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15, 20 e 22 settembre, a Treviso si tiene “Vite da animali”, ciclo di incontri dedicato alla cultura del giardino nel mondo contemporaneo

Onobrychis viciifolia visitata da Apis mellifera

“Vite da animali” è il tema della nuova edizione di Naturale inclinazione, il ciclo di incontri dedicato alla cultura del giardino nel mondo contemporaneo, organizzato venerdì 15, mercoledì 20 e venerdì 22 settembre dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Simonetta Zanon (coordinatrice area progetti paesaggio), e ispirato alla figura del paesaggista Ippolito Pizzetti (1926-2007). Racconta Simonetta Zanon: «Naturale inclinazione 2023 si propone nuovamente come occasione di riflessione sulla crisi ambientale globale del nostro pianeta e sull’urgenza di costruire nuovi modelli di convivenza e interazione tra tutte le forme di vita del pianeta. Dal mondo del giardino, spazio utopico e reale delle alleanze e della resistenza etica ed estetica, biologica e sociale, habitat per sua natura accogliente di tutti gli esseri viventi e luogo incantato della mescolanza di specie, arriva un messaggio potente che invita a ritrovare e ricucire le relazioni spezzate dall’atteggiamento individualista della nostra specie, artefice e vittima nello stesso tempo di quella che è stata definita una vera e propria “trappola antropocentrica”.

...Una narrazione diffusa dell’Antropocene molto spesso deprimente. Dobbiamo abitare la Terra in un altro modo, guardando a tutti i viventi, compresi noi stessi, con una prospettiva diversa che illumini le interdipendenze spostando l’attenzione dai soggetti alle relazioni, con punti di vista aggiornati per contaminare il nostro sguardo con quello degli altri esseri viventi e riavvicinarci al sentire delle altre specie. Di questo si parlerà nei tre appuntamenti (+ uno) in programma, affidati come sempre a racconti e linguaggi diversi, che possono aiutare a ripensarci attraverso il giardino e a rinfocolare la nostra immaginazione, che appare offuscata da una narrazione diffusa dell’Antropocene molto spesso deprimente. Per ragionare invece, appassionatamente, ciascuno per la propria parte, sulla necessaria svolta, radicale e rivoluzionaria, di pensiero e azione, che davvero non è più rinviabile, per la Terra e (tutti) i suoi abitanti».

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. L’incontro in programma venerdì 15 settembre, Gli animali di Calvino, si svolgerà nel giardino della Fondazione (via Cornarotta 7-9, Treviso) oppure, in caso di maltempo, nell’auditorium di Palazzo Bomben (via Cornarotta 7, Treviso), dove si svolgeranno anche gli altri appuntamenti. Per gli architetti che presenzieranno agli incontri, è previsto il rilascio di crediti formativi da parte dell’Ordine professionale. Ulteriori info: https://www.fbsr.it

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche, immagine in alto Prati di città per api e altri insetti, Berlino, fotografia di Elena Antoniolli

Dal 20 gennaio al via la XXXII edizione del corso del Gruppo Giardino Storico Università di Padova dedicato alle “Foreste della città. I nuovi paesaggi dell’Antropocene”, ancora possibile iscriversi. Ad aprile 2022, in programma intervento del consigliere Argav Alessandro Bedin.

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(di Marina Meneguzzi, consigliera Argav) Una ventata d’aria fresca nel plumbeo tempo della pandemia! Questa la sensazione provata da chi segue le interessanti verdi dissertazioni tenute – anche per quest’anno on line – da docenti ed esperti del settore in occasione del corso di aggiornamento interdisciplinare sul giardino e il paesaggio organizzato dal Gruppo Giardino Storico di Padova, diretto da Francesca Dalla Vecchia e Francesca Chiesura Lorenzoni. Gli incontri inizieranno il 20 gennaio prossimo per terminare a giugno sulla piattoforma Zoom dell’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Biologia-Orto Botanico, che ospita dal 1991 il corso allo scopo di contribuire alla formazione di una coscienza paesaggistica e alla salvaguardia del nostro patrimonio storico-ambientale. Dedicato dal 2003 alla memoria di Giuliana Baldan-Zenoni Politeo, sua ideatrice e animatrice, il gruppo è stato fondato da Patrizio Giulini ed è magistalmente coordinato da Antonella Pietrogrande.

