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30 giugno e 15-17 luglio 2022, corsi di formazione giornalisti nel bellunese organizzati in collaborazione con Argav

Agricoltura montagna

Due i corsi di formazione giornalisti che si terranno nel bellunese tra fine giugno e metà luglio a cui collabora Argav (iscrizione vattraverso la piattaforma www.formazionegiornalisti.it).

Il primo, “Ritorno a futuro: dall’agricoltura eroica alla smart agriculture, le nuove sfide dei territori montani, si terrà giovedì 30 Giugno p.v. , dalle ore 15.00 alle ore 17.00, a Cortina d’Ampezzo nell’ambito del programma formativo “Cortina tra le righe”; a coordinare il corso saranno presidente Argav Fabrizio Stelluto e Roberto Zalambani, presidente Unaga.

Il secondo, organizzato dall’associazione Greenaccord, di cui fa parte la consigliera Romina Gobbo, si articolerà in 3 giornate, dal 15 al 17 Luglio p.v.  a Santa Giustina, sul tema “Riabilitare la montagna. Transizione ecologica,  cammini e un prete di montagna”; in particolare la  sessione (“Il ruolo chiave della montagna per la transizione ecologica”), moderata dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, avrà luogo sabato 16 Luglio dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Agricoltura montana, si potrà scrivere in etichetta “prodotto di montagna”

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto predisposto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con il quali si concede la possibilità di utilizzare l’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna”.

Su quali prodotti potrà essere applicata l’indicazione.  Prodotti ottenuti da animali allevati nelle zone di montagna e lì trasformati; derivanti da animali allevati, per almeno gli ultimi due terzi del loro ciclo di vita, in zone di montagna, se i prodotti sono trasformati in tali zone; derivanti da animali transumanti allevati, per almeno un quarto della loro vita, in pascoli di transumanza nelle zone di montagna. La proporzione dei mangimi non prodotti in zone di montagna non deve superare il 75% nel caso dei suini, il 40% per i ruminanti e il 50% per gli altri animali da allevamento. Questi ultimi due parametri non si applicano per gli animali transumanti quando sono allevati al di fuori delle zone di montagna.

Anche il confezionamento dovrà essere prossimo alla montagna.L’indicazione potrà essere applicata anche ai prodotti dell’apicoltura, se le api hanno raccolto il nettare e il polline esclusivamente nelle zone di montagna, e ai prodotti vegetali, se le piante sono state coltivate unicamente nella zona di montagna. Gli impianti di macellazione degli animali e quelli di spremitura dell’olio di oliva dovranno essere situati non oltre 30 km dal confine amministrativo della zona di montagna. Più severo il limite per il latte e i prodotti lattiero caseari: non oltre i 10 km dalla montagna. “Con questo decreto diamo rilievo alle produzioni montane per il loro valore non solo economico, ma sociale e di tenuta del territorio. Premiare con la trasparenza chi produce qualità è il primo passo per tutelare le scelte dei consumatori e per sostenere l’attività economica virtuosa che l’Italia esprime. Su questa strada siamo decisi a continuare con determinazione”, ha dichiarato il ministro Maurizio Martina.

Fonte: Garantitaly.it