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Consorzi di bonifica: “Contratti di fiume” utili ad economia e ambiente

bonifica2“I Consorzi di bonifica, espressione di autogoverno del territorio, non possono che essere primi sostenitori dei Contratti di Fiume, innovativo strumento di gestione partecipata delle risorse idriche. L’esperienza francese dimostra che il coinvolgimento dei soggetti interessati incrementa di 6 volte il valore di ogni euro pubblico investito; un esempio a noi vicino: ogni euro investito in prevenzione idrogeologica ne fa risparmiare 3 in ristorno dei danni e ne sollecita almeno altrettanti in investimenti privati. Se consideriamo che lo Stato spende annualmente lo 0,7% del Prodotto Interno Lordo per porre rimedio alle disastrose conseguenze di eventi naturali, capiamo di che valore economico stiamo parlando.” Ad affermarlo è Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (ANBI), a margine del convegno a ciò dedicato ed organizzato nei giorni scorsi a Venezia Mestre dall’Unione Veneta Bonifiche.

Contratto di Fiume, protocollo giuridico per la rigenerazione ambientale del bacino idrografico di un corso d’acqua da poco recepito in Italia. Il Contratto di Fiume viene definito in occasione del 2° Forum Mondiale sull’Acqua nel 2010 a L’Aja, ma solo in tempi recenti viene recepito in Italia, dove ne sono censiti 76, ma solo 7 sono pienamente operativi; le esperienze più avanzate si segnalano in Francia e Belgio. Gli obiettivi del Contratto di Fiume, nel quadro della programmazione di Distretto Idrografico, sono la riqualificazione dei sistemi ambientali, paesaggistici ed insediativi, presenti nelle aree fluviali; la salvaguardia del rischio idrogeologico; l’uso sostenibile delle risorse idriche; la riduzione dell’inquinamento idrico; la diffusione della cultura dell’acqua. Per la particolari caratteristiche del nostro territorio, in Italia i contratti di fiume vengono “declinati” anche contratti di foce e di falda come evidenziato da esperienze in essere soprattutto nel Veneto (“Delta Po” ed “Alta Pianura Vicentina”).

Contratti di Fiume, momenti partecipativi da inserire nei Piani di gestione delle acque. “I Contratti di Fiume – conclude Gargano – sono testimonianza dell’ altra Italia, quella della partecipazione, del lavoro, dell’innovazione nel fare e di cui i Consorzi di bonifica sono espressione concreta. E’ quella Italia, che chiede di destinare alla salvaguardia idrogeologica, nella prossima Legge di Stabilità, i 500 milioni chiesti dalla Commissione Ambiente del Senato come sostenuto da sempre più vasti ambienti, invece dei 30 milioni annunciati. I soli Consorzi di bonifica hanno già redatto 3.342 interventi immediatamente cantierabili per la riduzione del rischio idrogeologico e realizzabili nel quadro del Protocollo d’Intesa sottoscritto con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).” “I Contratti di Fiume, momenti partecipativi per la condivisione di problemi e proposte interessanti le acque pubbliche, devono, ai fini della loro efficacia, trovare collocazione nei piani di gestione delle acque”. Lo sottolinea Anna Maria Martuccelli, direttore generale dell’ANBI. “Occorre altresì – prosegue Martuccelli – individuare quali siano i provvedimenti vincolanti per tutti i soggetti partecipanti, in modo che gli impegni assunti possano determinare una positiva applicazione.” Con riferimento specifico ai contenuti di tali Contratti, che incidono su un bene pubblico quale l’acqua, già soggetto a vincoli di utilizzazione e tutela, Martuccelli sottolinea che dovrebbero essere inseriti nell’ambito delle “Misure supplementari” dei Piani di Gestione delle Acque (la competenza è delle Autorità di Distretto Idrografico), che tengono conto delle situazioni in atto e delle possibilità di variazione o adeguamento, definendone i contenuti e quindi l’efficacia.

