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Agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna

3 giugno, 2017, Grum di Villabruna (BL) I soci Argav nel mulino a pietra risalente al ‘500 gestito dalla cooperativa La Fiorita di Cesiomaggiore (BL)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) L’agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna, e non solo economicamente, ma soprattutto dal punto di vista della conservazione della biodiversità.

da sx Eugenio Garlet e Stefano Sanson, rispettivamente presidente e consulente tecnico La Fiorita, nel mulino a pietra presentano la farina di mais Sponcio

Dare una seconda vita a cereali dimenticati. A dimostrarlo in concreto ai soci Argav, in viaggio sabato 3 giugno scorso in Val Belluna per la visita alla cooperativa agricola La Fiorita di Cesiomaggiore (BL), i campi coltivati a mais Sponcio, orzo Bellunese-Agordino e farro Spelta, cereali che gli abitanti della valle montana non erano più abituati a vedere crescere nei loro appezzamenti, in seguito all’abbandono del lavoro agricolo a favore di quello nelle industrie, soprattutto dell’occhialeria. A riportare la coltivazione delle antiche varietà, è stato un lavoro di ricerca e di sperimentazione effettuato in sinergia tra la cooperativa agricola e l’Istituto Agrario Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre, che è anche azienda agraria, quest’ultima diretta dall’insegnante Stefano Sanson, consulente tecnico de La Fiorita, nostro cicerone durante il viaggio studio insieme ad Eugenio Garlet, presidente della cooperativa.

esemplari di montoni di pecora di Lamon allevati nell’azienda agraria dell’Istituto Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre (BL)

Biodiversità coltivata e allevata. “L’azienda dell’istituto scolastico, nella sua primaria funzione di laboratorio didattico a servizio della classi, si caratterizza da sempre per l’impegno e l’attenzione alla tutela e conservazione ambientale, tanto che oggi è uno dei centri di riferimento regionale di conservazione dell’agro-biodiversità“, ha raccontato Sanson mostrandoci degli esempi di biodiversità allevata e coltivata: razze venete di anatre e polli (tra quest’ultimi, le specie Robusta Lionata, Robusta Maculata e l’Ermellinata di Rovigo), la pecora di Lamon, la vite Bianchetta trevigiana, oltre ai campi di farro Spelta e orzo Bellunese-Agordino. Sempre nell’ambito della valorizzazione dell’agro-biodiversità, Sanson ci ha parlato di due iniziative che vedono coinvolti l’istituto scolastico e la cooperativa, oltre ad altri partner, il progetto CL.A.I.M. (Cluster on Agrobiodiversity, Innovation and Malt)- Cereali e Malto per lo sviluppo integrato del territorio (PSR 2014-2020 Veneto, misura 16.1.1.), attualmente nella prima fase di studio, che, a partire dai cereali minori quali orzo, farro, mais, segale, grano saraceno, insieme ad altri prodotti agroalimentari locali (ortofrutta, officinali, lattiero caseari, ecc.), si propone di sviluppare prodotti alimentari innovativi ad elevata funzione salutistica, etica e ad alto valore aggiunto ed il progetto S.I.T.I.A.B.B. (Sistemi innovativi di trasferimento dell’innovazione per l’agricoltura biologica bellunese, PSR 2014-2020 Veneto misura 16.1.1.), che punta allo sviluppo di un distretto del biologico per la provincia di Belluno attraverso la costituzione di un centro servizi per l’agricoltura biologica centrato sull’istituto agrario, una rete di imprese per l’agricoltura biologica con le relative ed associazioni rappresentative, un collegamento fra gli enti che operano nel campo della ricerca e sperimentazione e sistema formativo per l’agricoltura biologica, di enti locali e territoriali che hanno interessi nella tutela ambientale del territorio. Una curiosità: tra lezioni in campo ed in pollaio, l’isituto scolastico tiene anche corsi di muri in pietra a secco.

solo verdura e frutta di stagione nel punto vendita della coop. La Fiorita. In questo caso, si vedono fragole e le prelibate patate cornete, ottime cotte al forno.

Il gusto tricolore della val Belluna. La cooperativa agricola, che quest’anno festeggia i 40 anni di attività, produce, trasforma – attraverso laboratori artigianali del luogo e un antico mulino a pietra gestito direttamente – nonché distribuisce specialità agroalimentari e tradizionali della valle. Annovera 320 soci, quasi tutti piccoli e piccolissimi produttori, contadini ma anche pensionati, operai, figli e nipoti di agricoltori, che conferiscono parte delle loro produzioni ortofrutticole coltivate in un territorio spesso appartenente ad area protetta (Parco nazionale Dolomiti Bellunesi), e che da sempre ha adottato tecniche colturali a basso impatto ambientale anche per le colture e gli allevamenti storicamente praticati. I prodotti della cooperativa – frutta e verdura di stagione, fagioli Gialet, i fagioli di Lamon, l’orzo, la farina, le gallette e i biscotti di mais Sponcio, la birra Dolomiti, nonché tanti altri prodotti delle aziende agricole del territorio che lavorano con loro – si possono trovare nel punto vendita all’interno del Bicigrill di Busche (via Nazionale 48), in cui trova spazio anche quello della cooperativa Valcarne. A pochi metri, c’è anche il punto vendita della cooperativa Lattebusche. Il Bicigrill è nato come punto di ristoro e appoggio per i cicloturisti e si trova lungo la via Claudia Augusta Altinate, antica strada romana risalente al I secolo d.C., che collegava la Pianura Padana alla Baviera, attraversando le Alpi ed il Danubio. Al momento, l’ingresso del Bicigrill è un po’ penalizzato dai lavori in corso per l’ampliamento della struttura. “Confidiamo in una veloce ristrutturazione, vorremmo quanto prima caratterizzare questo spazio come un’agorà del gusto tricolore della val Belluna, in cui si possono assaggiare i prodotti caseari di Lattebusche (bianco), le carni di Valcarne (rosso) ed i nostri prodotti ortofrutticoli (verde)”, ha spiegato Garlet.

