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Crisi orticola in Veneto, ad un mese dal batterio killer consumi ancora azzerati

A distanza di poco più di un mese dal caso “E.Coli” che ha provocato l’ennesima emergenza alimentare per sospette tracce di contaminazione in alcuni prodotti ortofrutticoli tedeschi, gli agricoltori veneti tirano ora le somme di un mercato che ancora risente degli effetti provocati sui consumi domestici e internazionali.

Il patrimonio ortofrutticolo regionale – sottolinea Coldiretti –  è realizzato su oltre 46 mila ettari tra colture in pieno campo e in serra, supera gli 800 milioni di euro ovvero il 16% della produzione lorda vendibile veneta. Più di un miliardo di tonnellate di ortaggi e frutta vengono consumate localmente ed esportate  nel mondo. Tutte le province venete sono interessate da questa ricchezza verde che in alcuni ambiti particolarmente vocati consente la produzione di frutta e verdura a denominazione di origine.

Dopo l’iniziale tracollo registrato dal settore per cetrioli, zucchine, pomodori, melanzane e cavoli, l’attenzione è ora puntata sui campi coltivati a cicoria e lattuga a Chioggia e l’insalata di Lusia addirittura IGP. Impotenti gli orticoltori davanti a interi raccolti invenduti o “regalati” a pochi centesimi al chilo,  nonostante che al supermercato il prezzo lieviti fino a tre volte.  Il consumatore non ha ancora ritrovato la fiducia nel fare la spesa? E dunque anche la GDO è costretta a comprare a quantità ridotte? Stesso ragionamento vale anche per il “già pronto” ovvero le misticanze, ovvero la IV gamma presente come realtà imprenditoriale nel padovano.

In riferimento al “tempestivo” intervento comunitario – precisa Coldiretti – si evidenzia che la conta dei danni nazionali comunicata in UE parla di 22,5 milioni di euro. Una cifra tutto sommato ridotta se pensiamo al valore dell’intera filiera italiana, ma il provvedimento comunitario è molto limitato perché prevede un orizzonte temporale molto ristretto per la denuncia delle perdite, una gamma di prodotti altrettanto ridotta, meccanismi burocratici complicati, tanto che per il quadro regionale dobbiamo ancora attendere i dati ufficiali.

A rimetterci sempre gli agricoltori. Le imprese agricole che coltivano la qualità “senza macchia” merito della buona prassi agricola, dei controlli e delle analisi sia imposte che volontarie sono sempre impreparate di fronte a crisi di questo genere – conclude Coldiretti –  e non dispongono di super mezzi pubblicitari per rilanciare la spesa delle famiglie che come sempre, se orientata ai prodotti nostrani, è tutelata e garantita sin all’origine.

(fonte Coldiretti Veneto)

“Sappiamo realmente cosa mettiamo nel piatto?” il tema dell’incontro di formazione ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

Argomento di stretta attualità per l’ultimo incontro di formazione ARGAV prima della pausa estiva previsto lunedì 27 giugno p.v. alle ore 19:00 ca al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd). Questa volta sarà affrontato un tema quanto mai provocatorio, “Sappiamo realmente cosa mettiamo nel piatto?” -(IV gamma, tracciabilità, etichettatura, normative, ecc.).

L’incontro fa seguito ad una suggestione lanciata nel corso della mattinata di approfondimento organizzata da  ARGAV lo scorso 10 giugno all’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e Ordine dei Giornalisti sul tema “Batterio Killer”. A parlarcene sarà Carmen Losasso, esperta dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Allarmi e allarmismi alimentari, sui media si parla dell’incontro sul “batterio killer” organizzato a Legnaro (Pd) da ARGAV e ODG Veneto

A riguardo dell’incontro organizzato da ARGAV in collaborazione con ODG Veneto lo scorso 10 giugno all’Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie a Legnaro (Pd) per parlare di “batterio killer”, ecco un intervento del presidente ARGAV Fabrizio Stelluto apparso sul settimanale L’Azione il 19 giugno scorso (per visualizzarlo meglio basta cliccarci sopra) e un articolo in merito all’incontro pubblicato sul blog “Gravità Zero“.

Incontro ARGAV-ODG Veneto all’IZSVe, “batterio killer” assente in Italia, da noi controlli accurati, lavare con acqua la verdura sempre essenziale

Legnaro (PD), incontro ARGAV-ODG Veneto, IZSVe "batterio killer"

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Cari italiani, per stare in salute, perdete qualche minuto ma lavate bene sempre con acqua  – non occorrono bicarbonato oppure igienizzanti – la verdura che comperate (anche quella in sacchetto già lavata, la cosidetta IV gamma). Se poi i vegetali sono made in Italy, ancor meglio, che il Belpaese in fatto di sicurezza alimentare non è secondo a nessuno, grazie alla presenza di centri scientifici d’eccellenza quali l’Istituto Superiore della Sanità, il cui laboratorio è di riferimento per tutta Europa e l‘Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, centro di referenza e collaborazione internazionale.

