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Nel trevigiano-bellunese, avvio di una filiera certificata delle aziende del territorio operanti nel settore legno-energia

1867_energie_rinnovabiliIl Consorzio Agrario di Treviso e Belluno guarda al mercato delle energie rinnovabili e lancia la rivoluzione del consumo di biocombustibile: non più vendita al dettaglio, ma attraverso un servizio integrato che garantisce in un’unica soluzione installazione, manutenzione e fornitura di centrali termiche a biomassa.

Un nuovo modo di vendere e incentivare l’uso di energie rinnovabili, reso possibile grazie all’alleanza strategica che il Consorzio Agrario ha stipulato con un’altra azienda trevigiana, l’opitergina Drusian Impianti. L’obiettivo è costituire una filiera tra aziende del territorio operanti nel settore legno-energia, dalla costruzione degli impianti alla fornitura di biocombustibile, certificata dal marchio SelvaFlama, riconosciuto dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL). Una sinergia che punta allo sviluppo nelle province di Treviso e Belluno di un servizio integrato di qualità, in grado di offrire in un’unica soluzione contrattuale l’installazione-manutenzione di centrali termiche (generatore a biomasse e silo deposito combustibile), a cura di Drusian, e la fornitura di biocombustibile sfuso (legna, cippato e pellets), mediante consegna per autobotte da parte del Consorzio Agrario. Il tutto realizzato su misura delle esigenze del cliente (aziende e privati), sfruttando gli incentivi fiscali in vigore o investendo a costo zero attraverso innovative formule di contracting energetico.

Pellet al dettaglio consegnato a casa. «Siamo fieri di avviare questa collaborazione, che ci permette di espandere ulteriormente un mercato in cui già siamo molto presenti nelle province di Treviso e Belluno, ottimizzando l’impiego delle nostre strutture aziendali – afferma il presidente del Consorzio Agrario di Treviso e Belluno, Fulvio Brunetta – Sul fronte delle energie rinnovabili attualmente il Consorzio Agrario vanta una buona quota di mercato nella vendita di pellet al dettaglio, ma la nostra intenzione è quella di incentivare la vendita di pellet sfuso, consegnato con autobotte automatica: è un modo intelligente di usare il pellet, in quanto non c’è sforzo per il cliente, non si sporca e non c’è rifiuto di imballaggio». «Le biomasse rappresentano una fonte di energia ecologica e conveniente, valida non solo per usi domestici, ma anche per l’alimentazione di impianti più grandi, come quelli di industrie, edifici comunitari, serre, enti pubblici – spiega il direttore del Consorzio Agrario, Pietro Carniato – Basti pensare che rispetto a metano, gasolio e gpl, i cui valori di consumo si attestano tra i 100 e i 250 euro per MWh, il pellet consegnato in autobotte presenta un valore di consumo di 69 euro per MWh, con un risparmio medio sul costo annuo del riscaldamento di oltre il 50%. Senza dimenticare, ovviamente, l’abbattimento dell’impatto ambientale, aspetto che oggi ha valenza sia ecologica che commerciale: gli edifici serviti da impianti a biomassa, infatti, acquistano automaticamente la classe energetica A, aumentando così il loro valore nel mercato immobiliare».

Destinatari le aziende agricole, ma non solo. «Il Consorzio Agrario vanta oggi un portafoglio di oltre 28mila clienti nelle province di Treviso e Belluno, molti dei quali sono aziende agricole – prosegue Pietro Carniato – I nostri servizi, tuttavia, rispondono alle esigenze di tutte le categorie di consumatori, non solo del settore primario. Sempre in fatto di energie, ad esempio, il Consorzio svolge anche un servizio di consegna a domicilio del gasolio da riscaldamento, offrendo un prodotto di qualità, che non danneggia gli impianti, in modo trasparente: per ogni consegna a domicilio, infatti, effettuiamo una doppia misurazione, prima all’uscita del prodotto dalla cisterna e poi all’erogazione dall’autobotte, in modo da garantire al cliente l’esatta quantità di prodotto richiesta».

Fonte:

Alimenti Vs Combustibili, l’annosa questione dibattuta a Bruxelles

agroenergieLa produzione di biocarburanti non è all’origine dei prezzi elevati e volatili, che sono causati dai fondamentali del mercato quali i prezzi del petrolio, i tassi di cambio, le condizioni meteorologiche estreme e le restrizioni ad hoc della politica commerciale.

Paesi in via di sviluppo, preservati dalle fluttuazioni dei prezzi agricoli mondiali. Questa constatazione figura fra i risultati di un recente studio realizzato da Michael Schmitz, economista agrario dell’Università di Giessen (D), e presentato nei giorni scorsi a Bruxelles. I mercati locali nei Paesi in via di sviluppo sono, infatti, regolarmente preservati dalle fluttuazioni dei prezzi agricoli mondiali, mentre le forti oscillazioni dei prezzi verificatesi negli ultimi anni sui mercati agricoli mondiali hanno avuto soltanto un impatto limitato sulle regioni in cui la popolazione soffre la fame.

(Fonte: Europe Direct Veneto)