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12 giugno 2024, a La Vigna di Vicenza si celebra il caffè e Prospero Alpini, che lo introdusse per primo in Europa

Quaderno apliniano-copertinaMercoledì 12 giugno alle ore 17.30 verrà presentato alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, in collaborazione con l’Accademia del Caffè “Prospero Alpini marosticense”, il “Quaderno Alpiniano”, una pubblicazione che celebra il caffè esplorandone la storia, le tradizioni e le innovazioni legate a questa affascinante bevanda. Dopo i saluti istituzionali del vicepresidente della Biblioteca “La Vigna” Raffaele Cavalli, interverranno Maurizio Rippa Bonati, presidente del Centro Studi “Prospero Alpini”, il vicepresidente dell’Accademia del caffè Giandomenico Cortese, e l’arch. Gianluca Parise.

Prospero Alpini, marosticense (Marostica, 23 novembre 1553 – Padova, 23 novembre 1616), è il medico-botanico (vedi anche articolo precedente) che importò per primo a Venezia la pianta del caffè e la conseguente bevanda, un decotto ricavato dalle bacche che rivoluzionò anche le relazioni sociali nei locali della Serenissima e da lì in ogni parte d’Europa. Dopo aver conseguito la laurea a Padova e aver praticato la medicina a Camposampiero, Alpini accettò l’invito del nobile Giorgio Emo, console al Cairo, ad accompagnarlo nelle terre d’Egitto. Durante questa esperienza nel Medio Oriente, Alpini trasse ispirazione per le sue ricerche e gli studi botanici, anche in merito alla pianta del caffè. Al suo ritorno, venne nominato Prefetto dell’Orto Botanico di Padova, uno dei più antichi e celebri al mondo. La storia e le vicende di Prospero Alpini, così come le sue scoperte, dalla pianta del caffè a quella del dattero, sono da tempo oggetto di particolare attenzione nella nostra regione. In suo onore è stato costituito un Centro Studi, collegato all’Ateneo Patavino, e da cinque anni a Marostica è stata avviata l’Accademia del Caffè “Prospero Alpini marosticense” che promuove e divulga anche scientificamente la tipica bevanda.

Il “Quaderno Alpiniano” (Edizioni Grafiche Leoni di Fara Vicentino), riccamente illustrato, nasce da un desiderio, più che da un’idea, di Mariangela Cuman, ed è stato realizzato dall’impegno e dalla creatività di Gianluca Parise, certosino interprete di puntuali indicazioni di una cronaca divenuta già storia. La pubblicazione contiene i contributi di numerosi studiosi, tra cui Carlo Cassina, Andrea CozzaBarbara Guidi, Giuseppe Antonio MuraroMassimo Rinaldi, e di appassionati alpiniani quali Cinzia Battistello, Giorgio Strapazzon, Otello Fabris, Francesca Xausa e Roberto Xausa. Leggerlo, scorrerlo, apprezzarne le immagini, ricche di colore e di sapore affascina e arricchisce. Alcune pagine ricordano la figura di Giuseppe Ongaro, primo presidente del Centro Studi dedicato a Prospero e illustre storico della medicina dell’Università di Padova.

InterventiRaffaele Cavalli, vicepresidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Maurizio Rippa Bonati, presidente del Centro Studi “Prospero Alpini”, Giandomenico Cortese, vicepresidente dell’Accademia del caffè “Prospero Alpini marosticense”, Gianluca Parise, architetto. Modalità di partecipazione: ingresso libero, è gradita la registrazione: https://bit.ly/4dZERQV

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Il caffè diventerà presto un lusso (e sarà più cattivo)

raccolta-caffeIl rapporto “A Brewing Storm” del Climate Institute di Sydney, Australia, vede “nero” per il caffè. La colpa è dei cambiamenti climatici che potrebbero portare le aree adatte alla coltivazione della pianta del caffè a dimezzarsi nel 2050.

Minore qualità e aumento dei prezzi al consumo. “L’aumento delle temperature e gli eventi meteo estremi – sottolinea John Connor, a capo dell’Istituto australiano – taglieranno le aree adatte alla produzione fino al 50%, riducendo la qualità del caffè e aumentando i prezzi al consumo. I consumatori dovranno affrontare la riduzione delle scorte, l’impatto su sapore e aromi e l’aumento del prezzo”. La crescita delle temperature ha già colpito le attività in molti Paesi, tra cui Messico, Guatemala e Nicaragua, aumentando l’incidenza di malattie e parassiti, che influiscono su rendimenti e qualità. Attualmente il caffè rappresenta un’industria globale da 19 miliardi di dollari con una produzione che è triplicata negli ultimi cinquantanni e ogni giorno nel mondo vengono consumate più di 2,25 miliardi di tazzine.

Le (disastrose) prospettive. Quasi il 90% dei 25 milioni di produttori di caffè sono piccoli proprietari in 70 Paesi, principalmente in via di sviluppo, tra cui Guatemala, Brasile, Vietnam, Colombia, Etiopia e Indonesia. Il cambiamento climatico minaccia l’attività di circa 120 milioni di persone che lavorano per il caffè e gli studiosi ritengono che saranno costretti a trasferire la produzione su territori riservati ora ad altri usi come la conservazione della natura e delle foreste.

Fonte: Asterisco Informazioni