Tema di questa trentaduesima edizone “Nelle foreste della città. I nuovi paesaggi dell’Antropocene”. Si parla sempre più di attività di riforestazione, dentro e fuori le aree metropolitane. Dopo una lunga colonizzazione antropica, indifferente ai siti e alle impronte ecologiche, le città stanno ora imboccando la strada della naturalizzazione, rivalutando il ruolo degli alberi nel ciclo ambientale urbano e convertendo le loro superfici mineralizzate, coperte di cemento, in aree vegetali. Si realizzano giardini ecologici e si evolve l’idea di parco che non è più inteso solo come giardino, luogo del verde e della natura, ma anche come occasione per riparare i danni dell’inquinamento, per recuperare aree marginali e luoghi interstiziali. Mentre si sta sviluppando un nuovo immaginario, peculiare della nostra epoca, di fascinazione per la biofilia e per la vita nel verde, nasce il concetto di città selvatica, si discute di foreste urbane e di micro-foreste. Tutto ciò si ripercuote nel paesaggio urbano, perché città e foresta sono due mondi antitetici da integrare. Ma come? Quali sono le visioni culturali adottate nelle trasformazioni e riqualificazioni? Il XXXII Corso esaminerà alcuni aspetti di queste trasformazioni in atto, invitando a una riflessione che potrà essere utilmente approfondita andando a ritroso nella storia, a partire da quella dell’arte dei giardini, al centro di un dibattito sul bosco e sulla foresta.

Lezioni ogni giovedì, dalle 17 alle 18.30/19.00. Per frequentare il corso si chiede di un contributo di partecipazione (quest’anno fissato a 30 € per tutti) da versare prima dell’inizio del corso, tramite bonifico bancario sulle coordinate del Gruppo Giardino Storico Padova IBAN IT39 X053 3612 1470 0004 0119 540, Banca Friuladria, Santa Croce, Padova oppure presso la libreria Il Libraccio (via Portello 42, Padova, tel/fax 0498075035, email libracciopadova@gmail.com). Viene chiesto anche di compilare una scheda dati (anagrafici, indirizzo email personale, ecc.), dotata anche di una liberatoria in cui l’iscritto/a autorizza ad inserire il suo nome e i suoi dati nella mailing list del GGS, secondo la vigente legge sulla privacy. Ulteriori info: giardinostoricounivpadova.it

Tra gli appuntamenti in programma, anche una tavola rotonda a cui parteciperà il giornalista consigliere Argav Alessandro Bedin, responsabile della gestione del Verde Pubblico al comune di Montecchio Maggiore (VI) e delegato del Veneto Associazione Pubblici Giardini. L’incontro si svolgerà il 7 aprile alle ore 17, sarà dedicato al tema “Scelta, impianto, cura e gestione delle piante nell’attuale crisi del clima e della biodiversità” e vedrà la partecipazione anche di Klaus-Jürgen Evert, già Direttore Parchi e Giardini di Stoccarda; Patrizio Giulini, Università di Padova, Gruppo Giardino Storico Università di Padova. La coordinazione dell’incontro sarà affidata a Francesca Dalla Vecchia , Università di Padova Dipartimento di Biologia, Gruppo Giardino Storico Università di Padova.

Dall’11 al 25 settembre 2019, Fondazione Benetton propone a Treviso quattro incontri a ingresso libero dedicati al pensare e al fare giardino nel mondo contemporaneo

Parc de la Zac des Docks, Francia“Il giardino dell’Eden non c’è più” è il tema della nuova edizione di Naturale inclinazione, il ciclo di incontri dedicati al pensare e al fare giardino nel mondo contemporaneo, organizzato in quattro incontri pubblici a ingresso libero a settembre a Treviso, negli spazi Bomben, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e curato da Simonetta Zanon, responsabile progetti paesaggio.

