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Tutti i numeri dell’agricoltura veneta a Fieragricola 2018. Tra gli eventi proposti a Verona da Veneto Agricoltura, incontri su agricoltura di precisione, biodiversità, agroforestazione. Info anche su bionergie e cambiamento climatico.

Alla fine tutti i nodi arrivano al pettine. Il vecchio adagio vale anche per il comparto agricolo che proprio in questi giorni sta tirando le somme sui risultati della scorsa annata. Purtroppo, le conseguenze del cattivo andamento meteo registrato nel 2017 (ad aprile le gelate, in estate la siccità) non hanno consentito il raggiungimento di performance destinate a rimanere negli annali. Anzi. Veneto Agricoltura, che giovedì 1 febbraio (ore 11,30) in Fieragricola (31/1-3/2) oa Verona (stand Regione Veneto, padiglione 4) con AVEPA, ARPAV ed il marchio regionale agroalimentare QV (Qualità Verificata), presenterà i primi dati sull’annata agroalimentare regionale 2017, parla di “annata difficile soprattutto per quanto riguarda le rese di produzione di molte colture sia seminative (mais -14%, soia -23%) che legnose (mele -21%, vite -19%)”.

Zootecnica, risultati interessanti. I tecnici dell’Agenzia regionale anticipano invece che per gli allevamenti zootecnici i risultati 2017 sono piuttosto interessanti. Negativi invece gli scambi con l’estero. L’Agenzia regionale proporrà anche una serie di iniziative che ruotano attorno alle tre frontiere simbolo dell’innovazione sostenibile in agricoltura, ovvero l’agricoltura di precisione, la biodiversità e i sistemi agroforestali.

Agricoltura di precisione. Nella giornata inaugurale, mercoledì 31 gennaio (ore 15.00) presso l’Area FORUM del Padiglione 3, è previsto il focus Precision farming nelle colture erbacee che affronterà il tema dell’agricoltura di precisione analizzato da tre distinti punti di osservazione: le Linee guida recentemente pubblicate dal Ministero, le indicazioni pratiche sperimentate nell’azienda pilota dimostrativa “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura grazie al progetto europeo LIFE “Agricare” e il rapporto tra imprese e ricerca. Il programma dell’incontro disponibile a questo link.

Biodiversità. Giovedì 1 febbraio (ore 10,00) presso la Sala Puccini nella Galleria tra i Padiglioni 6 e 7, si terrà un incontro dedicato alla biodiversità intesa quale valore per l’agricoltura. Il focus, sostenuto dal Progetto BIONET che Veneto Agricoltura conduce con un’ampia rete di partner (Istituti agrari, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, CREA, Provincia di Vicenza) nell’ambito del PSR Veneto, punta a mettere in evidenza il valore della biodiversità per le produzioni agricole. Tecnici e produttori si incontreranno forti anche dell’esperienza maturata nell’ambito di un altro progetto da poco concluso (VeroVeneto) che ha dato modo di misurare con metodo scientifico il grado di biodiversità e la qualità della produzione ortofrutticola veneta. Il programma di questo secondo incontro è disponibile a questo link.

Foreste. Venerdì 2 febbraio (ore 10.00), sempre presso la Sala Puccini, si terrà invece un convegno dedicato al ritorno dei sistemi agroforestali. Nell’occasione si parlerà di alberi tra le colture agrarie, elementi non intrusi ma fattori di produzione e stabilizzazione climatica. L’agroforestazione è una sorta di “ritorno al futuro” che è già realtà in diversi contesti agricoli europei e italiani. Ne parleranno i ricercatori (con due interventi europei), tecnici e produttori agricoli protagonisti di queste esperienze. Il programma è disponibile a questo link. Infine, presso lo stand regionale saranno presenti nei quattro giorni di fiera i tecnici del Settore di Veneto Agricoltura “Bioenergie e cambiamento climatico”, per fornire ai visitatori informazioni sulle attività progettuali in tema di biogas, biomasse solide e biocarburanti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Innovare in agricoltura, conviene per l’ambiente e per l’economia dell’agricoltore

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiNuove tecniche in agricoltura per limitare l’erosione del suolo e contenere i costi: le risposte da dare oggi sono urgenti e si chiamano agricoltura di precisione e agricoltura conservativa (no till). I numeri e le opportunità sono state chiarite nel convegno promosso da L’Informatore Agrario in collaborazione con FederUnacoma e l’Ente Fiera del Levante, moderato dai giornalisti della rivista Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario, e Giannantonio Armentano.

Tre le chiavi per tutelare l’ambiente e, nel contempo, risparmiare. “In Italia l’erosione comporta nelle aree montane e collinari una perdita di suolo che supera anche le 40-50 tonnellate/ettaro/anno – ha introdotto Danilo Marandola, agronomo nel Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA-INEA) di Roma. Le misure agro-climatico-ambientali e altre misure di intervento dei PSR 2014-2020 costituiscono un’opportunità da non perdere per introdurre pratiche agronomiche che coniugano efficienza e redditività nel rispetto del suolo e del clima”. Tre le chiavi per tutelare l’ambiente e, nel contempo, risparmiare: “Ammodernando il parco italiano di circa 800.000 trattori si potrebbero evitare il consumo di 400.000 t gasolio/anno e 1,3 milioni di t di emissioni di CO2 – ha detto Luigi Sartori, dell’Università di Padova. Utilizzando l’agricoltura conservativa, inoltre, in un anno si riducono i costi di produzione da una media del 15% al 40% con la semina su sodo e si limitano le emissioni di CO2 da 0,8 a 3 t/ha. Considerando una superficie nazionale a seminativi di circa 12 milioni di ettari e una potenzialità nell’adozione delle tecniche di lavorazione semplificata del suolo del 30%, si possono limitare le emissioni di 3,3 a 12,5 milioni di t di CO2 all’anno”. L’agricoltura di precisione, inoltre, che razionalizza gli interventi in funzione dei diversi tipi di suoli, consente una riduzione dei consumi e della lisciviazione dei nitrati fino al 75% rispetto alla distribuzione uniforme; minori consumi di erbicidi e pesticidi (24% e 19% rispettivamente) che favoriscono un minor inquinamento delle acque (superficiali e profonde) e dell’aria e riduzioni del 20% nel consumo di acqua irrigua (riduzioni del 20%).