(Fonte: ANBI)

Fitodepurazione italiana esempio nel mondo

bonifica2Novanta tra i più importanti studiosi in materia di ecologia e di aree umide, provenienti da 20 Paesi europei, oltre che da Stati Uniti e Giappone, si sono riuniti nei giorni scorsi, presso l’impianto idrovoro Cà Bianca di Chioggia, nel veneziano, in occasione dell’appuntamento annuale realizzato dalla Sezione Europea della Society of Wetland Scientists (SWS), organizzazione “no profit”, fondata nel 1980 per promuovere la conoscenza degli ambienti umidi.

In Italia esistono oltre 1000 impianti di fitodepurazione a flusso “sottosuperficiale” (prevalentemente utilizzati per il trattamento delle acque reflue domestiche) e svariate decine di zone umide a flusso superficiale (perlopiù gestite da Consorzi di bonifica; la più recente, a Vecchiano, è stata inaugurata a servizio del lago di Massaciuccoli, in Toscana), comprendenti anche i più moderni “sistemi flottanti” per la depurazione di acque di drenaggio agricolo e per il finissaggio di impianti di depurazione convenzionali (il cosiddetto “affinamento” indispensabile per l’utilizzo in agricoltura delle acque reflue, come sollecitato dalle normative). Oltre che per le prestazioni depurative, questi sistemi sono apprezzati per la multifunzionalità: sono ricchi di flora e fauna selvatica, bene inseriti nel contesto paesaggistico, possono acquisire valenza paesaggistica scegliendo specie vegetali adeguate, producono ragguardevoli quantità di biomassa da utilizzare per la produzione energetica.

Dal mondo per studiare le aree umide italiane. “L’incontro di Chioggia è un riconoscimento internazionale all’impegno dei Consorzi di bonifica per la qualità delle acque nell’ambito del virtuoso rapporto con il mondo agricolo: l’acqua è indispensabile al territorio e l’irrigazione, gestita dagli enti consortili, è elemento determinante nel rimpinguare le falde anche con tecniche innovative come le aree di infiltrazione e i pozzi bevitori. Senza risorsa idrica non può esserci sviluppo soprattutto per quella agricoltura, che segna dati positivi nell’export e nell’occupazione soprattutto giovanile.” Questo il commento di Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), che sottolinea anche come la qualità delle acque sia uno degli obbiettivi prioritari indicati dalla Commissione Europea che, dopo circa due anni di lavoro ed una consultazione, cui anche l’ANBI ha partecipato, ha pubblicato la comunicazione relativa a “Blueprint”, cioè un “Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee”.

Il Piano, al fine di raggiungere un “buono stato delle acque” entro il 2015, come stabilito dalla Direttiva Quadro sull’Acqua, si propone un approccio strategico basato su tre pilastri: migliorare l’attuazione della politica idrica dell’Unione Europea; integrare maggiormente gli obiettivi di politica idrica in settori strategici (l’agricoltura, la pesca, le energie rinnovabili, i trasporti) con i Fondi di coesione e strutturali; colmare le attuali lacune, in particolare in merito agli strumenti necessari per incrementare l’efficienza idrica. Il Piano non indica una soluzione universale, ma propone una serie di strumenti, con cui gli Stati membri possono migliorare la gestione idrica soprattutto attraverso i Piani di Gestione di Bacino. “Blueprint”, nel sottolineare la necessità di promuovere le tecnologie di irrigazione e le pratiche, che consentono un uso efficiente dell’acqua, fa sovente riferimento al “Partenariato Europeo per l’Innovazione relativa all’acqua (P.E.I.)”.

Innovazioni nel settore acque da accelerare. “Tale partenariato tra Commissione UE/Stati membri/stakeholder/istituti di ricerca – sottolinea il direttore generale A.N.B.I., Anna Maria Martuccelli – dovrà affrontare le carenze del sistema europeo di ricerca in modo da accelerare le innovazioni nel settore acque (agricoltura – industria – ambiente) per raggiungere un uso sostenibile ed efficiente delle risorse idriche.” Tali innovazioni dovranno essere disseminate in Europa, rappresentando input per le “raccomandazioni” di politica comunitaria, relative alle acque, nonché per l’utilizzo di fondi strutturali, destinati allo sviluppo di soluzioni innovative nel settore acque.  “Ne deriva – conclude Martuccelli – che i risultati e gli orientamenti, che emergeranno nei progetti avviati dalla task force del P.E.I. (esperti d’acqua in vari settori) influenzeranno profondamente la politica comunitaria sulle risorse idriche negli anni a venire.”

