
Legambiente Padova, Comitato Cittadini Granze di Camin, Wigwam Presidio, gruppo Urbanistica e Contesto, Isde medici per l’ambiente hanno tenuto lo scorso 27 gennaio una conferenza stampa per presentare i primi quattro elaborati sullo studio “Analisi del ciclo di vita e modelli di riequilibrio dei sistemi urbani – il caso Alì spa”.
Da una nota rilasciata in occasione dell’organizzazione della presentazione stampa si legge: “ll controverso progetto della società Alì spa di costruire un mega capannone della logistica su un’area di 15 ettari agricoli a Granze di Camin ha scatenato nell’ultimo anno e mezzo l’opposizione degli abitanti della zona che, sostenuti da numerose sigle e comitati, hanno finora bloccato il progetto e lo hanno reso un caso nazionale. Anche il tentativo dell’Amministrazione comunale di Padova per cercare di uscire dall’impasse, commissionando uno studio del ciclo di vita del progetto, ha suscitato la reazione dei cittadini, delle associazioni e dei comitati, che lo hanno analizzato mettendone in evidenza le numerose opacità e criticità”. A questo riguardo, gli organizzatori dell’incontro stampa hanno risposto:
“Ai cittadini di Granze di Camin non interessa che sia Tizio o Caio a presentare il progetto, la nostra non è una battaglia contro Alì ne contro la famiglia Canella. La nostra è una battaglia per salvare gli ultimi terreni agricoli rimasti in zona e i cittadini che qui vivono. Tanto che la nostra proposta di delibera che ha raccolto quasi 1500 firme recita “si chiede di realizzare l’opera in terreni già compromessi” cioè recuperando capannoni dismessi e siccome il progetto è quello di un hub regionale quello dovrebbe esser l’orizzonte di ricerca.
Durante questi mesi, ci siamo informati molto sul progetto, lo abbiamo analizzato in profondità e vorremmo che tutti quelli che si esprimono (giornalisti, consiglieri, assessori etc.) facessero lo stesso ma siamo disponibili a farvelo conoscere nel dettaglio (è un bel bambino di 3,5 Kg).
Questo progetto, a dispetto del dichiarato non ha nulla di Green, le piantumazioni previste sono quelle obbligatorie (leggete le carte, vedrete che sono riusciti anche a metterne meno di quante ne aveva richieste il settore verde) e i pannelli fotovoltaici aiutano a diminuire i costi ma non rappresentano alcun beneficio per la collettività, quello che non emerge sono invece i paurosi dati che riguardano il futuro peggioramento del traffico, argomento nemmeno sfiorato nelle relazioni (nei documenti però l’arch. Benvenuti augura di avere i soldi per la creazione di una nuova uscita della tangenziale -in poche centinaia di metri già congestionati- per lenire gli effetti di tale hub e che per noi cittadini porterebbe ad un mostruoso aumento della, già insopportabile, quantità di Tir che ad oggi circondano il quartiere notte e giorno) la perdita di servizi ecosistemici ed il pericoloso precedente che concedere questa variante darà luogo (saranno infatti altre le ditte che corroborate da un esito positivo fiuteranno l’affare).
È per questi motivi che con Legambiente Padova , Urbanistica e Contesto, ISDE sezione di Padova e Wigwam Presidio abbiamo analizzato approfonditamente tutti i progetti e lo studio di Terre srl che oltre a NON essere dell’ Università come invoice viene presentato per dargli autorevolezza ed una parvenza di imparzialità utilizza un metodo di analisi adatto allo scopo di monetizzare (il meno possibile) il danno.
Riteniamo questo approccio e queste conclusioni inaccettabili per una comunità che vive già ora sotto una cappa di inquinamento come in nessuna altra zona (i dati ARPAV indicano la centralina di Granze come quella con più sforamenti di PM10 anche più di quella dentro al camino dell’ inceneritore i PM2.5 nemmeno sono rilevati, ma chiediamo che si inizi a farlo) quindi un NO al consumo di suolo significa anche salvaguardare i cittadini, non solo di Granze di Camin ma di tutta la zona.
La nostra è una battaglia di civiltà per la nostra vita che troppo spesso è stata messa in contrapposizione agli interessi economici che NON corrispondono a quelli della cittadinanza.
Qui non è questione di fare morire l’apparato economico della città, ma di bloccare la morte e le malattie delle persone che la abitano, il vero sviluppo sostenibile è solo quello che coniuga salute pubblica ed il legittimo interesse dei privati, qui si esalta il solo spirito imprenditoriale senza entrare nel merito di un progetto chiaramente sbilanciato verso l’interesse del privato con un evidente intento speculativo.
Sabato prossimo abbiamo invitato a Granze di Camin tutti gli amministratori (assessori, consiglieri ed i membri della nostra consulta) perché vedano con i loro occhi dove e come viviamo e per spiegargli le nostre posizioni, li attendiamo fiduciosi rammentando al nostro Sindaco che è lui per legge il primo responsabile della salute pubblica e noi la nostra salute siamo pronti a tutelarla sino in fondo”.
Hanno poi invitato a firmare la petizione:
https://www.change.org/p/stop-al-cemento-no-ampliamento-magazzino-ali-a-granze-di-camin
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