Ulteriori conferme sono giunte da alcune sperimentazioni condotte in Sud Italia. “Nel 2014-15 l’Università di Foggia e l’Università della Basilicata hanno condotto uno studio sui rilasci di anidride carbonica (CO2), determinati dall’impiego delle trattici nelle tre tipologie di lavorazione (convenzionale, minima e su sodo) del terreno – ha testimoniato Roberta Sisto, dell’Università di Foggia.  I risultati delle prove dimostrano come l’adozione di entrambe le pratiche conservative contribuisce in maniera diretta a ridurre le emissioni di anidride carbonica sprigionate durante la combustione dei carburanti utilizzati dalle macchine trattici e operatrici e la minima lavorazione del terreno è risultata la tecnica più sostenibile dal punto di vista ambientale”. “La possibilità di effettuare una razionalizzazione degli interventi colturali in base alle esigenze riscontrate in un appezzamento del terreno e della coltura rappresenta un enorme prospettiva per le aziende agricole, poiché offre l’opportunità di unire le soluzioni tecnologiche offerte dall’Agricoltura di Precisione con le tecniche conservative del territorio agricolo” ha concluso Paola D’Antonio dell’Università della Basilicata.

Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario

7-8 luglio: a Ceregnano (RO) c’è “Agro-Innovare

Il 7 e l’8 luglio, nell’iniziativa organizzata dal settimanale L’Informatore Agrario e dal mensile MAD-Macchine Agricole Domani con Veneto Agricoltura e il Centro Inter-universitario di Ricerca in Agricoltura di Precisione dell’Università di Padova presso l’azienda Sasse Rami di Veneto Agricoltura a Ceregnano (Rovigo), dimostrazioni dal vivo delle potenzialità di tecniche colturali che coniugano risparmio energetico e protezione dell’ambiente.

L’agricoltura conservativa dà una mano a preservare l’ambiente dai danni dei gas-serra. Dalle più recenti sperimentazioni condotte in Italia risulta infatti che questa tecnica consente, attraverso un minor impiego di combustibile di origine fossile, la riduzione da 0,8 a 3 t/ha di emissioni di CO2 in atmosfera ogni anno. «In particolare, considerando una superficie nazionale a seminativi di circa 12 milioni di ettari e una potenzialità nell’adozione delle tecniche di lavorazione semplificata del 30% si possono limitare le emissioni di CO2 da 3,3 fino a 12,5 milioni di tonnellate all’anno, che significa dal 17 al 65% della riduzione nazionale prevista dal protocollo di Kyoto entro il 2012» spiega Luigi Sartori, del del Centro Inter-universitario di Ricerca in Agricoltura di Precisione dell’Università di Padova.

Protagonista delle “giornate in campo”, l’agricoltura conservativa. Le riconosciute potenzialità dell’agricoltura conservativa, utile anche per preservare lo stock di carbonio nel suolo,  la rendono  per la prima volta protagonista, insieme all’agricoltura di precisione, delle “giornate in campo” organizzate quest’anno da L’Informatore Agrario con Veneto Agricoltura e il Cirap. “Agro-innovare” evidenzierà in particolare i benefici delle due tecniche per garantire interventi altamente mirati e una gestione agronomica semplificata (lavorazioni ridotte, gestioni delle infestanti,ecc.). Partner delle giornate è Unacoma (Unione nazionale dei costruttori di macchine agricole). «L’agricoltura conservativa contrasta la tendenza a lavorazioni troppo energiche e permette il controllo dell’erosione e il miglioramento dell’efficienza dell’acqua e della sua qualità – dice Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Tra i vantaggi economici rientrano la riduzione dei consumi di gasolio, di manodopera e delle potenze dei trattori impiegati».

Veneto Agricoltura: prove e confronti di lavorazioni in aziende pilota. In virtù della misura del PSR 214i azione 1 stanziata dalla Regione Veneto, Veneto Agricoltura, azienda della Regione per il settore agricolo, oltre alle giornate sulle macchine a Sasse Rami, sta effettuando un’intensa attività di prove e confronti di lavorazioni in aziende pilota e dimostrative.  «Una sperimentazione più organica, su centinaia di ettari, in condizioni pedo-climatiche differenziate, sarà avviata utilizzando tutte le realtà pilota e sperimentali di pianura della nostra azienda (Vallevecchia di Caorle, Diana di Mogliano Veneto, Sasse Rami di Ceregnano)» annuncia Paolo Pizzolato, amministratore unico di Veneto Agricoltura.

(fonte Edizioni L’Informatore Agrario)