(Fonte: ANBI)

Anbi, risorse idriche: Italia, paese sempre a rischio

bonifica2Se quest’anno, di fronte al caldo che finalmente pare arrivare, l’Italia non dovrà fare i conti con la siccità, il merito va ascritto solo alle cospicue precipitazioni dei mesi scorsi, abbondantemente sopra le medie del periodo. A sottolinearlo è l’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) nel rendere noti i dati sui volumi d’acqua presenti nei maggiori invasi di competenza dei Consorzi, cui si accompagnano i confortanti livelli idrometrici, registrati nei grandi laghi settentrionali.

Necessari invasi collinari e di pianura. “Nonostante le nostre ripetute e preoccupate richieste, la dotazione infrastrutturale di invasi in Italia non è sostanzialmente cambiata – commenta Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. – e così si riesce ad utilizzare solo il 15% delle acque piovane, che bagnano l nostro territorio. Una ricerca (fonte: Kinsey & Company) ha valutato in 140 litri la riserva idrica di ciascun italiano che, mediamente, già ne consuma circa 180 litri al giorno; ma ciò, che sconcerta maggiormente è il paragone con altri Paesi: la riserva idrica pro-capite in Australia è valutata in 3.300 litri e negli Stati Uniti in 2.200 litri; in Spagna, Paese del Mediterraneo climaticamente simile all’Italia, tale riserva è quantificata in 1.100 litri a testa. Tali dati confermano non solo il deficit idrico, che è testimoniato dal generalizzato abbassamento delle falde registrato nel Paese, ma la persistente fragilità del nostro ecosistema, cui solo un Piano Nazionale degli Invasi può dare risposta, evitando il ripetersi di crisi idriche con gravi ripercussioni sull’economia agricola, ma non solo e complessivamente sull’ambiente; la nostra proposta – conclude Gargano – oltre all’estendersi d’uso del sistema “esperto” Irriframe per l’ottimizzazione dell’irrigazione, prevede invasi collinari e di pianura, capaci di immagazzinare le acque piovane per utilizzarle nei momenti di necessità, riducendo al contempo il rischio di alluvioni.” La tutela e gestione delle risorse idriche sarà uno dei temi al centro dell’Assemblea A.N.B.I. in calendario a Roma, Giovedì 11 Luglio p.v., nel Centro Congressi dell’Hotel Parco dei Principi.

(Fonte: ANBI)

Trattenere l’acqua per distribuirla quando serve: i Consorzi di bonifica a servizio del territorio. Acqua e agricoltura, Manzato: nessuno può più affidarsi solo alla buona sorte

“Il nuovo modello di sviluppo della penisola non puà che essere incentrano sull’acqua: irrigazione e sicurezza idraulica; basti pensare che l’84% del “made in Italy” agroalimentare dipende dalla disponibilità idrica”. Lo afferma Massimo Gargano a commento degli “stati generali” sull’irrigazione in Veneto.

Territorio “stressato”. “L’abusivismo edilizio, causa prima dell’eccessiva urbanizzazione, ha prodotto una pressione antropica insostenibile, oltre che una perdita sensibile di territorio destinabile all’agricoltura: in Veneto si stimano 189 abitanti per chilometro quadrato, contro gli 89 iberici. Bisogna porre fine – continua Gargano – allo stress, cui questo territorio viene continuamente sottoposto. I Consorzi di bonifica e le aziende agricole loro collegate si candidano ad essere una moderna risposta nella gestione della risorsa idrica attraverso azioni per la ricarica della falda acquifera e la creazione di bacini di invaso dalla duplice funzione: trattenere l’acqua, quando piove troppo per utilizzarla nei periodi di siccità. Inoltre, in Veneto sono stati positivamente sperimentati i pozzi bevitori, progetto innovativo di ricarica della falda e che garantirà l’immissione annuale nel sottosuolo di circa 10 milioni di metri cubi d’acqua.”