Quanto all’Escherichia coli O104, il “batterio killer” colpevole dell’epidemia in Germania che ha causato fino ad oggi 37 vittime e oltre 3mila malati, fonti ufficiali tedesche hanno inviduato, sembra definitivamente, l’origine nei germogli di fagiolo “mung” (che in Italia chiamiamo comunemente «germogli di soia», pur non essendo generati dal legume in sé) e germogli di alfa-alfa (l’erba medica), scagionando cetrioli, pomodori e lattuga. In ogni caso, fatta salva la pericolosità del batterio E-coli O104, del tutto “nuovo” agli studiosi rispetto al ceppo degli Escherichia coli, microrganismi che si caratterizzano per non essere tutti patogeni, vi invitiamo ad ascoltare le interviste registrate in occasione dell’incontro di approfondimento sul “batterio killer”, patrocinato da UNAGA e organizzato dalla nostra associazione (ARGAV)  e dall’Ordine Giornalisti del Veneto in collaborazione con i Servizi Veterinari della Regione Veneto e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

A parlare, nell’ordine di sequenza, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, che spiega la motivazione dell’incontro…

la Dr.ssa Gabriella Conedera, Direttore Struttura Complessa Friuli-Venezia Giulia IZSV insieme a Stefano Marangon, Direttore Sanitario IZSVe, che  hanno evidenziato come attualmente in Italia non vi sia un allarme Escherichia coli e sottolineato il ruolo dell’IZSVe nel sistema regionale di prevenzione e controllo, oltreché l’importanza da parte del consumatore di adottare misure di prevenzione quotidiane. A ulteriore garanzia, tali misure devono essere applicate su tutti i prodotti vegetali in commercio, nessuno escluso.

Franco Manzato, assessore all’Agricoltura Regione Veneto, che ha ribadito come “Un’informazione non corretta può creare influssi negativi sui cittadini e sul mondo produttivo e che è importante che gli operatori dell’informazione riescano a comunicare senza creare allarmismi”

e Giorgio Cester dell’Unità Complessa Sanità Animale Regione Veneto, che ha sottolineato come il sistema di controlli del Veneto abbia un elevato grado di efficienza riconosciuto a livello nazionale e che anche il settore “vegetali” sia integrato con i Servizi veterinari”.

(si ringrazia per la regia video Vittorio Baroni)

“Batterio killer”, all’incontro di approfondimento organizzato da ARGAV e ODG Veneto a Legnaro (PD) partecipa l’assessore all’Agricoltura Manzato

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto

L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato sarà presente nella sede dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Legnaro, in provincia di Padova, dove è in programma venerdì 10 giugno un approfondimento tecnico sulle vicende del “batterio killer”, che ha creato panico in tutta Europa e anche in Italia provocando una caduta del mercato dei prodotti ortofrutticoli freschi.

L’appuntamento è stato organizzato da ARGAV (Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione Ambiente, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili del Veneto e del Trentino Alto Adige) e dall’Ordine Giornalisti del Veneto, con il patrocinio di UNAGA (Associazioni Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente Territorio Foreste Pesca Energie Rinnovabili) e in collaborazione con i Servizi Veterinari della Regione del Veneto (per i quali sarà presente il responsabile Giorgio Cester) e lo stesso Istituto Zooprofilattico (che sarà rappresentato dal direttore generale prof. Igino Andrighetto). L’incontro, il cui inizio è previsto per le 9,30 e che durerà un paio d’ore, è finalizzato a fornire ai professionisti dell’informazione le conoscenze necessarie ad una “informazione informata” sulla vicenda e sulle possibili conseguenze anche nel nostro Paese.