I giardini rispecchiano la società che li produce. Il titolo, spiega Simonetta Zanon «si rifà all’espressione usata da Sir David Attenborough ricevendo a Davos il 21 gennaio scorso il Premio di Cristallo, prestigioso riconoscimento che viene attribuito agli artisti che si impegnano a migliorare il mondo. Con queste poche parole il leggendario naturalista e divulgatore scientifico ha fissato un’immagine, perfetta e terribile, della fine del lungo periodo di stabilità climatica che ha permesso agli uomini di insediarsi, coltivare e creare civiltà, l’Olocene, e dell’avvento dell’era dell’Antropocene. Nella condizione attuale, segnata in modo indelebile dall’azione umana, scena di un’accelerazione ambientale che tocchiamo con mano ogni giorno, si è fatta largo, infatti, un’idea che non guarda al giardino come ambito protetto e luogo perfetto di natura addomesticata ma come spazio, metaforico e reale insieme, di coltivazione e cura, di relazioni ecologiche e sociali, di esperienza diretta e interazione con la natura, di benessere e creatività, di attivismo civico e resistenza estetica. I giardini rispecchiano la società che li produce, le sue tensioni e contraddizioni, e in questo momento ci indicano un indirizzo di comportamento verso una prospettiva più autentica sulla natura, oltre il consumo forsennato delle risorse ma anche oltre il mito della natura incontaminata e intoccabile». Naturale inclinazione propone una riflessione sulle inevitabili implicazioni dell’accelerazione ambientale che stiamo vivendo sul paesaggio e sui progetti di paesaggio, con attenzione particolare all’assunzione di responsabilità cui tutti noi – in quanto cittadini, progettisti, studiosi, amministratori e, soprattutto, politici – siamo chiamati a far fronte.

Appuntamenti/1. Mercoledì 11 settembre ore 17.30Cambia il clima, cambia il progetto di paesaggio?” L’attuale condizione propone una sfida non solo per le scienze ma anche per le arti, le scienze umane, il modo abituale di vedere le cose e la cultura contemporanea. Gianni Celestini, professore associato in Architettura del paesaggio presso La Sapienza Università di Roma, illustrerà il progetto di paesaggio quale campo di relazione tra l’ecologia e la visione umana per la costituzione di un nuovo rapporto, una nuova fratellanza tra conoscenza artistica e conoscenza scientifica, in uno scenario nel quale nuovi sguardi sul paesaggio stanno accumulando e stratificando concetti estetici in grado di alterare i tradizionali modi di conoscere, di osservare e anche modificare la stessa nozione di luoghi. Saranno presentate esperienze avanzate, opere e progetti di architettura del paesaggio che affrontano questi temi non limitandosi alla riduzione dei rischi, ma mostrando come cambiamento climatico e rinnovamento urbano siano due temi complementari e integrati e come si possa trasformare il problema delle alluvioni in un’opportunità di rigenerazione degli spazi pubblici per una migliore vita di relazione e qualità urbana. Introduce Simonetta Zanon, Fondazione Benetton.

Appuntamenti/2. Venerdì 13 settembre ore 17.30Nell’Antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo“. «L’umanità sta cambiando il mondo come effetto collaterale non voluto delle sue attività, e tutto questo avrà conseguenze non previste, molte delle quali dannose per gli esseri umani e altre specie: eventi climatici estremi, epidemie più diffuse e veloci, carenza di cibo e acqua e una vasta gamma di ulteriori conseguenze (per esempio instabilità politica e migrazioni di massa). Il pianeta reagisce, l’impatto umano si mescola alle forze della natura e, anzi, libera forze della natura (come il cambiamento del clima) che possono mutare un ambiente prima congeniale alla vita, che garantiva condizioni ospitali per la specie umana. Nell’Antropocene gli esseri umani hanno guadagnato potenza, ma perso controllo». Così scrivono gli autori del volume Nell’Antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo (Derive Approdi, Roma 2018) e, nel solco del lavoro di Michael Pollan e Gilles Clément, individuano nell’esperienza dei giardini urbani, intesi come spazi di partecipazione e attivismo, un possibile antidoto al deficit di democrazia che caratterizza la politica dell’Antropocene. Marcello Di Paola, co-autore del volume (con Gianfranco Pellegrino) e docente presso la LUISS-Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma, ne discuterà con Giuseppe Barbera, professore ordinario di Colture arboree all’Università di Palermo. Introduce Luigi Latini, Università Iuav di Venezia.

