• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

A Bergamo, città del Paesaggio, esempi di giardini spontanei per valorizzare i luoghi secondo gli insegnamenti di maestri paesaggisti

piazza Vecchia di Berrgamo alta trasformata in un giardino spontaneo a settembre 2018 (foto A. Bedin)

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Dal 6 al 23 settembre scorso Bergamo si è riconfermata città del Paesaggio con vari allestimenti nelle piazze e giardini della città Alta, splendido borgo dove il concetto di paesaggio è ben espresso dall’immersione della città nel verde dei colli (quasi 5000 ettari) quale massima espressione di interazione tra l’uomo e il territorio.

fruibilità del giardino spontaneo in cui è stata trasformata piazza Vecchia di Bergamo alta lo scorso settembre

Valorizzare luoghi nella spontaneità della Natura. Quest’anno l’associazione culturale Arketipos, in collaborazione con il comune di Bergamo, oltre ai numerosi incontri ed eventi che sono stati proposti in un ampio programma, ha puntato alla trasformazione della piazza Vecchia, considerata da Le Corbusier (1887-1965),architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese, “la più bella del mondo”, in uno straordinario giardino spontaneo come ci ha già insegnato di saper far bene il maestro olandese Piet Oudolf, paesaggista famoso per i suoi giardini dall’aspetto selvatico, in altre realtà nel mondo molto conosciute, come è il caso dell’High Line di New York o del “teatro delle piante” nella Ruhr in Germania, quest’ultimo un allestimento verde nella vasca di sedimentazione di un ex depuratore industriale. Un modo per insegnarci a valorizzare luoghi, anche dismessi, con la spontaneità della Natura e a riconoscere nel suo ordinato/disordine un fascino speciale e una importanza determinante per la continuità della vita.