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L’agricoltura chiede, i meteorologi rispondono

L’agricoltore si trova a dover convivere con gli eventi meteo avversi da sempre. Per sopravvivere all’evoluzione climatica in corso serve innovazione a 360 gradi. Questa l’estrema sintesi dell’evento “L’agricoltura cosa chiede ai meteorologi” tenutosi al Teatro Zandonai di Rovereto (TN) nei giorni scorsi ed organizzato all’interno del Festival Meteorologia da Co.Di.Pr.A. (Condifesa Trento) in collaborazione con Condifesa di Bolzano e Condifesa di Verona.

Ad aprire i lavori dell’incontro si sono susseguiti sul palco i presidenti dei Consorzi di difesa Giorgio Gaiardelli, Stefan Klotzner e Luca Faccioni (rispettivamente, Trento, Bolzano e Verona), tutti concordi nel sottolineare l’importanza della meteorologia per gli agricoltori e di quanto essi siano attenti ai cambiamenti climatici in corso, in quanto li vivono sulla loro pelle. Anche Fabrizio Lorenz, presidente Itas (la compagnia assicuratrice è main sponsor dell’evento) ha voluto evidenziare la vicinanza di Itas al mondo agricolo, sottolineando come “nel nostro territorio vi sia una mole di dati importanti da dover essere gestiti e, in questo contesto, la meteorologia può dare una grossa mano studiandoli al fine di anticipare le situazioni di questo nuovo Mondo soggetto al cambiamento climatico”.

Necessario parlare di agrometorologia. La mattinata è proseguita con tre relazioni dal mondo della ricerca e del trasferimento tecnologico. In particolare, Dino Zardi, ideatore e coordinatore del Festival Meteorologia, è intervenuto evidenziando l’importanza della collaborazione tra i diversi enti presenti sul territorio provinciale e le diverse realtà produttive, il tutto per rendere sempre più efficiente la filiera primaria. Stefano Corradini, Fondazione Edmund Mach ha voluto sottolineare l’importanza di “non parlare solo di agricoltura o di meteorologia, ma è necessario parlare di agrometeorologia. Una scienza che combina le conoscenze di tipo meteorologico, climatologico, agronomico, informatico e modellistico”. Corradini – ha evidenziato che “l’agricoltura, il consumatore e il cittadino vogliono tutti la tutela dell’ambiente e per questo serve informazione e formazione”.

Le potenzialità e le peculiarità dell’intelligenza artificiale applicate al mondo agricolo e alla meteorologia sono state presentate da Cesare Furlanello, Fondazione Bruno Kessler, il quale ha evidenziato gli enormi passi in avanti che possono essere fatti grazie allo studio dei dati. Dopo gli interventi tecnici si sono susseguite due tavole rotonde per discutere e confrontarsi sul ruolo che il meteo deve avere in campo agricolo. “Due momenti di contaminazione – ha spiegato Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. – che hanno visto la partecipazione di tecnici e politici e che hanno permesso di capire l’importanza di confrontarsi con le diverse realtà provinciali, regionali e nazionali su di un tema molto delicato come quello dei cambiamenti climatici per agire in sinergia”. Herbert Dorfman (europarlamentare), tra i relatori della tavola rotonda “politica”, ha portato il punto di vista della Comunità Europea focalizzando l’attenzione sull’European Green Deal, le regole per diventare il primo continente a impatto climatico zero, dove l’agricoltura deve contribuire. Sul tema europeo è intervenuto Albano Agabiti, presidente Asnacodi, evidenziando come il nuovo Piano di Gestione dei Rischi in preparazione sia pensato anche in vista della declinazione della Politica Agricola Comune futura, che dovrebbe prendere il via nel 2020, confermando l’importanza e la massima attenzione che il sistema Condifesa pone verso il nostro territorio provinciale.

Tavolo verde agri-young. Romano Masè, responsabile del Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo della Provincia Autonoma di Trento, sollecitato da una domanda dal pubblico, ha spiegato che “nelle prossime settimane sarà sottoscritta una convenzione con Co.Di.Pr.A. per impiegare i dati contenuti nel fascicolo aziendale al fine di velocizzare ed efficientare le operazioni assicurative. Quindi – ha continuato Masè – il fascicolo non sarà un solo strumento di controllo ma avrà un’importanza strategica di gestione. Un primo passo per creare una piattaforma informatica della Provincia, ma condivisa con tutti gli attori della filiera agricola” – ha concluso il dirigente provinciale. Le conclusioni della mattinata sono state affidate a Giulia Zanotelli, assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia di Trento. “I cambiamenti climatici e le loro conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti – ha spiegato l’assessore – e come Giunta e assessorato stiamo lavorando per cercare di mitigarne i danni, su tutti possiamo riportare l’esempio delle specie aliene presenti nel nostro territorio e mi riferisco alla cimice asiatica, alla Drosophila suzukii, ma non solo, anche la flavescenza dorata deve essere presa di petto – ha sottolineato Zanotelli. Un ruolo fondamentale al fine di permettere di guardare lontano alla nostra provincia – ha continuato l’assessore – viene rivestito dai giovani e per questo abbiamo istituito un tavolo verde agri-young, dove i giovani possono esprimere le loro esigenze e contribuendo attivamente, per la prima volta, alla stesura di una delibera di Giunta”.