(fonte Regione Veneto)

“Batterio killer”, venerdì 10 giugno 2011 dibattito di approfondimento organizzato da ARGAV e Ordine Giornalisti del Veneto a Legnaro (PD)

Di fronte alle informazioni confuse e frammentarie, che stanno accompagnando il cosiddetto “batterio killer”, A.R.G.A.V. – Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente Territorio Foreste Pesca Energie Rinnovabili di Veneto e Trentino Alto Adige (articolazione di U.N.A.G.A., gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana) e Ordine Giornalisti del Veneto promuovono  un’occasione di approfondimento professionale in collaborazione con i Servizi Veterinari della Regione Veneto e l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

L’incontro, patrocinato da UNAGA, si svolgerà venerdì 10 giugno p.v. dalle 9.30 alle 11.30 nei locali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie a Legnaro (PD), c/o AGRIPOLIS, in viale dell’Università 16, con esperti quali GIORGIO CESTER (Servizi Veterinari Regione Veneto) e IGINO ANDRIGHETTO (Istituto Zooprofilattico delle Venezie)  che saranno a disposizione dei partecipanti per fornire le conoscenze necessarie ad un’ “informazione informata” sulla vicenda e sulle possibili conseguenze anche nel nostro Paese. L’obbiettivo dell’iniziativa è mettere nelle condizioni di offrire l’informazione più consapevole possibile. L’incontro avrà carattere meramente operativo senza alterare eccessivamente la “scaletta lavorativa” della giornata.

Le conferme di partecipazione vanno inviate alla segretaria ARGAV Mirka Cameran, cell. 339.6184508, e-mail: argav@fastwebnet.it

Il presidente ARGAV
Fabrizio Stelluto

Insalata da guinness a Treviso contro la psicosi del batterio killer, per star tranquilli basta seguire i “consigli della nonna”

Il governatore del Veneto Luca Zaia mangia l'insalata di cetrioli all'azienda agricola Barzan di Treviso (foto La Tribuna di Treviso)

Il batterio killer dell’escherichia coli non abita qui: non nel made in Italy, non nel made in Veneto e tanto meno nel made in Treviso. Si cerchino le vere cause, ma soprattutto non si faccia terrorismo contro la verdura di casa nostra, ottima, di assoluta qualità, controllatissima e certificata, salutare. Lo hanno ribadito ieri Coldiretti e Regione del Veneto, secondo produttore nazionale di ortofrutta, primo nell’orticoltura, che oggi all’azienda agricola Barzan di Treviso hanno preparato un’insalata fresca da Guinnes dei primati, a base di cetrioli e pomodori locali, del peso di oltre mezza tonnellata, per manifestare la vicinanza agli agricoltori e confermare l’assoluta estraneità delle produzioni nostrane rispetto alla epidemia assassina che ha come fulcro l’area tedesca di Amburgo.

Tutti a mangiare l’insalata. Alla manifestazione, voluta dallo stesso presidente della Regione Luca Zaia assieme a Coldiretti nazionale, sono intervenuti anche il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, gli assessori regionalialla mobilità Renato Chisso, alla sanità Luca Coletto e alle politiche sociali Remo Sernagiotto, i vertici della sanità regionale, dell’ULSS locale e dello Zooprofilattico, il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, amministratori dei Comuni limitrofi, parlamentari e senatori, oltre a tutti i produttori della zona.

Una psicosi che causa danni enormi all’economia agricola. Rispetto ai nefasti effetti dell’escherichia coli assassina, è stato ricordato che è certamente innocente l’ortofrutta italiana, ma è ormai considerata estranea anche la verdura spagnola, che all’inizio della crisi era stata messa sul banco degli accusati, causando a valanga una psicosi che ha ridotto la commercializzazione ai minimi termini in piena stagione produttiva, con pensanti ricadute economiche sulla nostra agricoltura di qualità. “In un settore nazionale che vale oltre 4 miliardi – ha sottolineato Zaia – la paura ingiustificata causa perdite per circa 3 milioni al giorno per mancata vendita, dei quali 600 mila euro solo nel Veneto. Stiamo parlando di un settore dove il Veneto esporta prodotti per 120 milioni l’anno e dove il blocco Russo adottato in seguito alle notizie provenienti dall’Europa comunitaria rischia effetti a cascata anche in altri Paesi.

Per stare tranquilli, basta seguire i consigli della nonna. La nostra è produzione sicura e di qualità, e chi avesse residui dubbi basta che applichi i vecchi e saggi consigli della nonna per stare tranquillo: lavare bene la verdura, tenere puliti arnesi da cucina e canovacci, usare acqua pulita. Di sicuro, se non ci fossero i nostri agricoltori, allora sì che la salute dei cittadini sarebbe a rischio”. “Siamo stanchi che la nostra agricoltura sia lasciata sola – gli ha fatto eco Piazza – e che i consumatori vengano bombardati da false informazioni. Le crisi che si sono succedute ci hanno sempre visto innocenti, ma intanto l abbiamo pagate noi: chiedo a tutti e soprattutto alla politica di stare vicini alla nostra agricoltura, che di fregature non ne ha mai date”.

(fonte Regione Veneto)