Risparmio idrico in agricoltura. L’ANBI, oltre ad aver lanciato un piano degli invasi che è già stato sottoposto all’attenzione delle Istituzioni, ha promosso IRRIFRAME, “sistema esperto” per il risparmio idrico in agricoltura, già attivo con successo anche in Veneto e che verrà proposto ad “Expo 2015”. “Comuni, Organizzazioni Professionali Agricole, Consorzi di bonifica, Autorità di Bacino ed Università – conclude il Presidente A.N.B.I. – sono i soggetti, che possono e devono lavorare assieme per dare quelle risposte innovative, di cui il Paese ha bisogno”.

Acqua e agricoltura, il punto della Regione Veneto. “Nessun imprenditore agricolo può più affidarsi solo alla buona sorte. Assicurarsi non è una decisione scaramantica ma una scelta imprenditoriale; non farlo non può ricadere sulla collettività. E accanto a questo serve un nuovo e diverso sistema irriguo che ottimizzi l’utilizzo dell’acqua”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato traccia con queste parole la linea d’azione futura del settore primario sulla disponibilità di risorse idriche: per le imprese, per la Regione, ma anche per lo Stato.

Ricorso al sistema assicurativo agevolato e valorizzazione dei consorzi di difesa. “La siccità di quest’anno ha insegnato a tutti – ha affermato – che non siamo più di fronte ad un fenomeno straordinario e imprevedibile, ma ad un mutamento complessivo”. Fino a 25 anni fa, la linea delle siccità estive ricorrenti era lungo il Po, al di sotto del quale le piogge erano insufficienti per il mais, mentre al di sopra i 700-750 millimetri di pioggia (di cui 200 estivi) facevano la differenza. Ora questa linea si è spostata sul Bacchiglione. “La risposta al problema – ha aggiunto Manzato – deve essere data su due fronti. Da un lato una reale prevenzione economica del danno, che significa ricorso al sistema assicurativo agevolato e valorizzazione dei consorzi di difesa, che – tra parentesi – a dicembre liquideranno ai loro assicurati oltre 10 milioni di premi. Lamentarsi a cose fatte significa scaricare le proprie responsabilità su altri: per ogni dichiarazione di calamità, le risorse necessarie derivano da un automatico aumento delle accise sui carburanti che ricade su tutti”.

Chi punta al governo del Paese deve impegnarsi a garantire un adeguato sistema irriguo all’Italia e al Veneto. “Dall’altro serve la massima valorizzazione possibile della risorsa idrica disponibile per l’agricoltura: chi punta al Governo del Paese deve impegnarsi sin d’ora anche su questo terreno”. “In ogni caso, per fronteggiare le conseguenze della siccità di quest’anno la Giunta regionale ha già richiesto la declaratoria di eccezionale avversità atmosferica, pur sapendo che le risorse nazionali attuali sono del tutto insufficienti e che serve una deroga al regime assicurativo. Questo però ci consentirebbe – ha concluso Manzato – di intervenire per contribuire a ricostruire i capitali di conduzione per le aziende che hanno perduto il reddito”.

(Fonte: ANBI/Regione Veneto)

Quando e quanto irrigare le colture? Lo dice il portale Irriframe!

L’ incremento delle temperature e la diminuzione delle piogge utili stanno determinando un aumento delle necessità irrigue delle colture. L’irrigazione è quindi ormai diventata una pratica imprescindibile per l’ottenimento di produzioni economicamente sostenibili e di elevata qualità. L’acqua distribuita alle aziende agricole dai Consorzi di Bonifica sta quindi diventando una risorsa sempre più pregiata ed insostituibile, da impiegare in maniera ancora più efficiente rispetto al passato.

Con il servizio Irriframe, l’ANBI ed i Consorzi di Bonifica forniscono assieme all’acqua tutte le informazioni per un suo uso oculato ed efficiente, con l’obiettivo di giungere a consistenti risparmi d’acqua mantenendo elevata, od addirittura migliorando, la produttività delle colture. Il portale offre servizi funzionali ad indicare agli agricoltori tramite i Consorzi di bonifica il preciso momento di intervento irriguo ed il volume di adacquata, basandosi su dati del bilancio idrico suolo/pianta/atmosfera e sulla convenienza economica dell’intervento irriguo.

