Preoccupazione degli agricoltori di Coldiretti Verona, nonostante il via libera della Regione Veneto, su proposta dell’Assessore all’agricoltura Franco Manzato, agli indennizzi per i coltivatori che hanno dovuto distruggere le piante di kiwi (actinidia) per prevenire il diffondersi del cancro batterico.
Una malattia che colpirà ancora migliaia di piante. “Gli importi stanziati, per complessivamente 281 mila euro da assegnare alle imprese agricole per risarcirle dei danni subiti – commenta Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – rappresentano solo l’inizio degli aiuti necessari per gli agricoltori. Siamo, infatti, molto preoccupati per la malattia che ha colpito e colpirà migliaia di piante per cui sono necessari altri fondi da destinare al monitoraggio delle piante e alla ricerca di una soluzione. Di fondamentale importanza è stato il lavoro svolto dal Servizio Fitosanitario Regionale, che ringraziamo e che ci auguriamo prosegua anche nei prossimi mesi per il bene delle nostre colture”.
A Verona, situazione critica per una risorsa importante. Il kiwi rappresenta nella provincia di Verona una risorsa economica di grande importanza. Nel 2010 sono stati prodotti, infatti, 550 mila quintali di frutti per un valore di circa 40 milioni di euro in oltre 2000 ettari di terreno. La situazione a Verona, relativamente alla batteriosi del kiwi, è già critica. A cura del Servizio Fitosanitario Regionale sono stati controllati 328 ettari circa il 10% della superficie regionale investita a kiwi. Il 75% degli impianti piantati nel 2011 è risultato positivo al batterio PSA (Pseudomonas syringae pv. Actidinidiae). Su 175 campioni analizzati, 152 sono risultati positivi al batterio e su 95 piante prelevate e analizzate, 67 sono risultate positive. E’ importante anche l’analisi effettuata su 57 campioni asintomatici dei quali 42 sono risultati negativi, ma il 26% è tuttavia positivo senza dare segni esteriori e visibili. In questo momento, complice il clima caldo la malattia non si manifesta con virulenza; per un esame più approfondito bisognerà aspettare il prossimo inverno.
Da verificare il possibile blocco degli impianti. “La malattia ha una capacità di diffusione molto rapida e per i batteri, al momento, non esiste una cura – sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – L’unica cosa da fare è la prevenzione, specie nelle stagioni più a rischio come la primavera e l’autunno. Occorre, inoltre, continuare a fare opera d’informazione presso gli agricoltori per tenere basso il propagarsi della batteriosi, effettuare il monitoraggio continuo nei frutteti ed estirpare le piante malate o con sintomi. Resta aperto il problema del blocco degli impianti, cioè il divieto di mettere a dimora nuovi impianti senza l’assoluta sicurezza sanitaria, a oggi in vigore solo in Piemonte”.
(fonte Coldiretti Verona)
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