Fonte: Servizio stampa Codipra

Agrometeorologia, una grande opportunità in agricoltura. Nel frattempo, in Trentino-Alto Adige, oltre il 90 per cento degli agricoltori ricorre alle assicurazioni agevolate.

«Mio nonno si alzava la mattina e scopriva solo allora come si sarebbe declinata la sua giornata nei campi, oggi, grazie alle numerose tecnologie a disposizione degli agricoltori possiamo conoscere in anticipo le condizioni meteo e organizzare al meglio le attività». Così lo scorso 19 novembre ha aperto i lavori dell’incontro organizzato in occasione del Festivalmeteorologia di Rovereto (TN) Giorgio Gaiardelli, presidente di Co.Di.Pr.A. Subito seguito da Sergio Menapace, direttore generale della Fondazione E. Mach, organizzatori, insieme a Condifesa di Bolzano, dell’evento, che ha evidenziato come sia necessario un nuovo approccio alla ricerca per riuscire a rispondere in maniera tempestiva alle esigenze del settore agricolo.

Prolungata siccità, anticipo attività vegetativa, gelate i rischi per l’agricoltore legati al cambiamento climatico. Fabrizio Lorenz, presidente di Itas Mutua che era sponsor dell’evento ha sottolineato come la compagnia assicuratrici sia al lavoro per sostenere la crescita economica degli agricoltori e della filiera implementando strumenti che possano avere un ruolo di prevenzione al fine di mitigare i cambiamenti climatici.  «È fondamentale che il settore agricolo si confronti con quello meteo, ha spiegato Dino Zardi, ideatore del Festival, inoltre, gli agricoltori si devono poter fidare delle previsioni meteo per questo abbiamo bisogno di previsioni il più precise possibili. «È in atto una deriva climatica, c’è una variazione monodirezionale consistente, ha esordito Luciano Pilati, Università di Trento, e questo è attribuibile principalmente a due fattori: l’effetto dell’uomo e la radiazione solare. Cambiamento che può causare notevoli implicazioni sul mondo agricolo, come periodi di prolungata siccità, anticipo dell’attività vegetativa con conseguente rischio di gelate”.

Agrofarmaci, loro sostenibilità da valutare anche dal punto di vista dell’impronta carbonica. Francesca Ventura, Associazione italiana di agrometeorologia, ha spiegato gli obiettivi e scopi della associazione che presiede sottolineando l’importanza del confronto tra i diversi settori. «I cambiamenti climatici ci impongono una gestione aziendale efficiente, ha spiegato Ilaria Pertot, Centro 3A, e sapere se pioverà, quanto pioverà e cosa succederà la prossima settimana è la grande sfida che meteorologi e biologi devono saper affrontare. Sicuramente, ha continuato Pertot, la tecnologia può aiutare per semplificare decisioni complesse, sono molteplici le influenze del meteo che condizionano le scelte dell’agricoltore». I cambiamenti climatici sono un argomento delicato anche per le aziende produttrici di mezzi tecnici per l’agricoltura come Manica spa e proprio per questo Michele Manica, dirigente dell’azienda, ha voluto lanciare una proposta legata all’impatto che hanno gli agrofarmaci in agricoltura proponendo di valutarne la sostenibilità non solo dal punto di vista dell’impatto che hanno sull’ambiente ma anche per quello che hanno sul clima, ovvero calcolandone l’impronta carbonica.

