Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
Il consigliere Argav Gian Omar Bison segnala un appuntamento di interesse per gli eno-appassionati, proposto da metà settembre nel Padovano dall’associazione Arte e Vino.
Degustare il vino, capire il vino, raccontare il vino. Un processo apparentemente consolidato di analisi sensoriale e comunicazione da sembrare meccanico. Da anni. Lo storytelling del vino si fa così e punto. Qual è allora la nuova frontiera della comunicazione del vino, soprattutto la comunicazione social? Cosa significa omologazione del gusto, analisi geosensoriale?
Il Corso Superiore di Degustazione Accademica si svolgerà in quattro lunedì consecutivi dal 16 settembre nel Ristorante la Bulesca a Rubano (Pd) non nasce con la presunzione di voler essere il “metodo”, ma con il desiderio di poter essere il “modo” per avvicinarsi alla comunicazione del vino nelle sue forme più moderne e per comprenderne l’evoluzione.
Attraverso il racconto di grandi professionisti e comunicatori, il corso si presenterà con un approccio multidisciplinare alla degustazione. Quattro lezioni per completare un percorso di consapevolezza e maggiore senso critico con lo scrittore e giornalista Francesco Falcone, AlessandroRossi wine manager e comunicatore nel mondo del vino, il giornalista PierluigiGorgoni e il DoctorWine Daniele Cernilli. Ulteriori informazioni, programma serate e vini in degustazione e adesioni: Associazione Arte e Vino
15 dicembre, il gruppo dei soci Argav in visita a Villa Sandi
(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Una chiusura col botto! La quarta ed ultima uscita 2017 “in cantina” dell’Argav (dopo Venissa, Vignalta e Aldegheri) che si è svolta venerdì 15 dicembre scorso nelle sale dell’azienda vitivinicola Villa Sandi a Crocetta del Montello (Tv), è stata molto significativa sotto il profilo didattico e formativo. Promossa in collaborazione con “Arte e Vino”, presente col presidente Carmen Terranegra e guidata nella parte seminariale dedicata all’abbinamento vino-cibo da Ottavio Venditto, migliore sommelier AIS d’Italia 2014, la giornata è iniziata con la presentazione dell’azienda e i saluti del presidente Giancarlo Moretti Polegato che si è intrattenuto a parlare del futuro vitivinicolo del Paese e in particolare del fenomeno Prosecco.
foto Gian Omar Bison
A Vinitaly 2018 avremo un unico padiglione per la Doc e le Docg Prosecco? Su tutto, ha evidenziato Polegato, è necessario che i Consorzi della Doc e delle due Docg (Conegliano Valdobbiadene e Asolo) sviluppino un lavoro sinergico ed efficace per quanto possibile, per guardare alla competizione internazionale in maniera coordinata ed omogenea, da portatori di interessi comuni. Ed ha sottolineato che sarebbe auspicabile che una delle evidenze di questo nuovo e funzionale gioco di squadra si possa vedere già nella prossima edizione del Vinitaly con il “prosecco” promosso e proposto in un unico padiglione.
Ruolo dei media, fondamentale il rispetto della deontologia professionale e della formazione. La riflessione si è poi spinta sul ruolo dell’informazione e della comunicazione delle eccellenze agroalimentari del “Made in Italy”, vino in primis, e su quanto la serietà e la professionalità dei giornalisti possa incidere sulla competizione stessa, informando e influenzando i lettori e i consumatori in maniera piò o meno appropriata, completa oltre che autorevole nella selezione delle fonti e nella raccolta e divulgazione delle notizie. Ma anche sull’opportunità della formazione specifica, tematica, come colonna portante, anche per i giornalisti, di una vera deontologia professionale. Una riflessione, amara da questo punto di vista, è stata fatta sulla notizia discutibile data recentemente dalla stampa inglese sulla presunta correlazione tra il consumo di prosecco e la salute dei denti.
Abbinamenti, a prevalere su tutto è sempre la ricerca della piacevolezza. A seguire la visita alla Villa (edificio di stile palladiano risalente al 1622) e alla cantina, con i suoi quasi due chilometri di ex camminamenti militari risalenti alla prima guerra mondiale che univano il comando “Villa Sandi” al fronte sul Piave, recuperati e restaurati. E con essi i chilometri di scaffali e barricaiee le milioni di bottiglie. La lezione con Ottavio Venditto si è soffermata sugli abbinamenti, più o meno appropriati, da fare col cibo. Non solo vino (si è parlato anche di birra oltre che di acqua e distillati) ma con un’unica, grande certezza: davanti a tutto ci sta sempre la curiosità e la ricerca della piacevolezza e quindi la soggettività di chi cerca soddisfazione organolettica. E proprio per questo si può dire che esistono parametri di valutazione sensoriale codificati, esistono schede di valutazione, ma non esiste l’abbinamento sbagliato in assoluto. Bisogna conoscere e sperimentare. Certamente analizzare un cibo per capirne la portata in termini di intensità olfattiva, persistenza aromatica e complessità, oltre che di struttura più o meno robusta da pareggiare, canalizza già di per sé la ricerca, a meno che non si parli di abbinamento per valorizzazione di un cibo o di un vino. E finisce per lasciare sul campo un parterre di vini con caratteristiche sovrapponibili al cibo scomposto ed esaminato.
In degustazione, piacevole oltre che magistralmente guidata da Ottavio, Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato Docg, Opere Riserva (spumante metodo classico 60% Pinot nero e 40% Chardonnay), Marinali Bianco 2015 (Manzoni bianco 6.0.13) e Còrpore (100% Merlot).
Il video dell’incontro è opera del consigliere Argav Renzo Michieletto