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Il Governo, tramite il Ministero dell’Ambiente, impugna norme regionali di semplificazione burocratica. Luca Zaia: “Ci opporremo con tutti gli strumenti giuridici, sono articoli che non danneggiano l’ambiente né eludono norme di legge dello Stato”.

Luca Zaia, governatore del Veneto

Luca Zaia, governatore del Veneto

Il Governo, tramite il Ministero dell’Ambiente, ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale alcune norme contenute nella legge finanziaria della Regione del Veneto in materia ambientale.

Gli articoli impugnati. In particolare, viene contestato l’art. 19 che prevede la possibilità di realizzare opere di regimazione idraulica con il sistema della compensazione, il che consentirebbe alla Regione di dare un valore economico al materiale scavato riutilizzabile e detrarlo quindi dall’importo da pagare alle aziende appaltatrici che eseguono i lavori. L’art. 56, commi 1 e 4, riguarda invece una semplificazione della disciplina relativa alla combustione controllata sul luogo di produzione di residui vegetali non più funzionali all’uso agricolo. Infine, è oggetto di impugnazione anche l’art. 65, comma 2 (tutela della rete ecologica regionale “Natura 2000”) con specifico riferimento alle disposizioni che consentono a determinati interventi di non essere assoggettati a valutazione di incidenza ambientale (VINCA).

La reazione. A fronte dell’azione del Consiglio dei Ministri e sul fatto di attribuzione di competenze tra Stato e Regioni, il governatore del Veneto Luca Zaia scende sul piede di guerra: “Noi ci opporremo con tutte le forze e gli strumenti giuridici, ma il problema di fondo resta: ogni qualvolta cerchiamo di introdurre elementi di semplificazione a favore delle economie dei territori e dei cittadini il governo ci si mette di mezzo”. Gli articoli impugnati – aggiunge il presidente – sono basati su principi di buon senso, semplificazione burocratica e utilità pratica ed economica per la Regione e i cittadini, senza minimamente danneggiare l’ambiente né eludere norme di legge imposte dallo Stato”.“Vedo nei comportamenti di questo governo e nei progetti di riforma solo un disegno neocentralista che disgrega il Paese e punisce chi, come il Veneto, ha saputo dimostrare come si fa buona amministrazione, assumendosene responsabilità e rischi. Pretendiamo autonomia decisionale, operativa e finanziaria”, conclude il presidente veneto.

(Fonte: Regione Veneto)

Bruciatura materiali vegetali di origine agricola, approvato il disegno di legge

Bruciatura sterpaglieE’ stato approvato nei giorni scorsi il disegno di legge collegato alla legge di stabilità “disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, che all’articolo 30 contiene le disposizioni in materia di combustione controllata di materiali vegetali di origine agricola.

La parola ai Comuni. La disposizione prevede che, fatte salve le norme sulla condizionalità previste nell’ambito della Pac, i Comuni, tenuto conto delle specifiche peculiarità del territorio, con propria ordinanza, individuano le aree, i periodi e gli orari in cui è consentita la combustione controllata, sul sito di produzione, del materiale vegetale di origine agricola, suddiviso in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri stero per ettaro, mediante processi o metodi che in ogni caso non danneggino l’ambiente né mettano in pericolo la salute umana.

Periodi in cui è vietato bruciare le sterpaglie. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la bruciatura di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I Comuni e le altre Amministrazioni competenti hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la bruciatura dei predetti residui all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteo climatiche o ambientali sfavorevoli, ovvero in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana.

(Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali)