscoprire la filatura della lana.  “Gli sforzi di questi ragazzi vanno premiati con una politica attenta alla specificità del territorio – commenta Coldiretti – è in queste zone che si registra l’erosione più alta della superficie agricola utilizzata. Un fenomeno non tanto legato allo sviluppo infrastrutturale quanto invece all’abbandono di pascoli. Allora – conclude Coldiretti – perché non consegnare nelle mani volenterose delle nuove generazioni il recupero di questi terreni, cosi da rimetterli in circuito produttivo e riattivare l’intero sistema?”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)