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Banca della Terra, messi a bando i primi 6 ettari nel Veronese, canone d’affitto pressoché simbolico

Prime assegnazioni in Veneto di terre incolte grazie alla legge regionale che ha istituito la Banca della terra: la Giunta regionale ha approvato, infatti, due bandi per l’assegnazione di sei ettari di pascolo incolto, nel Veronese.
Si tratta di lotti situati nei comuni di Dolcè e Selva di Progno, terreni in proprietà del demanio regionale, concessi in gestione all’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario “Veneto Agricoltura”.

I lotti. Quello nel comune di Dolcè è un prato-pascolo di 2,6 ettari, costituito da tre corpi fondiari collegati fra loro da carrareccia e situati all’interno di un comprensorio boschivo ceduo, soggetto a pianificazione forestale la cui gestione rimane esclusa dal  bando. Il secondo lotto, in comune di Selva di Progno, ha una superficie di 3,5 ettari utilizzabile a prato e/o pascolo ed è costituito da tre corpi fondiari comprensivi di un piccolo fabbricato utilizzabile come deposito attrezzi. Gli interessati hanno 60 giorni di tempo, dalla pubblicazione nel BUR, per presentare ad Avepa, l’agenzia per i pagamenti in agricoltura, domanda di assegnazione. Il canone di affitto è pressochè simbolico, poco più di 230 euro l’anno. Ulteriori informazioni saranno disponibili nel portale della Regione del Veneto e nel portale dell’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura.

Norme su recupero terreni incolti da potenziare. “La Banca della terra –  ricorda l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – è stata costituita con legge regionale 26 del 2014 con la finalità di mitigare i fenomeni di abbandono e mancata coltivazione di terreni, in particolare nelle aree marginali del territorio veneto. La legge affida ai Comuni il compito di individuare e censire i terreni da inserire nella Banca della terra, per poi affidarle a giovani imprenditori agricoli o ad imprese già avviate che abbiano bisogno di consolidare il reddito. Ma, in questa prima fase di applicazione della legge,  abbiamo riscontrato che le amministrazioni comunali  sono in difficoltà nel censire la proprietà delle superfici agricole e individuare i lotti da inserire  nella Banca della terra veneta. Credo sia opportuno valutare la percorribilità di ulteriori modelli di governo dei terreni abbandonati per il loro recupero ed utilizzazione razionale, quali ad esempio le forme di gestione associativa: proprietari di terreni pubblici o privati potrebbero costituire un’associazione fondiaria al fine di raggruppare terreni agricoli e boschi e di assumere la gestione di terreni incolti o abbandonati, secondo uno schema volontario e consociato che ne consenta un uso economicamente sostenibile e produttivo”.

Fonte: Servizio stampa Regione del Veneto

Banca delle Terra, migliaia di ettari ai giovani agricoltori, passi avanti

agricoltura“Sono passati due anni e mezzo dalla nostra manifestazione a Venezia per chiedere di destinare ai giovani agricoltori le migliaia di ettari di terreno agricolo incolto o confiscato in Veneto. Grazie alla nostra mobilitazione siamo arrivati alla legge sulla “Banca della terra” in tempi rapidi ma per le norme attuative abbiamo dovuto attendere un bel po’. Adesso finalmente qualcosa si muove e ci auguriamo che sia il segnale di un concreto cambio di passo”. Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova, commenta così la recente approvazione dal parte della giunta regionale del Veneto delle disposizioni per l’assegnazione dei terreni previsti in Veneto dalla “Banca della terra”.

La legge c’era già dal 2014 ma mancavano le delibere attuative. Ora un passo avanti significativo con con il provvedimento che stabilisce i criteri per l’assegnazione dei terreni. «Ovviamente vengono privilegiati i giovani imprenditori agricoli – aggiunge Miotto – come prevede lo spirito della legge e come è giusto per costruire un futuro per la nostra agricoltura. Le giovani imprese infatti non possono competere con le grandi disponibilità economiche di aziende ben strutturate, ma in cambio offrono l’intraprendenza e prospettive occupazionali di lungo termine. Inoltre questo provvedimento consente di evitare le speculazioni sui terreni e calmierare i prezzi degli affitti o delle compravendite. Nella nostra provincia stimiamo che siano almeno 3 mila gli ettari potenzialmente liberi, concentrati per lo più nella Bassa Padovana. Siamo pronti a ridare fertilità a questi campi, adesso aspettiamo i fatti”.