La tavola rotonda in pillole. Moderata da Nicola Castellani de L’Informatore Agrario, che ha visto partecipare numerosi esponenti del mondo agricolo. I relatori si sono confrontati sul ruolo dei cambiamenti climatici e hanno cercato di suggerire possibili soluzioni. I partecipanti alla tavola rotonda: Andrea Piazza (Meteotrentino), Michele Odorizzi (Melinda), Ezio Poli (Vignaioli del Trentino), Angelo Frascarelli (Università di Perugia), Andrea Faustini (Cavit), Marco Caselli (Eldes), Andrea Berti (Co.Di.Pr.A.), Manfred Pechlaner (Condifesa di Bolzano), Giovanni Razeto (Ismea), Guido Pizzolotto (Itas Mutua), Albano Agabiti (Asnacodi). «Dobbiamo evidenziare che la previsione meteo a volte è inaffidabile e questo complica la decisione dell’agricoltore, ha spiegato Piazza, per ridurne l’errore è necessario affidarsi a metodologie di previsione probabilistiche». Michele Odorizzi ha sottolineato come sia necessario avere 3 ordini di previsione: a breve tempo con un trend di 15 giorni e di un mese, al fine di migliorare la gestione aziendale. Ezio Poli ha evidenziato come sia fondamentale avere a disposizione supporti alle decisioni anche in campo meteo che ci permettono di adattarsi e agire di conseguenza. Angelo Frascarelli, invece, ha voluto sottolineare come sia necessario velocizzare l’introduzione dell’innovazione nelle aziende agricole nazionali. Proprio di nuove tecnologie ha parlato Andrea Faustini, evidenziando come queste siano necessarie per svolgere in maniera efficiente l’attività agricola. Infatti, Cavit è da 3 anni che si è dotata di una piattaforma dove vengono raccolte numerose informazioni per supportare le decisioni in campo e comunicarle ai soci attraverso messaggi preparati su misura. Attività sempre più richiesta dai soci, tanto che si sta pensando di creare un tavolo informatico. Marco Caselli ha spiegato come la tecnologia del radar può limitare l’errore di determinazione della previsione meteo. «Dopo le catastrofiche gelate del 2017, ha spiegato Andrea Berti, abbiamo attivato un progetto europeo con ricaduta immediata sul sistema agricolo trentino, dove, in collaborazione con i principali istituti di ricerca provinciali, stiamo costruendo una piattaforma meteoclimatica per microaree che darà informazioni sul rischio gelo e la possibilità di strutturare eventuali metodi di difesa, attivi o passivi. Manfred Pechlaner ha spiegato come i dati meteo siano fondamentali per il lavoro giornaliero dei condifesa, sia per fini assicurativi ma anche per sviluppare nuovi strumenti di tutela dell’agricoltura, come la polizza prati-pascoli nata dalla collaborazione con Co.Di.Pr.A. e con il supporto tecnico di Laimburg e della Fondazione E. Mach.
«Partendo dal concetto che in Trentino-Alto Adige oltre il 90% degli agricoltori ricorre alle assicurazioni agevolate, ha sottolineato Giovanni Razeto, dobbiamo evidenziare che nel resto d’Italia non è così, per questo è necessario pensare a polizze nuove e adeguarle alle vere esigenze degli agricoltori». «Il danno da eventi atmosferici, ha spiegato Guido Pizzolotto, vale 300 milioni di euro all’anno in Italia e in continuo aumento, questo è un quadro abbastanza preoccupante. Le polizze agevolate che coprono i danni da eventi atmosferici attualmente sono costruite partendo dalle indicazioni che arrivano dall’Europa. Sono in fase di nascita nuove polizze per coprire anche le perdite di reddito delle aziende agricole. Sarebbe utili potere collegare la prevenzione alle polizze, anche per ridurne il costo. Albano Agabiti ha sottolineato il fatto che, ogni volta che si attiva un processo di semplificazione, va a finire che tutto il processo diventa più complesso, basti pensare cosa è successo nel 2015 con la nascita dei Piani di assicurazioni individuali. La sfida per il futuro è quello di avere un sistema di consorzi sempre più coeso da Nord a Sud Italia. Samuele Trestini ha concluso l’evento sottolineando come la deriva climatica non ci permetta di adagiarsi sugli allori basti pensare che i cambiamenti climatici hanno un effetto negativo sull’agricoltura in termini di resa, resilienza, creazione di valore. Per questo è necessario sviluppare un modello di interdisciplinarità di tutte le competenze.

Trentino-Alto Adige. Dal 15 al 17 novembre 2018 a Bolzano c’è Interpoma, fiera internazionale della mela mentre a Rovereto (TN) dal 16 al 18 novembre 2018 c’è il Festivalmeteorologia

Dal 15 al 18 novembre 2018 si tengono in Trentino-Alto Adige due interessanti appuntamenti per il mondo rurale: Interpoma, fiera internazionale della mela a Bolzano (15-17/11, fiera di Bolzano) e dal 16 al 18 novembre il Festivalmeteorologia a Rovereto (TN).

Interpoma tratta la coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela con lo scopo di presentare l’intera catena del processo, dalla coltivazione allo stoccaggio al marketing. Il Festivalmeteorologia, vuole offrire un’opportunità concreta e multimediale di conoscere la meteorologia, le sue basi scientifiche, gli aspetti tecnologici connessi, le implicazioni economiche, culturali e sociali. Tema dell’edizione 2018 è “A chi serve la meteorologia?…”.

Incontri sulla gestione del rischio e sull’agrometeorologia. Nell’ambito delle due manifestazioni, Co.Di.Pr.A. e Condifesa Bolzano hanno organizzato due convegni per fare il punto della situazione sulla nuova PAC (17 novembre, dalle 9.30, sala Mec Hotel Four Points, Bolzano) con particolare riferimento all’ambito internazionale e scoprire i vantaggi dell’agrometeorologia (18 novembre, dalle 9.30, sala conferenze Mart a Rovereto).

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.