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Prevenzione e vigilanza contro gli scarichi abusivi nei fiumi, Regione poco reattiva secondo il vice presidente della Commissione Ambiente regionale

“Quest’estate c’è stata una vera e propria strage di pesci da Treviso a Padova per cause spesso ignote. La Regione ha il dovere di proteggere le risorse idriche e l’ittiofauna del Veneto, adottando misure di prevenzione e vigilanza. I troppi episodi accaduti nelle ultime settimane dimostrano invece che non si sta facendo abbastanza”. Ad affermarlo è il consigliere regionale, vice presidente della Commissione Ambiente, Andrea Zanoni che, sulla questione ha presentato un’interrogazione urgente.
I casi nel Trevigiano. Spiega in una nota Zanoni: “A fine luglio c’è stata una morìa di trote in un’azienda ittica di Roverbasso, nel comune di Codognè, in provincia di Treviso, ben sessanta quintali di pesce, con ovvie e pesanti ripercussioni economiche. I vigili del fuoco hanno installato una barriera assorbente all’imbocco del Resteggia, che ‘rifornisce’ l’allevamento, per bloccare l’eventuale fonte di inquinamento. I tecnici dell’Arpav hanno eseguito dei prelievi a campione nelle vasche dell’allevamento e a monte del fiume, mentre i carabinieri hanno avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità. Nella stessa zona, a pochi di chilometri di distanza, si era già verificata una situazione analoga, in un allevamento a Tempio di Ormelle, con 60mila trote, circa 300 quintali, morte”.
I casi in provincia di Padova. “È invece più recente – prosegue Zanoni – quanto accaduto lungo il fiume Tergola, tra le località Codiverno nel comune di Vigonza e la frazione di Reschigliano, a Campodarsego, in provincia di Padova: anche in questo caso, una morìa di pesci con segnalazioni dei residenti ‘allertati’ dagli odori nauseabondi causati dalla decomposizione. L’Enpa ha sollecitato l’intervento di Arpav per scoprire le cause della nuova strage. E un ennesimo episodio è stato rilevato sempre in provincia di Padova, a Solesino, nel canale-scolo Degora Rotella. Questi casi rappresentano solo la punta dell’iceberg, perché troppo spesso non arrivano neanche le segnalazioni alle autorità competenti”.
I “furbetti” dello scarico abusivo. “La Regione – concude il consigliere – ha il dovere di dare risposte ai cittadini e si deve attivare per salvaguardare le risorse idriche e la biodiversità dei corsi d’acqua del territorio. Perciò deve dirci quali accertamenti sono stati effettuati sia da Arpav che dalle Ulss competenti, per individuare le cause e gli eventuali responsabili. Da questo punto di vista, però, la Giunta non brilla per tempismo e sensibilità, visto che il primo giugno scorso ho presentato un’interrogazione sull’inquinamento dei corsi d’acqua di Vedelago, che confluiscono nel Sile, con un’ingente formazione di schiuma e la conseguente morìa di centinaia pesci. Sto ancora aspettando una risposta, anche se l’Arpav mi ha fatto sapere che la causa sarebbe lo scarico abusivo dei reflui provenienti dalla pulizia e lavaggio di griglie per la cottura di carni argentine di una azienda locale”.
Fonte: Consiglio Regionale Veneto