Secondo i dati del censimento 2010, in Veneto circa il 2% degli 811 mila ettari di superficie coltivabile non è messo a frutto: sono proprietà di enti pubblici (135), di regole o vicinanze, o di privati che non hanno una specifica vocazione agricola. Coldiretti ha calcolato che in Veneto sono almeno 15mila gli ettari da mettere a disposizione degli agricoltori, con la possibilità di dare lavoro a circa 3mila persone. La legge prevede di assegnare ad Avepa, tramite censimento effettuato dai Comuni, la gestione dell’inventario dei terreni a destinazione agricola che sono lasciati incolti o abbandonati da parte di proprietari pubblici o privati. Nella lista vanno inseriti anche i terreni confiscati alla criminalità organizzata. Una volta fatto il censimento, i Comuni “avvisano” i proprietari che il loro terreno sta per essere messo in palio perché sia affidato a un’ impresa agricola: se non ci sono opposizioni legalmente sostenibili, e una volta data risposta formale a eventuali osservazioni presentate, si procede.

L’assegnazione dei terreni avviene attraverso bandi ad evidenza pubblica disposti dalla Giunta regionale. Quindi Avepa seguirà la gestione delle domande e delle assegnazioni. Per ciascun lotto di terreno deve essere stabilito un canone annuo, che va pagato in un’ unica soluzione (riferito al valore agricolo medio) e viene stabilito dalla Commissione provinciale espropri. Per partecipare al bando si dovrà presentare un “piano colturale“. Il punteggio per l’assegnazione prevede di favorire i giovani agricoltori, i progetti di ampliamento aziendale, le cooperative agricole sociali e le aziende che hanno sede nello stesso Comune dove c’è il terreno messo in palio. L’assegnazione dura per 15 anni e l’attività di coltivazione va iniziata entro 12 mesi dall’assegnazione.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Patto con i giovani agricoltori, CIA Veneto chiede alla Regione di passare dalle parole ai fatti

Un pubblico registro, costituito dall’elenco completo dei terreni agricoli regionali da assegnare con diritto di prelazione nella vendita, o in affitto, ai giovani agricoltori. A chiederlo sono i giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori del Veneto, rivolgendo alla Regione la richiesta di predisporre al più presto l’elenco dei terreni pubblici regionali, sia per l’acquisto che per l’affitto.

Caro Manzato ti scrivo…La richiesta è stata inviata nei giorni scorsi con una lettera indirizzata all’assessore all’agricoltura Franco Manzato, nella quale i giovani imprenditori agricoli della Cia del Veneto chiedono l’applicazione, a livello regionale, dell’articolo 66 della legge 27/2012, la legge sulle liberalizzazioni convertita dal precedente decreto 1/2012 e approvata lo scorso 24 marzo, che prevede la “privatizzazioni dei terreni agricoli pubblici”. Lo stesso articolo concedeva al governo di predisporre entro 90 giorni i decreti attuativi. L’obiettivo dei giovani Agia del Veneto è quello di avere quanto prima “a portata di mano” la lista dei terreni agricoli pubblici fruibili. Una vera “Banca della terra” alla quale i giovani agricoltori possono rivolgersi per affittare o comprare un terreno.

La strada in sede ministeriale è già stata aperta: entro settembre verrà predisposto l’elenco, ma si tratta di terreni agricoli di proprietà dello Stato, che rappresentano per estensione e numero una minoranza rispetto a quelli posseduti dagli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni, Asl e altri). E nella stessa direzione la Regione Veneto ha già mosso un passo importante, con la firma del “Patto con i giovani”, siglato lo scorso 7 luglio tra i rappresentanti dei giovani agricoltori di Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, l’assessore all’agricoltura Franco Manzato e il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato durante l’ ”Agrishow” a Ca’ Tron (Tv). Nel documento l’impegno di agevolare i nuovi imprenditori nella fase di assegnazione dei pubblici terreni è stato messo nero su bianco. L’assessore Manzato ha inoltre confermato il trend positivo delle assunzioni in agricoltura, con un andamento positivo del mercato occupazionale anche nel secondo trimestre del 2012.

Dare nuove opportunità di lavoro ai giovani. “Vista l’opportunità offerta dall’agricoltura di creare posti di lavoro e la disponibilità dei giovani a investire in questo settore è opportuno che la Regione confermi il suo impegno e intraprenda un percorso analogo a quello del ministero – spiega Daniela Giarin, presidente dei giovani agricoltori Agia del Veneto – Occorre un elenco completo dei beni a disposizione, compresa la più ampia informazione sui beni demaniali regionali e territoriali che non sono compresi nell’elenco nazionale”.

(Fonte: CIA Veneto)