Ad Irriframe ci si può iscrivere on line gratuitamente. Dando poche semplici info sul proprio terreno, la posizione geografica e le colture, si ricevono via mail i suggerimenti sull’acqua da dare alle piante. SI risparmia anche fino al 50-60%. Iscrivetevi!

(Fonte: Consorzio Veronese di Bonifica)

Abbandono delle campagne: aumento criticità idrogeologiche

Pur in un quadro di ristrutturazione del settore agricolo, i primi dati provvisori del Censimento dell’Agricoltura evidenziano, nell’ultimo decennio, un’ulteriore perdita di Superficie Agricola Utilizzata, pari al 2,3% così come cala dell’8% la Superficie Aziendale Totale. Sono indicatori, che confermano una preoccupazione: un territorio senza agricoltura è un territorio che aumenta la criticità idrogeologica sia esso urbanizzato o abbandonato.

L’ANBI a convegno. I primi dati confermano la necessità di un Piano Straordinario di manutenzione del territorio, come l’ANBI propugna da anni; a chiederlo, stavolta, non sono le catastrofi o i cambiamenti climatici, ma la fotografia di come sta evolvendo l’Italia. Gli agricoltori, per rimanere nei campi e, quindi, gestire il territorio necessitano anche di nuove opportunità. I consorzi di bonifica, già da tempo, si rivolgono alle imprese rurali per concorrere alla manutenzione territoriale, grazie alle loro conoscenze e professionalità. Servono, ora, anche innovazioni tecnologiche atte a migliorare la competitività: per questo, mercoledì 13 e giovedì 14 luglio prossimi, l’ANBI organizzerà un convegno internazionale su “Acqua: irrigazione, energie rinnovabili ed ambiente”. Sono queste nuove sfide per il settore consortile.

(fonte ANBI)

Dal 7 al 15 maggio 2011, Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione

“La bonifica unisce l’Italia”: è questo lo slogan 2011 della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione che, da sabato 7 a domenica 15 maggio, presenterà, in tutta Italia, centinaia di manifestazioni. In piena sintonia con lo spirito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la locandina, ideata dalla grafica toscana, Silvia Baldi, rappresenta un “fiocco tricolore”, che congiunge l’intero Stivale, così come la quotidiana opera dei consorzi di bonifica.

Visite alle “cattedrali dell’acqua”. Nata per iniziativa degli stessi enti consorziali, coordinati dalle Unioni Regionali Bonifiche e sotto l’egida dell’ANBI, la “Settimana”, giunta alla 10° edizione, presenterà un articolato programma di iniziative, volte a sensibilizzare la più ampia opinione pubblica sulle attività di salvaguardia idrogeologica e gestione della risorsa idrica; come sempre, momento clou saranno i due fine settimana, nel corso dei quali saranno aperti al pubblico decine di impianti idraulici, le ormai unanimemente definite “cattedrali dell’acqua”.

(fonte Asterisco Informazioni)

I consorzi di bonifica italiani, esempio anche per i cinesi

I consorzi di bonifica, come espressione del “made in Italy”, ammirato nel mondo: se, infatti, i viaggi di studio di delegazioni europee, nel nostro Paese, sono ormai ricorrenti, la visita di una missione cinese, giunta apposta per conoscere il sistema irriguo italiano, è una vera novità.  L’occasione è stata data dall’incontro, che una ventina di ingegneri idraulici ed esperti del Dipartimento delle Risorse Idriche della Provincia dello Zhejiang hanno voluto con i vertici dell’ANBI, guidati dal presidente, Massimo Gargano e dal direttore generale, Anna Maria Martuccelli; oggetto primo del colloquio: l’ottimizzazione d’uso delle risorse idriche in agricoltura con particolare attenzione all’applicazione della microirrigazione.

Il confronto, però, è stato foriero di confortanti verifiche: la gestione idrogeologica è simile in entrambi i Paesi, affidata alle risorse pubbliche per i grandi interventi mentre, in ambito locale, conta sull’integrazione fra pubblico e privato, rappresentato da realtà di autogoverno, che si chiamano consorzi di bonifica in Italia ed organizzazioni collettive d’economia rurale in Cina.

