(di Orazio Cappellari, socio ARGAV) Il Consorzio di tutela dell’Insalata di Lusia si presenta: ” 2 province, 10 comuni, 26 aziende agricole e commerciali, 70 anni di storia, 337 kmq di area, 10.000 tonnellate di prodotto certificato”. Sono queste le carte vincenti, opportunamente presentate, con le quali Lusia ha ottenuto l’anno scorso il prestigioso riconoscimento da parte dell’Ue dell’IGP– Indicazione Geografica Protetta- delle sue insalate.
Riconosciuto il contenuto di una produzione: legame storico, culturale, agronomico, economico e, quindi, sociale con il territorio inteso nella più ampia e completa definizione che possa contenere l’accezione con l’uomo che ne determina la quotidianità. Nel logo del Consorzio, oltre a quello ufficiale dell’Ue, appare la Torre con sopra la scritta IGP e sotto Insalata di Lusia a significare il legame storico con il territorio. A Lusia si coltiva insalata, e non solo, da qualche secolo grazie al suo terreno dove prevale la frazione silicea depositata dalle acque dell’Adige. La disponibilità di acqua tutto il tempo dell’anno ne conferisce la benedizione.
Gentile e Cappuccina. “L’insalata non l’abbiamo inventata noi, la si produce un pò da per tutto, ma quella di Lusia è solo di Lusia”, afferma con un po’ di enfasi giustificata il Gran Maestro della Composita Renato Maggiolo che ha presentato nei giorni scorsi a un pubblico di agronomi, giornalisti dell’ARGAV- Associazione Regionale giornalisti Agroalimentari e Ambientali del Veneto e trentino-Alto Adige- sementieri, produttori e commercianti, i campi-prova delle due varietà riconosciute con IGP, la Cappuccina e la Gentilina. I campi, organizzati nell’azienda flli Giovanni e Danilo Dal Bello comprovano le ricerche effettuate sulle colture presso il Centro Sperimentale Po di Tramontana a Rosolina e condotte dal p.a. Massimo Pezzuolo per il Consorzio e da Franco Tosini per il Centro.
Un’insalata croccante e gustosa. Cespi d’insalata che in 60 giorni dalla semina con il seme che pesa pochi milligrammi sono maturati con circa 300 grammi di foglia di un bel colore verde, croccante, gustosa nelle diverse gradazioni tipiche delle due varietà. L’assaggio, che è seguito alla visita in campo, ne ha decretato le peculiarità che ora devono essere proposte al consumatore con una appropriata azione di promozione a tutti i livelli. Questi ha il diritto di pretenderle dalla distribuzione perché le eccellenze del territorio sono patrimonio di tutti.
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