La socia della cooperativa La Fiorita mentre prepara la polenta di mais Sponcio.

Dal campo alla tavola. La perfetta conclusione del viaggio studio è avvenuta a tavola, a Grum di Villabruna (Feltre), dove si trova il mulino a pietra, dalle mure cinquecentesce, gestito dalla cooperativa per la molitura dei cereali, ed in cui alcuni soci de La Fiorita hanno preparto un eccellente pranzo a base di polenta di mais Sponcio, formaggio Schiz, cavolo cappuccio, birra Dolomiti, ciliegie, biscotti di mais Sponcio e caffè d’orzo, un menù che potete assaggiare anche alla festa della patata di Cesiomaggiore De.Co, prodotta dalla cooperativa, che si tiene nel quarto fine settimana di agosto.

14 febbraio 2015, a Borgoricco (Pd) si tiene una giornata di scambio sementi per la salvaguardia della biodiversità rurale

seed-saverIl Comune di Borgoricco (PD), Museo della Centuriazione Romana-Assessorato alla Cultura,  in collaborazione con Civiltà Contadina per la salvaguardia della biodiversità rurale, organizza  sabato 14 febbraio 2015, dalle ore 9,00 alle 12.00 e dalle 13.30 fino al tramonto, presso il Centro Civico di Borgoricco, la “Giornata di scambio sementi“.

Incontro regionale dei “seed savers“, scambio di sementi, consulenza di esperti. Ingresso libero.  L’Associazione Civiltà Contadina, associazione senza scopo di lucro di seed savers (salvatori di semi), appassionati contadini e coltivatori urbani, dal 1996 salva e condivide i semi delle vecchie ed antiche varietà, italiane ed estere, di ortaggi, cereali e alberi da frutto, formando così un patrimonio genetico che potrà essere tramandato alle future generazioni. Eccezionalmente durante tale giornata, oltre al consueto scambio delle sementi tra i soci, viene data la possibilità anche ai cittadini di Borgoricco e agli studenti delle scuole del territorio che fossero interessati, di ricevere in dono alcune antiche sementi, utili consigli e informazioni sulle colture. Nell’occasione vi è anche la possibilità di effettuare visite guidate alla mostra temporanea “Ottaviano Augusto. Un’altra storia” e al Museo della Centuriazione Romana di Borgoricco. Una buona occasione per scoprire quali sono le sementi degli antichi romani che, dopo 2000 anni di storia, sono arrivate fino a noi! Ingresso Museo: intero € 2,00 – ridotto € 1,00 ragazzi dai 7 ai 14 anni e adulti sopra i 65 anni – gratuito per i bambini sotto i 6 anni, disabili e accompagnatori. Ingresso mostra “Augusto”: € 7,00 intero, € 5,00 ridotto.

La Biodiversità dei nostri campi appartiene a tutti. Condividiamola e manteniamola, per il rispetto del passato e per la costruzione di un futuro vivibile per noi e per le prossime generazioni. Una volta erano gli stessi contadini a selezionare i semi creando nel tempo varietà adatte a venti, temperature, piogge e altre caratteristiche della zona, semi che erano parte della cultura del posto, legati alla gastronomia, agli usi e alle abitudini popolari. Purtroppo queste sementi tramandata per generazioni sono state successivamente abbandonate perché sostituite da quelle agroindustriali, i cui criteri di selezione non sono più il sapore, la rusticità, la capacità di adattamento a sistemi di agricoltura naturale, le tonalità di colore vivo. All’agricoltura industriale importa solo raggiungere un’alta produzione a costo anche di utilizzare grandi quantità di prodotti chimici per la fertilizzazione e la difesa degli insetti in regime di monocultura. Questa pratica estremamente inquinante e che produce cibi insani, ha minato l’autosufficienza dell’agricoltore, che si vede obbligato a ricomprare ogni anno le sementi perché spesso sono ibride e non riseminabili oppure coperte da brevetti.

Una conseguenza diretta è l’uniformità dei prodotti alimentari: si è ridotto considerevolmente il numero di specie e di varietà coltivate. Potremmo contare sulle dita della mano le tipologie di pomodoro, di peperone, di cicoria, di fagiolo, ecc. che troviamo sul mercato. Anche la salute ne risente perché la dieta diventa meno varia ed equilibrata. Ma noi possiamo cambiare questo processo: come consumatori, chiedendo cibi locali e di stagione; come agricoltori, professionisti e non, seminando varietà locali nei nostri campi, orti e persino nei vasi sui balconi e conservandone la semente per poi scambiarcela come in passato. Mantenendo semi antichi non solo conserviamo l’agrobiodiversità, ma permettiamo anche il proseguimento e l’evoluzione dei saperi tramandati e favoriamo anche la nostra salute e quella delle generazioni future. Per info: 049 9336321 – 049 9337930 – museo@comune.borgoricco.pd.it

Fonte: Circolo di Campagna Wigwam Il Presidio sotto il Portico