Assai diverse sono, però, le realtà dimensionali ad iniziare dalla considerazione che lo Zehijang è “solo” una provincia, ampia però 101.800 chilometri quadrati e con quasi 47 milioni di abitanti; il P.I.L. pro capite è pari a 42.214 yen, capace di farne una delle realtà più prospere e dinamiche della Cina. In questo ambito operano circa 10.000 (!) organizzazioni collettive di economia rurale, la cui superficie media è di 100 ettari; in tutta Italia i consorzi di bonifica sono 134, ma la loro superficie media è 133.000 ettari. Detto questo, sono molte le analogie emerse, compreso il meccanismo elettivo degli organismi consorziali.

Punto di riferimento per realtà lontane. “Gli ospiti cinesi si sono dimostrati particolarmente interessati – commenta Gargano – agli aspetti normativi e manutentori, ma anche al confine tra competenze statali e consorziali. Ciò che ci inorgoglisce è lo scoprirsi punto di riferimento per realtà lontane; è un tributo importante ad una presenza costante sul territorio e che dimostra quotidianamente una capacità progettuale ed operativa, ormai riconosciuta anche all’estero”.

(fonte Asterisco Informazioni)

Riduzione rischio idrogeologico nelle zone vicentine, veronesi e padovane a rischio alluvione: incontro stampa Anbi a Vicenza mercoledì 1 dicembre 2010

Il Piano di interventi per la Riduzione del Rischio Idrogeologico nelle zone vicentine, veronesi e padovane a rischio alluvione sarà presentato mercoledì 1 dicembre p.v. alle ore 11.30 nel corso di una conferenza stampa in programma all’Hotel Viest di Vicenza (in via U. Scarpelli, 124).

Saranno presenti il Presidente, Massimo Gargano ed il Direttore Generale dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi), Anna Maria Martuccelli. Si completa così il concreto impegno dei Consorzi di bonifica per dotare il Veneto di documenti analitici e proposte operative in un campo, quello della gestione idraulica, che non conosce confini amministrativi, ma presenta evidenti interrelazioni fra bacini ricompresi in province diverse ed il cui mancato rispetto può comportare drammatiche conseguenze per le popolazioni residenti. Come le recenti alluvioni hanno dimostrato. I giornalisti sono invitati a partecipare.

(fonte Anbi)

Emergenza idrogeologica al Nord Italia: Consorzi di bonifica in prima linea

Vicenza: via XX settembre all'altezza della pasticceria Bolzani (foto 2punti.it)

Di fronte all’emergenza idrogeologica che sta colpendo il Nord Italia, Massimo Gargano, presidente Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) afferma: ” I Consorzi di bonifica sono in prima linea e continueranno a fare la loro parte, spetta però a Governo e Regioni operare scelte concrete per la prevenzione della sicurezza del territorio”.

L’Italia non può permettersi la perenne emergenza. “Stavolta il maltempo colpisce il Nord Italia e, per l’ennesima volta, siamo a piangere morti e contare i danni, scrutando il cielo – continua Gargano-. Da molte ore i lavoratori dei consorzi di bonifica sono impegnati, assieme alle altre realtà operanti sul territorio, a contenere le conseguenze di una situazione di grave crisi idrogeologica; abbiamo grande stima per l’opera della Protezione Civile, ma l’Italia non può permettersi di operare perennemente in emergenza. E’ necessario investire nella prevenzione.”

Ancora nello scorso febbraio, abbiamo presentato un Piano Pluriennale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, che prevede 1365 interventi, perlopiù immediatamente cantierabili in tutte le regioni italiane, per un investimento complessivo di 4.183 milioni di euro da reperire anche attraverso una proiezione quindicennale dell’impegno di spesa, che potrebbe realizzarsi mediante mutui.  “Siamo tuttora in attesa – conclude Gargano – di un cenno di disponibilità da parte del Ministero dell’Ambiente. Noi continueremo a fare la nostra parte, ma ci appelliamo a Governo e Regioni, affinchè si dia vita ad un programma di azioni concrete in grado di ridurre il sempre più grave rischio idrogeologico dando, alle comunità ed al territorio, quella sicurezza, elemento indispensabile allo sviluppo della vita sociale ed economica.”

(fonte Anbi)