Appuntamenti/3. Mercoledì 18 settembre ore 21, proiezione Quintet di Robert Altman (USA, 1979, durata 95’) In un futuro imprecisato il ghiaccio ha invaso il nostro pianeta e i pochi esseri umani sopravvissuti, sterili e privi di qualunque aspettativa, trascorrono il tempo dedicandosi a un gioco misterioso e mortale, il Quintet, che incarna una nuova lotta per la sopravvivenza dove la posta in gioco è la propria salvezza, in attesa comunque della già annunciata estinzione. La trama rimanda evidentemente a molti film del filone fantascientifico apocalittico, ma Altman si diverte a mescolare le carte evitando accuratamente di rileggere o parodiare il genere per raccontare invece una storia, che di fatto è la vita tout court, con l’inevitabile capolinea. Film di Altman fra i meno conosciuti, Quintet ha fatto discutere e diviso la critica, ma, grazie all’innato talento del regista e al cast internazionale con interpreti del calibro di Paul Newman e Vittorio Gassman, continua indiscutibilmente a rappresentare una straordinaria allegoria, particolarmente di attualità nel nostro tempo. La proiezione sarà introdotta e commentata da Livio Meo, giornalista e presidente dell’Associazione Cineforum Labirinto di Treviso.

Appuntamenti/4. Mercoledì 25 settembre ore 17.30Changes. Progettare per l’adattamento climatico“. «Architettura del paesaggio», 38, 2019 L’ultimo numero di «Architettura del paesaggio», la rivista ufficiale dell’AIAPP-Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, propone alcuni contributi teorici e una selezione critica di piani, progetti e buone pratiche già in atto per comporre un insieme di riferimenti operativi e tecnici utili per affrontare la questione ambientale più urgente della nostra epoca e per arricchire il tradizionale lessico progettuale del paesaggista. L’obiettivo è di illustrare come in ogni processo di trasformazione e gestione di luoghi e territori, a tutte le scale e rispetto a ogni possibile categoria di intervento (dal restauro del parco storico al progetto del piccolo giardino, dal piano di paesaggio al programma di miglioramento ambientale, e così via), potrebbero sempre trovare applicazione misure di mitigazione e di adattamento ai processi di cambiamento climatico, se solo si favorisse la diffusione di una cultura del progetto paesaggistico consapevole, basata su principi di uso e gestione eco-responsabile delle risorse. Ne discuteranno Anna Lambertini, professore associato in Architettura del paesaggio all’Università di Firenze, direttrice della rivista «Architettura del paesaggio»; Luigino Pirola, SAP Studio Architettura Paesaggio Bergamo, presidente di AIAPP; Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton. Per la partecipazione degli iscritti all’Albo degli Architetti sono previsti crediti formativi. Auditorium spazi Bomben, Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Conarotta 7, Treviso. Per informazioni: T 0422 5121, www.fbsr.it

Il progetto. Fin dalla sua prima edizione, svolta nel 2011, l’iniziativa Naturale inclinazione si rifà alla figura di Ippolito Pizzetti (1926-2007), maestro indimenticabile e costante punto di riferimento del lavoro della Fondazione, e al suo instancabile impegno nella divulgazione della cultura e dell’arte del fare giardini, atto poetico ricco di significati anche sul piano ecologico, sociale e etico. Il titolo della rassegna rinvia all’eredità culturale del grande paesaggista e inventore di giardini, riprendendo quello della raccolta dei suoi scritti per la rivista «Golem l’Indispensabile» (Gruppo Editoriale Motta 2006, nuova edizione Encyclomedia 2011).

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton